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La Cassazione: c’è stato uno sforzo corale per l’attuazione delle riforme

La Cassazione: c’è stato uno sforzo corale per l’attuazione delle riformeRoma, 25 gen. (askanews) – “L’anno appena trascorso ha visto l’intera magistratura sia ordinaria che onoraria impegnata nel dare attuazione alle riforme del processo civile e penale varate nel 2022. Si è trattato di uno sforzo corale animato da alta tensione ideale, da grande senso di responsabilità, da scrupolosa attenzione agli aspetti organizzativi quale componente essenziale della cultura del magistrato”. Lo spiega la prima presidente della Cassazione, Margherita Cassano, nel suo intervento per la inaugurazione dell’anno giudiziario, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del ministro della Giustizia, Sergio Mattarella, e dei vertici della giurisdizione.

“La legittimazione – aggiunge – si rinnova quotidianamente con la risposta meditata e responsabile alle domande di giustizia, la tutela dei diritti fondamentali della persona, il rigoroso rispetto delle garanzie difensive, l’osservanza del metodo del contraddittorio, l’attento ascolto delle ragioni degli altri, il costante confronto con l’avvocatura e l’intera comunità dei giuristi, la leale collaborazione con le altre istituzioni, oltre che con comportamenti ispirati a equilibrio, sobrietà, riservatezza”.

Giustizia, Cassazione: sforzo corale per attuazione riforme

Giustizia, Cassazione: sforzo corale per attuazione riformeRoma, 25 gen. (askanews) – “L’anno appena trascorso ha visto l’intera magistratura sia ordinaria che onoraria impegnata nel dare attuazione alle riforme del processo civile e penale varate nel 2022. Si è trattato di uno sforzo corale animato da alta tensione ideale, da grande senso di responsabilità, da scrupolosa attenzione agli aspetti organizzativi quale componente essenziale della cultura del magistrato”. Lo spiega la prima presidente della Cassazione, Margherita Cassano, nel suo intervento per la inaugurazione dell’anno giudiziario, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del ministro della Giustizia, Sergio Mattarella, e dei vertici della giurisdizione.

“La legittimazione – aggiunge – si rinnova quotidianamente con la risposta meditata e responsabile alle domande di giustizia, la tutela dei diritti fondamentali della persona, il rigoroso rispetto delle garanzie difensive, l’osservanza del metodo del contraddittorio, l’attento ascolto delle ragioni degli altri, il costante confronto con l’avvocatura e l’intera comunità dei giuristi, la leale collaborazione con le altre istituzioni, oltre che con comportamenti ispirati a equilibrio, sobrietà, riservatezza”.

Bonomi: il 2024 è cruciale per l’Ue, le elezioni di giugno sono un punto di non ritorno

Bonomi: il 2024 è cruciale per l’Ue, le elezioni di giugno sono un punto di non ritornoRoma, 25 gen. (askanews) – “Questo è un anno cruciale per il destino dell’Europa. Le elezioni di giugno segneranno uno spartiacque importante, saranno un punto di non ritorno. E gli imprenditori che da sempre sono i più convinti europeisti fanno sentire la loro voce per chiedere un’Europa che torni a pensare a se stessa come una potenza economica, ad avere un ruolo di leadership sullo scacchiere geopolitico che accompagni e sostenga la sua industria”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, in occasione della presentazione del rapporto sul digitale promosso da Anitec-Assinform.

“Per questo – ha aggiunto – serve un Industrial Act dopo le elezioni. Anche perchè c’è sempre più bisogno di un’Europa solida e autorevole”.

Il Real Madrid è il club più ricco al mondo, in Italia vince la Juve

Il Real Madrid è il club più ricco al mondo, in Italia vince la JuveMilano, 25 gen. (askanews) – Il Real Madrid spodesta il Manchester City dal trono dei club più ricchi al mondo: nella stagione 2022-2023 la società guidata da Florentino Perez ha generato ricavi per 831 milioni di euro, superando Manchester City (826 milioni di euro), Paris Saint-Germain (802), Barcellona (800) e Manchester United (746). E’ quanto emerge dalla 27esima Football Money League, pubblicata dallo Sports Business Group di Deloitte, che ha passato in rassegna i conti dei 20 club con i maggiori ricavi nel calcio mondiale.

Dall’analisi emerge un mondo del pallone ingessato: sono solo tre le new entry nella Football Money League, Eintracht Francoforte, SCC Napoli e Olympique de Marseille, con le italiane lontanissime e tutte fuori dalla top 10. La Juventus resta all’11esimo posto anche se aumenta i ricavi del +8% a 432 milioni di euro; il Milan balza dalla 16esima alla 13esima posizione con 385 milioni (+50%) e batte l’Inter stabile al 14esimo posto, con un aumento di quasi 50 milioni di fatturato a 379 milioni di euro (+23%). Il Napoli, che nel 2023 ha conquistato lo scudetto in Italia, si piazza al 19esimo posto: ricavi per oltre 267 milioni, +71%. Nel 2022-2023 le 20 big mondiali hanno mosso in una sola stagione la cifra record di 10,5 miliardi di euro (+14%). A ingrossare le casse delle società, notano gli analisti, i record registrati a livello commerciale (4,4 miliardi) e da matchday (1,9 miliari). Più lento l’andamento dei ricavi da diritti televisivi: +5% per una crescita limitata dal fatto che la stagione 2022-2023 rientrava in accordi già esistenti.

“I club sembrano non poter più contare su una crescita esponenziale dei ricavi da diritti Tv, la creazione di un modello di business più focalizzato sul piano commerciale consentirà di ottenere un maggiore controllo sulla propria stabilità finanziaria”, ha detto Tim Bridge, partner dello Sports Business Group di Deloitte. “Nelle prossime stagioni i club potrebbero diversificare i propri ricavi per ottenere il controllo su una quota maggiore dei loro introiti. Ciò consentirà di proteggersi non solo dalla variabilità delle prestazioni sul campo, ma anche da condizioni macroeconomiche più difficili e da cambiamenti nel sistema calcistico”.

Il Real Madrid è il club più ricco al mondo, in Italia vince la Juve

Il Real Madrid è il club più ricco al mondo, in Italia vince la JuveMilano, 25 gen. (askanews) – Il Real Madrid spodesta il Manchester City dal trono dei club più ricchi al mondo: nella stagione 2022-2023 la società guidata da Florentino Perez ha generato ricavi per 831 milioni di euro, superando Manchester City (826 milioni di euro), Paris Saint-Germain (802), Barcellona (800) e Manchester United (746). E’ quanto emerge dalla 27esima Football Money League, pubblicata dallo Sports Business Group di Deloitte, che ha passato in rassegna i conti dei 20 club con i maggiori ricavi nel calcio mondiale.

Dall’analisi emerge un mondo del pallone ingessato: sono solo tre le new entry nella Football Money League, Eintracht Francoforte, SCC Napoli e Olympique de Marseille, con le italiane lontanissime e tutte fuori dalla top 10. La Juventus resta all’11esimo posto anche se aumenta i ricavi del +8% a 432 milioni di euro; il Milan balza dalla 16esima alla 13esima posizione con 385 milioni (+50%) e batte l’Inter stabile al 14esimo posto, con un aumento di quasi 50 milioni di fatturato a 379 milioni di euro (+23%). Il Napoli, che nel 2023 ha conquistato lo scudetto in Italia, si piazza al 19esimo posto: ricavi per oltre 267 milioni, +71%. Nel 2022-2023 le 20 big mondiali hanno mosso in una sola stagione la cifra record di 10,5 miliardi di euro (+14%). A ingrossare le casse delle società, notano gli analisti, i record registrati a livello commerciale (4,4 miliardi) e da matchday (1,9 miliari). Più lento l’andamento dei ricavi da diritti televisivi: +5% per una crescita limitata dal fatto che la stagione 2022-2023 rientrava in accordi già esistenti.

“I club sembrano non poter più contare su una crescita esponenziale dei ricavi da diritti Tv, la creazione di un modello di business più focalizzato sul piano commerciale consentirà di ottenere un maggiore controllo sulla propria stabilità finanziaria”, ha detto Tim Bridge, partner dello Sports Business Group di Deloitte. “Nelle prossime stagioni i club potrebbero diversificare i propri ricavi per ottenere il controllo su una quota maggiore dei loro introiti. Ciò consentirà di proteggersi non solo dalla variabilità delle prestazioni sul campo, ma anche da condizioni macroeconomiche più difficili e da cambiamenti nel sistema calcistico”.

Snam: nel piano al 2027 investimenti salgono a 11,5 miliardi

Snam: nel piano al 2027 investimenti salgono a 11,5 miliardiMilano, 25 gen. (askanews) – Snam investirà nel periodo 2023-2027 complessivi 11,5 miliardi di euro, in crescita del 15% rispetto al precedente piano 2022-2026, destinati al rafforzamento delle infrastrutture di trasporto, stoccaggio e Gnl e ai business della transizione (biometano, CCS, idrogeno ed efficienza energetica).

Nel dettaglio, allo sviluppo sostenibile delle infrastrutture sono destinati 10,3 miliardi, in particolare: 7,4 miliardi dedicati al trasporto (rispetto ai 6,3 mld del precedente piano), compresi gli investimenti relativi al potenziamento della Dorsale Adriatica, la sostituzione di circa 900 km di rete, la costruzione di stazioni di compressione dual fuel, le opere di collegamento con le FSRU e gli impianti di biometano; 1,4 miliardi (dai precedenti 1,3 mld) per l’ampliamento e l’upgrade dei siti di stoccaggio; 1,5 miliardi (dai 1,4 mld) destinati al GNL, con un aumento riconducibile alla messa in esercizio della FSRU di Ravenna, al ricollocamento della FSRU di Piombino, ai relativi investimenti infrastrutturali e alla realizzazione delle infrastrutture smallscale (Panigaglia e Pignataro) nel Nord e nel Sud Italia. Gli investimenti nei business della transizione energetica ammontano invece a 1,2 miliardi, così ripartiti: 400 milioni per il biometano; 350 milioni per la CCS (Carbon Capture and Storage); 100 milioni per l’idrogeno; 300 milioni per l’efficienza energetica e la generazione distribuita.

“In un contesto energetico globale che continua ad essere sfidante e volatile – ha dichiarato Stefano Venier, amministratore delegato di Snam – investiremo 11,5 miliardi nello sviluppo di un’infrastruttura in grado di gestire in modo sempre più flessibile una pluralità di molecole verso la neutralità carbonica del Paese. Prosegue il nostro impegno per rafforzare la sicurezza energetica, garantendo infrastrutture per forniture diversificate e sostenibili nel lungo periodo e supportando il percorso di transizione, anche attraverso progetti considerati strategici a livello europeo. Lo faremo assicurando ritorni in crescita a tutti i nostri stakeholder”. Il nuovo piano prevede un utile netto adjusted in crescita di circa il 4% medio annuo (+3% nel piano precedente) e un dividendo in crescita minima aumentata al 3% (dal precedente +2,5%). Migliorata la guidance sull’utile netto 2023, pari a circa 1,14 miliardi, rispetto alla precedente pari almeno a 1,1 miliardi, con la proiezione a fine 2027 di circa 1,33 miliardi.

Bolelli e Vavassori in finale agli Australian Open di Melbourne

Bolelli e Vavassori in finale agli Australian Open di MelbourneRoma, 25 gen. (askanews) – Simone Bolelli e Andrea Vavassori sono la terza coppia italiana della storia a giocare una finale Slam dopo Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola e quella composta dallo stesso Simone Bolelli e Fabio Fognini. In semifinale all’Australian Open gli azzurri hanno sconfitto 63 36 76(5) i tedeschi annick Hanfmann-Dominik Koepfer.

Bolelli e Vavassori giocheranno in finale contro l’indiano Rohan Bopanna e l’australiano Matthew Ebden. Teste di serie numero 2, in semifinale hanno sconfitto 63 36 76(7) il ceco Thomas Machac e il cinese Zhizhen Zhang, vincendo al set decisivo il quinto tie-break su cinque giocati nel torneo. Comunque vada la finale, l’indiano avrà qualcosa da festeggiare: lunedì diventerà infatti, a 43 anni, il più anziano numero 1 del mondo in doppio da quando esiste il ranking computerizzato.

Snam: nel piano al 2027 gli investimenti salgono a 11,5 miliardi (+15%)

Snam: nel piano al 2027 gli investimenti salgono a 11,5 miliardi (+15%)Milano, 25 gen. (askanews) – Snam investirà nel periodo 2023-2027 complessivi 11,5 miliardi di euro, in crescita del 15% rispetto al precedente piano 2022-2026, destinati al rafforzamento delle infrastrutture di trasporto, stoccaggio e Gnl e ai business della transizione (biometano, CCS, idrogeno ed efficienza energetica).

“In un contesto energetico globale che continua ad essere sfidante e volatile – ha dichiarato Stefano Venier, amministratore delegato di Snam – investiremo 11,5 miliardi di euro nello sviluppo di un’infrastruttura in grado di gestire in modo sempre più flessibile una pluralità di molecole verso la neutralità carbonica del Paese. Prosegue il nostro impegno per rafforzare la sicurezza energetica, garantendo infrastrutture per forniture diversificate e sostenibili nel lungo periodo e supportando il percorso di transizione, anche attraverso progetti considerati strategici a livello europeo. Lo faremo – ha spiegato – assicurando ritorni in crescita a tutti i nostri stakeholder, con una strategia di sostenibilità ampliata, che all’impegno sul fronte delle emissioni affianca il mantenimento di altri equilibri come quello della biodiversità e della rigenerazione territoriale”. Il 58% degli investimenti netti del nuovo piano è allineato ai Sustainable Development Goals e il 37% alla Tassonomia Europea. Snam prevede Net zero al 2050 su tutte le emissioni.

Domani in Cdm norme per agevolare missione militare in mar Rosso

Domani in Cdm norme per agevolare missione militare in mar RossoRoma, 24 gen. (askanews) – La missione militare nel mar Rosso approderà domani in Consiglio dei ministri. Secondo quanto riferiscono fonti parlamentari di maggioranza, il Governo si appresta a modificare nel senso di una maggiore flessibilità la legge 145 del 2016, strumento che regola le missioni militari all’estero. Missioni già in atto potranno essere impiegate “nella medesima area” e ci potranno essere forze di “prontezza operativa” a disposizione per nuove crisi o situazioni di emergenza senza passare per un nuovo decreto. Il tutto potrebbe quindi “agevolare” si spiega negli stessi ambienti, lo svolgimento della prevista missione militare nel mar Rosso.

Nella bozza approdata in pre-Consiglio, fra le modifiche c’è quella relativa all’articolo 2, comma 2 della legge 145/2016. Nel testo attualmente in vigore si specifica che nell’informare le Camere “il Governo indica, per ciascuna missione, l’area geografica di intervento, gli obiettivi, la base giuridica di riferimento, la composizione degli assetti da inviare, compreso il numero massimo delle unità di personale coinvolte (…)”, qui si inserirebbero le parole “anche in modalità interoperabile con altre missioni nella medesima area geografica”. Un comma aggiuntivo al medesimo articolo 2 della legge, sempre secondo la bozza che circola negli ambienti governativi e di maggioranza, indica la possibilità per il Governo di “individuare forze ad alta e altissima prontezza operativa, da impiegare all’estero al verificarsi di crisi o situazioni di emergenza”, forze il cui “effettivo impiego” è deliberato dal Consiglio dei ministri, previa comunicazione al presidente della Repubblica. “La deliberazione è trasmessa dal Governo alle Camere, le quali, entro cinque giorni, con appositi atti di indirizzo, secondo i rispettivi regolamenti, ne autorizzano l’impiego o ne negano l’autorizzazione”.

Migranti, ok Camera a intesa con l’Albania, maggioranza compatta

Migranti, ok Camera a intesa con l’Albania, maggioranza compattaRoma, 24 gen. (askanews) – Con l’ok della Camera è arrivato il primo via libera del Parlamento al ddl di ratifica del protocollo Italia-Albania (155 voti a favore, 115 contrari, 2 astensioni). Il protocollo, fortemente voluto dalla premier Giorgia Meloni come uno dei tasselli della politica del governo di destra sui migranti, prevede la creazione di un hotspot presso il porto di Shengjin e un Cpr nell’entroterra presso Gjder.

Nelle due strutture, con una capienza complessiva per non più di 3mila migranti, saranno condotti stranieri salvati in operazioni di soccorso in acque extra-Ue e il primo screening sarà effettuato, secondo quanto riferito dall’esecutivo durante i lavori sul provvedimento, in alto mare. Non dovranno essere portati in Albania soggetti vulnerabili (“minori, minori non accompagnati, disabili, anziani, donne, genitori singoli con figli minori, vittime della tratta di esseri umani, persone affette da gravi malattie o da disturbi mentali, persone per le quali è accertato che hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale, vittime di mutilazioni genitali”, ha spiegato il sottosegretario agli Esteri Edmondo Cirielli di Fdi) e dunque la scelta dovrebbe cadere su uomini provenienti da Paesi considerati “sicuri”. Uno screening non banale e non privo di incognite.

Il ddl di ratifica equipara le aree concesse in uso all’Italia, di cui il nostro Paese avrà la concessione, la responsabilità e la gestione, e di cui sosterrà tutti i costi, a zone di frontiera e di transito dove è prevista la procedura accelerata di identificazione ed espulsione. Nel caso in cui venisse riconosciuto a qualcuno dei migranti il titolo di rifugiato, la persona in questione dovrà essere condotta in Italia, così come coloro per i quali si dovessero oltrepassare i tempi massimi di detenzione amministrativa senza aver terminato le procedure necessarie. L’iter a Montecitorio ha visto la maggioranza compatta, sia in commissione che in aula, dove si è proceduto voto dopo voto, bocciando tutti gli emendamenti e anche gli ordini del giorno delle opposizioni, senza la questione di fiducia. Con i gruppi di minoranza che hanno protestato contro un “metodo” che ha “impedito il confronto nel merito”, che ha lasciato “senza risposte” i “dubbi e gli interrogativi” sui rischi sotto il profilo del “rispetto delle normative internazionali, europee e nazionali sui diritti umani” e contro un centrodestra che si è piegato “ai diktat di Palazzo Chigi”. Questa operazione produrrà “discriminazioni di trattamento tra chi è salvato in acque nazionali e chi è salvato in acque internazionali, tra i richiedenti asilo in Italia e coloro che andranno in Albania”, dove il diritto di difesa sarà espletabile “solo da remoto”.

“Il governo non ha il controllo di quello che accadrà in Albania e dovrà assumersi anche la responsabilità penale di quanto farà”, ha detto Riccardo Magi di +Europa, il quale ritiene che l’operazione si sgonfierà dopo la “foto opportunity” in occasione della posa della prima pietra. Per Filiberto Zaratti (Avs) “Fdi è ormai una fortezza e in Albania ci sarà una Guantanamo italiana, inutile, costosissima e dannosa”. Maria Elena Boschi (Iv) ha parlato di un’intesa “inattuabile”: una “grande campagna elettorale sulle spalle di disperati che costerà 675 milioni di euro ai cittadini italiani per portare 3mila migranti sugli oltre 157mila arrivati lo scorso anno, risorse che potevano essere impiegate per assumere forze dell’ordine, migliorare i centri o anche solo per alimentare il fondo per i disturbi alimentari tagliato nella Legge di Bilancio”. O per “costruire una politica migratoria più umana, incentrata sull’accoglienza e sull’apertura di percorsi sicuri e regolari per i migranti”, ha osservato il verde Angelo Bonelli. Con il protocollo Italia-Albania “siamo passati dal facile e vuoto slogan ‘aiutiamoli a casa loro’ allo slogan ‘aiutiamoli a casa di altri, a spese nostre, purché non li vediamo’”, ha detto in aula Carmela Auriemma (M5S). “Si dice che ai migranti si applicano, ma solo in quanto compatibili, le norme italiane ed europee sull’ammissione e la permanenza degli stranieri nel territorio nazionale. Eh no – ha rilevato Laura Boldrini del Pd – le norme applicate fuori del territorio nazionale devono essere identiche a quelle applicate nel territorio italiano, cioè non possono essere compatibili, come dite voi, altrimenti sono illegittime”. “Con l’approvazione del ddl di ratifica dell’accordo Italia-Albania – è stata la replica del capogruppo di Fratelli d’Italia Tommaso Foti – si traccia la rotta per nuove politiche migratorie e per la difesa dei confini. Questo darà fastidio alla sinistra. La strada intrapresa dal presidente Giorgia Meloni sull’immigrazione convince l’Ue e sta portando buoni risultati, come dimostra il calo degli sbarchi dalla Tunisia, confermati ed apprezzati anche dalla Commissione Europea”.

Preoccupazione è stata espressa in queste settimane dalle organizzazioni che si occupano di migranti e che sono state ascoltate in audizione, come l’Asgi, il tavolo Asilo e Amnesty international. Oggi Emergency ha definito “inaccettabile” il protocollo che “conferma la politica di esternalizzazione delle frontiere” e fa prevalere “l’approccio securitario al fenomeno migratorio” con il rischio per il Paese di “generare ulteriori violazioni dei diritti umani e creare disparità di trattamento tra persone che approdano in Italia e persone portate in Albania”. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato dove si annuncia un iter ancora più rapido per l’ok definitivo. In attesa della ratifica del protocollo nel Paese delle Aquile, dopo lo stop impresso dalla corte costituzionale albanese che dovrà pronunciarsi entro i primi di marzo.