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Ex Ilva, Urso: intendiamo invertire la rotta, non siamo condizionabili

Ex Ilva, Urso: intendiamo invertire la rotta, non siamo condizionabiliRoma, 11 gen. (askanews) – “Intendiamo invertire la rotta cambiando equipaggio attraverso il rinnovamento e la specializzazone degli impianti esistenti. Mi riferisco a Taranto che dovrà recuperare il ruolo di campione industriale, a Termi per un rafforzamento della produzione dell’acciaio speciale con un contratto di programma che dovrebbe essere definito entro febbraio e a Terni che ora registra un interesse oltre che del soggetto presente, di potenziali nuovi investitori stranieri con cui ci apprestiamo a sottoscrivere un memorandum”. Lo ha detto il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, in un’informativa al Senato sulla situazione dell’ex Ilva.

Occorre “definire finalmente una politica industriale duratura nel tempo per il bene di tutti gli italiani e dei lavoratori metalmeccanici e delle loro famiglie che non vogliamo deludere. Non siamo consizionabili come non lo sono loro”.

Salvini: la riforma della giustizia è fondamentale, basta gogne mediatiche

Salvini: la riforma della giustizia è fondamentale, basta gogne mediaticheRoma, 11 gen. (askanews) – Il leader della Lega e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, sarà domani a Palermo per intervenire al processo OpenArms programmato nell’aula bunker dell’Ucciardone alle 9,30. Salvini ha ricordato l’appuntamento durante la riunione in corso a Montecitorio con tutti i parlamentari del Carroccio: “Stiamo assistendo a una gogna mediatica che in passato aveva travolto altre persone a me vicine poi uscite totalmente pulite. Ma nel frattempo sono stati infangati”, ha commentato secondo quanto rende noto la Lega. Per questo, ha aggiunto, “la riforma della giustizia è fondamentale”. Durante la riunione, rende noto la Lega, sono stati applauditi Federico Freni, sottosegretario all’Economia, “non indagato ma vittima di gravi insinuazioni mediatiche” e Roberto Calderoli quando Salvini ha citato la riforma dell’Autonomia.

Bce: lo spread dell’Italia è calato dopo le conferme delle agenzie sul rating

Bce: lo spread dell’Italia è calato dopo le conferme delle agenzie sul ratingRoma, 11 gen. (askanews) – Lo spread, il differenziale dei tassi tra i titoli di Stato dell’Italia e quelli della Germania è tornato a calare sul finale dell’anno passato, dopo che le agenzie di rating hanno confermato le loro valutazioni di affidabilità creditizia sul BelPaese. Lo rileva Banca centrale europea nel bollettino economico, in cui si esaminano gli sviluppi dei mercati tra 14 settembre e 13 dicembre 2023.

“L’incremento registrato all’inizio del periodo in esame dal differenziale sui titoli di Stato italiani si è poi attenuato – si legge – in quanto le agenzie di rating hanno confermato le proprie valutazioni sull’Italia”. Più in generale, secondo la Bce “i rendimenti dei titoli di Stato dell’area dell’euro hanno registrato una flessione pressoché analoga a quella dei tassi privi di rischio e i differenziali sono rimasti quasi invariati. Il rendimento dei titoli di Stato dell’area dell’euro a dieci anni ponderato per il Pil è diminuito di circa 40 punti base, attestandosi al 2,8 per cento. Nel periodo in esame, il differenziale tra la media ponderata per il Pil dei titoli di Stato dell’area e il tasso Ois basato sull’ÇSTR ha fatto registrare solo un lieve incremento. Nella maggior parte dei paesi dell’area dell’euro i differenziali sui rendimenti dei titoli di Stato hanno avuto un andamento molto simile. Unica eccezione è rappresentata dal differenziale sui titoli di Stato greci, che è diminuito di 10 punti base in quanto i rating del credito sovrano del paese sono stati elevati a investment grade”.

Industria, Istat: produzione novembre -1,5% su mese, -3,1% su anno

Industria, Istat: produzione novembre -1,5% su mese, -3,1% su annoRoma, 11 gen. (askanews) – A novembre 2023 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell’1,5% rispetto a ottobre. Al netto degli effetti di calendario, l’indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 3,1%. Lo ha reso noto l’Istat spiegando che i giorni lavorativi di calendario sono stati 21 come a novembre 2022.

L’indice destagionalizzato mensile segna riduzioni congiunturali in tutti i comparti: variazioni negative caratterizzano, infatti, i beni strumentali (-0,2%), i beni intermedi e i beni di consumo (-1,8% in entrambi i raggruppamenti) e, in misura più marcata, l’energia (-4%). Si registrano incrementi tendenziali per l’energia (+1%) e i beni strumentali (+0,6%); evidenziano un calo, invece, i beni di consumo e i beni intermedi (-5,7% in entrambi i raggruppamenti).

Tra i settori di attività economica la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati presenta un’ampia crescita tendenziale (+13,1%), seguono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+2,1%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature (+0,8%). Le flessioni maggiori si registrano nell’industria del legno, della carta e della stampa (-12,7%), nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-9,3%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche (-8,5%). Nella media del trimestre settembre-novembre si registra una flessione del livello della produzione dello 0,8% rispetto ai tre mesi precedenti.

Bce: spread Italia calato dopo conferme sul rating da agenzie

Bce: spread Italia calato dopo conferme sul rating da agenzieRoma, 11 gen. (askanews) – Lo spread, il differenziale dei tassi tra i titoli di Stato dell’Italia e quelli della Germania è tornato a calare sul finale dell’anno passato, dopo che le agenzie di rating hanno confermato le loro valutazioni di affidabilità creditizia sul BelPaese. Lo rileva Banca centrale europea nel bollettino economico, in cui si esaminano gli sviluppi dei mercati tra 14 settembre e 13 dicembre 2023.

“L’incremento registrato all’inizio del periodo in esame dal differenziale sui titoli di Stato italiani si è poi attenuato – si legge – in quanto le agenzie di rating hanno confermato le proprie valutazioni sull’Italia”. Più in generale, secondo la Bce “i rendimenti dei titoli di Stato dell’area dell’euro hanno registrato una flessione pressoché analoga a quella dei tassi privi di rischio e i differenziali sono rimasti quasi invariati. Il rendimento dei titoli di Stato dell’area dell’euro a dieci anni ponderato per il Pil è diminuito di circa 40 punti base, attestandosi al 2,8 per cento. Nel periodo in esame, il differenziale tra la media ponderata per il Pil dei titoli di Stato dell’area e il tasso Ois basato sull’€STR ha fatto registrare solo un lieve incremento. Nella maggior parte dei paesi dell’area dell’euro i differenziali sui rendimenti dei titoli di Stato hanno avuto un andamento molto simile. Unica eccezione è rappresentata dal differenziale sui titoli di Stato greci, che è diminuito di 10 punti base in quanto i rating del credito sovrano del paese sono stati elevati a investment grade”.

Gentiloni: la manovra dell’Italia non è pienamente in linea con i requisiti Ue

Gentiloni: la manovra dell’Italia non è pienamente in linea con i requisiti UeRoma, 11 gen. (askanews) – L’Italia è tra i nove Paesi dell’Unione europea che secondo la Commissione Ue hanno preparato piani di Bilancio per quest’anno “non pienamente in linea” con i requisiti previsti. Lo ha ribadito il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni durante una audizione al Parlamento europeo.

Per questo, l’Italia è anche tra i Paesi a cui la Commissione ha chiesto di essere “pronta a intervenire sulle specifiche” richieste riguardo ai conti pubblici, ha aggiunto. Con la riforma appena concordata del patto di stabilità e di crescita “non dobbiamo rassegnarci a un nuovo periodo di bassa crescita a lungo”, perché oltre alla resilienza, anche la crescita “è essenziale per assicurare il risanamento” dei conti.

Ciclone con maltempo al Centro-Sud, il freddo dilaga con gelate al Nord

Ciclone con maltempo al Centro-Sud, il freddo dilaga con gelate al NordRoma, 11 gen. (askanews) – Il freddo è arrivato in Italia con temperature di circa 4-8 gradi inferiori alle medie del periodo; in Europa, intanto, il quadro termico è ancora in forte agitazione. Andrea Garbinato, responsabile redazione del sito www.iLMeteo.it, conferma che su quasi tutto il Continente è stato osservato negli ultimi giorni un paesaggio polare con la neve a Parigi, Vienna, Monaco di Baviera, con i laghi ghiacciati in Ungheria e con il gelo sui Balcani; in particolare, sui settori settentrionale ed orientale dell’Europa il termometro non è salito, durante le ore più ‘calde’, oltre i -10°C con massime dunque tipiche delle steppe russe. Ma attenzione: il freddo artico scenderà nuovamente, dalle prossime ore, verso sud, dalla Bielorussia fino alla Turchia, colpendo in modo diffuso ed estremo gran parte del settore orientale europeo; questa nuova colata artica lambirà anche i Balcani e molto marginalmente le nostre regioni adriatiche con un ulteriore leggero calo delle temperature. In Italia, dunque, proseguirà un periodo freddo, ma senza eccessi estremi. La prossima settimana, in particolare dal 16 gennaio in poi, potremo vivere degli eccessi opposti, molto marcati: da martedì sono previste temperature ‘calde’ per il periodo anche in Italia, in linea con i Cambiamenti Climatici che hanno portato alla chiusura del 2023 al primo posto come anno più caldo della storia a livello globale. Intanto, nelle prossime ore vivremo però questa fase fredda, anche con maltempo al Centro-Sud: per quanto riguarda le regioni centrali sono attese precipitazioni in Sardegna (intense sul settore orientale), tra Abruzzo, Molise e localmente sul Lazio dove la quota neve si assesterà intorno ai 700-900 metri; al Sud il maltempo sarà più acceso con qualche rovescio specie tra Calabria e Sicilia. Nella giornata di venerdì troveremo ancora i residui del ciclone proveniente dalle Baleari, responsabile del giovedì bagnato: sono attesi fenomeni sulle Isole Maggiori ed in Calabria, localmente sul Salento, ma poi la bassa pressione scivolerà via verso Creta.

Durante il weekend cambieremo copione, gradualmente, con l’arrivo di ampie schiarite: una buona notizia durante il giorno con momenti soleggiati, una brutta notizia durante la notte a causa del forte irraggiamento e raffreddamento con il cielo sereno che provocherà intense gelate su gran parte delle pianure, specie al Centro-Nord. Al Sud fino al mattino del Sabato avremo invece ancora nubi e qualche piovasco residuo. Da domenica comunque cambierà tutto, in quanto inizieranno ad arrivare correnti umide da Ovest, meno fredde: le temperature tenderanno a salire determinando la fine del freddo anomalo in Italia. Con le correnti umide da Ovest è atteso anche un peggioramento, al mattino in Liguria poi, dal pomeriggio-sera, su tutto il versante tirrenico con precipitazioni sparse dalla Toscana alla Calabria e nevicate sugli Appennini oltre i 1400 metri.

In sintesi, vivremo solo 3 giorni di temperature sottomedia, poi all’orizzonte tornerà lo spettro ‘caldo anomalo’ dalla prossima settimana.

Acca Larentia, Di Segni: quello è un gesto che legittima l’odio

Acca Larentia, Di Segni: quello è un gesto che legittima l’odioRoma, 11 gen. (askanews) – Dell’adunata fascista di Acca Larentia fa “impressione la tranquillità e la legittimazione di esprimersi con gesti fascisti in un luogo di vita quotidiana dei romani”. Lo dice in una intervista a La Stampa, la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche Noemi Di Segni, scossa dalle immagini di domenica sera in cui centinaia di persone fanno il saluto romano. La sua preoccupazione, in questo momento, non può non andare anche a Israele: “Non c’è solo la paura della guerra e il dolore per le vittime palestinesi, c’è il peso e la fatica per la distorsione mediatica in atto”. Proprio per questo ha un messaggio sia per la destra sia per la sinistra: “Non si può scegliere nel “menu antisemitismo” quel che è più consono alle proprie battaglie. L’antisemitismo comprende un arco molto ampio di atteggiamenti, dall’apologia del fascismo al boicottaggio di Israele. Ci vuole coerenza”.

Cosa si aspetta dal Parlamento e dalla magistratura? “Il legislatore – dice Di Segni – deve ripensare le norme e la magistratura dovrebbe stare attenta a non archiviare questi episodi in maniera superficiale, considerandoli solo gesti di pochi nostalgici”.

Calenda: i Dem chiedono il permesso al M5S su ogni cosa

Calenda: i Dem chiedono il permesso al M5S su ogni cosaRoma, 11 gen. (askanews) – “Schlein e la dirigenza dem hanno il terrore di allontanarsi politicamente dal M5S. Così cade l’ultimo tabù: il Pd vota l’astensione su un’indegna risoluzione dei Cinque Stelle che chiede di interrompere ogni sostegno all’Ucraina, proprio nel momento in cui non solo gli attacchi russi si intensificano, ma Kiev ha un problema di munizioni gigantesco. Conte li vuole lasciare letteralmente disarmati e la dirigenza del Pd si avvita sulla lineaádeiá5 Stelle”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera, il leader di AZione, Carlo Calenda.

Calenda aveva attaccato il Pd per il suo voto, anzi i suoi voti, sull’Ucraina. “Già, ma c’è una storia dietro le mie affermazioni. Martedì abbiamo lavorato per cercare di arrivare a una risoluzione comune tra Pd, Azione, +Europa e Italia viva. Era cosa fatta. Dopodiché, l’indomani mattina, la dirigenza dem ha sentito il richiamo della foresta dei Cinque Stelle e la mozione unicaáèásaltata”. “Nel giro di questi sei mesi – aggiunge Calenda – ho visto che su tutta una serie di dossier su cui abbiamo cercato di collaborare con il Pd, come è doveroso fare visto che siamo insieme all’opposizione, alla fine è saltato tutto perché, a detta della dirigenza dem, “se non c’è l’accordo dei 5 Stell, e non c’era, “non si fa l’accordo”. Ho provato di nuovo a proporre un progetto comune su competitività e crescita, dove il governo non sta facendo nulla, ma anche qui non si può fare niente se il M5S non è al tavolo, e Cinque Stelle e competitività sono due parole che non posso stare insieme. Morale della favola: l’attuale leadership dem si autoesclude da qualunque collaborazione con l’area liberal-democratica per la semplice ragione che ogni volta deve chiedere il permesso al Movimento”.

Pd cerca equilibrio su Ucraina ma dissensi da minoranza

Pd cerca equilibrio su Ucraina ma dissensi da minoranzaRoma, 10 gen. (askanews) – E’ un lavoro di equilibrio difficile quello che il Pd ha dovuto fare oggi sulle risoluzioni sull’invio di armi all’Ucraina, l’obiettivo di costruire un’alleanza costringe Elly Schlein ad una complicata opera di tessitura per evitare gli smarcamenti dei potenziali alleati. Già la riunione del gruppo di ieri sera alla Camera – raccontano – era stata difficile, per le differenti posizioni ma alla fine la mediazione sulla risoluzione del Pd è stata efficace, tanto che non sono stati registrati voti contrari. Le smagliature appaiono quando si tratta di votare sui testi degli altri partiti, perché da un lato il Pd non vuole marcare troppo le distanze da M5s, che da mesi cerca di intestarsi la battaglia “pacifista” del no alle armi a Kiev, e dall’altra non può sconfessare la linea fin qui sostenuta del sostegno anche militare all’Ucraina.

Ne è uscita una linea da equilibristi, appunto, quella dell’astensione su tutte le altre risoluzioni, che ha provocato qualche distinguo e ha scatenato le polemiche dei centristi. Alla Camera sono stati in tre a dire sì al documento del centrodestra – Lorenzo Guerini, Marianna Madia e Lia Quartapelle – a votare comunque a favore dell’invio di armi all’Ucraina, imitati da sei senatori a palazzo Madama, Simona Malpezzi, Dario Parrini, Filippo Sensi, Tatiana Rojc, Valeria Valente e Pier Ferdinando Casini (che è nel gruppo Pd). Non è uno smarcamento in blocco della minoranza – che comunque ci tiene a far sapere di aver riunito il coordinamento di ‘Energia popolare’ con Stefano Bonaccini – molti esponenti dell’area hanno votato secondo le indicazioni di partito, ma comunque un segnale di irrequietezza che già altre volte era arrivato sulle questioni di politica estera.

Inoltre, appunto, l’astensione sulla risoluzione 5 stelle ha portato agli attacchi dei centristi, sia di rito renziano che calendiano, che accusano i democratici di rinnegare la loro stessa linea dicendo sì ad un testo che chiedeva lo stop all’invio delle armi. “Il Partito Democratico si è astenuto sulla vergognosa risoluzione pro-russa del M5s”, attacca Calenda. Giuseppe Provenzano non ci sta, precisa che il Pd si è astenuto sul testo dei 5 stelle perché il passaggio sullo no alle armi era ormai precluso dall’approvazione delle risoluzioni del Pd e della maggioranza: “Dal terzo polo bugie e accuse surreali”, dice. “Ci siamo invece astenuti sulla risoluzione del Governo, perché non credibile sugli impegni diplomatici, su cui Crosetto è stato elusivo, e manchevole della condanna ai veti di Orban. E ci siamo astenuti anche su tutte le altre delle opposizioni, compresa quella del M5S che comunque non conteneva più il punto in cui si chiedeva di interrompere la fornitura delle armi, perché precluso dai voti precedenti”.

Un ragionamento che, comunque, non convinceva tanti nel partito, tanto che al Senato, alla fine, si è deciso di seguire una strada diversa, grazie anche al fatto che il documento M5s non è stato ammesso al voto. Il Pd ha votato anche il testo dei centristi in questo caso, evitando di astenersi come fatto alla Camera. E Alessandro Alfieri, membro della segreteria e esponente della minoranza, ha chiarito in aula: “E’ proprio in questo momento, il momento di massima difficoltà, che dobbiamo far sentire la nostra vicinanza al popolo ucraino”. Quindi, ha sottolineato, “Voteremo il prossimo decreto” per la fornitura di armi a Kiev.