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Sanremo, Amadeus: le polemiche ci saranno, difendo i cantanti

Sanremo, Amadeus: le polemiche ci saranno, difendo i cantantiMilano, 19 dic. (askanews) – Sanremo scalda i motori con la conferenza stampa di Sanremo Giovani 2023. Il programma, condotto da Amadeus, è in onda sempre il 19 dicembre, in prima serata su Rai 1, che sceglierà tra i dodici cantanti in gara, i primi tre classificati che saranno in gara al Festival di Sanremo 2024 a febbraio.

Sono Clara, Santi Francesi, Vale LP, Dipinto, Tancredi, Nausica, Fellow, Omini, Bnkr44, Lor3n, Jacopo Sol e Grenbaud. Tra di loro saranno proclamati i tre vincitori che si esibiranno in gara all’Ariston. Mattatore Amadeus, al quinto anno alla guida del Festival. “Sono stato inviato delle radio a Sanremo per tanto tempo, vedo una gioia nella città, nei big, nei ragazzi che vogliono esserci. Sarà una settimana di grandissima gioia – dice Ama -. Nella prima serata farò esibire tutti e 30 i concorrenti, per poi spezzare i cantanti in gara tra il secondo e il terzo giorno. Ma in questo modo il primo giorno tutti avranno la possibilità di essere in radio. Nessuno conoscerà le classifiche generali, la prima sera darò la top 10, e la seconda e la terza la top 5, nella serata delle cover la top 10, poi all’inizio dell’ultima serata darò tutta la classifica, tutto questo per garantire la suspance ma anche per dare al pubblico la possibilità di rivoluzionare l’esito col televoto”, ha aggiunto il conduttore e direttore artistrico.

Sulle polemiche che da sempre accompagnano il Festival ha detto: “Pippo Baudo mi disse: ‘Se non ci sono polemiche hai fatto un festival di m…. Io chiesi come si fa e lui replicò tu le attiri, ma fa parte della storia il fatto che ci siano polemiche, ma ciò che vince è la musica. Io vivo solo la parte bella e anche le polemiche fanno parte di Sanremo, io vado avanti per il mio obiettivo, io devo proteggere e difendere i cantanti che sono sul palco”. Amadeus ha voluto puntualizzare la sua visione della musica: “Si tende sempre a dire che la nuova musica dei giovani ci fa rimpiangere quella di anni passati, la musica che portano i giovani e la musica che piace a me adesso, con tutte le novità che portano. Il livello di quest’anno tra i giovani è eccelso. Tutti e 12 hanno un grandissimo talento. Inevitabilmente qualcuno non passerà, ma invito comunque tutti a non smettere mai di crederci” ha detto Amadeus descrivendo con attenzione le caratteristiche e le doti dei concorrenti di Sanremo Giovani.

Questionario 2023 di Adei fa il punto sugli editori indipendenti

Questionario 2023 di Adei fa il punto sugli editori indipendentiRoma, 19 dic. (askanews) – A novembre Adei, l’Associazione degli Editori Indipendenti, ha proposto un questionario ai suoi soci per fare il punto sul mercato editoriale, esigenze e criticità degli editori indipendenti. L’indagine è stata condotta attraverso un questionario anonimo diffuso a un campione di 108 case editrici indipendenti, attive principalmente nei settori narrativa, saggistica e bambini-ragazzi, con un numero di dipendenti compreso tra 1 e 15 e un numero di novità pubblicate nel corso dell’anno 2023 compreso tra 1 e 100.

Il questionario è servito a valutare l’impatto sulle case editrici indipendenti delle principali criticità che interessano il settore. Tra i problemi più sentiti c’è quello della insufficiente marginalità a causa dei costi di produzione e distribuzione: nella ripartizione della “torta” che compone il prezzo del libro, una volta pagati cliente (libreria, portale web o grossista), distribuzione, rete promozionale e autori, quello che resta alla casa editrice non basta nemmeno a coprire i costi di produzione. Spiega Andrea Palombi, presidente Adei: “Le risposte di oltre 100 editori, in una consultazione interna fra i soci Adei, dicono una cosa chiara. Raccontano di una situazione molto difficile, se si va oltre le apparenze, e di una sostanziale assenza del governo, che invece di ampliarli taglia anche i pochi provvedimenti a sostegno del libro e della lettura. Di certo, sembra sempre più difficile il lavoro dell’editore indipendente in Italia. Di quegli operatori, cioè, che non possono contare sulle sinergie dei grandi gruppi che accentrano proprietà di marchi, distribuzione e catene di librerie. Operatori che però, va ricordato, fanno la ricchezza, la pluralità e la varietà dell’offerta editoriale ai lettori”.

Se il 2023 si chiude infatti con fatturati in crescita per oltre il 50% degli editori che hanno partecipato al sondaggio, con una sostanziale parità per il 33% e un calo per quasi il 16%, quello che allarma è la crescita dei costi di produzione e distribuzione. Il 92,6% degli intervistati lamenta l’aumento dei costi di produzione, segnalando in particolare quelli della carta. Per far fronte, si è ricorsi a strategie di vario tipo, dalla riduzione del numero di novità pubblicate (il 36,1%), alla riduzione delle tirature (il 59,3%), agli aumenti del prezzo di copertina (il 58,3%, ma non in misura tale da colmare gli aumenti dei costi), alla rinuncia ad alcune ristampe (34,2%), o alla riduzione della partecipazione alle fiere editoriali (31,5%). Ma il 24,1% degli editori, vale a dire quasi un quarto degli intervistati, dichiara ancora oggi di essere rimasto senza soluzioni e di vedere a rischio il futuro stesso della casa editrice. Nell’anno 2023, il numero di novità pubblicate dagli editori indipendenti è rimasto invariato rispetto all’anno precedente per il 36,1%, è diminuito per il 34,3% e aumentato per il 29,6%. In un contesto di mercato in cui, per entrare in libreria, si concedono non solo sconti più alti ma anche tempi di pagamento sempre più lunghi (in editoria possono arrivare anche oltre un anno), l’allungamento dei tempi medi di pagamento ha coinvolto la maggioranza degli intervistati. Un numero importante di intervistati, l’83,3%, lamenta mancanza di potere contrattuale nei confronti di distributori e promotori, con un 41,7% per cui questo problema non riesce a essere risolto e condiziona gravemente l’operato della casa editrice. Un quadro indubbiamente legato all’anomalia della situazione italiana, dove la distribuzione è concentrata in pochi grandi gruppi, controllati da grandi marchi editoriali.

Alcuni temi vedono la concordia della quasi totalità delle case editrici intervistate: la sofferenza per l’aumento dei costi di produzione, la difficoltà maggiore di fare l’editore in Italia rispetto ad altri paesi europei per la mancanza di programmi strutturali di supporto al settore. Molto scarse per tutti le possibilità di accedere ai bandi di finanziamento per le imprese (per mancanza di requisiti o per il tipo di investimenti finanziati). La vendita dei diritti esteri dei libri italiani non è adeguatamente sostenuta, come avviene invece in altri paesi Rispetto a tutte queste emergenze, la mancanza di interventi a sostegno dell’editoria di libri da parte del governo, e anzi il taglio o la riduzione di alcune misure esistenti, sono molto preoccupanti per gli editori indipendenti italiani.

“Ad aggravare il quadro, -conclude Andrea Palombi- c’è la mancanza di provvedimenti pubblici a sostegno dell’editoria e anzi la cancellazione o riduzione di quelli esistenti. Per il 91,7% degli intervistati avrà ad esempio ripercussioni negative sull’intera filiera, e sull’offerta ai lettori, la cancellazione del “decreto biblioteche” che da alcuni anni consentiva acquisti di nuovi libri da parte delle biblioteche, con l’obbligo di rivolgersi in gran parte a librerie del territorio di appartenenza. Il 93,5% degli editori Adei chiede che il credito d’imposta per le spese di carta sia introdotto anche per gli editori di libri, oltre che per quelli di quotidiani e periodici. E quasi la totalità degli editori che hanno partecipato al sondaggio chiede che venga ripresa con urgenza la bozza di legge sul libro definita al termine della passata legislatura, collegata alla legge di bilancio, ma oggi ferma in Parlamento su un binario morto”.

Istat: aumentano i prezzi delle case e diminuiscono le compravendite

Istat: aumentano i prezzi delle case e diminuiscono le compravenditeRoma, 19 dic. (askanews) – Nel terzo trimestre 2023 torna ad accelerare la dinamica tendenziale dei prezzi delle abitazioni, alimentata soprattutto dall’andamento dei prezzi delle abitazioni nuove, che aumentano dell’8% su base annua. I prezzi delle abitazioni esistenti crescono, invece, solamente dello 0,5%. Il numero di immobili compravenduti continua a diminuire su base tendenziale, proseguendo la fase di discesa iniziata già dalla fine dell’anno 2022. Lo ha reso noto l’Istat.

Secondo le stime preliminari, nel terzo trimestre l’indice dei prezzi delle abitazioni, Ipab, acquistate dalle famiglie per fini abitativi o per investimento rimane stabile rispetto al trimestre precedente e aumenta dell’1,8% nei confronti dello stesso periodo del 2022 (era +0,6% nel secondo trimestre 2023). La crescita tendenziale dell’Ipab è da attribuirsi soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove che aumentano dell’8%, in forte accelerazione rispetto al trimestre precedente (+0,5%). Per contro, i prezzi delle abitazioni esistenti salgono dello 0,5%, facendo registrare una lieve decelerazione rispetto al secondo trimestre (+0,7%).

Questi andamenti si registrano in un contesto di marcata riduzione dei volumi di compravendita: -10,4% la variazione tendenziale registrata nel terzo trimestre 2023 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale, da -16,0% del trimestre precedente.

Inflazione, si conferma frenata al 2,4% novembre nell’area euro

Inflazione, si conferma frenata al 2,4% novembre nell’area euroRoma, 19 dic. (askanews) – A novembre l’inflazione media nell’area euro si è calmierata al 2,4%, ovvero mezzo punto percentuale inferiore alla crescita dei prezzi al consumo su base annua registrata ottobre. Il dato è stato confermato da Eurostat con la lettura definitiva, rispetto alla stima preliminare diffusa in precedenza. L’ente di statistica Ue ricorda che un anno prima nell’area euro l’inflazione si attestava al 10,1%.

Questa forte decelerazione ha spinto mercati e analisti a ipotizzare diversi tagli dei tassi di interesse da parte della Bce nel 2024. L’istituzione punta a ricondurre l’inflazione al suo livello obiettivo del 2%. Tuttavia di recente la presidente Christine Lagarde non si è mostrata accondiscendente con queste attese, avvertendo peraltro che sul breve termine sono previste risalite dell’inflazione a causa di alcuni effetti statistici. 

Casa, Istat: nel III trim. prezzi +1,8% su anno, calano compravendite

Casa, Istat: nel III trim. prezzi +1,8% su anno, calano compravenditeRoma, 19 dic. (askanews) – Nel terzo trimestre 2023 torna ad accelerare la dinamica tendenziale dei prezzi delle abitazioni, alimentata soprattutto dall’andamento dei prezzi delle abitazioni nuove, che aumentano dell’8% su base annua. I prezzi delle abitazioni esistenti crescono, invece, solamente dello 0,5%. Il numero di immobili compravenduti continua a diminuire su base tendenziale, proseguendo la fase di discesa iniziata già dalla fine dell’anno 2022. Lo ha reso noto l’Istat.

Secondo le stime preliminari, nel terzo trimestre l’indice dei prezzi delle abitazioni, Ipab, acquistate dalle famiglie per fini abitativi o per investimento rimane stabile rispetto al trimestre precedente e aumenta dell’1,8% nei confronti dello stesso periodo del 2022 (era +0,6% nel secondo trimestre 2023). La crescita tendenziale dell’Ipab è da attribuirsi soprattutto ai prezzi delle abitazioni nuove che aumentano dell’8%, in forte accelerazione rispetto al trimestre precedente (+0,5%). Per contro, i prezzi delle abitazioni esistenti salgono dello 0,5%, facendo registrare una lieve decelerazione rispetto al secondo trimestre (+0,7%).

Questi andamenti si registrano in un contesto di marcata riduzione dei volumi di compravendita: -10,4% la variazione tendenziale registrata nel terzo trimestre 2023 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale, da -16,0% del trimestre precedente.

Bce fissa le priorità sulla vigilanza bancaria per il 2024-2026

Bce fissa le priorità sulla vigilanza bancaria per il 2024-2026Roma, 19 dic. (askanews) – La Bce ha definito le nuove priorità di vigilanza bancaria per il periodo 2024-2026, contestualmente al processo annuale di revisione e valutazione prudenziale (supervisory review and evaluation process, Srep). E in questo ambito, per rafforzare la capacità di tenuta delle banche agli shock macrofinanziari e geopolitici immediati, chiederà alle banche di porre rimedio alle carenze nei propri sistemi di gestione delle attività e delle passività e nella gestione del rischio di credito e di controparte.

Le banche, recita un comunicato, devono inoltre accelerare gli interventi per porre efficacemente rimedio alle carenze nella governance interna e nella gestione dei rischi climatici e ambientali. Infine, sono chiamate a compiere ulteriori progressi nella trasformazione digitale e nella realizzazione di solidi assetti di resilienza operativa.

Banche, Srep eurozona stabile, Bce alza lievemente requisito Cet1

Banche, Srep eurozona stabile, Bce alza lievemente requisito Cet1Roma, 19 dic. (askanews) – La Banca centrale europea ha completato il processo annuale di revisione e valutazione del sistema bancario sull’area euro (Srep, o Supervisory Revue and Evaluation Process) che mostra un punteggio stabile rispetto allo scorso anno. Questa procedura viene utilizzata dall’istituzione per determinare i requisiti patrimoniali prudenziali supplementari, marginalmente aumentati, e stabilire eventuali misure specifiche per rimediare a carenze delle banche.

Con un comunicato, la Bce spiega che il settore bancario dell’area euro ha continuato a mostrarsi resiliente quest’anno e che in media gli istituti di credito hanno mantenuto solide posizioni patrimoniali e di liquidità, “ben al di sopra dei livelli regolamentari. La redditività delle banche è tornata a livelli che non si vedevano da un decennio – prosegue l’analisi – rafforzando la loro capacità di affrontare shock esterni, come dimostrato da tre test test Ue”. Tuttavia secondo la Bce la debolezza delle prospettive economiche e l’inasprimento delle condizioni di finanziamento restano un elemento di rischio per le banche. Il rapido aumento dei tassi di interesse ha aiutato al sostenere la redditività ma questo effetto “andrà diminuendo mentre trasferiscono tassi più alti ai depositi” (cosa che in realtà non sembra così rapida, almeno sui depositi a vista).

Al tempo stesso, secondo l’istituzione gli alti tassi hanno contribuito ad aumentare i rischi su credito e sulla valutazione di attivi e liquidità. Il risultato della valutazione Srep è rimasto stabile al 2,6 punti, con il 70% delle banche che hanno mostrato lo stesso punteggio dello scorso anno, il 14% livelli più bassi, prosegue la Bce, e il 15% livelli più elevati. Sulla base di queste valutazioni i livelli di patrimoniali specifici per istituto sul Coefficiente patrimoniale Cet1 da Pillar II sono stati aumentati lievemente all’1,2% degli attivi ponderati per il rischio, rispetto all’1,1% dello scorso anno.

Ue, su regolamento imballaggi Italia isolata spera in Strasburgo

Ue, su regolamento imballaggi Italia isolata spera in StrasburgoBruxelles, 18 dic. (askanews) – Le ragioni per cui l’Italia, unico Stato membro tra i Ventisette, ha votato contro l’orientamento generale del Consiglio Ue riguardo al regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi, al Consiglio Ambiente dell’Ue oggi a Bruxelles, sono state indicate dal ministro dell’Ambiente e la Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, durante un breve incontro con la stampa nel pomeriggio. L’orientamento generale costituisce la posizione negoziale del Consiglio Ue nel negoziato sul testo finale del Regolamento che inizierà ora con il Parlamento europeo e con la Commissione (“trilogo”).

Pichetto ha spiegato che il testo di compromesso che ha ricevuto oggi il sostegno del Consiglio Ue è molto più vicino a quello della proposta originaria della Commissione, e quindi molto più rigoroso ed esigente, in senso ambientalista, della posizione negoziale che era stata approvata dal Parlamento europeo il 22 novembre scorso a Strasburgo. La posizione dell’Eurocamera, invece, aveva accolto gran parte delle richieste dell’Italia, in particolare cancellando diversi obiettivi obbligatori di riuso degli imballaggi: quelli generali per il 2040 (erano rimasti solo quelli più blandi del 2030); quelli per gli alimenti da asporto del settore alberghiero e della ristorazione e catering (il 10% nel 2030 e il 40% nel 2040); quelli per il riuso e la ricarica delle bottiglie per bevande alcoliche (compreso il vino) e non alcoliche. Ed eliminando praticamente tutti i divieti relativi agli imballaggi monouso (art. 22, allegato V del regolamento) usati soprattutto nel settore della distribuzione alimentare.

Un altro punto su cui l’Italia sperava che il Consiglio Ue riprendesse la posizione dell’Europarlamento è quello che introduce deroghe dall’obbligo di riutilizzo per i paesi che, a livello nazionale, hanno una media molto alta di riciclaggio degli imballaggi usati (l’Italia ha il 56%, tra le più alte). Anche qui, tuttavia, il Consiglio ha preferito restare sul testo originario della Commissione. Pichetto ha anche criticato come insufficiente una delle ultime modifiche apportate al testo di compromesso dalla presidenza di turno spagnola del Consiglio Ue, quella che concede un anno in più (fino all’inizio del 2025) per l’entrata in vigore dell’obbligo di rendere biodegradabili e compostabili i materiali utilizzati negli imballaggi di prodotti di natura organica (art.8).

Il ministro si è anche espresso contro un’altre modifica proposta nelle ultime ore dalla presidenza spagnola di turno, riguardante l’articolo 26 sul riuso e ricarica delle bottiglie, affermando che discriminerebbe i piccoli esercizi commerciali e le Pmi, favorendo invece le grandi catene. In questo caso, tuttavia, il “no” italiano sembra essere motivato piuttosto dalla generale opposizione agli obblighi di riutilizzo e ricarica (con obiettivi al 2030 e 2040) delle bottiglie, soprattutto di quelle di vino.”Noi abbiamo preso una posizione con voto contrario sulla proposta di regolamento imballaggi da parte del Consiglio Ue, perché non soddisfa assolutamente quelle che sono le esigenze del nostro paese, perché noi siamo un paese che ha il 56,5% di raccolta differenziata; il resto d’Europa è su una media al 48%. Il 95% degli imballaggi a base nazionale sono imballaggi della plastica”, ha spiegato Pichetto Fratin ai giornalisti, dopo la decisione sulla posizione negoziale presa dai ministri oggi a Bruxelles. “Noi – ha continuato il ministro italiano – chiedevamo alcune modifiche sostanzialmente su tre articoli: uno che è quello che riguarda i cosiddetti imballaggi compostabili”, che dovranno essere obbligatori per certi prodotti di natura organica. Nonostante in Consiglio avesse accolto favorevolmente la proroga di un anno concessa su quest’obbligo, con i giornalisti Pichetto si è lamentato che sia stato concesso solo un anno in più, “fino al primo gennaio 2025”, osservando che “in questa situazione, peraltro, con il trilogo che avverrà nel 2024”, arrivare al 2025 “è del tutto normale”.

Il secondo punto su cui l’Italia non ha ottenuto soddisfazione è quello relativo alle deroghe dagli obiettivi di riuso, basate sull’alta percentuale di raccolta differenziata e riciclaggio che il Paese può vantare. “Volevamo su base nazionale, visto il nostro livello di differenziata, dei parametri diversi per riuso e riciclo” richiedendo “che laddove il riciclo raggiungeva percentuale superiori al 75-80% ci fosse lo spazio di deroga al riuso. Ma non è avvenuto”, ha constatato il ministro. “Per quanto riguarda l’articolo 26 (su riuso e ricarica, ndr), il Consiglio ha accolto l’istanza della Germania sulla possibilità di valutazione di gruppo, il ‘pooling’”, di due diverse imprese o diversi distributori finali per valutare che abbiano raggiunto gli obiettivi di riutilizzo. Ma questo, ha rilevato Pichetto, “riguarda solo la parte del ‘beverage’ (le bevande, ndr), e non complessivamente tutto il sistema. Questo significa che si vanno ad agevolare alcune situazioni di grandi imprese, e non invece le caratteristiche di un mercato, di una realtà come quella italiana dove la struttura è essenzialmente fatta di Pmi. Su questo ho anche manifestato, con la dichiarazione di voto, una eccezione di ordine giuridico che saranno poi gli uffici legali della Commissione a valutare, perché si va a incrinare quello che è l’equilibrio del mercato interno”. “Noi siamo – ha sottolineato il ministro – totalmente sulla posizione del Parlamento, che rappresenta i cittadini europei. Peraltro, la differenza è notevole: la scelta di oggi del Consiglio è molto più rigida, e molto più vicina alla proposta della Commissione europea”, e questo in particolare “sul fatto di porre dei vincoli molto rigidi sul riuso, fin dall’immediato, e con dei target vincolanti, mentre il Parlamento lascia degli spazi di flessibilità maggiori”. E poi “c’è tutto il fronte della plastica monouso”, con i divieti degli imballaggi usa e getta che il Parlamento aveva eliminato, e che invece il Consiglio ha confermato, con “una scelta rigida”. Per tutto questo, “io mi auguro che nel ‘trilogo’ prevalga la posizione del Parlamento europeo”, ha insistito Pichetto Fratin. A un giornalista che chiedeva perché si consideri che gli obiettivi di riuso rischino di compromettere quelli sul riciclaggio, come sostiene il governo italiano, dal momento che viene riciclato meno del 60% degli imballaggi, e la produzione di rifiuti in quest’area è in continuo aumento, perché i due target non possano essere complementari, il ministro ha risposto: “Infatti noi chiedevamo che stessero assieme”. C’è “il dato di fatto” per cui “non si può imporre l’obbligo del riuso, in particolare in un paese come l’Italia, con le sue caratteristiche della distribuzione. Pensiamo al food”, al settore agroalimentare, “che a livello italiano è qualcosa di enorme, e non è standardizzato sulle grandi catene”. “Ecco perché chiedevamo proprio quello, la possibilità di tenere insieme riciclo e riuso, naturalmente, se vogliamo, anche con regole rigide nel controllo, ma non con l’obbligo del riuso”, ha concluso Pichetto Fratin. Loc

Ue, regolamento imballaggi, Italia isolata spera in Strasburgo

Ue, regolamento imballaggi, Italia isolata spera in StrasburgoBruxelles, 18 dic. (askanews) – Le ragioni per cui l’Italia, unico Stato membro tra i Ventisette, ha votato contro l’orientamento generale del Consiglio Ue riguardo al regolamento sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggi, al Consiglio Ambiente dell’Ue oggi a Bruxelles, sono state indicate dal ministro dell’Ambiente e la Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, durante un breve incontro con la stampa nel pomeriggio. L’orientamento generale costituisce la posizione negoziale del Consiglio Ue nel negoziato sul testo finale del Regolamento che inizierà ora con il Parlamento europeo e con la Commissione (“trilogo”).

Pichetto ha spiegato che il testo di compromesso che ha ricevuto oggi il sostegno del Consiglio Ue è molto più vicino a quello della proposta originaria della Commissione, e quindi molto più rigoroso ed esigente, in senso ambientalista, della posizione negoziale che era stata approvata dal Parlamento europeo il 22 novembre scorso a Strasburgo. La posizione dell’Eurocamera, invece, aveva accolto gran parte delle richieste dell’Italia, in particolare cancellando diversi obiettivi obbligatori di riuso degli imballaggi: quelli generali per il 2040 (erano rimasti solo quelli più blandi del 2030); quelli per gli alimenti da asporto del settore alberghiero e della ristorazione e catering (il 10% nel 2030 e il 40% nel 2040); quelli per il riuso e la ricarica delle bottiglie per bevande alcoliche (compreso il vino) e non alcoliche. Ed eliminando praticamente tutti i divieti relativi agli imballaggi monouso (art. 22, allegato V del regolamento) usati soprattutto nel settore della distribuzione alimentare.

Un altro punto su cui l’Italia sperava che il Consiglio Ue riprendesse la posizione dell’Europarlamento è quello che introduce deroghe dall’obbligo di riutilizzo per i paesi che, a livello nazionale, hanno una media molto alta di riciclaggio degli imballaggi usati (l’Italia ha il 56%, tra le più alte). Anche qui, tuttavia, il Consiglio ha preferito restare sul testo originario della Commissione. Pichetto ha anche criticato come insufficiente una delle ultime modifiche apportate al testo di compromesso dalla presidenza di turno spagnola del Consiglio Ue, quella che concede un anno in più (fino all’inizio del 2025) per l’entrata in vigore dell’obbligo di rendere biodegradabili e compostabili i materiali utilizzati negli imballaggi di prodotti di natura organica (art.8).

Il ministro si è anche espresso contro un’altre modifica proposta nelle ultime ore dalla presidenza spagnola di turno, riguardante l’articolo 26 sul riuso e ricarica delle bottiglie, affermando che discriminerebbe i piccoli esercizi commerciali e le Pmi, favorendo invece le grandi catene. In questo caso, tuttavia, il “no” italiano sembra essere motivato piuttosto dalla generale opposizione agli obblighi di riutilizzo e ricarica (con obiettivi al 2030 e 2040) delle bottiglie, soprattutto di quelle di vino. (Segue)

Dal salvataggio delle pensioni dei medici allo stop al superbonus, le modifiche alla manovra

Dal salvataggio delle pensioni dei medici allo stop al superbonus, le modifiche alla manovraRoma, 18 dic. (askanews) – Salve le pensioni di vecchiaia di medici, maestri d’asilo e dipendenti degli enti locali, rimodulazione delle risorse per il Ponte sullo Stretto, pacchetto casa con interventi sul disagio abitativo e il chiarimento sulla cedolare secca per gli affitti brevi. Ma anche 100 milioni circa a sostegno del comparto sicurezza e difesa e un emendamento unitario delle opposizioni che dedica tutte le risorse a loro disposizione, 40 milioni di euro, ad interventi contro la violenza sulle donne.

Sono alcune delle principali modifiche alla manovra introdotte nel corso dell’esame della Commissione bilancio del Senato, concluso stamattina dopo una maratona notturna con il voto sul mandato ai relatori a riferire all’Aula, già convocata per mercoledì alle 17.00. L’iter della legge di bilancio al Senato in prima lettura si concluderà venerdì 22 dicembre con il voto di fiducia, i voti su tabelle e nota di variazioni al bilancio ed il voto finale sul provvedimento. Il testo passerà il giorno stesso alla Camera che dovrebbe concluderne l’esame nella settimana tra Natale e Capodanno, presumibilmente il 29 dicembre.

Dopo un lungo dibattito interno alla maggioranza non entra invece l’intervento sul superbonus 110%. Alla fine non ci sono stati emendamenti di maggioranza per la proroga dell’agevolazione per i condomini con lavori in stato avanzato, nè la soluzione tecnica del Sal (stato avanzamento lavori) straordinario al 31/12/2023. La misura, ancora in valutazione, potrebbe essere ospitata nel decreto milleproroghe o in altro provvedimento. Non entra neanche l’intervento per aumentare da 70 a 72 anni l’età pensionabile su base volontaria per dirigenti medici ospedalieri e docenti universitari medici. Anche questo rimane un tema aperto.Di seguito le principali modifiche approvate nel corso dell’esame in Commissione bilancio del Senato. PENSIONI MEDICI – Non ci saranno tagli alle pensioni di vecchiaia per medici e operatori sanitari, per maestri d’asilo, dipendenti degli enti locali e ufficiali giudiziari. Ma per queste categorie, ad esclusione dei medici e del comparto sanità, resta il taglio già previsto nel ddl di bilancio se i lavoratori vanno in pensione anticipatamente ( 42 anni di contributi senza avere 67 anni di età). In ogni caso, non sono previsti tagli alle pensioni anticipate per chi matura i requisiti entro il 31 dicembre 2023.

Per medici, infermieri e operatori sanitari viene invece previsto un meccanismo di tutela che, in caso di pensione anticipata, porta ad una decurtazione del trattamento che diminuisce quanto più si ritarda il pensionamento. Posticipate le finestre di uscita di un mese se si maturano i requisiti nel 2025, di 2 mesi se si maturano i requisiti nel 2026, di 4 mesi se si maturano i requisiti nel 2027 e di 6 mesi se si maturano i requisiti dal primo gennaio 2028. PONTE SULLO STRETTO – Per finanziare il Ponte sullo Stretto una quota di risorse pari a circa 2,3 miliardi di euro viene attinta dal Fondo sviluppo e coesione per la programmazione 2021-2027, liberando risorse dal bilancio dello Stato per un analogo ammontare. La norma prevede che l’autorizzazione di spesa per finanziare la realizzazione del Ponte, inizialmente pari a 11,63 miliardi fino al 2032, scenda a 9,312 miliardi. I 2,318 miliardi mancanti vengono coperti per 718 milioni dal Fondo per lo sviluppo e la coesione “sulla quota afferente alle amministrazioni centrali”. I restanti 1,6 miliardi arrivano sempre dal Fondo per lo sviluppo e coesione ma “sulle risorseindicate per le Regioni Sicilia e Calabria”.

DISAGIO ABITATIVO – Arrivano 100 milioni di euro per contrastare il disagio abitativo. Le risorse, ha spiegato la sottosegretaria al Mef, Lucia Albano, “verranno utilizzate per elaborare modelli sperimentali di edilizia residenziale pubblica. Le azioni di contrasto al disagio abitativo saranno supportate anche dal lavoro della Cabina di Regia sulla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, da me presieduta al Ministero dell’Economia e Finanze, grazie alle indicazioni che verranno elaborate dal programma nazionale”. CEDOLARE SECCA AFFITTI BREVI – Arriva il chiarimento sull’applicazione della cedelare secca aumentata al 26% per gli affitti brevi. In particolare viene precisato che ai redditi derivanti da locazione breve si applica l’aliquota al 26%, ridotta al 21% per i redditi derivanti da contratti di locazione breve relativi ad una unità immobiliare individuata dal proprietario in sede dichiarazione dei redditi. 100 MLN A COMPARTO SICUREZZA E DIFESA – Intervento di circa 100 milioni di euro a favore del comparto sicurezza e difesa che prevede risorse aggiuntive in busta paga, per assicurazioni sanitarie integrative e per il trattamento previdenziale. L’emendamento è stato parzialmente finanziato con 50 milioni del fondo per le modifiche parlamentari che è stato reintegrato con una ulteriore proposta di modifica dei relatori. RISORSE OPPOSIZIONI CONTRO VIOLENZA SU DONNE – Via libera all’emendamento unitario delle opposizioni che prevede 40 milioni di euro per un pacchetto di interventi contro la violenza sulle donne. Pd, Avs, M5S, Iv e Azione hanno deciso di destinare l’intera loro quota del fondo per le modifiche dei parlamentari a queste misure. Le risorse andranno a finanziare il reddito di libertà, i centri antiviolenza, la prevenzione e la formazione degli operatori. FONDO 100 MLN PER LE REGIONI – Per coprire i maggiori costi derivanti dall’aumento dei prezzi dell’energia negli anni 2022 e 2023, alle Regioni a statuto ordinario è riconosciuto un contributo pari a 100 milioni di euro per il 2024 che sarà ripartito secondo modalità stabilite dalla Conferenza delle Regioni. A fronte di tale contributo, che aumenta la capacità di spesa corrente, le Regioni a statuto ordinario rinunciano però a complessivi 250 milioni di spese per investimenti, che hanno un diverso profilo di impatto sull’indebitamento netto. In questo modo si ottiene la neutralità per il bilancio pubblico. 105 MLN A REGIONI STATUTO SPECIALE – Arrivano 105 milioni di euro per l’anno 2024 alle Regioni a statuto speciale Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e alle Province autonome. La cifra viene erogata per compensare gli effetti del primo modulo della riforma Irpef sulla compartecipazione. RISORSE AI COMUNI PER RIFUGIATI UCRAINI – Autorizzata fino al 31 dicembre 2024 l’assegnazione di un contributo una tantum di 40 milioni di euro per i comuni che ospitano un significativo numero di profughi dall’Ucraina che richiedono richiedenti il permesso di protezione temporanea. ASSICURAZIONI PER CALAMITA’ – Gli eventi calamitosi e catastrofali per i quali le imprese possono chiedere indennizzi alle assicurazioni saranno definiti con un decreto del Ministro dell’Economia e del Ministro delle imprese e del made in Italy. Dimezzate le sanzioni per le imprese di assicurazione che eludono l’obbligo di contrarre polizze contro il rischio calamità (CatNat). La sanzione amministrativa, che nel testo originale del ddl di bilancio è compresa tra 200.000 e un milione di euro, diventa compresa tra 100.000 e 500.000 euro. FONDO PRIMA CASA PER FAMIGLIE NUMEROSE – Accesso la fondo prima casa anche alle famiglie numerose con reddito medio basso. Possono accedere al fondo le famiglie con tre figli sotto i 21 anni e un Isee non superiore a 40.000 euro, le famiglie con quattro figli di età inferiore a 21 anni con Isee fino a 45.000 euro e quelle con cinque o più figli sotto 21 anni e con un Isee non superiore a 50.000 euro. La garanzia del Fondo è rilasciata nella misura massima dell’80 per cento della quota capitale nei casi di famiglie con tre figli, dell’85 per cento della quota capitale per i nuclei con quattro figli e del 90% nel caso di famiglie con cinque o più figli. RIFINANZIATO FONDO VITTIME AMIANTO – Rifinanziamento di 20 milioni l’anno per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2025 del Fondo a favore delle vittime dell’amianto (o dei loro familiari). Il Fondo riguarda i lavoratori di società partecipate pubbliche che hanno contratto patologie durante l’attività lavorativa prestata presso i cantieri navali. Si allarga la platea dei beneficiari ai lavoratori delle Autorità di sistema portuale. CAPITALE ARTE CONTEMPORANEA – Il Consiglio dei ministri conferisce annualmente il titolo di ‘Capitale italiana dell’Arte contemporanea’ ad una città italiana, sulla base di un’apposita procedura di selezione definita con decreto del Ministro della cultura, previa intesa in sede di Conferenza unificata. Alla città assegnataria del titolo è attribuita la somma di 1 milione di euro. PIU’ TEMPO PER ALIQUOTE IMU – Per il solo anno 2023 i Comuni hanno più tempo per decidere le aliquote dell’Imu. Le relative delibere devono essere pubblicate entro il 15 gennaio 2024. L’eventuale differenza a saldo andrà versata entro il 29 febbraio 2024 senza applicazione di interessi e sanzioni. La misura si è resa necessaria per sanare la posizione di 211 Comuni ritardatari. DUE MLN PER SEQUENZIAMENTO MALATTIE RARE e TUMORALI- Un milione di euro per il sequenziamento genetico delle malattie rare e un milione per il rifinanziamento del sequenziamento per i tumori. 5 MLN PER STUDENTI AFRICANI – stanziamento di 5 milioni di euro per borse di studio agli studenti africani che vengono in Italia. AUMENTATO IL FONDO ALZHEIMER – Aumento del fondo Alzheimer di 5 milioni nel 2024, di 15 milioni nel 2025 e altrettanti nel 2026 FONDI PER COLONNINE EMERGENZA – 250mila euro per l’installazione di colonnine di emergenza collegate alle centrali delle forze dell’ordine e di pronto intervento