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Ue, Meloni: decida se essere protagonista del suo destino o subirlo

Ue, Meloni: decida se essere protagonista del suo destino o subirlo

Roma, 26 feb. (askanews) – “L’Europa è chiamata a scegliere se essere protagonista del proprio destino o limitarsi a subirlo”, “è un momento che richiede concretezza nell’azione, buonsenso e anche il coraggio di fare alcune scelte importanti in materia di competitività e sicurezza, sulla capacità dell’Europa di reagire a un contesto globale che sta cambiando rapidamente”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa a Palazzo Chigi insieme al presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidis.

“Competitività e autonomia strategica sono due facce della stessa medaglia”, ha ribadito.

L.elettorale, maggioranza deposita testo. Proposta firmata da capigruppo

L.elettorale, maggioranza deposita testo. Proposta firmata da capigruppo

Roma, 26 feb. (askanews) – A quanto si apprende da fonti parlamentari, la maggioranza ha depositato il testo di riforma della legge elettorale. La proposta, un proporzionale con premio a chi ottiene il 40%, è stata sottoscritta dai capigruppo, è stata già presentata in Senato ed è in corso di presentazione alla Camera. L’iter dovrebbe però partire da Montecitorio.

Il primo articolo regola il meccanismo di elezione per la Camera, il secondo quello per il Senato, il terzo prevede la clausola di invarianza finanziaria.

Caso Almasri, chiuse le indagini su Bartolozzi: “Serena, continuo a lavorare”

Caso Almasri, chiuse le indagini su Bartolozzi: “Serena, continuo a lavorare”

Milano, 26 feb. (askanews) – La procura di Roma ha chiuso le indagini nei confronti del Capo di Gabinetto del Ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi.

E’ la stessa funzionaria di via Arenula ad annunciarlo in una nota: “Appena notificato per il tramite del mio legale avviso di conclusioni delle indagini preliminari da parte della Procura di Roma. Assolutamente serena, e senza condizionamenti, continuerò a lavorare con senso di responsabilità”.

Bartolozzi è accusata di false informazioni al pubblico ministero. I magistrati capitolini le contestano presunte dichiarazioni non veritiere rese durante le indagini sulla gestione del caso del comandante libico Osama Almasri.

Fdi contro giudice Albano: incursione indebita su Cpr Albania, sì a referendum

Fdi contro giudice Albano: incursione indebita su Cpr Albania, sì a referendum

Roma, 26 feb. (askanews) – Fratelli d’Italia contro la presidente di Magistratura Democratica Silvia Albano, giudice della sezione immigrazione del Tribunale di Roma. La magistrata, parlando con il ‘Fatto quotidiano’, ha espresso dubbi sui Cpr in Albania.

“Non mi risulta – ha detto Albano – che i Cpr in Italia siano sovraffollati, non mi spiego questo accanimento che rischia di provocare uno scontro istituzionale con la magistratura alla quale toccherà garantire il rispetto della legge, compresa la normativa dell’Unione europea. Ormai ci sono decine di pronunce in questo senso, forse converrebbe attendere prudentemente le decisioni della Corte di giustizia Ue”. Peraltro, aggiunge, “anche la Corte di Cassazione ha dubitato della legittimità delle modifiche della legge di ratifica del Protocollo e ha effettuato un rinvio, la Corte Costituzionale ha invitato il legislatore a disciplinare i modi del trattenimento (quindi anche dei trasferimenti) perché così com’è la normativa è illegittima, e c’è appena stata una sentenza che ha ritenuto illegittimo il trasferimento senza un provvedimento amministrativo motivato”.

“La capofila di Magistratura Democratica, la giudice Silvia Albano – attacca Raffaele Speranzon, vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d’Italia – sferra un altro intollerabile attacco al potere legislativo. In un’intervista al Fatto Quotidiano ha affermato che mandare gli immigrati clandestini nei cpr in Albania sia, di fatto, inutile perché poi loro, cioè i magistrati politicamente orientati, li rimandano in Italia. Questa gravissima scorribanda verbale dimostra l’arroganza di una certa magistratura rossa, arroganza tale da ignorare l’appello del presidente Mattarella ad abbassare i toni in vista del referendum. Gli italiani sono stanchi di tale protervia, per questo il 22 e 23 marzo voteranno massicciamente Sì alla riforma della giustizia”.

“Basita” dalle parole della Albano si dice Carolina Varchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Giustizia. La magistrata, aggiunge, “rappresenta una parte minoritaria della magistratura militante che scredita l’intero corpo, provando ad esercitare un potere sostitutivo rispetto all’esecutivo. Votando sì al referendum sulla giustizia verrà finalmente posto un argine a questi tentativi di intromissione”.

E’ “l’ennesima e indebita incursione di una certa magistratura politicizzata nel perimetro del potere legislativo” e “non è solo una sfida al Governo Meloni, ma un vero e proprio atto di arroganza che ignora il richiamo alla moderazione del Presidente Mattarella”, conclude Federico Mollicone, presidente della Commissione cultura.

Milano-Cortina, 16.000 studenti hanno assistito a gare con Gen26

Milano-Cortina, 16.000 studenti hanno assistito a gare con Gen26

Milano, 26 feb. (askanews) – A pochi giorni dalla conclusione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, mentre il Paese si prepara ai Giochi Paralimpici dal 6 al 15 marzo, è già tempo di bilanci. E i numeri raccontano una storia inequivocabile: la partecipazione degli studenti italiani è stata un successo straordinario, ben oltre le aspettative. Durante il periodo che va dal 4 al 21 febbraio 2026, infatti, si sono registrati 16.424 studenti coinvolti nelle competizioni legate alla manifestazione Olimpica, a testimonianza di un entusiasmo diffuso e di un’adesione capillare su tutto il territorio nazionale. In particolare, l’83% degli studenti sono arrivati dalle scuole del Nord, l’11% dal Centro e il 6% dal Sud Italia.

“Portare oltre 16.000 studenti alle competizioni dei Giochi Olimpici Invernali non significa soltanto riempire le tribune, ma trasformare l’evento sportivo in un’esperienza educativa concreta. Con Gen26 abbiamo costruito un ponte tra scuola e Giochi, facendo vivere alle nuove generazioni i valori Olimpici e Paralimpici non come concetti astratti, ma come pratica quotidiana di rispetto, inclusione e impegno. Questa è la legacy più autentica che possiamo lasciare al Paese”, ha dichiarato Avv. Domenico De Maio, Education & Culture Director di Fondazione Milano Cortina 2026.

Il coinvolgimento degli studenti ha toccato tutte le regioni italiane, con alcune realtà particolarmente dinamiche: il Veneto guida la classifica con oltre 3.500 partecipanti, seguito dalla Lombardia con circa 3.000 studenti e dall’Emilia-Romagna con più di 1.000 adesioni. Questo risultato si inserisce nel quadro della collaborazione istituzionale avviata tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e la Fondazione Milano Cortina 2026, che già nel 2021 avevano sottoscritto il Protocollo d’Intesa per la promozione di attività educative, culturali e formative legate ai valori dello sport e dei Giochi Invernali.

Come previsto dall’iniziativa congiunta, il Comitato Organizzatore ha messo a disposizione del Ministero biglietti dedicati alle scuole di tutta Italia, permettendo a migliaia di studentesse e studenti di assistere dal vivo alle competizioni Olimpiche e di vivere un’esperienza diretta in un contesto internazionale. Un ruolo determinante è stato svolto dal programma Education Gen26, sviluppato in sinergia con il Ministero, che ha accompagnato le scuole attraverso percorsi didattici, attività sul campo e strumenti educativi come il toolkit OVEP – Olympic Values Education Programme del CIO, distribuito alle istituzioni scolastiche su tutto il territorio nazionale.

La XXV edizione dei Giochi Olimpici Invernali si è dunque dimostrata all’altezza delle aspettative, riuscendo a coinvolgere le nuove generazioni come mai prima d’ora. L’obiettivo di generare un impatto positivo sul territorio e sulla comunità scolastica – grazie ai programmi educativi e alle iniziative pensate per valorizzare lo sport come potente strumento educativo e sociale – è stato pienamente raggiunto, contribuendo a costruire una legacy culturale condivisa che va oltre i Giochi di Milano Cortina 2026.

Jutta Leerdam mette all’asta la tuta: offerte oltre i 10.000 euro

Jutta Leerdam mette all’asta la tuta: offerte oltre i 10.000 euro

Roma, 26 feb. (askanews) – Dopo aver incantato le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026 con un oro e record olimpico nei 1000 metri e un argento nei 500 metri del pattinaggio di velocità, Jutta Leerdam ha scelto di prolungare l’onda emotiva delle sue imprese anche lontano dal ghiaccio.

La campionessa olandese ha infatti deciso di mettere all’asta la tuta arancione indossata durante le gare olimpiche, quella stessa con cui ha conquistato le due medaglie. Un’iniziativa che ha immediatamente acceso l’interesse di collezionisti e appassionati in tutto il mondo.

Il completo, autografato dalla pattinatrice, è già diventato un pezzo da collezione ambitissimo: a pochi giorni dall’apertura dell’asta online, le offerte hanno superato quota 8.000 euro e potrebbero avvicinarsi — o persino oltrepassare — i 10.000 euro entro la chiusura fissata per sabato 28 febbraio.

Non si tratta soltanto di un capo tecnico, ma di un simbolo. L’arancione richiama la tradizione sportiva dei Paesi Bassi, mentre la firma di Leerdam ne accresce ulteriormente il valore, trasformando la tuta in un autentico cimelio della sua stagione olimpica.

L’iniziativa si inserisce nel filone delle aste dedicate agli indumenti indossati dagli atleti ai Giochi, progetti pensati per valorizzare materiali originali e sostenere attività sportive legate a federazioni e club. E ancora una volta il fascino dei memorabilia olimpici dimostra di non conoscere flessioni.

Così, dopo aver scritto la storia sul ghiaccio italiano, Leerdam offre ai tifosi la possibilità di custodirne un frammento concreto, portando nelle proprie case un pezzo di Milano-Cortina 2026.

Ddl antisemitismo: commissione approva modifiche, resta definizione Ihra

Ddl antisemitismo: commissione approva modifiche, resta definizione Ihra

Roma, 26 feb. (askanews) – La commissione Affari costituzionali del Senato ha esaurito ieri il voto sugli emendamenti al ddl per il contrasto all’antisemitismo (primo firmatario il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo). Il testo è atteso la prossima settimana in aula, previo il conferimento del mandato alla relatrice, la senatrice leghista Daysi Pirovano, da parte della stessa commissione.

Sono stati approvati diversi emendamenti, anche delle opposizioni. Resta la definizione di antisemitismo formulata dall’Assemblea plenaria dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (Ihra) comprensiva degli esempi di antisemitismo. Bocciati gli emendamenti che chiedevano di sostituirla con la dichiarazione di Gerusalemme e anche quelli che puntavano a scorporare l’elenco esplicativo dove è stato paventato il rischio di confondere l’antisemitismo con la critica al governo di Israele, ad esempio ‘Fare paragoni tra la politica israeliana contemporanea e quella dei Nazisti’.

E’ stato invece riscritto l’articolo 3 del testo e di fatto cancellata la possibilità di vietare le manifestazioni e riunioni pubbliche “in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo adottata dalla presente legge”, cioè l’Ihra.

La prossima settimana il testo approderà in aula. La capogruppo di Palazzo Madama, secondo quanto si apprende, ci sarà martedì.

Tuta di Vittozzi e bastoncini di Pellegrino al Museo Olimpico di Losanna

Tuta di Vittozzi e bastoncini di Pellegrino al Museo Olimpico di Losanna

Roma, 26 feb. (askanews) – Il Museo Olimpico di Losanna, in Svizzera, è pronto ad arricchirsi con altri due cimeli azzurri. La tuta di Lisa Vittozzi (biathlon) ed i bastoncini di Federico Pellegrino (sci di fondo) entreranno a fare parte della collezione permanente del complesso più prestigioso al mondo dedicato ai Giochi Olimpici nonché cuore pulsante della memoria internazionale.

Le due donazioni sono arrivate al termine di Milano Cortina 2026, un’Olimpiade da record per tutta l’Italia Team. Lisa Vittozzi (foto FISI) ha trionfato nell’inseguimento (primo oro nella storia dei Giochi Olimpici per il biathlon azzurro), oltre ad ottenere l’argento nella staffetta mista con Tommaso Giacomel, Lukas Hofer e Dorothea Wierer. La trentunenne sappadina, inoltre, è stata una dei due portabandiera nella Cerimonia di Chiusura dell’Arena di Verona insieme al pattinatore di velocità Davide Ghiotto, vincitore dell’oro con i compagni Andrea Giovannini e Michelle Malfatti nell’inseguimento a squadre.

Federico Pellegrino, alfiere azzurro nella Cerimonia di Apertura dello Stadio San Siro con la pattinatrice di short track Arianna Fontana, non ha tradito le attese in quella che ha rappresentato la quarta ed ultima Olimpiade di una carriera leggendaria. Il fenomeno di Nus si è infatti congedato per sempre dal palcoscenico a cinque cerchi con due medaglie di bronzo: una nella staffetta maschile insieme a Davide Graz, Martino Carollo ed Elia Barp e l’altra nella team sprint a skating in coppia con lo stesso Barp. La tuta ed i bastoncini (entrambi firmati dagli atleti) sono stati donati al personale del Museo Olimpico, che li condurrà in terra elvetica per arricchire il patrimonio storico e culturale del CIO all’interno dell’esposizione che racconta i momenti più emozionanti della storia a cinque cerchi.

“Grazie a Lisa Vittozzi e Federico Pellegrino per le loro donazioni, che arricchiscono la nostra collezione di oltre 90.000 oggetti unici. Questi raccontano storie di successi ma anche di impegno e sacrificio per raggiungerli. Attraverso queste donazioni i visitatori di tutto il mondo potranno rivivere le emozioni di Milano Cortina 2026 e le generazioni più giovani potranno ispirarsi agli atleti, comprendendo più a fondo il percorso umano e sportivo che conduce ad una medaglia”, ha detto la Direttrice del Museo Olimpico, Angelita Teo.

“Entrare di diritto in un Museo che raccoglie le testimonianze delle pagine più belle scritte nella storia dello sport ci fa tanto onore. Siamo orgogliosi di avere contribuito ai successi dell’Italia Team e questa donazione al CIO ne è la testimonianza”, hanno commentato in coro di Lisa Vittozzi e Federico Pellegrino.

MotoGP, Bezzecchi carico: Marquez favorito, io protagonista

MotoGP, Bezzecchi carico: Marquez favorito, io protagonista

Roma, 26 feb. (askanews) – Alla prima conferenza stampa della stagione MotoGP 2026, Marco Bezzecchi ha mostrato fiducia e determinazione, senza perdere il senso della misura. Il pilota di Aprilia Racing ha parlato delle sue aspettative per il primo appuntamento dell’anno, in programma al Buriram International Circuit, tracciando un bilancio tra ambizione personale e realismo.

Bezzecchi ha definito “speciale” l’ambiente che ha trovato in Aprilia, sottolineando quanto il clima interno alla squadra lo aiuti a lavorare con serenità e concentrazione. Un aspetto che considera determinante per affrontare una stagione lunga e impegnativa.

Sul piano sportivo, il romagnolo non si nasconde: l’obiettivo è essere competitivo fin da subito. “Spero di poter lottare per il titolo”, ha spiegato, pur precisando che la priorità è iniziare meglio rispetto allo scorso anno e trovare continuità già dalle prime gare.

Parlando degli avversari, Bezzecchi ha indicato in Marc Marquez il punto di riferimento: “Il favorito per la prima gara è sempre il campione”, ha osservato, riconoscendo il valore e la solidità del rivale.

Nonostante i segnali incoraggianti emersi nei test, il pilota italiano ha mantenuto un profilo cauto: test e weekend di gara, ha ricordato, sono contesti molto diversi, e solo la pista dirà quali saranno i reali equilibri del campionato.

L’obiettivo, comunque, è chiaro: partire forte e restare agganciato ai migliori. Con entusiasmo, ma senza proclami.

Sci, Brignone: “Il danno è permanente ma non voglio smettere”

Sci, Brignone: “Il danno è permanente ma non voglio smettere”

Roma, 26 feb. (askanews) – Dolore, consapevolezza e una fame che non si è spenta. Nella conferenza stampa alla vigilia della tappa di Coppa del Mondo, Federica Brignone ha raccontato con grande lucidità il momento che sta vivendo, tra il peso dell’infortunio e il desiderio di continuare a essere competitiva. Reduce dalle medaglie conquistate ai Giochi di Milano-Cortina 2026, la campionessa azzurra è tornata in pista a Soldeu, una delle sue località preferite. Ma il rientro non è privo di difficoltà. “Ho parecchio dolore e faccio fatica ad appoggiarmi”, ha spiegato. “Non deve diventare una tortura. O appoggio bene o non ho intenzione di buttarmi a 130 km/h”.

Nei giorni successivi alle Olimpiadi Brignone è stata per tre giorni al J Medical, dove ha effettuato controlli insieme alla commissione medica della FISI. Il quadro è chiaro: il danno alla gamba è permanente. “Il giorno in cui mi fermerò migliorerà, ma il danno non guarirà del tutto. Dovrò conviverci”, ha ammesso. Una scelta, però, resta personale: “La decisione è sempre mia. Se mi avessero detto che avrei compromesso la gamba, non sarei qui”.

Il ginocchio è stato svuotato e infiltrato con acido ialuronico, ma il dolore continua a condizionare la quotidianità. Fuori dalla pista la normalità è lontana: niente corsa, niente tennis. “Non è la mia vita normale. Sono sotto antinfiammatori e tengo duro da dieci mesi”. Il momento più delicato è forse quello emotivo. “Il dolore fa tutta la differenza del mondo. Se fossi guarita starei su una nuvola”, ha detto. E con una sincerità disarmante: “Scambierei le mie due medaglie per tornare a una vita senza l’incidente”.

Eppure, proprio dentro questa fragilità, emerge la sua identità agonistica. “Sono competitiva, mettermi in gioco mi piace enormemente. La mia fame è vincere ancora ed essere competitiva. Nelle mie condizioni è una sfida tosta”.

Brignone non prende decisioni affrettate. “Penso giorno per giorno. Non ho ancora il sentimento di voler smettere”. Tutto dipenderà dalla risposta del fisico: “Se deve diventare una tortura farò fatica. Se non miglioro sarà difficile vedermi il prossimo anno”. Il finale di stagione è tradizionalmente il suo momento preferito, ma stavolta è diverso. “Voglio essere in pista, è la cosa più divertente che io possa fare. Ma così è tosta”.

Resta l’orgoglio per quanto realizzato in condizioni estreme: “Già è difficile performare quando stai bene. Quello che sono riuscita a fare io è speciale. Sono riuscita a credere in qualcosa che sembrava impossibile. Siamo noi gli artefici del nostro destino”.