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Biathlon, Giacomel, ablazione al cuore dopo malore a Olimpiadi

Biathlon, Giacomel, ablazione al cuore dopo malore a Olimpiadi

Roma, 24 feb. (askanews) – Una anomalia di conduzione elettrica atriale. E’ quanto emerso dagli accertamenti clinici effettuati da Tommaso Giacomel per individuare i motivi del malore che lo aveva costretto al ritiro quando era al comando della 15km mass start di biathlon ai Giochi ad Anterselva. Per risolvere il problema, Giacomel è stato sottoposto ad ablazione cardiaca presso l’ospedale Galeazzi di Milano. Intervento perfettamente riuscito e un paio di giorni di degenza nella struttura ospedaliera. Tra 15 giorni nuovi controlli e, in caso di esito positivo, la ripresa dell’attività agonistica.

Voghera, l’ex assessore Adriatici condannato a 12 anni

Voghera, l’ex assessore Adriatici condannato a 12 anni

Milano, 24 feb. (askanews) – Condannato a 12 anni di carcere per omicidio volontario. Si è chiuso così il processo a carico di Massimo Adriatici, ex assessore alla Sicurezza del Comune di Voghera, imputato per l’omicidio del 39enne di origine marocchina Youns El Boussettaoui. Lo ha deciso il gup del Tribunale di Pavia al termine del procedimento che si è celebrato con rito abbreviato, formula che in caso di condanna comporta lo sconto di un terzo della pena. La procura aveva chiesto di condannare l’ex assessore a 11 anni e 4 mesi.

I fatti risalgono alla sera del 20 luglio 2021 nella piazza centrale di Voghera, quando Adriatici – noto avvocato penalista, docente universitario ed ex funzionario di polizia che all’epoca ricopriva l’incarico di assessore comunale alla sicurezza in quota Lega – esplose un colpo di pistola uccidendo il 39enne al culmine di un colluttazione.

“Siamo molto soddisfatti – ha affermato in un’intervista a SkyTg24 l’avvocato di parte civile Marco Romagnoli, che rappresenta la famiglia della vittima insieme alla collega Debora Piazza -. Questo procedimento è partito per noi estremamente in salita, con una prima accusa di estremo favore nei confronti dell’imputato di eccesso colposo di legittima difesa che era stata già ribaltata. Oggi questo giudizio che arriva a distanza di cinque anni dal momento in cui sono accaduti i fatti restituisce un primo grado di giustizia alla famiglia”.

In una prima fase l’accusa aveva contestato ad Adriatici il reato di eccesso colposo di legittima difesa, salvo poi riqualificare il reato in quello più grave di omicidio volontario. Ma per il legale della famiglia El Boussettaoui, non ci sono mai stati dubbi: “Abbiamo sempre detto fin dall’inizio che questo era un omicidio volontario e che la condotta non lasciava spazio a dubbi interpretativi. E’ stata confermata la nostra impostazione: Massimo Adriatici ha ucciso volontariamente El Boussettaoui sparandogli un colpo di pistola al petto”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il commento della collega Debora Piazza: “Non esistono persone di serie A e di serie B, anche se viviamo in un momento storico molto complesso, in cui cercare la verità è sempre molto difficile – afferma la legale ad askanews -. Avevano parlato di legittima difesa, qui come nel caso di Rogoredo. La sentenza di oggi ci ha detto che siamo tutte persone uguali davanti alla legge. Questo mi consente di credere nella giustizia”.

Antimafia, Colosimo: c’è stato un grave attacco alle istituzioni

Antimafia, Colosimo: c’è stato un grave attacco alle istituzioni

Roma, 24 feb. (askanews) – “I fatti dicono che questa relazione è chiara, innanzitutto perché anche chi non ha seguito e non ha potuto leggere le 66mila pagine della Procura si può fare un’idea. In questo modo si offre al Parlamento un quadro riguardo “un attacco alle istituzioni della democrazia”. Così ha detto la presidente della commissione antimafia, Chiara Colosimo, aprendo la seduta dell’organismo parlamentare e ricordando che oggi è in programma il voto sulla relazione di maggioranza rispetto al caso dei dossieraggi. Altre due relazioni “alternative” sono state presentate dal gruppo M5S e unitamente dai gruppi Pd, Avs e altri.

“Laddove dovesse trovarsi un unico filo conduttore che lega gli accessi abusivi avvenuti nella direzione nazionale antimafia e gli altri fatti di cronaca come Equalize o Paragon, sappiate che io me ne occuperò esattamente come mi sono occupata di questi”, ha continuato la presidente Colosimo.

Ue, Meloni il 18 Marzo in aula in Parlamento alla vigilia del Consiglio Ue

Ue, Meloni il 18 Marzo in aula in Parlamento alla vigilia del Consiglio Ue

Roma, 24 feb. (askanews) – La premier Giorgia Meloni tornerà a parlare in aula in Parlamento mercoledì 18 marzo, per le sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo a Bruxelles dove è attesa l’indomani. Meloni farà le comunicazioni la mattina per prima in Senato, depositando in aula a Montecitorio il testo del suo discorso intorno alle 11. Alla Camera tornerà poi dopo il voto del Senato alle 16,15, per un secondo confronto e voto su risoluzioni per i quali la Conferenza dei Capigruppo di Montecitorio che si è riunita oggi ha stabilito un massimo di durata di 4 ore e 15 minuti: per le 21 il Parlamento dovrà aver finito la giornata di confronto con la Premier.

Vannacci formalizza adesione a gruppo estrema destra Europarlamento insieme a Afd

Vannacci formalizza adesione a gruppo estrema destra Europarlamento insieme a Afd

Bruxelles, 24 feb. (askanews) – Il generale Roberto Vannacci eurodeputato eletto con la Lega da cui è recentemente uscito per fondare il nuovo partito di estrema destra Futuro Nazionale, ha formalizzato a Bruxelles il proprio ingresso nel gruppo politico dell’Europa delle nazioni sovrane, Esn, durante una conferenza stampa insieme a René Aust, co-presidente del gruppo e membro del partito tedesco Afd.La decisione di accogliere Vannacci nel gruppo, ha detto Aust “è stata presa con il consenso del 100% del gruppo”. Quando è stato formato l’Esn, ha ricordato, “avevamo deciso di accogliere solo europarlamentari che si fossero dimostrati fedeli ai nostri princìpi. In questo caso non c’è dubbio, non soltato per il lavoro” di Vannacci “al Parlamento europeo, ma anche per il suo lavoro importante in patria”, e dopo aver esaminato nelle scorse settimane il lavoro di Vannacci “abbiamo concluso che abbiamo poschissime differenze e che sulla stragrande maggioranza dei punti siamo d’accordo, in particolare sulla politica economica, sulla cultura, sulla politica sociale e sulla politica migratoria, in tutti i campi di cui ci occupiamo qui”.

“Per me è un onore essere qua oggi, è un piacere entrare a far parte del gruppo dell’Europa delle nazioni sovrane” e “mi riconosco totalmente nei princìpi, valori e ideali dell’Esn”, ha detto Vannacci, menzionando in particolare: “il principio che vede prevalere la sovranità nazionale sul federalismo europeo che si vorrebbe raggiungere cancellando quelle che sono le identità delle nostre nazioni; il principio che vuole proteggere le identità dei popoli europei e delle tradizioni greco-romane europee; il principio della semplificazione burocratica nell’economia dei nostri Stati, di uno Stato che sia meno incombente, che tassi di meno le popolazioni e che dia libero sfogo alle eccellenze che da sempre hanno caratterizzato l’Europa e le sue splendide nazioni; il principio che vuole negare il Green Deal, questa truffa come l’ho chiamata in tantissimi miei interventi, la peggiore truffa che l’Europa abbia subito dal dopoguerra a oggi, e che ha desertificato le nostre industrie, le ha delocalizzate e ci ha reso più poveri e più instabili”.

“E soprattutto – ha sottolineato Vannacci – una posizione chiara su quello che è stato un fenomeno di massa degli ultimi anni: quello dell’immigrazione, che non è solamente l’importazione di forza lavoro, che poi va a delegittimare o a sostituire la forza lavoro che invece è presente ed è qualificata nelle nostre nazioni, ma è anche l’importazione di altre culture, altre civiltà che non sono compatibili con la nostra”.

“Quindi il fatto di avere questa unità di vedute” con il gruppo Esn, “di credere fermamente che questa Europa debba cambiare e debba ritornare a essere l’Europa che ha primeggiato negli ultimi secoli della nostra storia, mi ha convinto a raggiungere questo gruppo, e sono veramente convinto che insieme faremo un grande lavoro. Grazie per il vostro sostegno, grazie per avermi accettato, grazie a René Aust, grazie a tutti voi – ha detto ancora Vannacci rivolto ai molti membri dell’Esn presenti in sala – e sono convinto che insieme – ha concuso – continueremo a lavorare benissimo per noi, per le nostre nazioni, per i nostri popoli, per l’identità europea e per il futuro dei nostri giovani”.

Il gruppo dell’Esn, in cui è predominante la presenza del partito tedesco Alternative fuer Deutschland (Afd) di René Aust, è nato all’inizio di questa legislatura (luglio 2024) da una frattura nell’estrema destra europea (ex gruppo Identità e Democrazia). La frattura è stata causata dalle posizioni revisioniste sul nazismo prese da alcuni membri dell’Afd, e considerate inaccettabili dall’altro partito nazionale più importante dell’estrema destra, il Rassemblement National francese di Marine Le Pen e Jordan Bardella. Dopo questa ricomposizione del quadro politico, la maggioranza dei partiti nazionali di estrema destra (Lega compresa) sono oggi nel gruppo dei Patrioti per l’Europa.

“Credo -ha sottolineato il generale ex vicesegretario della Lega- che il mio ruolo sia quello di risvegliare tutte le persone che credono in una destra vera. Abbiamo il 52 % degli italiani che non vanno a votare, e molti di loro sono di destra, perché non si sentono rappresentati dall’offerta politica che oggi è presente in Italia. Quindi credo di risvegliare le coscienze di queste persone”.

“E poi credo pure, perché no – ha continuato Vannacci -, di federare anche quelle realtà politiche e sociali che credono in una destra vera, e che possono vedere nel sottoscritto un punto di riferimento. Però – ha precisato – non mi sono posto come obiettivo quello di collegare tutti i partiti di destra attualmente esistenti. Il mio obiettivo è quello di cambiare l’Italia, cambiare l’Europa, e riportare una destra che oggi sta governando su delle posizioni veramente di destra”.

A un giornalista che chiedeva se nel suo governo ideale ci sia posto per Forza Italia, Vannacci ha risposto: “Dipende, io non ho problemi con le definizioni e con le entità, a me interessano le idee, i propositi e le azioni. E’ chiaro che degli eurodeputati che votano a favore di considerare i trans come delle donne (il riferimento è alla posizione degli eletti di Fi durante un voto del Parlamento europeo la settimana scorsa, ndr), insomma, ce li vedo un pochettino difficilmente all’interno di questa posizione”, quella di una destra vera, “che invece è ben diversa”.

“E non perché io ce l’abbia con gli orientamenti sessuali delle persone”, ha osservato l’eurodeputato, puntualizzando che il problema è invece “quando l’orientamento sessuale si trasforma in una posizione politica e in un avocare determinati diritti”.

Luca Ward: “Istituzioni assenti, ho brevettato la mia voce contro IA”

Luca Ward: “Istituzioni assenti, ho brevettato la mia voce contro IA”

Roma, 24 feb. (askanews) – “Purtroppo le istituzioni non ci tutelano. Il singolo sente che la propria arte è minacciata dall’Intelligenza Artificiale. Mancando delle leggi a nostra protezione, l’unico modo è muoversi in autonomia. Per questo ho scelto di brevettare la mia voce. Ho preso ispirazione dal modello americano, da quello che stanno facendo molti attori a Hollywood. Ci sono leggi internazionali che lo consentono. Dobbiamo dare un segnale forte per difenderci, non solo nel nostro settore, ma in moltissime altre professioni”: è quanto denuncia Luca Ward, che ha depositato ufficialmente il marchio sonoro della propria voce. L’attore e doppiatore è tra i primi in Italia ad adottare una strategia giuridica avanzata di questo tipo, per proteggersi dall’uso illecito dell’Intelligenza Artificiale, come scrive l’Associazione Nazionale degli Attori Doppiatori (ANAD) in un comunicato, impegnata attivamente per far fronte ai rischi dell’uso non regolamentato dell’IA che, in un campo artistico come quello del doppiaggio, sono sempre più crescenti.

Il futuro, quindi, potrebbe essere brevettare la propria voce, contro l’appropriazione illegale dell’Intelligenza Artificiale, spiega Luca Ward e gli fa eco il presidente di ANAD, Daniele Giuliani. “Ho saputo da Luca di questa sua iniziativa e rappresenta un primo passo concreto, molto interessante, per tutti noi che lavoriamo con la voce – commenta Giuliani – Sono convinto che servano comunque leggi chiare sull’IA. Come detto dagli stessi fondatori delle più grandi aziende tech del mondo, se non regolamentata a dovere diventerà un problema insormontabile. E noi di ANAD stiamo lavorando in questa direzione”.

Ucraina, Palazzo Chigi: risoluzione conflitto interesse europeo prioritario

Ucraina, Palazzo Chigi: risoluzione conflitto interesse europeo prioritario

Roma, 24 feb. (askanews) – La risoluzione del conflitto in Ucraina “rappresenta un interesse strategico europeo prioritario, essenziale per garantire la sicurezza del Continente e quindi dell’Italia”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi in merito alla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi.

“L’Italia – si sottolinea – sta rivolgendo, inoltre, una particolare attenzione alle urgenti esigenze umanitarie della popolazione ucraina. È attualmente in corso un programma di fornitura di generatori e caldaie a sostegno del sistema energetico ucraino, fondamentale per la resilienza civile. Parallelamente, è stata avviata un’iniziativa per la fornitura di apparecchiature sanitarie destinate ai reparti materno-infantili degli ospedali situati nelle aree più colpite dagli attacchi. Questo impegno umanitario costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”.

Palazzo Chigi: dall’Italia in quattro anni costante e convinto sostegno all’Ucraina

Palazzo Chigi: dall’Italia in quattro anni costante e convinto sostegno all’Ucraina

Roma, 24 feb. (askanews) – “Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali. L’Italia concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi.

Nastri d’argento 2026, annunciati finalisti per Migliori Documentari

Nastri d’argento 2026, annunciati finalisti per Migliori Documentari

Roma, 24 feb. (askanews) – Musica grande protagonista anche ai Nastri d’Argento nella selezione dei titoli che si contendono i Nastri d’Argento 2026 per i migliori Documentari realizzati nel 2025. La selezione finale dei candidati ai Premi dei Giornalisti Cinematografici sarà completata da alcuni Premi speciali che verranno annunciati e consegnati lunedì prossimo 2 marzo al Cinema Barberini di Roma.

La Selezione speciale, eccezionalmente di sei titoli, dedicata quest’anno, dopo Arte e Sport, ai documentari che raccontano artisti molto amati, è composta da “Andando dove non so. Mauro Pagani, una vita da fuggiasco” di Cristiana Mainardi, “Nel blu dipinti di rosso” di Stefano Di Polito, “Nino. 18 giorni” di Toni D’Angelo, “Piero Pelù. Rumore dentro” di Francesco Fei, “Pino” di Francesco Lettieri dedicato a Pino Daniele e “Rino Gaetano – Sempre più blu” di Giorgio Verdelli.

Come sempre ricchi di storie che, con il taglio del racconto cinematografico, entrano nel mondo della cronaca attraverso la memoria e la ricerca storica, i titoli in ‘cinquina’ 2026 per il Cinema del Reale: Dom di Massimiliano Battistella, Film di Stato di Roland Sejko, Sciatunostro di Leandro Picarella, Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi e Toni, mio padre di Anna Negri. Finalisti per Cinema, Spettacolo, Cultura: Bobò di Pippo Delbono, Ellroy vs L.A. di Francesco Zippel, Elvira Notari. Oltre il silenzio di Valerio Ciriaci, Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra di Roberto Andò e Roberto Rossellini – Più di una vita di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara, Raffaele Brunetti.

I vincitori, selezionati dai Giornalisti Cinematografici che festeggiano quest’anno l’80esimo compleanno dei Nastri d’Argento, saranno annunciati e premiati lunedì prossimo al Cinema Barberini di Roma, ancora una volta partner di quest’edizione.

Sono stati già assegnati il Nastro per il ‘Documentario dell’anno’ ad Attitudini: Nessuna di Sophie Chiarello, sulla storia di Aldo, Giovanni e Giacomo e il ‘Nastro della legalità’ al film di Simone Manetti Giulio Regeni – Tutto il male del mondo.

La selezione ufficiale è firmata dal Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani che ha appena concluso il suo mandato (ed è pronto a un nuovo triennio, rinnovato nella composizione). Ne hanno fatto parte con Laura Delli Colli (Presidente), Fulvia Caprara (Vicepresidente), Oscar Cosulich, Susanna Rotunno, Paolo Sommaruga, Stefania Ulivi e Maurizio di Rienzo, in particolare per il coordinamento delle proposte esaminate. Sono stati 195 i documentari visionati, editi nel 2025 e proposti entro il 31 dicembre scorso dai Festival più importanti o nelle rassegne specializzate, e in qualche caso, usciti in sala e/o trasmessi poi su reti o piattaforme televisive.

La vet Monica Pais: Sterilizzare è la scelta giusta

La vet Monica Pais: Sterilizzare è la scelta giusta

Roma, 24 feb. (askanews) – 24 febbraio, giornata mondiale della sterilizzazione animale: una scelta che mette in ansia tanti proprietari di cani e di gatti ma che è essenziale per limitare le nascite, il randagismo, e la brutta fine che fanno troppi cuccioli e adulti sulle nostre strade e nelle nostre campagne. Lo dicono i veterinari come Monica Pais, fondatrice con il marito e collega Paolo Briguglio della Clinica Veterinaria Duemari di Oristano, dove con lo staff cura centinaia di randagi l’anno. Pais ha anche fondato, e presiede, la Onlus Effetto Palla per gli animali di nessuno. Pais, perché sterilizzare è importante?

“Parliamo dei vantaggi innegabili. In primo luogo, bisogna ricordarsi che sì, è vero che un vero e proprio intervento chirurgico, sia per i gatti che per i cani, le gatte, le cagne e deve essere fatto come si deve, ma è un intervento effettuato in maniera così sicura che ogni obiezione, deve e può essere superato, chiaramente appoggiandosi a professionisti seri. L’esborso economico è relativo sia per una gatta che per una cagna, che sono gli interventi più costosi. L’altro aspetto è che la sterilizzazione sia dei gatti che dei cani ha degli innegabili vantaggi per la copertura che offre ad entrambe le specie per molti accidenti quasi tutti estremamente gravi. Si evitano gravidanze indesiderate, cosa che ha un valore etico veramente importante perché più animali si lasciano alla riproduzione, più cresce la quota di popolazione di animali vaganti, soprattutto nelle regioni colpite da questo grave problema. E poi sappiamo che la sterilizzazione previene in maniera assoluta o quasi assoluta le malattie più gravi alle quali possono andare incontro soprattutto le nostre femmine, gatte o cagne che siano: tumori mammari, infezioni uterine, tutti i problemi collegati al calore e quindi le fughe, i traumi, e i parti che di per sé possono essere estremamente pericolosi, ma soprattutto la prevenzione di alcune malattie oncologiche. Tenete conto anche di una cosa: ai nostri animali viene, obtorto collo, negato un comportamento del tutto naturale, che è quello della riproduzione. Una cagna dovrebbe fare due parti all’anno, una gatta anche tre o quattro, cosa chiaramente non percorribile; però madre natura stessa lo richiede a voce alta all’interno del loro organismo. Significa comunque aiutarli, soprattutto animali che vivono nelle città o in luoghi dove non possono essere lasciati liberi”.

E’ vero che ci sono nuovi studi che indicano alcuni problemi sanitari?

“Sì, ci sono studi che indicano che per alcune razze di cani, possono insorgere problemi oncologici importanti, soprattutto in caso di sterilizzazione precoce, e quindi non interveniamo a meno di un motivo valido e insopprimibile. Per ora si tratta di pinscher, sia maschi che femmine, e golden retriever, con l’insorgenza in età adulta di problemi prostatici di tipo neoplastico, e per le femmine sterilizzate, sempre in età precoce, un’incidenza maggiore di tumore aggressivo come l’osteosarcoma”.

Non è possibile che in futuro risultati di questo genere si vedano anche in altre razze di cani e di gatti?

“Beh, questi studi sono fatti con casistiche d’oltreoceano, su cani di razza, mentre noi soprattutto al sud siamo pieni di cani meticci. Nelle razze studiate c’è molta consanguineità. Non sappiamo se veramente sia il fatto che gli ormoni vengono tolti precocemente da quell’animale a provocare una maggiore sensibilità, che però è sempre relativa, non è che tutte le cagne sterilizzate poi sviluppino un osteosarcoma”.

Ma allora si può ancora raccomandare la sterilizzazione?

“Ma gli animali sterilizzati non muoiono di tumore mammario, non muoiono di piometra, non muoiono di problemi di parto, non hanno più cuccioli da sistemare. E non sappiamo davvero se ci sia una correlazione fra sterilizzazione e questi problemi sanitari emersi recentemente”.

Se si tratta di limitare il randagismo, endemico e tragico soprattutto nel Meridione, la cosa più importante è l’impegno delle autorità locali che però spesso sono restie a impegnarsi in campagne sistematiche per la sterilizzazione.

“Parlare di amministrazioni in generale è sbagliato; è chiaro che l’amministrazione a Milano abbia problemi diversi rispetto all’amministrazione di Cagliari o di Quartu o di Caltanissett, è diverso il problema degli animali liberi, gatti e cani senza microchip e senza contrassegni di identificazione. Ma gli amministratori in generale ora cominciano a comprendere che non si può più gestire questo tipo di problema con delle risposte one spot, magari anche valide per i numeri che possono raggiungere. Una campagna di sterilizzazione deve far parte di un progetto di lungo respiro: bisogna applicare un impegno strutturale e strutturato che non può essere lasciato sulle spalle dei volontari, i quali non hanno gli strumenti né economici né di progettazione su larga scala per gestire un problema di questo genere, che in molte regioni sta diventando insopportabile e insostenibile. Ci sono gli amministratori sensibili, che vedono il problema anche da un punto di vista etico, e altri che pensano alla convenienza politica sapendo che gli elettori oggi sono molto più sensibili a questo tipo di argomenti. Inoltre i fondi necessari per continuare a gestire centinaia di animali nei canili e gattili sono esorbitanti, senza contare le spese per rifondere i danni che un cane libero può creare semplicemente provocando un incidente stradale. Quindi sì, le cose stanno cambiando. Anche noi come Effetto Palla all’inizio abbiamo fatto l’errore di lanciarci, se così si può dire in una campagna di sterilizzazione a spese completamente della Onlus. In tutta la Sardegna abbiamo avuto dei risultati fantastici, abbiamo sterilizzato quasi 2000 gatte a spese nostre. Ma ci siamo resi conto che non conviene se non c’è un progetto a monte. La sinergia con alcune amministrazioni illuminate ha portato invece a campagne di sterilizzazione effettuate tenendo conto di tutte queste variabili; il lato sanitario, il lato animalista chiamiamolo così, anche se il termine non mi piace, quello progettuale e amministrativo. Quindi identificazione, sterilizzazione a tappeto anche per i cani di proprietà, magari con valutazione della fascia economica, magari con facilitazioni per chi ha in casa persone anziane o disabili. In Sardegna la chiave di volta è certamente la sterilizzazione dei cani rurali, dei cani aziendali: io posso parlare della mia regione perché la conosco bene. Ma in ogni caso si tratta di azioni che devono avere un respiro regionale, molto più alto di quello che fino ad adesso è stato fatto, un vero cambio di paradigma, quasi l’istituzione di un assessorato alla gestione del randagismo. Questa è una iperbole, chiaro, perché il discorso rientra sotto il cappello degli Assessorati alla Sanità. Ma è proprio indispensabile cambiare le idee degli amministratori. E anche quelle dei volontari, che continuano a vedere negli amministratori di turno spesso un ostacolo. Invece dovrebbero essere inglobati in un discorso che tenga conto delle necessità dell’amministrazione. Serve un piano strategico: perché alla fine questa è una guerra e c’è necessità, perlomeno per le nostre latitudini, di una strategia e di strateghi”.