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La Lega difende il Veneto: non è utile cambiare, anche per Meloni

La Lega difende il Veneto: non è utile cambiare, anche per MeloniMilano, 16 gen. (askanews) – Un invito a Giorgia Meloni, perchè rispetti gli alleati e il legame particolare della Lega con i territori del Nord. Ribadendo che “squadra che vince non si cambia”. Il consiglio federale leghista fa quadrato sulla richiesta di mantenere la guida del Veneto ma per ora rimette nella fondina la pistola estratta l’altro ieri da Luca Zaia: la corsa solitaria del Carroccio in Veneto resta solo sullo sfondo, e la riunione dello stato maggiore leghista si limita a sottolineare l’importanza di una logica di coalizione nella spartizione delle candidature.


Concetti chiariti da Matteo Salvini, che in serata ospite di Bruno Vespa assicura che la Lega non strapperà: “No, in questi due anni la Lega è stata assolutamente leale in ogni votazione nei confronti del governo e la stabilità del governo italiano è un patrimonio che l’Europa ci invidia e che ci premia economicamente. Quindi non si mette assolutamente in discussione un governo che arriverà a tutti e 5 gli anni”. E dunque, “se il buon governo della Lega e di Zaia in Veneto da anni è riconosciuto a livello internazionale, metterlo in discussione per equilibri politici e scelte romane non mi sembrerebbe utile. Sono sicuro che con gli alleati troveremo una quadra come abbiamo sempre trovato e sono sicuro che nessuno voglia mettere in discussione uno dei governi più virtuosi d’Europa per mettere una bandierina da qualche parte”, rassicura il segretario leghista. Seguendo la linea indicata dal consiglio federale che vede Luca Zaia collegato dal Veneto e Salvini a Roma, tutti raccontano di un clima “sereno”, e del resto la riunione si svolge “come era normale si svolgesse”: il governatore, raccontano, ha ribadito i concetti espressi da settimane, sulla necessità di rispettare le indicazioni del territorio e rimarcando quanto la questione Veneto sia identitaria per il Carroccio. Trovando la “totale sintonia” di Salvini e la condivisione dell’unanimità del Consiglio Federale. Che attraverso le parole del capogruppo in Senato Massimiliano Romeo manda un messaggio alla premier: “È interesse della Meloni trovare una soluzione soddisfacente che faccia sì che gli alleati leali e collaborativi alla fine siano soddisfatti”, dice all’uscita dal federale, sottolineando “l’unanimità” registrata nell’organismo direttivo del Carroccio, “partito del territorio che si vuole tenere le regioni dove esprime un buon governo”.


Resta ancora da capire quale sarà il punto di caduta, ma per farlo bisognerà aspettare ancora diversi passaggi. Intanto la sentenza della Consulta sul caso Campania, che potrebbe in ipotesi addirittura riaprire la possibilità del terzo mandato. Che la Lega continua a dire di volere ricercare anche per via politica: “Sappiamo che è difficille convincere gli alleati, ma continueremo a provarci. Spiegando che non ha senso rischiare di mettere in crisi il centrodestra sul Veneto quando aprendo al terzo mandato manderemmo in crisi il centrosinistra in Campania…”. Un obiettivo per il quale la Lega prova ad avere a disposizione anche più tempo: perchè un’altra richiesta del federale è la previsione di fissare tutti gli anni un election day in primavera. Ipotesi che comporterebbe nell’immediato lo slittamento al 2026 delle elezioni regionali del Veneto e di altre 4 regioni: Campania, Puglia, Marche, Toscana.

Treni, Salvini: dubbi su sabotaggi ci sono, magistratura indaga

Treni, Salvini: dubbi su sabotaggi ci sono, magistratura indagaMilano, 16 gen. (askanews) – “Stanno indagando la Procura, le forze dell’ordine, perché, per carità, ogni tanto l’incidente può accadere, però avere una serie di eventi, negli orari precisi, in giorni conseguenti qualche dubbio l’ha fatto venire. Penso che ci sia materiale su cui le forze dell’ordine stanno ragionando e lavorando, perché sarebbe gravissimo che qualcuno per fare battaglia politica, per attaccare il ministro Salvini, il segretario della Lega, danneggiasse la giornata di lavoratori, studenti, pendolari, turisti”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, durante la registrazione della puntata di ‘Cinque minuti’ in onda stasera su Rai 1, alla domanda sulla denuncia esposto presentata ieri dal Gruppo Fs sulla serie di disagi e guasti sulla rete ferroviaria. “Sarebbe gravissimo se per fare lotta politica o rivolta sociale qualcuno, questo è il sospetto, crei guasti, disallacci, incendi delle cabine: sarebbe gravissimo e mi auguro che si sappia il primo possibile se è così”.


E aggiunge: “Sarà una coincidenza però oggi che il primo giorno dopo la presentazione dell’esposto non c’è stato nessun problema e il tasso di puntualità dei Regionali è stato del 92%. Io tutelo i 92mila lavoratori di Fs che fanno il loro lavoro in condizioni anche difficili. Oggi sulla rete ferroviaria hanno viaggiato 10.100 treni, erano 8.500 un anno fa. Quando hai il massimo dei treni e dei cantieri aperti, qualche disagio ci può essere. Ma se c’è un problema il sabato, la domenica il lunedì e il martedì, è giusto indagare”, ha concluso sul punto il ministro.

Fabrizio Colica torna al Teatro Golden di Roma con “Time Lock”

Fabrizio Colica torna al Teatro Golden di Roma con “Time Lock”Roma, 16 gen. (askanews) – Un grande ed atteso ritorno, dopo il grande successo dello spettacolo “Arancione, Fabrizio Colica torna al Teatro Golden con il nuovo spettacolo “Time Lock” in programma dal 23 gennaio al 9 febbraio. Insieme a lui sul palco un grande cast: Augusto Fornari, Paola Michelini, Giuseppe Ragone, Riccardo Sinibaldi. Un tema scottante che conquisterà gli spettatori in una escalation di colpi di scena.


A pochi giorni dalle elezioni, uno dei conduttori televisivi di maggior successo, Massimo D’Ambrogi, ospiterà il più atteso dibattito politico degli ultimi anni. A rappresentare il centrodestra sarà l’affabile onorevole Orsini tradizionalista e aggressivo, a rappresentare il centrosinistra sarà il ritardatario onorevole Malmusi, dal carattere cinico e disilluso. La tensione è alle stelle. Quello che succederà in questo studio determinerà il futuro del nostro Paese. Pochi minuti a disposizione per esprimere il proprio pensiero politico e ancora meno tempo, durante le pubblicità, per recuperare i numerosi imprevisti della diretta. Il pubblico del teatro diventerà pubblico televisivo e scruterà da vicino le vere identità dei candidati, scoprendo cosa succede dietro le quinte di un dibattito televisivo come questo. Uno spettacolo da non perdere per una serata veramente divertente e in più la possibilità di concepire la politica con occhi diversi. 

Teatro Villa Pamphilj, scienza a teatro con “Buonanotte, caro Albert”

Teatro Villa Pamphilj, scienza a teatro con “Buonanotte, caro Albert”Roma, 16 gen. (askanews) – Domenica 19 gennaio alle ore 11.30, al Teatro Villa Pamphilj di Roma, per la rassegna Science Fiction – la scienza a teatro, va in scena in prima assoluta il nuovo spettacolo del collettivo Effetto Joule “Buonanotte, caro Albert”, scritto da Enrico Ferraro e interpretato da Valeriano Solfiti.


Che cos’è la gravità? A quanto pare la domanda, più che essere spontanea e rivelatrice di curiosità genuina, rischia di essere un puro gioco di parole, senza alcun rapporto con la realtà. Perché non ha senso porre questa domanda? E in che modo si può capire la gravità, generatrice di questo “peso” che sentiamo da quando nasciamo e sperimentiamo per tutta la vita? Per capire è necessario raccontare una storia di come la scienza sia nata e sviluppata, di come gli antichi sapessero già molto e il pensiero fideistico cancellò molte conoscenze e scoperte, di come anche la scienza abbia le sue trappole e solo riuscendo a superarle è possibile comprendere qualcosa di molto piccolo e invisibile. Piccole cose invisibili e immanenti con la nostra presenza riflettono il funzionamento della gravità. Come facevano gli scienziati ellenistici a comprenderne il funzionamento? Cosa dicevano loro i fenomeni? Come li leggeva Galileo e dopo di lui Newton? Come ci aiuta la matematica? Quale fu l’idea felice di Einstein? Tutta la storia sembra insegnarci che per comprendere la gravità è necessario aumentare la sensibilità. Prima di tutto del nostro pensiero, della capacità di cambiare punto di vista e immaginare qualcosa che non possiamo percepire. Poi è necessario che i nostri strumenti siano in grado di leggere quelle piccole increspature dello spazio tempo che sono la chiave di un nuovo universo. Ci sono rami della scienza difficili da divulgare, difficili da spiegare a chi non ha dimestichezza con quello specifico linguaggio – il che coincide spesso con anni e anni di studio – eppure intrisi di profonda bellezza.


Science Fiction è un progetto che nasce dalla collaborazione tra scienziati, attori, registi, insegnanti e formatori del settore creativo per liberare la scienza dall’idea di essere argomento solo per tecnici, affrontata dal resto del mondo in poche ore durante il ciclo scolastico e per il resto della vita recepita giusto in qualche notizia sensazionalistica. Un format di proposte teatrali a tema scientifico e matematico che punta a rendere accessibile a chiunque, anche a chi proprio non capisce, temi e concetti che nell’immaginario collettivo risultano inaccessibili e che invece possono essere affascinanti, umanistici, letterari, e anche poetici o comici. Dietro ogni storia di scienza e di scienziati ci sono vite incredibili, sogni, visioni inimmaginabili, iperboli, fallimenti e miserie che hanno avuto il potere di cambiare le nostre vite, le vite di tutta l’umanità, generando scoperte, rivoluzioni e progresso. Queste storie meritano di essere raccontate, e Science Fiction si avvale proprio del linguaggio teatrale per allargare, nella formula più semplice e arcaica, la dimensione della scienza a quella della comunità e viceversa. Due linguaggi differenti che trovano una sintesi comune: un racconto, una suggestione.

Ica Milano, libertà e sguardo femminile tra Jurgenssen e Ruggeri

Ica Milano, libertà e sguardo femminile tra Jurgenssen e RuggeriMilano, 16 gen. (askanews) – Una conversazione immaginaria, eppure nei fatti reale, tra due artiste che, pur senza essersi mai incontrate, hanno battuto strade comuni. Fondazione Ica Milano inaugura il proprio 2025 con una mostra bipersonale, dedicata a Birgit Jurgenssen e Cinzia Ruggeri, curata da Maurizio Cattelan insieme a Marta Papini: “Lonely are all bridges”. “Il motivo per cui le abbiamo pensate insieme – ha spiegato ad askanews Papini – è proprio il fatto che hanno attraversato in maniera molto libera le arti, quindi si sono rivolte alla fotografia, al disegno, alla moda, al design in maniera molto libera e questa sensazione di libertà le ha anche rese più difficilmente categorizzabili e quindi difficili da scoprire e da fotografare nell’intero”.


Nei lavori di Jurgenssen e Ruggeri passa la società dei consumi, ma anche una visione molto personale del modo in cui confrontarsi con essa; c’è la moda, ma è una moda metamorfica, sorprendente e inattesa. E c’è soprattutto un punto di vista femminile sulla società che, seppur legato agli Anni Settanta e Ottanta, è estremamente contemporaneo. Anche perché parte da posizioni ferme, ma non ideologiche e calate con lucidità nello stesso sistema. “La loro riflessione sulla figura della donna nella società contemporanea – ha aggiunto Marta Papini – la trovo molto attuale e quindi in qualche modo il fatto di metterle in dialogo poteva far parlare di temi attuali, cioè del ruolo della donna nella società e di come loro hanno cercato una via d’uscita da quello che è il ruolo imposto”. La mostra, a tratti molto astratta, a tratti legata in maniera indissolubile agli oggetti, è anche un progetto coerente con la visione di Ica e la sua attenzione alle arti, nel senso più ampio del termine. “Questo è un luogo che non è univoco – ha detto Alberto Salvadori, direttore di Ica Milano – è un luogo a molte voci. E questa è una mostra che racchiude molte voci, da un artista che fa il curatore a due artiste che non sono mai incontrate, ma che dialogano perfettamente, quindi quasi come se fosse una seduta spiritica in qualche modo, come se vivessimo una dimensione di un’alterità rispetto alla loro condizione originaria. C’è molta ironia, c’è una critica e anche una presa di posizione intelligente sulla moda, c’è la fotografia, c’è tutto. Quindi direi che è una sintesi perfetta di quello che cerchiamo di fare qua dentro. E c’è l’assoluta libertà di espressione”.


Una libertà che appartiene anche a Cattelan, qui nelle vesti di curatore, un po’ invisibile, ma come suo tipico, capace di informare una tipologia di sguardo sul contemporaneo tutt’altro che scontata.

Libri, esce “Il Futuro e la Memoria. Shoah, antisemitismo e Generazione Z”

Libri, esce “Il Futuro e la Memoria. Shoah, antisemitismo e Generazione Z”Roma, 16 gen. (askanews) – Rai Libri presenta “Il Futuro e la Memoria. Shoah, antisemitismo e Generazione Z” di Ariela Piattelli. La forza dei figli della Generazione Z per custodire e proiettare nel futuro il ricordo della Shoah anche senza le voci dei sopravvissuti ai campi di sterminio. Tra i depositari delle testimonianze che giungono da una delle pagine più buie della storia ci sono Michela e Gabriel, nipoti di Shlomo Venezia, uno dei pochissimi sopravvissuti al Sonderkommando, c’è Tommaso, il cui nonno, il medico Adriano Ossicini, inventò il contagiosissimo “Morbo di K” per tenere lontano i nazifascisti dagli ebrei nascosti all’ospedale Fatebenefratelli di Roma, ci sono Dov, che con le sue pagine social ha dato voce alla bisnonna Llily Ebert sopravvissuta ad Auschwitz raggiungendo milioni di persone, e il quattordicenne Cristian, che ascoltate le parole della scrittrice Edith Bruck ha raccolto in un video in rete le testimonianze di alcuni reduci da lui incontrati personalmente.


Giovani custodi creativi della memoria che hanno condiviso con l’autrice le proprie esperienze e le proprie emozioni, certi che l’impegno contro l’antisemitismo, ancor di più dopo i fatti drammatici del 7 ottobre 2023, sia un imperativo morale. Un libro reportage che attraverso interviste ad esperti indaga i possibili scenari del futuro della memoria, strettamente legati al rapido mutamento dei linguaggi e degli strumenti di conoscenza. La rete, i social e le nuove tecnologie sono i mezzi di una narrazione che riflette la contemporaneità. Il viaggio di Ariela Piattelli termina con le voci dei testimoni, che in una riflessione speculare con le parole dei giovani, disegnano il possibile futuro della memoria, spiegando la loro visione sul mondo della Generazione Z. Ariela Piattelli è una giornalista. È direttore responsabile di Shalom, quotidiano online e magazine edito dalla Comunità Ebraica di Roma. Ha collaborato con il Giornale, Corriere della Sera e La Stampa. Ha vissuto alcuni anni in Israele, e da oltre un decennio dirige Ebraica – Festival Internazionale di Cultura e il Pitigliani Kolno’a Festival – Ebraismo e Israele nel Cinema. Ha collaborato inoltre con istituzioni come promotrice e curatrice di iniziative dedicate alla cultura ebraica e israeliana.


“Il Futuro e la Memoria” di Ariela Piattelli, edito da Rai Libri, sarà in vendita nelle librerie e negli store digitali dal 22 gennaio 2025. Il libro sarà presentato martedì 21 gennaio 2025 alle ore 18.30 al Museo Ebraico di Roma (via Catalana). All’incontro con l’autrice, ingresso libero con prenotazione obbligatoria a com@museoebraico.roma.it, interverranno il direttore di Rai Libri Roberto Genovesi e il cantautore Raiz. Moderatrice, la giornalista Francesca Nocerino.

Rai, “Goldrake” sta per tornare

Rai, “Goldrake” sta per tornareRoma, 16 gen. (askanews) – Per i nostalgici e gli appassionati di Goldrake sarà una vera sorpresa: la serie originale degli anni Settanta nella versione restaurata sta per tornare sulle reti Rai. Domani venerdì 17 gennaio, Rai 2 trasmetterà invece, in prima visione assoluta gli ultimi episodi di “Goldrake U”: a partire dalle 21:20 andranno in onda gli episodi conclusivi della saga che racconta le avventure del famoso robot che combatte contro le forze malvagie di Vega.


Cinque i titoli : “Le tenebre inseguono la luce”, “Mazinga X”, “Un fiore da proteggere”, “L’ultimo inganno” e “Per il pianeta Terra”. Con un finale che vede l’amato Goldrake, impegnato nello scontro epico per salvare il pianeta Terra.

Agrigento Capitale della Cultura, sabato inaugurazione con Mattarella

Agrigento Capitale della Cultura, sabato inaugurazione con MattarellaMilano, 16 gen. (askanews) – Sabato 18 gennaio Agrigento celebrerà l’inaugurazione del suo anno da Capitale Italiana della Cultura con una cerimonia ufficiale presso il Teatro Pirandello. A dare il via alle celebrazioni sarà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando l’importanza dell’evento per la città e per l’intero Paese.


La cerimonia sarà trasmessa in diretta sulle reti Rai, Rai Play, Rai Quirinale e Rai Tgr, offrendo a milioni di spettatori la possibilità di scoprire e apprezzare il patrimonio culturale della città siciliana. Prevista la partecipazione di figure istituzionali di rilievo, tra cui il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme a rappresentanti del mondo culturale e artistico. Durante la cerimonia saranno celebrati la storia e il patrimonio di Agrigento, che rappresenta un pilastro della cultura italiana e internazionale. La conduzione della cerimonia è affidata a Beppe Convertini, conduttore Rai di “Uno Mattina in Famiglia”, e a Incoronata Boccia, vice direttrice del Tg1 che guideranno il pubblico in una narrazione che esalterà le eccellenze culturali e artistiche della città.


“Agrigento ha una storia millenaria e questo riconoscimento rappresenta per noi un’opportunità unica per mostrare al mondo il nostro immenso patrimonio culturale e paesaggistico”, ha commentato Il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè. Anche il direttore della Fondazione Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025, Roberto Albergoni ha espresso soddisfazione: “Questo sarà un anno straordinario, ricco di eventi e iniziative che metteranno in luce la bellezza e la ricchezza della nostra città, proiettandola in una dimensione internazionale”. La cerimonia del 18 gennaio sarà solo l’inizio di un anno denso di attività culturali: mostre, concerti, rappresentazioni teatrali e conferenze animeranno Agrigento, coinvolgendo artisti e intellettuali di fama mondiale. Gli spettatori potranno immergersi nella storia della Valle dei Templi, ammirare le bellezze del centro storico e scoprire le tradizioni di una città che fonde armoniosamente passato e presente.


L’inizio del percorso di Agrigento come Capitale della Cultura Italiana 2025 rappresenta un’occasione per celebrare l’identità culturale italiana, valorizzando la bellezza e la storia di una città unica al mondo. Un appuntamento imperdibile, guidato dalla presenza simbolica del Presidente Sergio Mattarella.

Legambiente: bene i dati su Bologna città a 30 kmh, altre la seguano

Legambiente: bene i dati su Bologna città a 30 kmh, altre la seguanoRoma, 16 gen. (askanews) – “I dati diffusi oggi dal Comune di Bologna, con il calo di incidenti e feriti e il crollo delle persone decedute, ad un anno dell’entrata in vigore del limite dei 30km/h voluto dal sindaco Matteo Lepore, ben raccontano il cambiamento in atto nella città bolognese che punta sempre di più su sicurezza e mobilità. Bologna Città30 mostra chiaramente come la chiave per una maggiore sicurezza e vivibilità non sia l’azione repressiva e la prospettiva di pesanti sanzioni, quanto piuttosto un cambiamento generale della mobilità in città, caratterizzata in primis dai limiti di velocità più bassi, ma anche da un buon servizio di TPL, bus, e Servizio Ferroviario Metropolitano, una redistribuzione e trasformazione dello spazio a garanzia di una sicura convivenza tra le diverse utenze. Le altre città italiane, come dimostra l’esperienza di Bologna, possono ambire a raggiungere lo stesso standard delle città europee che, da anni, beneficiano degli effetti positivi delle politiche basate su limiti a 30km/h, Low Emissions Zones e nudge policies che indirizzano i cittadini verso stili di mobilità differenti. Serve solo buona volontà e coraggio. Quel coraggio che al momento è mancato al ministro delle infrastrutture Matteo Salvini che nel nuovo codice della strada non ha preso a modello l’esperienza di Bologna ed ha inserito potenziali ostacoli per le città che vogliano intraprendere percorsi analoghi”. Così commentano Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia-Romagna e Claudio Dellucca di Legambiente Bologna.


Per Legambiente “la direzione imboccata da Bologna con il limite dei 30 chilometri diffuso è quella giusta. L’Associazione continuerà a monitorare gli effetti di tale misura, che ha come obiettivo la sicurezza e l’azzeramento delle morti in strada, senza mancare di sollecitare l’amministrazione nel migliorare ulteriormente, implementando misure di trasformazione dello spazio urbano, così come previsto dalla Città30, e tenendo alti i controlli”.Legambiente ricorda che al momento in Italia le uniche città ad avere adottato il limite diffuso dei 30km/h sono Bologna, Olbia e Treviso. Rispetto al limite 30km/h, a livello scientifico è stata stabilita come regola quella dei 30 km/h perché è un limite che, senza rallentare la circolazione, diminuisce drasticamente le percentuali di rischio di mortalità: a 30 km/h la mortalità è praticamente residuale e avviene soltanto in meno del 10% dei casi in cui l’impatto equivale a una caduta dal primo piano, mentre già a 50 km/h la collisione coincide con una caduta dal terzo piano e la probabilità di un Incidente mortale cresce oltre il 50%.


QUESTI I DATI DEL COMUNEForte calo del numero delle persone decedute sulla strada, quasi dimezzate (10, il 49% in meno, toccando su base annua il minimo storico dal 2013 a oggi, salvo
il periodo Covid a mobilità limitata) e per la prima volta dal
1991 (il dato Istat più vecchio disponibile a livello cittadino)
nessuna persona a piedi uccisa sulle strade (0 i pedoni deceduti
e si riducono del 16% quelli investiti). Sono in sintesi i
principali indicatori, diretti e di contesto, del primo anno di
“Bologna Città 30” (partita il 16 gennaio 2024), che si pone come
obiettivi principali proprio il miglioramento della sicurezza
stradale e l`aumento della mobilità sostenibile.


Secondo il bilancio diffuso dal Comune di Bologna, sono calati
gli incidenti stradali (di oltre il 13%) e i feriti (di poco più
dell`11%), con miglioramenti ancora più consistenti sulle radiali
(che superano, rispettivamente, il -16% e il -19%). Diminuiti
fortemente gli incidenti più gravi (-31%), classificati dal 118
con “codice rosso”. Si è rafforzato il calo del traffico
veicolare (-5%) e si è abbassato l`inquinamento più legato al
traffico urbano (-29%).Inoltre il Comune segnala “un vero e proprio boom” per
l’utilizzo del bike sharing (+69%) e del car sharing (+44%) e per
i viaggi sul Servizio Ferroviario Metropolitano nell`area urbana
di Bologna (+31%), mentre sono aumentati in modo significativo gli spostamenti in bicicletta (+10%). Gli spostamenti coi mezzi pubblici su gomma e gli abbonati TPER, infine, risultano stabili rispetto al 2023 e in aumento rispetto al 2022.


 

”Sconosciuti” è la nuova canzone di Cosmo

”Sconosciuti” è la nuova canzone di CosmoMilano, 16 gen. (askanews) – Sconosciuti è la nuova canzone di Cosmo disponibile da oggi giovedì 16 gennaio su tutte le piattaforme digitali per Columbia Records – Sony Music Italy/42Records. Il brano si aggiunge alla tracklist dell’album Sulle ali del cavallo bianco, tra i dischi migliori del 2024 secondo numerose testate giornalistiche, a un anno esatto dalla release di Troppo forte – singolo apripista di questo importante progetto discografico – e a pochi mesi dalla fine dei tour interamente sold-out.


Il processo creativo di Sconosciuti affonda le sue radici in una primissima versione strumentale composta da Cosmo per la colonna sonora del cortometraggio Fiori fiori fiori di Luca Guadagnino, presentato nel 2020 alla Mostra del Cinema di Venezia, poi ripresa e sviluppata con Alessio Natalizia, in arte Not Waving, fino al raggiungimento della forma attuale. Come i racconti dei personaggi che si incrociano in Fiori fiori fiori, ambientato nella Sicilia di Guadagnino durante il blocco per la pandemia da Covid che ha unito il mondo intero, il testo di Sconosciuti nasce in quel periodo anomalo: affacciandosi alla finestra Cosmo vede una persona che cammina da sola per strada, uno sconosciuto, e si sorprende a provare un’immediata empatia. Spesso, camminando, si ritrova a immaginare chi siano le persone che incrocia, dove stiano andando, come vivano, e soprattutto come si sentano. Decide quindi di scrivere una canzone dedicata a questi “sconosciuti”, immaginando di cantargliela a tu per tu con la consapevolezza che passato quel momento non si rivedranno mai più.


Nonostante il nucleo di Sconosciuti risalga al periodo in cui Cosmo era al lavoro al progetto La terza estate dell’amore, la sua energia ha rappresentato sin da subito il capitolo di un nuovo corso che sarebbe poi confluito in Sulle ali del cavallo bianco. Il suo destino, restando poi paradossalmente fuori dalla scaletta iniziale del disco perché ancora incompleto, era quello di arrivare ora e chiudere definitivamente il cerchio magico di quest’album.