Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

M.O., Papa nel libro “Come un pellegrinaggio”: atroce guerra a Gaza

M.O., Papa nel libro “Come un pellegrinaggio”: atroce guerra a GazaRoma, 10 gen. (askanews) – TS edizioni pubblica, anche in formato e-book, “Come un pellegrinaggio. I miei giorni in Terra Santa”, del Custode francescano di Terra Santa, padre Francesco Patton, scritto con il giornalista dell’Osservatore Romano Roberto Cetera.


Il libro ha la prefazione di papa Francesco che sottolinea: “In questi frangenti drammatici padre Francesco ha saputo mantenere diritta la barra della barca affidatagli e moltiplicare piuttosto gli sforzi di vicinanza ai popoli colpiti da queste tragedie. Ho davanti agli occhi l’iniziativa più bella che, insieme al suo vicario, padre Ibrahim Faltas, è stata realizzata in questi mesi di atroce guerra a Gaza: il trasferimento in Italia di 150 bambini feriti e ammalati”. Il 2 giugno 2016, un aereo scendeva dalle nuvole verso Tel Aviv. A bordo, il nuovo Custode di Terra Santa, fresco di nomina a superiore dei frati minori francescani che da otto secoli custodiscono i Luoghi Santi. Fino a poche settimane prima, l’idea di trasferirsi a Gerusalemme non rientrava neanche tra le immaginazioni più ardite di fra Francesco. La scelta aveva stupito persino lui. Tuttavia, sentiva che anche questa volta il Signore non gli avrebbe fatto mancare il suo aiuto.


Il libro ha una introduzione firmata da fra Massimo Fusarelli, Ministro generale dell’Ordine dei Frati minori, che scrive: “Primo elemento del racconto è proprio quello della sorpresa, qualcosa che accade e cambia la vita senza che si sia pianificato. La vita non è un insieme di copioni da eseguire, ma – direbbe qualcuno – uno spartito da interpretare. Ecco allora che la narrazione prosegue e fra Francesco sembra farci vedere come, entrando in questo luogo particolare, abbia imparato a starci, ad ascoltare, a incontrare gli altri, molto diversi tra loro. Tra aneddoti e stralci di visite ufficiali e di incontri, con quadretti di vita vissuta e foto più formali, possiamo conoscere qualcosa degli otto anni di presenza e di servizio in Terra Santa. Un luogo unico, per questo permette una narrazione originale. Dove non solo le pietre sono ricordate, ma i sentimenti, spesso opposti, le azioni particolari, le attese e le speranze, senza escludere le delusioni e le fatiche”. Il francescano fra Patton ha intrapreso una missione che ha cambiato radicalmente il corso dei suoi giorni e che merita di essere raccontata, poiché aiuta a conoscere dettagli della vita in quella terra che spesso rimangono nascosti. Perché la Terra Santa non si può mai dire di conoscerla abbastanza. E perché il cammino lungo quelle pietre rimane una delle esperienze spirituali più potenti che un cristiano possa compiere.


Rispondendo a una domanda di Roberto Cetera, inviato in Medio Oriente per l’Osservatore Romano, il Custode racconta: “Ho visto la distruzione, il dolore, la sofferenza, la fame. Soprattutto ho visto quanta distanza ci sia tra la fotografia, la narrazione, e la realtà della guerra toccata con mano. Ho attraversato strade piene di voragini causate dalle bombe, sono entrato in edifici semidistrutti, e ho incontrato gente che in quelle macerie cerca ancora di resistere e vivere. E poi ho visto quell’altra distruzione che è data dallo spostamento forzoso di intere popolazioni”. “Il 2025 sarà certamente impegnativo – afferma padre Patton al termine di un ricco scambio di considerazioni -: anzitutto spero che sia un vero ‘anno santo’, sia cioè un anno di riconciliazione e di pace, un anno di liberazione dei prigionieri e di ritorno a casa di ostaggi, rifugiati e deportati”.

Tennis, Paolini: “Con calma e serenità mi esprimo meglio”

Tennis, Paolini: “Con calma e serenità mi esprimo meglio”Roma, 10 gen. (askanews) – “Amo l’Australia e sono felicissima di essere di nuovo qui. Apprezzo il fatto che qui sia tutto raccolto, che lo stadio sia vicino al centro, che la città sia a portata di mano. Due passi in centro e uno dei tanti ristoranti italiani, qui si sta bene”. Parola di Jasmine Paolini che si presenta in conferenza stampa alla vigilia degli Australian Opne 2025. “Devo scendere in campo cercando di rimanere calma, rilassata e concentrata su quello che va fatto – spiega a Melbourne -. Se riesco a scendere in campo con quella tranquillità e quella serenità riesco anche ad esprimermi meglio. Quando mi innervosisco non trovo le soluzioni, che sono poi quelle che ti aiutano a vincere i match. Cerco di mantenere le aspettative basse e di non mettermi pressione addosso, uno degli obiettivi principali rimane quello di scendere in campo per divertirmi. Ne parlo spesso con il mio coach, solo quando scendo in campo così riesco anche ad esprimermi meglio”.


“È impossibile fare dei paragoni con lo scorso anno, non ha senso – aggiunge -. Ovviamente l’obiettivo è fare un buon torneo ma preferisco non pensarci. Tutte le esperienze fatte lo scorso anno, i grandi match che ho avuto la possibilità di giocare, spero possano aiutarmi nel primo match, l’unico che giocherò di sicuro!”. A pochi giorni dal suo 29° compleanno (li ha festeggiati lo scorso 4 gennaio, ndr) la toscana è nel momento più bello e soddisfacente della carriera: “Sono cresciuta come giocatrice e come persona – spiega – ; sono più matura e credo più in me stessa rispetto a 3 o 4 anni fa. A volte mi chiedo perché non ho iniziato a giocare così a 23 o 24 anni… non so, forse ho avuto bisogno di tempo per credere nei miei mezzi e nella possibilità di arrivare a questo livello. All’epoca già qualificarmi per uno Slam sembrava una cosa enorme, per fortuna le cose sono cambiate… Già a fine 2023 ho iniziato a giocar meglio, certi match mi hanno dato la consapevolezza di poter far bene. Mi sono resa conto che a certi livelli potevo rimanerci e mi è piaciuto confrontarmi con le più grandi negli stadi più prestigiosi. Ho vissuto emozioni speciali e mi è venuta voglia di provare a riviverle”.


Down under c’è una invasione di appassionati italiani, la stampa locale è curiosa di capire come sia cambiata la vita di Jasmine: “Sento l’amore della gente, le cose sono cambiate, è vero, ed è molto positivo – conclude -. In Italia adesso il tennis è ovunque, il nostro sport è cresciuto moltissimo. La gente parla di noi e parla di tennis, e questo è bello”.

Sinner vince anche l’esibizione contro Tsitsipas

Sinner vince anche l’esibizione contro TsitsipasRoma, 10 gen. (askanews) – Jannik Sinner vince anche la seconda esibizione della Opening Week in vista degli Australian Open. Dopo Alexei Popyrin, il n°1 del mondo batte anche Stefanos Tsitsipas, n°11 del mondo: 6-3, 7-5 i parziali per il campione in carica, che si prepara dunque nel miglior modo possibile in vista del debutto al primo Slam dell’anno, previsto per lunedì 13 gennaio contro Nicolas Jarry. Otto ace, una resa ottima del servizio e una buona condizione fisica, in un match giocato indoor alla Rod Laver Arena. Ancora 48 ore e poi si comincerà a fare sul serio: obiettivo uno storico bis.

Queen Celebration in Concert Tour 2025, André Abreu torna in Italia

Queen Celebration in Concert Tour 2025, André Abreu torna in ItaliaRoma, 10 gen. (askanews) – Dopo il grande successo del tour 2024, André Abreu torna in Italia con lo spettacolo che fa rivivere la storia musicale di Freddie Mercury e della sua celeberrima band.


Dopo la prima tappa al Teatro Repower ad Assago (MI) il 17 febbraio 2025, André Abreu insieme alla sua band e all’orchestra si esibiranno il 18 febbraio al Palaunical Teatro a Mantova, il 21 al Cineteatro Don Bosco a Potenza, il 22 al Politeama a Lecce, il 24 al Teatro Augusteo a Napoli, il 25 al Teatro Team a Bari, il 26 al Palariviera di San Benedetto (AP), il 27 ad Assisi (PG) al Teatro Lyrick, il 28 febbraio e il 1° marzo all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma e il 3 marzo a Bologna al Teatro Celebrazioni. Queen Celebration in Concert non è un semplice concerto, non è un tributo, ma è un’immersione musicale nel lavoro della band britannica che combina i più grandi successi con uno spettacolo di luci e contenuti audiovisivi per far rivivere al pubblico la storia dei Queen e di Freddie Mercury, presentando momenti di tour e di spettacoli memorabili, come “Queen Live allo stadio di Wembley”.


Uno spettacolo degno dei grandi musical mondiali, capace di risvegliare le emozioni e i sentimenti più forti attraverso una musicalità unica. Performance elettrizzanti, costumi impeccabili e il mix di rock e sonorità classiche, in cui il talentuoso protagonista André Abreu dà vita all’immortale Freddie Mercury. André Abreu, cantante, polistrumentista, compositore e produttore musicale brasiliano, incredibilmente simile a Mercury, non solo per la sua somiglianza fisica, ma anche per la qualità della sua estensione vocale e l’accuratezza della sua intonazione, rivela: “È un lavoro che richiede molta energia e devozione personale. Più che un tributo è un omaggio da fan a idolo e un omaggio al lavoro geniale e senza tempo dei Queen. Quando Freddie morì avevo solo 3 anni, ma appena ascoltai, per la prima volta, la sua voce e la sua musica ne rimasi folgorato…” Con Queen Celebration in Concert il pubblico rivivrà i momenti musicali più importanti della band grazie a brani come “Love of my Life”, “We are the Champions”, “We Will Rock You”, “Radio Gaga “, “Crazy Little Thing Called Love”, “Don’t Stop Me Now”, “Somebody to Love”, “Another One Bites the Dust”. Lo spettacolo è prodotto da BOOM PRODUCAO, in collaborazione per l’Europa con We4Show e Menti Associate.

Biennale Danza 2025, i Leoni a Twyla Tharp e Carolina Bianchi

Biennale Danza 2025, i Leoni a Twyla Tharp e Carolina BianchiVenezia, 10 gen. (askanews) – È Twyla Tharp, la leggendaria coreografa americana che in sessant’anni di carriera ha attraversato epoche e stili facendo la storia, il Leone d’oro della Biennale Danza 2025. Alla performer, autrice e regista brasiliana Carolina Bianchi, che mette al centro dei suoi lavori l’esperienza radicale del corpo, va il Leone d’argento.


I Leoni, approvati dal Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia su proposta del direttore artistico Wayne McGregor, verranno consegnati nel corso del 19. Festival Internazionale di Danza Contemporanea, che si svolgerà a Venezia dal 17 luglio al 2 agosto 2025. Cresciuta alla scuola dell’American Ballet Theater e poi negli studi di Martha Graham e Merce Cunningham, con un passaggio nella formazione di Paul Taylor, Twyla Tharp fonda la propria compagnia nel 1965. Ed è da allora che con la sua danza Twyla Tharp libera corpi e menti da convenzioni e stereotipi passando con audacia sperimentale attraverso tutti i generi – dal tip tap alla danza jazz, dal post modern al neoclassico – per reinventare .


Scrive Wayne McGregor nella motivazione: “Twyla Tharp è a dir poco un fenomeno. I suoi contributi rivoluzionari all’ecologia della danza mondiale non hanno eguali, grazie a un lavoro che combina rigore e gioco, disciplina classica e tecnica del balletto con danza moderna e movimenti naturali, per coreografie radicalmente innovative destinate sia al teatro che al cinema. Twyla Tharp è una delle più importanti coreografe esistenti”.

Cinema, dal 16 al 24 gennaio il 36esimo Trieste Film Festival

Cinema, dal 16 al 24 gennaio il 36esimo Trieste Film FestivalRoma, 10 gen. (askanews) – Oltre 130 film, tra anteprime italiane ed eventi speciali, concorsi internazionali e sezioni tematiche, per indagare e incontrare la realtà oltre i confini, l’immaginario apolide di un mondo in fermento, in cerca di presente e futuro, per ricostruire il recente passato degli anni Novanta nei Paesi balcanici. Dal 16 al 24 gennaio torna il Trieste Film Festival, giunto all’edizione numero 36; diretto da Nicoletta Romeo è il primo e principale appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro orientale, nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, e che continua a essere un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori da scoprire, con i nomi più interessanti del cinema europeo.


La direttrice del festival ha spiegato: “Il tema della famiglia e dei legami familiari quest’anno sembra un leitmotiv trasversale che unisce tanti dei film in programma: famiglie disfunzionali, queer, fluide, bigotte, famiglie-prigioni, famiglie come rifugio e famiglie allargate. La famiglia viene messa alla berlina come istituzione, con tutti i meccanismi inceppati di una struttura archetipica potente, che tuttavia non sembra rispondere sempre ai bisogni e ai desideri degli individui che ne fanno parte. Ma a volte è anche l’unico luogo di salvezza nelle società disgregate, ed è sempre davanti alla morte che i legami si rinsaldano, e i vecchi rancori passano in secondo piano”. Il festival si terrà a Trieste nelle sedi del Politeama Rossetti, del Teatro Miela e del Cinema Ambasciatori. Tre le sezioni competitive con i concorsi internazionali per lungometraggi, cortometraggi e documentari. Doppia inaugurazione: giovedì 16 gennaio proiezione dell’ultimo film di Peter Kerekes, “Wishing on a star” (che ha esordito alla Mostra di Venezia), storia dall’Italia ai più lontani lidi del mondo lungo il lavoro dell’astrologa napoletana Luciana, a cui seguirà – nell’apertura del Politeama Rossetti (20 gennaio) – l’anteprima italiana de “Lo Spartito della Vita” (Sterben) di Matthias Glasner, comedy-drama tedesca presentata alla Berlinale (presto in sala in Italia), ironica e graffiante, sul rapporto tra affetti e morte in una famiglia disfunzionale eppure ancora viva. Quest’ultimo sarà introdotto in sala dalla proiezione del film muto, il corto del 1921 “The Perl of the Ruins” di Giovanni Vitrotti, accompagnato da una performance live con il pianoforte a cura di Andrej Goricar. Rapporti familiari e ricerca di nuove possibilità sono al centro anche dell’evento di chiusura, con la prima nazionale di “Crossing” di Levan Akin (prossimamente nei cinema italiani), viaggio dalla Georgia alla Turchia, incontro inaspettato con il mondo queer.


La lente sul mondo passa, necessariamente, dallo sguardo sull’attualità alle guerre ancora in atto proprio alle porte dell’Europa: in anteprima italiana arriva “The invasion” di Sergei Loznitsa che documenta la lotta del suo Paese contro l’invasione russa. Dal documentario al racconto più intimo delle conseguenze della guerra in Ucraina, come in “Under the volcano” di Damian Kocur, che dipinge uno scavo profondo sul senso di colpa, verso se stessi e il proprio Paese, tra latenti rotture familiari, anche lontano dal luogo del conflitto. In anteprima italiana, al festival ci sarà anche “My Late summer” di Danis Tanovic, regista premio Oscar al Miglior film straniero nel 2002 con No man’s land, che ritorna con il candidato all’Oscar per la Bosnia, film dolce-amaro che indaga il passato nel Paese con una storia di eredità e perdono. In sala a Trieste poi il miglior film a Venezia Orizzonti 2024, “The new year that never came” di Bogdan Muresanu, commedia corale e dolce-amara sull’orlo della rivoluzione nella Romania del 1989. Proprio dalla Romania post-socialista, attinge “Eight Postcards from Utopia” di Radu Jude – presente nella sezione Romanian experimental cinema programme: Expanded – tra le ultime trovate del regista rumeno, documentario di found-footage assemblato esclusivamente con pubblicità di quel periodo storico, era di transizione, rimbalzando tra poesie ritrovate e un’enciclopedia obsoleta, tra trash art e mitologia capitalista (in collaborazione con il filosofo Christian Ferencz-Flatz). Tra le novità, nasce quest’anno la sezione Visioni Queer, curata da Giuseppe Gariazzo, per seguire lotte e diritti (ancora) negati alla comunità Lgbtq+ nei Paesi orientali e balcanici, con titoli come “As I was looking above I could see myself”, documentario del kosovaro Ilir Masanaj, il primo girato in Kosovo senza oscurare volti e nomi dei profili coinvolti, “Housekeeping for Beginners”, film del nord-macedone Goran Stolevski, dramedy su una comune queer dove la legge si oppone alla libertà dei corpi, e “Avant-Drag! Radical Performers Re-Image Athens” del greco Fil Ieropoulos, ritratto di dieci artisti e artiste drag che vivono ad Atene, delle loro performance artistiche, veri gesti politici.


Ancora, la sezione Wild Roses è dedicata quest’anno alle cineaste della Serbia contemporanea, curata dal regista Stefan Ivancic, produttore e membro del comitato di selezione del Festival di Locarno; la retrospettiva sul 1945 “La guerra è finita?” a cura di Francesco Pitassio riflette sul lascito e l’eredità del secondo conflitto mondiale a 80 anni dalla fine; come di consueto, torna anche il Premio Corso Salani, i film del TSFF dei Piccoli, e un programma ricco di eventi collaterali in tutta la città. Il Concorso Lungometraggi conta quest’anno sette titoli, tutti in anteprima italiana. A partire dal vincitore del festival di Locarno, “Toxic” di Saule Bliuvaite, storia di formazione che indaga i sogni adolescenziali e affonda le radici nella moda dei decenni scorsi di arruolare adolescenti dai paesi baltici per via dei colori chiari e del fisico sottile, canoni richiesti dalle agenzie di modelle, in un ritratto vivido dell’uso del corpo femminile. Da Locarno arriva anche “Fekete pont” (Lesson Learned) di Bálint Szimler, Pardo per la migliore interpretazione a Anna Mészöly e menzione speciale Concorso Cineasti del presente: riflessione sul sistema scolastico ungherese oggi in crisi (e girata senza il sostegno del governo di Budapest), un sistema oppressivo sfidato dalla giovane insegnante Juci. Candidato dalla Romania agli Oscar, in concorso a Cannes, è invece “Three Kilometres to the end of the world” di Emanuel Pârvu, dove protagonista è Adi, 17enne nel villaggio natale nel Delta del Danubio, quando viene brutalmente aggredito per strada e si incrina l’apparente tranquillità della sua vita. Tra i film più particolari ci sarà “The Shameless” di Konstantin Bojanov, regista di origini bulgare che firma un’opera ambientata in India dalle tematiche Lgbtq+, con una sottotrama sulla corruzione politica intensa, un film oscuro per trama ma dai colori vivaci, una rappresentazione del Paese che non cade in esoticizzazioni ma riesce a fornire un’immagine cruda e reale, anche del contesto della prostituzione. “Mord” (Our Lovely Pig Slaughter) di Adam Martinec, al suo primo lungometraggio, porta invece nei territori cecoslovacchi, studio incisivo del temperamento ceco, ritratto viscerale dei personaggi dall’umorismo tagliente, nel racconto di una famiglia durante la festa tradizionale dell’uccisione del maiale in una vecchia fattoria. Di famiglie e straniamento del punto di vista tratta anche “Family Therapy” di Sonja Prosenc, candidato sloveno agli Oscar (distribuito in Italia da Emera Film), dove la routine di una famiglia benestante viene sconvolta, rivelando le crepe nella facciata di distacco e sconvolgendo una vita di distaccata superiorità. Infine, dalla sezione Cannes Acid, in concorso c’è “Kyuka – Before summer’s end” di Kostis Charamountanis: viaggio di maturazione con una famiglia di tre persone, un padre single e i suoi due figli gemelli sulla soglia dell’età adulta, che salpano per le vacanze sull’isola di Poros, dove a loro insaputa incontrano la loro madre naturale che li ha abbandonati.


Tra i Lungometraggi Fuori Concorso, oltre agli eventi speciali, trovano posto sempre in anteprima nazionale anche altre firme di rilievo del cinema europeo. “Slow” di Marija Kavtaradze, “Eleven Tomorrows: Berlinale Meets Football”, realizzato per i Campionati europei di calcio 2024 in Germania, articolato in undici cortometraggi documentari su undici squadre giovanili molto diverse tra loro, “Meat” di Dimitris Nakos, e “Il mio compleanno” di Christian Filippi, in una proiezione accessibile a disabili sensoriali, a cura di InCinema Cinema Inclusivo: è storia di una fuga giovanile, alla ricerca della propria madre. Il Concorso Documentari propone 10 titoli in anteprima nazionale che toccano temi dal recupero della memoria e il rapporto con il passato, a problemi della quotidianità come la precarietà del lavoro, il mutamento del paesaggio, lungo la presenza dell’atrocità della guerra. Cinque i Documentari Fuori Concorso, due dei quali incarnano un forte legame con la città di Trieste. Si tratta dell’anteprima assoluta di “C’era un comico di nome Cecchelin” di Alessio Bozzer e “Noi siamo gli errori che permettono la vostra intelligenza” di Erika Rossi, omaggio all’attore e regista Claudio Misculin, scomparso improvvisamente nel 2019, che nei primi anni Settanta ha dato vita all’Accademia della Follia. Ancora, il programma Romanian Experimental Cinema curato da Calin Boto, che vedrà la partecipazione di cineasti sperimentatori rumeni. Il manifesto dell’edizione numero 36 porta la firma di Monika Bulaj, fotografa, reporter e documentarista, che lavora sui confini delle fedi e luoghi sacri condivisi, minoranze e popoli nomadi a rischio, in Eurasia, Africa, nei Caraibi e Sud America, e pubblica con i più importanti magazine europei e internazionali.

Adyen lancia Adyen Upliftper ottimizzare le transazioni grazie all’intelligenza artificiale

Adyen lancia Adyen Upliftper ottimizzare le transazioni grazie all’intelligenza artificialeRoma, 10 gen. (askanews) – Adyen, piattaforma tecnologico finanziaria, ha annunciato il lancio di Adyen Uplift, la suite dedicata all’ottimizzazione dei pagamenti. Questa nuova soluzione, basata sull’intelligenza artificiale, consente alle aziende di aumentare la conversione dei pagamenti, di semplificare la gestione delle frodi e di ridurre i costi dei pagamenti. I clienti di Adyen possono utilizzare suggerimenti personalizzati e data-driven, nonché la possibilità di testare diverse configurazioni di pagamento per massimizzare le prestazioni.


La complessità della gestione dei pagamenti impedisce tuttora alle aziende di raggiungere i propri obiettivi, con la costante necessità di trovare un compromesso tra conversione, frodi e costi. Grazie ad Adyen Uplift, è possibile ottimizzare l’intero funnel dei pagamenti con l’intelligenza artificiale. Le ottimizzazioni dei pagamenti basate sull’AI, contenute in un’unica suite di prodotti, sono sviluppate sulla base del data set delle transazioni globali di Adyen. Anziché navigare nella complessità dei pagamenti in silos operativi, l’approccio AI-first utilizza l’intelligenza basata sul rischio e l’ottimizzazione automatica della conversione per aiutare le aziende a ottenere di più dai pagamenti. Il progetto pilota ha mostrato un significativo impatto sui profitti, con un aumento complessivo fino al 6% del tasso di conversione dei pagamenti. “Bilanciare la gestione del rischio, l’aumento della conversione e la minimizzazione dei costi ha sempre richiesto compromessi inefficaci, fino ad oggi”, ha dichiarato Carlo Bruno, VP Product di Adyen. “Adyen Uplift ha cambiato radicalmente la situazione, sbloccando la potenza e la capacità dell’intelligenza artificiale per risolvere il problema dell’ottimizzazione dei pagamenti in tempo reale. Questo trasformerà i risparmi sui costi e le prestazioni, ridefinendo l’efficienza aziendale nel 2025 e oltre”.


Le aziende e altri fornitori si affidano a data set limitati, che influiscono sulla loro capacità di riconoscere gli acquirenti e i comportamenti di pagamento. Con Adyen Uplift, le aziende beneficiano di un’intelligenza artificiale addestrata su oltre un trilione di dollari di dati globali sui pagamenti dalla singola piattaforma di Adyen. Adyen, informa una nota, ha elaborato pagamenti per oltre un miliardo di consumatori a livello globale, fornendo alle proprie soluzioni di intelligenza artificiale una solida base per differenziare i clienti virtuosi dai truffatori. Quando un cliente Adyen gestisce i pagamenti di un nuovo acquirente, è molto probabile che Adyen stessa abbia già gestito le transazioni di quello shopper sulla sua piattaforma. Per un retailer presente sulla piattaforma, c’è una possibilità di oltre il 90% che Adyen riconosca già quell’acquirente. Una volta identificato, le ottimizzazioni dell’intelligenza artificiale consentono di velocizzare il checkout, mentre gli acquirenti e i retailer beneficiano anche di una precisa mitigazione delle frodi di pagamento.


“Abbiamo aumentato il nostro tasso di conversione sulle transazioni avviate dai clienti del 10% sfruttando la tecnologia AI di Adyen, che ottimizza l’intero funnel di pagamento mantenendo il controllo su frodi e costi”, ha commentato Kes Saulis, Head of Payments di Nord Security. Oggi, il processo di controllo delle frodi è molto complesso e richiede alle aziende l’implementazione di numerose regole manuali per contrastare la costante evoluzione delle tecniche di frode. Con Adyen Uplift, le aziende possono automatizzare il controllo delle frodi eliminando l’onere operativo dai team di esperti. La soluzione automatizza e perfeziona la gestione del rischio senza affidarsi a regole manuali, e ciò consente alle aziende di ridurre i livelli di frode e di diminuire i falsi positivi, in base alla loro propensione al rischio.


Le aziende che stanno sperimentando il prodotto di rischio hanno potuto notare l’impatto in prima persona. I clienti enterprise di Adyen che hanno partecipato al progetto pilota hanno ridotto le regole di rischio manuale in media dell’86%, e il 35% dei clienti ha eliminato completamente le regolazioni manuali, risparmiando tempo e risorse preziose. Indeed, una delle principali piattaforme di ricerca e selezione del personale e cliente di Adyen, ha potuto effettuare esperimenti di ottimizzazione basati sull’intelligenza artificiale e adattati alle caratteristiche uniche della sua attività. Ciò si è tradotto in una riduzione del carico di lavoro operativo grazie all’automazione dei processi per aumentare l’efficienza. Ridurre i costi di elaborazione dei pagamenti fino al 5% Attualmente le aziende sono più che mai focalizzate sui loro profitti, eppure molte di esse considerano i pagamenti come una commodity invece che una potente strategia di risparmio. Adyen Uplift ha ridotto i costi di pagamento fino al 5% per i clienti sperimentali negli Stati Uniti. L’intelligenza artificiale che caratterizza questa soluzione seleziona i percorsi migliori e le tariffe più convenienti per le transazioni, riducendo al minimo il costo totale del pagamento. Anche i clienti del progetto pilota hanno sperimentato un risparmio sui costi grazie alle ottimizzazioni di Adyen, che ha adattato il flusso di cassa rivolto agli acquirenti alle loro esigenze.

Venezuela, Meloni: non riconosciamo Maduro

Venezuela, Meloni: non riconosciamo MaduroRoma, 10 gen. (askanews) – “Le notizie che arrivano dal Venezuela rappresentano un altro inaccettabile atto della repressione del regime di Maduro, di cui non riconosciamo la proclamata vittoria elettorale. Intendiamo continuare a lavorare per una transizione democratica e pacifica. Le legittime aspirazioni di libertà e democrazia del popolo venezuelano devono finalmente trovare realizzazione”. Così, in una nota, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in merito alla leader dell’opposizione Maria Corina Machado, arrestata ad una manifestazione a Caracas e poi rilasciata.

Al via le novità della scuola di Valditara: giudizi sintetici e condotta in decimi

Al via le novità della scuola di Valditara: giudizi sintetici e condotta in decimiRoma, 10 gen. (askanews) – Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato l’ordinanza che ridefinisce le modalità di valutazione periodica e finale degli apprendimenti degli studenti della Scuola primaria e del comportamento degli studenti della Scuola secondaria di primo grado.


GIUDIZI SINTETICI ALLE ELEMENTARI – A decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, nella Scuola primaria, la valutazione sarà espressa attraverso giudizi sintetici, da “Ottimo” a “Non sufficiente”, correlati alla descrizione dei livelli di apprendimento raggiunti per ciascuna disciplina, compreso l’insegnamento dell’educazione civica. CONDOTTA IN DECIMI ALLE MEDIE – Per la Scuola secondaria di primo grado, la valutazione della condotta degli studenti sarà espressa in decimi: coloro che otterranno un punteggio inferiore a 6/10 non saranno ammessi alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo.


“Questa riforma segna un passo importante verso un sistema educativo più chiaro e trasparente, volto alla crescita formativa degli studenti. L’introduzione dei giudizi sintetici nelle Scuole primarie, molto più comprensibili dei precedenti livelli, permette infatti di tracciare con maggiore chiarezza il percorso formativo degli alunni, migliorando la comunicazione con le famiglie e al tempo stesso l’efficacia della valutazione. Il voto di condotta nella Scuola secondaria di primo grado mira a rafforzare la responsabilità individuale e il rispetto delle regole. Un’attenzione particolare sarà riservata alla valutazione degli studenti con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento, assicurando così un approccio inclusivo e personalizzato alle necessità di ogni singolo alunno”, ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Le scuole, precisa il MIM, avranno tempo fino all’ultimo periodo dell’anno scolastico in corso per adattarsi alle nuove disposizioni e assicurarsi che le famiglie siano pienamente informate.

Riscoprire il Museo Correr: un palazzo reale in piazza San Marco

Riscoprire il Museo Correr: un palazzo reale in piazza San MarcoVenezia, 10 gen. (askanews) – Il Museo Correr a Venezia conserva alcuni dipinti famosissimi, come le Due dame veneziane di Carpaccio oppure il Cristo in pietà sorretto da tre angeli di Antonello da Messina. Ma accanto a questi capolavori c’è altro, c’è una storia di collezionismo a suo modo unica, quella del fondatore Teodoro Correr, e soprattutto una restituzione alla città e ai turisti di tutto il mondo di quello che era il palazzo reale di Venezia.


“Il Museo Correr – ha detto ad askanews Andrea Bellieni, responsabile del museo – è essenzialmente il museo della città di Venezia. Nel cuore della città, proprio tra piazza San Marco e il bacino di San Marco, l’antico edificio delle Procuratie Nuove, edificio cinque-seicentesco, però nell’800 è sviluppato e ingrandito come reggia, prima napoleonica, poi asburgica, infine sabauda, è diventato nel 1922 il grande museo della città di Venezia. Ne racconta la storia, ne conserva preziosi documenti, ci parla della grande vicenda, della grande epopea della Serenissima, Regina del Mare”. Il percorso attraverso le stanze reali, con un lungo corridoio che offre una prospettiva a suo modo unica a Venezia, è anche un itinerario attraverso il gusto e lo stile di un secolo, l’Ottocento, di cui alla fine il Correr è il grande testimone in Laguna. “Il percorso delle sale reali oggi qui al Correr – ha aggiunto il responsabile del museo, che è parte della Fondazione Musei Civici – dà la possibilità di compiere questo itinerario nel gusto dell’Ottocento nel suo sviluppo dal neoclassico fino al romantico”.


E qui non possono mancare le stanze dedicate ad Antonio Canova, le cui sculture, con lo sfondo di piazza San Marco, sembrano prendere ancora più vita. Trattandosi poi di un museo che nasce da una collezione, a volte capitano anche scoperte impreviste, come un dipinto attribuibile a Mantegna, che ora è esposto al Correr. “Una piccola tavola – ha spiegato Bellieni – attribuibile alla mano o comunque all’ideazione, gli storici dell’arte avranno molto da dibattere appunto sull’autografia più o meno effettiva di questo dipinto, appunto di Andrea Mantegna”. Le sale della pittura poi vantano anche lo storico allestimento di Carlo Scarpa, che aggiunge un ulteriore elemento di venezianità al museo, già così denso di legami con la città e la sua storia.