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Stellantis, Fim: 2024 anno nero, meno di 500mila veicoli prodotti

Stellantis, Fim: 2024 anno nero, meno di 500mila veicoli prodottiRoma, 3 gen. (askanews) – Il 2024 sarà ricordato come l’anno nero di Stellantis. I dati della produzione in Italia si chiudono negativamente dopo due anni di crescita; segnano un forte dato negativo rispetto all’anno precedente, con una quantità tra autovetture e furgoni commerciali pari a 475.090 unità (-36,8%) contro le 751,384 del 2024. Per la prima volta tutti gli stabilimenti sono in negativo, gli autoveicoli con perdite maggiori rispetto ai veicoli commerciali. Precisamente le auto registrano un -45,7% con 283.090 unità. Per trovare un dato così basso di produzione bisogna spostare le lancette nel 1956. E’ quanto rileva un report della Fim-Cisl presentato in conferenza stampa dal segretario generale Ferdinando Uliano.


I veicoli commerciali con 192.000 unità (-16,6%) hanno avuto una flessione più contenuta in termini percentuali, anche se in termini di volumi l’impatto è consistente e pari ad oltre 38.000 unità. La riduzione della produzione è stato un continuo peggioramento dall’inizio del 2024, raggiungendo cali produttivi nelle auto dal 21% al 70%.

A Capodanno meno feriti e incidenti: decurtati 22mila punti patente

A Capodanno meno feriti e incidenti: decurtati 22mila punti patenteRoma, 3 gen. (askanews) – A Capodanno 2025, grazie al massiccio impegno delle Forze dell’ordine, si registra una significativa riduzione degli incidenti stradali e dei feriti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In una nota congiunta del ministero dell’interno e di quello delle infrastrutture si informa che nella notte del 31 dicembre 2024 sono state impiegate 27.200 pattuglie della Polizia Stradale e dell’Arma dei Carabinieri che hanno garantito controlli capillari su tutto il territorio nazionale. L’attività di prevenzione e vigilanza ha portato a un calo del 21% degli incidenti stradali.


Si sono verificati: 429 incidenti stradali (rispetto ai 482 del 2024); e ci sono stati 240 feriti (in calo rispetto ai 305 del 2024) mentre le vittime sono passate da 10 a nove. Nel corso dei controlli, sono state contestate 12.040 violazioni al Codice della Strada, tra cui: 4.134 per superamento dei limiti di velocità; 538 per mancato uso delle cinture di sicurezza; 153 per uso scorretto del cellulare alla guida. In totale, sono stati decurtati 22.127 punti patente e ritirate 357 patenti di guida, così suddivise: 153 per uso scorretto del cellulare; 135 per guida in stato di ebbrezza alcolica; 8 per guida sotto l’effetto di droghe; 61 per superamento del limite di velocità di oltre 40 km/h e altre violazioni. Per il Capodanno sono stati sottoposti a verifiche con etilometri e precursori 6.287 conducenti, con i seguenti risultati: 135 sanzioni per guida in stato di ebbrezza alcolica; 8 sanzioni per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.


Un risultato che dà conto dell’impegno delle Forze dell’ordine e dell’efficacia delle nuove norme del decreto sicurezza stradale e modifiche al Codice della strada. Soddisfazione dei ministri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Piantedosi e Matteo Salvini. “Un ringraziamento alle forze dell’ordine – ha detto Piantedosi – che nei giorni a cavallo di capodanno hanno messo in campo uno sforzo straordinario per garantire la sicurezza dei cittadini sulle strade. Questo impegno, insieme alla crescente consapevolezza da parte dei cittadini sui rischi derivanti da condotte improprie, ha consentito di registrare un risultato significativo per quanto riguarda il calo degli incidenti e delle loro tragiche conseguenze”.


“Le nuove regole sono state oggetto di una campagna di falsità senza precedenti, ma i primissimi dati sono confortanti e smentiscono molti detrattori – afferma Salvini – Ringrazio le tante persone che stanno sostenendo la mia azione che ha come unico obiettivo quello di salvare vite e ridurre gli incidenti sulle strade, a partire da numerose associazioni di vittime della strada e tanti genitori che hanno perso i propri figli a causa di comportamenti sbagliati di altri. Questi primi numeri, in attesa di dati più approfonditi, sono la migliore risposta a chi in queste settimane ha fatto polemica, a volte inventando perfino notizie totalmente false”.

Cecilia Sala, lunedì il sottosegretario Mantovano riferirà al Copasir

Cecilia Sala, lunedì il sottosegretario Mantovano riferirà al CopasirRoma, 3 gen. (askanews) – Lunedì 6 gennaio, alle ore 14, presso l’Aula del VI piano di Palazzo San Macuto, il governo renderà, attraverso il sottosegretario Alfredo Mantovano, comunicazioni al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Lo rende noto Montecitorio.


Ieri pomeriggio, in una nota diffusa dopo il vertice sul caso della giornalsta italiana Cecilia Sala, arrestata e detenuta in Iran, Palazzo Chigi aveva fatto sapere che “il sottosegretario Mantovano, in veste di Autorità delegata, venendo incontro alle richieste delle opposizioni, ha dato immediata disponibilità al presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica Lorenzo Guerini a riferire al Copasir già domani mattina (Oggi, NdR), e quindi per suo tramite al Parlamento”.

Giubileo, il Papa: essere sempre in cammino, pellegrini di speranza

Giubileo, il Papa: essere sempre in cammino, pellegrini di speranzaRoma, 3 gen. (askanews) – “Buon anno! Che sia un anno di crescita personale e anche nell’amicizia tra di voi. Per la Chiesa il 2025 è un anno giubilare, secondo la tradizione, ogni 25 anni c’è un anno giubilare. E questo Giubileo ha un tema, un mottoà ‘Pellegrini di speranza’. Ripetiamolo insieme: ‘Pellegrini di speranza’”. Così ha detto Papa Francesco a un gruppo di ragazzi e giovani dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, riuniti nella Sala Clementina.


“La parola ‘pellegrini’ fa pensare al camminare, perciò vorrei augurarvi di essere sempre persone in cammino. Ad ogni età: ragazzi, giovani, adulti, anziani, sempre in cammino, mai fermi, mai arrivati, sempre con il desiderio di andare avanti – ha continuato il Santo Padre – Però il ‘pellegrino’ è uno che non solo cammina, ma ha una meta, e una meta particolare: la meta del pellegrino è un luogo santo, che lo attira, che motiva il viaggio, che sostiene nella fatica”. “Nel caso del Giubileo la meta è una porta. Curioso? La Porta Santa. Naturalmente si tratta di un simbolo: la Porta Santa rappresenta Gesù Cristo, il suo Mistero di salvezza, che ci permette di entrare nella vita nuova, libera dalla schiavitù del peccato, libera per amare e servire Dio e il prossimo”. Così ha detto Papa Francesco parlando ad un gruppo dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. “E allora vorrei augurarvi di essere non solo in cammino, ma anche pellegrini, cioè desiderosi di incontrare Gesù, di conoscerlo, di ascoltare la sua Parola che dà senso alla vita, la riempie di una gioia nuova, diversa, una gioia che non rimane “fuori”, in superficie, ma che riempie il cuore e lo riscalda, una gioia che è pace, bontà, tenerezza. La gioia di Gesù è così. Solo Gesù può dare questa gioia. Lo dimostra la testimonianza di tanti santi e sante di ogni tempo, anche del nostro tempo”.


Il Santo Padre ha poi spiegato: “Pensiamo a Pier Giorgio Frassati, un giovane torinese vissuto cent’anni fa. E poi ci sono i grandi ‘campioni’, come Francesco e Chiara d’Assisi, che tutti voi conoscete; o come Teresa di Gesù Bambino, una giovane francese di fine Ottocento: era così innamorata di Gesù che avrebbe voluto girare il mondo intero per annunciarlo a tutti, e ha scoperto che il modo per farlo era diventare lei stessa amore, in una vita consacrata alla preghiera e al servizio delle sue sorelle”. Insomma “cari amici, questi sono ‘pellegrini di speranza’: ragazzi e giovani che hanno incontrato il Signore Gesù e hanno camminato con Lui, e Lui è la speranza per ogni uomo, per ogni donna e anche per il mondo. Seguiamo questa strada, e diventeremo anche noi dei piccoli segni di speranza per chi ci incontra. Questo è l’augurio che faccio a me e a voi. Grazie di essere venuti! Vi benedico tutti. Buon cammino! E non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!”.

Schlein: 2025 anno giusto per costruire l’alternativa, Meloni ha esaurito spinta

Schlein: 2025 anno giusto per costruire l’alternativa, Meloni ha esaurito spintaRoma, 3 gen. (askanews) – “Noi non abbiamo mai smesso di costruire l’alternativa. Si è già vista in tante elezioni amministrative e regionali, quando abbiamo fatto una proposta credibile e abbiamo vinto insieme alle altre forze di opposizione”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein rispondendo, in un’intervista alla Stampa, a una domanda sulla costruzione di un’alternativa credibile al governo guidato da Giorgia Meloni.


“Ora – prosegue Schlein – si tratta di costruire un progetto per il Paese e questo è l’anno giusto per farlo, chiamando le migliori energie a dare un contributo e coinvolgendo tutte le culture politiche che hanno a cuore l’attuazione della Costituzione antifascista. Noi dobbiamo lavorare insieme per farci trovare pronti – aggiunge la segretaria del Pd – perché ormai è chiaro che Meloni ha esaurito la sua spinta, naviga a vista senza una rotta, galleggia senza una visione”. Schlein parla anche della giornalista Cecilia Sala, detenuta in Iran: le notizie sulle sue condizioni “sono preoccupanti, il governo si adoperi per far rispettare i suoi diritti fondamentali. Quello che è successo non è accettabile, a maggior ragione senza avere chiarezza sui motivi dell’arresto. Deve essere chiaro che chi calpesta la dignità di Cecilia Sala sta calpestando la dignità dell’Italia”. Sulla vicenda “siamo in contatto” con l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, prosegue Schlein, “chiediamo di essere coinvolti e informati sulle iniziative assunte dal governo per la sua liberazione. Fin dal primo momento noi abbiamo rispettato la richiesta di discrezione e offerto collaborazione, com’è giusto vista la delicatezza della situazione, ma è importante che ci sia condivisione con tutte le forze politiche in Parlamento”.

Lavoro, Meloni: per la prima volta superati i 10 milioni di donne occupate

Lavoro, Meloni: per la prima volta superati i 10 milioni di donne occupateRoma, 3 gen. (askanews) – “Vado fiera” dei “dati sull’occupazione”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista al settimanale Sette del Corriere della Sera.


“Abbiamo il tasso di occupazione più alto dalla Spedizione dei Mille e il tasso di disoccupazione più basso da quando è stato lanciato il primo iPhone – sottolinea la premier -. Gli ultimi dati Istat relativi al terzo trimestre 2024 hanno confermato questa tendenza, e ci dicono che il tasso di occupazione è arrivato al 62,4% e che la disoccupazione continua a calare, con una riduzione dello 0,6% rispetto al trimestre precedente”. “E sono particolarmente orgogliosa – aggiunge Meloni – del fatto che, sotto il primo governo guidato da una donna, il tasso di occupazione femminile sia il più alto di sempre e che per la prima volta abbiamo superato il tetto dei dieci milioni di donne lavoratrici”.

Cecilia Sala, Schlein: chi calpesta la sua dignità calpesta l’Italia

Cecilia Sala, Schlein: chi calpesta la sua dignità calpesta l’ItaliaRoma, 3 gen. (askanews) – “Le notizie sulle condizioni” della giornalista italiana Cecilia Sala, arrestata e detenuta in Iran, “sono preoccupanti, il governo si adoperi per far rispettare i suoi diritti fondamentali. Quello che è successo non è accettabile, a maggior ragione senza avere chiarezza sui motivi dell’arresto. Deve essere chiaro che chi calpesta la dignità di Cecilia Sala sta calpestando la dignità dell’Italia”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein in un’intervista alla Stampa.


Sulla vicenda “siamo in contatto” con l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, prosegue Schlein, “chiediamo di essere coinvolti e informati sulle iniziative assunte dal governo per la sua liberazione. Fin dal primo momento noi abbiamo rispettato la richiesta di discrezione e offerto collaborazione, com’è giusto vista la delicatezza della situazione, ma è importante che ci sia condivisione con tutte le forze politiche in Parlamento”.

Maltempo, il nuovo anno si apre con piogge e perturbazioni

Maltempo, il nuovo anno si apre con piogge e perturbazioniRoma, 3 gen. (askanews) – Il 2025 apre la porta alle correnti nord atlantiche con piogge e perturbazioni in transito sull’Italia. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma il passaggio in queste ore della prima perturbazione dell’anno, diretta dalla Romagna verso il Sud Italia. Nelle prossime ore questo fronte, collegato ad una vasta area di bassa pressione polare centrata sul Mar Baltico, porterà precipitazioni tra Romagna, Marche, Toscana e Lazio per poi spingersi verso le restanti regioni del Centro e tra Campania e Basilicata.


Nevicherà sull’Appennino a quote medie, fino ai 900-1100 metri, regalando di nuovo un paesaggio pienamente invernale ai comprensori sciistici della dorsale. Altra neve è attesa anche in Valle d’Aosta e sui rilievi alpini di confine. I venti saranno in rinforzo di Libeccio su buona parte del Centro-Sud, solo sull’Alto Adriatico proverranno da Nord-Est. In sintesi, avremo un venerdì piovoso su metà del nostro Paese e a tratti ventoso. Dalla sera il peggioramento investirà l’estremo Sud con rovesci sparsi, mentre migliorerà gradualmente altrove con la rotazione dei venti da Maestrale. Il weekend vedrà dunque l’allontanamento di questa prima perturbazione del 2025, ma contemporaneamente si avvicinerà la seconda, pronta ad entrare in modo più esteso da domenica sera. La giornata di sabato 4 gennaio sarà infatti all’insegna del sole, salvo nubi in Val Padana e localmente al Nord-Ovest; fino al mattino avremo ancora residui addensamenti all’estremo Sud, ma tutto sommato la giornata sarà buona.


La prima domenica del 2025 sarà nuvolosa fin dal mattino al Nord e sulla Toscana con qualche piovasco tra Liguria e Versilia. Durante la giornata avremo la possibilità di pioviggine anche in Pianura Padana, specie settore occidentale, mentre sul resto del Paese ci saranno ancora ampie schiarite, anzi su buona parte del Centro-Sud il tempo sarà discreto e prevalentemente soleggiato. Dalla sera, però, come detto, ci colpirà la seconda perturbazione dell’anno, il Ciclone della Befana: ad essere precisi, questo ciclone si approfondirà, in modo deciso, molto lontano da noi; è previsto transitare sul Canale della Manica con un minimo di pressione di circa 978 hPa (come un uragano categoria 1) tra Londra e Parigi. Nonostante l’elevata distanza dall’Italia, farà sentire i suoi effetti fino a noi con un rinforzo deciso del vento e qualche pioggia.


Nel dettaglio l’Epifania in Italia sarà dunque ventosa, con correnti tese di Scirocco soprattutto sui nostri mari e lungo le coste tirreniche; ci saranno delle precipitazioni al Nord con neve sulle Alpi oltre i 1000 metri (qualche fiocco a bassa quota sul Piemonte meridionale) e piogge sparse sulle regioni centrali tirreniche. La Befana dovrà stare attenta alle folate di vento con l’arrivo della seconda perturbazione del 2025, un anno che inizia in modo bizzarro dal punto di vista meteo. Venerdì 3. Al Nord: piogge in Emilia Romagna. Al Centro: peggiora con piogge sparse. Al Sud: peggiora in Campania con piogge.


Sabato 4. Al Nord: possibili nebbie o nubi basse in pianura, altrimenti sole. Al Centro: nubi al mattino poi sole. Al Sud: ultimi rovesci su Calabria e Sicilia. Domenica 5. Al Nord: piogge in Liguria, nubi sparse altrove. Al Centro: nubi e piovaschi in Toscana, più sole altrove. Al Sud: bel tempo. Tendenza: Epifania con pioggia e neve a quote medie al Nord; venti forti ovunque.

Il Castello di Rivoli a 40 anni: il presente e una nuova Ouverture

Il Castello di Rivoli a 40 anni: il presente e una nuova OuvertureTorino, 3 gen. (askanews) – A quarant’anni dalla sua inaugurazione, come primo museo di arte contemporanea in Italia, il Castello di Rivoli a Torino ripensa ai propri inizi con una mostra che è un omaggio alla propria prima esposizione, ma anche una riflessione fattiva su cosa significa essere oggi un museo del presente. “Ouverture 2024” è un grande progetto di riallestimento della collezione che vuole parlare delle opere e degli artisti, ma anche della stessa istituzione. “Vuole raccontare parzialmente la storia recente del museo – ha detto ad askanews Francesco Manacorda, direttore del Castello di Rivoli e co-curatore della mostra – ma più che altro, non soltanto la storia recente, vuole anche proiettarsi verso futuro e raccontare attraverso le opere degli artisti quale tipo di museo noi immaginiamo per l’oggi, quali immaginiamo per gli domani e quali momenti e quali riflessioni che l’arte contemporanea ci regala vogliamo portare di fronte agli occhi dei nostri visitatori”.


Quattro decenni dopo l’effettiva “Ouverture” del museo nel 1984, il progetto attuale non vuole rifare quella mostra, ma ispirarsi alle sue modalità, per rendere ancora più vivo il luogo, lo spazio di narrazione museale, che attraverso le opere e le stanze ripensa anche se stesso. “Abbiamo lavorato con gli artisti e gli artisti – ha aggiunto Marcella Beccaria, co-curatrice della mostra – li abbiamo invitati esattamente come ha fatto negli anni 80 Rudi Fuchs a venire al Castello, a fare sopralluoghi, in modo da trovare per ciascuna delle opere in collezione anche le condizioni espositive migliori. Ed è chiaramente un racconto che parla del presente, parla delle tante urgenze che connotano il mondo contemporaneo. Non è una mostra tema, abbiamo pensato che non fosse corretto stringerci in un unico tema, ma ci sono delle grandi tematiche che attraversano questi lavori e li mettono in comune”. Alcuni artisti, come Michelangelo Pistoletto, Richard Long o Sol LeWitt, sono presenti oggi come nel 1984, ma il riallestimento, concepito per sale che sono a loro volta delle piccole mostre personali o bipersonali, guarda con forza al presente, con gli occhi di artisti imprescindibili come Pierre Huyghe, Anne Imhof, Ed Atkins e soprattutto Hito Steyerl, che scavano dentro il nostro tempo e la sua disumanizzazione digitale, cercando il presente estremo.


“Per tornare al presente e per tornare secondo me anche al futuro – ha aggiunto Manacorda – bisogna veramente affidarsi alle mani e alle visioni degli artisti, quindi quello che il Castello ha sempre fatto e continua a fare è quello di seguire gli artisti in territori che sono ancora inesplorati. C’è un nucleo di opere per esempio che si occupa del digitale e di quello che vuol dire la rappresentazione del sé, sempre più complesso, frammentato tra il reale e il virtuale. In questo caso sono proprio gli artisti a darci degli strumenti critici per guardare a quelle che sono le macchine digitali, quello che è l’impatto che l’arte dell’intelligenza artificiale sta iniziando ad avere ma che nei prossimi anni sarà sempre più grande”. Quello che l’esposizione del Castello di Rivoli apre, insomma, è come una finestra polifonica su ciò che non sappiamo e su ciò che potremmo essere. Un viaggio incerto e interessante, come il percorso dentro la tela jeans mobile di una grande installazione di Paola Pivi. Ognuno arriverà all’uscita con il proprio passo. (Leonardo Merlini)

Istat: reddito famiglie III trimestre +0,6%, potere d’acquisto +0,4%

Istat: reddito famiglie III trimestre +0,6%, potere d’acquisto +0,4%Roma, 3 gen. (askanews) – Nel terzo trimestre il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,6%. Lo ha reso noto l’Istat.


La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 9,2%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di un aumento dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,4%.


“Il potere d’acquisto delle famiglie, pur segnando uno sviluppo più contenuto rispetto ai periodi precedenti, risulta – è il commento dell’Istat – in crescita per il settimo trimestre consecutivo. La propensione al risparmio diminuisce congiunturalmente, ma in termini tendenziali prosegue il suo sentiero di crescita”.