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Cultura, BIPM: Italia adempia ai doveri dettati dalle Convenzioni Unesco

Cultura, BIPM: Italia adempia ai doveri dettati dalle Convenzioni UnescoRoma, 4 dic. (askanews) – Rafforzare la consapevolezza nelle Istituzioni e nella società civile del valore culturale, storico e anche economico generato dal patrimonio di Beni Unesco presente nel nostro Paese. È questo l’obiettivo dell’assemblea promossa dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale, realtà nata nel 1997 che oggi riunisce più di 50 Enti responsabili della gestione dei Beni italiani iscritti nella World Heritage List. L’incontro si è tenuto ieri mattina presso la sala Spadolini del Ministero della Cultura a Roma ed ha visto la partecipazione di Sindaci, Amministratori locali e associati di tutta Italia.


Il nostro Paese può vantare il primato assoluto con ben 60 siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dall’UNESCO: monumenti, centri storici, parchi archeologici e naturali, luoghi ai quali viene riconosciuto di essere uniche, eccezionali testimonianze del percorso dell’essere umano sulla Terra. “Essere insigniti del titolo di ‘Patrimonio Mondiale’ è un grande onore ma, al tempo stesso, costituisce un onere, una responsabilità che ricade sullo Stato e sulle amministrazioni locali che hanno necessità di fare rete e di trovare supporto dalle Istituzioni centrali per tutto ciò che attiene la manutenzione e la valorizzazione di questi luoghi”, ha detto Alessio Pascucci, presidente di BIPM.


Nel corso dell’assemblea, aperta dall’intervento di Emilio Casalini, giornalista e conduttore di “Generazione Bellezza” su Rai Tre, è stato presentato il progetto relativo ad un grande evento da tenersi il prossimo 6 febbraio 2025 a Roma, dal titolo “Incontri e Territori. Designazioni UNESCO a confronto”, da realizzarsi anche grazie al contributo del Ministero della Cultura. “Vogliamo accendere un faro sulla necessità di costruire una nuova consapevolezza dei valori relativi al Patrimonio Mondiale. Chiediamo a tutte le Istituzioni di cogliere questa occasione per l’Italia per poter adempiere al meglio alle opportunità e ai doveri legati alle Convenzioni internazionali dell’UNESCO, in particolare alla Convenzione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale”, ha aggiunto Pascucci. Per Carlo Francini, coordinatore scientifico di BIPM, “la conservazione e la valorizzazione dei patrimoni mondiali deve essere ricentrata attraverso il contributo che possono offrire gli Amministratori dei territori che li ospitano. È questo il lavoro che l’Associazione intende portare avanti, perché soltanto un territorio consapevole del patrimonio mondiale può fornire le indicazioni utili per una gestione corretta, capace di favorire la convivenza e lo sviluppo sotto tutti i punti di vista”.

Natale, Confcommercio: 8 su 10 faranno regali, budget da 207 euro a testa

Natale, Confcommercio: 8 su 10 faranno regali, budget da 207 euro a testaRoma, 4 dic. (askanews) – Inflazione sotto controllo, tredicesime più consistenti e un buon andamento del Black Friday fanno ben sperare per i consumi del Natale 2024. La spesa aggregata per i regali sotto l’albero sfiorerà quest’anno i 10 miliardi di euro, attestandosi a 9,8 miliardi. A testa si spenderanno mediamente 207 euro, cifra in rialzo rispetto ai 186 euro del 2023. E così otto italiani su dieci sono pronti a fare acquisti e i consumi di dicembre potrebbero tornare ai livelli pre-Covid contribuendo a rilanciare la crescita del Paese. E’ un quadro all’insegna di un maggiore ottimismo quello disegnato da Confcommercio che ha diffuso l’analisi dell’Ufficio Studi della Confederazione su tredicesime e consumi di Natale.


Dopo una decina d’anni torna a crescere, salendo al 44,4%, la percentuale di coloro che ritengono gli acquisti natalizi una spesa piacevole da affrontare. Cresce poi a quota 54,5 miliardi il volume delle tredicesime di lavoratori e pensionati, da 50,7 miliardi del 2023, e quella disponibile per consumi sale a 45 miliardi. I restanti 9,5 miliardi dovrebbero andare al pagamento di Imu, Tasi, tasse auto e canone Rai. L’auspicio, dunque, è quello di “un buon mese di dicembre per gli acquisti e i consumi”, con traino per tutto l’ultimo trimestre del 2024 (+6,6% dal conto delle 13esime).


“Con l’inflazione sotto controllo, il buon andamento dell’occupazione e tredicesime in crescita i consumi di Natale dovrebbero mostrare una maggiore vivacità rispetto all’anno scorso. Questa prospettiva, confermata anche dal buon andamento del Black Friday, fa sperare in una crescita più robusta nel 2025”, ha spiegato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

L’Ocse taglia la stima della crescita in Italia nel 2024 e nel 2025 ma vede +1,2% nel 2026 (col Pnrr)

L’Ocse taglia la stima della crescita in Italia nel 2024 e nel 2025 ma vede +1,2% nel 2026 (col Pnrr)Roma, 4 dic. (askanews) – L’Ocse ha rivisto al ribasso la previsione di crescita economica dell’Italia di quest’anno allo 0,5% e quella sul 2025 allo 0,9%. Per il 2026 pronostica una accelerazione al più 1,2% del Pil. Lo scorso 25 settembre, in un aggiornamento parziale delle sue stime per l’Italia aveva alzato la previsione di crescita di quest’anno allo 0,8%, mentre aveva limato quella sul 2025 all’1,1%.


Nel capitolo sulla penisola contenuto nell’ultimo Economic Outlook, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico parla di “rischi ampiamente bilanciati” per le prospettive economiche. Sul versante dei rischi di indebolimento, cita un calo più marcato del previsto degli investimenti sull’immobiliare residenziale dovuto al venir meno degli incentivi nel settore (Superbonus) o livelli di domanda più deboli del previsto per le esportazioni. All’opposto, la crescita potrebbe risultare superiore ad attese se gli investimenti collegati al Pnrr dovessero spingere la performance economica.


L’Ocse prevede che quest’anno il rapporto deficit di bilancio/Pil dell’Italia risulti più che dimezzato al 3,5% e che l’attenuazione prosegua, in maniera meno energica, sul 2025 con un 3,2% e poi nel 2026 con un 2,8% del Pil, tornando così al di sotto della soglia fissata dal Patto di stabilità e di crescita Ue (3%). Nel suo ultimo Economic Outlook, l’ente parigino prevede che quest’anno il rapporto debito/Pil dell’Italia aumenti leggermente al 135,2%, dal 134,7% del 2023, per poi tornare a ridursi al 134,3% del 2025 e al 133,2% nel 2026. Per i conti pubblici il governo ha elaborato sia la manovra di Bilancio pert il prossimo anno sia un piano pluriennale che ha notificato alla Ue. “Il risanamento dei conti previsto, che punta a mettere le finanze pubbliche su un percorso più sostenibile nel medio termine, trova un equilibrio tra la prudenza di bilancio – dice l’Ocse – e il mantenimento dello slancio di crescita, ma serviranno misure addizionali sul 2026 per raggiungere questi obiettivi”.


In particolare, secondo l’ente parigino, i propositi di espansione degli investimenti pubblici legati al Pnrr e la decisione di rendere permanenti alcuni tagli alla tassazione e sui contributi “sono sviluppi positivi, ma necessiteranno di misure compensatorie, o tramite tagli della spesa, o tramite aumenti delle tasse altrove”. Secondo l’Ocse servono comunque azioni coraggiose. In Italia “attuare nei tempi previsti il Pnrr, in particolare velocizzando gli investimenti pubblici, dovrebbe sostenere l’attività economica sia sul breve che sul medio termine”. Al tempo stesso, “saranno essenziali riforme strutturali per intervenire sulle carenze occupazionali che si creeranno con il rapido invecchiamento della popolazione, mentre settori chiave di riforma sono rappresentati dall’espansione della cura dell’infanzia anticipata e dal miglioramento dell’educazione terziaria, per portare più donne e più giovani nel mercato del lavoro”. Lo afferma l’Ocse nel capitolo sulla Penisola contenuto nell’ultimo Economic Outlook.


Secondo l’ente parigino per riuscire a ottenere un aggiustamento dei conti pubblici su una prospettiva di medio termine serviranno “azioni coraggiose per limitare la crescita delle pensioni, per aumentare le tasse sugli immobili, anche allineamento i valori catastali con i valori di mercato, intervenendo sull’evasione fiscale e effettuando ampie revisioni della spesa”.

Conte: da Grillo falsità. Una sola volta nella sede M5S, quando veniva a Roma si chiudeva in albergo

Conte: da Grillo falsità. Una sola volta nella sede M5S, quando veniva a Roma si chiudeva in albergoRoma, 4 dic. (askanews) – Nel video diffuso ieri dal fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo, ci sono “anche delle falsità”. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, ospite di Mattino 5 su Canale 5. Con Grillo “c’è sempre stato un rapporto di collaborazione molto trasparente. La comunità lo ha sempre visto e lo vede sempre come fondatore. Ieri ha detto anche delle falsità”, ha proseguito l’ex premier replicando all’accusa secondo la quale le proposte del garante non sono mai state prese in considerazione dai vertici del Movimento. “Lui è venuto una sola volta in sede, c’ero io con 50-60 parlamentari che hanno abbandonato i lavori parlamentari per stare con lui, poi non è mai più venuto, e quando è stato a Roma si è rinchiuso all’hotel Forum…” Secondo Conte, “di quelle proposte, che non sono 50, molte sono proposte di legge depositate dai nostri parlamentari, ma da tempo, come la sfiducia costruttiva o la soglia di sbarramento al 5 per cento. Anche alle politiche e alle ultime elezioni europee, il nostro Gianluca Perilli, responsabile del comitato progetti, ha lavorato con Grillo per raccogliere le sue eventuali indicazioni”, ha concluso.

Ocse taglia le stime di crescita sull’Italia: 2024 0,5%, 2025 0,9%

Ocse taglia le stime di crescita sull’Italia: 2024 0,5%, 2025 0,9%Roma, 4 dic. (askanews) – L’Ocse ha rivisto al ribasso la previsione di crescita economica dell’Italia di quest’anno allo 0,5% e quella sul 2025 allo 0,9%. Per il 2026 pronostica una accelerazione al più 1,2% del Pil. Lo scorso 25 settembre, in un aggiornamento parziale delle sue stime per l’Italia aveva alzato la previsione di crescita di quest’anno allo 0,8%, mentre aveva limato quella sul 2025 all’1,1%.


Nel capitolo sulla penisola contenuto nell’ultimo Economic Outlook, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico parla di “rischi ampiamente bilanciati” per le prospettive economiche. Sul versante dei rischi di indebolimento, cita un calo più marcato del previsto degli investimenti sull’immobiliare residenziale dovuto al venir meno degli incentivi nel settore (Superbonus) o livelli di domanda più deboli del previsto per le esportazioni. All’opposto, la crescita potrebbe risultare superiore ad attese se gli investimenti collegati al Pnrr dovessero spingere la performance economica.

In Borsa forti acquisti su Mps e Banco Bpm, titoli ai massimi

In Borsa forti acquisti su Mps e Banco Bpm, titoli ai massimiMilano, 4 dic. (askanews) – Mps (+2,6%) corre in Borsa sui nuovi massimi (6,37 euro) in avvio di seduta. Francesco Gaetano Caltagirone ha rafforzato la presa sulla banca senese salendo al 5,026% dalla precedente quota del 3,64%, acquisita nell’ambito della cessione di un pacchetto azionario da parte del Mef lo scorso novembre. Si rafforza così il “nocciolo duro” attorno al Monte dei Paschi, con Banco Bpm al 5%, Anima al 4% e la Delfin della famiglia Del Vecchio al 3,5%.


Proseguono gli acquisti anche su Banco Bpm (+2%) – che si porta sui nuovi massimi a 7,418 euro, aumentando così il divario rispetto al prezzo (implicito) offerto da Unicredit (+1% a 37,905 euro) – e sulla Popolare di Sondrio (+1,9% a 7,83 euro).

Ocse taglia stima crescita Italia 2024 a 0,5%, alza 2025 a 0,9%

Ocse taglia stima crescita Italia 2024 a 0,5%, alza 2025 a 0,9%Roma, 4 dic. (askanews) – L’Ocse “ci ripensa”. L’ente parigino ha rivisto al ribasso la previsione di crescita economica dell’Italia di quest’anno allo 0,5%, mentre ha leggermente aumentato la stima sul 2025 allo 0,9%. Per il 2026 pronostica una accelerazione al più 1,2% del Pil.


Esattamente l’opposto di quanto aveva effettuato lo scorso 25 settembre, quando in un aggiornamento parziale delle sue stime per l’Italia aveva alzato la previsione di crescita di quest’anno allo 0,8%, mentre aveva limato quella sul 2025 all’1,1%. Nel capitolo sulla penisola contenuto nell’ultimo Economic Outlook, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico parla di “rischi ampiamente bilanciati” per le prospettive economiche.


Sul versante dei rischi di indebolimento, cita un calo più marcato del previsto degli investimenti sull’immobiliare residenziale dovuto al venir meno degli incentivi nel settore (Superbonus) o livelli di domanda più deboli del previsto per le esportazioni. All’opposto, la crescita potrebbe risultare superiore ad attese se gli investimenti collegati al Pnrr dovessero spingere la performance economica.

Ocse prevede calo deficit-Pil 2024 al 3,5% e sotto il 3% in 2026

Ocse prevede calo deficit-Pil 2024 al 3,5% e sotto il 3% in 2026Roma, 4 dic. (askanews) – L’Ocse prevede che quest’anno il rapporto deficit di bilancio/Pil dell’Italia risulti più che dimezzato al 3,5% e che l’attenuazione prosegua, in maniera meno energica, sul 2025 con un 3,2% e poi nel 2026 con un 2,8% del Pil, tornando così al di sotto della soglia fissata dal Patto di stabilità e di crescita Ue (3%). Nel suo ultimo Economic Outlook, l’ente parigino prevede che quest’anno il rapporto debito/Pil dell’Italia aumenti leggermente al 135,2%, dal 134,7% del 2023, per poi tornare a ridursi al 134,3% del 2025 e al 133,2% nel 2026.


Per i conti pubblici il governo ha elaborato sia la manovra di Bilancio pert il prossimo anno sia un piano pluriennale che ha notificato alla Ue. “Il risanamento dei conti previsto, che punta a mettere le finanze pubbliche su un percorso più sostenibile nel medio termine, trova un equilibrio tra la prudenza di bilancio – dice l’Ocse – e il mantenimento dello slancio di crescita, ma serviranno misure addizionali sul 2026 per raggiungere questi obiettivi”. In particolare, secondo l’ente parigino, i propositi di espansione degli investimenti pubblici legati al Pnrr e la decisione di rendere permanenti alcuni tagli alla tassazione e sui contributi “sono sviluppi positivi, ma necessiteranno di misure compensatorie, o tramite tagli della spesa, o tramite aumenti delle tasse altrove”.

Generali vende le attività nelle Filippine

Generali vende le attività nelle FilippineMilano, 4 dic. (askanews) – Generali cede le attività nelle Filippine. La compagnia ha raggiunto infatti un accordo per la vendita del 100% della sua partecipazione in Generali Life Assurance Philippines a The Insular Life Assurance Company.


L’operazione, sottolinea Generali, è pienamente in linea con il piano strategico ‘Lifetime Partner 24: Driving Growth’, che prevede di perseguire una crescita sostenibile, migliorare il profilo degli utili del gruppo e ottimizzare la presenza geografica concentrandosi sui mercati assicurativi in cui ha una posizione di leadership. La cessione avrà un impatto trascurabile sul Solvency II Ratio di Generali e genererà una minusvalenza pari a circa 20 milioni, al netto di imposte e quote di minoranza, senza impatto sul risultato netto normalizzato.


L’operazione dovrebbe essere perfezionata entro la prima la prima metà del 2025 ed è soggetta all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle autorità competenti.

Papa: la guerra è cattiva e non risolve i problemi

Papa: la guerra è cattiva e non risolve i problemiCittà del Vaticano, 4 dic. (askanews) – “Continuiamo a pregare per la pace. La guerra è una sconfitta umana, la guerra non risolve i problemi, la guerra è cattiva, la guerra distrugge”. Così Papa Francesco al termine dell’udienza generale di oggi in piazza San Pietro per il suo ennesimo appello alla pace nel mondo.


Francesco, in tempo di Avvento, ha inviatato tutti a pregare anche per i paesi in guerra. “Non dimentichiamoli. – ha detto – La martoriata Ucraina, la Palestina, Israele, il Myanmar. Tanti bambini morti, tanti innocenti morti. Preghiamo perchè il Signore ci faccia arrivare alla pace. Preghiamo sempre per la pace”, ha ripetuto. Poco prima, salutando i pellegrini di lingua polacca e ricordando che domenica prossima in quel paese si celebrerà la XXV Giornata della preghiera e dell’aiuto materiale per la Chiesa dell’Est, aveva detto: “ringrazio tutti coloro che sostengono con la preghiera e le offerte la Chiesa in quei territori, specialmente in Ucraina, martoriata dalla guerra”.