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Governo, Forza Italia: non serve una verifica, ma la Lega si dia una calmata

Governo, Forza Italia: non serve una verifica, ma la Lega si dia una calmataRoma, 28 nov. (askanews) – “Non serve una verifica di governo ma si deve tornare a rispettare il programma sottoscritto con gli elettori e fare le cose condivise”. Lo ha detto Raffaele Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia e vice-capogruppo vicario alla Camera, intervistato da Affaritaliani.it, in merito alle ultime tensioni nel governo e nella maggioranza soprattutto con la Lega.


Però proprio i leghisti dicono che lo Ius Scholae che Forza Italia ha proposto non è nel programma di governo “Falso. Al punto sei del programma elettorale con il quale abbiamo vinto le elezioni nel 2022 – ha aggiunto – c’è il principio generale di una migliore integrazione degli stranieri regolari in Italia. Ed è proprio la nostra proposta che abbiamo chiamato Ius Italiae. Poi Salvini, passatemi il termine, fa un po’ il ‘paraculetto’ e dice che nel programma c’è anche la riduzione della pressione fiscale per difendere l’emendamento bocciato sul canone Rai. Ma quella mancetta di 0,50 euro a cittadino che avremmo regalato anche ai super-ricchi sarebbe costata 450 milioni di euro agli altri contribuenti. Noi diciamo invece di usare quelle risorse per ampliare la platea delle persone che potranno beneficiare della riduzione dell’Irpef, per eliminare la sugar tax o per aumentare le pensioni minime. Tutti obiettivi condivisi e scritti nel programma di governo”. In molti nella Lega, pur senza dichiararlo, pensano che Forza Italia abbia votato contro il taglio del canone Rai per difendere Mediaset e i figli di Berlusconi “Falso anche questo. La Lega con il suo emendamento – ha osservato Nevi – non proponeva di abbassare o aumentare il tetto pubblicitario della Rai ma di tagliare il canone, non c’entra assolutamente niente. E comunque l’aumento del tetto pubblicitario per la Rai non danneggerebbe Mediaset ma tutto il sistema editoriale italiano. Anzi forse Mediaset meno di tutti. Chi dice queste cose è solo perché vuole confondere le carte e tentare di buttare la palla in tribuna. La Lega voleva far risparmiare 50 centesimi al mese a persona creando un buco di 450 milioni alla Rai che poi sarebbe dovuto essere risanato dallo Stato altrimenti la tv pubblica sarebbe fallita. Pensiamo solo che la sugar tax vale 250 milioni di euro e sta terrorizzando l’intero sistema produttivo italiano di quel settore. Usiamo i soldi per le priorità e tra queste non c’è certo l’abolizione del canone Rai”. Un messaggio alla Lega? “Si dia una calmata, abbassi i toni e torniamo a parlarci di più”, ha concluso Nevi.

Al via le prevendite dei live di Lazza negli stadi

Al via le prevendite dei live di Lazza negli stadiMilano, 28 nov. (askanews) – Fresco di premiazione ai SIAE Music Awards nella categoria Miglior Canzone Streaming Italia con Cenere, inarrestabile e sempre al lavoro per superarsi, Lazza ha sorpreso tutti con l’uscita di OuverFOURe, disponibile su tutte le piattaforme digitali (Island Records).


Insieme al nuovo brano prodotto da Low Kidd e Drillionaire, Lazza sgancia una bomba pronta a marchiare a fuoco l’estate 2025, annunciando oggi Lazza | Stadi 2025, i suoi primi stadi in carriera in programma il 5 luglio a Lignano Sabbiadoro (UD) @ Stadio Teghil (Data zero) e il 9 luglio 2025 a Milano @ Stadio San Siro. I biglietti saranno disponibili online su www.vivoconcerti.com da oggi 28 novembre alle ore 14:00, e da martedì 3 dicembre alle ore 11:00 nei punti vendita autorizzati.


Due eventi -prodotti da Vivo Concerti- che segnano un nuovo, imponente passo nella carriera dell’artista con all’attivo 109 Dischi di Platino e 50 Ori, consacrandolo definitivamente nell’Olimpo della musica live italiana, dopo aver mandato completamente sold out a tre mesi dalla partenza le 11 date del LOCURA TOUR 2025, in programma nei palazzetti da gennaio. San Siro è molto più di uno stadio: per Lazza è un sogno coltivato da sempre, un luogo iconico che ha segnato a più riprese il suo percorso, a cui ha duramente lavorato affinché si realizzasse. Con LOCURA OPERA N.1 lo scorso settembre si è portato vicinissimo, esibendosi con l’Orchestra Sinfonica di Milano alle porte dello Stadio con uno spettacolo che ha riscritto le regole dei live show. Ora quel sogno diventa realtà: il 9 luglio 2025, Lazza si prenderà la Scala del calcio, realizzando un traguardo che non è solo personale, ma un momento di consacrazione, simbolo di un legame indissolubile tra le sue passioni e la sua città.


Proprio dagli spalti di San Siro Lazza lancia il videoclip di OuverFOURe firmato da LateMilk. Un’opera visivamente potente che, attraverso un’estetica evocativa, riflette l’essenza di OuverFOURe: tra i frame più suggestivi, Lazza accanto a un pianoforte in fiamme, simbolo di una passione artistica in continuo ardere. Quarto capitolo dell’iconica serie di intro che dal 2017 è puro marchio di fabbrica Lazzarini, OuverFOURe ribadisce la cifra stilistica dell’artista, fondendo pianoforte e beat in un equilibrio perfetto. Un viaggio sonoro che parte da un’intro lenta e intensa, dominata dalle note del pianoforte, per evolversi in un banger crudo che svela ogni sfaccettatura della personalità di Lazza: instancabile, ambizioso, sempre proiettato oltre.

Sgomberate case abusive a Caivano, Meloni: lo Stato mantiene l’impegno, inizia fase 2 piano riqualificazione

Sgomberate case abusive a Caivano, Meloni: lo Stato mantiene l’impegno, inizia fase 2 piano riqualificazione“Passo determinante per restituire dignità ai cittadini perbene” Roma, 28 nov. (askanews) – Operazione interforze, coordinata dalla procura di Napoli Nord, nel Parco Verde di Caivano (Napoli), per liberare 36 case occupate abusivamente. Gli sgomberi sono stati eseguiti dagli agenti della polizia giudiziaria della Squadra mobile di Napoli, del commissariato di Afragola, del gruppo carabinieri di Castello di Cisterna, della compagnia e della stazione di Caivano e dei finanzieri del gruppo di Frattamaggiore.


In esecuzione 36 decreti di sequestro, emessi dal gip del tribunale di Aversa, nei tre comparti – A, B e C – del quartiere edilizio popolare. Su 240 decreti emessi complessivamente, si è provveduto a liberare quelle abitazioni per le quali non è possibile che possa espletarsi con esito positivo una procedura di regolarizzazione, sia per mancanza di requisiti reddituali che per l’esistenza di requisiti soggettivi ostativi, per precedenti penali a carico degli occupanti. “L’esecuzione – si legge in una nota a firma della procuratrice di Napoli Nord Maria Antonietta Troncone – viene condotta nel rispetto della dignità delle persone e assicurando la tutela di eventuali situazioni di particolare vulnerabilità di appartenenti ai nuclei familiari dei soggetti destinatari dei provvedimenti di sequestro”.


“Oggi lo Stato mantiene un altro impegno preso coi cittadini. In occasione dell’inaugurazione del nuovo Centro ‘Pino Daniele’, avevamo annunciato che il lavoro del Governo a Caivano non era affatto concluso e che sarebbe andato avanti. Così è stato. Oggi è iniziata la fase 2 del programma di riqualificazione e rigenerazione urbana portato avanti negli ultimi 15 mesi, con lo sgombero degli alloggi occupati abusivamente al Parco Verde da soggetti condannati per reati di camorra”, afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Ringrazio la Prefettura di Napoli, la magistratura, la struttura commissariale, le Forze di polizia e tutti gli operatori coinvolti nell’operazione di oggi – aggiunge – passo determinante per restituire dignità ai cittadini perbene e oneste di Caivano. Siamo già al lavoro, anche grazie ad una sinergia tra pubblico e privato, per raggiungere il prossimo obiettivo, che è la riqualificazione degli immobili del Parco Verde. Il cammino prosegue. Intendiamo fare di Caivano un modello, e poi esportare quel modello in tutte le altre Caivano d’Italia. È un impegno gravoso, ma è quello che gli italiani si aspettano da noi. E non intendiamo deluderli”.

Meloni: nel 2023 il Sud è stato la locomotiva d’Italia

Meloni: nel 2023 il Sud è stato la locomotiva d’ItaliaRoma, 28 nov. (askanews) – “Noi abbiamo ancora tantissimi problemi da risolvere, abbiamo tantissimi problemi da risolvere nelle regioni del Sud, però ce lo vogliamo dire che nel 2023 il Sud è stato la locomotiva d’Italia? Che nel 2023 il Pil del Mezzogiorno è cresciuto dell’1,3% più di quanto non fosse la crescita della media italiana? Che qui l’occupazione è cresciuta anche di più di quanto non crescesse a livello nazionale, che è stato il Sud a dare l’impulso fondamentale all’export che ci ha portato per la prima volta a essere la quarta nazione esportatrice al mondo? Si può fare con un po’ di incentivi, infrastrutture, investimenti, orgoglio. E non devo spiegare ai sardi cosa sia l’orgoglio”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a Cagliari per la firma dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione tra il governo e la Regione Sardegna.


“La sfida più grande che noi dobbiamo vincere per le regioni del Mezzogiorno – ha concluso – è metterle nella condizione di dimostrare il loro valore potendo finalmente competere ad armi pari e questo si fa solamente con gli investimenti, con investimenti duraturi, con investimenti seri, con investimenti che possono combattere le troppe disparità che abbiamo vissuto in questa nazione. È un pezzo del lavoro che abbiamo fatto oggi insieme”.

Confindustria: a novembre 1 impresa su 2 prevede contrazione produzione

Confindustria: a novembre 1 impresa su 2 prevede contrazione produzioneRoma, 28 nov. (askanews) – Netto peggioramento delle aspettative delle imprese. La rilevazione di Confindustria per il mese di novembre segnala “un deciso peggioramento delle aspettative tra le grandi imprese industriali associate”. Quasi la metà delle aziende intervistate (46,9%) prevede una contrazione, moderata o significativa, della produzione industriale rispetto al mese precedente.


Rimane comunque elevata la percentuale di imprese che stimano una produzione stabile, attestandosi al 46,8%. Soltanto una piccola quota, il 6,3%, ipotizza un moderato incremento dell’attività produttiva, mentre nessuna prevede un aumento significativo, segnando un quadro negativo dopo mesi in cui la produzione era ritenuta stabile o in crescita. La domanda e gli ordini si confermano, secondo gli industriali, essere i principali punti di forza a sostegno della produzione nei prossimi mesi. Il saldo tra la quota di imprese che li considera fattori trainanti e quella che invece li ritiene ostacoli cresce significativamente, attestandosi al +7,8%.


La disponibilità di manodopera: torna ad essere un ostacolo rilevante per la produzione, dopo un cauto ottimismo dei mesi precedenti: saldo a -3,4% da -0,2%. I costi di produzione continuano a preoccupare le grandi imprese industriali. Il saldo, presenta un peggioramento: passando dal -1,5% rilevato a ottobre al -3,4%.


Rimangono stabilmente in territorio positivo i giudizi relativi alle condizioni finanziarie (+3%). In miglioramento, pur mantenendo un saldo negativo, le aspettative riguardo la disponibilità di materiali che passano dal -1,2% di ottobre al -0,3% di novembre.


Il sentiment sulla disponibilità degli impianti, che nella precedente rilevazione risultava pressoché stabile con un saldo di -1,3%, subisce un netto peggioramento, scendendo a -3,7% e diventando la principale fonte di preoccupazione per gli industriali.

Salvini: non voglio litigare con Tajani, ma siamo stati eletti per tagliare tasse

Salvini: non voglio litigare con Tajani, ma siamo stati eletti per tagliare tasseRoma, 28 nov. (askanews) – “Il centrodestra è stato votato dai cittadini per abbassare le tasse, non per aumentarle. Peraltro il canone era già stato ridotto l’anno scorso con i voti di tutta la maggioranza. Non capisco le polemiche. Ammetto però che nelle ultime ore non ho seguito direttamente le dinamiche parlamentari perché mi sono dedicato allo sciopero dei trasporti. Mi dispiace che una forza di maggioranza abbia votato con il Pd e sottolineo con soddisfazione invece che la Lega ha ottenuto la rateizzazione dell’acconto di novembre da gennaio a maggio 2025. È una boccata di ossigeno per quasi 300mila contribuenti”. Lo dice il vicepremier, ministro per le Infrastrutture e i Trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini, in una intervista alla Verità.


“Non rincorro i retroscena e non voglio litigare con Tajani ma ribadisco che un anno fa Fi votò la riduzione del canone. Ricordo che l’amico Berlusconi anche lui riteneva che il canone fosse una gabella da limare. Io sarei per la cancellazione”, risponde alla domanda se per Fi il tema delle tv sia sensibile ed è per questo che il partito fondato da Berlusconi ha votato contro il taglio del canone mandando sotto il governo. Quanto alla diversità di vedute tra Lega e Fi su Unicredit-Banco Bpm, Salvini osserva: “Le banche sono private ma svolgono un servizio fondamentale per i cittadini: chiudere sportelli, licenziare lavoratori, ridurre mutui e prestiti erogati, come successo in passato dopo acquisizioni e fusioni, non è utile al paese e non è gradito alla Lega”. Per il Ministro Unicredit è una banca straniera “perché i fondi italiani rappresentano solo l’8%. Ricordo che il presidente del Cda è Padoan, già ministro di sinistra che non ha lasciato buoni ricordi nel sistema bancario italiano: mi riferisco ai danni fatti dal Pd al Monte dei Paschi di Siena”.

Istat, a novembre in calo la fiducia di imprese e consumatori

Istat, a novembre in calo la fiducia di imprese e consumatoriRoma, 28 nov. (askanews) – A novembre sia l’indice del clima di fiducia dei consumatori sia l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese sono stimati in diminuzione, da 97,4 a 96,6 e da 93,4 a 93,1 rispettivamente. Lo ha reso noto l’Istat spiegando che il clima di fiducia delle imprese scende per il terzo mese consecutivo rimanendo su un livello minimo da aprile 2021.


Tra i consumatori, si evidenzia un peggioramento soprattutto delle opinioni sulla situazione economica generale e su quella futura: il clima economico cala da 99,7 a 97,8 e quello futuro si riduce da 95,0 a 93,8. Più contenuto il calo del clima personale (da 96,6 a 96,2) e di quello corrente (da 99,2 a 98,7). Sul fronte delle imprese, l’indice di fiducia aumenta nella manifattura (da 85,8 a 86,5) e, soprattutto, nel commercio al dettaglio (da 103,8 a 106,7) mentre diminuisce nelle costruzioni (da 103,9 a 101,5) e nei servizi di mercato (l’indice passa da 95,2 a 93,7).


Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura i giudizi sul livello degli ordini migliorano mentre le aspettative sul livello della produzione diminuiscono; le scorte sono giudicate in decumulo rispetto al mese scorso. Nelle costruzioni, il saldo dei giudizi sugli ordini si rafforza in presenza di un deciso deterioramento delle aspettative sull’occupazione presso l’azienda. Passando al comparto dei servizi di mercato, si evidenzia un diffuso peggioramento di tutte le componenti; invece, nel commercio al dettaglio giudizi e aspettative sulle vendite registrano un’evoluzione positiva e il saldo dei giudizi sulle scorte rimane sostanzialmente stabile.

Su canone Rai e sanità guerriglia Fi-Lega, e Meloni si infuria

Su canone Rai e sanità guerriglia Fi-Lega, e Meloni si infuriaRoma, 27 nov. (askanews) – Giorgia Meloni è furiosa e non fa niente per nasconderlo. Il pasticcio sul canone Rai proprio è una cosa che non tollera perchè – spiega chi ci ha parlato – dà un messaggio di litigiosità nella maggioranza che il governo non può permettersi.


Per questo stamane, dopo la bocciatura in commissione dell’emendamento della Lega per il taglio del canone (con il parere favorevole del governo) a causa del voto contrario di Forza Italia, decide di intervenire subito, facendo trapelare alle agenzie che “l’inciampo” della maggioranza “non giova a nessuno”, in un momento in cui “il Governo è fortemente impegnato nel sostegno a famiglie e imprese, operando sempre in un quadro di credibilità e serietà”. Se inciampo è stato, però, è la cronaca di un inciampo annunciato che né il vertice di domenica sera a casa della premier né i tentativi di mediazione di ieri sono riusciti a evitare. E infatti, spiega a stretto giro il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani dal convegno Med Dialogues, “non c’è per quanto mi riguarda nessuno inciampo” perchè “lo abbiamo sempre detto fin dall’inizio che eravamo contrari a questo emendamento e siamo stati coerenti”. La questione, per il ministro degli Esteri, è che il taglio del canone è “sbagliato e non utile ad abbassare la pressione fiscale” e “non era un emendamento del governo” ma solo della Lega.


Parole che certo non contribuiscono a restituire serenità alla premier, che poco dopo mezzogiorno si infila in macchina per andare proprio ai Med Dialogues, dove è previsto il suo intervento. Al suo arrivo all’hotel Rome Cavalieri ad attenderla c’è proprio Tajani: Meloni stringe freddamente la mano al suo ministro e tira dritto di fronte ai giornalisti, tenuti a distanza. Poi però, prima dell’ingresso in sala, viene di nuovo intercettata e si lascia sfuggire una battuta: “Sono schermaglie, non ci vedo nulla di particolarmente serio. Se abbiamo trovato l’accordo sul cessate il fuoco in Libano possiamo farlo pure sul canone Rai…”. La premier cerca dunque di minimizzare; dal palco parla di Mediterraneo, di Piano Mattei, di Europa, ma proprio durante l’intervento arriva la nuova brutta notizia per la maggioranza: questa volta è la Lega che si astiene su un emendamento (con governo che si era rimesso all’Aula) presentato da Claudio Lotito (Fi) e relativo alla sanità in Calabria, che quindi viene bocciato. “Non è una vendetta”, assicura a caldo – poco convinto – Tajani, che poi annulla il punto stampa previsto. Il titolare della Farnesina riappare nel primo pomeriggio alla Camera dove è atteso per il question time e di nuovo sollecitato dai giornalisti ribadisce che “ho sempre detto che non l’avremmo votato. L’ho detto prima, durante e dopo” il vertice di domenica scorsa. Intanto da Fdi si fa circolare la ricostruzione secondo cui il parere favorevole del governo sarebbe stato dato “per errore” dalla sottosegretaria al Mef (sempre di Fratelli d’Italia) Lucia Albano. Un’ipotesi che però non trova conferme da parte degli azzurri.


In serata Matteo Salvini ammette di non aver sentito Tajani (perchè “ha da fare, abbiamo da fare tutti e due”) ma di sentire tutti i giorni Meloni e cerca di minimizzare: “Non c’è nessun problema in maggioranza, abbiamo avuto 25 mesi produttivi, abbiamo davanti altri tre anni altrettanto produttivi, abbiamo smentito i gufi”. Però il ministro delle Infrastrutture e vicepremier non risparmia una ‘stoccata’ agli alleati azzurri: “Anche l’amico Berlusconi riteneva che il canone Rai fosse una tassa, una gabella da limare…”. Qui finisce la cronaca di una giornata ad alta tensione. Le voci di un vertice d’urgenza per un ‘chiarimento’ – che si sono rincorse dalla mattina – al momento non si sono concretizzate, ma tutto lascia pensare che nelle prossime ore un incontro possa essere necessario. Magari prima del Consiglio dei ministri che dovrebbe essere convocato venerdì per esaminare il decreto giustizia, rinviato lunedì scorso per l’assenza simultanea dei ministri di Forza Italia. Assenza che avrebbe celato, o meglio palesato, un disaccordo nell’esecutivo.

Ue, Mattarella: agisca con coraggio su dimensione sociale e competitività

Ue, Mattarella: agisca con coraggio su dimensione sociale e competitivitàRoma, 27 nov. (askanews) – “Se non agisce rapidamente e con coraggio per far fronte alle sfide attuali, interne ed esterne, l’Unione Europea rischia di perdere quello slancio all’innovazione e alla crescita che, oltre agli aspetti valoriali, ne costituisce un tratto essenziale. È responsabilità dei Ventisette, ma soprattutto dei Paesi fondatori, impegnarsi affinché le Istituzioni comuni assicurino un orizzonte di prosperità ai cittadini dell’Unione Europea. Per questo sono indispensabili un mercato unico connotato da una forte dimensione sociale e una politica industriale che consenta alle nostre aziende di guadagnare margini di competitività sui mercati globali”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio in occasione del terzo anniversario della firma del Trattato del Quirinale, per una riflessione su “temi di grande rilevanza dai quali dipende il futuro delle economie di Francia e Italia, oltre che dell’Europa tutta”.


Un evento, secondo il capo dello Stato, che contribuisce a “rafforzare la rete di dialogo e interconnessione tra i nostri cittadini e a forgiare, passo dopo passo, una coscienza europea comune. È questo il grande valore che Francia e Italia annettono ai ‘Dialoghi italo-francesi per l’Europa’, quale contesto di condivisione di idee sulla congiuntura presente e le prospettive del nostro Continente”.

Salvini: no problemi maggioranza, Tajani non l’ho sentito

Salvini: no problemi maggioranza, Tajani non l’ho sentitoRoma, 27 nov. (askanews) – “Non ho sentito Tajani, ha da fare, abbiamo da fare. Sento Giorgia Meloni tutti i giorni. Non c’è nessun problema in maggioranza, abbiamo avuto 25 mesi produttivi, abbiamo davanti altri tre anni altrettanto produttivi, abbiamo smentito i gufi”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e vice premier Matteo Salvini al convegno “Energia ed Europa”, a proposito della bocciatura dell’emendamento leghista per il taglio del canone.


Nella maggioranza, ha aggiunto, non succede “nulla è più che altro dibattito giornalistico, noi ministri ci occupiamo di temi molto concreti”.