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Calcio, Coppa Italia, Lecce-Sassuolo 0-2, ottavi con il Milan

Calcio, Coppa Italia, Lecce-Sassuolo 0-2, ottavi con il MilanRoma, 24 set. (askanews) – Un Sassuolo in grande spolvero regola il Lecce 2-0 a domicilio – nei sedicesimi di finale di Coppa Italia – grazie alle reti, una per tempo, dei giovani Tarik Muharemovic e Luca D’Andrea, il primo di testa al 13′, il secondo con un’imbucata mancina al 79′. Agli Ottavi della competizione coccardata, ora, la band di Fabio Grosso, attualmente terza in Serie B, sfiderà il Milan a San Siro. Il Lecce di Gotti (che utilizza un ampio turnover), ancora scosso dall’incredibile rimonta subita in campionato dal Parma, viene quindi eliminato. E, per la terza volta consecutiva, da una formazione del campionato cadetto.

Lucignano Music Festival: la prima “escape room” su Niccolò Paganini

Lucignano Music Festival: la prima “escape room” su Niccolò PaganiniRoma, 24 set. (askanews) – Un borgo duecentesco pressoché intatto nel cuore della più verde Toscana, casa del più celebre Albero della Vita di oreficeria trecentesca e di molte altre meraviglie poco frequentate; e una violinista – Irene Abrigo – di soli 36 anni ma già affermata sui migliori palchi internazionali: da questo incontro di bellezza nasce quattro anni fa un piccolo festival di musica da camera all’avanguardia per originalità di repertori e creatività divulgativa, dove in luoghi segreti di grande fascino e nel silenzio di vicoli immutati nei secoli, eccellenti cameristi danno vita a concerti preziosi e conducono sulla via della musica i giovani della GenZ con l’escape room noir dedicata a Paganini, ma anche gli anziani della casa di riposo comunale, con incursioni di note davanti alla spettacolare vista della campagna rinascimentale toscana.


Giovane, ma con già alle spalle debutti importanti come quello alla Carnegie Hall di New York nel 2016, la violinista virtuosa Irene Abrigo, al cui impegno e amore sin dall’infanzia per l’incantevole borgo medievale di Lucignano si deve quattro anni fa la nascita di questo piccolo ma ambizioso festival di grande qualità, coltiva da sempre molte passioni a latere della musica, fra cui l’impegno nel sociale con la sua associazione Pourquoipas, che collabora con istituzioni come UNHCR e il CIO, e la volontà di far incontrare culture vicine ma diverse con la sua Italian-Swiss music society, nata appositamente per lo scambio culturale tra Italia e Svizzera, sua patria d’adozione. Questo spirito di continua contaminazione tra linguaggi culturali e l’impegno nel sociale è divenuta dunque anche la cifra stilistica del Lucignano Music Festival, dove grandi cameristi della statura del violista Jürg Dähler o del violoncellista Patrick Demenga, si uniscono ad importanti realtà artistiche del territorio, come i Solisti dell’Orchestra da Camera di Perugia o l’attore e regista di cinema, teatro e televisione Francesco Bolo Rossini, sempre su impaginati di rara originalità, in cui grandi classici come Paganini, Schubert, Piazzolla, Prokofiev o Debussy dialogano con compositori contemporanei di solida fama internazionale ma quasi mai rappresentati in Italia, come la finlandese Grammy Award Kaija Saariaho, il violoncellista e compositore già eseguito alla Philharmonie di Berlino Alfred Felder, o pagine storiche assai rare come quelle dell’ottocentesca violinista e compositrice svedese Amanda Maier, morta a soli 41 anni e il cui catalogo completo delle composizioni non è ancora stato indagato, o il settecentesco inglese Joseph Gibbs.


Il Lucignano Music Festival è dunque da quattro anni un piccolo cenacolo di grandi artisti – tra cui vale ricordare anche il chitarrista Giampaolo Bandini, il bandoneon di Cesare Chiacchiaretta, i pianisti Massimiliano Génot e Hiroko Sakagami – uniti per giorni in uno dei borghi fortificati medievali meglio conservati d’Italia, la cui caratteristica struttura ellittica a strade anulari concentriche sembra già di per sé metafora di raccoglimento ed accoglienza, quasi come in una moderna rinascita del ritiro del Decameron. E nell’abbraccio ideale delle antiche mura, nel cuore di un paese toscano ancora ricco di vita sociale vera e non semplice vetrina per il nuovo over tourism imperante, gli artisti vivono e fanno musica a fianco dei cittadini, tanto da portare le prove proprio nel cuore della tradizione e della memoria lucignanese, come la casa di riposo per anziani sita in un bellissimo palazzo del centro storico e aperta, grazie ad una panoramica terrazza, sulla natura rinascimentale della valle; o chiudendo il concerto finale con una rustica cena sociale in uno dei ristoranti storici del borgo o ancora trasformando l’escape room dedicata a Paganini e già sperimentata con successo dalla sua ideatrice Irene Abrigo in Svizzera, in una vera scoperta dei tanti tesori nascosti e poco conosciuti di questa cittadina così ricca di storia, tradizioni ed arte da farla competere con centri di ben maggiori dimensioni e fama. L’escape room paganiniana, che vedrà anche molti momenti di musica del violinista del diavolo eseguiti dalla virtuosa Abrigo sul suo prezioso Guadagnini 1758, si svolgerà in doppio appuntamento quotidiano, in italiano ed in inglese, per ben tre giorni da giovedì 26 a sabato 28 settembre e sarà dunque un momento di gioco noir per grandi, piccini e famiglie, in cui al fascino immortale del misterioso Paganini si uniranno scoperte davvero inedite.

L’Uefa toglie la finale Champions 2027 a Milano (il Comune non dà garanzie)

L’Uefa toglie la finale Champions 2027 a Milano (il Comune non dà garanzie)Milano, 24 set. (askanews) – “Poiché il Comune di Milano non poteva garantire che San Siro e i suoi dintorni non sarebbero stati interessati dai lavori di ristrutturazione, si è deciso oggi di riaprire il processo di candidatura per la finale” della Champions League del 2027. Lo ha scritto la Uefa in una nota, revocando l’assegnazione a Milano della gara, dopo la riunione del Comitato esecutivo a Praga. La decisione sul nuovo Paese ospitante, ha aggiunto la Uefa, è attesa tra maggio e giugno 2025. Nei giorni scorsi il Comune di Milano, proprietario dello stadio, ha incontrato i vertici di Inter e Milan che hanno bocciato la proposta di ristrutturare il Meazza sulla base di uno studio fatto da Webuild. I club hanno invece manifestato l’intenzione di voler lavorare insieme all’ipotesi di un nuovo impianto da realizzare nell’area di San Siro.

Il Papa: si rischia un allargamento dei conflitti. Stiamo già distruggendo il mondo

Il Papa: si rischia un allargamento dei conflitti. Stiamo già distruggendo il mondoCittà del Vaticano, 24 set. (askanews) – “Abbiamo bisogno di pregare per la pace. Il rischio che i numerosi conflitti invece di cessare si allarghino pericolosamente è più che concreto. Faccio mio il vostro grido e quello dei tanti colpiti dalla guerra e lo rivolgo ai responsabili della politica: ‘Fermate la guerra! Fermate le guerre!’ Stiamo già distruggendo il mondo! Fermiamoci finché siamo in tempo!”. Lo ha detto Papa Francesco in un messaggio inviato ai partecipanti all’Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, in corso a Parigi.


Il Papa ha voluto ricordare il primo incontro di preghiera per la pace indetto da Giovanni Paolo II ad Assisi. “Sono passati 38 anni dal lontano 1986 quando fu celebrato il primo incontro di preghiera per la Pace. – ha detto – Molti eventi hanno segnato la storia del mondo da quel momento: il crollo del muro di Berlino, l’inizio del terzo millennio, la crescita di fondamentalismi e i numerosi conflitti che si sono abbattuti sul pianeta, assieme alle incredibili sfide del cambiamento climatico, dell’avvento delle tecnologie emergenti e convergenti e delle pandemie che hanno colpito l’umanità”, ha ricordato nel suo messaggio. Tutti eventi che dimostrano come “siamo nel mezzo di un ‘cambiamento d’epoca’ di cui non conosciamo ancora le prospettive”. Anche per questo, ha concluso papa Francesco, proprio “lo ‘Spirito di Assisi’ è una benedizione per il mondo, per questo nostro mondo che ancora oggi è lacerato da troppe guerre, da troppa violenza. Questo ‘spirito’ deve soffiare ancor più forte nelle vele del dialogo e dell’amicizia tra i popoli”.

Fs, Donnarumma: no quotazione stiamo studiando ingresso privati

Fs, Donnarumma: no quotazione stiamo studiando ingresso privatiBerlino, 24 set. (askanews) – Non c’è un progetto di quotazione delle Fs. Lo ha detto l’ad di Fs, Stefano Donnarumma, in una conferenza stampa a Innotrans, la fiera mondiale del trasporto ferroviario in corso a Berlino, aggiungendo che si sta invece studiando la possibilità di aprire il capitale a privati, con una quota comunque di minoranza.


“No i tempi sono lunghi per fare cose del genere”, ha detto Donnarumma, rispondendo alla domanda se il gruppo sia pronto alla quotazione. “Non c’è un progetto di quotazione – ha specificato -. Stiamo studiano la maniera di poter condividere il capitale anche ai privati, C’è da indentificare un perimetro, dobbiamo capire se è praticabile, capire se c’è una parte che possa essere condivisa anche con l’immissione di quote da privati. Sarebbe comunque un progetto per la minoranza”. “Se dovessi essere io a dovermerne occupare, fino ad oggi io non ho un progetto – ha concluso aggiungendo che per il progettoci vorrebbero due anni -, io lo farei solamente a determinate condizioni che blindassero la società da qui a prossimi anni”.

Cittadinanza, raggiunto il quorum di 500.000 firme per il referendum

Cittadinanza, raggiunto il quorum di 500.000 firme per il referendumMilano, 24 set. (askanews) – La raccolta firme online per la richiesta di referendum che mira a modificare la normativa per ottenere la cittadinanza italiana da parte di un cittadino straniero residente nel territorio della Repubblica, aperta il 6 settembre, ha raggiunto il quorum richiesto. In base ai dati pubblicati dalla piattaforma del ministero della Giustizia le firme digitali raccolte finora sono infatti più di 510.000. Il quesito punta a dimezzare da 10 a 5 gli anni di residenza legale in Italia richiesti per poter avanzare la domanda di cittadinanza.

Al via da Palermo il tour “Il concerto che vorrei”, live inclusivo

Al via da Palermo il tour “Il concerto che vorrei”, live inclusivoRoma, 24 set. (askanews) – Un’esperienza musicale inclusiva, senza discriminazioni di genere, che sappia tutelare ogni forma di disabilità e diversità. Un live accessibile, che possa dare a tutte e tutti – allo stesso modo – un’identica opportunità di fruizione e condivisione. Nasce con questi presupposti “Il concerto che vorrei”: il percorso che per la prima volta coinvolge insieme pubblico, artisti e addetti ai lavori per progettare e cambiare concretamente l’approccio dentro e fuori dal palco.


Ideato da KeepOn LIVE – la rete associativa di spazi di musica dal vivo – “Il Concerto che vorrei” è realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, il supporto di Equaly (la prima realtà italiana a occuparsi di uguaglianza di genere nell’industria musicale); Uildm (associazione di riferimento per le persone con distrofie e altre malattie neuromuscolari); CSV Milano (agente di sviluppo del volontariato e della cittadinanza attiva); Revelland e BAM! Strategie Culturali. Un lavoro durato due anni che ha analizzato, attraverso questionari e interviste, le diverse esigenze degli attori in campo e vuole oggi realizzare un concerto ideale ma non utopico, offrendo soluzioni concrete e basate su tre pilastri: diversity, ovvero una programmazione e una divulgazione comunicativa inclusiva; gender equality nella programmazione, nei ruoli professionali e nella divulgazione comunicativa; disabilità, ovvero l’accessibilità degli spazi e l’adozione di un codice comportamentale inclusivo.


Un progetto che prende forma in anteprima giovedì 26 settembre alle ore 22 presso I Candelai di Palermo e prosegue al Dumbo di Bologna venerdì 11 e sabato 12 ottobre durante il Robot Festival (grazie all’impegno dell’associazione SHAPE); al Monk di Roma giovedì 17 ottobre; e si chiude presso La Santeria di Milano, nell’ambito della Milano Music Week di novembre (la data verrà annunciata nei prossimi giorni). Nel capoluogo siciliano, per la tappa inaugurale, si accendono così i riflettori su un live multidisciplinare e sperimentale che chiude l’edizione 2024 del meeting annuale KeepOn LIVE FEST. Sul palco il duo electro-pop olandese CUT nell’ambito di Revelland (2023 – 2025), la rete europea collaborativa determinata a creare spettacoli accessibili. Un’iniziativa già approdata su palchi prestigiosi come lo Sziget Festival (Ungheria), ESNS (Paesi Bassi), Roskilde (Danimarca) e presentata qui per la prima volta in Italia. I CUT sono Sebastiaan Dutilh e Belle Doron, e vanno in scena con “The Ritual”: un’esperienza immersiva e multisensoriale guidata da una “voce divina” che attraversa il gusto, l’olfatto e il tatto, per creare un forte legame emotivo nel pubblico. Li anticipano gli italiani One eat One, la prima band di musica elettronica al mondo composta da persone normodotate e persone con disabilità: un’entità unica e ben amalgamata abituata a fondere le singole personalità e caratteristiche come fanno nel loro sound tra riff di chitarra, ritmi minimalisti e melodia. Apre la serata Giorgina Lo Nardo, artista e performer LIS di Palermo già sul palco con i Pinguini Tattici Nucleari.


Un primo live realizzato per evidenziare alcune delle caratteristiche che dovrebbe avere “Il concerto che vorrei”: attenzione e cura della programmazione musicale e una comunicazione che non promuova solo l’utilizzo di foto o immagini rappresentative della maggioranza, includendo anche persone non caucasiche o con disabilità fisiche. Per le persone con disabilità, da rivedere l’area “recintata” lontana dal palco e dai propri amici, l’obbligo di avere un accompagnatore o perfino, in alcuni casi, la richiesta del 100% di invalidità per poter usufruire di spazi e servizi dedicati. È emersa poi l’importanza della formazione dello staff, l’esigenza che il personale sia adeguatamente formato tanto nell’accoglienza quanto nell’eventuale gestione di situazioni delicate. Rilevante anche la questione trasporti: ci si sente più al sicuro se esiste una rete di mezzi pubblici per raggiungere la venue, un servizio navette o una stazione taxi; mentre nel caso di parcheggi auto, servirebbero ben illuminati e controllati. “Il concerto che vorrei” vuole scardinare l’assunto che alcuni cambiamenti siano troppo difficili in termini di spesa economica, tempo, competenze e risorse umane, dimostrando che concerti come questo di Palermo, anziché essere fonte di preoccupazione, possano al contrario stimolare un nuovo approccio e generare soddisfazione tanto nel team di chi lavora nella musica quanto nel pubblico.

Papa: guai a chi cerca di trascinare Dio nel prendere parte a guerre

Papa: guai a chi cerca di trascinare Dio nel prendere parte a guerreCittà del Vaticano, 24 set. (askanews) – “Dobbiamo allontanare dalle religioni la tentazione di diventare strumento per alimentare nazionalismi, etnicismi, populismi. Le guerre si inaspriscono. Guai a chi cerca di trascinare Dio nel prendere parte alle guerre!”. E’ quanto ha intimato oggi Papa Francesco nel corso di un messaggio da lui inviato a fedeli e responsabili di diverse religioni riuniti a Parigi per un Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace, organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio.


Francesco ha poi affermato che “compito urgente delle religioni è favorire visioni di pace, come state mostrando in questi giorni a Parigi. Uomini e donne di cultura e di fede diverse avete sperimentato – ha poi aggiunto – la forza e la bellezza della fraternità universale. È questa la visione di cui ha bisogno il mondo, oggi. Vi esorto a continuare: siate artigiani di pace. Se in tanti continuano a fare la guerra, tutti possiamo lavorare per la pace”. Francesco ha, quindi chiesto ai credenti ed ai loro responsabili di “immaginare la pace”. “C’è bisogno di incontrarsi, di tessere legami fraterni e di lasciarsi guidare dall’ispirazione divina che abita ogni fede, per immaginare assieme la pace tra tutti i popoli. – ha detto – Abbiamo bisogno di spazi per dialogare e agire insieme per il bene comune e la promozione dei più poveri”.


“Sì, – ha quindi concluso – in un mondo che rischia di frantumarsi nei conflitti e nelle guerre, il lavoro dei credenti è prezioso per mostrare visioni di pace e favorire ovunque nel mondo la fraternità e la pace tra i popoli”.

La chitarra di Ed Sheeran all’asta per l’ospedale di Massa Carrara

La chitarra di Ed Sheeran all’asta per l’ospedale di Massa CarraraRoma, 24 set. (askanews) – Un’asta che regalerà “note di solidarietà”. La chitarra di Ed Sheeran sarà venduta su Catawiki e il ricavato andrà in beneficenza all’Ospedale del Cuore “G. Pasquinucci” di Massa Carrara. E’ l’ultima impresa di Damiano Cavadi, content creator romano che riesce da anni ad avvicinare star mondiali per farsi autografare gli oggetti piu’ disparati. Lo abbiamo visto impugnare trionfante la racchetta di Sinner, far autografare a Shakira la portiera di un’automobile, a Dustin Hoffman l’iconico uncino dell’omonimo Capitano interpretato dall’attore e a Russel Crowe l’elmo de “Il gladiatore”. Il suo video di Messi che dal finestrino di un’auto gli firma una maglia (dopo 10 giorni di appostamento e inseguimenti) ha ottenuto 3 milioni di mezzo di visualizzazioni. Da Papa Francesco ricevette in dono la papalina tra la folla di Piazza San Pietro.


L’ultima avventura di Damiano si arricchisce però di un sapore speciale: partito alla volta di Lucca per assistere al concerto di Ed Sheeran si porta con sé una chitarra della sua collezione “Sheeran Guitars Mathematics Tour” e riesce ad infiltrarsi nel backstage. Anche questa volta la missione è compiuta: Ed Sheeran firma con dedica la chitarra e aderisce ufficialmente ad un’iniziativa proposta da Damiano. In accordo con l’artista inglese lo strumento autografato verrà messa all’asta sulla piattaforma Catawiki e l’intero guadagno (al netto delle spese vive documentate sostenute da Damiano) sarà devoluto all’Ospedale del Cuore “G. Pasquinucci” di Massa Carrara, un centro di alta specialità interamente orientato alla diagnosi, alla cura e al trattamento delle patologie cardiovascolari per pazienti neonatali, pediatrici e adulti. L’asta verrà aperta il 27 settembre ’24 e terminerà il 13 ottobre.

”Brotti!”, nuovo concept multimediale di Manuela Zero e Davide Santi

”Brotti!”, nuovo concept multimediale di Manuela Zero e Davide SantiRoma, 24 set. (askanews) – Si intitola Brotti! E non ridere che sei come loro il nuovo concept multimediale (disco, spettacolo teatrale e cortometraggio) ideato scritto e composto da Manuela Zero e Davide Santi, direttore artistico del progetto.


Brotti! e non ridere che sei come loro traduce in musica parole e immagini, con un linguaggio nuovo, “infantile” e cinematografico, le storie di otto esseri umani storti, buffi, brutti e rotti che raccontano, senza pregiudizi, diversi aspetti critici della società. Uno sguardo al dolore che a volte può trasformare la vita delle persone rivelandone però la straordinaria forza d’animo. Due anni fa, Manuela Zero e Davide Santi si incontrano ed insieme realizzano l’album Brotti! E non ridere che sei come loro!. Trasformano poi il disco in uno spettacolo teatrale e in un cortometraggio prodotto dal giovane Amerigo Biadaioli. Ogni elemento di questo concept, dalla scrittura alle musiche, dalla fotografia alla regia, dai costumi al trucco ed alla scenografia, è stato creato esclusivamente dai due artisti.


Brotti! (brutti e rotti): i Brotti, spezzati e isolati nel cerchio del loro dolore, si raccontano con gusto tragicomico affrontando temi radicati nella nostra società quali l’amore tossico, la solitudine, il pregiudizio e la violenza. Maschere grottesche e senza tempo che vivono intensamente la meraviglia dei sentimenti umani. “Durante gli ascolti al buio io e Davide ci siamo resi conto di quanto tutti, dai più grandi ai più piccoli, possono riconoscersi in questo lavoro: la solitudine di una vecchia, gli amori tossici, il disagio infantile di Camilla che non sa piangere o di Nina che vive in carcere con sua madre, la violenza di un padre sul figlio … Brotti! è un tuffo, un viaggio nell’abisso e ritorno, un’esperienza. E’ la prova che l’arte in ogni sua forma espressiva non può sottostare a regole ed etichette, che bisogna avere il coraggio di creare liberamente”, sottolinea Manuela Zero.


“La produzione musicale di Brotti! è interamente orientata a esaltare le parole e dare spazio alla recitazione, utilizzando pochi elementi ricorrenti e costanti. Con sonorità retrò, la loro musica diventa un inno al periodo d’oro del cantautorato d’autore”, conclude Davide Santi.