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Patto di stabilità, Gentiloni soddisfatto dal voto dell’europarlamento

Patto di stabilità, Gentiloni soddisfatto dal voto dell’europarlamentoStrasburgo, 23 apr. (askanews) – Il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, ha espresso oggi a Strasburgo “soddisfazione per l’approvazione delle nuove regole del Patto di stabilità e di crescita, che migliorano le regole attuali”, perché nonostante sia stato influenzato dalla forte spinta verso le posizioni più rigide dei tedeschi, è rimasta buona parte dell’impostazione originale della Commissione europea, e comunque; e quanto all’astensione del Pd è “un fatto di politica interna”, ha commentato.


“Naturalmente – ha detto il commissario incontrando la stampa italiana dopo il voto – sappiamo che si tratta di un compromesso, sappiamo che la questione è da sempre una delle questioni più complicate e più controverse a livello europeo; ma aver raggiunto questo compromesso e poterlo varare con il voto finale di oggi a larghissima maggioranza del Parlamento europeo è molto positivo”. “Positivo – ha continuato – anche perché questo compromesso conserva alcuni degli aspetti fondamentali della proposta della Commissione, pur modificandola, ovviamente: in primo luogo una maggiore gradualità nei percorsi di aggiustamento di bilancio; in secondo luogo la possibilità, anzi l’impegno per ciascun paese a disegnare il proprio percorso di riforme, investimenti e prudenza di bilancio nei prossimi quattro sette anni; e in terzo luogo, e questo grazie anche al contributo del Parlamento europeo, uno spazio certamente maggiore per gli investimenti, rispetto alle regole esistenti. Si tratta in particolare di investimenti legati alla difesa, investimenti legati al cofinanziamento di fondi europei, investimenti legati alle nostre grandi priorità come Unione europea”.


“Per l’Italia – ha indicato Gentiloni – questo naturalmente vuol dire che abbiamo di fronte una doppia sfida: da un lato la sfida di politiche di bilancio prudenti, che sono indispensabili per un paese con un deficit e un debito così alti; ma al tempo stesso la sfida continua a continuare con investimenti pubblici che sostengano la crescita e sostengono la nostra economia. Qui naturalmente – ha aggiunto – ci soccorrono le nuove regole di bilancio, ma ci soccorre anche il Pnrr, la grande disponibilità delle risorse del Pnrr”. “Quindi direi una buona giornata, che rende il nostro Patto di stabilità forse un po più intelligente”, ha sottolineato il commissario, con riferimento alla famosa battuta di Romanoo Prodi, che da presidente della Commissione definì il Patto “stupido”.


A un giornalista che faceva notare che il Pd si è astenuto, Gentiloni ha risposto: “Si è astenuto mi sembra, immagino, più per ragioni di politica interna”. E a chi chiedeva se pensi che sull’astensione di quasi tutti gli eurodeputati italiani abbia influito la vicinanza della delle elezioni, ha replicato: “Questo non so dire” e ha aggiunto ironicamente: “Abbiamo unito la politica italiana. Questo è un fatto”. Quanto all’influenza dell’approccio più rigido di stampo tedesco sulla riforma del Patto, il commissario ha negato che abbia “prevalso”, e ha osservato: “Direi che la proposta è stata modificata anche perché c’è stata una forte spinta in quella direzione. Però nell’insieme si è arrivati a un compromesso che, come dicevo, mantiene molti degli elementi fondamentali della proposta della Commissione”.


“Credo – ha spiegato Gentiloni – che dobbiamo sempre ricordarci che tutto questo avviene non in una situazione di mancanza di regole di bilancio, come è stata la situazione del 20 marzo 2020 alla fine del 2023, quando noi abbiamo avuto effettivamente quasi quattro anni in cui erano sospese le regole di bilancio europee, e in cui quindi ciascun paese poteva fare le sue scelte. Siamo ovviamente tutti consapevoli che un’unione monetaria che condivide la stessa moneta deve avere delle regole di bilancio comune. Quelle che sono state oggi approvate sono certamente migliori di quelle esistenti. Esistenti, non precedenti – ha puntualizzato -, perché dal primo gennaio quelle precedenti sono rientrate in vigore”. “Quindi – ha sintetizzato il commissario – il messaggio è molto semplice: le regole che oggi il Parlamento europeo ha definitivamente approvato sono migliori perché più flessibili, perché più aperte agli investimenti, perché danno più autonomia ai singoli paesi rispetto a quelle esistenti”. A un giornalista che chiedeva se l’Italia, con un deficit al 7,4% nel 2023, avrà più problemi degli altri paesi, Gentiloni ha poi risposto che “certamente chi ha il deficit più alto ha una sfida più complicata; ma detto questo, con le regole esistenti la sfida sarebbe forse molto molto difficile da attuare. Con le nuove regole sarà più compatibile”. La Commissione, gli è stato chiesto a questo punto, avvierà procedure per deficit eccessivo per gli 11 paesi con un deficit oltre il 3% del Pil, dopo i dati definitivi pubblicati ieri da Eurostat per il 2023? “Le decisioni sulle procedure di deficit eccessivo – ha confermato – saranno prese quando presenteremo il pacchetto di primavera” del semestre europeo, “e questo sarà il 19 giugno. Naturalmente guardando i dati di Eurostat si può avere una buona anticipazione delle decisioni potenziali. Ma le vere decisioni arriveranno solo nella seconda metà di giugno”. Infine, riguardo ai nuovi “piani di medio termine” che gli Stati membri dovranno presentare secondo le nuove regole approvate oggi, il commissario ha precisato che “le nostre richieste agli Stati membri sono di presentarli entro il 20 settembre. Ma sappiamo che questo è la prima volta, e che ci sarà un certo grado di flessibilità”, precisando poi che la flessibilità è da intendere “rispetto alla scadenza, non al contenuto” dei piani. “Ma la decisione di cominciare a dare attuazione alle nuove regole nel 2025 è stata una decisione presa, e largamente condivisa, dagli Stati membri. Quindi non è qualcosa che è stata imposta dalla Commissione agli Stati membri. Se si vuole cominciare ad applicare le nuove regole il prossimo anno – ha concluso Gentiloni -, bisogna che ci siano dei piani di medio termine quest’autunno”.

Meloni: inaccettabile l’attacco alle forze dell’ordine durante un corteo a Torino

Meloni: inaccettabile l’attacco alle forze dell’ordine durante un corteo a TorinoRoma, 23 apr. (askanews) – “Solidarietà alle Forze dell’ordine per l’ennesimo e inaccettabile attacco da parte di centri sociali e collettivi”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, spiegando che “questa mattina sette agenti sono rimasti contusi a Torino a seguito del tentativo da parte di un violento gruppo di attivisti di sfondare un cordone di polizia nei pressi del Castello del Valentino”.


“Condanniamo con fermezza quanto accaduto, lo Stato è accanto di chi difende la libertà e la sicurezza di tutti i cittadini”, sottolinea la premier.

Le opposizioni chiedono che Meloni riferisca in aula sul caso Scurati

Le opposizioni chiedono che Meloni riferisca in aula sul caso ScuratiRoma, 23 apr. (askanews) – Le opposizioni chiedono che la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, riferisca in aula alla Camera sul caso Scurati.


“Cresce lo sconcerto in Italia e fuori dall’Italia sulla censura a Scurati: chiediamo alla premier Giorgia Meloni e al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti di riferire alla Camera. Ricordo che tramite il Mef il governo è azionista della Rai. Chiediamo che la commissione di Vigilanza Rai metta in atto tutte le iniziative di competenza per chiarire”, ha detto il deputato Pd Andrea De Maria prendendo la parola in aula. “Nell’antifascismo – ha aggiunto – ci sono le radici della nostra libertà: si avvicina il 25 aprile, ci aspettiamo che chi governa, avendo giurato sulla Costituzione, dica parole nette e chiare sul valore dell’antifasciasmo e sulle responsabilità storiche del fascismo”. Anche Elisabetta Piccolotti, deputata di Avs, ha chiesto che “la presidente del Consiglio venga in aula: chiarisca e pronunci la parola ‘antifascista’ perché rappresenta la nostra Repubblica, la nostra Costituzione”. Anche Riccardi Ricciardi (M5s) ha preso la parola per chiedere “un’informativa alla Meloni: le bastava dire ‘sì, sono antifascista’. Le avremmo fatto tutti un plauso”. Alla richiesta di un’informativa del governo si è associata anche Azione con Valentina Grippo.

Lombardia Film Commission, in appello 4 anni e 6 mesi al tesoriere della Lega

Lombardia Film Commission, in appello 4 anni e 6 mesi al tesoriere della LegaRoma, 23 apr. (askanews) – Quattro anni e 6 mesi di carcere per il tesoriere della Lega, Alberto di Rubba, e 3 anni di carcere per l’ex contabile del Carroccio Andrea Manzoni: si è chiuso così il processo d’appello sul caso di Lombardia Film Commission. I giudici della Corte d’Appello di Milano hanno ridotto le pene stabilite nel primo grado di giudizio (che portò alla condanna a 5 anni di Di Rubba e a 4 anni e 4 mesi di Manzoni), confermando le imputazioni di peculato e turbata libertà nella scelta del contraente. Il caso giudiziario riguarda l’operazione che a fine 2017 portò Lombardia Film Commission, fondazione regionale per la promozione del patrimonio cinematografico lombardo allora presieduta da Di Rubba, a spendere 800 mila euro di fondi pubblici per l’acquisto di un capannone di Cormano dove trasferire la sede legale e operativa della società. Una compravendita effettuata “a prezzi gonfiati” secondo l’accusa: lo stesso capannone era infatti stato acquistato 11 mesi prima per 400 mila euro dalla società Andromeda, riconducibile al commercialista Michele Scillieri (titolare dello studio dove nel 2017 venne domiciliato il movimento “Lega per Salvini premier”) e fu poi rivenduto a Lombardia Film Commission a un prezzo raddoppiato. Soddisfazione dall’avvocato Marco Del Toso, legale di parte civile per il Comune di Milano: “Nonostante la riduzione delle pene, la Corte d’Appello ha confermato la piena responsabilità degli imputati per gravissimi reati contro la pubblica amministrazione” ‘, commenta il legale interpellato da askanews.

Eataly entra nella famiglia del Giro d’Italia come sponsor maglia bianca

Eataly entra nella famiglia del Giro d’Italia come sponsor maglia biancaMilano, 23 apr. (askanews) – Eataly entra a far parte della famiglia del Giro d’Italia come top sponsor della Maglia bianca, destinata al miglior giovane. A presentare l’accordo, nella la sede di Eataly Milano Smeraldo, Urbano Cairo, presidente di Rcs MediaGroup, e Andrea Cipolloni, group Ceo di Eataly.


“Da sempre Eataly porta l’Italia nel mondo attraverso il cibo di alta qualità: per questa ragione ci sembra una grandissima opportunità realizzare una partnership con la manifestazione sportiva italiana più famosa nel mondo – ha detto Cipolloni – Essere sulla maglia dedicata al vincitore della classifica dei giovani è ulteriore motivo di grande soddisfazione perché la Maglia Bianca è un premio, e al contempo un augurio, per un futuro di successi”. “Diamo il benvenuto nella grande famiglia del Giro a Eataly, un brand internazionale che proprio come il Giro d’Italia è un messaggero del made in Italy – ha aggiunto Urbano Cairo, presidente di Rcs MediaGroup – Da sempre, infatti, Eataly porta in giro per il mondo l’eccellenza dell’enogastronomia italiana mettendo l’accento sulle qualità dei prodotti italiani, sulla loro autenticità e sulle caratteristiche peculiari che rendono il settore food italiano il numero uno a livello globale. La Maglia Bianca è il simbolo della gioventù ed è stata vestita negli anni da corridori promettenti che negli anni si sono consacrati a grandi campioni su palcoscenici prestigiosi. Siamo certi che questa partnership possa portare grande visibilità e grandi risultati ad entrambe le aziende”. Oltre alla presenza come top sponsor sulla Maglia Bianca, Eataly porta il Giro in tutti i suoi punti vendita esponendo la maglia. In questa edizione, inoltre, una collana di 21 video ricette quante sono le tappe del Giro d’Italia proporrà un piatto, pensato dagli chef di Eataly, che rimanda alla tradizione e al legame con il territorio.


La sera del 4 maggio, dopo l’arrivo della prima tappa del Giro d’Italia, Eataly Torino Lingotto ospita il Bike Business Forum evento in cui si parla di bike economy ed eccellenze italiane nel mondo, mentre a fine Giro, il 27 maggio, Eataly Roma Ostiense ospita la presentazione dei vincitori delle quattro Maglie, gran finale di uno degli appuntamenti più attesi, anche a livello internazionale.

Libri, “Verso le stelle. 150 canzoni per sentirsi vivi” di Ernesto Assante

Libri, “Verso le stelle. 150 canzoni per sentirsi vivi” di Ernesto AssanteRoma, 23 apr. (askanews) – Rai Libri presenta “Verso le stelle. 150 canzoni per sentirsi vivi”, di Ernesto Assante.


Da “Heroes” di David Bowie a “Now And Then” dei Beatles, passando da brani indimenticabili come “Il cielo in una stanza” (Mina), “Bohemian Rhapsody” (Queen), “Start Me Up” (Rolling Stones), “E la luna bussò” (Loredana Berté) e tantissimi altri. Capolavori che hanno segnato e segnano le nostre esistenze, un viaggio musicale e delle emozioni che unisce 150 stelle sotto lo stesso cielo. “Come in una mostra ho scelto alcuni brani che possono, ognuno per il proprio specifico motivo, colpire la vostra curiosità – aveva scritto l’autore -. Ne avrei potuti scegliere altrettanti, o dieci volte tanti, questa non è una lista del “meglio”, nemmeno l’elenco delle mie “canzoni preferite”, neanche di quelle che conosco di più. È una “mostra sull’arte della canzone” e sulle sue infinite declinazioni, su come questi brani possano essere parte di una storia più grande, addirittura quella dell’umanità, e di storie piccine e insignificanti, rispetto al grande gioco dell’universo, come le nostre”.


“Verso le stelle” di Ernesto Assante, edito da Rai Libri, è in vendita nelle librerie e negli store digitali. Ernesto Assante, recentemente scomparso, è stato giornalista e critico musicale di Repubblica, e in più di quarant’anni di carriera ha pubblicato circa una trentina di libri. Tra gli altri ricordiamo: Reggae, La grande storia del rock, Le leggende del rock, Masters of Rock Guitar (con prefazione di Adrian Belew e introduzione di Joe Satriani). Insieme a Gino Castaldo ha scritto, tra gli altri, Genesi, Blues, Jazz, Rock, Pop, 33 dischi senza i quali non si può vivere e Lucio Dalla. Tra le sue ultime pubblicazioni ci sono i libri su Lucio Battisti e Bruce Springsteen.

Aborto,al via esame Senato dl Pnrr: nel tardo pomeriggio voto fiducia

Aborto,al via esame Senato dl Pnrr: nel tardo pomeriggio voto fiduciaRoma, 23 apr. (askanews) – Al via nell’aula del Senato l’esame del disegno di legge di conversione del cosiddetto decreto Pnrr: decreto legge 2 marzo 2024, n. 19, “recante ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. La commissione Bilancio non ha concluso i lavori sul provvedimento, che approda in aula senza il mandato al relatore e sul quale è previsto che il Governo ponga la questione di fiducia sul testo già approvato dalla Camera. La chiama dei senatori, secondo quello che riferiscono fonti parlamentari, dovrebbe aver luogo a partire dalle 18.30 circa.

Fdi si è astenuto sul nuovo patto di Stabilità approvato all’europarlamento

Fdi si è astenuto sul nuovo patto di Stabilità approvato all’europarlamentoMilano, 23 apr. (askanews) – “La delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo si è astenuta sul voto sulla riforma del Patto di Stabilità. Riteniamo infatti che sebbene il testo sia stato migliorato rispetto alla proposta iniziale grazie al lavoro del Governo italiano, esso presenti ancora alcuni punti critici fortemente voluti dai cosiddetti Paesi frugali, come la salvaguardia di sostenibilità del debito che comporterà meno flessibilità di quella attesa, nei prossimi anni”. Così in una nota il copresidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo Nicola Procaccini e il capodelegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles Carlo Fidanza e l’eurodeputato di FdI Denis Nesci componente della commissione Econ.


“Per fortuna il Governo italiano è riuscito a inserire nel Patto lo scorporo del cofinanziamento e la clausola transitoria, che consentono nel primo ciclo di applicazione, di attenuare o rinviare parzialmente le correzioni di bilancio richieste. Complessivamente, la riforma del Patto manca di quel coraggio indispensabile a cambiare un modello economico ancora troppo legato all’austerity. Sarà priorità del nostro impegno, nella prossima legislatura, lavorare come maggioranza di centrodestra, ad una modifica sostanziale del Patto, che tenga conto delle esigenze finanziarie degli Stati membri attraverso un approccio che vada nella direzione di una maggiore flessibilità”, concludono.

Fondazione Crt, il presidente Fabrizio Palenzona si è dimesso

Fondazione Crt, il presidente Fabrizio Palenzona si è dimessoMilano, 23 apr. (askanews) – Il presidente della Fondazione Crt, Fabrizio Palenzona, si è dimesso. Lo confermano fonti vicine all’ente torinese che fanno riferimento a una lettera di dimissioni inviata dallo stesso Palenzona al collegio sindacale e al vice presidente vicario della Fondazione Crt, Maurizio Irrera. Nella lettera, a quanto trapela, Palenzona esprimerebbe il proprio “rammarico” di fronte al clima venutosi a creare in consiglio negli ultimi mesi, affermando di aver vissuto “con spirito di servizio” il proprio incarico, accettato peraltro “senza ricevere un compenso”. Ieri si era dimesso il segretario generale della Fondazione Crt, Andrea Varese, sostituito ad interim da Annapaola Venezia. Palenzona era stato nominato presidente dell’ente proprio un anno fa, nell’aprile 2023.

Crollo di 25 gradi, l’Italia ripiomba in inverno (e Milano riaccende i riscaldamenti)

Crollo di 25 gradi, l’Italia ripiomba in inverno (e Milano riaccende i riscaldamenti)Roma, 23 apr. (askanews) – Pieno inverno in primavera con un tracollo termico di 25 gradi in 8 giorni: domenica 14 aprile il termometro aveva raggiunto i 33 gradi all’ombra al Nord, lunedì 22 aprile in Pianura Padana ecco le massime ben sotto i 10 gradi.


Anche se i colpi di coda invernali rientrano nella normalità – come spiega Lorenzo Tedici, meteorologo del iLMeteo.it – sorprende l’estrema intensità del raffreddamento, decisamente marcato e non così frequente anche nelle mezze stagioni. Le aree polari e artiche, alla fine della lunga notte invernale, si presentano ancora molto fredde e sottozero, anche ad aprile, e possono influire sul clima europeo di primavera. Quest’anno, tra l’altro, la Scandinavia ha vissuto lunghi periodi gelidi e da record di freddo: -44,3 gradi il 5 gennaio 2024 in Finlandia e -23 gradi anche in piena città ad Oslo, tanto per citare due esempi evidenti. E nelle ultime settimane un po’ di questo freddo polare invernale è riuscito a resistere e, successivamente, a scendere di latitudine verso l’Italia, così l’irruzione scandinava ha portato la neve in collina, il termometro ad una singola cifra, il ritorno dei vestiti pesanti e delle tradizioni da pieno inverno. E il freddo continuerà per altre 48 ore, estendendosi anche verso il Centro e poi verso il Sud. Nelle prossime ore toccherà a tutto il Centro vivere una fase più rigida con altre nevicate sugli Appennini localmente sotto i 1000 metri. Il maltempo colpirà soprattutto il Triveneto con copiose nevicate sulle Alpi, tutto l’Appennino centro settentrionale con altri fiocchi, mentre le piogge bagneranno il Centro-Nord compresa la Sardegna fino a coinvolgere parte del Sud tirrenico in giornata. Le temperature massime più alte sono previste in Sicilia con 26 gradi, ultimo baluardo di resistenza all’affondo scandinavo. Baluardo che però crollerà: mercoledì 24 aprile il crollo termico raggiungerà anche il meridione. La massima scenderà sotto i 20 gradi ovunque con un calo anche di 10 gradi, ad esempio, a Siracusa si passerà da 26 a 16 come se niente fosse. La neve cadrà ancora sugli Appennini e al Nord-Est, mentre al Nord-Ovest è attesa una tregua strutturata: in giornata prevarranno le schiarite e, se al mattino farà freddo con diffuse e pericolose gelate tardive, durante il giorno toccheremo i 17-18 gradi tra Piemonte e Lombardia. Al Centro ed al Sud ombrelli aperti sul versante tirrenico e sulle Isole Maggiori.


Infine, dopo 3 giorni d’inverno, per la Festa della Liberazione, le temperature saliranno, anche se non mancheranno delle piogge. Al mattino il tempo sarà in prevalenza asciutto, dal pomeriggio pioverà su gran parte delle regioni centro meridionali tirreniche, specie a ridosso dei rilievi. Il Ponte del 25 aprile sarà comunque all’insegna del miglioramento con condizioni anche soleggiate, più miti e piacevoli: solo al Nord-Ovest avremo ancora precipitazioni diffuse a causa di una perturbazione in lento spostamento tra i Paesi Baschi e la Normandia; questo ciclone richiamerà correnti di Scirocco responsabili di piogge tra Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta (da confermare vista la distanza temporale).


In sintesi, per il ponte del 25 aprile torneremo ad assaporare la primavera, ad eccezione delle regioni del Nord-Ovest italiano alle prese con la probabile perturbazione normanna, ma intanto ci saranno almeno tre giorni d’inverno. Un freddo tale che, ad esempio, a Milano si sono riaccesi i riscaldamenti. A seguito del brusco calo delle temperature registrato in questi giorni, infatti, il Comune di Milano ha riattivato gli impianti di riscaldamento nelle scuole e nelle case di edilizia residenziale pubblica.


In particolare, per quanto riguarda l’edilizia scolastica, gli impianti sono stati accesi in tutti i nidi, nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica, il Comune ha dato mandato al gestore, MM Spa, di riattivare i riscaldamenti nei modi e nei tempi previsti dalla normativa vigente fino a quando le temperature non torneranno a salire. I riscaldamenti possono essere messi in funzione, anche per periodi brevi, con una durata giornaliera non superiore alla metà di quella consentita in via ordinaria (quindi per 7 ore). La norma mette dunque in condizione cittadini e amministratori, in questi giorni in cui il termometro è sceso di diversi gradi al di sotto delle medie stagionali, di riaccendere i caloriferi.