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Cia a Fieragricola: con climate change 100 Dop e Igp a rischio

Cia a Fieragricola: con climate change 100 Dop e Igp a rischioRoma, 1 feb. (askanews) – Un regolamento europeo e una legge nazionale sulle biotecnologie per avere in campo colture più resistenti al climate change e alle fitopatie. È quanto serve all’agricoltura per affermare un cambio di paradigma netto di fronte alle emergenze climatiche, ambientali e fitosanitarie, e ancora di più per mettere al riparo dagli eventi catastrofali la Dop economy, che ha superato i 20 miliardi di produzione, ma che dipende, completamente, dalla salute dei territori, elemento cardine del sistema di certificazione. Di questo si è parlato alla 116esima edizione di Fieragricola durante il convegno tenuto da Cia-Agricoltori Italiani dal titolo “Dop e Ipg nella crisi climatica”.

Finora i cambiamenti climatici hanno tolto all’Italia un frutto su quattro e messo a rischio circa 1200 prodotti. Un centinaio, sottolinea Cia, sono Dop e Igp. Praticamente, sotto temperature elevate e siccità, gelate e alluvioni, il nostro Paese, primo al mondo per numero di denominazioni, 855 tra cibo e vino, vede compromesso già il 10% delle sue produzioni certificate. Dal Piemonte alla Sicilia, tra le regioni più in difficoltà, sono sotto i riflettori vere eccellenze del Made in Italy agroalimentare di qualità, come la robiola di Roccaverano Dop, la mela dell’Alto-Adige Igp, l’olio extravergine Garda Dop, il pomodoro San Marzano Dop, i limoni di Sorrento Igp e il pecorino siciliano Dop. La cozza di Scardovari Dop è minacciata dal granchio blu, i vigneti Dop e Igp, specie al Centro-Sud, soffrono sotto la peronospora, mentre l’alluvione ha dato il colpo di grazia, in Emilia-Romagna, a tipicità come il lambrusco di Sorbara Doc e le pere Igp, quest’ultime in picchiata produttiva del 75%. Per un’ampia quota della filiera delle Indicazioni geografiche tra i principali effetti “emergenziali” ci sono, infatti, siccità e innalzamento delle temperature (86%), alterazione del microclima negli areali di produzione (68%) grandine (55%) e alluvioni (42%), un toccasana sulla diffusione di almeno 40 patologie vegetali e animali (flavescenza dorata, mal dell’esca, oidio, mosca, brucellosi, solo alcune). A parte, ma a fare il totale, il peso della crisi economica, tra aumento dei costi delle materie prime, mancanza di manodopera e concorrenza sleale.

Zelensky: sono grato all’Ue per i 50 miliardi all’Ucraina, l’accordo dimostrata l’unità dell’Unione

Zelensky: sono grato all’Ue per i 50 miliardi all’Ucraina, l’accordo dimostrata l’unità dell’UnioneBruxelles, 1 feb. (askanews) – “Grato a Charles Michel e ai leader dell’Ue per aver istituito lo strumento da 50 miliardi di euro per l’Ucraina per il periodo 2024-2027”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“È molto importante – aggiunge – che la decisione sia stata presa da tutti e 27 i leader, il che dimostra ancora una volta la forte unità dell’Ue. Il continuo sostegno finanziario dell’Ue all’Ucraina rafforzerà la stabilità economica e finanziaria a lungo termine, che non è meno importante dell’assistenza militare e della pressione delle sanzioni sulla Russia”.

Dopo stop a maxicompenso, Musk minaccia di spostare Tesla in Texas

Dopo stop a maxicompenso, Musk minaccia di spostare Tesla in TexasRoma, 1 feb. (askanews) – Elon Musk ha anunciato sul suo social X – l’ex Twitter – che Tesla meterà al voto degli azionisti la proposta di spostare immediatamente la sua sede legale in Texas, dopo che una sentenza del tribunale nel Delaware ha annullato il suo pacchetto retributivo da 56 miliardi di dollari.

“Tesla si attiverà immediatamente per tenere un voto degli azionisti per trasferire lo stato di costituzione in Texas”, ha scritto Musk sulla sua piattaforma di social media X. Musk ha anche tenuto su X un sondaggio informale, sostenendo che il risultato è stato “inequivocabilmente a favore del Texas”.

Questa settimana una sentenza della giudice Kathaleen McCormick ha stabilito che il pacchetto retributivo da record di 56 miliardi di dollari di Musk è stato approvato impropriamente dal consiglio di amministrazione della società. La causa era stata intentata da una patte degli azionisti di Tesla, che vedevano come eccessivo il compenso.

Bizzotto (Lega): a fianco agricoltori ma condanna atti vandalici

Bizzotto (Lega): a fianco agricoltori ma condanna atti vandaliciRoma, 1 feb. (askanews) – “Siamo a fianco degli agricoltori che in Italia e in tutta Europa si stanno ribellando contro le scellerate politiche di Bruxelles, anche se gli atti vandalici vanno sempre condannati. Da anni, purtroppo, l’Europa sta portando avanti misure che puntano a distruggere l’agricoltura italiana e a scardinare il modello agroalimentare Made in Italy, con il solo scopo di favorire le lobby industriali e le multinazionali del cibo sintetico”. Così in una nota la senatrice Mara Bizzotto, vicepresidente vicario del gruppo Lega a Palazzo Madama e componente della commissione Agricoltura, commenta la manifestazione degli agricoltori europei in corso a Bruxelles, durante la quale si sono verificati diversi momenti di tensione e alcuni atti vandalici come lanci di uova, roghi e danneggiamenti.

“Come ho più volte denunciato nei miei anni da europarlamentare, l’Ue ha sfornato regolamenti e direttive folli che faranno chiudere migliaia di aziende italiane – dice Bizzotto – È ora di finirla con i disastri provocati dai burocrati europei e dai falsi ambientalisti radical-chic della sinistra italiana ed europea. Non esiste sostenibilità ambientale se prima non viene garantita la sostenibilità economica dei nostri agricoltori. Serve un cambio di rotta totale per rimediare ai danni fatti dalla Von der Leyen e dal pessimo Timmermans che in questi anni hanno mal governato la Commissione Ue”, conclude la componente della Commissione Agricoltura.

Palazzo Chigi esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto al Consiglio Ue: “Meloni protagonista”

Palazzo Chigi esprime soddisfazione per l’accordo raggiunto al Consiglio Ue: “Meloni protagonista”Roma, 1 feb. (askanews) – “Grande soddisfazione” per l’accordo raggiunto dal Consiglio europeo straordinario, con un voto unanime, sulla revisione del bilancio e il sostegno all’Ucraina. E’ quanto affermano fonti di Palazzo Chigi, sottolineando che il governo italiano “ha avuto un ruolo di primo piano e Giorgia Meloni è stata protagonista in prima persona delle mediazioni che hanno consentito di arrivare alla soluzione che ha messo d’accordo tutti”.

La presidente del Consiglio – spiegano le fonti – “ha avviato la sua opera diplomatica già mesi fa, con colloqui e incontri che hanno coinvolto anche i Ministri e gli sherpa, e l’ha intensificata a partire dal Consiglio europeo di dicembre, con un impegno che ha avuto il suo picco nell’ultima settimana”.Da martedì a oggi Meloni ha avuto tre colloqui con il Primo Ministro ungherese Viktor Orban sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 dell’Unione Europea, comprensivo del piano di aiuti finanziari da 50 miliardi di euro per l’Ucraina.

“Dopo la telefonata di martedì e l’incontro di ieri sera in albergo, al quale ha fatto seguito un lungo lavoro notturno delle delegazioni, Meloni e Orban si sono visti di nuovo questa mattina, prima dell’inizio del Consiglio europeo straordinario. Un ulteriore incontro importante in vista dell’ok definitivo di Orban all’accordo”, concludono le fonti. 

Ue,Palazzo Chigi:soddisfazione per accordo, Meloni protagonista

Ue,Palazzo Chigi:soddisfazione per accordo, Meloni protagonistaRoma, 1 feb. (askanews) – “Grande soddisfazione” per l’accordo raggiunto dal Consiglio europeo straordinario, con un voto unanime, sulla revisione del bilancio e il sostegno all’Ucraina. E’ quanto affermano fonti di Palazzo Chigi, sottolineando che il governo italiano “ha avuto un ruolo di primo piano e Giorgia Meloni è stata protagonista in prima persona delle mediazioni che hanno consentito di arrivare alla soluzione che ha messo d’accordo tutti”.

La presidente del Consiglio – spiegano le fonti – “ha avviato la sua opera diplomatica già mesi fa, con colloqui e incontri che hanno coinvolto anche i Ministri e gli sherpa, e l’ha intensificata a partire dal Consiglio europeo di dicembre, con un impegno che ha avuto il suo picco nell’ultima settimana”. Da martedì a oggi Meloni ha avuto tre colloqui con il Primo Ministro ungherese Viktor Orban sul Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 dell’Unione Europea, comprensivo del piano di aiuti finanziari da 50 miliardi di euro per l’Ucraina.

“Dopo la telefonata di martedì e l’incontro di ieri sera in albergo, al quale ha fatto seguito un lungo lavoro notturno delle delegazioni, Meloni e Orban si sono visti di nuovo questa mattina, prima dell’inizio del Consiglio europeo straordinario. Un ulteriore incontro importante in vista dell’ok definitivo di Orban all’accordo”, concludono le fonti.

Proteste agricoltori Ue a Bruxelles, in piazza anche Coldiretti

Proteste agricoltori Ue a Bruxelles, in piazza anche ColdirettiRoma, 1 feb. (askanews) – C’è anche la Coldiretti oggi in Place du Luxembourg, di fronte al Parlamento europeo a Bruxelles, dove in concomitanza con il Vertice straordinario dell’Ue sul bilancio e sugli aiuti all’Ucraina, al quale partecipa anche il premier Giorgia Meloni, si sta tenendo una grande manifestazione di protesta degli agricoltori europei, che da stamattina con i trattori hanno paralizzato la capitale belga. La protesta, che da settimane va in scena in tutta Europa, è contro le politiche della Pac e il Green Deal e ha generato anche alcuni momenti di tensione nei pressi della sede del Parlamento Europeo.

Le motivazioni alla base del forte scontento degli agricoltori sono spiegate dal presidente della Coldiretti Ettore Prandini. “Chiediamo che sull’import ci sia un netto stop all’ingresso di prodotti da fuori dei confini Ue che non rispettano i nostri stessi standard. Non possiamo più sopportare questa concorrenza sleale, che mette a rischio la salute dei cittadini e la sopravvivenza delle imprese agricole”. Per Coldiretti, gli accordi commerciali occorre garantire il principio di reciprocità e in tale ottica è positivo l’annuncio della Commissione Ue sul fatto che “non sono soddisfatte le condizioni” per raggiungere un accordo commerciale con i Paesi del Mercosur, il mercato comune dell’America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.

Gli agricoltori italiani ed europei chiedono quini di tornare a investire nella sovranità e nella sicurezza alimentare europea, assicurando più fondi alla Politica agricola comune. “Serve la cancellazione dell’obbligo di lasciare incolto il 4% dei terreni destinati a seminativi imposto dalla Politica agricola comune (Pac) per invertire la rotta rispetto alle follie dell’Ue – ha aggiunto Prandini – poiché non ha senso impedire agli agricoltori di non coltivare quote dei loro terreni, quando poi si è costretti ad importare. In occasione della crisi Ucraina avevamo ottenuto una deroga, e la nuova bozza di deroga che la Commissione sta proponendo va corretta perché contiene troppi vincoli. È ora che l’obbligo venga eliminato definitivamente”, ha aggiunto riferendosi alla tardiva proposta della Commissione Ue sui terreni a riposo arrivata proprio ieri, alla vigilia della manifestazione.

“Al presidente Meloni chiediamo di continuare a tutelare gli agricoltori italiani – ha concluso Prandini – portando in Europa le nostre ragioni. Serve un cambio di passo rispetto al recente passato”.

Michel: trovato l’accordo sul bilancio e sul sostegno all’Ucraina

Michel: trovato l’accordo sul bilancio e sul sostegno all’UcrainaBruxelles, 1 feb. (askanews) – “Abbiamo un accordo”. Lo annuncia su X il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, mentre comincia il summit straordinario a Bruxelles.

“Tutti i 27 leader – scrive – hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo 50 miliardi di euro per l’Ucraina all’interno del bilancio dell’Ue. Ciò garantisce finanziamenti costanti, a lungo termine e prevedibili per l’Ucraina. L’Ue sta assumendo la leadership e la responsabilità nel sostenere l’Ucraina; sappiamo qual è la posta in gioco”. Prima del Consiglio – cominciato in ritardo di oltre un’ora – si era tenuto un incontro tra Michel, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier ungherese Viktor Orban per convincere quest’ultimo a dare il via libera all’intesa sul bilancio Ue.

Stellantis, Mele: da auto elettrica non si torna indietro

Stellantis, Mele: da auto elettrica non si torna indietroRoma, 1 feb. (askanews) – “Adesso è il momento di agire e fare capire a tutti gli automobilisti che l’auto elettrica è una strada su cui non è più possibile tornare indietro e bisogna crederci veramente, visto che abbiamo già stanziato ingenti investimenti in Italia per localizzare le nostre nuovissime piattaforme STLA Medium (autonomia di 700 km) e STLA L (autonomia di 800 km) installata quest’ultima solo in ITALIA. Queste piattaforme sono le più avanzate e costituiscono un punto di riferimento e l’Italia è l’unico Paese Stellantis al mondo ad averle entrambe”. Lo ha detto Davide Mele, responsabile Corporate Affairs di Stellantis Italia, al tavolo automotive in corso al Mimit.

Ue, Michel: trovato accordo su bilancio e sostegno a Ucraina

Ue, Michel: trovato accordo su bilancio e sostegno a UcrainaBruxelles, 1 feb. (askanews) – “Abbiamo un accordo”. Lo annuncia su X il presidente del Consiglio europeo Charles Michel, mentre comincia il summit straordinario a Bruxelles.

“Tutti i 27 leader – scrive – hanno concordato un pacchetto di sostegno aggiuntivo 50 miliardi di euro per l’Ucraina all’interno del bilancio dell’Ue. Ciò garantisce finanziamenti costanti, a lungo termine e prevedibili per l’Ucraina. L’Ue sta assumendo la leadership e la responsabilità nel sostenere l’Ucraina; sappiamo qual è la posta in gioco”. Prima del Consiglio – cominciato in ritardo di oltre un’ora – si era tenuto un incontro tra Michel, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier ungherese Viktor Orban per convincere quest’ultimo a dare il via libera all’intesa sul bilancio Ue.

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