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Tag: Sanremo 2023

Ue, Meloni: soluzione non è superare unanimità, faccia meno cose e meglio

Ue, Meloni: soluzione non è superare unanimità, faccia meno cose e meglio

Roma, 28 feb. (askanews) – “Sul fatto che l’Europa abbia bisogno di assicurarsi un futuro sono d’accordo, non sono d’accordo sul superamento dell’unanimità. Non credo che sia quella la soluzione, particolarmente non sulla politica estera che è uno degli elementi fondamentali della sovranità degli Stati”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista a Bloomberg sottolineando che c’è “diciamoci la verità, una burocrazia… molto, molto, molto invasiva. Molto invasiva anche rispetto alle scelte della politica, perché vedo delle decisioni che vengono prese e poi vengono rallentate da una burocrazia che delle volte sembra avere una propria agenda”.

“Penso che l’Europa possa più agilmente superare la sua lentezza occupandosi di meno cose, facendolo molto meglio. Continuo a credere nell’unico principio dell’Unione Europea che non è stato realmente costruito, che è il principio della sussidiarietà, cioè non si occupi Bruxelles di quello che Roma può fare meglio, non si occupi Roma da sola di quello che non può fare da sola e per cui ha bisogno di Bruxelles. Per cui credo che l’Unione Europea dovrebbe occuparsi appunto sicuramente di quelle cose, il tema dell’Ucraina è uno di quei temi, per carità, di quelle cose che gli Stati nazionali non possono fare da soli. Piuttosto che pretendere di risolvere ogni problema, perché è molto più difficile trovare delle soluzioni su tutto piuttosto che trovarle su quello su cui è necessario trovarle”, osserva.

Trump: la mia principale preoccupazione è la libertà per la popolazione dell’Iran

Trump: la mia principale preoccupazione è la libertà per la popolazione dell’Iran

Roma, 28 feb. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che la sua principale preoccupazione è rappresentata dalla “libertà” per il popolo dell’Iran e che gli Stati Uniti stanno lavorando per rendere questo Paese un luogo “sicuro”.

“Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo”, ha detto Trump al Washington Post, parlando con il quotidiano in una breve telefonata poco dopo le 4 ora locale.

Sollecitato dal quotidiano su quale sperasse fosse l’eredità dell’operazione militare, ha risposto: “Voglio una nazione sicura. Ed è quello che avremo”.

L’Arabia saudita condanna gli attacchi iraniani ai paesi del Golfo

L’Arabia saudita condanna gli attacchi iraniani ai paesi del Golfo

Roma, 28 feb. (askanews) – L’Arabia saudita ha condannato “nei termini più forti” gli attacchi iraniani contro Emirati arabi uniti, Bahrain, Qatar, Giordania e Kuwait. Lo riferisce al Jazeera regionali citando una dichiarazione ufficiale di Riad.

Il regno ha avvertito di “gravi conseguenze” per la continua violazione della sovranità degli Stati e dei principi del diritto internazionale, esortando alla cessazione delle azioni che minacciano la sicurezza e la stabilità regionali.

Governo, Meloni: non va tutto bene ma stabilità ha fatto differenza

Governo, Meloni: non va tutto bene ma stabilità ha fatto differenza

Roma, 28 feb. (askanews) – “Penso che noi dobbiamo essere soddisfatti dei risultati che l’economia italiana ha raggiunto in questi anni” e questo “non per dire va tutto bene ma per dire che considero giusta la strategia”, cioè “l’elemento della stabilità in Italia ha fatto totalmente la differenza”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una intervista rilasciata a Bloomberg.

“La stabilità che questo governo ha avuto, poiché la stabilità è anche prevedibilità per chi investe, soprattutto per chi investe, fa totalmente la differenza – spiega Meloni -. E questa è la ragione per la quale noi lavoriamo anche con le riforme per mantenere prevedibilità e stabilità sul medio periodo. Perché anche qui la questione non è reputazionale, la questione è molto economica e molto seria”.

“Noi abbiamo drammaticamente pagato l’instabilità dei nostri governi, lo abbiamo pagato in termini di risorse, lo abbiamo pagato in termini di assenza di strategia”, sottolinea Meloni.

Consorzio Franciacorta: il 14 e 15 marzo terzo “Festival di Primavera”

Consorzio Franciacorta: il 14 e 15 marzo terzo “Festival di Primavera”

Milano, 28 feb. (askanews) – La Franciacorta si prepara alla terza edizione del “Festival di Primavera”, in calendario sabato 14 e domenica 15 marzo. Organizzato dal Consorzio Franciacorta, la manifestazione propone un itinerario diffuso che tiene insieme visite in Cantina, degustazioni, menu dedicati e percorsi guidati, con l’idea di far emergere la Franciacorta come sistema, in cui produzione vitivinicola, storia locale e vita delle comunità si intrecciano e diventano parte di una stessa narrazione.

Sul versante gastronomico sono stati coinvolti 16 chef che lavorano sul territorio, chiamati a firmare piatti pensati appositamente per il Festival. Il filo conduttore scelto è l’”Ostrica Marennes – Oléron IGP” dell’Atlantico su cui costruire abbinamenti con il Franciacorta.

Previsti percorsi guidati, itinerari narrativi ed eventi per chiese, palazzi, complessi conventuali e centri storici che raccontano la costruzione nel tempo del paesaggio franciacortino. In questo quadro si inserisce la collaborazione con il Gruppo del Fondo per l’ambiente italiano(Fai) di Sebino e Franciacorta, che rende possibile l’accesso ad alcuni siti in forma di itinerario strutturato. Il programma prevede visite accompagnate nel centro storico di Erbusco (Brescia), al Castello Convento e a Palazzo Pelizzari a Capriolo (Brescia), e a Palazzo Monti della Corte a Nigoline. Gli appuntamenti sono concepiti per affiancare la visita dei luoghi a brevi approfondimenti storici e artistici, con il fine di collegare il patrimonio architettonico alla vita attuale del territorio.

Naturalmente il vino rimane il perno naturale del Festival: 50 Cantine della zona hanno aderito all’iniziativa e proporranno degustazioni, visite ai reparti produttivi e incontri di approfondimento. I visitatori potranno ripercorrere le tappe principali della produzione del Metodo Classico, dal lavoro in vigna ai diversi tempi di permanenza in bottiglia, con la possibilità di confrontare tipologie e stili. Alla sede del Consorzio Franciacorta a Erbusco è in programma una serie di tasting sensoriali condotti dal sommelier Artur Vaso, dedicati alle caratteristiche distintive del Franciacorta e agli abbinamenti con le ostriche atlantiche.

Il “Festival di Primavera” sarà preceduto da un dibattito inaugurale intitolato “Il Futuro dei Luoghi. Identità, visione e responsabilità culturale” fissato per giovedì 12 marzo alle 18 al Teatro Grande di Brescia. L’evento, moderato da Dario Maltese, proverà a mettere in relazione memoria e capacità di pianificare il futuro, a partire dall’esperienza della Franciacorta come territorio che ha costruito nel tempo una propria immagine culturale oltre quella strettamente economica.

Il Franciacorta è stato il primo vino italiano prodotto esclusivamente con il metodo della rifermentazione in bottiglia ad avere ottenuto nel 1995 la Docg. Il Consorzio, fondato il 5 marzo 1990 e oggi presieduto da Emanuele Rabotti, riunisce oltre 120 Cantine.

ANFOLS: nessun ritardo su rinnovo contratto fondazioni liriche

ANFOLS: nessun ritardo su rinnovo contratto fondazioni liriche

Milano, 28 feb. (askanews) – “Respingiamo l’accusa di immobilismo mossa da SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e FIALS-CISAL in relazione al rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle Fondazioni Lirico-Sinfoniche per il triennio 2022-2024”. È quanto si legge in una lettera di ANFOLS-Associazione Nazionale Fondazioni LiricoSinfoniche alle organizzazioni sindacali che hanno annunciato l’avvio di un percorso di mobilitazione per il rinnovo del contratto nazionale.

“Una parte rilevante delle questioni richiamate attiene a profili di natura legislativa e di competenza istituzionale, che esulano dal perimetro diretto del confronto tra le parti sindacali e datoriali – precisa ANFOLS – Dopo la positiva chiusura del precedente rinnovo 2019-2021, l’Associazione ha promosso un serrato tavolo di confronto fino ad arrivare ad una propria bozza articolata di proposta di nuovo contratto, elaborata anche alla luce delle indicazioni della Corte dei conti e orientata a un CCNL innovativo e coerente con l’evoluzione organizzativa e gestionale delle Fondazioni”.

“A tale proposta – aggiunge ANFOLS – non ha finora corrisposto una definita posizione sindacale unitaria idonea a consentire un effettivo avanzamento del negoziato, seppur in un contesto di oggettiva incertezza sugli stanziamenti economici destinati al rinnovo. Non è quindi fondata l’attribuzione ad ANFOLS di una situazione di stallo. Al contrario, le dilatazioni temporali del confronto sono riconducibili ai tempi di approfondimento delle organizzazioni sindacali”.

“ANFOLS ribadisce la piena disponibilità a proseguire il confronto in modo continuo e costruttivo, nella convinzione che solo un dialogo responsabile possa condurre in tempi ragionevoli alla definizione condivisa del nuovo contratto, nell’interesse delle lavoratrici, dei lavoratori e delle Fondazioni, pur in attesa di certezze sulle coperture economiche”, conclude la lettera.

Iran, Schlein: impedire nucleare ma non con azioni fuori dal diritto

Iran, Schlein: impedire nucleare ma non con azioni fuori dal diritto

Milano, 28 feb. (askanews) – “Siamo tutti convinti che l’Iran non possa sviuppare l’arma nucleare, ma il modo per impedirlo non sono le azioni militari unilaterali ma la via diplomatica per isolare il regime e impedire il supporto ai suoi crimini brutali”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, dal palco di una iniziativa del Pd a Milano sulla sanità.

“Ci preoccupa moltissimo la drammatica escalation in corso in M.O. dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran. Trump diceva che avrebbe portato la pace e messo fine ai conflitti invece qui si apre la strada a una pericolosa escalation al di fuori del diritto internazionale che può avere risvolti imprevedibili anche sulla fragile tregua a Gaza”, ha aggiunto Schlein.

Israele agli iraniani: lasciate tutte le zone presso i siti militari

Israele agli iraniani: lasciate tutte le zone presso i siti militari

Roma, 28 feb. (askanews) – L’esercito israeliano ha rivolto un appello a “tutte le persone che si trovano all’interno o nei pressi di fabbriche di produzione di armi e di installazioni militari in tutto l’Iran” affinché lascino immediatamente tali aree.

“Per la vostra sicurezza e il vostro benessere, vi esortiamo a evacuare subito queste zone e a rimanere all’esterno fino a nuovo avviso. La vostra presenza in questi luoghi mette in pericolo le vostre vite”, si legge in un messaggio pubblicato dall’esercito sul proprio account X in lingua persiana.

Giornalismo, premio Sarzanini: riconoscimento a Roberto Saviano

Giornalismo, premio Sarzanini: riconoscimento a Roberto Saviano

Roma, 28 feb. (askanews) – Si svolgerà il 18 marzo 2026, alle ore 17.30, presso la Casa del Cinema di Roma la quinta edizione del Premio Giornalistico Mario Sarzanini dedicato alla memoria del decano della cronaca giudiziaria scomparso nel 2021. La giuria, presieduta da Andrea Balzanetti e composta da Massimo Martinelli, Guido D’Ubaldo, Andrea Cappelli, Davide Desario, Andrea Pucci, Emma D’Aquino, Luigi Contu e Flavio Natalia, ha scelto i vincitori delle diverse categorie.

Web, Roberto Saviano; Radio, Giorgio Zanchini; TV, Veronica Fernandes; Quotidiani, Niccolò Zancan; Agenzie, Assunta Cassiano; Podcast, Malcom Pagani; Uffici Stampa, Medici Senza Frontiere. Premio Speciale: Al film “40 secondi”, dedicato alla storia di Willy Monteiro Duarte.

“Come ogni anno – dice il presidente Andrea Balzanetti – abbiamo seguito un criterio oggettivo: quale sarebbe stata la scelta di Mario Sarzanini al nostro posto. Siamo certi di aver onorato al meglio la memoria di Mario, maestro di giornalismo e di vita”. L’evento, presentato da Manila Nazzaro, rappresenterà anche un momento di importante riflessione sullo stato dell’informazione. L’iniziativa, che ha come partner principale Unimarconi, è stata realizzata in collaborazione con Lighthouse Communication e con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Media partner e radio ufficiale dell’evento è Lighthouse Radio.

Yasmina Reza, la letteratura e la vita: insieme da nessuna parte

Yasmina Reza, la letteratura e la vita: insieme da nessuna parte

Milano, 28 feb. (askanews) – La vita e la letteratura sono due cose diverse, in molti casi antitetiche, come scriveva Pirandello: o la vivi, o la scrivi. La letteratura arriva da un vuoto, da una ricostruzione della realtà che è, per forza di cose, alternativa alla realtà di cui parla, per quanto nei fatti contigua e interdipendente. Di questo vuoto, e della relazione umbratile tra quello che si vive e quello che si scrive parla anche “Da nessuna parte”, il libro di Yasmina Reza che raccoglie per Adelphi due testi della scrittrice francese di natura autobiografica. Il primo, in particolare, che dà il titolo al volume, è una sorta di manifesto della sradicatezza dell’atto di scrivere, che chiaramente attinge allo scadimento della vita personale della commediografa, ma va oltre, apre quello spazio di assenza che è una delle condizioni che rendono possibile la grande letteratura. “Non conosco le lingue, nessuna lingua di mio padre, mia madre, dei miei antenati, non riconosco né terra né alberi, nessun suolo è stato l mio come quando si dice io vengo da lì…”. Il tono è questo, la voce è questa e la cosa più strana – ma è proprio così che funziona – è che in questa costruzione dell’assenza della vita al lettore si palesa l’apparizione della scrittura, la sua forza, il suo potere che nell’estrema solitudine dell’autore genera al tempo stesso, come diceva David Foster Wallace a Franzen, un antidoto alla solitudine.

Yasmina Reza ha scritto testi di una chiarezza tagliente come “Il dio del massacro” o “Felici i felici” o ancora “Babilonia” e “Bella figura”, che sono opere – teatrali o romanzi non importa – che mettono a nudo tutto il cuore umano con una lucidità chirurgica, che svelano come funzionano le coppie e le relazioni nel profondo. Questi testi, ci accorgiamo oggi, vengono proprio da quel vuoto di cui sopra, perché il loro grado di perfezione necessitava di togliere tutto il resto, tutto l’accessorio. Ma, e grazie al cielo nel mondo della letteratura ci sono ancora i ma, quell’accessorio è la vita, senza la cui esperienza non sarebbe stato possibile – probabilmente – né il vuoto né la letteratura esatta che ne è scaturita. “Da nessuna parte” sta in mezzo, racconta il vuoto, ma tiene un piede nella vita, e questo, probabilmente rende il libro meno clamoroso, lo lascia più vicino alla storia vissuta rispetto a quella scritta, ma tocca le stesse corde dell’umano che vengono smosse dai suoi romanzi o dalle pièce teatrali, con una tonalità diversa, ma non meno efficace.

Perché ciò che l’arte sa fare è, di solito, restituirci qualcosa che è così lampante per noi fruitori da apparire “più reale della realtà stessa” (ripensate, per esempio, al protagonista de “Il Pendolo di Foucault” di Umberto Eco che aspettava di incontrare Madame Bovary per farle una scenata). Qualcosa che abbiamo sempre sentito o voluto dire, senza mai trovare il modo giusto. Spesso quel modo lo trova l’arte, e non si tratta di ragionamenti filosofici, o non solo per lo meno, si tratta del modo in cui stai a una finestra a guardare tuo figlio che va a scuola da solo con una cartella più grande delle sue piccole spalle e del giorno in cui lui ti dice che non vuole più che lo stai a osservare; si tratta di un padre anziano a cui chiedi di suonare un’altra volta quel brano di Beethoven così difficile e lui, con tutto l’impegno, fa un disastro al pianoforte e, in qualche modo si congeda dalla musica e dalla vita; si tratta di quando giochi con i tuoi bambini in un parco e già senti tutta la malinconia della consapevolezza che a un certo punto non ci saranno più né bambini né quel parco. Tutte cose ordinarie, comuni – anche se non sappiamo suonare il pianoforte, non è quello il punto – che appartengono alla sfera emotiva della vita di ognuno. Ecco, i due testi che compongono “Da nessuna parte” stanno in quella provincia del sentimento che è riconoscibile e ci parla come se fossimo noi. Non è il capolavoro del dio del massacro, ma è uno spazio di lingua e sentimento che ripropone il meccanismo della grande letteratura con un gradiente diverso, più vicino.

Ed è, soprattutto, un umanissimo conforto perso con il tempo, “la cattiveria del tempo” che ci porta via, che ci lascia senza fiato, che racconta del passato e del futuro e di quell’infinità di momenti che noi non abbiamo visto e non vivremo. A un certo punto leggendo i pezzi frammentari di questo libro ci si potrebbe sentire come Roy Baty di “Blade Runner” che pensa alle lacrime nella pioggia, quando “è tempo di morire”. In fondo di questo si parla, è tutto qui. E anche una grande scrittrice come Yasmina Reza sta in questo tempo ed è possibile, anzi inevitabile, che questi racconti comunque non vadano “da nessuna parte”, alla ricerca di tutto quello che continuiamo a perdere, secondo dopo secondo, sapendo che lo stiamo perdendo. Il vuoto doloroso che genera lo spazio della scrittura è anche quello che ci permette di avere questa consapevolezza della perdita, quella lucidità assente – ma che non può essere realmente assente – che appartiene allo sguardo dello scrittore anche quando guarda se stesso. Qui, in questo momento che sta tra la disperazione e il distacco sentiamo vibrare il talento di Yasmina Reza, anche in un libro diverso, personale, comune (e commovente) come questo. (Leonardo MerlinI)