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Autore: Redazione StudioNews

L’Iran: abbiamo il diritto e il dovere di difenderci

L’Iran: abbiamo il diritto e il dovere di difenderciRoma, 26 ott. (askanews) – L’Iran “condanna” gli attacchi israeliani contro il suo territorio e “ha il diritto e il dovere di difendersi”, ha reso noto oggi il ministero degli Esteri iraniano. “L’Iran ritiene di avere il diritto e il dovere di difendersi da atti di aggressione stranieri, sulla base del diritto intrinseco all’autodifesa contenuto nell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”, si legge in un comunicato stampa della diplomazia iraniana.


Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato “nella maniera più severa” l’attacco di Israele
“contro diversi centri militari in Iran” come “una chiara violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite”, in particolare lì dove proibisce “l`uso della forza contro l`integrità territoriale e la sovranità nazionale dei paesi”.  Secondo la diplomazia di Teheran, “la continuazione
dell`occupazione, delle azioni illegali e dei crimini del regime sionista nella regione, in particolare il genocidio del popolo palestinese e l`aggressione contro il Libano – che è continuata all`ombra del vasto sostegno militare e politico degli Stati Uniti e di alcuni altri paesi occidentali – è la principale causa di tensione e insicurezza nell`area”. La Repubblica Islamica ha infine sottolineato “la necessità di un`azione immediata e urgente da parte della comunità internazionale per fermare il genocidio, la guerra e l’aggressione” di Israele “contro Gaza e il Libano” e di “frenare l’atteggiamento guerrafondaio del regime sionista”. 

Usa2024, Beyoncé sul palco con Kamala Harris: “Facciamo la storia”

Usa2024, Beyoncé sul palco con Kamala Harris: “Facciamo la storia”Roma, 26 ott. (askanews) – La star della musica americana Beyoncé ha c onfermato ieri il suo sostegno alla candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti, Kamala Harris, presentandosi sul palco di un comizio elettorale dell’attuale vice di Joe Biden in Texas, suo Stato natale. Nonostante le speculazioni, la star non si è esibita. “Sono qui come madre”, ha detto Beyoncé. “Siamo sull’orlo di un cambiamento incredibile, sull’orlo della storia”, ha detto alla folla in delirio. “Per tutti gli uomini e le donne in questo luogo, e per chi guarda in tutto il paese, abbiamo bisogno di voi”, ha detto Beyoncé a una folla di 30.000 persone allo stadio all’aperto Shell Energy di Houston.


Da parte sua, Kamala Harris ha avvertito che il divieto quasi totale di aborto nello Stato potrebbe diventare legge se Donald Trump dovesse essere eletto alla Casa Bianca. “Siamo chiari: se Donald Trump vince di nuovo, vieterà l’aborto a livello nazionale”, ha detto Harris ai suoi sostenitori, dopo essere salita sul palco sulle note della canzone di Beyoncé, Freedom.

FI, Schifani: Berlusconi è sempre con noi, dentro di noi

FI, Schifani: Berlusconi è sempre con noi, dentro di noiRoma, 26 ott. (askanews) – “Saluto e ringrazio l’amico Antonio Tajani. Ci lega un rapporto forte, consolidato in tanti anni di battaglie, alcune in Italia, alcune all’estero, un percorso parallelo che ci ha portato a ricoprire importanti cariche, sempre sotto l’egida della guida di una persona che non ci manca perché c’è, è sempre dentro di noi, è sempre nella coscienza di tanti italiani che continuano a votare Forza Italia: Silvio Berlusconi. Grazie Antonio per il coraggio, la sapienza, l’equilibrio che stai dimostrando anche in momenti difficili sotto il profilo internazionale come quello di oggi”. Così il governatore della Sicilia e presidente del Consiglio nazionale di Forza Italia, Renato Schifani, aprendo la kermesse azzurra “Al centro del Mediterraneo” in corso a Palermo.

Media: l’Iran ha informato Israele che non risponderà all’attacco

Media: l’Iran ha informato Israele che non risponderà all’attaccoRoma, 26 ott. (askanews) – L’Iran ha informato Israele tramite un intermediario straniero che non risponderà all’attacco di questa notte: lo riferisce Sky News Arabia, citando fonti.


Gli attacchi di rappresaglia notturni di Israele contro l’Iran sono stati progettati per ridurre al minimo le vittime e prevenire un’escalation tra Israele e Iran. secondo una fonte informata citata dal Washington Post. Israele ha lanciato il suo atteso attacco di rappresaglia contro l’Iran questa mattina presto, settimane dopo il massiccio sbarramento di missili balistici della Repubblica islamica sul paese, con l’esercito che ha affermato che gli “attacchi mirati” dell’aeronautica militare israeliana hanno avuto per obiettivo siti militari strategici, in particolare siti di produzione e lancio di droni e missili balistici, nonché batterie di difesa aerea. L’Iran ha confermato che l’attacco ha preso di mira siti militari nella capitale Teheran e in altre parti del paese, ma ha affermato che l’operazione dello Stato ebraico ha causato “danni limitati” e che i sistemi di difesa aerea hanno contrastato con successo gran parte degli attacchi, un’affermazione respinta in Israele. Il Washington Post ha sottolineato che gli attacchi israeliani di questa mattina miravano a mantenere l’impatto a un livello che l’Iran sarebbe stato in grado di minimizzare. Inoltre, secondo il sito di notizie Axios, che cita tre fonti a conoscenza della questione, ieri Israele ha inviato un messaggio all’Iran prima dei suoi attacchi aerei di rappresaglia di questa mattina, avvertendo gli iraniani di non rispondere. Il messaggio israeliano è stato un tentativo di limitare un’ulteriore risposta dell’Iran e la conseguente escalation, hanno detto le fonti citate da Axios.

Trieste, La Russa: è sempre stata italiana, batte cuore tricolore

Trieste, La Russa: è sempre stata italiana, batte cuore tricoloreTrieste, 26 ott. (askanews) – “Trieste è sempre stata italiana, prima che lo diventasse anche dal punto di vista politico e istituzionale. E oggi, in questa che è la più bella piazza d’Italia. Trieste ha un cuore che batte forte e che batte tricolore. E ha battuto tricolore sempre, anche quando l’Italia è stata mutilata di Fiume, Dalmazia, Istria, che pure avevano una storia altrettanto italiana”. Così Ignazio La Russa, presidente del Senato, alla cerimonia in piazza Unità a Trieste nell’anniversario dei 70 anni del ritorno della città all’Italia.

Fvg-Usa, Fedriga: innovazione è strumento per crescita imprese

Fvg-Usa, Fedriga: innovazione è strumento per crescita impreseTrieste, 26 ott. (askanews) – Assicurare la cooperazione transatlantica a favore dello sviluppo dell’industria dell’innovazione in Italia e del suo contributo nel mondo. È questo l’obiettivo dell’Italy-Us Tech Business & Investment Matching Initiative svoltasi nell’Ambasciata italiana negli Stati Uniti a Washington DC, al quale hanno preso parte il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini. Evoluzione del lavoro svolto dal Transatlantic Investment Commitee (TIC), con il supporto della Transatlantic Harmonic Foundation (THF), l’Italy – US Tech Business & Investment Matching Initiative è un programma di sistema teso ad assicurare la cooperazione transatlantica a favore dello sviluppo dell’industria dell’innovazione in Italia e del suo contributo nel mondo e si svolge in parallelo alla terza edizione del THF-TIC US Stakeholders’ Meeting. Grazie all’attività di matching agevolata dai soggetti pubblici e privati coinvolti, l’Italy-US Tech Business & Investment Matching Initiative punta ad alimentare l’incontro e il dialogo tra Istituzioni e aziende italiane e statunitensi, favorendo partnership industriali e i flussi di investimento per la reciproca crescita in settori strategici come, per il 2025, le scienze della vita e l’aerospazio, con un’attenzione specifica alle soluzioni industriali di intelligenza artificiale. Il governatore Fedriga ha rimarcato che “la Regione Friuli Venezia Giulia è lieta di essere presente a questo importante evento che favorisce il matching tra imprese statunitensi e italiane con un focus mirato sull’innovazione. Un ambito per il quale il Friuli Venezia Giulia è stato classificato come ‘strong innovator’ da parte dell’Unione europea, proprio per la propensione della nostra regione a favorire la contaminazione tra il mondo della ricerca scientifica e quello dell’impresa”. L’evento è promosso Mimit, Ministero degli Affari Esteri, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, quattordici Regioni italiane, Confindustria, Transatlantic Investment Commitee (TIC) e Transatlantic Harmonic Foundation (THF), ai quali si aggiungono le realtà statunitensi: Dipartimento di Stato, Dipartimento del Commercio, organizzazioni rappresentanti di 18 Stati, Tech Hubs Organization, Select USA e la Camera di Commercio statunitense.

Anicav: in 2 anni +70% produzione pomodoro Cina, Italia la più penalizzata

Anicav: in 2 anni +70% produzione pomodoro Cina, Italia la più penalizzataMilano, 26 ott. (askanews) – “Su questa vicenda del pomodoro cinese, prodotto in aree come lo Xinjiang dove è palese la violazione dei diritti umani e c’è una scarsa se non nulla attenzione all’ambiente, non si capisce perché l’Unione Europea non si sia posta alcun problema a differenza di Stati Uniti e Gran Bretagna”. Giovanni De Angelis, direttore generale dell’associazione nazionale degli industriali conserve alimentari vegetali (Anicav), denuncia la “preoccupazione reale” di tutto il comparto della trasformazione del pomodoro da industria per l’arrivo sui mercati internazionali dei prodotti cinesi “che diventano nostri concorrenti”. Un fenomeno che vede l’Italia, “il principale protagonista di questo mercato in Europa, come il Paese maggiormente penalizzato”.


Le parole del dg di Anicav si uniscono all’allarme lanciato dalle pagine del Financial Times, da Francesco Mutti, amministratore delegato dell’omonimo gruppo. “Dovremmo bloccare l’importazione di concentrato di pomodoro dalla Cina o introdurre una tassa del 60% su questo prodotto – ha detto il numero uno del gruppo alimentare italiano – in modo che il suo costo non sia così diverso da quello dei prodotti italiani”. La preoccupazione per la concorrenza sleale cinese, in questa fase, è amplificata dall’aumento dei volumi. “Quest’anno la produzione in Cina è passata a 11 milioni di tonnellate dai 6 milioni di due anni fa: è evidente che raddoppiando quasi la produzione e non essendo loro dei grandi consumatori, tutto il pomodoro in più rispetto ai consumi interni è destinato ai mercati esteri e questo crea delle difficoltà per quanto ci riguarda perché diventano nostri concorrenti nel mondo”, ha spiegato De Angelis. Secondo i dati del World processing tomato council nel 2022 la quantità totale di pomodori lavorati in Cina è stata di 6,2 milioni di tonnellate, di cui oltre 5 milioni di tonnellate nello Xinjiang, regione più volte al centro delle denunce delle organizzazioni internazionali per lavori forzati e violazione dei diritti umani, e un altro milioni in Mongolia. Quest’anno, sempre secondo il Wptc, la Cina ha sfiorato quota 11 milioni di tonnellate (10,45 milioni). “Noi siamo da sempre esportatori del pomodoro trasformato e tendiamo ad avere una politica non protezionistica – ha sottolineato De Angelis – Culturalmente siamo per mercati aperti e liberi ma su questa vicenda del pomodoro cinese prodotto in alcune aree come quella dello Xinjiang dove è palese la violazione dei diritti umani e c’è una scarsa attenzione all’ambiente non si capisce perché l’Unione Europea non si sia posta il problema a differenza di Stati Uniti e Gran Bretagna”. L’Europa, afferma De Angelis “deve dotarsi di una garanzia di reciprocità nel rispetto delle regole: noi apriamo le porte delle nostre frontiere a patto che si rispettino le medesime condizioni dei nostri produttori e trasformatori. Laddove ci sono poi violazioni dei nostri standard etico-sociali e ambientali noi chiediamo politiche di divieto”.


La concorrenza extra-europea fa leva sul prezzo condizionando tutto il mercato: “Noi non abbiamo timori a confrontarci sulla qualità coi competitor – osserva il dg Anicav – ma in una situazione congiunturale come quella attuale, per quanto vogliamo imporre la nostra qualità che giustifica un prezzo più alto, laddove quest’ultimo è molto, molto più basso noi subiamo una concorrenza sleale. Al tempo stesso è altrettanto evidente che noi non possiamo abbassarlo a quel livello”. “Sugli scaffali tedeschi – continua – si sta assistendo a un proliferare di prodotti derivati non europei che era inimmaginabile solo qualche anno fa e questo è sintomatico della pressione internazionale soprattutto della Cina”. In questo scenario di mercato, l’Italia è il Paese che in Europa più di tutti ha interesse a fermare questo fenomeno di “dumping sociale e ambientale”: con 5,4 milioni di tonnellate trasformate nel 2023 ci siamo confermati il terzo trasformatore al mondo dopo Stati Uniti e Cina. “Noi siamo il primo esportatore di prodotti derivati dal pomodoro destinati direttamente al consumatore finale – ricorda De Angelis – La percentuale dei prodotti lavorati che esportiamo si avvicina al 60%”. Una quota che resta prevalentemente in Europa, mercato di riferimento col 60% delle nostre esportazioni “ma non trascuriamo i mercati extra Ue, che sono legati ai flussi migratori del passato dei nostri connazionali: qui primo tra tutti troviamo il Regno Unito, poi ci sono Usa, Giappone e Australia. Naturalmente gli Usa sono produttori e l’esportazione è poca cosa, noi lì abbiamo una quota di mercato importante anche se c’è un italian sounding rilevante. Diverso è invece il caso del Giappone che ci riconosce come partner di qualità”.


Come Anicav in un documento ufficiale rivolto alle istituzioni europee sono state chieste “politiche protezionistiche anti-dumping o di salvaguardia verso Paesi che hanno bassi o inesistenti standard ambientali ed etico-sociali, imponendo o il divieto di importazione o cercando di arginare questa tendenza. Stati Uniti e Gran Bretagna lo hanno già fatto. Questo documento l’abbiamo presentato al tavolo del pomodoro presso il Masaf e stiamo lavorando affinchè sia il nostro governo a presentare l’istanza alle istituzioni europee”. Spagna e Portogallo, che sono Paesi trasformatori del pomodoro, “possono sostenere la nostra causa perchè è un problema condiviso. Diciamo che in Ue l’Italia rappresenta più della metà della produzione, l’altra metà è frazionata: buona parte la copre la Spagna poi ci sono Portogallo, Francia e Grecia”. “Sicuramente – conclude – siamo il principale protagonista di questo mercato ma anche quello maggiormente penalizzato”.

Vino, Lantieri: entro Natale il primo Franciacorta Blanc de Noir

Vino, Lantieri: entro Natale il primo Franciacorta Blanc de NoirMilano, 26 ott. (askanews) – “I miei antenati nel 1500 e 1600 rifornivano la Corte dei Gonzaga con un rosso che si chiamava ‘Rubino di Corte Franca’, venduto già a quei tempi in bottiglia: ero affascinato dalla lunga storia vinicola della mia famiglia e ho deciso di riprendere quel solco, acquistare nuovi appezzamenti di terreno per farne vigneti e produrre Franciacorta in grado di traghettare il prestigio secolare dei Lantieri de Paratico nel nuovo millennio”. A parlare è Fabio Lantieri de Paratico, il cui obiettivo di rinnovare con una visione e uno stile nuovi la storia di famiglia (bresciana con radici franciacortine che risalgono a più di mille anni fa) si concretizza negli anni Novanta quando entra nell’azienda di Capriolo (Brescia), dove suo padre Giancarlo, rompendo una tradizione secolare di vini fermi, si era messo a produrre già da oltre un ventennio Franciacorta in maniera tanto pioneristica quanto amatoriale.


A fianco del padre e poi del figlio, un enologo del calibro di Cesare Ferrari, professionista che, proprio a partire dagli anni Settanta, ha accompagnato la nascita e la crescita di molte Cantine franciacortine, e che oggi è coadiuvato dal collega Alessandro Santini e dall’agronomo Pierluigi Donna. Ad affiancare Fabio Lantieri de Paratico la moglie Patrizia e le giovani figlie, Gaia e Isabella. L’azienda oggi conta 25 ettari vitati, certificati biologici da oltre dieci anni e dislocati in parte intorno alla Cantina e in parte alle pendici del Monte Alto, tra i Comuni di Capriolo e Adro, in un’area caratterizzata da suoli molto eterogeni. “Credo sia un dovere di tutti noi imprenditori contrastare, nell’ambito della nostra attività, il fenomeno del riscaldamento globale, a prescindere della percentuale di responsabilità dell’uomo” spiega Fabio Lantieri, rimarcando che “per questa ragione abbiamo intrapreso la scelta biologica convinti che non sia il punto di arrivo ma uno strumento per migliorare la sostenibilità nella conduzione dell’azienda”. La Cantina è anche dotata di un un impianto per il recupero dell’acqua piovana e di un impianto fotovoltaico che produce circa il 30% dell’energia elettrica consumata, “ma l’obiettivo è quello di arrivare al 50%”. Le vigne sono dedicate in prevalenza alle uve tradizionali della zona della Franciacorta, vale a dire Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco e l’autoctono Erbamat, sempre raccolte a mano.


Le bottiglie di Metodo Classico Docg sono complessivamente 160mila, divise tra due Brut, un Extra Brut, un Satèn, un Nature, un Brut Rosé e una Riserva Origines caratterizzati da un ottimo rapporto qualità-prezzo, a cui si aggiungerà entro Natale un “Blanc de Noirs”. Chiude il cerchio l’immancabile produzione di Curtefranca Doc, due rossi e un bianco, che si attesta sulle 15mila bottiglie. Del complesso aziendale fa parte anche Corte Lantieri, un resort con ristorante.

Calenda: senza il nucleare la decarbonizzazione è impossibile

Calenda: senza il nucleare la decarbonizzazione è impossibileRoma, 26 ott. (askanews) – “Il nostro obiettivo è innanzitutto avviare una battaglia di opinione pubblica: tutti i sondaggi rilevano come la maggioranza degli italiani sia favorevole al nucleare. È ora di riportare questa tecnologia in Italia”. Lo ha detto Carlo Calenda, leader di Azione ed ex ministro dello Sviluppo, in un’intervista al Sole 24 ore, dopo aver lanciato la proposta di legge popolare per reinserire il nucleare nel mix energetico italiano messa a punto con la Fondazione Einaudi, i Radicali e una serie di associazioni. “In 24 ore abbiamo raggiunto la metà delle 50mila richieste. Una risposta inaspettata”, ha sottolineato.


Per Calenda ci sono diversi motivi per puntare sul nucleare. “La prima ragione è che senza il nucleare l’Italia non raggiungerà mai i suoi obiettivi di decarbonizzazione, per la semplice ragione che per farlo solo con le rinnovabili si dovrebbe ricoprire interamente un’area come la Campania di pannelli solari. Nella vita di una centrale, 60 anni, la differenza di costo tra usare solo rinnovabili e un mix rinnovabili- nucleare è di 800 miliardi, 13 miliardi l’anno. In secondo luogo oggi il nucleare è nella tassonomia verde europea. In terzo luogo il nucleare risolverebbe la questione fondamentale della dipendenza energetica, altrimenti bisogna andare avanti con il gas. Il tempo di costruzione media di una centrale nucleare, considerando che se ne stanno costruendo 60 nel mondo e che già un quarto dell’energia in Europa è prodotta da centrali nucleari, è di sette anni. Ora noi possiamo anche mettercene quindici, di anni, ma se non iniziamo mai saremo sempre impreparati”. “L’abbandono del nucleare, senza ragionare e sull’onda dell’emozione, è stato il primo atto di vero populismo di questo Paese. Per fortuna l’orientamento dell’opinione pubblica da allora è cambiato. Quanto alla sicurezza, oggi il nucleare è considerato dall’Agenzia per l’energia delle Nazioni Unite l’energia più sicura in assoluto. E ripeto: non c’è possibilità di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione senza il nucleare, tanto è vero che negli Emirati Arabi Uniti stanno costruendo la seconda centrale nonostante siano pieni di gas e petrolio. Ormai anche nel movimento internazionale verde c’è questa consapevolezza. Senza nucleare non è possibile decarbonizzare l’energia elettrica e noi andiamo verso una sempre maggiore elettrificazione, si pensi alle automobili”, ha spiegato.

Il comico-musicista Carlo Amleto torna col singolo Trittaralla

Il comico-musicista Carlo Amleto torna col singolo TrittarallaMilano, 26 ott. (askanews) – A pochi giorni dalla partenza della sua tournée teatrale, Carlo Amleto torna con una nuovo singolo, Trittaralla, per VIVI e distribuito da ADA.


Trittaralla è un vocabolo inventato, un suono privo di significato concreto, che danza nell’aria come un’idea libera. Rappresenta l’assurdo e l’irrazionale, lontano da ogni logica, riflettendo la bellezza del puro suono. Uno strano scioglilingua per sciogliere ogni tensione, ogni blocco, per ballare senza pensare a nulla. Questo nuovo singolo sarà accompagnato da un video, prodotto da VIVI di Verdiana Vitti, che interpreta perfettamente lo spirito di Trittaralla, con la regia del giovane regista Matteo Maggi e la coreografia di Matteo Capizzi della Danzart Academy.


In questo anno Carlo Amleto, comico della spensieratezza e del vivere “con musica” la quotidianità, si è confermato uno dei fenomeni comici ma anche musicali più interessanti e acclamati, sia per le numerose partecipazioni a programmi televisivi come Lol Talent, Splendida Cornice, Comedy Match, Stasera tutto è possibile, sia per la sua grande creatività e virtuosismo “pop” sui social, che gli hanno fatto guadagnare in pochissimo tempo quasi 250k follower per video come Il Dottor Amleto o i “concerti al campanello”, che sono diventati virali e in cui musica e comicità sono una cosa sola. Altra importante novità di questa stagione è che Carlo sarà anche uno degli ospiti fissi di Radio 2 Social Club, ma non esperienza estiva alla conduzione del suo primo programma radio Afa Azzurra Afa Chiara, torna ogni domenica con un nuovo programma sempre su Radio2 con Giulia Vecchio, Il gelo è sempre più blu. Trittaralla è anche il brano che chiude lo spettacolo di Carlo, Scherzo N°1 Opera Prima, la cui tournée è partita sabato 12 ottobre da Torino e che toccherà la maggior parte delle città italiane.