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Autore: Redazione StudioNews

Sindacati europei e imprese a difesa conserve ittiche europee

Sindacati europei e imprese a difesa conserve ittiche europeeRoma, 24 ott. (askanews) – È stata siglata oggi in Spagna, a Santiago di Compostela, una dichiarazione tra Ugt-Fica Spagna, Fai-Cisl nazionale, Ugt Portogallo, insieme alle associazioni datoriali del settore delle conserve ittiche, a tutela del comparto produttivo europeo, che sarebbe colpito dal possibile accordo di libero scambio tra Europa e tre importanti Paesi della regione ASEAN: Thailandia, Indonesia e Filippine.


“Un tale accordo, se non negoziato in termini di giustizia, reciprocità e sostenibilità sociale, economica ed ambientale – ha sottolineato il segretario nazionale della Fai-Cisl Massimiliano Albanese partecipando all’iniziativa – porterebbe un grave impatto negativo sull’occupazione e la tenuta industriale di tutto il settore conserviero ittico del continente europeo”. L’industria della trasformazione dei prodotti ittici nell’Ue si caratterizza infatti come un settore ad alta intensità di manodopera, con uno dei più alti tassi di occupazione femminile nell’industria; ha un fatturato di 29,4 miliardi di euro e consiste in circa 3.200 imprese, con una dimensione media di 30 dipendenti, una forte componente familiare e profondamente radicate nel territorio europeo, principalmente situate in regioni costiere altamente dipendenti dalla pesca, che insieme impiegano circa 111.604 persone. Spagna, Italia e Portogallo insieme rappresentano quasi il 95% della produzione di conserve ittiche nell’Unione Europea.


Il tonno in scatola, che guida produzione e consumo, si conferma come uno dei settori più virtuosi dell’industria alimentare italiana, al secondo posto, come produttore, dopo la Spagna a livello europeo. Va sottolineato inoltre che la destinazione principale della produzione europea è il mercato stesso dell’Ue, che rappresenta oltre il 90% della produzione: pertanto, gli accordi di libero scambio non aprono opportunità per le conserve di tonno europee, ma piuttosto riducono direttamente il mercato. “La dichiarazione sottoscritta – ha affermato Albanese – rappresenta la volontà di sollecitare le istituzioni europee sulla necessità, nel perseguire questi accordi commerciali, di coinvolgere le parti sociali, per una effettiva valutazione delle conseguenze sul tessuto produttivo e sull’occupazione, nonché sul bisogno di prestare attenzione a condizioni di parità tra Paesi che evitino le ripercussioni di una concorrenza sleale”.


“Così come abbiamo chiesto al Governo italiano e all’Europa di opporsi all’accordo Ue-Mercosur, affinché non saranno introdotti principi di reciprocità e regole condivise per tutelare la filiera e il lavoro agroalimentare – spiega il segretario generale della Fai-Cisl nazionale, Onofrio Rota – anche questa dichiarazione serve a sollecitare accordi sostenibili dal punto di vista sociale, economico e ambientale, nell’ottica di un miglioramento delle condizioni di lavoro sia per le persone che rappresentiamo che per i lavoratori di altre parti del mondo, senza pregiudicare le imprese europee, la qualità e quantità dei prodotti agroalimentari che quotidianamente giungono sulle nostre tavole”.

Il 26 ottobre convegno con Tajani e Filippini su zootecnia e Psa

Il 26 ottobre convegno con Tajani e Filippini su zootecnia e PsaRoma, 24 ott. (askanews) – Le minacce alla Fattoria Italia, tra effetti dei cambiamenti climatici e malattie portate dagli animali selvatici come la peste suina africana, e le soluzioni per salvare un settore chiave del Made in Italy a tavola, sono al centro dell’incontro organizzato dalla Coldiretti che apre la Fiera agricola e Zootecnica di Montichiari (Brescia), la più importante manifestazione italiana a livello internazionale dedicata all’allevamento con 40.000 metri quadrati coperti di superficie espositiva.


L’appuntamento è per sabato 26 ottobre dalle 11 presso la Sala Pedini del Centro Fiera del Garda. All’incontro “Difendere la zootecnia per difendere l’agricoltura” prenderanno parte il presidente di Coldiretti Ettore Prandini, il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo, il vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, il Commissario straordinario alla peste suina africana (Psa) Giovanni Filippini, il presidente di Filiera Italia Paolo De Castro e l’amministratore delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, l’assessore all’agricoltura della Regione Lombardia Alessandro Beduschi, l’amministratore delegato di Consorzi agrari d’Italia Gianluca Lelli. Ma nello stand della Coldiretti nel Padiglione saranno organizzati fino a domenica 27 ottobre numerose iniziative, con incontri, show cooking e laboratori. Saranno in azione i cuochi contadini di Campagna Amica con le ricette del territorio e le “sfogline” per le paste fresche della tradizione. Nell’area agriasilo spazio all’educazione alimentare per i bambini con laboratori e giochi, assieme alla merenda contadina.

Domani il World pasta day: nel 2023 consumati 14 mln tonnellate

Domani il World pasta day: nel 2023 consumati 14 mln tonnellateRoma, 24 ott. (askanews) – Torna domani 25 ottobre il World pasta day, che celebra il successo mondiale della pasta, visto che nel 2023 i consumi totali hanno sfiorato i 14 milioni di tonnellate. L’Italia è il primo paese consumatore con oltre 23 chili annui pro-capite, ma è anche il paese che più la fa conoscere al resto del mondo: nel 2023 il 56% della produzione nazionale di pasta italiana è stata destinata all’estero.


Ma è soprattutto in Italia che gli stranieri amano mangiarla. Nel 2022 compaiono ben 10 ricette di pasta italiana nella Top30 della CNN sui “piatti italiani che tutti dovrebbero provare almeno una volta nelle vita” e anche secondo TasteAtlas, guida online di viaggio esperienziale per il cibo tradizionale, la cucina italiana è la migliore del mondo. Come ogni anno, i promotori della Giornata Mondiale della Pasta annunciano la “capitale” dei festeggiamenti dell’edizione in corso: quest’anno è Philadelphia. Una ricerca di Unione Italiana Food realizzata con Touring Club Italia rivela come la pasta italiana viene amata e consumata dai turisti stranieri nel nostro Paese. Il risultato è “Pasta Passport, il Grand Tour della pasta” una raccolta contenente la Top10 dei piatti di pasta più ordinati dagli stranieri quando vengono in vacanza in Italia.


Secondo i risultati dell’indagine condotta da Touring Club Italia, tra le informazioni più frequentemente richieste dai turisti, al primo posto si posiziona la provenienza degli ingredienti (28%), seguita dalla storia del piatto (25%) e, con un po’ più di stacco, la modalità di esecuzione (14%). Quando si parla di formati, quello più apprezzato dai turisti stranieri è la pasta lunga, con il 46% delle preferenze, contro un 17% che preferisce la pasta corta e un 38% che non si esprime. E parlando delle preferenze riguardo alle ricette, la Top10 dei piatti di pasta più ordinati dagli stranieri quando vengono in vacanza in Italia riconferma come capisaldi i piatti storicamente protagonisti della tradizione, in cui a prevalere sono i piatti tipici del Sud. Con valori su una scala tra 0 e 10, sul podio si piazzano gli Spaghetti alla Carbonara (7,8), le Lasagne alla bolognese (7), la Pasta al pomodoro (6,9). La classifica prosegue con Spaghetti alle vongole (quasi a pari merito con la pasta al pomodoro 6,8), Bucatini all’amatriciana (6,7), Spaghetti cacio e pepe (5,3), Tortellini in brodo (4,3), Pasta alla norma (3,8), Trofie al pesto (3,4), Orecchiette con cime di rapa (2,9).

Torna l’appuntamento “Mi Curo di Te” per educare i più piccoli

Torna l’appuntamento “Mi Curo di Te” per educare i più piccoliMilano, 24 ott. (askanews) – Per educare le bambine e i bambini a prendersi cura e rispettare la natura, divertendosi e soddisfacendo la loro curiosità, torna l’appuntamento con “Mi Curo di Te – Agire secondo natura”, il percorso didattico gratuito di WWF e Regina (Gruppo Sofidel) al quale è possibile aderire fino al 28 aprile 2025.


Filo conduttore dell’undicesima edizione di “Mi Curo di Te” è la biomimesi. Obiettivo: insegnare come sia la natura stessa a offrire spunti preziosi per costruire un futuro più sostenibile. L’attività vuole essere un invito a scoprire questo incredibile potenziale, e a trarre ispirazione dai processi naturali per trovare soluzioni innovative e sostenibili; attraverso la domanda chiave “Cosa possiamo apprendere dalla natura?” anziché “Cosa possiamo prendere dalla natura”, il progetto di educazione ambientale stimolerà un cambio di prospettiva, mettendo al centro il rispetto verso piante, animali ed ecosistemi. “Attraverso questa iniziativa, Sofidel e Regina, insieme a WWF Italia, si impegnano concretamente per sensibilizzare le nuove generazioni sulle sfide ambientali del nostro tempo. Il successo che il progetto riscuote anno dopo anno testimonia la crescente attenzione di bambini, ragazzi, insegnanti e famiglie verso i temi della sostenibilità e della tutela del pianeta” afferma Ambra Taccola, Group Communication Manager di Sofidel.


Il percorso, articolato in cinque moduli, si avvale di schede di approfondimento, attività pratiche e coinvolgenti web game per stimolare l’apprendimento anche attraverso la tecnologia. Alunne e alunni saranno guidati a scoprire come semplici gesti quotidiani, ispirati al comportamento di piante e animali, possano contribuire a ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente. Qualche esempio? Come il lombrico trasforma le foglie in fertile compost, così anche noi possiamo dare nuova vita agli oggetti che non utilizziamo più. Coltivando una pianta, che sia in giardino o sul balcone, possiamo dare il nostro contributo per produrre ossigeno e migliorare così la qualità dell’aria. E ancora, prendendo spunto dalla folta pelliccia invernale del gatto, possiamo imparare a ridurre gli sprechi energetici indossando abiti più pesanti durante la stagione fredda e tenendo più bassa la temperatura del riscaldamento. Alcuni esempi di come si possa fare la differenza con semplici azioni quotidiane sono presentati anche nel cartoon che accompagna la nuova edizione del progetto.


“Mi Curo di Te – Agire secondo natura” si focalizza in particolare sull’Obiettivo 12 dell’Agenda ONU 2030, dedicato al consumo e alla produzione responsabili, offrendo spunti concreti per applicare i principi della biomimesi nella vita di tutti i giorni. Dal 2014, ‘Mi Curo di Te’ ha visto la partecipazione di oltre 880.000 bambini e ragazzi in Italia. Tutte le informazioni sono disponibili su: www.micurodite.it Martina Alemanno, Responsabile Ufficio Educazione del WWF Italia, aggiunge: “Mi Curo di Te è il programma didattico che offre a giovani e insegnanti il primo strumento di cambiamento culturale e di formazione per un futuro sostenibile. Non solo educazione ambientale ed ecologica, ma anche educazione alla solidarietà, al rispetto della vita e di tutte le diversità, all’uso consapevole e responsabile delle risorse”.

Il 26 ottobre al via Fiera nazionale tartufo bianco di Acqualagna

Il 26 ottobre al via Fiera nazionale tartufo bianco di AcqualagnaRoma, 24 ott. (askanews) – A pochi giorni dal via della 59esima Fiera Nazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna, che prenderà il via sabato 26 ottobre, il Tartufo bianco si è presentato a Roma. Presenti il sindaco di Acqualagna Pier Luigi Grassi, accompagnato dall’assessore con delega al tartufo Pietro Barzotti e dalla consigliera Laura Sabbatini.


“Da 59 anni – ha dichiarato il sindaco – proponiamo un modello virtuoso di cooperazione della filiera del tartufo, cardine di un Distretto ormai riconosciuto in tutto il mondo, che muove un turismo straordinario. Apriamo la Fiera con la stagione di raccolta che entra nel vivo con i più buoni profumi del tartufo bianco. Quest’anno ci sarà anche una gara Nazionale delle Città del Tartufo in collaborazione con Pasta Luciana Mosconi e l’Associazione Nazionale Città del Tartufo. Si sfidano: Acqualagna, Amandola, Alba, San Miniato, Parco del Matese (Caserta), Potenza. Da questa edizione il Tartufo Bianco di Acqualagna stringe un accordo di gusto con un’altra eccellenza agroalimentare del territorio, l’Olio di Cartoceto Dop.

In libreria: “Imparo gli scacchi” di Adolivio Capece

In libreria: “Imparo gli scacchi” di Adolivio CapeceRoma, 24 ott. (askanews) – Del Grande Maestro e storico degli Scacchi (e in generale dei ‘giochi della mente’) Adolivio Capece Mursia pubblica “Imparo gli scacchi”, un manuale per tutti gli appassionati di scacchi: strumento ideale per chi inizia come principiante assoluto, grazie all’esposizione semplice e chiara delle regole elementari, e ottimo vademecum per chi desidera migliorarsi via via fino al livello agonistico, in virtù di una notevole mole di esempi, strategie e partite commentate.


L’Autore offre un approccio didattico unico, partendo dal finale di una partita per facilitare l’apprendimento e la comprensione delle strategie del gioco; passa successivamente alle combinazioni tattiche, dove la fantasia e la genialità del giocatore vengono messe alla prova; infine affronta le aperture che richiedono uno studio mnemonico. Un excursus storico sugli scacchi, aggiornato ai nostri giorni, arricchisce il volume. «Le origini del gioco degli scacchi non sono ancora state stabilite con certezza: giochi che potremmo definire “precursori” degli scacchi risalgono agli albori della civiltà. E dato che molte e diverse sono le leggende sorte attorno al gioco è ancora più difficile il tentativo di inquadrarne con precisione l’origine da un punto di vista storico. Sicuramente il gioco ha origine orientale: è infatti ormai universalmente accettato che gli scacchi siano nati in India forse già prima del 2300-2200 a.C. Ed è stato accertato che all’inizio richiedeva quattro giocatori. Soltanto vari secoli dopo, quasi certamente nel sec. VII d.C., gli scacchi si trasformarono in gioco a due, assumendo una forma molto simile a quella che oggi noi conosciamo, ovvero quella di una battaglia in miniatura. Ovviamente non è logico pensare che il gioco sia stato ideato all’improvviso e da una sola persona, anche se tutti i racconti e le leggende lo lasciano pensare. Comunque è ormai sicuro, e vari reperti archeologici lo confermano, che la trasformazione in gioco a due grazie alla quale gli scacchi conclusero un’evoluzione secolare e trovarono una definitiva sistemazione assumendo molte delle caratteristiche moderne, avvenne in Persia nella prima metà del 650 d.C. all’epoca di re Khusraw II “dall’anima immortale”, uno degli ultimi sovrani (Shah, in italiano “scià”) di Persia; era di stirpe sasanide ed è noto per aver conquistato e annesso al suo regno Damasco e Gerusalemme tra il 613 e il 614. Dopo di allora la Persia, attuale Iran, conobbe quasi quindici anni di pace e di tranquillità. E proprio a re Khusraw è riferito il racconto più famoso sulla nascita degli scacchi. La storia è riportata in un antichissimo testo, composto verso il VII secolo d.C. e scritto in lingua “pahlavica”, ovvero in persiano antico: si tratta del Vicarisn i catrang ut nihisn i nev-artaxser che significa “Invenzione e spiegazione del gioco degli scacchi”. Nel libro tra l’altro si legge: “La spiegazione del principio degli scacchi (satrang) è questa: è cosa mediante intelligenza, in conformità di quanto è stato detto dai saggi – la vittoria su chi è potente va ottenuta con la mente”.»


Adolivio Capece, milanese, Maestro nazionale di scacchi nel 1972, prese parte al Campionato del mondo a squadre dopo aver rappresentato l’Italia al Mondiale Under 20. Nello stesso anno inizia l’attività di giornalista, commentando il match Fischer-Spassky per «La Stampa». Ha poi scritto libri, tecnici e storici, approfondendo il lavoro di studioso di storia dei «giochi della mente».

M.O., Consiglio regionale Sardegna vota mozione per Stato Palestina

M.O., Consiglio regionale Sardegna vota mozione per Stato PalestinaRoma, 24 ott. (askanews) – Il Consiglio regionale della Sardegna si schiera formalmente per l’immediato cessate il fuoco a Gaza. Lo fa con una mozione, presentata dal capogruppo di Sinistra Futura, Luca Pizzuto, e approvata stamattina, in cui l’Assemblea sarda dichiara anche di riconoscere lo stato di Palestina come nella risoluzione Onu del 2012. Il documento, sottoscritto anche dai gruppi M5S e Uniti per Alessandra Todde, propone anche la Sardegna come sede per una conferenza di pace in Medio Oriente. Lo riferisce una nota del Movimento 5 stelle.


“Un risultato storico, condiviso e determinato – si legge in una dichiarazione dei consiglieri regionali del M5S sardo – che non solo vede il consiglio regionale sardo schierato in difesa della pace e del cessate il fuoco a Gaza, ma impegna la nostra Giunta regionale a sostenere ogni iniziativa per perseguire la liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani e tutelare l’incolumità della popolazione civile di Gaza, garantendo altresì la fornitura di aiuti umanitari continui, rapidi, sicuri e senza restrizioni all’interno della Striscia”.

Tajani: al G7 si è parlato di pace non di armi

Tajani: al G7 si è parlato di pace non di armiPescara, 24 ott. (askanews) – “Chi critica il G7 lo fa senza aver capito granché di quello che è successo qui” a Pescara. “Abbiamo lavorato solo per la pace e per aiutare la popolazione civile, non si è parlato di armi ma solo di aiuti umanitari”. Lo ha precisato oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo in conferenza stampa a una domanda sulle contestazioni previste oggi nella città abruzzese. “Dire che questo è stato un G7 inutile è falso. Si può manifestare e dire quello che si vuole, ma i risultati politici del G7 sono sotto gli occhi di tutti”, ha aggiunto Tajani.


“Sfido chiunque altro a fare quello che abbiamo fatto noi, nessuno è stato in grado di portare nello stesso luogo israeliani, palestinesi e libanesi”. Così ancora Tajani- “Israeliani, palestinesi e libanesi – ha continuato il ministro – sono venuti qua, in Francia non sono andati, questa è la grande differenza e bisogna spiegarla a chi manifesta” contro la ministeriale in Abruzzo, ha rimarcato Tajani, alludendo alla conferenza sul Libano in corso a Parigi.

DAl 25 al 27 ottobre ad Arezzo Fiere al via AgrieTour

DAl 25 al 27 ottobre ad Arezzo Fiere al via AgrieTourRoma, 24 ott. (askanews) – Tutto pronto per la ventiduesima edizione di Agrietour, il Salone nazionale dell’agriturismo e dell’agricoltura multifunzionale che si svolgerà ad Arezzo Fiere e Congressi dal 25 al 27 ottobre. L’appuntamento è per venerdì, con il taglio del nastro alle 10 e a seguire il tradizionale convegno inaugurale dal titolo “Agriturismo, verso un Tavolo di Filiera permanente per il futuro di un settore in continua evoluzione”.


Filo conduttore di questa edizione sarà l’Intelligenza Artificiale (AI) declinata ai settori dell’agricoltura e dell’accoglienza con lo spazio Agri@Intelligence. Ad Agrietour si porrà l’accento su come queste tecnologie siano alla base dell’evoluzione di questi settori. Ma soprattutto si cercherà di capire se e come l’Intelligenza Artificiale stia davvero rivoluzionando il settore agricolo e quello turistico. Tra le novità dell’edizione 2024 Agri Tech: AI per coltivare il futuro che è lo spazio pensato dagli organizzatori con momenti dedicati a comprendere il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nell’agricoltura moderna. Saranno presentate soluzioni innovative che utilizzano l’AI per migliorare la produttività, per ottimizzare le risorse e per rendere l’agricoltura più sostenibile.


La presenza in fiera della Borsa dell’Agriturismo, il workshop, unico in Italia, dove l’offerta agrituristica rappresentata dalle aziende agricole italiane, incontra la domanda dei buyer nazionali ed esteri resta uno dei fiori all’occhiello. All’interno della Academy saranno presenti diverse università italiane, insieme ai principali centri di ricerca, che offriranno ai visitatori un’opportunità unica per scoprire le ultime innovazioni, progetti di ricerca, tecnologie emergenti e percorsi formativi.

MotoGP, Bagnaia: “La mia missione è recuperare punti”

MotoGP, Bagnaia: “La mia missione è recuperare punti”Roma, 24 ott. (askanews) – “La missione è recuperare punti e questo tracciato è più adatto a me, rispetto all’Australia che è stata una trasferta un po’ complicata”. Parola di Pecco Bagnaia alla vigilia del Gp della Thailandia, terz’ultima prova del Motomondiale. “Sabato e domenica ho dovuto rallentare per chiudere la corsa, a causa del consumo eccessivo delle gomme. Qui il nostro potenziale è più alto”. Pecco ne è convinto, anche se l’anno scorso Martin, proprio in Thailandia, fece bottino pieno vincendo entrambe le gare. “Non dico che lui qui non sia veloce, l’anno scorso ha corso anche con intelligenza, ma altri piloti sono veloci su questa pista. Pista che io valuto anche in funzione del suo tracciato e delle gomme che si possono portare in gara. Quindi penso che per tutti questi motivi sia un po’ più dalla mia parte”. Recuperare 20 punti non sarà facile, ma nemmeno impossibile. Bagnaia ovviamente deve crederci fino all’ultimo. “Due anni fa era più difficile recuperare uno svantaggio simile, ma adesso è diverso: 20 punti non sono uno svantaggio così grosso perché guadagnare o perdere un sacco di punti oggi è facilissimo”. Strategia? “Devo fare di più, ma l’approccio alla gara non cambierà. Sarà la stessa di sempre. D’altronde è la quarta stagione che lotto per il titolo. Che si tratti di inseguire o di essere inseguito non cambia”. Gli chiedono anche dell’incidente di Bezzecchi con Vinales in Australia, che Pecco giustifica per via dell’effetto dell’aerodinamica. Difficile da gestire secondo lui. “Ci sono curve complicate sotto questo aspetto. E’ già successo in passato, pure a me l’anno scorso in Qatar. Se stai superando e ti capita di trovarti sulla stessa linea del tuo avversario, puoi finire risucchiato dalla sua scia. Possiamo anche dibatterne in Safety Commission ma non cambierebbe molto”.