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Autore: Redazione StudioNews

Addio a Marcello Mutti, imprenditore dell’azienda di conserve di pomodoro

Addio a Marcello Mutti, imprenditore dell’azienda di conserve di pomodoroMilano, 11 ott. (askanews) – Addio a Marcello Mutti, imprenditore illuminato nel comparto delle conserve di pomodoro padre dell’attuale amministratore delegato del gruppo di Parma, Francesco Mutti.


Marcello Mutti è scomparso all’età di 83 anni mercoledì sera nella casa dove era nato, come racconta nell’edizione di oggi sulla Gazzetta di Parma suo figlio Francesco, che dal 1994 guida l’azienda. Mutti padre, che da tempo non aveva più incarichi attivi nel gruppo, era nato il giorno di Natale del 1940 e, dopo la laurea in Economia e commercio, nel 1965, era entrato nell’azienda di famiglia che ha reso leader in Europa nella lavorazione del pomodoro introducendo innovazioni dirompenti per il mercato, come la bottiglia di vetro “per far vedere” la passata. Nel 1966 si era sposato con Angelita Rossi, conosciuta sui banchi dell’univesità, e dalla cui unione era nato il figlio Francesco. “L’eredità che ci lascia è quella di vedere l’azienda come un valore – ha detto il figlio – basato sull’importanza della progettualità. Un’azienda in cui l’attenzione e il rispetto verso la persona devono essere prioritari”.

Migranti, decreto Piantedosi su ong rinviato a Corte costituzionale

Migranti, decreto Piantedosi su ong rinviato a Corte costituzionaleMilano, 11 ott. (askanews) – La Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità o meno del cosiddetto decreto Piantedosi, n.1/2023, sull’operato delle ong attive nel salvataggio dei migranti. Lo ha deciso il tribunale di Brindisi, nell’ambito di uno dei giudizi avviati dalla ong Sos Mediterranee contro il fermo amministrativo della sua nave Ocean Viking, rinviando alla Consulta la legge di conversione del decreto.


“Dopo anni di criminalizzazione delle attività di ricerca e soccorso di naufraghi nel Mediterraneo è finalmente al vaglio della Corte costituzionale la scelta governativa di punire chi svolge una doverosa attività umanitaria e di delegare alla cd. Guardia costiera libica il respingimento di migranti e richiedenti asilo in fuga da contesti di estremo pericolo e persecuzioni” hanno commentato in una nota i legali della ong, Francesca Cancellaro e Dario Belluccio, intervenuti stamani alla Città dell’Altra Economia a Roma, nell’ambito del Festival Sabir. “Il governo italiano in questi due anni ha prodotto numerosi interventi legislativi illegittimi – ha aggiunto il responsabile Immigrazione di Arci nazionale, Filippo Miraglia – sapendo già che sarebbero andati a scontrarsi con qualche tribunale. Adesso per fortuna il decreto Piantedosi contro le ong andrà alla Corte costituzionale. Sappiamo che in quel provvedimento ci sono numerosi profili di incostituzionalità e che non rispetta le direttive europee. Questa irrefrenabile pulsione a produrre leggi che non rispettano la Costituzione e le Convenzioni internazionali serve alla loro propaganda, ma questo va denunciato e contrastato”.


“È l’intero impianto di una legge ingiusta e discriminatoria ad essere messo in discussione – ha dichiarato la responsabile comunicazione di Sos Mediterranee, Giorgia Girometti – e questo è importante per molte ragioni. Innanzitutto, vengono legittimati anche dal punto di vista legale i rilievi e le critiche che le organizzazioni civili del soccorso in mare hanno mosso verso questa legge inutile e dannosa”.

Libano, Defence for Children: proteggere diritti dei bambini

Libano, Defence for Children: proteggere diritti dei bambiniRoma, 11 ott. (askanews) – “Defence for Children International (DCI) si schiera con tutti i bambini i cui diritti sono violati e che sono colpiti dagli attacchi in Libano. DCI esprime solidarietà con la sua organizzazione membro, Defence for Children International – Lebanon, per il suo impegno nel corso dell’ultimo decennio nella difesa e promozione dei diritti dei bambini in Libano. I conflitti armati infliggono danni profondi ai bambini. Nonostante la protezione speciale che dovrebbe essere garantita a tutti i bambini dalla legge internazionale, incluso il loro diritto alla vita, troppo spesso vengono terrorizzati da avvertimenti inefficaci a fuggire, costretti a fuggire, detenuti, uccisi, orfani, mutilati, attaccati, rapiti, feriti, traumatizzati, resi senza casa e sfollati interni. Vengono privati della libertà, della sicurezza, delle cure mediche, del cibo e dell’acqua; sono sfruttati o altrimenti coinvolti direttamente nel conflitto. Le ripercussioni si estendono a coloro che sopravvivono, ma devono affrontare la perdita di genitori, familiari, amici, e sono testimoni di eventi catastrofici e estremamente traumatizzanti. La situazione in Libano sta degenerando giorno dopo giorno”.


“A partire dal 7 ottobre, l’offensiva di Israele dal 23 settembre ha causato la morte di 1.450 persone, incluse più di 100 bambini. Settemila cinquecento persone sono state ferite. Oltre 1,2 milioni di persone sono state costrette a fuggire, comprese più di 345.000 bambini. DCI condanna: l’uccisione di civili e bambini da parte di tutte le parti coinvolte in questo conflitto e tutte le violazioni del Diritto Internazionale Umanitario; gli attacchi militari di Israele contro il popolo libanese, compresi i bambini, e il loro sfollamento interno forzato; la distruzione sistematica delle infrastrutture civili, comprese scuole e ospedali; l’uso illecito di fosforo bianco e uranio impoverito in aree densamente popolate e agricole. Inoltre Dci chiede un cessate il fuoco immediato e permanente, da monitorare da un organismo internazionale indipendente; la fine immediata delle violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto dei diritti umani, comprese le violazioni dei diritti dei bambini. Tutti coloro che sono responsabili di attacchi indiscriminati e altri crimini di guerra contro i civili, compresi i bambini, devono essere ritenuti penalmente responsabili e visti come tali; l’istituzione di un nuovo sistema di responsabilità per porre fine all’impunità per questi crimini e prevenire future atrocità; assistenza umanitaria immediata per tutti i civili sfollati internamente, con particolare attenzione ai diritti e ai bisogni specifici dei bambini; un divieto di vendite e trasferimenti di armi verso Israele”. “La comunità internazionale – conclude la nota – deve assumersi la responsabilità per i propri fallimenti a Gaza e in Cisgiordania e portare urgentemente a un cessate il fuoco a Gaza e porre fine all’occupazione illegale del territorio palestinese. La tolleranza o addirittura l’incoraggiamento di crimini di guerra e violazioni del Diritto Internazionale Umanitario devono essere riconosciuti come una macchia collettiva e indelebile sulla comunità internazionale e sulla sua complicità in crimini”.

Massimo Ghini a Ciao Maschio: “Ho avuto una infanzia difficilissima”

Massimo Ghini a Ciao Maschio: “Ho avuto una infanzia difficilissima”Roma, 11 ott. (askanews) – “Vengo da un’infanzia difficilissima, perché i miei si sono separati quando io avevo tre anni e se ora ne faccio 70, ti puoi immaginare in che periodo era e quanti anni sono passati. Tutto questo mi ha segnato. Quando arrivavano le pagelle o i documenti vi era scritto firma del padre o di chi ne fa le veci. E, al posto di mio padre, firmava mia mamma. E io ogni volta che tornavo a scuola, c’erano anche i professori che mi guardavano un po’ strano, perché all’epoca c’era questo politically correct…”. A confessarlo a Nunzia De Girolamo è l’attore Massimo Ghini, tra gli ospiti della quinta puntata di Ciao Maschio, il programma di Nunzia De Girolamo, nella puntata in onda domani, Sabato 12 Ottobre, in seconda serata su Rai 1.   “Ad un certo punto, – prosegue – abbiamo trovato una soluzione. Mia mamma firmava con la dicitura Lorenzo Ghini, che era il nome di mio padre. Una truffa, per come dire, ma così tutti erano contenti. Purtroppo in qualche maniera penso di aver finto di aver accettato la separazione dei miei, per questo faccio l’attore. Ma dentro di me soffrivo come una bestia, perché quello che ti rimane addosso è il senso dell’abbandono. Mi è mancata tanto una carezza di mio padre. L’ho visto talmente tante poche volte, che mi ricordo quante volte sono state. Una roba assurda. Paradossalmente le volte che l’ho visto di più, è stato quando stava per morire”.

Unifil, Crosetto: nessuno si sposterà. La risoluzione Onu sottoscritta anche da Israele

Unifil, Crosetto: nessuno si sposterà. La risoluzione Onu sottoscritta anche da IsraeleMilano, 11 ott. (askanews) – “Nessuno si sposterà mai se è in un luogo per difendere la pace o per difendere una risoluzione dell’ONU, che hanno preso tutte le nazioni e che hanno sottoscritto i due paesi, perché è stata sottoscritta, noi siamo lì per applicare la 1701 che è stata sottoscritta sia dal Libano sia da Israele”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, a Tgcom24.


Intanto, in merito alle notizie circolate nella giornata odierna, riguardanti un presunto terzo attacco contro le basi italiane di Unifil in Libano, il Ministero della Difesa smentisce “categoricamente”. “Le verifiche condotte sul campo – si spiega il ministero in un comuncato – confermano che non vi è stato alcun ulteriore attacco. Sono attualmente in corso le attività relative a lavori di ripristino dei manufatti precedentemente danneggiati, eseguiti in pieno coordinamento e accordo tra le unità italiane di Unifil, le Forze armate libanesi e le Forze di difesa israeliane (IDF). L’intervento di riparazione si è reso necessario a causa dei danni riscontrato nei giorni scorsi e hanno lo scopo di garantire la sicurezza e l’operatività delle strutture della missione. Le operazioni sono state pianificate e sono in corso di svolgimento con il consenso di tutte le parti interessate, assicurando il pieno rispetto degli accordi e dei protocolli internazionali in vigore”.

Teatro, arriva “I Tre Moschettieri-Opera Pop” con Giò Di Tonno

Teatro, arriva “I Tre Moschettieri-Opera Pop” con Giò Di TonnoRoma, 11 ott. (askanews) – Debutterà il 2 novembre con la data zero a Isernia, per proseguire nei mesi successivi nei più importanti teatri italiani “I Tre Moschettieri – Opera Pop” la nuova versione musicale italiana del più famoso romanzo di Alexandre Dumas, prodotta da Stefano Francioni e dal Teatro Stabile d’Abruzzo (di cui è direttore artistico Giorgio Pasotti).


“Tutti per uno, uno per tutti!”, il motto simbolo di un’amicizia incorruttibile, si rinnova in questo spettacolo in cui musica, prosa e danza si intrecciano in un racconto coinvolgente con Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone nei ruoli di Athos, Porthos e Aramis e il tocco innovativo di Giuliano Peparini al quale è affidata la direzione artistica e la regia, le coreografie sono curate da Veronica Peparini e Andreas Muller, la preparazione dei duelli è del maestro d’armi Renzo Musumeci Greco, i testi scritti da Alessandro Di Zio e le musiche composte da Giò Di Tonno (gli arrangiamenti sono di Giò Di Tonno e Giancarlo De Maria che ha curato anche le orchestrazioni). Lo spettacolo inizia prima dello spettacolo in una fabbrica di scatoloni dove il tempo è scandito dalla monotonia delle azioni da compiere giorno dopo giorno. In questo luogo si intravede un libro dimenticato o forse lasciato lì da qualcuno volontariamente. Un lavoratore lo prende, lo apre e, incuriosito, inizia a leggere appassionandosi subito alla storia e a ciò che questo libro rappresenta, un oggetto sempre più raro in un’epoca dove tutto si smaterializza. La sua voce che legge attira anche gli altri lavoratori che, via via, diventano i personaggi della storia catapultando lo spettatore nella Parigi dell’800.


“Se devo affrontare un argomento storico o mettere in scena la vita di personaggi la cui azione si svolge in un’epoca passata, penso sempre a come farla risuonare nella nostra epoca e a come potrebbe raggiungere il pubblico di oggi – ha detto Giuliano Peparini – è il caso di Alexandre Dumas, autore e romanziere la cui forza supera il passare del tempo. L’amicizia, le differenze tra classi sociali, l’onore, la vendetta, i segreti e la seduzione sono al centro de I Tre Moschettieri e sono temi ancora attuali nel XXI secolo. Ciò che personalmente mi colpisce dei personaggi di Dumas è il loro modo di crescere ed evolvere continuamente di fronte agli eventi che affrontano. In particolare, un giovane come D’Artagnan che cerca di trovare la sua identità e un posto nel mondo, è di grande attualità per i nostri giovani, una generazione che mette fortemente in discussione i suoi riferimenti e modelli”. “Considero I Tre Moschettieri l’inizio di una nuova vita artistica che mi vedrà sempre più impegnato come compositore – ha affermato Giò Di Tonno – ho messo tutto me stesso in questo progetto che finalmente vede la luce. Sono felice di portare in scena la storia di amicizia più celebre della letteratura”.


Il trionfo dell’amicizia, ma anche il trionfo del potere e dell’ambizione in questa storia senza tempo dove “buoni” e “cattivi” combattono una lotta quasi archetipica mettendo al centro valori quali onore, fedeltà, onestà, troppo spesso messi in crisi dal mito dell’uomo contemporaneo e che i tre moschettieri portano fieri sulla punta delle loro spade. Accanto all’amicizia trova spazio anche l’amore, con l’incontro tra D’Artagnan e Costanza che verrà spezzato dalla sete di vendetta dell’altra protagonista femminile, la perfida Milady. Dopo Isernia, lo spettacolo sarà a Bari 6 e 7 dicembre (Teatro Team), il 20 dicembre al Palapartenope di Napoli, 14 e 15 gennaio al Teatro Massimo di Pescara, 18 e 19 gennaio 2025 al PalaTerni, Terni, 22 e 23 gennaio al Teatro Rendano di Cosenza; inoltre, 30 e 31 gennaio al Teatro Golden, Palermo, il primo e 2 febbraio al Teatro Metropolitan, Catania; dal 15 al 23 febbraio (escluso il 17 febbraio) al Teatro Nazionale di Milano, il 25 febbraio al Gran Teatro Geox di Padova, il 28 febbraio, 1 e 2 marzo al Teatro Colosseo di Torino, dal 5 al 16 marzo (escluso il 10 e 11 marzo) al Teatro Brancaccio a Roma, 18 marzo al Teatro Clerici di Brescia, 21 marzo al Teatro Verdi di Montecatini e 4 e 5 aprile al Teatro Europauditorium, Bologna.

Bankitalia migliora stime disoccupazione, 2024 6,7%, 2025 6,3%

Bankitalia migliora stime disoccupazione, 2024 6,7%, 2025 6,3%Roma, 11 ott. (askanews) – La Banca d’Italia ha rivisto in meglio le previsioni per il mercato del lavoro della Penisola, per cui ora prevede un tasso di disoccupazione al 6,7% quest’anno, un punto percentuale in meno rispetto al 2023, e poi un ulteriore calo al 6,3% nel 2025 e al 6,2% nel 2026. Le stime sono contenute in un riquadro inserito nell’ultimo bollettino economico. Lo scorso giugno Bankitalia prevedeva disoccupazione al 7,3% su tutti e tre gli anni in esame.


Per l’occupazione, in termini di numero di occupati, ora stima una crescita dell’1,7% quest’anno, il +0,9% il prossimo e un +0,6% nel 2026. Lo scorso giugno indicava +1% quest’anno, +0,3% il prossimo e +0,5% nell’anno successivo.

Bankitalia, risalita prestiti famiglie, prima volta da inizio 2023

Bankitalia, risalita prestiti famiglie, prima volta da inizio 2023Roma, 11 ott. (askanews) – In Italia “le condizioni di finanziamento a famiglie e imprese hanno beneficiato della riduzione del costo della raccolta bancaria. Malgrado un lieve allentamento dei criteri di offerta in primavera, i prestiti bancari alle società non finanziarie hanno continuato a contrarsi, principalmente per la minore domanda di credito per investimenti”. Lo rileva la Banca d’Italia nell’ultimo Bollettino economico.


L’istituzione segnala invece che “si è interrotta la flessione dei finanziamenti alle famiglie che, seppure marginalmente, sono tornati a espandersi per la prima volta dall’inizio del 2023”.

Stellantis, Conte: Tavares insoddisfacente, venga Elkann in Parlamento

Stellantis, Conte: Tavares insoddisfacente, venga Elkann in ParlamentoRoma, 11 ott. (askanews) – L’audizione dell’Amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, sulla produzione automobilistica del gruppo Stellantis in Italia, davanti alle commissioni Attività produttive e Industria di Camera e Senato “è stato insoddisfacente e deficitario: non ci ha detto nulla sul futuro dei nostri stabilimenti, nulla sugli investimenti”. Lo ha detto il leader M5s, Giuseppe Conte, intervenendo dopo l’audizione.


Tavares, ha proseguito, “si è presentato come un commissario liquidatore: deve venire il presidente Elkann a rispondere davanti allo Stato italiano del comportamento degli ultimi anni. Vogliamo un piano industriale dettagliato. Io non sottoscriverò neanche un euro se continuate a scaricare sugli altri le competenze”. “Non ci ha detto quale sarà la sorte della giga factory di Termoli, quali sono le prescrizioni per Comau, se verrà mantenuto il quartier generale a Grugliasco, se ci saranno cessioni di rami d’azienda. Andiamo via senza avere una prospettiva concreta sul destino dei lavoratori, di un comparto storico importante per la realtà industriale e produttiva del nostro paese. Non ci ha fatto capire quali saranno le strategie che state perseguendo sulle delocalizzazioni…se diventa importante investire in Polonia e Marocco è chiaro che in Italia non c’è fututo”, ha aggiunto Conte.


“Non ci ha detto nulla se non i costi: avete sventrato la filiera dopo l’accordo Fca e Psa”, ha incalzato Conte ricordando quando era premier e “Elkann venne a conti fatti da me. Dissi che per come si mettevano le cose ne avrebbe sofferto l’intera filiera dell’indotto. Lei contesta ai governi di dover fare la loro parte, ci rappresenta che il 40% dell’aumento dei costi per l’elettrico dovrà essere coperto o sventrando la filiera componentistica o delocalizzando o con gli incentivi fiscali. Ma li avete già presi dallo Stato: 1,5 miliardi negli anni recenti, le garanzie le avete già prese”. “Nel momento di massima difficoltà – ha ricordato Conte – siete venuti qui in Italia e avete goduto di una garanzia dello Stato del 90%. Avete portato a casa 6,3 miliardi. Se va a rileggere le clausole c’erano impegni sui livelli occupazionali e sugli investimenti in Italia: non avete mantenuto neanche uno di quegli impegni, avete mandato via 11.500 lavoratori, 3800 uscite anticipate. Quali investimenti avete fatto? Non avete trovato nulla di meglio che, passata la bufera della pandemia, estinguere il prestito pur di non mantenere gli impegni. Ora non può venire dallo Stato italiano e dire abbiamo bisogno di incentivi o mandiamo tutti a casa. Non può funzionare così, cosa mette sul piatto? Sappiamo che mandate letterine ai dipendenti in cassa integrazione a mille euro per acquistare Maserati a prezzi agevolati”.

Bankitalia conferma Pil 2024 a +0,6%, alza 2025 +1% e 2026 +1,2%

Bankitalia conferma Pil 2024 a +0,6%, alza 2025 +1% e 2026 +1,2%Roma, 11 ott. (askanews) – La Banca d’Italia ha confermato la previsione di crescita economica della penisola allo 0,6% su quest’anno, mentre ha ritoccato al rialzo, in entrambi i casi di 0,1 punti percentuali, la stima sul 2025 all’1% e quella sul 2026 all’1,2%. Le nuove cifre sono contenute in un riquadro nell’ultimo bollettino economico.


Le revisioni, rispetto alle stime precedenti, che risalivano a giugno, riflettono “l’impattoo delle misure espansive delineate nel Piano strutturale di bilancio di medio termine (Psb) e gli effetti di ipotesi più favorevoli sulle condizioni finanziarie”, spiega l’istituzione. Va segnalato che le stime di crescita sopra citate sono corrette per il numero di giorni lavorativi. Senza questa correzione, precisa Bankitalia, il Pil crescerebbe dello 0,8 per cento nel 2024, dello 0,9 per cento nel 2025 e dell’1,3 per cento nel 2026.


In Italia l’attività verrebbe sostenuta “principalmente dai consumi, sospinti dal recupero dei redditi reali – prosegue Bankitalia – e dalle esportazioni, in presenza di un aumento della domanda estera”. Invece un effetto freno dovrebbe derivare dell’indebolimento degli investimenti in abitazioni dovuto al ridimensionamento degli incentivi all’edilizia residenziale. Bankitalia avverte che sulle proiezioni “grava un’incertezza a livello globale molto elevata. La debolezza dell’economia cinese, i perduranti conflitti in Ucraina e Medio Oriente e un possibile inasprimento delle tensioni commerciali internazionali potrebbero ostacolare la ripresa del commercio mondiale e tradursi in un deterioramento della fiducia di famiglie e imprese. La domanda interna – si legge – potrebbe inoltre risentire in misura maggiore di quanto atteso di condizioni monetarie e finanziarie ancora restrittive, nonché del progressivo ridimensionamento degli incentivi alla riqualificazione delle abitazioni”.