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Autore: Redazione StudioNews

Marina, Amm. Lauretti: underwater offre enormi sfide e opportunità

Marina, Amm. Lauretti: underwater offre enormi sfide e opportunitàVenezia, 10 ott. (askanews) – All’Arsenale di Venezia è andato in scena, per tre giornate, il Transregional Seapower Symposium, una tre giorni organizzata dalla Marina Militare sull’importanza del potere marittimo e in particolare sulla dimensione subacquea. 67 delegazioni di 67 marine dei 5 continenti, insieme a 146 rappresentanze di organizzazioni nazionali e internazionali, il mondo dell’industria, quello accademico, e quello scientifico, si sono ritrovati per discutere della nuova frontiera dell’umanità. Come spiega ad askanews il Contrammiraglio Massimiliano Lauretti, capo del Reparto piani, operazioni e strategie marittime dello Stato Maggiore della Marina Militare.


“Il simposio guardava al mare – sottolinea – questa volta però in una sua accezione speciale: guardava a una nuova frontiera dell’umanità, ovvero la dimensione subacquea. Questo nuovo mondo nel quale ci stiamo approcciando e che offre enormi sfide e opportunità”. “Insieme – prosegue il contrammiraglio – abbiamo visto come questo nuovo mondo debba essere compreso, capito e possa svelare quindi quelle che sono le sue opportunità e quelle che sono però anche le sfide che pone da un punto di vista della sicurezza. È stato un incontro essenziale per poter sviluppare una cooperazione, una comprensione di questa nuova dimensione e di quelle che sono le prospettive che ci pone davanti”.


Un mondo finora sconosciuto, quello subacqueo, con l’80% ancora inesplorato. Come mai è così strategico? “La dimensione subacquea – risponde – è una cosa importante per tutti noi perché offre grandi opportunità di sviluppo da un punto di vista di risorse minerarie, risorse energetiche, ma anche di infrastrutture critiche subacquee, di cavi, di comunicazioni digitali, di condotta di trasporto dell’energia. Quasi la totalità delle comunicazioni digitali che noi facciamo, il 99% transita attraverso dorsali oceaniche e l’energia transita attraverso dorsali oceaniche, le condotte. Queste sono infrastrutture essenziali per la nostra vita, così come essenziali lo sono l’accesso a quelle che sono le risorse dei fondali marini che permettono di alimentare l’economia, la modernità, le nuove tecnologie, quindi sono dei minerali che sono essenziali per sostenere il modo di vivere moderno che abbiamo”.

Milano-Cortina, cerimonia fiamma olimpica esempio talento italiano

Milano-Cortina, cerimonia fiamma olimpica esempio talento italianoRoma, 10 ott. (askanews) – Le Cerimonie Olimpiche e Paralimpiche saranno i momenti iconici dei prossimi Giochi di Milano Cortina 2026 e rappresenteranno un elemento di grande emozione e orgoglio per l’Italia e per tutto il mondo dello sport. Sono stati scelti tre luoghi diversi che a vario titolo raccontano la storia, non solo sportiva, del Paese. Lo stadio San Siro di Milano accenderà i suoi riflettori il prossimo 6 febbraio 2026 per la Cerimonia d’Apertura Olimpica; l’Arena di Verona accoglierà la Cerimonia di Chiusura Olimpica, il 22 febbraio, e di Apertura Paralimpica, il 6 marzo; mentre lo storico Stadio del Ghiaccio di Cortina d’Ampezzo, nel cuore delle Dolomiti e inaugurato nel 1956 in occasione dei Giochi Olimpici invernali, ospiterà la Cerimonia di Chiusura dei Giochi Paralimpici il 15 marzo.


Questi quattro grandi momenti di spettacolo coinvolgeranno miliardi di persone e racconteranno, a vario titolo, tutti i meravigliosi territori di Milano Cortina 2026 e offriranno l’opportunità di presentare al mondo alcuni luoghi straordinari dello sport e del patrimonio culturale italiano. Un format nuovo per le Cerimonie più viste al mondo, che ha portato la Fondazione Milano Cortina 2026 a scegliere, per la produzione dei quattro momenti iconici, tre tra le agenzie più qualificate e di grande esperienza in questo settore.


Balich Wonder Studio sarà la società incaricata di realizzare la Cerimonia di Apertura Olimpica a Milano; Filmmaster produrrà le Cerimonie di Chiusura Olimpica e di Apertura Paralimpica a Verona e G2 Eventi – Casta Diva Group, costruirà infine la Cerimonia di Chiusura Paralimpica a Cortina. “Siamo davvero entusiasti di collaborare con partner così qualificati e che hanno compreso perfettamente la nostra visione. Siamo certi che contribuiranno con il loro talento, creatività e grande esperienza a rendere uniche le Cerimonie di Milano Cortina 2026 e a promuovere i valori dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Ci sarà un fil rouge tra le varie Cerimonie, ma soprattutto, proprio perché siamo i primi Giochi diffusi, per la prima volta ci sarà anche una Cerimonia di Apertura diffusa, con l’obiettivo di coinvolgere il più possibile i veri protagonisti delle Olimpiadi e Paralimpiadi”, ha spiegato Maria Laura Iascone, Ceremonies Director di Fondazione Milano Cortina 2026.


Nei mesi precedenti l’inizio dei Giochi, la Fiamma Olimpica, uno dei simboli più potenti e significativi delle Olimpiadi, attraverserà tutta l’Italia diffondendo i valori dello sport, dell’inclusività e portando con sé un messaggio di pace universale, unità e speranza. Il Viaggio della Fiamma accenderà l’emozione Olimpica nel cuore degli italiani, celebrerà la bellezza del nostro Paese e racconterà le storie delle migliaia di tedofori che avranno l’onore di partecipare alla staffetta. Il progetto del Viaggio della Fiamma Olimpica e Paralimpica è stato affidato alla società ALPHAOMEGA che, in partnership con la società RNK, supporterà la Fondazione Milano Cortina 2026 al fine di rendere questo viaggio una celebrazione collettiva indimenticabile.

Inapp, Loriano Bigi nominato direttore generale

Inapp, Loriano Bigi nominato direttore generaleRoma, 10 ott. (askanews) – Il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche su proposta del Presidente, Natale Forlani ha nominato Loriano Bigi direttore generale. Lo riporta lo stesso istituto con una nota, precisando che l’incarico avrà una durata di 4 anni.


Loriano Bigi, laureato in Filosofia, 3 figlie, ha lavorato per oltre vent’anni presso l’Università di Siena come dirigente del personale prima e come direttore amministrativo poi, trasferendosi quindi a Roma nel 2010 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dove si è occupato di Mercato del lavoro e Innovazione tecnologica, nel 2017 ha lavorato presso l’Ispettorato Nazionale del Lavoro come dirigente dell’ufficio personale e l’anno successivo è entrato in INAPP come direttore amministrativo occupandosi anche della costituzione dell’Istituto come organismo intermedio per i programmi del Fondo Sociale Europeo.

Crosetto: inaccettabili gli spari israeliani contro l’Unifil

Crosetto: inaccettabili gli spari israeliani contro l’UnifilRoma, 10 ott. (askanews) – “Già dalle prime ore di questa mattina ho contattato il Ministro della Difesa Israeliano, Yoav Gallant, per protestare con lui e ricordargli in modo fermo che quanto sta avvenendo nei pressi delle basi italiane di Unifil nel Sud del Libano e, in generale, verso il contingente Unifil a partire dagli spari contro il quartier generale di Unifil è, per me e per il governo italiano, inaccettabile. Anche se ho ricevuto garanzie sulla massima attenzione alla sicurezza del personale militare ho ribadito che deve essere scongiurato ogni possibile errore che possa mettere a rischio i soldati, italiani e di Unifil”. E’ quanto sottolinea in una nota il ministro della Difesa, Guido Crosetto.


“Nell’ambito delle mie prerogative, oggi pomeriggio – ha aggiunto il ministro della Difesa – ho convocato anche l’ambasciatore di Israele in Italia con cui ho fermamente protestato chiedendogli di rappresentare formalmente al Ministro della Difesa ed al Capo delle Forze Armate Israeliane che quanto sta accadendo nel Sud del Libano, verso il contingente, il quartier generale e, in particolare, verso le basi italiane di UNIFIL non è assolutamente ammissibile, oltre che in netto contrasto al Diritto Internazionale e in aperta violazione della Risoluzione 1701”. “In merito agli incidenti presso le basi UNIFIL 1-31 e 1-32A”, ha aggiunto il Ministro Crosetto, “nessun militare italiano è stato coinvolto. Ieri, in serata, militari regolari dell’IDF avevano neutralizzato alcuni componenti del sistema di video sorveglianza presso la base 1-31, il sistema di illuminazione e un ripetitore radio presso la base 1-32A con il tiro di armi portatili. Stamattina, poi, alcuni colpi di armi portatili hanno colpito l’interno della base 1-31, su cui è seguito il sorvolo di un drone. La situazione è attualmente sotto controllo, il personale è in sicurezza. Tuttavia, questi incidenti sono intollerabili, devono essere accuratamente e decisamente evitati. Per tali motivi ho protestato con il mio omologo israeliano e con l’ambasciatore di Israele in Italia. Stamane ho trasmesso una comunicazione formale alle Nazioni Unite per ribadire l’inaccettabilità di quanto sta accadendo nel Sud del Libano e per assicurare la piena e costruttiva collaborazione dell’Italia a tutte le iniziative militari volte a favorire una de-escalation della situazione e il ripristino del diritto internazionale. La sicurezza dei militari italiani schierati in Libano rimane una priorità assoluta per me e per tutto il Governo Italiano, affinchè i Paecekeeper italiani continuino la loro opera di mediazione e di sostegno alla Pace e alla stabilità del Libano e dell’intera regione”, ha concluso Crosetto.

Nasce la Fondazione Global Inclusion, presieduta da Luigi Bobba

Nasce la Fondazione Global Inclusion, presieduta da Luigi BobbaRoma, 10 ott. (askanews) – È stata presentata oggi, presso la sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, la ‘Fondazione Global Inclusion art. 3’ nata su iniziativa di Newton Spa e del Comitato Global Inclusion art. 3. La Fondazione ingaggerà le grandi imprese, il Terzo settore e le università in azioni territoriali finalizzate ad accompagnare le piccole-medie imprese, le organizzazioni professionali e le comunità locali in un processo di evoluzione culturale per far sì che i temi di diversità, equità e inclusione possano diventare davvero “di tutti”.


“Le grandi imprese, e più in generale i grandi centri urbani, negli ultimi 5 anni hanno avuto un ruolo educativo e sociale centrale sui temi dell’inclusività, dell’equità e della valorizzazione delle differenze. Dall’altro lato questo si è tradotto in una polarizzazione del cambiamento che rischia, oggi, di lasciare escluse le periferie, le comunità più marginali. Fondazione Global Inclusion art. 3 nasce per portare l’inclusione laddove questa non arriva. Fondazione vuole supportare questi attori affinché possano accedere a opportunità e programmi di sviluppo su questi temi”, dichiara Andrea Notarnicola Cociani, Presidente del comitato scientifico di Fondazione Global Inclusion art. 3. “La volontà di trasformazione del Comitato in Fondazione è frutto di un percorso che ci ha visto fortemente impegnati nel corso degli ultimi anni nella promozione dei principi costituzionali sanciti dall’art. 3”, dichiara Luigi Bobba, presidente della Fondazione, che aggiunge: “Nel nostro Paese i temi di diversità e inclusione sono ancora troppo spesso confinati ad un logica verticale, settoriale e geografica. Come Comitato abbiamo deciso di dotarci di uno strumento che ci consenta di colmare queste carenze e realizzare iniziative in maniera più strutturata e incisiva, facendo leva su una rete di partner e sostenitori più larga; provando a imprimere così un’ancora più forte attuazione di quello straordinario compito di rimuovere le disuguaglianze e promuovere la piena partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alla vita sociale economica e politica del Paese”.


Dal 2019 il Comitato Global Inclusion – art. 3 promuove annualmente un evento finalizzato a mobilitare la rete delle imprese, associazioni e università italiana nel processo di trasformazione culturale all’insegna dell’equità per la crescita. Dal 2021 gli eventi sono promossi in partnership con Il Sole 24 Ore e l’Associazione Italiana per la Direzione del Personale. Le migliori tesi di laurea scritte in Italia sui temi diversity, equity e inclusion (DEI) vengono premiate ogni anno. La prossima edizione avrà luogo il 2 dicembre 2024 presso il MUDEC di Milano e sarà incentrata sul tema della progettazione universale, o “Design for All”, un approccio che mira a creare prodotti, ambienti e servizi utilizzabili da tutte le persone, indipendentemente dalle loro abilità fisiche, sensoriali o cognitive e dalle loro identità. “Oggi più che mai abbiamo bisogno di approcci che guardino alle tematiche di diversità, equità e inclusione in maniera ecosistemica” dichiara Nicola Fedel, presidente di Newton Spa. “In questo senso – prosegue – la collaborazione tra imprese, Terzo settore, università e società civile costituisce un elemento fondamentale per provare a imprimere un impatto e generare un cambiamento duraturo. Come Newton sentiamo forte la responsabilità di fare la nostra parte per promuovere il dibattito e il progresso su questi temi”.


Alla conferenza stampa hanno preso parte, nel corso di una tavola rotonda dal titolo “L’importanza di creare un ecosistema inclusivo: come far progredire le politiche DEI attraverso un approccio multistakeholder”, Cristina De Luca (Presidente CSV Lazio), Karen Nahum (Direttrice Generale Area Publishing & Digital Il Sole24Ore), Emily Clancy (Vice Sindaca Città Metropolitana di Bologna) e Silvia Ravazzani (Università IULM)

Roma Jazz Festival è “Hybrid”, con Nubya Garcia, Bill Evans, Metheny

Roma Jazz Festival è “Hybrid”, con Nubya Garcia, Bill Evans, MethenyRoma, 10 ott. (askanews) – “Il jazz di oggi, e ancor più quello di domani, è frutto della creatività post-globale. La sua evoluzione, non dipenderà più solo dalla scena di New York, Los Angeles, Londra o Berlino ma da quella di Lima, Abidjan o Baku. Dalla sua diffusione tramite le piattaforme social e dalle nuove tecnologie, compresa l’Intelligenza artificiale. Si arriverà così a una totale ibridazione’. Con queste parole il direttore artistico Mario Ciampà introduce Hybrid, il concetto-guida che attraversa la 48esima edizione del Roma Jazz Festival, pronto ad animare la Capitale dal primo al 23 novembre con 23 concerti fra l’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”, la Casa del jazz e il Monk, una mostra fotografica e una serie di appuntamenti dedicati ai più piccoli.


Prossimo al mezzo secolo di vita, il Roma Jazz Festival si conferma ancora una volta come uno dei più densi e vivaci appuntamenti sul piano internazionale, senza smettere mai di interrogarsi sulle infinite evoluzioni di un genere che mai come oggi sembra conoscere confini. Come afferma il musicista Paolo Damiani “oggi l’interrogativo: ‘sarà jazz?’ risulta quanto mai fuori luogo”. Infinite le ibridazioni – siano esse espressive, stilistiche, culturali o geografiche – che attraversano la programmazione, la cui apertura il 1 novembre è significativamente affidata alla sassofonista americana Lakecia Benjamin, pronta a stupire il pubblico del festival con quell’esplosiva fusione di jazz, R’N’B e funk che vien fuori dal suo ultimo album, Phoenix: un grande omaggio alla sua New York risorta dalla pandemia come una Fenice ma anche alla propria “resurrezione”, dopo essere miracolosamente scampata a un incidente stradale. Una doppia metafora che vuol essere anche un auspicio rispetto alla catastrofe che sta segnando il mondo attuale.


Come sempre al festival non mancano i grandi nomi, quelli che non hanno bisogno di presentazioni. È il caso di Pat Metheny, icona per eccellenza della chitarra fusion, che il 4 novembre al Roma Jazz Festival si esibirà in uno straordinario concerto, presentandosi sul palco da solo per presentare alcuni brani del suo ultimo album MoonDial, ripercorrere le sue più celebri composizioni per chitarra acustica e abbandonarsi a un travolgente fiume di improvvisazione in cui il chitarrista statunitense spingerà al limite le sue doti tecniche. Altro grande protagonista di questa edizione, il sassofonista americano Bill Evans che dopo 30 anni di carriera da solista oggi non smette di innovare creando nuove relazioni con musicisti di diversa estrazione. L’11 novembre al Roma Jazz Festival 2024 arriva con una formazione stellare, The VansBand All Stars, in cui spiccano il grande Gary Husband e Felix Pastorius (figlio del mito Jaco).


Fra i giganti della scena mondiale ci sono anche il contrabbassista britannico Dave Holland che ritorna al Festival il 19 novembre con la formazione Crosscurrents Trio, ovvero in compagnia del percussionista Zakir Hussain e il sassofonista Chris Potter, mettendo in connessione il jazz con la musica indiana; e il percussionista americano dall’incredibile carriera, a lungo batterista degli Art Ensemble of Chicago, l’alfiere del Panafricanismo musicale (e culturale) Famoudou Don Moye, il 16 novembre con la formazione Odissey&Legacy Trio. Decisamente più giovane ma già brillante astro del panorama internazionale è invece il sassofonista James Brandon Lewis. 41 anni, di Buffalo, Stato di New York, background gospel, educazione cristiana, Lewis riesce a trovare il perfetto equilibrio fra l’intensità spirituale e la libertà dell’improvvisazione. Alla guida del Red Lily Quintet, il 22 novembre si esibirà lasciandosi ispirare dalla indimenticata stella del gospel Mahalia Jackson, cui ha dedicato il suo ultimo album For Mahalia, With Love.


Mosso da inarrestabile curiosità e spiccata sensibilità, il Roma Jazz Festival continua a volgere lo sguardo verso le geografie “altre” rispetto a quelle consolidate in ambito jazz. Così all’interno della programmazione della 48esima edizione trovano ampio spazio musicisti provenienti dall’Azerbaijan, dalla Siria, dalla Repubblica Ceca e dalla Norvegia. Da Baku arriva ad esempio il pianista e compositore Isfar Sarabski che il 23 novembre ritorna al festival in quartetto dopo aver incantato il pubblico capitolino nel 2022. Il suo è un jazz impressionista denso di riferimenti alla tradizione folklorica azera ma al tempo stesso segnato dal minimalismo e aperto alle sperimentazioni elettroniche, grazie anche alle diverse collaborazioni con alcuni dei protagonisti della scena clubbing della sua città natale. È diventato famoso in tutto il mondo per aver iniziato la sua carriera fra le macerie di una Damasco devastata dai bombardamenti del 2011 il pluripremiato pianista nato nel campo profughi palestinese Yarmouk Aeham Ahmad, fuggito poi dalle persecuzioni dei miliziani dell’Isis per approdare, dopo un lungo viaggio nel Mediterraneo, in Europa. Da allora ha pubblicato diversi album vincendo il Premio Internazionale Beethoven per i diritti umani, la pace, la libertà, la riduzione della povertà e l’inclusione ed è stato insignito del Premio Yorum per il suo impegno civile, non avendo mai smesso in questi anni di suonare per la pace e per la libertà. Cosa che farà anche il 22 novembre al Roma Jazz Festival. La pianista e compositrice Nikól Boková è invece una figura di spicco della scena della Repubblica Ceca e il 21 novembre arriva al festival nella formazione quartetto per presentare il suo ultimo album Expedition, che mette in dialogo il jazz con la musica classica, il minimalismo e la musica pop. Il trombettista norvegese Nils Petter Molvær, considerato un pioniere del nu jazz, è invece special guest, insieme allo straordinario percussionista Michele Rabbia, il 13 novembre di (R)Evolution, un progetto interamente scritto da Alessandro Contini ed Elisabetta Antonini e ispirato a figure, in vari campi e a modo loro, rivoluzionarie, come Fela Kuti con il suo impegno politico, Salgado con quello ambientalista e Pina Bausch sul fronte delle trasformazioni radicali che ha apportato alla danza contemporanea. Del resto, come afferma il direttore artistico Mario Ciampà “temi come pace, parità di genere, diritti civili e inclusività stanno tornando al centro dei valori del jazz, mettendo in risalto il ruolo delle artiste donne e l’approccio multidisciplinare, come strumento di emancipazione e riscatto sociale”. Come ormai da tradizione del Roma Jazz Festival, forte è infatti il protagonismo femminile all’interno della programmazione. Oltre a Lakecia Benjamin, Nikól Boková ed Elisabetta Antonini, la 48esima edizione è segnata dalla presenza di artiste di primissimo piano come la cantante Camilla Battaglia che il 23 novembre presenta Elektra, un concerto ispirato a personaggi femminili archetipici ancora oggi legati a stereotipi sociali che ibrida il jazz con la letteratura. O come la pianista e compositrice greca Tania Giannouli, al festival in Trio il 21 novembre per presentare le sue sonorità frutto di ispirazioni molteplici e contraddistinte da un approccio interdisciplinare, abbracciando una gamma impressionante di stili in una fusione creativa e senza confini della realtà globale di oggi. Interdisciplinare è anche l’approccio di una vera stella del jazz italiano come la pianista Rita Marcotulli pronta ad accompagnare il pubblico del festival il 20 novembre in un viaggio visionario nell’opera di Caravaggio che è, al tempo stesso, un grande omaggio all’arte italiana. Fra jazz, elettronica, classica, contemporanea e i testi di Stefano Benni, Caraviaggianti è un vero e proprio spettacolo multimediale che lascerà incantati gli spettatori. Infine, la grande personalità di Nubya Garcia, sassofonista e compositrice ma soprattutto paladina della nuova scena inglese, che il 10 novembre salirà da sola sul palco per suonare sax, batteria, tastiere e basso in un vortice di sonorità jazz, R’N’B, dub, ska e broken beat che avvolgono il suo ultimo album Odissey ma anche il precedente Source, definito dal New York Times “un ampio panorama jazz con influenze afro-caraibiche, che racchiude le esperienze di una vita in un’ora di ascolto”. Sul fronte nu jazz in Italia i fari sono sicuramente accesi sul caleidoscopico trio Tommaso Cappellato – Collettivo immaginario, esponenti di quella onda che sta rivitalizzando fortemente la scena della penisola, facendo incontrare il jazz con l’elettronica anni ’70, le colonne sonore di Piccioni e Umiliani, il funk e i ritmi brasiliani, sotto la guida spirituale di artisti come Hermeto Pascoal, Herbie Hancock e Azymuth. Il 10 novembre presenteranno al festival le composizioni dell’ultimo album Oltreoceano. Contaminazione è la parola d’ordine anche di Murubutu, fra gli assoluti protagonisti della scena hip-hop italiana e ideatore di una particolare e originalissima forma di rap in stretto dialogo con la letteratura, la poesia e il cantautorato che nasce dalla sua professione di insegnante di storia e filosofia. Al Roma Jazz Festival si esibirà il 21 novembre insieme alla Moon Jazz Band grazie alla quale ha di recente rivisitato il proprio repertorio hip hop in chiave jazz. Ampio spazio è dedicato anche ai più giovani, sia sul fronte artistico che del pubblico. Si parte subito il 7 novembre con l’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti diretta da Paolo Damiani, una produzione Fondazione Musica per Roma, nata per valorizzare i nuovi talenti emergenti nel panorama jazzistico italiano. Sono ben 4 gli appuntamenti riservati all’infanzia, fra il 16 e il 23 novembre: Un pianoforte come cielo per i bambini da 0 a 3 anni, Jazzole storie e coccole in chiave jazz per bambini dai 3 agli 8 anni e Piano leggendo per bambini dai 4 ai 10 anni. Il 17 novembre sarà invece la volta di L’Orchestra Jazz che vorrei – L’Aquila diretta da Pasquale Innarella, una straordinaria iniziativa che coinvolge bambini e ragazzi tra gli 8 e i 18 anni e si distingue per un approccio originale che non mira esclusivamente all’eccellenza artistica ma si trasforma in un modello educativo volto a favorire l’integrazione, il rispetto reciproco e il superamento delle diseguaglianze. L’inclusività è poi il concetto che sta alla base di BIO – Blind International Orchestra, costituita da musicisti ciechi fra i 12 e i 65 anni di diverse nazionalità e nata dalla visione e dall’intuizione del compositore e direttore d’orchestra Alfredo Santoloci. Al festival si esibiranno il 17 novembre in compagnia del celebre sassofonista argentino Javier Girotto. Il 23 novembre, inoltre, insieme ai concerti di Isfar Sarabski e Camilla Battaglia, il Roma Jazz Festival ospita anche Nero a metà Experience, un grande tributo a Pino Daniele eseguito, fra gli altri da coloro che lo hanno conosciuto e accompagnato nel suo percorso artistico: Gigi De Rienzo, Ernesto Vitolo, e Agostino Marangolo. Infine, dal 9 al 24 novembre, nello spazio Arte dell’Auditorium Parco della Musica – Ennio Morricone sarà allestita la mostra fotografica collettiva dal titolo Il jazz e l’energia del sorriso realizzata da AFIJ – Associazione Fotografi Italiani di Jazz mentre dal 3 al 24 novembre alla Casa del Jazz Marcello Piras racconterà le sue Detective stories, una serie di indagini su alcune delle figure più particolari della storia del jazz. Prodotto da IMF Foundation in co-produzione con Fondazione Musica per Roma, il Roma Jazz Festival 2024 è realizzato con il contributo del MIC – Ministero della Cultura e di Roma Capitale.

Marina, Perego di Cremnago: “Investire di più nell’underwater”

Marina, Perego di Cremnago: “Investire di più nell’underwater”Venezia, 10 ott. (askanews) – Investiamo miliardi nella corsa verso Marte, e ancora troppo poco nella dimensione subacquea. L’Italia, grazie alla Marina Militare, è precursore tra le nazioni marittime. A dirlo è il Sottosegretario di Stato per la Difesa, Matteo Perego di Cremnago, intervenuto a Venezia al Transregional Seapower Symposium, organizzato dalla Marina Militare.


“E’ importante la consapevolezza che questo simposio ha portato sul mondo della subacquea. Diciamo spesso che si investono miliardi per andare sullo Spazio, nella corsa verso Marte e ancora troppo poco nella dimensione subacquea. Da questo punto di vista – sottolinea ad askanews – l’Italia, grazie anche alla Marina, è stata precursore. Abbiamo inaugurato il Polo Nazionale della Subacquea che è un grande catalizzatore di investimenti che mette insieme Università, centri di ricerca, aziende, la Marina, per scoprire cosa c’è nel mondo subacqueo, ovvero quelle terre rare fondamentali per la transizione digitale, quelle risorse alimentari che serviranno alla crescita economica del nostro Paese e soprattutto poter presidiare dal punto di vista della sicurezza il mare Nostrum, quelle che sono le acque di un Paese a fortissima vocazione marittima, non soltanto per la nostra storia, ma soprattutto per quello che è il futuro di un paese marittimo con 8.000 km di coste che può vedere nel mare la sua crescita e il futuro del nostro paese”. Il ruolo dell’Italia è strategico, ma occorre fare di più. “Dobbiamo ricordarci – prosegue il sottosegretario alla Difesa – che la nostra storia ci insegna come lo sviluppo economico del Paese sia passato attraverso il mare e quindi possiamo guardare nel mare quegli strumenti, quegli elementi, proteggendo l’ambiente, proteggendo questo ecosistema importante per far crescere il Pil del nostro Paese. Lo si può fare soltanto se si uniscono tutte le forze, quindi partnership pubblico privato, vuol dire centri di ricerca, le università, le aziende e fare le leggi adeguate per sostenere quello che questo governo si è impegnato come priorità. Per cui io vedo, sono molto ottimista sul futuro del mare per il nostro paese. Il nostro paese e il mare sono strettamente legati l’uno dall’altro, noi dipendiamo dal mare e sono sicuro che attraverso il mare potremo vivere ancora una grande epoca di espansione così come è stato nel passato”.

Onu: Israele è responsabile di crimini contro l’umanità a Gaza

Onu: Israele è responsabile di crimini contro l’umanità a GazaRoma, 10 ott. (askanews) – Israele si è reso responsabile di crimini contro l’umanità nella Striscia di Gaza: lo ha stabilito la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est, e Israele.


“Il rapporto ha rilevato che le forze di sicurezza israeliane hanno deliberatamente ucciso, detenuto e torturato personale medico e preso di mira veicoli sanitari mentre rafforzavano l’assedio su Gaza e limitavano i permessi di lasciare il territorio per cure mediche. Queste azioni costituiscono crimini di guerra di uccisione e maltrattamento volontari e di distruzione di proprietà civili protette e crimine contro l’umanità di sterminio”, afferma il documento.Sia Israele e sia i gruppi armati palestinesi sono responsabili di torture nei confronti dei prigionieri: lo ha stabilito sempre la Commissione d’inchiesta internazionale indipendente delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, inclusa Gerusalemme Est, e Israele.


“La Commissione ha anche indagato sul trattamento dei detenuti palestinesi in Israele e degli ostaggi israeliani e stranieri a Gaza dal 7 ottobre 2023, e ha concluso che Israele e i gruppi armati palestinesi sono responsabili di tortura e violenza sessuale e di genere”, si legge nel rapporto diffuso dalla Commissione.Il ministro israeliano della sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir ha ordinato personalmente di torturare i prigionieri palestinesi: “Il rapporto ha rilevato che il maltrattamento istituzionalizzato dei detenuti palestinesi, una caratteristica di lunga data dell’occupazione, ha avuto luogo sotto ordini diretti del ministro israeliano responsabile del sistema carcerario, Itamar Ben-Gvir, ed è stato alimentato da dichiarazioni del governo israeliano che incitavano alla violenza e alla rappresaglia”.


 

Esercitazione Campi Flegrei, domani alle 17 sms test in Campania

Esercitazione Campi Flegrei, domani alle 17 sms test in CampaniaMilano, 10 ott. (askanews) – Domani in Campania, nell’ambito dell’esercitazione nazionale “Exe Flegrei 2024” che coinvolge tutto il Sistema nazionale della Protezione Civile, in Campania verrà simulato uno stato di rischio di eruzione imminente, con l’innalzamento del livello di allerta a rosso e l’attivazione della fase operativa di allarme, attraverso l’invio alle 17 su tutti i cellulari presenti nel territorio della Campania di un messaggio test IT-alert.


“TEST TEST Esercitazione Campi Flegrei 2024. Questo è un messaggio di TEST IT-alert. È in corso la SIMULAZIONE di una possibile attività vulcanica ai Campi Flegrei. Per conoscere il messaggio che riceverai in caso di reale pericolo e per compilare il questionario vai su www.it-alert.gov.it TEST TEST” si leggerà nel messaggio, tradotto anche in lingua inglese. Il messaggio, a causa del fenomeno noto come overshooting, potrà essere ricevuto anche dai telefoni cellulari che si trovano nelle regioni confinanti o limitrofe alla Campania.


In un situazione reale, IT-alert segnalerebbe l’inizio delle attività previste dal Piano di allontanamento della popolazione, che sarà testato a partire dalle ore 9:00 del 12 ottobre. Il sistema IT-alert è operativo dal 13 febbraio 2024 per lo scenario di attività vulcanica ai Campi Flegrei, ma grazie ai test e ai feedback raccolti sarà possibile verificare il processo di trasmissione dei messaggi, il comportamento delle celle telefoniche e la relativa copertura per rendere il sistema sempre più efficace.

Coldiretti: da stop cibo spazzatura risparmio da 12 mld annui

Coldiretti: da stop cibo spazzatura risparmio da 12 mld annuiRoma, 10 ott. (askanews) – Lo stop al cibo spazzatura, principale causa dell’obesità tra la popolazione, porterebbe a un risparmio di 12 miliardi all’anno per la spesa sanitaria, con effetti positivi sui conti del Sistema Paese e sulla salute degli italiani. Ad affermarlo è la Coldiretti sulla base di uno studio della Fondazione Aletheia, in occasione della giornata nazionale Obesity Day 2024 che si celebra il 10 ottobre e precede di un giorno il World Obesity Day dell’11 ottobre.


Nell’ottica di promuovere i prodotti base della Dieta mediterranea, che sono diventati un modello di consumo in tutto il mondo, Coldiretti promuove il progetto “Educazione alla Campagna Amica” che coinvolge alunni delle scuole elementari e medie in tutta Italia che partecipano a lezioni in programma nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe. Ma c’è anche Fondazione Campagna Amica che, oltre alla presenza nelle scuole, ha promosso negli anni un progetto in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, finalizzato all’educazione alimentare dei più piccoli grazie al coinvolgimento dei pediatri che, insieme ai produttori agricoli, spiegano ai bambini l’importanza di una merenda e un’alimentazione sana con un’attenzione ad alcuni temi importanti fin dalla crescita come la stagionalità dei prodotti, il Km0 e i corretti stili di vita.