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Autore: Redazione StudioNews

Terra Madre rimette la natura al centro: contadini biodiversità culturale

Terra Madre rimette la natura al centro: contadini biodiversità culturaleMilano, 26 set. (askanews) – Ridisegnare la relazione con la natura, riconoscere un ruolo politico ai contadini, ripartire dal valore del cibo e non dal suo prezzo. Sono questi i messaggi che arrivano dalla 15esima edizione di Terra Madre Salone del Gusto, la manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto in corso a Parco Dora, a Torino, fino al 30 settembre. Ad aprirla un messaggio di Papa Francesco che il fondatore di Slow Food, Carlo Petrini, ha definito un documento politico straordinario, in cui i contadini sono i custodi di una biodiversità culturale da portare in salvo.


“Rispetto a vent’anni fa – ha detto Carlo Petrini – è ormai diventata senso comune che la cultura alimentare e l’attivismo attorno a queste tematiche possono assolvere un ruolo politico di prima fascia. E questo perchè dobbiamo essere coscienti che il sistema alimentare globale è nocivo per la salute del Pianeta, crea sprechi di proporzioni bibliche e non è assolutamente più sostenibile. Quindi il cambio diventa uno degli elementi distintivi di questa fase di transizione”. Organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, con il patrocinio del ministero dell’Agricoltura, del Turismo, dell’Ambiente e degli Esteri, la manifestazione per festeggiare i suoi 20 anni quest’anno ha scelto un titolo emblematico We are nature: “Questa riflessione del superamento della visione antropocentrica sta alla base di tutta la storia di Terra Madre – ha sottolineato Petrini – Riproporre in questa edizione la centralità della natura è l’elemento distintivo di questa fase storica, destinata a durare non qualche anno ma molto probabilmente diversi decenni se non qualche secolo. Parliamo della transizione ecologica, per affrontare la quale l’educazione alimentare diventa uno degli elementi di aiuto”. “Siamo voluti uscire dalla logica antropocentrista che ha connotato il Novecento – ha rimarcato Barbara Nappini, presidente Slow Food Italia – la nostra esortazione è a un cambio di paradigma. Non siamo noi che gestiamo, controlliamo, tantomeno salveremo la natura ma sarà casomai lei evidentemente a salvarci, se la trattiamo un po’ meglio di come abbiamo fatto finora. E’ quindi un’esortazione a rientrare dentro la natura come parte di un mosaico molto più grande di noi e a partire da questo l’obiettivo comune del sistema alimentare, ma non solo, è quello di integrare le attività umane in maniera armonica con gli ecosistemi che ci ospitano”.


Accanto ai 700 espositori del Mercato italiano e internazionale, tra cui 180 Presìdi Slow Food, un terzo in più rispetto a due anni fa, 3mila delegati da 120 Paesi che accoglieranno le persone in visita in questi giorni a Terra Madre. Una festa prima che un mercato che durante l’inaugurazione ha idealmente riunito intorno a un mappamondo sollevato al cielo i contadini di tutto il Pianeta. Al centro delle decisioni dei Grandi della Terra riuniti a Ortigia per il G7 Agricoltura. “Per noi il cibo è uno strumento di cambiamento culturale e politico, quindi Torino chiama Ortigia – ha detto Nappini – Noi abbiamo fatto già recapitare 10 punti al ministro dell’Agricoltura proprio per portare le nostre richieste, molte delle quali sono enormi e anche ovvie. Ma in generale quello che di nuovo abbiamo chiesto a Ortigia è lavorare per decisioni lungimiranti che si occupino non dei prossimi sei mesi ma dei prossimi sei secoli perché l’agricoltura è la garanzia di sopravvivenza per tutti noi”.


E proprio per rimettere al centro l’agricoltura Carlo Petrini chiede ai 7 Grandi della Terra che quella biodiversità culturale rappresentata dai contadini, per riprendere le parole di Papa Francesco, abbia un riconoscimento politico. “In qualche misura fa giustizia un messaggio straordinario che Papa Francesco ha mandato a questa assise, che è un messaggio culturale, politico di grande rilevanza – ci ha detto – dove definisce questa moltitudine di persone i custodi della terra comune, della casa comune. E allora io penso che ridare valore politico a questa moltitudine è la grande scommessa. Ridurre tutto alla rappresentanza politica non è sufficientemente rappresentativo dello stato delle cose”. “Questa realtà – ha concluso – a mio modo di vedere dopo la pandemia è destinata a diventare un nuovo soggetto politico”.

Gorizia e Nova Gorica capitali europee Cultura 2025, il programma

Gorizia e Nova Gorica capitali europee Cultura 2025, il programmaMilano, 26 set. (askanews) – Nova Gorica e Gorizia, Capitali Europee della Cultura 2025, tra poco più di quattro mesi diventeranno la prima Capitale Europea della Cultura transfrontaliera. L’Ente sloveno per il Turismo ha presentato a Milano il programma di celebrazioni delle due città per il 2025. Per la prima volta, il titolo di Capitale europea della Cultura sarà detenuto da due città insieme, le uniche in Europa ad essere attraversate da un confine. Decine di eventi gratuiti da entrambi i lati del confine porteranno l’attenzione continentale a rivolgersi alla Valle del Vipava, di cui la località slovena costituisce il capoluogo.


Dopo aver dedicato l’anno corrente al ventennale dall’ingresso della Slovenia nella UE, la giovane Repubblica slovena è pronta ad una nuova stagione culturale per il Paese, nel segno del superamento delle frontiere con il resto d’Europa e della voglia di raccontare al mondo i grandi passi in avanti compiuti negli ultimi decenni. La cerimonia inaugurale, che unirà entrambe le città in una celebrazione condivisa, si terrà l’8 febbraio 2025, in concomitanza con la Giornata slovena della Cultura (giorno di Prešeren). Il programma, curato dall’ente GO! 2025, si svilupperà su due filoni tematici: il rosso e il verde.


Il filo rosso rappresenta il confine, storico e contemporaneo. Attraverso lo slogan “Go! Borderless”, si esplorerà la questione fondamentale di tutti i progetti artistici: quale rapporto abbiamo con il confine? Un confine può riguardare due paesi, due culture diverse, due nazioni, due stati e, in questo caso, due città che in passato hanno vissuto esperienze traumatiche e che oggi stanno vivendo una coesistenza pacifica. “Auspichiamo che la nomina di Nova Gorica e Gorizia a Capitale Europea della Cultura 2025 diventi un’occasione per raccontare una regione in cui il concetto stesso di confine cambia significato, mettendo al centro la comunicazione e la condivisione attraverso l’arte, la cultura e l’enogastronomia”, ha dichiarato Aljoša Ota, direttore dell’Ente sloveno per il Turismo in Italia.


Il filo verde è quello dello smeraldino fiume Isonzo, il cui colore rappresenta l’identità visiva del progetto. La regione Capitale Europea della Cultura si estende dalla cima del monte Triglav, sorgente del corso d’acqua, fino alla sua foce nel mare Adriatico, sul lato italiano. Il filo verde si riflette anche nella natura sostenibile del progetto, alla ricerca di un qualcosa di utile per il futuro, ma sempre con un’attenzione particolare alle persone. Nel segno del green anche il nuovo distretto ECOC, che prende vita proprio nel tratto di 1 KM tra le due ex dogane. Il progetto si configura come una passeggiata verde della conurbazione, uno spazio sociale per gli abitanti di Nova Gorica e Gorizia che comprende 4 aree di intervento (il Piazzale della Transalpina con il suo Tridente, l’area verde che conduce al valico di San Gabriele, EPIC e Super 8).


Nova Gorica e la valle del Vipava Esistono luoghi, in Europa, dove gli scossoni portati alla Storia del mondo, dal trascorrere del Novecento, si mostrano meglio e più chiaramente che altrove. La valle del Vipava è sicuramente uno di questi: da un lato l’italiana Gorizia, importante centro sorto nel Medioevo sulla romana via Gemina e sul corso dell’Isonzo, dove convivono ancora oggi tracce di cultura latina, germanica e slava. Dall’altro, Nova Gorica, poco più di 13.000 abitanti tra le fertili colline della riva sinistra del fiume Isonzo costruita di fatto dal nulla dopo la Seconda Guerra Mondiale, come prodotto e manifesto ideologico dell’urbanistica socialista nell’area che, a seguito dei trattati di Parigi del 1947, era stata riconosciuta alla Jugoslavia. Nova Gorica (che i locali chiamano Gorica e basta, mentre è quella italiana a essere Stara Gorica, Gorizia Vecchia – ndr) è considerata la più giovane città della Slovenia in virtù dei suoi “soli” 70 anni di vita, si mostra audace e futurista nell’architettura quanto verde e consapevole nei confronti delle sfide del nuovo millennio. Due città simbolo o, meglio, una sola città, l’unica in Europa ad essere attraversata da un confine tra due Stati. Un confine che, per troppi anni, ha significato frattura, una separazione immortalata nelle foto in bianco e nero del filo spinato di piazzale Transalpina e che, invece, oggi diventa sempre più una mano tesa, un luogo di incontro tra due popoli e il simbolo, per tutto il resto del mondo, di come la pace e la condivisione siano un percorso non solo possibile, ma addirittura necessario. Go! 2025 – l’8 febbraio 2025 la cerimonia d’inaugurazione Tra gli eventi che contrassegneranno Go! 2025 sono già stati annunciati per il 2025 l’inaugurazione “Da stazione a stazione” che avverrà l’8 febbraio; la Marcia per l’Europa che si svolgerà tra il 1° e il 9 maggio, la manifestazione “Gusti senza Frontiere” dal 26 al 28 settembre; la cerimonia di chiusura “Una Luminosa Ceremonia di Chiusura GO! 2025” tra il 1° e il 5 dicembre. Terre di frontiera: Brda, il Collio sloveno Tra le realtà di frontiera maggiormente interessate dalla nomina di Nova Gorica insieme a Gorizia a Capitale Europea della Cultura transfrontaliera 2025 troviamo Brda, una regione di frontiera che prende il nome dai colli che ne tratteggiano il profilo (la parte friulana si chiama, non a caso, Collio) e che è stata inserita dalla CNN tra le 11 regioni vinicole da scoprire nel mondo. Oltre alla cultura enogastronomica che ha dato vita a marchi come Brdalicious, Brda si distingue anche come destinazione escursionistica d’élite (da qui passano 2 tappe del Alpe Adria Trail, 2 tappe del Juliana Trail e il Sentiero della Pace sul monte Sabotino), nonché come meta perfetta per gli appassionati di cicloturismo, che potranno misurarsi qui con la nuovissima TransDinarica e con la Juliana Bike. Il gruppo Hit: una mostra a Nova Gorica per i 40 anni del primo casinò La città di Nova Gorica è sede della più grande realtà slovena nel settore del turismo e dell’intrattenimento, il Gruppo Hit, che in occasione del 40º anniversario dell’apertura del primo casinò della catena Hit Universe of fun, presenterà al pubblico una mostra permanente presso il Park, Hotel & Entertainment. “Si tratta di una preziosa collezione di opere grafiche di artisti del territorio transfrontaliero, un’iniziativa culturale atta a mettere in risalto il significativo legame tra il mondo dell’economia e dell’arte. La mostra, insieme agli eventi del programma GO!2025, contribuirà indubbiamente ad arricchire l’offerta culturale della città” commenta Suzana Pavlin, Direttore vendite del gruppo. Il Gruppo Hit ospiterà eventi di rilievo internazionale, come l’ECA Casino Industry Forum e il COS Casino Operations Summit, attirando l’attenzione dei principali player europei dell’industria del gioco e dell’intrattenimento su Nova Gorica, consolidando così la sua posizione come centro di eccellenza nel settore.

”Tra sogni e desideri”, lo show musicale di Diana Del Bufalo

”Tra sogni e desideri”, lo show musicale di Diana Del BufaloRoma, 26 set. (askanews) – Dopo la première presso il Teatro Romano di Benevento, arriva in sei date evento, Tra sogni e desideri, uno show che porta in scena la magia del musical con quella della musica dal vivo.


Le più belle colonne sonore della Disney interpretate da Diana Del Bufalo, la voce narrante di Francesco Pannofino, una orchestra composta da oltre trenta musicisti, vocal ensemble di quattordici elementi e la partecipazione di performer, animeranno e comporranno il palco dello show de Tra sogni e desideri. Un viaggio lungo oltre cento anni, adatto a tutta la famiglia per ripercorrere le fiabe che hanno segnato la nostra vita; due ore in cui si attraverseranno le più belle melodie di sempre, quelle che hanno fatto sognare intere generazioni. Una trasposizione cinematografica in chiave musicale in un percorso di fiabe e leggende per rivivere quelle storie che hanno popolato e animato da sempre il nostro immaginario.


Le date evento si terranno a Napoli (7 e 8 dicembre 2024 al Teatro Palapartenope), Milano (18 dicembre 2024 al Teatro Arcimboldi), Bari (27 dicembre 2024 al Teatro Team), Roma (29 dicembre 2024 all’Auditorium Conciliazione) e Padova (6 gennaio 2024 al Gran Teatro Geox). I biglietti sono disponibili online su Ticketone e in tutti i punti vendita autorizzati. Tra sogni e desideri è prodotto da A1 Pictures in collaborazione con BCT Produzione. Direttore Artistico e Regia, Antonio Frascadore. Direttore d’Orchestra, Marco Attura. Musiche, Orchestra Filarmonica di Benevento. Vocal ensemble, ANIMEniacs Corp. Performer, Club Ginnastico Benevento.

Unicredit-Commerzbank: titoli volano, domani primo incontro a Francoforte

Unicredit-Commerzbank: titoli volano, domani primo incontro a FrancoforteMilano, 26 set. (askanews) – Seduta sugli scudi in Borsa per Unicredit (+4,8% a 39,7 euro) e Commerzbank (+6,7% a 16,32 euro), con il mercato che specula sull’avvio di trattative tra i due istituti nel giorno in cui c’è stata la prima vera apertura dei tedeschi nei confronti del gruppo italiano, che ha costruito una partecipazione potenziale complessiva del 21% nella seconda banca tedesca e ha chiesto alla Bce di poter salire fino al 29,9% nel capitale.


Dopo il “muro” dei giorni scorsi da parte dei sindacati, dei consiglieri e di Berlino, l’AD in pectore di Commerzbank Bettina Orlopp, che dal primo ottobre assumerà la guida del gruppo, ha mostrato oggi un atteggiamento più aperto nei confronti di Unicredit e ha annunciato che domani terrà un primo giro di colloqui con gli italiani. Dopo la mossa di Unicredit “guardiamo ogni opzione” e “non faremo cose stupide” per proteggerci, ha detto durante la Ceo Conference di Bank of America, “domani avremo un incontro, il primo incontro, vedremo. Penso che sia un punto di inizio, Unicredit ora è un azionista, un investitore, ed è normale che si scambino i punti di vista”. Secondo quanto si apprende, l’investor meeting si terrà a Francoforte e per Unicredit dovrebbe partecipare il team del Cfo, mentre non dovrebbe essere presente il Ceo Andrea Orcel. Si tratta del primo incontro tra i due gruppi da quando due settimane fa Unicredit è diventato uno dei principali azionisti. La strada (per una fusione) al momento resta comunque ancora in salita. Oggi i consigli di sorveglianza e di amministrazione di Commerzbank hanno confermato all’unanimità l’attuale strategia di indipendenza della banca. “Commerzbank sta continuamente espandendo la propria posizione indipendente come forte pilastro del mercato bancario tedesco e partner affidabile dell’economia nazionale. Come Banca per la Germania, crediamo fermamente di avere un notevole potenziale di crescita”, ha sottolineato la banca, nell’annunciare l’aggiornamento della strategia al 2027, promettendo più utili e una maggiore remunerazione dei soci.

Eolico offshore, Renexia:Taranto tra le candidate per fabbrica turbine

Eolico offshore, Renexia:Taranto tra le candidate per fabbrica turbineRoma, 26 set. (askanews) – “Ottant’anni di associazionismo per Confindustria Taranto sono un traguardo davvero significativo e lasciano una traccia indelebile nel tessuto di una città e un territorio con cui abbiamo un rapporto speciale”, così Riccardo Toto, Direttore Generale di Renexia, a margine dell’evento tenutosi alla Camera dei Deputati per celebrare gli 80 anni di Confindustria Taranto.


Nelle acque antistanti il porto di Taranto, nel 2022 Renexia ha inaugurato “Beleolico”, il primo parco eolico marino del Mediterraneo, realizzato secondo un modello industriale frutto dell’esperienza maturata dalla società negli Stati Uniti e Toto ne ha sottolineato la grande valenza: “Per noi Taranto e la Puglia sono un po’ come una seconda casa, con Beleolico abbiamo applicato il “modello Renexia” per coinvolgere in un dialogo continuo e costruttivo tutte le realtà attive del territorio e i risultati ci hanno dato ragione”. Nell’ambito delle attività di Renexia, Toto ha messo in evidenza l’avanzamento dei grandi progetti: “Negli USA ad inizio settembre la Casa Bianca ha autorizzato definitivamente il progetto della nostra controllata US Wind per realizzare un parco eolico offshore da 1,7 Gw nel Maryland. In Italia abbiamo consegnato ad agosto lo Studio di Impatto Ambientale di MedWind, il più importante progetto di eolico offshore galleggiante dell’intero Mediterraneo al largo delle coste occidentali della Sicilia. Per la sua portata, Med Wind potrebbe essere l’innesco per avviare una filiera industriale nazionale, non presente in altri paesi europei, che assicurerebbe all’Italia un ruolo di leadership nel segmento dell’industria eolica oltre a contribuire concretamente all’implementazione del Piano Mattei”.


E in relazione all’innesco di una filiera dell’eolico “Made in Italy”, Toto ha chiarito le ragioni dell’accordo per la costruzione di una fabbrica di turbine in Italia: “Abbiamo cominciato a ragionare in un’ottica globale con la firma in agosto di un protocollo d’intesa al Mimit alla presenza del ministro Adolfo Urso e del colosso cinese MingYang, uno dei più grandi produttori al mondo di turbine eoliche. Lo scopo è quello di realizzare in Italia una fabbrica di turbine e avviare finalmente il processo che porterà a creare nel nostro paese una filiera industriale specializzata. Si tratta di un investimento da 500 milioni di euro che darà occupazione a 1300 persone”. Sui tempi di realizzazione del nuovo sito produttivo, Toto è stato altrettanto chiaro: “L’accordo prevede la localizzazione della nuova fabbrica, gestita da una newco a maggioranza italiana, entro la fine dell’anno. Con MingYang stimiamo in 2 anni il tempo di costruzione della nuova fabbrica a partire dal Final Investiment Decision. Per quel che riguarda l’area, Taranto è già entrata, con altre, tra le sedi candidate per l’avvio della filiera italiana dell’offshore. La scelta verrà fatta nelle prossime settimane al termine delle valutazioni in corso assieme al Governo, Invitalia, le Regioni e le Autorità Portuali interessate”.

Vino, Lazio ottiene 10 “Tre Bicchieri” dalla guida del Gambero Rosso

Vino, Lazio ottiene 10 “Tre Bicchieri” dalla guida del Gambero RossoMilano, 26 set. (askanews) – Sono dieci i vini del Lazio che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri”, il massimo riconoscimento assegnato dalla guida “Vini d’Italia 2025” del Gambero Rosso.


Gli estensori del volume evidenziano che in queste bottiglie premiate “troviamo la bellezza di 14 vitigni diversi”, fatto questo che rivela come “i vitigni autoctoni facciano una gran fatica ad indicare il ‘senso di marcia’ al territorio”, più di quanto accada in altre regioni. Non solo, i critici enologici mettono inoltre in luce che i “Tre Bicchieri sono sparsi in tutto il territorio della regione” e “questo vuole anche dire che ancora non si è riusciti a creare dei veri e propri ‘distretti vitivinicoli’ di qualità”. Tra le novità positive, c’è invece il massimo riconoscimento assegnato per la prima volta ad uno spumante laziale, il “Metodo Classico” che il vignaiolo Sergio Mottura produce nella sua Cantina di Civitella D’agliano (Viterbo). Le etichette che hanno ottenuto i “Tre Bicchieri” sono: “Anthium Bellone 2023” di Casale del Giglio; “Biancolella di Ponza 2023 di Antiche Cantine Migliaccio; “Cesanese del Piglio Sup. Hernicus 2022” di Antonello Coletti Conti; “Fiorano Bianco 2022” di Tenuta di Fiorano; “Frascati Sup. 2023” di Casale Marchese; “Habemus 2022” di San Giovenale; “Montiano 2021” di Famiglia Cotarella; “Poggio Triale 2022” di Tenuta La Pazzaglia; “Roma Bianco 2023” di Poggio Le Volpi; e il “Sergio Mottura Brut Metodo Classico 2015” di Sergio Mottura.

Patto Ue per clima a “Terra Madre”, tutela ambiente parte da terra

Patto Ue per clima a “Terra Madre”, tutela ambiente parte da terraRoma, 26 set. (askanews) – Il Patto europeo per il clima porta i temi della transizione ambientale a “Terra Madre”, il Salone del gusto organizzato da Slow food, che si svolgerà a Torino, Parco Dora, fino al 30 settembre. La 15esima edizione di Terra Madre ha scelto il claim We Are Nature a sottolineare la necessità di costruire una nuova relazione tra produzione agroalimentare e la natura.


Slow Food è partner del Patto europeo per il clima, insieme sono impegnate ad affrontare il cambiamento climatico e a contribuire a un futuro sostenibile. Al Salone del gusto parteciperà il Coordinamento nazionale del Climate Pact (Alleanza per il Clima Italia) anche con gli ambasciatori Alice Casiraghi, Marina Kovari e Andrea Castellan che saranno a disposizione per fornire informazioni dettagliate sul Patto, promuovere la nuova call e rispondere alle domande dei visitatori.


Gli ambasciatori parteciperanno anche a diversi eventi in calendario come relatori, tra questi: Rigenera, Building sustainable food systems: the role of cities and the results of the food trails project e What ends up on our plates?. Le politiche agricole risultano strettamente connesse a quelle ambientali tanto da essere determinanti per il successo della transizione ambientale e dello sviluppo del Green Deal.


Il Salone del gusto rappresenta un’opportunità importante per avvicinare, informare e confrontarsi con un pubblico ampio, variegato ma già sensibile ai temi della tutela ambientale e del cambiamento climatico, il quale, inevitabilmente, ha un impatto anche sul settore agroalimentare. Terra Madre, organizzato da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte, ha il patrocinio del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, del Ministero del Turismo, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, e del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.

Confindustria, Orsini: l’energia è la salvaguardia del paese

Confindustria, Orsini: l’energia è la salvaguardia del paeseVicenza, 26 set. (askanews) – “L’energia è la salvaguardia del paese”. A dirlo il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini intervistato da Gianluca Comin all’assemblea di Federacciai a Vicenza.


Sul fronte del nucleare, Orsini ha sottolineato di voler “chiedere al governo che sia messo in legge di bilancio la sperimentazione sul suolo italiano di questi impianti per il nucleare, altrimenti rischiamo di perdere quella tecnologia.  Abbiamo imprese italiane che questi sistemi li conoscono e vanno a fare manutenzione in giro per il mondo e il rischio di non partire è che magari perdiamo il nostro saper fare. Non possiamo ritrovarci a comprare il 20% di energia nucleare dalle vecchie centrali francesi o da quelle nuove perché noi non siamo mai partiti, dobbiamo fare presto per aiutare le nostre imprese ad essere competitive”, ha concluso.

Milano, Sala crea nuova direzione legalità e l’affida a capo vigili

Milano, Sala crea nuova direzione legalità e l’affida a capo vigiliMilano, 26 set. (askanews) – L’Amministrazione comunale di Milano ha deciso di consolidare il presidio su tutti gli aspetti connessi alla legalità, anche in vista dell’approssimarsi delle Olimpiadi del 2026, mediante una nuova Direzione specialistica Legalità e Controlli. Spetterà a questa Direzione il presidio e il coordinamento delle diverse azioni a salvaguardia dei principi di legalità e trasparenza, prevenzione della corruzione, protezione dei dati personali, lotta all’evasione e al riciclaggio, sempre in stretta relazione con il Comitato per la Legalità e il Comitato Antimafia, oltre che in raccordo con tutte le direzioni interne al Comune e le autorità esterne.


A capo di questa Direzione, che entra in funzione a partire dal prossimo 1° ottobre, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nomina Marco Ciacci, 53 anni, attualmente Comandante della Polizia locale. Contestualmente Gianluca Mirabelli è nominato dal Sindaco Comandante del Corpo di Polizia Locale e Direttore della Direzione Sicurezza Urbana. Mirabelli, 46 anni, ha ricoperto l’incarico di direttore operativo e, precedentemente, di capo di Gabinetto della Polizia locale di Milano.

Ass. Mammi nel ravennate per ricognizione danni alluvione

Ass. Mammi nel ravennate per ricognizione danni alluvioneRoma, 26 set. (askanews) – Una prima ricognizione dei danni a coltivazioni, terreni e allevamenti, provocati dall’alluvione che dal 17 al 19 settembre ha colpito il territorio del ravennate. E lo stato di avanzamento degli indennizzi legati ai finanziamenti in ambito agricolo per gli altri gravi episodi di maltempo e allagamenti del 2023.


Questi i temi al centro dell’incontro di stamattina, nella sede della Provincia di Ravenna, tra l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, la vicepresidente della Provincia di Ravenna, Valentina Palli, le associazioni che rappresentano le imprese agricole e agroalimentari ravennati, e la struttura tecnica regionale. “L’impegno della Regione per erogare le risorse per le imprese agricole, alcune colpite più volte dai tragici eventi alluvionali è massimo – ha detto l’assessore Mammi – Stiamo lavorando per la messa in sicurezza delle opere, per provvedere alle criticità più urgenti e garantire aiuto e sostegno alle imprese. E’ necessario coinvolgere gli agricoltori nella fase di ricostruzione delle opere che serviranno per mettere in sicurezza i territori, e che vanno realizzate con rapidità. Abbiamo inoltre bisogno di correggere gli strumenti di erogazione delle risorse che non stanno funzionando, come ad esempio Agricat”.


La Regione, nel frattempo continua a lavorare anche a livello tecnico tenendo aperto il confronto con le rappresentanze delle imprese agricole e agroalimentari per la ricostruzione e la messa in sicurezza del territorio, per accelerare le attività infrastrutturali, le opere di somma urgenza, la pianificazione territoriale. “Siamo in continuo contatto con tutte le associazioni per raccogliere le loro istanze e collaborare insieme- ha concluso Mammi – Il confronto con le rappresentanze delle imprese è fondamentale per agire con concretezza, tempestivamente e condividendo le decisioni sul territorio. Faremo tutto il possibile per sostenere le nostre imprese agricole, ancora una volta colpite dagli effetti del surriscaldamento e dei cambiamenti climatici, che credo nessuno possa più negare”.