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Autore: Redazione StudioNews

Mattarella: la cultura ha un valore risolutivo per la difesa dell’umanità

Mattarella: la cultura ha un valore risolutivo per la difesa dell’umanitàMilano, 15 set. (askanews) – “In un momento di cambiamenti epocali e di ferite lancinanti procurate dalle guerre, la cultura, nella sua pluralità, assume un valore risolutivo per la difesa dell’umanità”, così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, Noemi Di Segni, in occasione della Giornata europea della cultura ebraica.


“Con questo spirito, desidero rivolgere ai promotori e ai partecipanti alle numerose iniziative organizzate in Italia il più sentito apprezzamento, per mantenere vivi l’incontro e il dialogo tra le comunità, tutte parti della famiglia umana, affinché si possa continuare a lavorare insieme al cantiere della pace, dell’amicizia, della libertà” ha aggiunto il capo dello Stato. “Ricorrono venticinque anni dall’istituzione della Giornata europea della cultura ebraica, una manifestazione che nel tempo ha saputo affermarsi come occasione, per tutti, per riscoprire un patrimonio culturale di grande valore, parte integrante della storia europea e italiana” ha evidenziato Mattarella.


“‘Città capofila’ di questa Giornata sarà la Città di Torino, dove una piccola comunità risiedeva dal 1424. La conoscenza è lo strumento fondamentale per superare le degenerazioni dei valori della convivenza civile che i principi fondanti della Repubblica scolpiscono nell’uguaglianza di tutti i cittadini” ha concluso.

Con il carpooling aziendale 166.000 auto tolte dalla strada

Con il carpooling aziendale 166.000 auto tolte dalla stradaMilano, 15 set. (askanews) – Le città e le province italiane continuano a lottare contro alti livelli di inquinamento atmosferico e ad impattare in maniera consistente è il settore dei trasporti, responsabile – secondo l’Ispra – di circa il 25% delle emissioni totali di CO2 in Italia. A contribuire sono – tra gli altri – i pendolari che quotidianamente percorrono il tragitto casa-lavoro: si tratta, rivela l’ISTAT, di oltre 20 milioni di persone che, nel 70,7% dei casi, scelgono di muoversi con l’auto privata. Una scelta che ha un notevole impatto sulla qualità della vita e sul benessere ambientale.


In questo contesto, una soluzione che riduce il numero di veicoli in circolazione e le emissioni di CO2 e permette ai pendolari di risparmiare sui costi degli spostamenti è rappresentata dal carpooling aziendale, che prevede la condivisione delle auto tra colleghi che percorrono lo stesso tragitto. Sono già numerose in Italia le aziende virtuose che, insieme al loro mobility manager, hanno scelto di promuovere il carpooling aziendale e lo dimostrano i dati record del primo semestre 2024: si registrano 290.256 viaggi in carpooling certificati, ovvero l’equivalente di oltre 166.000 auto tolte dalle strade, 553.516 kg di CO2 in meno e un risparmio totale per i dipendenti di 845.660 euro. È quanto emerge dall’Osservatorio Aziende In Movimento realizzato da Jojob Real Time Carpooling, che ha analizzato i dati delle 2.926 sedi aziendali e le abitudini dei 177.637 dipendenti coinvolti dalle aziende che hanno a disposizione il servizio di carpooling aziendale per la tratta casa-lavoro. Tramite l’app di Jojob e le campagne di comunicazione promosse dal suo team, i mobility manager delle aziende possono infatti diffondere e incentivare l’uso dei trasporti condivisi e a basso impatto ambientale: I dipendenti delle aziende che aderiscono a Jojob possono pubblicare e rendere disponibili i propri tragitti casa-lavoro, trovare autisti e passeggeri compatibili come ad esempio colleghi o dipendenti di aziende limitrofe. “Il nuovo Osservatorio con focus specifico sulla mobilità delle aziende ci aiuta a comprendere meglio anche il tessuto economico del Paese e le relative esigenze dei lavoratori”, dichiara Gerard Albertengo, CEO e fondatore di Jojob. “Il carpooling offre significativi benefici sia alle aziende che ai dipendenti, soprattutto in contesti urbanizzati come la Lombardia o il Piemonte. In generale, emerge sempre più nettamente l’importanza, all’interno della struttura aziendale, della figura del Mobility Manager, responsabile della pianificazione e della gestione della mobilità aziendale: grazie al suo lavoro è possibile implementare soluzioni per ridurre l’impatto ambientale degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti, aumentando al tempo stesso il benessere dei lavoratori”.


L’Osservatorio Aziende in Movimento di Jojob ha permesso di fotografare l’andamento del carpooling in tutta Italia, individuando anche le regioni e le province in cui si registrano più viaggi condivisi, nonché le differenti abitudini dei carpooler. Analizzando nel dettaglio il numero di sedi attive nelle singole regioni italiane, sul primo gradino del podio troviamo la Lombardia con il 18,3% delle aziende ad aver adottato il carpooling. Dato emblematico di una regione con un tessuto imprenditoriale e finanziario ampiamente sviluppato, testimone dell’urgenza di mettere in campo un numero sempre maggiore di soluzioni di mobilità sostenibile dal sempre minor impatto economico e ambientale. A seguire l’Emilia-Romagna, regione con una ricca tradizione industriale e manifatturiera, che registra un 16,7% delle sedi sul totale nazionale. Al terzo posto il Lazio con l’8,7% delle sedi, percentuale influenzata sia dalla presenza delle numerose aziende e sedi istituzionali nella capitale Roma che dalla carenza in alcune aree di trasporti urbani ed extraurbani efficaci che consentano spostamenti efficienti. A livello provinciale, al primo posto troviamo Roma con il 7,6% di sedi attive sul totale nazionale. Dato spia di quanto la pratica del carpooling aziendale sia indispensabile in una città con una particolari criticità legate alla viabilità e congestione veicolare. Al secondo posto la provincia di Brescia, con il 4,3%, mentre al terzo gradino si trova Trento con il 4,1% delle sedi.


La classifica completa per regioni e province è disponibile al seguente link:

Aziende in movimento di Jojob: i dati e il ruolo del mobility manager


Tra i settori si distingue il metalmeccanico che, pur rappresentando solo il 6,1% delle sedi, registra il maggior coinvolgimento dei dipendenti, ovvero il 24,06% del totale. Le aziende metalmeccaniche ad aver adottato il carpooling aziendale sono dunque realtà di grandi dimensioni e situate in contesti suburbani, pertanto ideali per il carpooling perché spesso raggiungibili soltanto con l’ausilio di mezzi privati. A scegliere la mobilità condivisa insieme a Jojob sono anche le aziende del settore bancario, con il 16,9% dei dipendenti sul totale, seguito da quello alimentare (11,3% dei dipendenti); un dipendente su 10 che fa carpooling proviene invece dal settore della logistica (10%). Ma chi sceglie di utilizzare il carpooling aziendale? Secondo l’indagine di Jojob Real Time Carpooling, il carpooler “medio” è un dipendente attento in primis al risparmio economico (61,4%), motivato però anche dalla volontà di compartecipare alla riduzione dell’impatto ambientale (15,4%) e dalla socializzazione offerta dalla condivisione del viaggio (6,5%), accanto a chi adotta la soluzione del carpooling aziendale perché non ha alternative di trasporto pubblico o privato (5,6%). La maggior parte dei carpooler divide le spese organizzando l’utilizzo delle auto private a turno (64%), mentre il 13,5% approfitta della transazione gestita dall’app di Jojob per restituire al guidatore le spese sostenute. Il 14% afferma che l’autista non richiede alcun contributo, mentre nell’8,5% dei casi i carpooler si accordano per un compenso quotidiano o periodico da riconoscere all’autista. Oltre la metà dei dipendenti (53%) afferma di condividere l’auto per una media di 5 giorni a settimana, mentre il 18,2% condivide il tragitto casa-lavoro per una media di 4 giorni a settimana e il 15,9% per 3 giorni.

Egitto, incidente bus: feriti 9 italiani, attivata ambasciata

Egitto, incidente bus: feriti 9 italiani, attivata ambasciataRoma, 15 set. (askanews) – L’ambasciata d’Italia in Egitto, d’intesa con la Farnesina, si è subito attivata e segue il caso dell’incidente di bus che vede coinvolti alcuni connazionali. Il console italiano in Egitto è in viaggio verso Suez per assistenza, sottolinea la Farnesina, precisando che il ministro Antonio Tajani è stato “subito informato”. Il ministero degli Esteri ha attivato un numero telefonico da contattare per informazioni: 00201006690079.


Nell’incidente, secondo quanto riportato dalla stampa egiziana, sarebbero rimasti coinvolti nove italiani, 11 cittadini turchi, 2 britannici, 21 russi e tre egiziani, tra cui rappresentanti della compagnia turistica e l’assistente dell’autista. I feriti sono stati trasferiti al Suez Medical Complex. L’ospedale ha dichiarato lo stato di emergenza e ha convocato tutto il personale medico per curare tutti i casi, si legge su Ahram. Il ministro della Salute e della Popolazione Khaled Abdel-Ghaffar starebbe seguendo le operazioni per garantire che tutti i feriti ricevano le migliori cure mediche.

Calcio, martedì il via alla Champions League con Milan e Juve

Calcio, martedì il via alla Champions League con Milan e JuveRoma, 15 set. (askanews) – Parte martedì l’avventura della Champions League in versione extralarge. Il primo turno è eccezionalmente spalmato su tre giornate. Il Milan aprirà martedì 17 alle ore 21 a San Siro contro il Liverpool. Juventus in casa contro il Psv Eindhoven martedì 17 alle ore 18.45.


Mercoledì 18 alle ore 18.45 il Bologna ospiterà lo Shkahtar Donetsk, mentre l’Atalanta giocherà giovedì 19 ore ore 21 in casa con l’Arsenal. L’Inter giocherà la prima partita all’Etihad contro il Manchester City, mercoledì 18 settembre ore ore 21: una rivincita della finale di Champions del 2023.

Vino, Parri nuovo direttore Consorzio Bolgheri e Bolgheri Sassicaia

Vino, Parri nuovo direttore Consorzio Bolgheri e Bolgheri SassicaiaMilano, 15 set. (askanews) – Daniele Parri è il nuovo direttore del Consorzio Bolgheri e Bolgheri Sassicaia, Denominazione che ha appena festeggiato i trent’anni. Subentra a Riccardo Binda, passato a ricoprire il medesimo incarico per il Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese.


Il livornese Parri ha alle spalle sette anni di collaborazione come export manager della Cantina Caiarossa di Riparbella (Pisa). “Dennis, Derk, Valerie Albada Jelgersma, l’intero team di Caiarossa ed io, – ha affermato il CEO del gruppo AJ Domaines, Alexander van Beek – desideriamo esprimere i nostri più sinceri ringraziamenti a Daniele per la sua dedizione e il lavoro straordinario nella promozione dei vini della nostra azienda”.

Il Teatro Gerolamo di Milano presenta la nuova stagione 2024-2025

Il Teatro Gerolamo di Milano presenta la nuova stagione 2024-2025Milano, 14 set. (askanews) – Dal cuore antico della città che si sa sempre trasformare, il Teatro Gerolamo presenta la nuova stagione 2024-2025 e, come lo scorso anno, lo fa guardando al presente, tenendo sempre fede al passato, mostrando quanto sia ancora luminosa la luce delle stelle che hanno solcato questo splendido palcoscenico.


Nella nostra continua ricerca fra storie e persone, abbiamo trovato un inedito Filippo Crivelli con un testo originale custodito gelosamente fino ad oggi dall’attrice e coautrice Valentina Ferrari: Dizionario di malavita. Una nuova piccola produzione, affidata alla regia di Roberto Recchia, che andrà oltre la “vecchia Milano” da cartolina, per inserirsi nel circuito popolare delle osterie. Infatti, Osteria Gerolamo è il nome della rassegna di spettacoli milanesi lanciata lo scorso anno. In scena a fine settembre il primo fra questi: Non dimenticar le mie canzoni, l’omaggio in musica e parole al Re della canzone milanese, Giovanni D’Anzi. In scena il suo pianoforte da studio donato al teatro dagli eredi del maestro. Il direttore artistico Piero Colaprico: “Procedere con umiltà, ma senza timori reverenziali, anzi, sfidando un po’ i mostri sacri e cercando, come nel giornalismo, qualche scoop. Mi ero presentato così, tre anni fa, quando sono stato nominato direttore artistico e mi sembra di procedere, grazie alla direttrice Chitose Asano, in questa direzione. L’anno scorso abbiamo avuto grandi soddisfazioni e permetteteci di dire che, sul piano umano e artistico, Take me Aut, per la regia di Alice De André e con gli attori portatori della sindrome di Asperger, ci ha confermato la forza di questo lavoro di ricerca che abbiamo avviato al Gerolamo. Alice e i suoi ragazzi torneranno nel 2025 a giugno, con un nuovo spettacolo, quasi a chiusura di una stagione lunga e, ci auguriamo, ricca di spunti. Come l’aver ripescato un inedito di Pippo Crivelli, intitolato “Dizionario di Malavita”: ci stiamo lavorando, siamo scaramantici e vi saremo più precisi a ridosso della messa in scena, a maggio”.


Si comincia il 26 settembre, il ritorno di Frida Bollani Magoni in Frida and Friends. Ma la stagione è tutta da scoprire sul sito https://teatrogerolamo.it/

A Milano torna Micam: le calzature provano ad allontanare la crisi

A Milano torna Micam: le calzature provano ad allontanare la crisiMilano, 14 set. (askanews) – Una rinnovata attenzione ai giovani per una filiera che punta a coinvolgerli in ogni fase della produzione, più spazi per valorizzare la creatività anche attraverso esperienze multisensoriali, nuovo layout per agevolare il flusso dei visitatori, una potenziata presenza di buyer internazionali. Così Micam Milano, il salone internazionale della calzatura, dal 15 al 17 settembre, si prepara ad accogliere buyer da oltre 60 Paesi. Con 932 brand, di cui 475 italiani e 457 internazionali, provenienti principalmente da Spagna, Turchia, Brasile, Portogallo, Germania, Micam guiderà gli operatori del comparto alla scoperta delle nuove tendenze, delle nuove tecnologie per produttori e retailer con il meglio delle calzature per la primavera estate 2025.


Il periodo per il comparto non è facile: il primo semestre si è chiuso con una flessione sia nel fatturato (-9,1%) che nell’export, sceso dell’8,5% in valore e del 6,8% in quantità nei primi 5 mesi. Questo dato va letto alla luce del fatto che l’85% della produzione è destinata all’estero. Solo nel primo trimestre 2024 il venduto all’estero è stato di 6 milioni di calzature in meno con i mercati extra-UE scesi nel complesso del 15%, a fronte di un più contenuto -4,1% a valore dell’Unione europea. Nella Ue, Francia e Spagna, malgrado cedano in quantità, crescono a valore (+1,7% e +8,5% rispettivamente sul primo trimestre 2023). Uniche macroaree a sperimentare un incremento rispetto al 2023 sono il Far East (+4,3%) e il Medio Oriente (+14,1%) dove più forte è tradizionalmente la presenza delle griffe di alto livello. “Micam da sempre sostiene il comparto calzaturiero che rappresenta una delle colonne portanti del made in Italy e promuove l’immagine del nostro Paese sul piano internazionale, contribuendo alla crescita dell’economia – afferma Giovanna Ceolini, presidente di Micam e Assocalzaturifici – Nonostante il periodo di grande incertezza Micam cresce sia nel numero degli espositori che in quello dei marchi rappresentati, soprattutto quelli esteri. Muovendosi tra innovazione tecnologica, evoluzione degli stili e tradizione manifatturiera, Micam è una vetrina unica e un appuntamento imprescindibile per conoscere lo stato dell’arte del settore a 360 gradi. Qui a Milano, non solo si dettano i trend del comparto ma si scrive il presente e il futuro delle calzature”.


Torna Emerging Designers un’iniziativa che ogni anno lancia nel mondo del calzaturiero dodici nuovi talenti impegnati a proporre le loro collezioni a Micam. Tre aziende innovative, invece, saranno protagoniste dello spazio StartUp realizzato grazie alla collaborazione con Ita e Maeci: si tratta di Supermateria, azienda di Firenze, Why only white (WoW) trasforma il design e l’esperienza del cliente con la tecnologia all’avanguardia della Realtà Aumentata Spaziale (Sar) e Unflock iniziativa di tre giovani startupper profondamente consapevoli dell’impatto ambientale significativo dell’industria calzaturiera.

Open arms, Salvini: colpevole di aver difeso l’Italia

Open arms, Salvini: colpevole di aver difeso l’ItaliaRoma, 14 set. (askanews) – “A questa nave spagnola non è mai stata impedita la possibilità di andare ovunque tranne che in Italia perché non potevamo più essere il campo profughi di tutta Europa: mai nessun governo e mai nessun ministro nella storia è stato messo sotto accusa o processato per aver difeso i confini del proprio paese. L’articolo 52 della Costituzione italiana recita ‘la difesa della patria è sacro dovere del cittadino’. Mi dichiaro colpevole di aver difeso l’Italia e gli italiani, mi dichiaro colpevole di aver mantenuto la parola data”. Lo afferma Matteo Salvini in un video pubblicato su Instagram in cui commenta la richiesta di sei anni di reclusione da parte dei pm di Palermo nell’ambito del processo Open Arms.


“Sei anni di carcere per aver bloccato gli sbarchi e difeso l’Italia e gli italiani? Follia. Difendere l’Italia non è un reato e io non mollo, né ora né mai”, scrive Salvini nella didascalia a commento del video nel quale – in giacca e camicia, su sfondo nero – Salvini, assente oggi all’udienza di Palermo, si difende ricostruendo le tappe della vicenda. “Matteo Salvini nato a Milano il 9 marzo 1973, vicepresidente del consiglio e ministro dell’Interno da giugno 2018 a settembre 2019. Oggi sono a processo e rischio il carcere perché in Parlamento la sinistra ha deciso che difendere i confini italiani è un reato”. “Il 29 luglio 2019 – ricorda Salvini nel video – una nave spagnola di una ong spagnola, la Open Arms, salpa da Siracusa diretta a Lampedusa, dove non arriverà mai. Improvvisamente cancella la destinazione dal diario di bordo e si dirige verso le coste libiche. Il primo agosto riesce a intercettare un barcone con dei clandestini a bordo: da quel momento comincia a navigare per il Mediterraneo raccogliendo altri clandestini e puntando verso l’Italia”.


“Il 20 agosto – prosegue il racconto di Salvini – arriverà davanti alle coste siciliane con 164 clandestini a bordo. Nei giorni precdenti aveva testardamente rifiutato ogni richiesta di aiuto e di soccorso, di sbarco in porti diversi rispetto a quelli italiani: hanno detto di no alla Tunisia, a Malta, perfino alla Spagna, lo stato di bandiera. Più di venti giorni di navigazione nel Mediterraneo trattenendo a bordo tutti questi clandestini quando per raggiungere la Spagna sarebbero bastate 72 ore. Questa nave spagnola ha rifiutato per ben due volte lo sbarco dei clandestini in due porti messi a disposizione dalla Spagna e ha rifiutato addirittura il soccorso di una nave militare inviata dal governo spagnolo”. “Durante la navigazione nel Mediterraneo abbiamo sempre soccorso e fatto sbarcare malati, donne incinte e minori a bordo. Insieme ai colleghi di governo avevo firmato il divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane. Grazie alla mia azione di governo erano diminuiti sbarchi, morti e dispersi nel mar Mediterraneo. Nell’anno precedente al mio arrivo gli sbarchi erano stati 42700, durante il mio mandato al ministero dell’Interno gli sbarchi si sono ridotti fino a 8691. Dopo di me gli sbarchi purtroppo tornarono a salire superando quota 21mila nello stesso periodo”, puntualizza Salvini.

Bauer: decisione summit Washington non cambia rapporto Russia-Nato

Bauer: decisione summit Washington non cambia rapporto Russia-NatoPraga, 14 set. (askanews) – Non le decisioni prese a Washington a luglio dalla Nato a supporto dell’Ucraina, ma le azioni della Russia dal 2014 hanno cambiato il rapporto tra Mosca e l’Alleanza. “Le relazioni tra la Nato e la Russia non sono cambiate negli ultimi mesi, ma sono cambiate nel 2014”, con l’annessione della Crimea. Lo ha detto rispondendo a una domanda di askanews il presidente del Comitato militare della Nato, ammiraglio Rob Bauer, da Praga dove si tiene la riunione sul campo del Comitato.


La domanda era relativa a un cambio di dialettica tra l’Alleanza e Mosca negli ultimi mesi e se questo rispecchi un peggioramento nelle relazioni. Bauer ha chiarito che quanto deciso dal summit di Washington forse qualcuno potrebbe dire che non aiuta la relazione con la Russia, “ma non cambia la relazione in sé, perché la NATO sta ancora facendo ciò che è possibile e consentito dal diritto internazionale con la Carta delle Nazioni Unite, e quindi continuiamo a farlo”. Inoltre “non solo i Paesi della NATO, anche altre nazioni nel mondo, in totale 50 nazioni nel mondo hanno aiutato l’Ucraina dall’inizio di questa guerra a pieno titolo nel 2022”. “Il comportamento della Russia, non della NATO – ha proseguito Bauer -, il comportamento della Russia dal 2008 in Georgia, dal 2014 con l’annessione della Crimea e gli attacchi nella regione del Donbass e di Lugansk, hanno cambiato la relazione. E poi ancora di più, ovviamente, dopo l’invasione (dell’Ucraina) a pieno titolo nel 2022”.


“Abbiamo cercato di essere partner della Russia per 20 anni come Alleanza”, ha aggiunto Bauer, spiegando che con l’annessione della Crimea ha provocato il vero mutamento. “Quello è stato il momento in cui, per esempio, all’ambasciatore russo non è più stato permesso di entrare nel quartier generale della NATO. Al rappresentante militare non è più stato permesso di entrare nel quartier generale militare della NATO. Penso che sia stato un grande cambiamento nel rapporto” ha detto.

Ucraina, Tajani: lavorare in direzione di una conferenza di pace

Ucraina, Tajani: lavorare in direzione di una conferenza di paceRoma, 14 set. (askanews) – In Ucraina occorre “lavorare per andare avanti nella direzione di una conferenza di pace”, che coinvolga anche “la Russia e la Cina” e “garantisca l’indipendenza” del Paese presieduto da Volodymyr Zelensky. Lo ha detto in Sardegna il ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio, Antonio Tajani.


“Credo che si debba lavorare per andare avanti nella direzione di un tavolo per la pace”, ha detto Tajani ribadendo che la riunione di ieri tra il presidente americano Joe Biden e il primo ministro britannico Keir Starmer è stata “interlocutoria”. Per il capo della diplomazia italiana serve lavorare per “una conferenza come quella che si è svolta in Svizzera un paio di mesi fa. Con la partecipazione anche della Russia e della Cina. Ovviamente la Russia non può arrivare con la soluzione e cioè la resa dell’Ucraina, la pace è un’altra cosa: la pace deve essere una pace giusta, che garantisca l’indipendenza dell’Ucraina”.