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Autore: Redazione StudioNews

Milano, tre morti in incendio in emporio articoli cinesi

Milano, tre morti in incendio in emporio articoli cinesiMilano, 13 set. (askanews) – È di tre morti il bilancio di un incendio avvenuto ieri sera intorno alle 23.00 a Milano in un emporio di articoli cinesi in via Ermenegildo Cantoni 3. Le vittime sono tutte giovani e di nazionalità cinese: si tratta di due fratelli di 19 e 17 anni ed un’altra di 24 anni.


Sul posto sono intervenuti cinque mezzi del Comando di Milano che hanno lavorato tutta la notte per domare le fiamme e poi procedere alla messa in sicurezza del magazzino. Indagano carabinieri e polizia scientifica per capire le dinamiche del tragico evento. Sul posto anche 118 e polizia locale. I Vigili del fuoco stanno ancora lavorando per procedere al raffreddamento degli ambienti ed al conseguente smassamento.

Nasce “Corte del Dome”, brand gastronomico ideato da Mangiarano

Nasce “Corte del Dome”, brand gastronomico ideato da MangiaranoMilano, 12 set. (askanews) – È Milano, la città dove vive e lavora, che accoglie la presentazione di Corte del Dome, la selezione di prodotti d’eccellenza di gastronomia italiana di Domenico Mangiarano che guarda anche ai mercati esteri, diventando un vero ambasciatore del gusto.


Imprenditore toscano ed esperto di marketing, dopo anni in giro per il mondo ha deciso di creare una propria linea di prodotti selezionati, realizzati con materie prime d’eccellenza da piccoli artigiani legati alle tradizioni regionali italiane. Un vero e proprio viaggio, attento e scrupoloso, che parte dalla valorizzazione delle tradizioni culinarie toscane proponendo: una linea di pasta realizzata artigianalmente con acqua di sorgente delle montagne pistoiesi e grano delle campagne maremmane; un assortimento di biscotti fatti seguendo un metodo tradizionale ed utilizzando solo poche materie prime eccellenti, tempi lunghi di lavorazione, senza conservanti e coloranti e dove il cantuccio è protagonista assoluto; l’olio extravergine di oliva, da sempre vanto della Toscana, e infine la grande ricchezza di questo progetto che è la ricca proposta di sughi e salse già pronti, preparati con soli ingredienti toscani realizzati e messi a punto dallo chef Marco Stabile.


Un progetto pensato a 360 gradi, a partire dall’abbinamento studiato fra pasta e sughi e presentato dallo chef con delle videoricette realizzate ad hoc. Barcone Milano, venue ricercatissima sulle sponde del Naviglio Grande, è il luogo scelto da Corte del Dome per presentarsi a un pubblico di giornalisti, esperti e appassionati.


Gli abbinamenti pensati e realizzati da Marco Stabile, chef patron del ristorante “Ora d’Aria” di Firenze, hanno permesso di esaltare la qualità dei prodotti della linea, con il chiaro messaggio che ogni consumatore potrà apprezzarne il gusto e vivere un’esperienza pari a quella della cucina di un grande chef, evocando i sapori autentici dei piatti gastronomici toscani. “Corte del Dome è un viaggio alla scoperta e riscoperta delle tradizioni culinarie italiane, a partire dalla mia regione, la Toscana” afferma Domenico Mangiarano, founder di Corte del Dome. “Presentiamo oggi una linea di prodotti gastronomici d’eccellenza frutto di uno studio sul territorio e su quelle che sono le sue peculiarità. Per arrivare qui ho dovuto davvero viaggiare insieme ad amici, professionisti e artigiani che si sono dimostrati pronti a sposare il progetto che avevo in mente”.


E continua: “Sicuramente sono presenti già sul mercato proposte che promuovono il made in Italy ma il mio intento è quello di distinguermi concretamente e con i fatti. Non voglio puntare su aggettivi o slogan ma voglio proporre qualità vera”. Conclude Mangiarano: la ricerca di materie prime genuine ed autentiche, di produzioni artigianali è importante ma per me non sono sufficienti per un prodotto che vuol distinguersi fino in fondo. Si parte ancora prima. Dall’origine. Ed è cosi’ che ho pensato di affidare le ricette per la realizzazione di sughi e salse a marchio Corte del Dome ad un grande chef”. Puntualizza infine Mangiarano: “A rendere ancora più esclusivo il tutto è stato studiato un packaging molto ricercato e di grande fattura, perché tutto è stato curato in ogni dettaglio, sartoriale, da grandi professionisti. Questa è la sfida che parte oggi, un percorso sicuramente non semplice ma che vuole portare questa visione di continua ricerca dell’eccellenza, della valorizzazione della nostra rinomata tradizione artigiana, nel mercato italiano ed estero”. “Molti dei prodotti che oggi presentiamo sono davvero l’espressione delle nostre idee e della visione di Domenico ma, soprattutto, di un lavoro minuzioso seguito da noi, passo dopo passo” afferma Marco Stabile, chef del ristorante l’Ora d’Aria di Firenze “Io, Domenico, insieme agli artigiani e alle aziende che con noi collaborano, abbiamo preparato in prima persona le ricette racchiuse nei barattoli che presto saranno proposti in Italia e in tutto il mondo”. Continua Stabile: “Oggi Domenico lancia questo marchio e i prodotti della sua linea, e, per l’occasione, ho preparato personalmente il menu che abbiamo studiato in questi mesi. Un menu semplice, dai sapori decisi e schietti come sono quelli della mia Toscana, coerente con il mio concetto di cucina e con i messaggi del brand”. Pappa al pomodoro e ribollita, ma anche pici toscani con sugo all’aglione, ragù toscano e mezze maniche al ragù di verdure, alcuni dei prodotti gustati dagli ospiti di Barcone Milano e disponibili online su cortedeldome.com. Il tutto accompagnato da vini toscani e dall’olio extravergine d’oliva della linea. Per concludere al meglio, cantuccini alle mandorle con vin santo, biscotti al caffè, al limone e zenzero e frolline.

Mariangela Gualtieri: imparare a memoria e ascoltare il silenzio

Mariangela Gualtieri: imparare a memoria e ascoltare il silenzioMilano, 12 set. (askanews) – “Suggerirei di frequentare i poeti, sia classici che contemporanei, e soprattutto di trovare i propri poeti, quelle voci che per qualche strano motivo ci vengono più vicine e che sembrano scritte per noi e a volte anche sembrano scritte da noi”. Lo ha detto ad askanews Mariangela Gualtieri, una delle più importanti voci della scena poetica italiana e fondatrice del Teatro Valdoca, parlando del valore oggi della parola poetica e del modo nel quale possiamo tenerla viva, pur nel frastuono della società contemporanea. “La differenza sta per me fra la parola della lingua corrente, che è sempre deludente e che non basta mai, e la parola della poesia. Nella poesia la parola si rigenera, si riavvicina al proprio calco d’origine, riprende i propri poteri e non delude”, ha aggiunto.


“Trovare dunque i propri poeti e impararli a memoria – suggerisce Gualtieri -. So che questo può sembrare antiquato, scolastico e pesante. No, è tutt’altro. È un piacere grande avere delle parole decisive a memoria e poterle recitare, condividerle quando se ne presenta l’occasione, e vale il piccolo sacrificio dello studio a memoria”. Ma la parola vive ed esiste, è, in senso filosofico, anche in relazione a ciò che parola non è, e con cui si genera uno scambio. “Credo che anche il silenzio sia un ambito straordinario per preservare la parola – dice ancora la scrittrice -. Il guaio del presente forse non è tanto il sovraccarico, ma proprio la mancanza di silenzio. Il silenzio è per me un pezzo di natura, un pezzo importante nel quale accadono prodigi”. Prodigi che spesso il lettore associa anche ai versi e alle performance di Mariangela Gualtieri, capace di essere parola e corpo, letteratura e vita nello stesso momento, nella stessa fenomenologia della vita. E che, per esempio nella sua recente partecipazione a Festivaletteratura a Mantova, aprono nuove finestre di significato all’idea del rito e del rituale, come del resto possiamo considerare un rituale anche l’imparare a memoria le poesie. “Penso al rito come a una sorta di manovra geometrica, un disegno, acustico nel mio caso, che vorrebbe caricare i simboli. Qui i simboli sono le parole. In questo senso potremmo forse pensare tutta la poesia come rito, perché la poesia rifonda la lingua, ridà potenza alla parola. Vi sono variabili in questa manovra: la parola, appunto, il silenzio, il luogo, chi lo abita, la voce, la strumentazione tecnologica, ecc. Tutto deve essere al meglio affinché accada, al presente, qualcosa, cioè affinché il rito abbia efficacia. Io chiamo questo accadimento ‘incanto fonico’ – una espressione presa da Amelia Rosselli, quasi a dire che attraverso l’udito, i presenti possono abitare uno stato di contemplazione di se stessi e del mondo, in una esperienza che è ad un tempo singolare e comunitaria”.


La poesia di Gualtieri abita il presente, il nostro presente. Eppure sembra impossibile che lo faccia, con quella fragilità che la contraddistingue, che pure è fortissima. E la domanda che mi pongo è proprio su come riesca la parola poetica ad abitare l’oggi. “Ciò che la poesia cambia – risponde la poetessa – è nell’ordine della sottigliezza. Ma la bellezza è questione di sottigliezza, così come lo è la salute o la malattia. Credo che allo stesso modo le persone sensibili della nostra specie siano certamente una minoranza, ma che possano avere una forza positiva di contagio. Per cambiare qualcosa credo sia importante che questi/queste sensibili siano consapevoli dell’importanza del loro fare e che si preparino adeguatamente”. (Leonardo Merlini) Foto di Melina Mulas

Draghi: chi paga meno le donne sa che va contro la Costituzione?

Draghi: chi paga meno le donne sa che va contro la Costituzione?Milano, 12 set. (askanews) – “La gente che paga meno le donne sa che sta andando contro la Costituzione italiana?”. Così l’ex presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenuto a Milano a Il tempo delle donne, a proposito del gender pay gap ancora in essere nel nostro Paese.


Draghi ha riconosciuto un fatto, che “i governi hanno fatto tante cose, io ho ringraziato pubblicamente la ministra Bonetti ma bisognerà continuare e insistere. La parità non si fa per decreto ma bisogna costruire un ambiente per favorirla”.

Draghi: l’Europa sia padrona del proprio destino

Draghi: l’Europa sia padrona del proprio destinoMilano, 12 set. (askanews) – “Sono consapevole che ci vorrà tempo” per dare seguito al Rapporto sulla competitività e che “guardando la situazione dei vari governi in Europa è abbastanza scoraggiante perché sono tutti molto deboli quindi prendere grandi decisioni diventa difficile. Ma la risposta non deve arrivare in una settimana. L’importante è avere una visione a comune”. Così l’ex presidente della Bce, Mario Draghi, a pochi giorni dalla presentazione a Bruxelles del suo rapporto interviene sulla sua effettiva applicabilità e sui tempi.


Intervenendo a Il tempo delle donne, iniziativa del Corriere della Sera a Milano, intervistato dal direttore Luciano Fontana, Draghi ha detto: “Si vuol essere padroni del proprio destino o no? Affrontare i problemi dell’espansionismo cinese, l’aggressione russa, quel che succederà negli Usa in una situazione di autonomia, indipendenza e sovranità o di dipendenza, forse anche di servitù a un certo punto? Il rapporto vuole dare una risposta su cosa fare per essere indipendenti. Per esserlo bisogna avere un’unità di vedute, in politica estera, sulla difesa”. “A 27?” si chiede Draghi che poi argomenta: “Se si riesce bene, altrimenti si lavora a gruppi di Paesi, si fanno accordi intergovernativi”. L’importante è “Raggiungere la consapevolezza che si vuole essere indipendenti nell’affrontare le sfide del momento”.


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M5S, da Grillo ombre sulla “costituente” ma Conte evita polemiche

M5S, da Grillo ombre sulla “costituente” ma Conte evita polemicheRoma, 12 set. (askanews) – Dalle parole ai fatti, Beppe Grillo non si ferma e dopo l’avviso inviato a Giuseppe Conte via social network sulla sua intenzione di “esercitare i diritti che lo Statuto mi riconosce in qualità di Garante” prende carta e penna e passa ai fatti. In una lettera inviata a Giuseppe Conte e al Comitato dei garanti del Movimento 5 stelle (composto dall’ex presidente della Camera Roberto Fico, dall’ex parlamentare Laura Bottici e dall’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, fedelissima del fondatore) Grillo mette sotto la lente d’ingrandimento praticamente tutti i passaggi previsti dal processo para-congressuale avviato dal leader del M5S Conte e che dovrebbe concludersi nell’assemblea costituente. Evento per ora in calendario per il 19 e 20 ottobre, anche se la grande mole di proposte ricevuta da attivisti, realtà organizzate del Movimento e anche esterne, richiederà un lavoro tale per l’organizzazione delle fasi intermedie del dibattito da consigliare probabilmente un rinvio. In serata poi Grillo sceglie di pubblicare la lettera sul suo blog.


Grillo quindi, dopo la diffida pubblica, si concentra su temi chiave, a partire dalla platea degli iscritti che potranno convalidare col voto le decisioni del processo costituente, sottoposta in questo periodo a una revisione: più larga la platea, più ampio il quorum necessario per superare eventuali obiezioni del Garante, che a norma di Statuto può fare ripetere le votazioni non gradite. Gli attivisti “inattivi” hanno recentemente ricevuto una mail nella quale si chiedeva loro di confermare l’iscrizione, almeno con un login all’area riservata della piattaforma online. “Un modo per allargare il coinvolgimento in questa fase di partecipazione, non per ridurre la platea o per buttare fuori qualcuno”, rivendicano al quartier generale di Campo Marzio. C’è chi giura, peraltro, che la scadenza di 5 giorni indicata nella missiva sia considerata “recuperabile”: chi dovesse chiedere di essere riattivato, anche successivamente, non troverebbe porte chiuse. Ma Grillo nella missiva chiede chiarimenti (detto in altro modo: getta ombre) anche sul funzionamento materiale del processo costituente: ad esempio su come e da chi saranno estratti a sorte i 300 attivisti chiamati nella fase intermedia della costituente a discutere le sintesi delle 22mila proposte. E su chi e in che modo determinerà la selezione dei temi che poi andranno effettivamente in discussione. E soprattutto, al punto 3, chiede “quali esponenti del movimento hanno accesso all’anagrafica degli iscritti e quali di questi hanno il diritto di inviare loro comunicazioni e proposte. In proposito, ti anticipo che ritengo che fra questi debbano in ogni caso rientrare i principali organi dell’associazione, a cominciare dal sottoscritto”. Cioè Grillo di fatto intende fare la sua campagna contro Conte rivolgendosi direttamente agli iscritti anche prima dell’assemblea costituente.


Dagli ambienti vicini all’ex premier fanno sapere di non essere intenzionati ad “abboccare” all’esca delle polemiche e continuano a sbandierare il successo delle 22 mila proposte ricevute, e la necessità di coltivare una discussione “esclusivamente sui temi”, compresi naturalmente quelli interni sui quali il Garante ha cercato di porre il veto: nome, simbolo e limite dei due mandati elettivi in Parlamento e nelle amministrazioni locali. Niente numeri sugli iscritti, non c’è per ora l’intenzione di rispondere a Grillo né di rendere noti gli esiti di questa revisione: i dati saranno certificati come sempre, spiegano, quando le votazioni si faranno. Finora, a parte Raggi, l’ex ministro Danilo Toninelli, forse il più veemente nel suo sostegno pubblico a favore di Grillo, e – con posizioni più defilate – l’ex assessora laziale Roberta Lombardi, storica capogruppo alla Camera degli esordi del M5S e la vicepresidente del Senato Mariolina Castellone, che ha criticato il “verticismo” del Movimento, Grillo ha raccolto pochi consensi pubblici. “Sostenitori interni e di peso ne ha pochi, se non nessuno”, giura un parlamentare di lungo corso e di sicura fede contiana.


Nonostante il fantasma della scissione sia dietro l’angolo, nelle riflessioni in corso nel M5S sulle azioni di Grillo si inserisce anche un altro elemento, quello delle intese legali e dei rapporti contrattuali che il Garante ha conservato con il Movimento. Non solo la consulenza “da 300mila euro” ricordata da molti dei suoi critici, ma anche la garanzia di una “manleva” legale sulle cause civili nei suoi confronti. “Beppe – fa notare un esponente del gruppo dirigente a 5 stelle – rischia di perdere tutto, si sta infilando in un vicolo cieco. Sarebbe interessante capire se qualcuno lo ha spinto, o addirittura gli ha garantito protezione verso eventuali residui rischi legali per le vecchie storie delle espulsioni e delle mancate candidature di qualche attivista”. Grillo si è sempre vantato di essere “genovese”, anche ironizzando sulla vulgata che lo indica come particolarmente sensibile alle questioni finanziarie, “ma in realtà – racconta un’altra fonte interna – la gran parte delle cause, da quando c’è Conte, sono state chiuse. Forse Grillo potrebbe avere ancora in piedi la richiesta di un milione che gli fece Matteo Renzi. E magari non ha più paura. Oppure, al contrario, pensa di avere davvero ancora in mano l’uso del simbolo in esclusiva. Fissare questo punto in modo indelebile, che il simbolo è suo e che lo non si possa cambiare, gli garantirebbe di poter contrattare con Conte e chiunque altro per mantenere ‘manleva’ e consulenza a spese del Movimento”.

Lombardia, il 17 settembre Consiglio regionale dedicato a ricerca

Lombardia, il 17 settembre Consiglio regionale dedicato a ricercaMilano, 12 set. (askanews) – Il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, ha convocato l’assemblea per martedì 17 settembre alle ore 10. In apertura dei lavori si terranno le commemorazioni degli ex Consiglieri regionali Elga Montagna, eletta nella quarta legislatura 1985-90, e Andrea Margheri, eletto nella prima legislatura 1970-75 e la convalida dell’elezione del Consigliere regionale Alberto Mazzoleni, FdI (relatore Luca Ferrazzi, gruppo Misto).


All’ordine del giorno è previsto l’esame del nuovo Programma strategico triennale per la c, l’Innovazione e il Trasferimento tecnologico 2024-2026 (relatrice Maira Cacucci, FdI), che si propone di supportare la trasformazione industriale e tecnologica verso lo sviluppo sostenibile e la transizione digitale per cogliere in maniera più veloce e più efficace possibile i nuovi bisogni, e di aumentare la resilienza e la capacità di adattamento del sistema della ricerca lombardo ai rapidi cambiamenti del contesto economico, produttivo e sociale: le risorse dedicate a iniziative a supporto della ricerca e dell’innovazione che Regione Lombardia ha avviato o ha in programma per il prossimo triennio ammontano a circa 1,4 miliardi di euro tra risorse pubbliche regionali, nazionali ed europee e risorse private. L’aula sarà chiamata a discutere anche alcune mozioni sui seguenti temi: certificazione professionisti (prima firmataria Chiara Valcepina, FdI); iniziative a tutela della continuità dei servizi educativi e socio-pedagogici (prima firmataria Michela Palestra, Patto Civico); sostegno del Consiglio regionale all’introduzione di una legge sullo Ius Scholae nell’ordinamento italiano (primo firmatario Nicola Di Marco, Movimento 5 Stelle); sostegno del Consiglio regionale all’introduzione di una Legge di riforma della cittadinanza ambiziosa nell’ordinamento italiano (primo firmatario Pierfrancesco Majorino, PD); misure volte a contrastare la diffusione della Bluetongue e sostenere gli allevatori (primo firmatario Giacomo Zamperini, FdI); esondazioni dei fiumi Lambro e Seveso del 5-8 settembre ed azioni conseguenti (primo firmatario Pierfrancesco Majorino, PD); misure urgenti per gravi danni causati da maltempo nei giorni 8 e 9 settembre 2024 sul territorio della provincia di Bergamo (primo firmatario Jonathan Lobati, Forza Italia).


In conclusione di seduta sono previste le nomine di un componente nel Collegio dei revisori dell’Azienda di servizi alla persona “Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio” e di un componente nel Collegio dei revisori dell’Azienda di servizi alla persona “Golgi-Redaelli”.

Sogin, assemblea approva bilancio 2023.Gruppo torna in utile a 3,6 mln

Sogin, assemblea approva bilancio 2023.Gruppo torna in utile a 3,6 mlnRoma, 12 set. (askanews) – Si chiude con un utile pari a 1,2 milioni di euro il bilancio di Sogin (società che gestisce lo smatellamento degli impianti nucleari e i rifiuti radioattivi) al 31 dicembre 2023 (era di 0,9 milioni nel 2022). L’Assemblea degli Azionisti il 5 settembre scorso ha approvato il Bilancio di Gruppo. Si tratta, spiega un comunicato, del primo bilancio del Consiglio di Amministrazione che si è insediato il 3 Agosto 2023, guidato dal Presidente, Carlo Massagli e dall’Amministratore Delegato, Gian Luca Artizzu.


I risultati aziendali complessivi del Gruppo Sogin mostrano il ritorno all’utile di esercizio, pari a 3,6 milioni di euro contro la perdita di 0,926 milioni di euro dell’esercizio precedente. Il valore della produzione di Sogin si attesta a circa 212,9 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai circa 276,9 milioni di euro realizzato nel 2022 che, tuttavia, presentava un dato eccezionale e non ricorrente dovuto alle attività legate alla gestione del Ciclo del Combustibile. L’EBITDA si attesta circa su 19,1 mln di euro (nel 2022 pari a 21,8 mln di euro).


Nucleco, la società controllata del Gruppo, chiude con un utile pari a 2,4 milioni di euro (-0,51 milioni nel 2022) ed il valore della produzione è pari a circa 39,8 milioni di euro, in aumento rispetto all’anno precedente (30,5 milioni nel 2022). Nel 2023 Sogin ha realizzato un volume di attività di decommissioning nucleare (costi di avanzamento) pari a circa 104,5 milioni di euro in aumento rispetto al 2022 di circa il 18%, mentre l’avanzamento fisico cumulato al 31 dicembre 2023 del programma di decommissioning nucleare passa al 43,36 %, avanzando di 3,98 punti percentuali rispetto al 2022.


Il 2023 è stato un anno di particolare complessità, per un insieme di fatti relativi al settore, da un lato, e, dall’altro, interni all’Azienda che ha vissuto un cambiamento di governance ed una conseguente revisione organizzativa. Per quanto riguarda il settore in cui opera Sogin, si registra una ripresa importante dell’interesse pubblico sul nucleare civile, per effetto degli scenari energetici dettati dall’agenda energetica internazionale e grazie ad una serie di iniziative politiche alle quali si sono aggiunte iniziative da parte di associazioni private di sostenitori e cultori del tema, alle quali Sogin contribuisce per rappresentare il valore delle competenze tecniche che può essere naturalmente messo a servizio di questo rinnovato interesse verso il settore.


Per quanto riguarda le attività legate al Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e al Parco Tecnologico (DNPT), dopo la consegna al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a luglio 2023, della proposta di Carta Nazionale delle Aree Idonee alla localizzazione del DNPT è seguita, a dicembre 2023, la pubblicazione dell’elenco delle Aree Idonee con conseguente pubblicazione, a febbraio 2024, del decreto che introduceva la possibilità delle autocandidature. Il decreto-legge n.181/2023, inoltre, ha previsto che fosse Sogin a predisporre un programma di incentivazione diretto a beneficio delle collettività ospitanti il DNPT.

Nasce “Regeneractions”, il movimento che promuove il self-care

Nasce “Regeneractions”, il movimento che promuove il self-careMilano, 12 set. (askanews) – Pantene, uno dei principali player nel settore della cura dei capelli, ha presentato oggi al Dazio di Milano il “RegenerActions Movement”, un nuovo movimento che invita tutte le donne a riflettere sull’importanza del prendersi cura di sé stesse ogni giorno partendo da piccole e semplici azioni quotidiane. L’Università Luiss e il suo centro di ricerca Luiss X.ITE, insieme al team di Unobravo, si sono uniti a Pantene in questa iniziativa.


“La missione di Pantene è da sempre quella di trasformare i capelli in capelli sani e forti per regalare a più donne possibili dei ‘great hair days’, giornate in cui ci sentiamo al nostro meglio. I capelli sani, infatti, hanno il potere di influenzare positivamente la percezione di noi stesse e la nostra autostima – osserva Valeria Consorte, vice president-Beauty Care-Procter & Gamble Italia -. Attraverso una ricerca condotta in collaborazione con l’università Luiss, abbiamo coinvolto migliaia di donne italiane per comprendere l’importanza del self-care, la cura di noi stesse, come strumento per migliorare il proprio benessere e le principali barriere che le donne incontrano in diverse fasce d’età. Infatti, nonostante il 99% delle donne riconosca l’importanza della cura di sé, oltre 2 su 3 non riescono a farlo come vorrebbero. Nella ricerca, la cura dei capelli si conferma come una delle attività di self-care più praticate ed importanti per le donne italiane. Da qui nasce il movimento Pantene RegenerActions che partendo proprio dalla cura dei capelli come una delle azioni rigenerative che contribuiscono al benessere emotivo e mentale, intende abbracciare uno scopo più ampio ovvero quello di sensibilizzare sull’importanza del self care e di normalizzarlo. Perché prendersi cura di noi stesse, dedicandoci del tempo di qualità nel fare cose che ci fanno stare bene, non deve essere visto come un piccolo lusso o un regalo che ci facciamo, ma come una necessita’ per vivere una vita equilibrata. Senza sensi di colpa o pressioni sociali”. Una ricerca commissionata da Pantene all’Università Luiss ha evidenziato il “Self Care Paradox”: il 99% delle donne riconosce l’importanza di prendersi del tempo per sé, ma oltre due su tre non riescono a farlo effettivamente. Sotto la guida di Marco Francesco Mazzù, Professor of Practice di Marketing in Luiss e Luiss Business School, affiancato da Simona Romani, Full Professor di Consumer Behaviour in Luiss, l’ateneo intitolato a Guido Carli ha condotto infatti uno studio dal titolo “Self-care habits, barriers and solutions – Attitudini e comportamenti delle donne italiane nelle proprie esperienze di self-care”. Lo studio, condotto su oltre 1.000 donne italiane di diverse fasce d’età, ha approfondito il concetto di self-care, le principali azioni rigeneranti incluso barriere e possibili soluzioni.


L’età ed i momenti del ciclo della vita influenzano la capacità delle donne di prendersi cura di sé ed il modo in cui lo fanno. Le ragazze (18-24 anni) hanno la percezione di avere tempo limitato per un vero “self-care”, collegato al rincorrere molteplici attività di “self-work” relazionali, intellettuali, fisiche necessarie a soddisfare aspettative esterne multiple, collegate a pressioni sociali esterne e familiari; la sovra-attività dedicata al self, ma guidata da stimoli esterni, porta talvolta a controbilanciare il “piacere di prendersi cura di sé” con un senso di ansia e frustrazione. Le giovani adulte (25-34 anni) affrontano una fase di profonda trasformazione, con un rilevante incremento della complessità personali e professionali che limitano il “disposal time”; infatti, il tempo effettivo dedicato al “self-care” è limitato e percepito maggiormente una conquista. Le adulte (35-54 anni) riescono ad identificare le attività migliori per sé ma devono far fronte a maggiori pressioni esterne di natura lavorativa, familiare o relazionale, che riducono il loro “disposal time”. Le senior (55+ anni) hanno una maggiore auto-consapevolezza e vivono il self-care con relax e soddisfazione personale. “Comprendere il significato della cura di sé per le donne nelle diverse fasi della vita, considerando la complessità delle loro quotidianità, ci ha permesso di far emergere le ambivalenze e i paradossi legati a semplici gesti e abitudini: dalle attività relazionali alla rigenerazione fisica e mentale, fino alla cura del proprio corpo – sottolinea Marco Francesco Mazzù -. Abbiamo così potuto evidenziare insight utili per promuovere azioni che valorizzino la vera natura positiva del self-care e l’importanza di queste pratiche”.

Bce taglia costo danaro di 25 pb e resta cauta su mosse future

Bce taglia costo danaro di 25 pb e resta cauta su mosse futureRoma, 12 set. (askanews) – La Banca centrale europea ha tagliato come da attese il tasso di riferimento nell’area euro di 25 punti base. Parallelamente l’istituzione monetaria ha ritoccato al ribasso le sue previsioni di crescita economica, a riflesso del recente indebolimento dell’economia. Fattore, quest’ultimo, che sta creando crescenti aspettative sul fatto che, andando avanti, la Bce potrebbe ritrovarsi nella necessità di accelerare la manovra di rimozione del freno monetario.


Per ora la presidente Christine Lagarde resiste a queste pressioni, limitandosi a riconoscere che alla luce degli ultimi dati “era opportuno compiere un ulteriore passo nella moderazione del grado di restrizione monetaria”. Non ha aggiunto molto altro sulle mosse future, ribadendo la formula del Consiglio che “decide volta per volta in base all’evolversi dei dati” e della Bce che “non si vincola a un percorso predeterminato di tagli”, salvo concordare sul fatto che la traiettoria del costo del danaro è chiaramente verso il basso. Ha aggiungendo una battuta: “que serà, serà”. La decisione di oggi è stata unanime ma dalle dichiarazioni giunte nelle ultime settimane è abbastanza chiaro che all’interno del Consiglio persistono resistenze da parte delle componenti più rigorose, rispetto a una sterzata più accomodante della linea, temendo che in futuro l’inflazione possa riservare sorprese negative. Del resto la stessa Bce si attende che nei prossimi mesi possano esserci risalite dell’indice generale, dovute a effetti paragone statistici, anche se poi stima che l’inflazione rientri al livello obiettivo (2%) nella seconda metà del prossimo anno (l’ultimo dato, relativo a luglio ha mostrato una attenuazione al 2,2%).


La Bce ha più volte sottolineato che in questa fase imposta la linea monetaria utilizzando il tasso sui depositi, con cui vengono retribuite le banche commerciali che parcheggiano fondi presso la stessa istituzione. E’ stato ridotto di 25 punti base al 3,50%. Questo è dovuto al fatto che dato il contesto di persistenti liquidità in eccesso i tassi di mercato tendono a convergere verso questo valore, che viene utilizzato anche per le operazioni di rifinanziamento straordinarie a lungo termine alle banche. Lo scorso marzo la Bce aveva poi deciso di rivedere il suo quadro operativo (operational framework). Aveva allora stabilito che a decorrere da mercoledì prossimo, 18 settembre, i differenziali tra i vari tassi chiave sarebbero stati ridotti. In particolare quello tra tasso sui depositi e il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento (Mro) dagli attuali 50 punti base a 15 punti base. Per aggiustare il secondo tasso al nuovo regime dal 18 ottobre di fatto sarà operato un taglio di 60 punti base, dall’attuale 4,25% al 3,65%. 60 punti base saranno anche rimossi dal tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali, portandolo al 3,90%.


Queste tecnicalità hanno scarsi effetti concreti al momento, perché appunto il tasso maggiormente seguito resta quello sui depositi. La portata dell’ultimo taglio, che era ampiamente prevista dagli analisti, ha lasciato insoddisfatti tutti coloro che nel panorama politico o tra le parti sociali speravano in una manovra di accomodamento più energica. Ad ogni modo archiviata come da programma la decisione ora la palla passa la Federal Reserve. Martedì e mercoledì prossimo si riunirà il direttorio della Banca centrale Usa, il Fomc, e dopo i recenti dati sull’inflazione l’ipotesi rimasta in piedi è anche qui quella di un taglio dei tassi sul dollaro da 25 punti base.


Intanto la Bce ha aggiornato le sue previsioni, ritoccando al ribasso le attese di crescita e mantenendo invece inalterate quelle sull’inflazione. Ora per il Pil dell’area indica un più 0,8% quest’anno, 1,3% il prossimo e 1,5% nel 2026. Tre mesi fa i tecnici dell’istituzione indicavano 0,9% di crescita quest’anno, 1,4% il prossimo è 1,6% sul 2026. Sull’inflazione è invece confermata l’attesa di 2,5% quest’anno, il 2,2% nel prossimo e 1,9% nel 2026. Lagarde è stata interpellata anche su altri temi, tra cui il recente rapporto presentato dal suo predecessore, Mario Draghi. Una analisi che ha definito “formidabile”: fornisce una diagnosi grave ma che secondo noi è accurata. E formula proposte concrete di riforme strutturali che sarebbero molto utili per l’Europa”, ha affermato. “E anche per noi – ha aggiunto – per ottenere migliori risultati nella politica monetaria”. Lagarde ha citato tra le altre cose la necessità di completare l’Unione dei mercati dei capitali. Diverse domande le sono state rivolte anche sul “Risiko” bancario Ue rilanciato dal caso UniCredit-Commerzbank. Posto che le valutazioni sulla possibile aggregazione spettano al ramo di Vigilanza bancaria della Bce (il Ssm) e non a quello responsabile della politica monetaria, secondo Lagarde le due banche “sanno perfettamente quali siano i loro requisiti regolamentari” per procedere. E in generale “sarà molto interessante vedere questo processo dipanarsi”. Nella Ue “penso che ci siano alcune banche paneuropee. Quello di cui parlate qui è più una fusione transfrontaliera tra due grandi istituzioni, che sarà analizzata dal punto di vista regolamentare. Certamente – ha osservato Lagarde – darà soddisfazione a molti di quelli che avevano aspettative sul prodursi di fusioni transfrontaliere con l’Unione bancaria”.