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Autore: Redazione StudioNews

Vino, Riccardo Binda nuovo direttore del Consorzio Oltrepò Pavese

Vino, Riccardo Binda nuovo direttore del Consorzio Oltrepò PaveseMilano, 6 set. (askanews) – Riccardo Binda è il nuovo direttore del Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese. Con la sua nomina l’ente consortile completa il rinnovamento della propria governance, avviato dal Cda eletto nel febbraio scorso sotto la guida della presidente Francesca Seralvo.


Classe 1986, di Voghera (Pavia), Binda ha alle spalle una laurea triennale in Scienze gastronomiche all’Università di Pollenzo, seguita da una specializzazione in Gestione e promozione del patrimonio gastronomico e un master in Wine management presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige. Ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, culminati nella direzione del Consorzio per la Tutela dei Vini Doc Bolgheri e Bolgheri Sassicaia, dove ha guidato il Consorzio toscano verso una rappresentatività del 99%, l’ottenimento dell’erga omnes e il consolidamento del prestigio internazionale della Denominazione. “Abbiamo affidato al nuovo direttore un mandato chiaro e condiviso da tutto il Consiglio di amministrazione: razionalizzare le attività del Consorzio, rinnovare l’approccio operativo introducendo criteri basati su obiettivi e risultati misurabili, e restituire valore al vino dell’Oltrepò Pavese, ricostruendo la centralità della filiera sia dal punto di vista produttivo-normativo che promozionale” ha spiegato Seralvo, sottolineando che “siamo certi che la comprovata professionalità di Riccardo Binda e il suo forte legame con il territorio saranno determinanti per dare slancio al percorso di rilancio che abbiamo intrapreso”.

Love del norvegese Haugerud riflessione sul sesso occasionale

Love del norvegese Haugerud riflessione sul sesso occasionaleVenezia, 6 set. (askanews) – Applausi in conferenza stampa per “Love” del norvegese Dag Johan Haugerud è l’ultimo film in concorso all’81esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel cast Andrea Bræin Hovig, Tayo Cittadella Jacobsen, Marte Engebrigtsen, Lars Jacob Holm, Thomas Gullestad, Marian Saastad Ottesen, Morten Svartveit.


La sessualità e le modalità in cui viene vissuta è ancora protagonista del festival veneziano. Kjærlighet è parte della trilogia Sex Drømmer Kjærlighe, sesso, sogni e amore. Secondo capitolo dedicato alla sessualità. Marianne, una dottoressa pragmatica, e Tor, un infermiere compassionevole, stanno entrambi evitando le relazioni convenzionali. Una sera, dopo un appuntamento al buio, Marianne incontra Tor sul traghetto. Tor, che spesso passa lì la notte in cerca di incontri fortuiti con altri uomini, le racconta di esperienze di intimità spontanea e di importanti conversazioni. Incuriosita da questa prospettiva, Marianne inizia a mettere in discussione le norme sociali e si chiede se tale intimità casuale possa essere un’opzione anche per lei.


Il regista Haugerud ha spiegato che il film “è utopico: riguarda il tentativo di raggiungere l’intimità sessuale e mentale con gli altri senza necessariamente conformarsi alle norme e alle convenzioni sociali che governano le relazioni. Credo che l’invenzione narrativa svolga- ha proseguito- un ruolo cruciale nell’immaginare mondi possibili e mentalità alternative. Permette alle persone di esprimersi e comportarsi in modi spesso insoliti. Questo serve da ispirazione per pensare in modi diversi nella vita reale. Con Kjærlighet, e l’intera trilogia, il mio obiettivo principale è stato quello di far capire che è possibile immaginare nuovi modi di pensare e comportarsi”. Il regista in conferenza stampa ha spiegato che voleva fare un film più breve e invece ne è uscito un film più epico che parte di una trilogia sull’amore. “E’ stato interessante esplorare il tema del sesso, dei sogni e dell’amore e questo progetto si e’ concretizzato con gli attori con cui ho voluto lavorare”, ha aggiunto Haugerud.


Cittadella Jacobsen che interpreta Tor, il giovane infermiere che nel film ama le app di incontri al buio, ha sottolineato che l’aspetto teatrale è molto forte nel film. “Il regista è stato molto bravo a farci esprimere le nostre idee e proposta relative alla sceneggiatura, del resto lui ha molto talento e ha scritto dei dialoghi davvero molto belli e autentici”. Hovig che interpreta la dottoressa Marianna ha detto che si è creata una grande chimica e sintonia tra gli attori che sono diventati sul set un vero gruppo affiatato e intimo “e ha reso il nostro lavoro molto facile”.


Anche l’ambientazione naturale, la città di Oslo che fa da sfondo al film viene raccontata con grande sensibilità e sguardo profondo. Anche la malattia viene raccontata con dolcezza, “Marianne è un’urologa che si occupa di cancro alla prostata e anche qui il tema della sessualità torna come quello dell’omosessualità. Anche il ruolo della musica è stato importante, abbiamo cercato di usarlo in un altro modo più tranquillizzante”.

Usa, ok a Us Wind (Renexia) per parco eolico offshore da 1,7 GW

Usa, ok a Us Wind (Renexia) per parco eolico offshore da 1,7 GWRoma, 6 set. (askanews) – Il governo degli Stati Uniti, attraverso l’ente federale BOEM (l’agenzia che si occupa delle concessioni per i progetti offshore), ha ratificato la realizzazione del parco eolico offshore di 1,7 GW di potenza nel Maryland, in capo a US Wind, la società americana controllata per l’80% dall’italiana Renexia del Gruppo Toto e per il 20% dal fondo americano Apollo. L’opera, che prevede un investimento complessivo di 11,5 miliardi di dollari e consentirà di produrre 7 TWh annui per un valore stimato di circa 1,5 miliardi di dollari, rappresenta la decima approvazione dell’Amministrazione Biden-Harris in ambito eolico offshore su scala commerciale, per complessivi 15 GW di potenza a livello federale, un traguardo importante verso l’obiettivo di 30 GW entro il 2030.


Il progetto di US Wind, una volta completato, insisterà su un’area marina, al largo delle coste del Maryland, di circa 324 kmq, e prevede l’installazione di turbine eoliche a fondazione fissa, distribuite in tre cluster, che forniranno energia pulita alla popolazione della regione del DelMarVa. La concessione è trentennale e la produzione si prevede partirà entro il 2028, consentendo la creazione di oltre 2600 posti di lavoro tra diretti e indotto. “Siamo soddisfatti di aver ricevuto la fiducia da parte del governo americano per il progetto nel Maryland e poter così contribuire al percorso di decarbonizzazione avviato dagli Stati Uniti”, commentata Riccardo Toto, DG di Renexia e Presidente US Wind. Contestualmente, come previsto dagli accordi federali, US Wind sta anche realizzando, grazie a un investimento di circa 95 milioni di dollari, una fabbrica per la produzione di importanti componenti della filiera dell’industria eolica offshore degli Stati Uniti, nei pressi del sito industriale di Sparrow Point. “Questo modello produttivo, che comporta un ruolo gestionale anche nella filiera industriale per noi è assolutamente funzionale e lo replicheremo in Italia grazie all’accordo siglato recentemente con il Mimit e MingYang per la costruzione nel nostra Paese di una fabbrica dedicata alla costruzione di turbine eoliche”, aggiunge Toto. La fabbrica che sorgerà contribuirà per il tramite della fornitura delle turbine alla realizzazione di Med Wind, il più grande progetto di impianto eolico offshore floating del Mar Mediterraneo, al largo delle coste trapanesi. Il progetto siciliano rappresenta l’innesco ideale per la creazione di una filiera industriale dell’eolico, sia offshore che onshore, che renda l’Italia un punto di riferimento internazionale in un settore dalle elevate potenzialità.

Incendi a bordo: le batterie al litio fra le principali responsabili nei disastri aerei

Incendi a bordo: le batterie al litio fra le principali responsabili nei disastri aereiRoma, 6 set. (askanews) – Le batterie al litio fra le principali responsabili nei disastri aerei e questo genere di incidenti è in aumento. Solo in America si registra un + 42% negli ultimi cinque anni. L’utilizzo quotidiano che ne facciamo le rende talmente familiari da farci dimenticare che nascondono molte insidie difficili da gestire. Servono imballaggi sicuri per limitarne la pericolosità e normative ad hoc quando vengono trasportate dai passeggeri.


Le batterie al litio, infatti, possono costituire un pericolo dovuto al loro surriscaldamento e gli incidenti sono in aumento. Una media di più di uno a settimana negli Stati Uniti. Non a caso l’autorità aeronautica statunitense attesta che gli episodi sono incrementati di oltre il 42% negli ultimi cinque anni. Un problema, però, che non è solamente americano ma coinvolge i voli di tutto il mondo. “Le batterie al litio in alcuni casi ‘entrano’ in runaway termico (fuga termica) a causa di svariati motivi, per esempio un corto circuito, e si surriscaldano. Se questo avviene su un aereo, il pericolo di incendio cresce esponenzialmente perché le possibilità di intervento sono più difficili”, spiega Ermanno Vicini, Ceo di Serpac, società specializzata nella creazione, sviluppo e vendita di imballaggi ed etichette per il trasporto di merci pericolose.


In un mondo dove la tecnologia è ormai essenziale e parte integrante della quotidianità, le batterie al litio sono ovunque. Nei nostri smartphone, computer portatili, tablet, powerbank, fotocamere, orologi e persino nelle sigarette elettroniche. Insomma, sono presenti nella quasi totalità dei dispositivi che portiamo sempre con noi. “L’utilizzo quotidiano che ne facciamo – ammonisce Vicini – le rende talmente familiari da farci dimenticare che sono pericolose. Ogni anno se ne vendono milioni e, tante se ne vendono, altrettante vengono trasportate dai produttori ai distributori e dai distributori ai consumatori”. Un trasporto che avviene spesso per via aerea. È quindi evidente che debba essere messo in sicurezza. “Imballare correttamente, con prodotti idonei e certificati, etichettare e marcare colli in maniera conforme non porterà sicuramente a eliminare totalmente i rischi connessi al trasporto, ma sicuramente ne diminuirà il numero e le conseguenze anche perché, da un incendio a bordo, non ci sono vie di fuga”.


Nel 2022, ad esempio, ci sono stati 55 incidenti, 9 di questi sono avvenuti su aerei cargo. Gli altri 46 riguardano batterie al litio portate a bordo di voli commerciali nelle tasche dei passeggeri o nei loro bagagli. In 19 casi le principali indiziate di colpevolezza sono state sigarette elettroniche. Altri casi hanno coinvolto caricabatterie portatili (16), laptop (8) o telefoni cellulari (5). Le stesse compagnie aeree hanno certificato come tale materia possa rappresentare un serio rischio per l’incolumità dei passeggeri. “Quando i dispositivi sono trasportati dai passeggeri – sostiene Vicini – è difficile intervenire in anticipo per prevenire possibili problemi e dovrebbero essere studiati dei provvedimenti ad hoc. Nel momento in cui invece devono essere spediti, i regolamenti per le merci pericolose attualmente in vigore sono sempre più accurati e continuano a migliorare per rendere la spedizione più sicura riducendo il numero di incidenti”.


Ma la “corsa” alla produzione di batterie, amplifica la portata del fenomeno. Recentemente il report del Fortune Business Insight ha evidenziato che tra il 2022 e il 2028 il settore dovrebbe avere un innalzamento del valore di mercato dagli attuali 7,76 miliardi di dollari ai 10,86 miliardi. E più i numeri salgono, maggiori saranno le insidie. “Oltretutto, l’imballaggio, la spedizione e il trasporto di questo tipo di batterie è un procedimento tutt’altro che banale che richiede competenze specifiche – sottolinea Vicini – perché anche solo una disattenzione potrebbe rappresentare un serio rischio per l’incolumità di piloti, passeggeri e aerei”. Ma quali sono le principali caratteristiche di un imballaggio a norma? “Rispondere in maniera semplice a questa domanda non è possibile – conclude Vicini – le batterie al litio possono essere spedite singolarmente, imballate insieme a un dispositivo oppure direttamente all’interno di esso. Anche le caratteristiche delle batterie stesse influiscono sulle disposizioni dei regolamenti da rispettare, per questo motivo bisogna sempre valutare di volta in volta come procedere. Ognuno di questi casi prevede modalità di imballaggio ed etichettatura differenti. È di vitale importanza applicare correttamente le normative perché un incendio di una batteria al litio difficilmente può essere spento”.

Sangiuliano,Tajani: dimissioni? Fi sostiene pienamente scelte Meloni

Sangiuliano,Tajani: dimissioni? Fi sostiene pienamente scelte MeloniCernobbio (Co), 6 set. (askanews) – “Ci riconosciamo nelle parole del presidente del Consiglio, ha già parlato e quindi pieno sostegno e piena solidarietà al presidente del Consiglio”. Lo ha detto il vicepremier e ministero degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del forum Ambrosetti, a chi gli chiedeva se il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, dovesse fare un passo indietro dopo la vicenda Boccia. “Io non sono abituato a guardare nel buco della serratura, sarà il presidente del consiglio a dire quello che vorrà dire, se vorrà dirlo e ci riconosciamo in quello che ha già detto”.

G7 Parlamenti, Metsola: la nostra unità è fondamentale per la pace

G7 Parlamenti, Metsola: la nostra unità è fondamentale per la paceVerona, 6 set. (askanews) – “Condividiamo la responsabilità di lavorare per un mondo di pace e più sicuro”, di fronte alle sfide “non serve solo la determinazione individuale ma l’unità: l’importanza e rilevanza di questo gruppo non può essere sottovalutata: la sua influenza, le sue azioni, e i principi su cui le azioni si basano, servono come riferimenti globali”. Lo ha affermato la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, intervenendo al G7 dei Parlamenti, a Verona e ringraziando il presidente della Camera Lorenzo Fontana per l’ospitalità, e la premier Giorgia Meloni “per la leadership eccellente nel G7 italiano”.


“La sicurezza è diventata un leitmotiv nelle nostre discussioni, in un mondo sempre più interconnesso, insicurezza e instabilità creano effetti”, ha spiegato, come si vede nel conflitto in Ucraina e nella crisi in Medio Oriente. “Le minacce all’ordine del mondo democratico trovano terreno fertile dove c’è più bisogno di democrazia”, ha aggiunto, sottolineando l’importanza della presenza al summit, “non solo simbolica ma necessaria e giusta”, del presidente della Verkhovna Rada ucraina, Ruslan Stefanchuk: “Gli ucraini – ha rimarcato Metsola – non combattono solo per la loro sicurezza ma per noi e per i valori che condividiamo”.

Mattarella: l’Italia è un debitore onorabile, scelte fatte da protagonisti

Mattarella: l’Italia è un debitore onorabile, scelte fatte da protagonistiRoma, 6 set. (askanews) – Da un lato la critica a chi (i sovranisti?) critica le scelte dell’Unione europea che vengono fatte proprio dai “protagonisti”, ossia dagli esecutivi che ne fanno parte. Dall’altro la rivendicazione della serietà del nostro paese nell’onorare i debiti assunti a fronte di criteri di valutazione da parte dei mercati “quantomeno opinabili” che ci penalizzano sul lato degli interessi. Sono i due punti salienti dell’intervento di Sergio Mattarella al Forum Ambrosetti di Cernobbio con un collegamento in videoconferenza dal Quirinale, una riflessione ampia sul significato dell’Europa e sul suo ruolo nel futuro.


Per il capo dello Stato è indubbiamente l’Europa l’ambito in cui possiamo svolgere un ruolo nel contesto globale e cercare di esprimere le nostre aspirazioni, perciò non può condividere “le critiche rivolte al progetto europeo che lo vogliono, di volta in volta, come una mera ‘utopia consolatoria’, frutto delle sofferenze della Seconda guerra mondiale, oppure lo definiscono talvolta come espressione del modello di sviluppo proprio alla globalizzazione capitalistica internazionale”. Nel dibatitto contemporaneo si oscilla tra chi vede l’Unione “come un vincolo, talora soffocante” e chi invece la vede “come un’opportunità in un mondo – i Brics insegnano – fatto sempre più di giganti”. E’ ai critici che il Presidente si rivolge ricordando loro “due aspetti: anzitutto l’Unione europea è caratterizzata dalla partecipazione diretta dei popoli alle decisioni; inoltre, le scelte che, talvolta, sono oggetto di polemiche a livello locale – sconcertanti quando derivano da protagonisti che han preso parte a questi passaggi – sono il frutto non di normative imposte da oscuri poteri, bensì sono concordate in sede comunitaria tra i governi nazionali, la Commissione, il Parlamento Europeo, con procedimenti partecipati e trasparenti. Va detto piuttosto che l’Europa è incompiuta, è un progetto in divenire”.


Mattarella obietta anche a chi parla di “vincolo esterno” che imporrebbe “di subire scelte che sarebbero rivolte contro l’interesse nazionale. Anche se è singolare – osserva – pensare a Governi che, scientemente, approvino regole le cui conseguenze tradirebbero l’interesse della popolazione che ha affidato loro il mandato di governare”. Insomma il capo dello Stato invita gli esecutivi ad assumersi in pieno le loro responsabilità perchè le decisioni che riguardano l’Unione vengono prese proprio da loro, “dai protagonisti”. E da qui una domanda provocatoria e pertinente alla luce delle prossime scadenze economiche che riguardano il nostro paese: il vincolo deriva dalle regole o dal debito per quei paesi che sono particolarmente indebitati? Su questo punto Mattarella ha da sollevare qualche obiezione, o per meglio dire una “riflessione” proprio sul debito pubblico, un tema che non è solo finanziario ma riguarda anche “le politiche che assicurano l’esercizio dei diritti dei cittadini e la loro eguaglianza”. E dunque l’Italia. E’ vero abbiamo un debito molto alto: la somma di quello di Francia e Germania, ma questo è dovuto, spiega, al “diverso tasso di interesse. Eppure l’Italia – avverte il capo dello Stato – è un debitore onorabile, con una storia trentennale di avanzi statali primari annui, con un debito pubblico cresciuto in larga misura, dal 1992, principalmente a causa proprio degli interessi”. Ne discende che “il termometro della percezione dei mercati sull’affidabilità di un Paese può rivelarsi quanto meno opinabile” se si tiene conto che “il mercato dei titoli pubblici trascura temi come il rapporto debito pubblico-ricchezza finanziaria netta delle famiglie”, che notoriamente vede l’Italia in una posizione di forza.


Ma per non essere frainteso Mattarella avverte: “Attenzione, il mio non è un invito a trascurare il debito: sono pienamente consapevole dell’esigenza ineludibile di abbatterlo. Si tratta di un invito a procedere su una strada che assuma i fondamentali dell’economia come criterio e un invito a completare l’edificio finanziario europeo in maniera più rassicurante per tutti, ponendovi mano sollecitamente”. Questi sono alcuni dei capitoli: “ruolo internazionale e gestione degli aggregati finanziari, di ciò che può essere l’Europa”. In conclusione un auspicio e un ammonimento: “Non bisogna avere paura delle riforme, di guardare avanti, di immaginare un’Europa sempre più perfezionata e sempre più inclusiva di quei popoli, come quelli dei Balcani occidentali, che aspirano da tempo di partecipare a questa avventura”. E’ necessario guardare al futuro e non al passato, dice Mattarella invitando la società civile a combattere quelle “spinte che immaginano, senza motivo, un futuro frutto di nostalgie di un passato che ci ha riservato, invece, spesso, tragedie”.


La storia dell’integrazione europea dimostra che “libertà, giustizia sociale, aspirazione alla pace, esprime valori destinati a prevalere sui disvalori dell’egoismo, della contrapposizione, del razzismo, della violenza, dell’odio, della guerra. Con fermezza, con determinazione, proseguiamo su questa strada”.

Mattarella: l’Italia è debitore onorabile, scelte fatte da protagonisti

Mattarella: l’Italia è debitore onorabile, scelte fatte da protagonistiRoma, 6 set. (askanews) – Da un lato la critica a chi (i sovranisti?) critica le scelte dell’Unione europea che vengono fatte proprio dai “protagonisti”, ossia dagli esecutivi che ne fanno parte. Dall’altro la rivendicazione della serietà del nostro paese nell’onorare i debiti assunti a fronte di criteri di valutazione da parte dei mercati “quantomeno opinabili” che ci penalizzano sul lato degli interessi. Sono i due punti salienti dell’intervento di Sergio Mattarella al Forum Ambrosetti di Cernobbio con un collegamento in videoconferenza dal Quirinale, una riflessione ampia sul significato dell’Europa e sul suo ruolo nel futuro.


Per il capo dello Stato è indubbiamente l’Europa l’ambito in cui possiamo svolgere un ruolo nel contesto globale e cercare di esprimere le nostre aspirazioni, perciò non può condividere “le critiche rivolte al progetto europeo che lo vogliono, di volta in volta, come una mera ‘utopia consolatoria’, frutto delle sofferenze della Seconda guerra mondiale, oppure lo definiscono talvolta come espressione del modello di sviluppo proprio alla globalizzazione capitalistica internazionale”. Nel dibatitto contemporaneo si oscilla tra chi vede l’Unione “come un vincolo, talora soffocante” e chi invece la vede “come un’opportunità in un mondo – i Brics insegnano – fatto sempre più di giganti”. E’ ai critici che il Presidente si rivolge ricordando loro “due aspetti: anzitutto l’Unione europea è caratterizzata dalla partecipazione diretta dei popoli alle decisioni; inoltre, le scelte che, talvolta, sono oggetto di polemiche a livello locale – sconcertanti quando derivano da protagonisti che han preso parte a questi passaggi – sono il frutto non di normative imposte da oscuri poteri, bensì sono concordate in sede comunitaria tra i governi nazionali, la Commissione, il Parlamento Europeo, con procedimenti partecipati e trasparenti. Va detto piuttosto che l’Europa è incompiuta, è un progetto in divenire”.


Mattarella obietta anche a chi parla di “vincolo esterno” che imporrebbe “di subire scelte che sarebbero rivolte contro l’interesse nazionale. Anche se è singolare – osserva – pensare a Governi che, scientemente, approvino regole le cui conseguenze tradirebbero l’interesse della popolazione che ha affidato loro il mandato di governare”. Insomma il capo dello Stato invita gli esecutivi ad assumersi in pieno le loro responsabilità perchè le decisioni che riguardano l’Unione vengono prese proprio da loro, “dai protagonisti”. E da qui una domanda provocatoria e pertinente alla luce delle prossime scadenze economiche che riguardano il nostro paese: il vincolo deriva dalle regole o dal debito per quei paesi che sono particolarmente indebitati? Su questo punto Mattarella ha da sollevare qualche obiezione, o per meglio dire una “riflessione” proprio sul debito pubblico, un tema che non è solo finanziario ma riguarda anche “le politiche che assicurano l’esercizio dei diritti dei cittadini e la loro eguaglianza”. E dunque l’Italia. E’ vero abbiamo un debito molto alto: la somma di quello di Francia e Germania, ma questo è dovuto, spiega, al “diverso tasso di interesse. Eppure l’Italia – avverte il capo dello Stato – è un debitore onorabile, con una storia trentennale di avanzi statali primari annui, con un debito pubblico cresciuto in larga misura, dal 1992, principalmente a causa proprio degli interessi”. Ne discende che “il termometro della percezione dei mercati sull’affidabilità di un Paese può rivelarsi quanto meno opinabile” se si tiene conto che “il mercato dei titoli pubblici trascura temi come il rapporto debito pubblico-ricchezza finanziaria netta delle famiglie”, che notoriamente vede l’Italia in una posizione di forza.


Ma per non essere frainteso Mattarella avverte: “Attenzione, il mio non è un invito a trascurare il debito: sono pienamente consapevole dell’esigenza ineludibile di abbatterlo. Si tratta di un invito a procedere su una strada che assuma i fondamentali dell’economia come criterio e un invito a completare l’edificio finanziario europeo in maniera più rassicurante per tutti, ponendovi mano sollecitamente”. Questi sono alcuni dei capitoli: “ruolo internazionale e gestione degli aggregati finanziari, di ciò che può essere l’Europa”. In conclusione un auspicio e un ammonimento: “Non bisogna avere paura delle riforme, di guardare avanti, di immaginare un’Europa sempre più perfezionata e sempre più inclusiva di quei popoli, come quelli dei Balcani occidentali, che aspirano da tempo di partecipare a questa avventura”. E’ necessario guardare al futuro e non al passato, dice Mattarella invitando la società civile a combattere quelle “spinte che immaginano, senza motivo, un futuro frutto di nostalgie di un passato che ci ha riservato, invece, spesso, tragedie”. La storia dell’integrazione europea dimostra che “libertà, giustizia sociale, aspirazione alla pace, esprime valori destinati a prevalere sui disvalori dell’egoismo, della contrapposizione, del razzismo, della violenza, dell’odio, della guerra. Con fermezza, con determinazione, proseguiamo su questa strada”.

Orban: Giorgia Meloni è la mia sorella cristiana

Orban: Giorgia Meloni è la mia sorella cristianaCernobbio (Como), 6 set. (askanews) – “Giorgia Meloni è la mia sorella cristiana. Lo penso seriamente, prima questo tipo di relazioni non avevano un grande importanza nell’Unione Europea ma ora ci stiamo avvicinando a una nuova era”. Lo ha detto Viktor Orban, primo ministro dell’Ungheria, parlando della premier italiana Giorgia Meloni a margine dei lavori del forum Ambrosetti di Cernobbio (Como).


“Le culture simili hanno un ruolo molto più importante del passato. Non è solo una mia collega, è la mia sorella cristiana ed fondamentale”, ha ribadito. A chi gli chiedeva se Meloni potesse avere un ruolo simile a quello avuto in passato da Angela Merkel, Orban ha risposto scherzando: “Non so se abbia l’aspirazione a diventare Cancelliere della Germania, non è il miglior lavoro possibile al momento. Non glielo consiglio…”, ha chiosato. Poi, risposto ai cronisti che gli chiedevano dell’ipotesi di Raffaele Fitto vicepresidente della Commissione dell’Unione europea, designato dall’Italia commissario. ha aggiunto: “Non sono il presidente della Commissione europea. Sono solo il presidente del Consiglio, conosco Fitto ed è un uomo eccezionale”.

Il Papa è arrivato in Papua Nuova Guinea. Seconda tappa del viaggio apostolico

Il Papa è arrivato in Papua Nuova Guinea. Seconda tappa del viaggio apostolicoCittà del Vaticano, 6 set. (askanews) – L’aereo con a bordo Papa Francesco, proveniente dall’Indonesia, è atterrato all’aeroporto di Port Moresby nella Papua Nuova Guinea, secondo paese che visiterà nel suo lungo viaggio apostolico, il 45.mo del suo pontificato. Nello scalo internazionale si sta svolgendo la cerimonia di benvenuto e ad accogliere Francesco è presente il Vice Primo Ministro che lo sta attendendo ai piedi della scala anteriore dell’aereo. Con lui due giovani in abito tradizionale che gli offriranno dei fiori.


Il Papa e il Vice Primo Ministro dopo aver raggiunto la pedana coperta assisteranno alla cerimonia di benvenuto che consiste nell’esplosione di 21 colpi di cannone in segno di massimo rispetto per l’ospite, dal saluto della Guardia d’Onore e dall’esecuzione degli Inni, con l’omaggio alle bandiere. Al termine, dopo la presentazione delle rispettive delegazioni, a bordo di un’auto il Papa partirà alla volta cella Nunziatura apostolica a Port Moresby distante circa otto chilometri dall’aeroscalo e che lo ospiterà in questi giorni.