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Autore: Redazione StudioNews

I giudici di Milano hanno detto ‘no’ alla consegna all’Ungheria del coindagato di Ilaria Salis

I giudici di Milano hanno detto ‘no’ alla consegna all’Ungheria del coindagato di Ilaria SalisRoma, 28 mar. (askanews) – Gabriele Marchesi, il 23 milanese accusato insieme a Ilaria Salis dell’aggressione di due neonazisti avvenuta a Budapest l’11 febbraio 2023, non sarà consegnato all’Ungheria. Lo ha deciso la Quinta Corte d’Appello di Milano (la sezione specializzata in procedure di estradizione) accogliendo la richiesta formulata dal sostituto procuratore generale Cuno Tarfusser e dell’avvocato Mauro Straini, difensore del 23enne.


I giudici hanno inoltre disposto la liberazione immediata del giovane, finora sottoposto agli arresti domiciliari in quanto destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità di Budapest.

Amazon investe altri 2,75 miliardi in startup IA Anthropic

Amazon investe altri 2,75 miliardi in startup IA AnthropicNew York, 28 mar. (askanews) – Il colosso dell’e-commerce Amazon ha dichiarato di aver investito 2,75 miliardi di dollari in più nella startup di intelligenza artificiale Anthropic, portando il totale della sua partecipazione a 4 miliardi di dollari.


Si tratta del più grande investimento di Amazon in un’altra società da 30 anni, cioè da quando il rivenditore online è stato fondato. Anche Google ha accettato lo scorso ottobre di investire fino a 2 miliardi di dollari nella società. Anthropic, fondata nel 2021, offre un assistente AI chiamato Claude che compete con ChatGPT di OpenAI. L’azienda è guidata dai fratelli italo-americani Dario e Daniela Amodei, entrambi ex dipendenti di OpenAI.

Roma, al Campus Bio-Medico inaugurata nuova risonanza magnetica 3 Tesla

Roma, al Campus Bio-Medico inaugurata nuova risonanza magnetica 3 TeslaRoma, 28 mar. (askanews) – È stata inaugurata la nuova Risonanza Magnetica (RM) tre Tesla della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico: la nuova strumentazione consentirà una maggiore risoluzione spaziale, con immagini sempre più dettagliate, e anche, in alcuni casi, una più veloce esecuzione dell’esame rispetto alle risonanze magnetiche più diffuse, quelle meno potenti a 1,5 Tesla. La maggiore risoluzione dello strumento consente, nella diagnosi di patologie cerebrali o muscolo-scheletriche e della colonna vertebrale, di identificare lesioni più piccole nonché strutture anatomiche non visibili con macchine della generazione precedente. La qualità delle immagini rende questa strumentazione il riferimento per gli esami dei distretti cerebro-vascolari e neurologici, oltre a consentire di effettuare esami funzionali, di spettroscopia, della prostata e del pancreas.


L’acquisto dell’apparecchiatura – informa una nota – è stato possibile grazie al contributo dato dalla Fondazione Roma, attraverso la Biomedical University Foundation, nel quadro di un più ampio finanziamento per lo sviluppo del Centro per la Ricerca e Cura della malattia di Alzheimer della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Oltre ai vertici della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, hanno partecipato all’inaugurazione il prof. Bruno Beomonte Zobel, coordinatore dell’Imaging Center del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, il dott. Franco Parasassi, presidente Fondazione Roma, il prof. Paolo Arullani, presidente dell’Advisory Board della Biomedical University Foundation, l’avv. Civita Di Russo, vice capo di Gabinetto del Presidente della Regione Lazio, l’on. Ylenja Lucaselli, capogruppo alla Commissione Bilancio, tesoro e programmazione della Camera dei Deputati.


Le apparecchiature con magnete da tre Tesla, rispetto a quelle da 1,5, garantisco prestazioni superiori in particolare nello studio di ipofisi, ippocampo, nuclei del tronco, nervi cranici, orecchio interno, corteccia cerebrale, tumori. Inoltre, riducono il rischio di immagini distorte, eliminando così la necessità di sottoporsi a ulteriori risonanze. Spiega il coordinatore Imaging Center della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico Bruno Beomonte Zobel: “Con questa tipologia di strumentazione si possono utilizzare tecniche cosiddette “avanzate” come la Spettroscopia a RM, il Tensore di diffusione, la Trattografia a RM e la RM funzionale con segnale BOLD. La RM funzionale è in grado di individuare le zone dell’encefalo che consumano ossigeno mentre il soggetto che viene esaminato con la macchina di RM sta svolgendo una determinata attività come può essere il guardare un video, l’ascoltare una musica o il compiere un piccolo movimento con un dito. In questo modo è stato possibile studiare, su volontari sani, quali sono le aree cerebrali che sono coinvolte, nel senso che vengono attivate e consumano ossigeno, nell’assunzione di certe decisioni”.

Ungheria, giudici: no a consegna per coindagato di Ilaria Salis

Ungheria, giudici: no a consegna per coindagato di Ilaria SalisRoma, 28 mar. (askanews) – Gabriele Marchesi, il 23 milanese accusato insieme a Ilaria Salis dell’aggressione di due neonazisti avvenuta a Budapest l’11 febbraio 2023, non sarà consegnato all’Ungheria. Lo ha deciso la Quinta Corte d’Appello di Milano (la sezione specializzata in procedure di estradizione) accogliendo la richiesta formulata dal sostituto procuratore generale Cuno Tarfusser e dell’avvocato Mauro Straini, difensore del 23enne.


I giudici hanno inoltre disposto la liberazione immediata del giovane, finora sottoposto agli arresti domiciliari in quanto destinatario di un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità di Budapest.

Nato, minacce nucleari russe “irresponsabili”, pronti a difenderci

Nato, minacce nucleari russe “irresponsabili”, pronti a difenderciNapoli, 28 mar. (askanews) – (di Cristina Giuliano) Le minacce nucleari russe sono ‘irresponsabili’, ma la Nato è pronta a difendersi. ‘La Nato è finalizzata a dissuadere gli avversari e a difendere il nostro territorio; è inoltre un’alleanza con forti valori di base’. Così in un’intervista video con askanews l’ammiraglio Stuart B. Munsch, Comandante del Comando Interforze Alleato di Napoli e Comandante delle Forze Navali USA in Europa e Africa. L’alto ufficiale – responsabile della difesa del territorio del settore meridionale dell’Europa, un’area che si estende dal Portogallo e dalla Spagna fino alla Romania, alla Bulgaria e alla Turchia – parla nel colloquio anche del ruolo del Mediterraneo ‘di primaria importanza’ e dice che ‘non cambierà e la NATO mantiene una forte presenza in quest’area’. Poi in vista del 75esimo anniversario dell’Alleanza, Munsch parla di ‘un anno importante’ che sarà coronato con il summit di Washington DC, e per il quale ‘qui a Napoli, stiamo preparando celebrazioni in grande stile’, con un concerto al Teatro San Carlo l’8 aprile prossimo, a cui seguirà un ricevimento sulla nave USS Mount Whitney il giorno successivo.


askanews: Può raccontarci la composizione e le attività della base di Napoli? L’attività della vostra base è cambiata in seguito alla crisi in Medio Oriente?Ammiraglio Munsch: ‘Il JFC Naples è responsabile della difesa del territorio del settore meridionale dell’Europa, un’area che si estende dal Portogallo e dalla Spagna fino alla Romania, alla Bulgaria e alla Turchia. La nostra missione, quindi, consiste nella difesa territoriale. Contiamo su un effettivo di oltre 800 persone in rappresentanza di 23 delle 32 nazioni che compongono la NATO. Il personale è composto sia da militari che da civili, tutti impiegati della NATO. E, naturalmente, siamo ospitati qui in Italia, Paese che ci fornisce considerevole supporto per le attività svolte localmente. Conduciamo inoltre missioni ed operazioni al di fuori del territorio della NATO. Tra queste si annoverano la missione in Iraq dove assistiamo il governo Iracheno nell’addestramento delle sue forze armate e di polizia. Non si tratta di una missione operativa bensì di un’attività di consulenza a livello istituzionale finalizzata alla gestione e allo sviluppo delle forze amate e delle forze di polizia irachene. Deteniamo poi la responsabilità di missioni nei Balcani dove abbiamo tre diversi uffici che contribuiscono a mantenere un ambiente sicuro nella regione. Abbiamo inoltre rappresentanze NATO presso l’Unione Africana. Facciamo quindi molte cose da questo Comando, tutte finalizzate al dissuadere gli avversari e a difendere il territorio della NATO’.


askanews: La funzione difensiva della Nato, sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina, si rafforza molto nel Nord Est, sul confine con la Russia, ma il mediterraneo presenta sfide complesse. Vedete possibile un ruolo dell’Italia più attivo in un bacino tanto importante e strategico?Ammiraglio Munsch: ‘Per molto tempo, il Mediterraneo ha avuto un ruolo di primaria importanza per la prosperità e la sicurezza di questa parte del mondo. Questo suo ruolo non cambierà e la NATO mantiene una forte presenza in quest’area: disponiamo di un gruppo navale permanentemente schierato nel Mediterraneo e anche di un gruppo navale che attua contromisure anti-mine e che è disponibile su chiamata, qualora ne avessimo bisogno. E poi, naturalmente, abbiamo questo Comando che, appunto si trova in Italia, oltre a vari altri organismi NATO, sempre in Italia. Questa regione, quindi, avrà sempre grande importanza strategica. L’Italia riveste un ruolo strategico: oltre ad ospitare noi, fornisce un notevole contributo alla NATO e dispone di forze armate molto efficienti. Lavoriamo quindi insieme per mantenere la regione sicura. Il ruolo dell’Italia continuerà ad essere importante’.


askanews: Lei è referente per Iraq, Kosovo, Balcani: che tipo di contributo viene dato all’azione di difesa della Nato per quelle aree?Ammiraglio Munsch: ‘Abbiamo la missione NATO in Iraq, con 500 uomini impegnati nel fornire consulenza al governo Iracheno per quanto riguarda le loro forze armate e la loro polizia nazionale. Non si tratta di una missione operativa ma, appunto, di una missione di consulenza su come gestire le istituzioni. La missione è nel suo quinto anno di attività, il suo bilancio è positivo e ha portato al conseguimento di benefici reciproci nelle nostre relazioni. Nel Balcani, siamo presente con tre organizzazioni delle quali la principale si trova in Kosovo, dove al NATO Kosovo Force conta oltre 4000 uomini e si occupa con imparzialità del mantenimento di un ambiente sicuro e della libertà di movimento per tutte le comunità del Kosovo. Abbiamo poi uffici collegati alla missione nei Balcani anche a Sarajevo e a Belgrado il cui compito è di lavorare con la Bosnia-Erzegovina e con la Serbia, sempre con l’obiettivo di mantenere la stabilità nella regione. Tutto questo fa parte della visione a 360 gradi nella NATO, ossia guardarci tutt’intorno al di fuori dei nostri confini, per mantenere la stabilità e, alla fine, dissuadere gli avversari e difendere il territorio della NATO’.


askanews: Il vertice Nato di luglio: una data molto importante e sicuramente storica. Cosa aspettarsi?Ammiraglio Munsch: ‘In aprile, cade il 75mo anniversario della NATO, un traguardo storico. Un’alleanza di lunga durata e, forse, l’alleanza che ha avuto più successo nella storia mondiale. L’Europa non vede conflitti da moltissimo tempo proprio grazie alla presenza della NATO e alla sua opera di dissuasione e di difesa. In anni recenti, abbiamo rafforzato il nostro potere di dissuasione a causa dell’attuale conflitto in Ucraina, a seguito del quale sono stati approvati nuovi piani di difesa per la prima volta dal fine della Guerra Fredda. Abbiamo innalzato il livello di prontezza di 300.000 soldati oltre che delle forze navali e aeree e ci stiamo esercitando in forma più attiva di quanto non facessimo in passato. Quindi abbiamo fatto parecchio per celebrare il 75mo anniversario della NATO. Per quanto riguarda il vertice di Washington, si tratta del vertice che la NATO indice annualmente. Si tiene ogni anno in una città diversa; l’anno scorso è toccata a Vilnius, l’anno prima a Madrid. Spetta ai vari leader nazionali decidere di quali argomenti discutere e cosa annunciare in quell’occasione, con il coordinamento del Quartier Generale della NATO di Bruxelles. Aspettiamo, quindi, di sentire cosa avranno da dire ma sono sicuro che sarà un anno importante. Qui a Napoli, stiamo preparando celebrazioni in grande stile per il 75mo anniversario, con una serie di eventi il primo dei quali sarà un concerto della Banda della NATO, al Teatro San Carlo, l’8 aprile prossimo, e seguirà un ricevimento sulla storica nave USS Mount Whitney il giorno successivo’.askanews: La Svezia, paese neo-membro dell’Alleanza Atlantica ha una flotta significativa: quale contributo può dare e in quali aree?Ammiraglio Munsch: ‘Accogliendo la Svezia nella NATO, i paesi membri hanno accettato di difendere questo paese come fanno con tutti gli altri stati membri ma, cosa più importante, la Svezia ha accettato di difendere tutti gli altri paesi membri della NATO e inoltre apporta all’Alleanza straordinarie capacità. Per molto tempo, oltre due secoli, la Svezia non ha fatto parte di alcuna alleanza quindi ha dovuto essere autosufficiente. La sua popolazione è preparata a questo e il paese può contrare su una forte componente industriale e sul supporto di forze armate che dispongono di equipaggiamento di ottimo livello e di personale molto ben addestrato. Quindi il loro apporto è di ottimo livello; la Svezia contribuirà in maniera tangibile alla sicurezza. Comunque, la Svezia non è una totale sconosciuta: è partner della NATO da oltre 30 anni e ha preso parte ad attività congiunte. Quindi, li conosciamo bene e loro conoscono bene il resto della NATO. Il suo arrivo le garantisce che sarà difesa dalla NATO e che lei difenderà il resto della NATO. In conclusione, la Svezia è ora meglio difesa e la NATO è più forte’.askanews: La Russia sventola sempre più spesso la minaccia nucleare: la deterrenza Nato come si adegua ai rischi di tale dialettica violenta?Ammiraglio Munsch: ‘Ripeto, la NATO è finalizzata a dissuadere gli avversari e a difendere il nostro territorio; è inoltre un’alleanza con forti valori di base. C’è un accordo reciproco tra i vari paesi membri, tutti stati democratici, con procedure democratiche e caratterizzati dal rispetto dello stato di diritto. Questi sono i forti valori su cui la NATO poggia. Oltre a questo, ci sono le straordinarie capacità che ciascun paese membro ha messo a punto e che rende disponibili alla NATO. Dal canto nostro, ci manteniamo preparati ad impiegare queste capacità attraverso operazioni ed esercitazioni che conduciamo nell’intero teatro. Per quanto riguarda l’annuncio fatto dalla Russia, ne condanniamo il riferimento alle armi nucleari che riteniamo da irresponsabili ma siamo pronti in qualunque momento a difenderci e anche la NATO dispone di cospicue capacità nucleari. Lo stesso vale per i vari paesi della NATO e il nostro compito è garantire che siano pronte per scopi difensivi se necessario’. 

Takeda rafforza investimento in Italia e apre nuova sede a Roma

Takeda rafforza investimento in Italia e apre nuova sede a RomaRoma, 28 mar. (askanews) – Takeda Pharmaceutical, uno dei principali gruppi farmaceutici giapponesi, ha annunciato oggi di aver incrementato il suo investimento in Italia per il quinquennio 2020-2025 di 30 milioni di euro, portandolo a 350 milioni.


“Takeda è una grande azienda globale che ha più di 50mila dipendenti nel mondo”, ha segnalato Anna Maria Bencini, general manager di Takeda Italia durante una conferenza stampa presso la nuova sede istituzionale della filiale italiana, collocata nel multietnico quartiere Esquilino di Roma. “Takeda – ha spiegato Bencini – ha assolutamente interesse a investire in paesi come l’Italia” che hanno “un sistema sanitario universalizzato” e “grandi talenti nella ricerca”. In particolare la sede romana di Takeda – realizzata in un edificio storico dell’Esquilino con criteri di sostenibilità, materiali riciclati e alta innovazione tecnologica – vuole essere una vetrina di un’azienda che, oltre a rappresentare la 13ma casa farmaceutica mondiale con oltre 50mila dipendenti, ha una forte vocazione verso la sostenibilità. Inoltre, con lo spostamento nel centro della capitale del suo heaquarter, si pone l’obiettivo di essere vicina alle istituzioni. “Oggi – ha continuato Bencini – per noi è un momento cruciale per affermare il nostro ruolo in Italia dove vogliamo essere un modello tangibile di come la collaborazione tra settore pubblico e privato possa promuovere rapidi progressi nelle cure e migliorare la qualità della vita”.


Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, presente alla conferenza stampa, ha sottolineato l’importanza di avere un grande player globale come Takeda ad arricchire la filiera della sanitè e farmaceutica della capitale. Quella della sede di Takeda “è un’apertura che vediamo con favore, che segnala un momento di grande fermento anche per un’area come questa”. Il primo cittadino ha detto inoltre che la rinascita della città deve essere legata a “grandi strutture, hotel, ma a noi piace che Roma sia anche il luogo di manifatturiero avanzato” e, in questo senso, “la filiera farmaceutico-sanitaria è particolarmente rilevante”.


Takeda è fortemente impegnata in Italia con due stabilimenti – uno a Rieti (attivo da oltre 50 anni) e l’altro a Pisa – che danno lavoro a oltre 900 dipendenti e che “producono plasma-derivati, destinati alla cura di patologie rare e complesse che non consentono alternative, ha precisato Francesca Micheli, general manager di Takeda Manifacturing. Dei 30 milioni di investimenti aggiuntivi, ha spiegato Micheli, 10 milioni saranno destinati a “digitalizzazione e automazione industriale”, con l’introduzione di “tecnologie che riducano al minimo gli errori”, con un rafforzamento delle operazioni paperless e per la minimizzazione di possibili rischi per i lavoratori, oltre che per incrementare la disponibilità di dati.


Altri 20 milioni andranno “sul fronte della sostenibilità”, ha detto ancora Micheli, segnalando che l’obiettivo di Takeda è di raggiungere la completa decarbonizzazione entro il 2035. Con questo investimento, entro il 2025 si arriverà al 40% del target. Il rafforzamento della presenza di Takeda si colloca all’interno di relazioni particolarmente forti tra Italia e Giappone. “Tra Italia e Giappone c’è un ottimo rapporto, soprattutto per quanto riguarda le relazioni di affari”, ha spiegato l’ambasciatore nipponico Satoshi Suzuki intervenuto all’inaugurazione della sede. “Attraverso anche la presenza di Takeda, mi auguro che, in questo momento così complicato che la comunità internazionale sta vivendo, si riesca a portare giovamento non solo ai nostri due paesi, ma anche a paesi terzi che soffrono, per esempio in Africa o in Ucraina”.

Covid, torna l’Osservatorio sulle fake news realizzato da CRI con The Fool

Covid, torna l’Osservatorio sulle fake news realizzato da CRI con The FoolRoma, 28 mar. (askanews) – Dal 2020 al 2023 si sono verificate circa 21.000 interazioni digitali pertinenti a discorsi di disinformazione relativi alla condizione post-virale conosciuta come Long Covid. Tra le conversazioni analizzate, le teorie della disinformazione si sono focalizzate principalmente su due narrative false: la negazione dell’esistenza del Long Covid e l’erronea associazione di questa condizione con la somministrazione dei vaccini anti-Covid-19. È quanto emerge dall’Osservatorio “Vera Salute”, realizzato dalla Croce Rossa Italiana e dall’agenzia “The Fool”, che nel mese di marzo di quest’anno ha affrontato il tema delle fake news presenti sul web relative proprio al Long Covid.


Vediamo nel dettaglio quali sono le notizie false circolate con maggiore frequenza. “Anzitutto – spiega la Cri – non è vero che il vaccino sia la causa del Long Covid. Viceversa, esistono molti studi che evidenziano come la vaccinazione contro il Covid abbia avuto un effetto sulla riduzione del rischio di Long Covid nei pazienti vaccinati prima o dopo l’infezione. Falso che il Long Covid sia una questione psicologica. Questa condizione di persistenza di sintomi, che può riguardare soggetti di qualunque età e con varia severità della fase acuta di malattia, è stata riconosciuta come entità clinica specifica. Errata anche la convinzione che i bambini e i giovani non possano esserne colpiti. Molti studi scientifici hanno preso in analisi campioni di pazienti soggetti da Long Covid tra cui erano presenti bambini e soggetti di giovane età. Il Long Covid è un problema concreto anche per loro ed è necessario non sottovalutare sintomi persistenti che possono essere causa di enorme disagio per i più piccoli con la compromissione della loro vita quotidiana. Sbagliato, inoltre, pensare che solo chi ha avuto sintomi gravi possa incontrare questa specifica problematica; infatti, anche persone che hanno avuto forme lievi di Covid-19 possono soffrire di Long Covid. Il digiuno intuitivo non aiuta a guarire dai sintomi persistenti da Covid-19. Falso anche che i sintomi possano essere costanti nel tempo. Il Long Covid, infatti, si può manifestare con ampia variabilità di sintomi che possono essere generici come tosse, astenia ed affanno, fino a manifestazioni più specifiche come dolore toracico o palpitazione, disturbi del sonno o neuropatie periferiche. I sintomi possono essere di varia natura e presentarsi in forma singola o in combinazione. Si va dal mal di testa, a forme di distrazione, fino a problemi gastrointestinali, dolori muscolo-scheletrici, fino all’ansia e alla depressione”.

Ilaria Salis, Tajani: eviterei di politicizzare il caso. Schlein: Meloni reagisca allo schiaffo

Ilaria Salis, Tajani: eviterei di politicizzare il caso. Schlein: Meloni reagisca allo schiaffoRoma, 28 mar. (askanews) – “Eviterei di politicizzare” il caso Ilaria Salis, “la pressione politica rischia di provocare una reazione” e “lo scontro politico non favorisce la signora Salis. Mi preoccupa la cittadina non se la voglio candidare o per chi vota”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Skytg24, parlando dell’ipotesi di una candidatura nel Pd, prima della decisione del tribunale di Budapest di respingere i domiciliari per l’attivista 39enne detenuta a Budapest.


“Ilaria Salis resterà in carcere a Budapest. Dopo essere stata portata ancora una volta in Aula catene ai polsi, alle caviglie e guinzaglio, oggi i giudici ungheresi hanno deciso anche di negarle gli arresti domiciliari. Uno schiaffo irricevibile ai diritti di una persona detenuta, di una nostra connazionale. Ci aspettiamo che il governo di Giorgia Meloni reagisca, subito”, ha commentato in una nota la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Virus respiratorio sinciziale, Pediatri: strategia prevenzione condivisa

Virus respiratorio sinciziale, Pediatri: strategia prevenzione condivisaRoma, 28 mar. (askanews) – “Un importante passo in avanti verso l’adozione di una strategia preventiva efficace contro il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS), principale causa di ospedalizzazione nei bambini sotto l’anno di vita, che tiene conto delle nuove soluzioni di prevenzione disponibili”, dichiara Antonio D’Avino, Presidente Nazionale della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP), a commento della circolare diramata alle Regioni dalla Direzione generale della Prevenzione del Ministero della Salute con le “Misure di prevenzione e immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale”.


Come riconosciuto anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la prevenzione del VRS rappresenta una priorità di sanità pubblica, essendo il virus la principale causa di ricovero e responsabile di infezioni alle basse vie aeree, come bronchioliti e broncospasmo, per neonati e bambini entro il primo anno di vita. Il picco di incidenza del VRS avviene nel periodo invernale, contemporaneamente ad altre malattie respiratorie, determinando un sovraccarico assistenziale con migliaia di accessi negli ambulatori del pediatra di famiglia e nei Pronto Soccorso, e ricoveri in ospedale e in terapia intensiva per le forme più gravi. “Oggi, grazie alla disponibilità di anticorpi monoclonali innovativi indicati per neonati e bambini è possibile prevenire la circolazione del virus e tutelare la salute della popolazione pediatrica che, specialmente nel primo anno di età, è maggiormente esposta ai rischi derivanti dall’infezione”, prosegue D’Avino. “In particolare, l’anticorpo monoclonale Nirsevimab negli studi preregistrativi si è dimostrato sicuro e in grado di ridurre dell’80% le forme più gravi di infezione da VRS. Evidenze confermate anche dai primi dati di utilizzo di Paesi come Spagna, Lussemburgo e Stati Uniti che hanno inserito l’anticorpo monoclonale all’interno dei loro calendari per tutti i lattanti alla loro prima stagione di VRS. Alla stregua di un programma vaccinale, sarebbe opportuno organizzare la somministrazione di tale anticorpo monoclonale direttamente in ambito ospedaliero, prima della dimissione dal reparto di maternità, per tutti i bambini nati nel periodo epidemico, tra ottobre e marzo, mentre i bambini nati nel periodo compreso tra aprile e settembre dovrebbero essere immunizzati nel mese di ottobre dell’anno di nascita, a cura dei servizi territoriali e del proprio Pediatra di Famiglia”.


“L’auspicio è che tutte le Regioni possano recepire in maniera omogenea le indicazioni contenute nella circolare ministeriale e rendere disponibili le nuove soluzioni per consentire l’attuazione di strategie preventive adeguate a tutelare la salute dei più piccoli e a ridurre i carichi assistenziali causati dalle infezioni da VRS sul territorio e negli ospedali. I Pediatri di Famiglia della FIMP si rendono disponibili a essere parte attiva di questa strategia, consapevoli di essere per i genitori un punto di riferimento certo per gli interventi assistenziali in materia di prevenzione. Il rapporto fiduciario che ci lega alle famiglie rappresenta il migliore antidoto contro la disinformazione contribuendo, insieme al counseling, alla scelta consapevole di prevenzione della patologia da VRS”, conclude il Presidente nazionale FIMP.

Rai, Floridia: urgente confronto su nuova legge per la governance

Rai, Floridia: urgente confronto su nuova legge per la governanceRoma, 28 mar. (askanews) – “Dopo il via libera del Parlamento europeo al Media freedom act, la legittimità del prossimo Cda Rai sarà a rischio. Va approvata con urgenza una nuova legge sulla governance, che sottragga la tv pubblica al controllo della politica”. Lo ha detto Barbara Floridia, senatrice del M5S e presidente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai.


“La premessa – ha spiegato l’esponente stellata – è che quello approvato in sede europea è un regolamento, e quindi va immediatamente attuato. Nel dettaglio, prevede che i vertici delle emittenti pubbliche non vengano nominati dai governi, ma tramite procedure slegate da logiche politiche”, mentre l’attuale normativa “stabilisce che l’amministratore delegato e il presidente vengano nominati dal Mef, cioè dal governo in carica. Ciò è l’esatto opposto di quanto previsto dal regolamento Ue e mette a rischio in primis le figure indicate dall’esecutivo”. Secondo Floridia il problema “va affrontato, e non si può più aspettare, visto che dal 20 maggio le Camere potranno iniziare a votare per scegliere 4 dei 7 membri del Cda. Dopo le Europee di giugno servirà una legge condivisa per riscrivere le regole sulla governance”.


“A parole – ha sottolineato ancora la presidente della Vigilanza – tutti i partiti dicono di voler cambiare la legge. È tempo che ognuno scopra le proprie carte”.