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Autore: Redazione StudioNews

Yasmina Reza, la letteratura e la vita: insieme da nessuna parte

Yasmina Reza, la letteratura e la vita: insieme da nessuna parte

Milano, 28 feb. (askanews) – La vita e la letteratura sono due cose diverse, in molti casi antitetiche, come scriveva Pirandello: o la vivi, o la scrivi. La letteratura arriva da un vuoto, da una ricostruzione della realtà che è, per forza di cose, alternativa alla realtà di cui parla, per quanto nei fatti contigua e interdipendente. Di questo vuoto, e della relazione umbratile tra quello che si vive e quello che si scrive parla anche “Da nessuna parte”, il libro di Yasmina Reza che raccoglie per Adelphi due testi della scrittrice francese di natura autobiografica. Il primo, in particolare, che dà il titolo al volume, è una sorta di manifesto della sradicatezza dell’atto di scrivere, che chiaramente attinge allo scadimento della vita personale della commediografa, ma va oltre, apre quello spazio di assenza che è una delle condizioni che rendono possibile la grande letteratura. “Non conosco le lingue, nessuna lingua di mio padre, mia madre, dei miei antenati, non riconosco né terra né alberi, nessun suolo è stato l mio come quando si dice io vengo da lì…”. Il tono è questo, la voce è questa e la cosa più strana – ma è proprio così che funziona – è che in questa costruzione dell’assenza della vita al lettore si palesa l’apparizione della scrittura, la sua forza, il suo potere che nell’estrema solitudine dell’autore genera al tempo stesso, come diceva David Foster Wallace a Franzen, un antidoto alla solitudine.

Yasmina Reza ha scritto testi di una chiarezza tagliente come “Il dio del massacro” o “Felici i felici” o ancora “Babilonia” e “Bella figura”, che sono opere – teatrali o romanzi non importa – che mettono a nudo tutto il cuore umano con una lucidità chirurgica, che svelano come funzionano le coppie e le relazioni nel profondo. Questi testi, ci accorgiamo oggi, vengono proprio da quel vuoto di cui sopra, perché il loro grado di perfezione necessitava di togliere tutto il resto, tutto l’accessorio. Ma, e grazie al cielo nel mondo della letteratura ci sono ancora i ma, quell’accessorio è la vita, senza la cui esperienza non sarebbe stato possibile – probabilmente – né il vuoto né la letteratura esatta che ne è scaturita. “Da nessuna parte” sta in mezzo, racconta il vuoto, ma tiene un piede nella vita, e questo, probabilmente rende il libro meno clamoroso, lo lascia più vicino alla storia vissuta rispetto a quella scritta, ma tocca le stesse corde dell’umano che vengono smosse dai suoi romanzi o dalle pièce teatrali, con una tonalità diversa, ma non meno efficace.

Perché ciò che l’arte sa fare è, di solito, restituirci qualcosa che è così lampante per noi fruitori da apparire “più reale della realtà stessa” (ripensate, per esempio, al protagonista de “Il Pendolo di Foucault” di Umberto Eco che aspettava di incontrare Madame Bovary per farle una scenata). Qualcosa che abbiamo sempre sentito o voluto dire, senza mai trovare il modo giusto. Spesso quel modo lo trova l’arte, e non si tratta di ragionamenti filosofici, o non solo per lo meno, si tratta del modo in cui stai a una finestra a guardare tuo figlio che va a scuola da solo con una cartella più grande delle sue piccole spalle e del giorno in cui lui ti dice che non vuole più che lo stai a osservare; si tratta di un padre anziano a cui chiedi di suonare un’altra volta quel brano di Beethoven così difficile e lui, con tutto l’impegno, fa un disastro al pianoforte e, in qualche modo si congeda dalla musica e dalla vita; si tratta di quando giochi con i tuoi bambini in un parco e già senti tutta la malinconia della consapevolezza che a un certo punto non ci saranno più né bambini né quel parco. Tutte cose ordinarie, comuni – anche se non sappiamo suonare il pianoforte, non è quello il punto – che appartengono alla sfera emotiva della vita di ognuno. Ecco, i due testi che compongono “Da nessuna parte” stanno in quella provincia del sentimento che è riconoscibile e ci parla come se fossimo noi. Non è il capolavoro del dio del massacro, ma è uno spazio di lingua e sentimento che ripropone il meccanismo della grande letteratura con un gradiente diverso, più vicino.

Ed è, soprattutto, un umanissimo conforto perso con il tempo, “la cattiveria del tempo” che ci porta via, che ci lascia senza fiato, che racconta del passato e del futuro e di quell’infinità di momenti che noi non abbiamo visto e non vivremo. A un certo punto leggendo i pezzi frammentari di questo libro ci si potrebbe sentire come Roy Baty di “Blade Runner” che pensa alle lacrime nella pioggia, quando “è tempo di morire”. In fondo di questo si parla, è tutto qui. E anche una grande scrittrice come Yasmina Reza sta in questo tempo ed è possibile, anzi inevitabile, che questi racconti comunque non vadano “da nessuna parte”, alla ricerca di tutto quello che continuiamo a perdere, secondo dopo secondo, sapendo che lo stiamo perdendo. Il vuoto doloroso che genera lo spazio della scrittura è anche quello che ci permette di avere questa consapevolezza della perdita, quella lucidità assente – ma che non può essere realmente assente – che appartiene allo sguardo dello scrittore anche quando guarda se stesso. Qui, in questo momento che sta tra la disperazione e il distacco sentiamo vibrare il talento di Yasmina Reza, anche in un libro diverso, personale, comune (e commovente) come questo. (Leonardo MerlinI)

L’Iran: è arrivata la prova della storia, preparati a difenderci

L’Iran: è arrivata la prova della storia, preparati a difenderci

Roma, 28 feb. (askanews) – “È arrivata la grande prova della storia”, ha dichiarato il ministero degli Esteri iraniano in un lungo comunicato diffuso dopo l ‘avvio dell’operazione militare Usa-Israele.

Teheran ha accusato gli Stati Uniti di aver lanciato ancora una volta un’azione militare mentre erano in corso negoziati tra le due parti, come già avvenuto prima della guerra di giugno.

“Il popolo iraniano è orgoglioso di aver fatto tutto il possibile per evitare la guerra”, si legge nella nota. “Così come eravamo pronti al negoziato, siamo oggi più preparati che mai a difendere la nazione iraniana.” “La rinnovata aggressione militare da parte degli Stati Uniti e del regime israeliano avviene mentre era in corso un processo diplomatico tra Iran e Stati Uniti”, si legge nella dichiarazione del ministero degli Esteri iraniano.

Il comunicato afferma che gli attacchi di Usa e Israele costituiscono una violazione del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Iran, avendo colpito infrastrutture civili e militari nel Paese.

“La rappresaglia contro questa aggressione è un diritto legittimo dell’Iran ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”, prosegue la nota.

Il ministero invita gli Stati membri dell’Onu, in particolare i Paesi musulmani del Medio Oriente e quelli che “si sentono responsabili del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”, a condannare le azioni di Stati Uniti e Israele.

L’Iran: nel nostro mirino le basi Usa nel Golfo

L’Iran: nel nostro mirino le basi Usa nel Golfo

Roma, 28 feb. (askanews) – L’Iran ha confermato di aver preso di mira diverse basi militari statunitensi nella regione del Golfo, tra cui Al-Udeid in Qatar, Al-Salem in Kuwait, Al-Dhafra negli Emirati arabi uniti e la Quinta flotta Usa in Bahrain, dopo l’attacco congiunto israelo-statunitense di oggi. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars. Gli attacchi militari condotti da Stati uniti e Israele contro l’Iran costituiscono una “violazione della sovranità nazionale e del diritto internazionale e rappresentano un atto di aggressione armata”. Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano in una dichiarazione ufficiale diffusa dai media di Stato di Teheran Nel comunicato, Teheran sostiene che i raid abbiano colpito infrastrutture difensive e siti civili in diverse città del Paese, denunciando una “palese violazione” dell’integrità territoriale iraniana e della Carta delle Nazioni unite. Il ministero ricorda l’azione militare sarebbe avvenuta mentre Iran e Stati uniti erano impegnati in un processo diplomatico.

La Repubblica islamica afferma di aver partecipato ai negoziati pur essendo a conoscenza delle intenzioni di Washington e di Israele di compiere nuovi attacchi, al fine di dimostrare alla comunità internazionale la legittimità della propria posizione. Ora, si legge, “è tempo di difendere la patria”, e le forze armate iraniane risponderanno con determinazione. Teheran rivendica il diritto alla legittima difesa ai sensi della Carta Onu e afferma che le proprie forze armate utilizzeranno “tutte le capacità” per respingere l’aggressione. Il ministero degli Esteri richiama inoltre le responsabilità delle Nazioni unite e del Consiglio di sicurezza affinché intervengano contro quella che definisce una grave violazione della pace e della sicurezza internazionale.

L’Iran invita infine tutti gli Stati membri dell’Onu, in particolare i Paesi della regione e islamici e i membri del movimento dei non allineati, a condannare gli attacchi e ad adottare misure collettive, sostenendo che l’azione militare contro la Repubblica islamica minaccia la stabilità regionale e globale.

Iran, Meloni in contatto con leader regione: allentare tensione

Iran, Meloni in contatto con leader regione: allentare tensione

Roma, 28 feb. (askanews) – Alla luce degli ultimi sviluppi in Medio Oriente, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presieduto questa mattina una conferenza telefonica, cui hanno preso parte il vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il vicepresidente Matteo Salvini, il ministro della Difesa Guido Crosetto, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence.

Il Presidente del Consiglio, spiega una nota di Palazzo Chigi, si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione già a partire dalle prossime ore per sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un allentamento delle tensioni.

L’obiettivo primario dell’attacco il complesso dell’ayatollah Khamenei

L’obiettivo primario dell’attacco il complesso dell’ayatollah Khamenei

Roma, 28 feb. (askanews) – Tra gli obiettivi dei raid statunitensi in Iran figurerebbero il Parlamento, la presidenza, il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, il ministero dell’Intelligence, l’Organizzazione iraniana per l’energia atomica e, soprattutto, il complesso dell’ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema. Lo ha riferito l’emittente statunitense Fox News, citando una lista di bersagli attribuita agli attacchi Usa.

L’emittente ha inoltre affermato che sarebbero stati condotti anche attacchi informatici contro media iraniani, tra cui l’agenzia statale Irna.

Atassia Telangiectasia, ANAT aumenta 50% investimento nella ricerca

Atassia Telangiectasia, ANAT aumenta 50% investimento nella ricerca

Milano, 28 feb. (askanews) – L’Associazione Nazionale Atassia Telangiectasia (ANAT) – Odv ha aperto il bando per i Grant 2026 e comunica un importante incremento del proprio impegno nella ricerca scientifica: per quest’anno saranno stanziate tre borse di ricerca scientifica clinica e/o applicata sulla Atassia Telangiectasia, con un aumento del 50% dell’investimento rispetto agli anni recenti. Un risultato reso possibile dalla generosità di tutti i donatori durante il 2025.

Pubblicata lo scorso 28 febbraio, Giornata Mondiale delle malattie rare, la Call for Grant Applications 2026 mette a disposizione della comunità scientifica 45.000€ complessivi suddivise in tre “ANAT Research Grant” da 15.000€ ciascuno. Si tratta di 3 borse di studio per attività di ricerca scientifica, clinica e/o applicata sull’Atassia Telangiectasia destinate a progetti di ricerca di base e clinica con obiettivi traslazionali, capaci cioè di tradursi in benefici concreti per i pazienti affetti da A-T. Data di scadenza per candidarsi è il 30 aprile alle ore 13.00. Le informazioni sono a questo link: https://www.associazione-at.it/ricerca-scientifica/ “ANAT finanzia ormai da 6 anni progetti di ricerca sull’A-T a livello italiano. I progetti degli scorsi anni hanno contribuito a far passi significativi sulla comprensione e su potenziali trattamenti dell’Atassia Telangiectasia contribuendo ad aggiungere tasselli a una patologia che è stata riconosciuta solo alla fine degli anni ’90 e che tuttora è sconosciuta ai più, molte volte anche agli stessi pediatri. Siamo entusiasti di aver stanziato una borsa di studio in più aumentando del 50% l’investimento nella ricerca grazie generosità di chi ha donato e raccolto fondi per conto di ANAT”, dichiara Sara Biagiotti, presidente dell’Associazione nazionale Atassia Telangiectasia. “la terza borsa di ricerca significa poter sostenere un progetto in più, un’ulteriore opportunità per la scienza di fare progressi contro l’Atassia Telangiectasia e offrire nuove speranze alle famiglie coinvolte”.

L’Atassia Telangiectasia (A-T) è una patologia genetica rara, neurodegenerativa che ancora oggi non ha una cura. La malattia ha un esordio precoce e causa una severa disabilità progressiva, immunodeficienza, problemi respiratori, difficoltà di articolazione della parola e una maggiore probabilità di sviluppare tumori e linfomi, tra le altre complicazioni. I pazienti, per lo più bambini e ragazzi, sono pienamente consapevoli della loro malattia, dal momento che non colpisce le loro facoltà mentali.

Con questo incremento dei finanziamenti, ANAT rafforza il proprio ruolo di riferimento nel sostegno alla ricerca italiana e internazionale contro l’A-T, dimostrando che la solidarietà può fare concretamente la differenza nel progresso scientifico.

Consorzio Vini d’Acqui al Salone di Torino e al Paestum Wine Fest

Consorzio Vini d’Acqui al Salone di Torino e al Paestum Wine Fest

Milano, 28 feb. (askanews) – Forte di un incremento produttivo registrato nel 2025, il Consorzio Vini d’Acqui punta a rafforzare la presenza delle Denominazioni sui mercati attraverso una serie di iniziative rivolte sia agli operatori sia al pubblico.

Dal 28 febbraio al 2 marzo il Consorzio sarà al “Salone del Vino di Torino” con un programma di degustazioni e incontri dedicati alle uve aromatiche piemontesi. Si inizia sabato alle 18.45 con “Aromatiche ribelli”, un approfondimento su Brachetto, Moscato d’Asti e Asti Docg oltre le interpretazioni più comuni, attraverso il racconto dei produttori e dei territori. Alle 20 seguirà “Dolce? Sì. Semplice? Mai”, degustazione narrativa dedicata alle uve aromatiche piemontesi, tra tecnica e identità territoriale.

Domenica alle 13.15 è previsto “Il profumo prima del gusto”, un percorso sensoriale dedicato all’aromaticità di Moscato d’Asti, Asti Spumante e Brachetto d’Acqui, mentre alle 18 si terrà “BCV Bevili Come Vuoi”, incontro dedicato alle diverse occasioni di consumo delle bollicine aromatiche, dall’aperitivo al fine pasto. Lunedì 2 marzo alle 14.15 il focus si sposterà sulle strategie commerciali con “Metterli in carta (e farli girare)”, confronto rivolto a ristoratori, enotecari e comunicatori su come inserire e valorizzare le denominazioni nelle carte dei vini. Alle 16 è in programma “Social Table Dal calice allo shaker”, dialogo tra vino e mixology sulle nuove occasioni di consumo delle uve aromatiche.

Dall’1 al 3 marzo i Vini d’Acqui saranno presenti anche al “Paestum Wine Fest”, manifestazione rivolta a operatori Horeca, buyer e appassionati del Centro e Sud Italia. Tra gli appuntamenti di inizio marzo figura inoltre il convegno “Il futuro del Monferrato nasce dal vino”, in programma martedì 3 marzo alle 10.30 all’Hotel Ariston di Acqui Terme. L’iniziativa vede il Consorzio Vini d’Acqui insieme con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e al Consorzio Asti Docg, in una collaborazione finalizzata a rafforzare la competitività del territorio e a sostenere l’economia vitivinicola monferrina.

“Il nostro focus è rafforzare la visibilità dei vini del Consorzio attraverso fiere che offrono contatti reali con i professionisti, come accade a Torino e Paestum” ha dichiarato il presidente Paolo Ricagno. Aggiungendo che “tuttavia, la promozione non basta se non è sostenuta da una strategia di sistema: il convegno del 3 marzo e il patto con gli altri Consorzi sono passi fondamentali per dare valore economico alla nostra viticoltura di qualità”.

Le masterclass e le degustazioni al Salone del Vino di Torino sono aperte ai visitatori su prenotazione, mentre il convegno del 3 marzo è aperto al pubblico fino a esaurimento posti.

Esplosione in Bahrain, c’è il quartiere generale delle Forze Navali Usa

Esplosione in Bahrain, c’è il quartiere generale delle Forze Navali Usa

Roma, 28 feb. (askanews) – Un’esplosione è avvenuta in Bahrain, secondo quanto riferito da media regionali.

Al momento non sono disponibili dettagli sulla località esatta, sulla natura dell’episodio né su eventuali danni o vittime. Le autorità del Bahrain non hanno diffuso dichiarazioni ufficiali e non risultano conferme indipendenti sull’accaduto.

Le sirene d’allarme avevano poco prima risuonato in alcune zone del Bahrain, il piccolo Stato insulare nel Golfo Persico che ospita il quartier generale delle Forze Navali Centrali degli Stati Uniti e della Quinta Flotta americana.

Tennis, Cobolli in finale ad Acapulco

Tennis, Cobolli in finale ad Acapulco

Roma, 28 feb. (askanews) – Flavio Cobolli è in finale all’Atp 500 di Acapulco. Il romano ha battuto il serbo Miomir Kecmanovic con il punteggio di 7-6, 3-6, 6-4 dopo due ore e mezza di gioco. Per Flavio si tratta della prima finale del 2026, la quarta a livello Atp e la terza in un ‘500’ dopo Amburgo 2025 e Washington 2024. Con questo risultato, Cobolli diventa il primo italiano di sempre a raggiungere la finale ad Acapulco: sfiderà per il titolo nella notte tra sabato e domenica il vincente del derby americano tra Tiafoe-Nakashima.

MotoGp, Acosta vince la Sprint in Thailandia

MotoGp, Acosta vince la Sprint in Thailandia

Roma, 28 feb. (askanews) – È Pedro Acosta a conquistare la prima Sprint Race della stagione 2026 della MotoGP sul circuito di Buriram, in Thailandia, al termine di un finale acceso e ricco di tensione. Lo spagnolo della Ktm precede Marc Marquez e Raul Fernandez dopo un duello serrato deciso da una penalità inflitta al pilota Ducati negli ultimi giri.

Scattato bene dalla griglia, Marquez prende subito il comando alla prima curva, superando Marco Bezzecchi, partito forte con l’Aprilia. La gara entra nel vivo a metà distanza, con continui sorpassi e controsorpassi tra Marquez e Bezzecchi, prima che il pilota romagnolo scivolasse una volta tornato in testa, provocando una bandiera gialla e rimescolando le carte.

Negli ultimi giri in scena il duello tutto spagnolo tra Marquez e Acosta, con il giovane della Ktm incollato alla ruota del connazionale. A tre tornate dalla fine il distacco è minimo, appena pochi decimi, mentre Raul Fernandez resta a circa un secondo, pronto ad approfittare di eventuali errori.

Il momento decisivo arriva all’inizio dell’ultimo giro: contatto tra Marquez e Acosta, con il ducatista che tocca il rivale mandandolo largo. L’episodio finisce sotto investigazione e lo Stewards Panel decide per la penalità, imponendo a Marquez di restituire la posizione. All’ultima curva il pilota Ducati cede il passo, consegnando la vittoria ad Acosta.