Notte europea ricercatori: all’Asi si viaggia nello spazioRoma, 22 set. (askanews) – Conto alla rovescia per l’annuale appuntamento con lo spazio nella sede romana dell’Agenzia spaziale italiana. Astronauti, laboratori interattivi, telescopi per l’osservazione del cielo, simulatori per volare nello spazio, tour guidati, talk scientifici. Questo e molto altro nella Notte Europea dei Ricercatori che aprirà i battenti il 29 settembre dalle ore 17.45 (inizio attività alle ore 18) alle 24, con un programma denso di iniziative per grandi e piccoli.
Le attività si svolgeranno direttamente nella sede dell’Agenzia Spaziale Italiana in percorsi distinti, suddivisi per target di età. L’ingresso è libero, previo accredito per l’ingresso, così come la partecipazione a tutti gli eventi previsti nel corso della serata. Per agevolare il corretto svolgimento della programmazione, verranno messe a disposizione all’entrata le piantine della sede con l’indicazione di tutte le attività previste. La Notte dei Ricercatori è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea fin dal 2005 che coinvolge ogni anno migliaia di ricercatori, istituzioni e enti di ricerca in tutti i paesi europei. L’obiettivo è di creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca in un contesto informale e stimolante. Gli eventi organizzati per tale occasione in tutta Europa comprendono esperimenti e dimostrazioni scientifiche dal vivo, mostre e visite guidate, conferenze e seminari divulgativi, spettacoli e concerti.
(Prenotazioni e modulo di ingresso all’indirizzo https://prenotazioninottedeiricercatoriasi.it/)
Gentiloni: Italia può affermarsi come hub energetico MediterraneoRoma, 21 set. (askanews) – “L’Italia ha tutte le carte in regola per affermarsi come un hub energetico nel Mediterraneo e un modello di sostenibilità”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Econoimia, Paolo Gentiloni con un messaggio di saluto in occasione della settima edizione delle “Giornate dell’energia e dell’economia circolare di Trevi”.
L’Italia, infatti “ha fatto grandi passi avanti nella diffusione delle rinnovabili, più che raddoppiata negli ultimi quindici anni. Abbiamo storie di successo come l’espansione della gigafactory Enel a Catania, che l’anno prossimo diventerà la più grande fabbrica di pannelli solari d’Europa. O il progetto di interconnessione elettrica con la Tunisia portato avanti da Terna, con un contributo importante dell’Ue. Investire nelle tecnologie pulite è una priorità strategica: ci rende più competitivi e più liberi”. “Lo sviluppo delle rinnovabili è un elemento importante, ma certamente non il solo, della transizione da un sistema economico incentrato sullo sfruttamento delle risorse naturali a un modello di economia circolare. Che vuol dire anche: riciclare i rifiuti, promuovere il riutilizzo di risorse e materiali già in fase di produzione; allungare il ciclo vita dei prodotti rendendoli più durevoli, riparabili, riciclabili. In sostanza – ha sostenuto l’eurocommissario -: ripensare il modo in cui si produce e si consuma in Europa”.
E su questi temi “l’Italia spicca nel confronto europeo – secondo Gentiloni -. La percentuale di riciclo dei rifiuti ha raggiunto il 67 percento, il valore più alto tra le grandi economie europee e sopra la media europea del 55 percento. Nella cosiddetta ‘circolarità’ dei materiali, il 22 percento dei materiali utilizzati in Italia sono materiali riciclati e reimmessi nell’economia, contro una media europea del 13 percento. E oggi, oltre alla visione, “ci sono anche le risorse”, ha detto ancora Gentiloni. “Con programmi come NextGenerationEU e REPowerEU, l’Europa ha messo a disposizione una quantità di risorse senza precedenti per la transizione verde. E in parallelo, ha messo a punto una serie di strumenti di sostegno alle categorie e ai territori più interessati da questi cambiamenti, per contrastare la povertà energetica e favorire una transizione socialmente equa”.
“Cogliere questa opportunità con l’attuazione dei Pnrr è la nostra grande sfida comune. Occorre che tutti – non solo le istituzioni, ma anche i partner sociali, le imprese, e la società nel suo insieme – sentano l’urgenza di questa sfida e la facciano propria. La Commissione è e rimarrà al fianco dei paesi in questo sforzo collettivo”. Mentre “l’attenzione all’ambiente è nel Dna dell’Europa. Ma in questa legislatura – ha ricordato – l’Europa ha davvero fatto da apripista globale con il Green Deal, tradotto in decine di proposte a tutto campo”.
Domani a Marsala “La notte del vino”: lo ‘sciopero’ della vendemmiaMilano, 21 set. (askanews) – Un giorno di fermo della vendemmia, una sorta di “sciopero” per attirare l’attenzione sui danni senza precedenti subiti dal settore vitivinicolo e agricolo del territorio. E’ “La notte del vino”, un corteo che domani pomeriggio attraverserà Marsala, promosso dal sindaco Massimo Grillo insieme con il suo collega di Petrosino, Giacomo Anastasi, d’intesa con i rappresentanti del mondo agricolo e i sindacati, a cui si dovrebbe unire anche il vescovo di Mazara del Vallo, Angelo Giurdanella.
“Insieme vogliamo far giungere il nostro appello forte e chiaro al governo regionale e nazionale, richiedendo misure immediate per sostenere il settore” hanno dichiarato i due primi cittadini, che hanno invitato la popolazione a partecipare alla manifestazione sottolineando che si tratta di “un’opportunità unica per esprimere solidarietà e sostegno agli agricoltori per la gravità della situazione che mette a rischio non solo il settore agricolo ma anche l’intera economia della nostra provincia”. Per il segretario territoriale della Fai Cisl, Franco Nuccio, il danno produttivo per le aziende del territorio è stimato tra il 40 e l’80%, con rischi di ricadute concrete sui lavoratori. I danni al comparto vitivinicolo sono stati causati principalmente dalle piogge di maggio e giugno, seguite dalle ondate di caldo record di luglio, oltre che dalle malattie fungine spinte dalla forte umidità, prima su tutte la Peronospora.
Tumori seno, Mic e Komen: i capolavori italiani indossano la prevenzioneRoma, 21 set. (askanews) – In occasione del Mese Internazionale della Prevenzione dei Tumori del Seno, il Ministero della Cultura e Komen Italia uniscono nuovamente le forze per la tutela della salute femminile dando vita a importanti iniziative di informazione e sensibilizzazione, utili a tenere alta l’attenzione sui tumori del seno. Con oltre 56.000 nuovi casi l’anno solo in Italia, i tumori del seno rappresentano le neoplasie più frequenti nel sesso femminile. L’incidenza è in continuo aumento e si stima che entro il 2025, nel mondo, si ammaleranno quasi 6 milioni di donne. Sebbene si tratti di tumori altamente curabili, restano comunque al primo posto tra le cause di morte per cancro nella popolazione femminile mondiale. La prevenzione può fare la differenza: con la prevenzione primaria si potrebbe ridurre di un terzo l’incidenza dei tumori del seno e con la diagnosi precoce (prevenzione secondaria) le percentuali di guarigione possono superare il 90%, con cure meno invasive. Proprio per questo Komen Italia è da sempre in prima linea nella diffusione della cultura della prevenzione e ha investito oltre 26 milioni di Euro per avviare più di 1500 nuovi progetti di tutela della salute femminile su tutto il territorio nazionale. Da anni questo impegno è condiviso dal Ministero della Cultura che ha realizzato con Komen la campagna “La Prevenzione è il nostro Capolavoro” per legare insieme i temi dell’arte e della cura. Grazie al MIC, la Campagna ha avuto ogni anno come protagonista un’opera d’arte diversa: la Venere di Botticelli, la Fornarina di Raffaello, il Ritratto di Fanciulla di Luca della Robbia e quest’anno la Venere Callipigia, scultura marmorea del II secolo esposta al Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Nel prossimo mese di ottobre, il MIC offrirà nuovamente l’accesso gratuito a molti musei statali (in allegato la lista) a coloro che sceglieranno di sostenere le attività di Komen Italia con una donazione sul sito www.prevenzione.komen.it La prestigiosa campagna istituzionale, che quest’anno proseguirà fino a maggio 2024 per celebrare al meglio la 25esima edizione della Race for the Cure di Roma, prevede anche l’illuminazione in rosa di decine di monumenti italiani, in una staffetta di sensibilizzazione che si estenderà progressivamente su tutto il territorio nazionale: si inizierà dal Colosseo che, grazie anche alla sensibilità di Acea, vestirà simbolicamente il Ribbon Rosa nella notte tra il 21 e 22 settembre, per proseguire con l’illuminazione in rosa della Galleria Borghese per tutto il mese di ottobre e poi, ogni mese, di altri prestigiosi luoghi di cultura tra cui la Reggia di Caserta. Lucia Borgonzoni, Sottosegretario alla Cultura: “L’arte come strumento per veicolare ed amplificare campagne di sensibilizzazione su tematiche importantissime come quelle legate alla prevenzione e alla ricerca. Dai luoghi della cultura un messaggio sulla rilevanza della diagnosi precoce. Il Ministero della Cultura anche quest’anno è in prima linea per la tutela della salute femminile, al fianco di Komen Italia per contribuire alla promozione della salute e del benessere delle donne”. Oltre a rafforzare la preziosa sinergia con il MIC, nel mese di ottobre Komen Italia svolgerà nuovi eventi e progetti con altri partner istituzionali. Si intensificheranno infatti le attività della Carovana della Prevenzione, il Programma Nazionale Itinerante di Promozione della Salute Femminile ideato in collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.
Dal Lago dei Cigni al Rocky Horror Show, il programma Teatro OlimpicoRoma, 21 set. (askanews) – Una programmazione che oscilla tra rappresentazioni simbolo della tradizione e novità inaspettate, quella del Teatro Olimpico di Roma per la stagione 2023-24, tra protagonisti della scena artistica italiana e grandi produzioni internazionali. “All’Olimpico ci si emoziona, si ride, si respira gioia e cultura. In un mondo di continui cambiamenti, rimanendo fedeli all’eccellenza in tutti i campi, abbiamo dato ampio spazio ai grandi ritorni, alle novità e agli eventi unici dai quali ci aspettiamo di disegnare il futuro. Sarà una stagione ricca di sorprese”, ha commentato il direttore Artistico Lucia Bocca Montefoschi.
Ad aprire la stagione 2023-24 (dal 3 ottobre) due commedie shakespeariane del Gigi Proietti Globe Theatre Silvano Toti: per la regia di Riccardo Cavallo, “Sogno di una notte di mezza estate” e, a seguire, dal 10 ottobre, “Il Mercante di Venezia” diretto da Loredana Scaramella. Sulle note della musica di P. I. Ciajkovskij, Carola Puddu e Roberta De Simone saranno le protagoniste di uno dei più famosi capolavori del repertorio classico, “Il Lago dei Cigni, ovvero il Canto”, (dal 17 ottobre) nella produzione del Balletto di Roma in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana nella versione diretta e coreografata da Fabrizio Monteverde.
Un concentrato di colpi di scena è “Che disastro di Peter Pan” (dal 25 ottobre), che arriva dagli stessi autori di “Che Disastro di Commedia”, versione italiana del pluripremiato successo planetario “The Play That Goes Wrong”. Problemi tecnici, attori che dimenticano le battute, disastri sonori e caos impetuoso saranno gli ingredienti di una pièce che promette inarrestabili risate. “Back to Momix” (dal 7 novembre), in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana, è tra gli eventi più attesi dell’anno.
Il 2023 segna il 50° anniversario del più assurdo, iconico, stravagante e gloriosamente folle musical di tutti i tempi: “Rocky Horror Show” (dal 21 novembre). Realizzato in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana e LSD Edizioni lo show si riconferma tra i successi più conclamati del panorama internazionale. Una band dal vivo accompagnerà “Greg” Gregori nel ruolo del narratore. Le Cirque World’s Top Performers, che vanta i migliori artisti del circo contemporaneo, incanterà il pubblico con incredibili performance e acrobazie: “TILT” (dal 29 novembre) è un family show unico con un cast capace di spingersi al di là dei propri limiti.
Il Balletto di Roma, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana, porta sul palco l’intramontabile “Lo Schiaccianoci” (dal 7 dicembre) su musiche di P. I. Cajkovskij, nell’originale rilettura in chiave moderna di Massimiliano Volpini. Nelle vesti della “Fata Confetto” Carola Puddu. A Natale Maurizio Battista diventa protagonista assoluto con “Caro Babbo Natale ti scrivo…”. Il campione d’incassi, con il suo sguardo disilluso sulla realtà, suscita sempre risate irresistibili e momenti di profonda emozione (dal 19 dicembre). “Cenerentola” è la favola per eccellenza dove l’amore è un sentimento autentico. Il regista e coreografo Luciano Cannito, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana, ha realizzato una coreografia che rispetta la struttura narrativa del compositore russo Sergej Prokofiev. 26 ballerini del Roma City Ballet Company e due étoile internazionali daranno vita a questa storia senza tempo (dal 18 gennaio). A seguire una settimana interamente dedicata alla celeberrima band dei Pink Floyd. Un evento unico che vedrà i Pink Floyd Legend cimentarsi in un’impresa mai realizzata: suoneranno ogni sera un album diverso dello storico gruppo Special guest Harry Waters, musicista dei grandi tour (oltre che figlio) di Roger Waters, che si unirà ai Legend per il concerto di The Final Cut.(dal 23 gennaio). Torna in programmazione “Pippi Calzelunghe”, la favola di Astrid Lindgren, in versione musical nata da un’idea di Gigi Proietti (dal 30 gennaio). Imprevedibile e irriverente è la comicità di Angelo Pintus che riempie i teatri di tutta Italia, raccogliendo un sold-out dopo l’altro. Nessuna anticipazione per il suo nuovo “Una brutta persona” (dal 15 febbraio). La stagione prosegue con Open (dal 27 febbraio), scritto dal coreografo Daniel Ezralow insieme a sua moglie Arabella Holzbog, con un cast composto anche da ballerini dell’edizione 2022 di Amici. Uno spettacolo – realizzato in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana. È sempre un evento ascoltare Vittorio Sgarbi catturare magistralmente gli spettatori con la sua prosa elegante, trasportandoli attraverso la storia dell’arte Italiana. Con “Canova, tra innocenza e peccato”, il soggetto della dialettica e della narrazione è Antonio Canova, insieme alle sue grandiose opere (dall’8 marzo). Con “Semo o nun semo” (dal 12 marzo), spettacolo creato dal Premio Oscar Nicola Piovani che porta in scena la canzone e la musica della tradizione romana declinata in stornelli, serenate e saltarelli, per restituire quanto possibile il colore e il profumo originali delle radici dialettali romane; in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana. La favola senza tempo di Peter Pan vola al Teatro Olimpico per “Neverland, l’Isola che non c’è”, uno show musicale tra danza, canto, acrobazie ed effetti speciali con le coreografie firmate da Tinna Hoffmann, amata ballerina di “Ballando con le stelle” (dal 27 marzo). La pièce “Le verdi colline dell’Africa”, scritta, diretta e interpretata da Sabina Guzzanti in scena insieme a Giorgio Tirabassi, pone il pubblico al centro di un gioco provocatorio e divertente sul ruolo dell’attore (dal 16 aprile). “Coppia aperta quasi spalancata”, scritta dagli indimenticabili Dario Fo e Franca Rame, racconta la tragicomica storia di due coniugi le analizzando ed esaltando le differenze tra psicologia maschile e femminile. Protagonista, l’eclettica Chiara Francini (dal 22 aprile). Non mancherà poi l’appuntamento con il grande illusionismo a teatro: “Incanti”, diretto da Andrea Rizzolini (dal 2 maggio). L’irresistibile e sensazionale esperienza STOMP, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana e LSD edizioni, diventata ormai un cult internazionale, crea una combinazione perfetta tra danza e percussioni grazie a otto formidabili ballerini-acrobati-percussionisti, capaci di trasformare qualsiasi oggetto d’uso quotidiano in uno strumento musicale (dal 7 maggio). Chiude la stagione “NoGravity. Dall’Inferno al Paradiso” (dal 14 maggio), un omaggio al Sommo Poeta attraverso il linguaggio della danza. Una creazione di Emiliano Pellisari, messa in scena dai ballerini e acrobati della NoGravity Dance Company, che si propone di rappresentare il viaggio immateriale delle anime dagli inferi all’etere. Gli “eventi unici” del Teatro Olimpico rimarranno un must in cartellone: Angelo Maggi Il Doppiattore (30 settembre), l’Orchestraccia (4 e 5 dicembre), Marco Goldin con “Gli ultimi giorni di Van Gogh” (11 dicembre), “Bis” di Francesco Cicchella (12-13 dicembre), Marco Travaglio con “I migliori danni della nostra vita” (14 dicembre), “We Will Rock You” by the Queen (15 dicembre).
La destra contro il direttore del Museo Egizio di TorinoMilano, 21 set. (askanews) – “C’è purtroppo una invasività crescente. Ma la cultura è il servizio di tutti. I musei sono la casa di tutti. Non solo è giusto, ma è doveroso che i direttori vengano valutati. Ma su criteri oggettivi. Quando sono arrivato qui avevamo 16 persone, oggi siamo in 70. Avevo un curatore e un assistente curatore, oggi ho 13 curatori”. Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, istituzione per importanza seconda al mondo solo al grande museo egizio del Cairo, ha parlato così, intervistato dal Corriere della Sera, nei giorni della polemica politica scatenata nei suo confronti dall’assessore al Welfare della Regione Piemonte, Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia. “Io non ho assolutamente bisogno di poltrone – ha aggiunto Greco -. Possono anche mandarmi via dall’Egizio, se vogliono. Mi resterà comunque l’Egitto”.
La battaglia della destra, in particolare della Lega, contro Greco nasce da lontano: risale addirittura al 2016 e al 2018, quando il Museo Egizio, in occasione di nuove mostre, aveva lanciato una campagna che permetteva alle persone arabe che si presentavano in coppia di entrare pagando un unico biglietto. La promozione aveva suscitato immediatamente le proteste della destra italiana, con anche l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni che aveva definito “delirante” l’iniziativa di Greco. Il più polemico era Stato il leghista Andrea Crippa, oggi vicesegretario del partito di Salvini, che aveva accusato il direttore dell’Egizio di razzismo e discriminazione nei confronti di “italiani e cristiani”, accuse che oggi ribadisce anche con maggiore veemenza, dopo che la denuncia per diffamazione fatta da Greco ha portato in secondo grado – dopo la condanna del politico in primo grado – all’assoluzione dall’accusa di avere leso l’immagine del museo, ma non da quella di avere diffuso un video falso, come hanno precisato ad askanews dal museo torinese. “Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino – ha detto Crippa ad Affari Italiani – faccia un gesto di dignità e si dimetta. Faremo di tutto per cacciarlo e chiediamo al ministro della Cultura Sangiuliano di cacciarlo se non si dimette lui”, e poi ha aggiunto: “È un direttore di sinistra che ha gestito il Museo Egizio di Torino in modo ideologico e razzista contro gli italiani e i cittadini di religione cristiana. Ha fatto sconti solo per i musulmani e mai per chi professa altre religioni. Il Museo Egizio di Torino viene pagato dai cittadini e lui ascolta solo la sinistra. È un razzista contro italiani e cristiani”. “Non confermerei Greco – aveva invece detto Marrone, dando inizio alla serie di attacchi al direttore. – Ha doti manageriali non comuni, ma ritengo esistano figure potenzialmente più qualificate che sono state penalizzate non dico per la direzione, ma addirittura per un posto nel Cda del museo”. A difesa di Greco, oltre ai numeri e ai risultati che lui stesso ha citato – ai quali va aggiunto il dato sui visitatori, che nel 2022 sono stati 898.500, superando il 2019 pre pandemico – si sono schierati il Consiglio di amministrazione del museo, il comitato scientifico e le istituzioni locali. A favore del direttore è stata anche inviata una lettera aperta firmata da 92 studiosi. E poi la politica: la segretaria del Pd Elly Schlein ha sostenuto che “Greco dirige il Museo Egizio con grande professionalità e competenza, portando risultati concreti. Da settimane è sotto l’attacco delle destre per un’unica ragione, non essere, secondo loro, allineato alle posizioni del governo. È un fatto grave nel merito e nella sostanza, e tradisce la mania di controllo che ha Giorgia Meloni”. Parole dalla parte di Greco anche dal leader di Azione, Carlo Calenda: “L’anno scorso ho portato i ragazzi al Museo Egizio di Torino – ha scritto su X -. Come ebbi modo di scrivere mi è sembrato uno dei musei meglio gestiti, allestiti e organizzati d’Italia. Rimuoverei piuttosto chi chiede di rimuovere Christian Greco”.
“Quando sei in difficoltà – ha commentato l’ex sindaca di Torino e deputata del Movimento 5Stelle Chiara Appendino – inventati un nuovo nemico. È ormai la tattica continua del centrodestra. In questi giorni la vittima designata è il direttore del Museo Egizio di Torino. Christian Greco è un bravissimo egittologo che sta svolgendo da anni un lavoro preziosissimo per il Museo, come dimostrano le quantità di visitatori in continua crescita e le numerose collaborazioni attivate con musei, istituti di ricerca e università internazionali. Il suo peccato, per la destra, è aver aperto il museo con politiche di inclusione rivolte a tutte e tutti. E, evidentemente, aver avuto troppo successo”. Su X è stato pubblicato anche un post del Museo Egizio:” Ringraziamo per il largo e affettuoso sostegno e per la stima che state manifestando al nostro direttore e al museo – si legge -. Il Museo Egizio tutto si esprime in totale sintonia con le dichiarazioni del direttore. Preghiamo di mantenerne il tono urbano. Noi continuiamo a lavorare”. “I musei – aveva detto lo stesso Greco ad askanews in un’intervista a inizio 2023 – devono diventare sempre di più hub di approfondimento, un luogo in cui si possa capire la complessità della realtà, in cui si possa avere la forza di dire che non ci sono risposte semplici a fenomeni complessi, un luogo in cui si possa avere anche la possibilità di fare una disamina delle fonti su quello che, per esempio, la Rete ci presenta in maniera indiscriminata. Noi abbiamo una cultura materiale che pone dei paletti: dobbiamo essere un luogo di confronto, un presidio di libertà e democrazia”. Parole che sembrano molto pregnanti anche oggi e che rappresentano in un certo senso la visione di fondo della sua direzione dell’Egizio. Museo la cui governance, come indicato nel Report integrato del 2022, è strutturata intorno ai soci fondatori: il ministero della Cultura, la Regione Piemonte, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. Il presidente della Fondazione è nominato dal ministero della Cultura e attualmente la carica è ricoperta da Evelina Christillin. (di Leonardo Merlini)
IIT compie 20 anni e festeggia presentando il robot “ergoCub”Genova, 21 set. (askanews) – IIT – l’Istituto italiano di tecnologia – raggiunge i 20 anni di attività e celebra il traguardo presentando per la prima volta dal vivo in Italia il robot umanoide “ergoCub”, l’ultimo risultato della sua ricerca nell’ambito della robotica e dell’Intelligenza artificiale. La presentazione è avvenuta nel corso di un incontro nella sede centrale IIT di Morego, a Genova, al quale hanno partecipato i rappresentanti della politica locale e nazionale, scienziati di rilievo internazionale, e la comunità dei ricercatori IIT.
Il nuovo robot umanoide ergoCub – emblema della robotica e dell’Intelligenza Artificiale di IIT, due dei settori che posizionano l’Istituto tra i centri di ricerca più avanzati al mondo – ha salutato i presenti in sala. Ad aprire la manifestazione il messaggio di augurio da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, letto dal presidente dell’IIT, Gabriele Galateri di Genola. Sono seguiti i saluti istituzionali del presidente Galateri e del direttore Scientifico di IIT, Giorgio Metta, il quale ha illustrato i principali risultati dell’Istituto. Il robot “ergoCub” è alto 150 centimetri e pesa 55,7 chili. Il suo nome deriva dall’unione di “ergo”, per indicare il focus sull’ergonomia, e di “Cub”, che richiama il nome dell’umanoide bambino iCub, il quale è stato la piattaforma di riferimento per lo sviluppo del nuovo robot, oltre che simbolo dell’Istituto fino dalla sua nascita. Il nuovo robot è dotato di intelligenza artificiale ed è stato progettato per avere un sistema in grado di valutare, gestire, ridurre e prevenire il rischio fisico dei lavoratori nei contesti industriali e ospedalieri.
Frutto della collaborazione tra lo staff di ricerca di IIT e quello di INAIL, ergoCub rappresenta solo una delle ultime pietre miliari dell’Istituto. Durante le celebrazioni, infatti, gli ospiti hanno potuto vedere dal vivo alcune delle altre creazioni dell’Istituto che ne hanno accompagnato la crescita negli anni: il robot umanoide R1, ultimato nel 2016 e concepito per operare in ambienti domestici e professionali; il robot ispirato alla figura mitologica Centauro concluso nel 2018 e, infine, FLOAT, un innovativo dispositivo medico robotico per la riabilitazione delle braccia presentato nel 2022. Nel corso della prima giornata di celebrazione è stata ricordata la peculiarità della legge istitutiva che nel settembre del 2003 stabilì la nascita della Fondazione Istituto Italiano di Tecnologia quale nuovo centro di ricerca multidisciplinare ispirato a modelli internazionali, con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo del sistema economico nazionale, sostenendo l’eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata.
Attualmente lo staff complessivo di IIT conta quasi 2.000 persone, più della metà proveniente da oltre 60 paesi nel mondo. L’attività di ricerca, focalizzata su robotica, IA, nuovi materiali e tecnologie per la vita, ha portato a circa 18.000 pubblicazioni scientifiche, 1.294 titoli di brevetti attivi e 33 startup costituite. L’istituto ha inoltre partecipato a 385 progetti europei, 43 progetti internazionali, 124 progetti nazionali e 177 progetti con fondazioni I suoi ricercatori e ricercatrici hanno vinto un totale di 61 finanziamenti per la ricerca d’avanguardia da parte del prestigioso ente europeo European Research Council (ERC), posizionandosi tra i primi in Italia. Ai saluti delle autorità locali – il sindaco di Genova Marco Bucci e il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – sono seguiti quelli delle autorità europee e nazionali: il commissario europeo per l’Economia Paolo Gentiloni con un videomessaggio; la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, in collegamento remoto, e il direttore generale del Tesoro – Ministero dell’Economia e delle Finanze – Riccardo Barbieri Hermitte.
Il ricordo della nascita della Fondazione e dei primi anni di formazione dell’Istituto è stato portato dall’ex ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Letizia Moratti, oggi presidente della Fondazione E4Impact; del primo presidente di IIT Vittorio Grilli, oggi Chairman del Corporate & Investment Bank per l’area Europa, Medio Oriente e Africa, JPMorgan; e del primo direttore scientifico di IIT Roberto Cingolani, oggi e amministratore delegato di Leonardo. La dimensione internazionale della ricerca scientifica di IIT è stata testimoniata dalla presenza di esponenti di rilievo della comunità scientifica europea e statunitense, dove IIT ha due outstation, una presso il MIT e l’altra ad Harvard. Sono intervenuti la presidentessa dell’European Research Council, Maria Leptin; la direttrice generale del Laboratorio Europeo di Biologia Molecolare (EMBL) Eidth Heard, il premio Nobel per la Chimica Martin Chalfie e Tomaso Poggio, del Center for Brains, Minds and Machines del MIT di Boston, USA. Il 22 settembre proseguono le celebrazioni per i 20 anni di IIT con il primo incontro in presenza dell’Associazione europea AERG (Association of ERC grantees) che raccoglie i ricercatori e le ricercatrici vincitori dei finanziamenti dell’ERC. L’incontro è dedicato al tema dell’eccellenza nella ricerca, alla sua valutazione e alle politiche per favorirla. Uno spazio dell’incontro, inoltre, è focalizzato sulle ricerche condotte da Barbara Mazzolai, Associate Director di IIT per la robotica, che ha vinto il finanziamento ERC nel 2020. Le celebrazioni per i primi venti anni dell’IIT proseguiranno poi con altri eventi scientifici e culturali. (nella foto: il robo ergoCub stringe la mano al direttore scientifico IIT, Giorgio Metta)
Tumori: dieta ricca di fibre “potenzia” la risposta immunitariaRoma, 21 set. (askanews) – Mele, pere, prugne e kiwi; ma anche noci, pistacchi e arachidi; fagioli, ceci, lenticchie; carote, melanzane, carciofi; cereali e addirittura il cioccolato fondente: sono tutti alimenti ricchi di fibre in grado di “nutrire” il nostro microbioma – l’insieme dei microrganismi che ognuno di noi ospita nel proprio intestino – e di conseguenza possono aumentare l’efficacia dell’immunoterapia. Sono infatti sempre più numerose le evidenze scientifiche secondo le quali quello che mettiamo in tavola può influire in modo significativo sulla risposta dell’organismo ai trattamenti antitumorali, compresa l’immunoterapia. In particolare, numerosi studi in corso in tutto il mondo mostrano un legame tra una dieta ricca di fibre e una maggiore efficacia dell’immunoterapia. Entro il prossimo anno, è in programma al San Raffaele di Milano un nuovo trial clinico che prevede la somministrazione di una dieta controllata ricca di fibre nei pazienti con mieloma indolente. Sono inoltre in corso ricerche sui trapianti fecali e studi che hanno come obiettivo quello di confermare i potenti effetti che gli acidi grassi esercitano sulla risposta immunitaria contro i tumori. A fare il punto sulle ultime novità sulla immunoterapia dei tumori e su come questa possa essere modulata dal microbioma intestinale sono oltre mille scienziati arrivati da oltre 38 nazioni del mondo al CICON23 International Cancer Immunotherapy Conference (cancerimmunotherapyconference.org), evento organizzato da società scientifiche internazionali insieme al Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori (NIBIT) e in corso a Milano fino al 23 settembre.
“L’immunoterapia ha rivoluzionato la cura di molti tumori – spiega Pier Francesco Ferrucci, direttore dell’Unità di Bioterapia dei Tumori presso l’istituto Europeo di Oncologia e presidente del Network Italiano per la Bioterapia dei Tumori (NIBIT, nibit.org) -. Tuttavia, non tutti i pazienti rispondono allo stesso modo. Da qui l’ipotesi, che ormai è diventata una certezza, che la composizione del microbioma intestinale di un paziente influenzi il successo del trattamento immunoterapico. In sostanza, i pazienti che ospitano determinati batteri intestinali sembrano rispondere meglio all’immunoterapia rispetto ai pazienti che ne sono privi”. Ancora più sorprendente l’ipotesi, basata su recenti evidenze scientifiche, che somministrare ai pazienti una dieta ricca di fibre potrebbe aumentare le probabilità che il trattamento contro il cancro sia più efficace. “Che il microbioma sia una parte cruciale del nostro sistema immunitario lo sappiamo ormai da tempo – aggiunge Vincenzo Bronte, direttore scientifico dell’Istituto Oncologico Veneto e next-president di NIBIT -. Secondo alcune stime, oltre il 60% delle cellule immunitarie del nostro corpo risiedono nell’intestino. Ma solo di recente abbiamo accumulato sufficienti evidenze secondo le quali questi microbi possono essere ‘modificati’ per influenzare positivamente l’esito dei trattamenti contro il cancro, compresa l’immunoterapia”.
Alcuni gruppi di ricerca stanno cercando di superare la resistenza all’immunoterapia effettuando trapianti fecali: i microbi intestinali “buoni” vengono prelevati da campioni di feci di pazienti che hanno risposto bene ai farmaci per poi essere trapiantati tramite colonscopia a un altro paziente. Un’altra strada è quella di disegnare diete ad hoc, ricche di fibre, in grado di modificare il microbiota in modo da renderlo “alleato” dell’immunoterapia. “A questo proposito stiamo pianificando un trial clinico su pazienti affetti da mieloma indolente – afferma Matteo Bellone, responsabile dell’Unità di Immunologia Cellulare presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano , tra gli organizzatori di CICON23 -. Ai pazienti proporremo una dieta controllata ricca di fibre con l’obiettivo di comprenderne gli effetti, non solo sulla composizione del microbioma intestinale, ma anche sulle modificazioni metaboliche dell’organismo, sul decorso e sulla prognosi della malattia”.
Lancia: “rinascimento” prosegue spedito, a giugno nuova YpsilonMilano, 21 set. (askanews) – Prosegue il “rinascimento” di Lancia: su 160 concessionari in Italia sono 45 quelli che hanno già adottato la nuova corporate identity del brand e diventeranno 100 entro la fine del 2023, che si aggiungono a 240 venditori dedicati. Negli showroom rinnovati è stata esposto il concept Lancia Pu+Ra Hpe. Nel corso del primo trimestre del 2024, la nuova corporate identity sarà implementata anche fuori dall’Italia e sarà completata entro giugno, in concomitanza con il lancio della nuova Ypsilon.
All’estero, dove sono già state firmate le prime 60 lettere di intenti, ci sarà un maggiore focus sul canale di vendita online, mentre in Italia varierà caso per caso: il cliente potrà iniziare il proprio customer journey comodamente da casa, accedendo al configuratore, per poi proseguire all’interno dello showroom reale con il supporto professionale dei venditori. “Oggi compiamo un ulteriore passo in avanti nel percorso del Rinascimento del nostro marchio, che procede velocemente e mostra segnali sempre più concreti. Siamo appena partiti con un Tour di inaugurazione delle prime 45 concessionarie italiane pronte con la nuova Corporate Identity e in cui abbiamo esposto il concept Lancia Pu+Ra Hpe. Tutta la rete distributiva Lancia sarà completata e rinnovata in termini di identity entro la prima metà del 2024 in Italia ed all’estero, per l’arrivo della nuova Ypsilon!”, ha dichiarato Luca Napolitano, Ceo del marchio Lancia.
Dopo oltre 100 anni, città canadese autorizza la vendita di alcoliciMilano, 21 set. (askanews) – Dopo oltre un secolo di divieto, il Consiglio comunale della cittadina canadese di Cardston ha votato per autorizzare la “vendita limitata di alcolici” nei locali cittadini, che potranno così richiedere l’apposita licenza. Lo racconta la versione on-line del magazine inglese “The Drinks Business”, spiegando che in passato l’ipotesi di alleggerire o togliere il divieto era stato respinto in due diverse occasioni.
La spiegazione della scelta proibizionista è perchè questa cittadina, che si trova nell’Alberta e dista appena 25 chilometri dal confine con lo Stato Usa del Montana, è stata fondata nel 1887 da un gruppo di Mormoni della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni che vieta non solo il consumo di alcolici ma anche quello di nicotina e caffeina. L’articolo spiega che ancora oggi a Cardston i mormoni rappresentano più o meno il 62% dei circa 3.500 residenti, così come succede altre due città vicine, Stirling e Raymond, i cui cittadini l’hanno scorso hanno votato contro qualsiasi modifica dei severissimi regolamenti sugli alcolici, incuranti del fatto che in questa provincia canadese la vendita di alcolici è libera dal 1923.