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Autore: Redazione StudioNews

La proposta di Garavaglia (Lega): finiamo le superiori un anno prima

La proposta di Garavaglia (Lega): finiamo le superiori un anno primaRimini, 22 ago. (askanews) – “I nostri diplomati, rispetto a quelli degli altri Paesi europei, si diplomano un anno dopo, lavorano un anno dopo, e quindi si sposano un anno dopo, fanno figli un anno dopo. Non si potrebbe far finire un anno prima anche i nostri studenti? Non morirebbe nessuno, data anche la qualità della nostra istruzione”. E’ la prima proposta lanciata da Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanza e tesoro, al Meeting di Rimini, durante il dibattito “Formarsi per crescere” all’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà.

“In secondo luogo – ha sottolineato – abbiamo bisogno di personale in sanità; speriamo di togliere presto il numero chiuso in medicina. Ma c’è anche un enorme problema di carenza di infermieri. Dunque, la mia seconda proposta concreta è di istituire un liceo infermieristico di quattro anni, abilitante, per iniziare a lavorare subito”. Garavaglia ha raccontato infine l’esperienza nella Regione Lombardia che investe in quei centri di formazione che portano immediatamente al lavoro. “Importante è velocizzare il rapporto tra domanda di lavoro e offerta di formazione. La formazione professionale deve orientare al lavoro e quindi serve finanziare di più chi crea posti di lavoro. La mia proposta, per replicare questa esperienza a livello nazionale, è di differenziare i finanziamenti sulla base della percentuale di chi esce dal centro di formazione e trova lavoro automaticamente. Così – ha concluso Garavaglia – orientiamo e miglioriamo la qualità della formazione”.

Braga (Pd): serve un patto per la formazione delle competenze

Braga (Pd): serve un patto per la formazione delle competenzeRimini, 22 ago. (askanews) – “C’è bisogno di fare un vero e proprio patto per la formazione delle competenze che tenga insieme il ruolo del pubblico e del privato, che valorizzi la capacità di investire a livello territoriale di strutture e di contesti economici che in qualche modo hanno un valore aggiunto perché radicati sul territorio”. In questo percorso “le competenze green e digitali devono essere tenute insieme”. Lo ha proposto la capogruppo del Partito democratico alla Camera, Chiara Braga, durante il dibattito “Formarsi per crescere” organizzato in collaborazione con l’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà al Meeting di Rimini.

“L’Italia è al 25esimo posto su 27 paesi europei per il capitale umano, solo il 46% delle persone possiede delle conoscenze di base digitali – ha ricordato Braga -, questo ci consegna l’esigenza di provare a intervenire e trovare soluzioni nuove in un sistema economico che non può fare l’errore di poter credere di competere su bassi costi e basso costo sul lavoro. Se non capiamo che l’investimento in formazione e competenze è fondamentale per stare agganciati alle trasformazioni un’economia matura come la nostra rischia di essere spazzata via e di non riuscire a stare al passo”. “La riforma del sistema degli Its è rimasta a metà del guado se pensiamo che aveva bisogno di 19 decreti attuativi e oggi ne abbiamo fatti tre e solo su 4 c’è l’intesa della Conferenza delle Regioni – ha precisato la capogruppo del Pd -. Su queste competenze abbiamo oggi la possibilità di fare un salto di qualità e si può riprendere il filo di un lavoro e di un impegno che metta insieme punti di vista e volontà di collaborazione. Così come sul patto sulla formazione 4.0 che nell’ultima legge di bilancio non è stato rifinanziato. Con la ripresa dei lavori parlamentari entriamo nel vivo delle scelte di priorità: occorre provare a individuare nel finanziamento di strumenti come quello”.

Ambrosetti: food delivery nel 2021 a 1,8 mld, raggiunge 71% italiani

Ambrosetti: food delivery nel 2021 a 1,8 mld, raggiunge 71% italianiMilano, 22 ago. (askanews) – La consegna di cibo e piatti pronti a domicilio (food delivery) muove un mercato che al 2021 valeva 1,8 miliardi di euro e questo tipo di servizio raggiunge ormai il 71% della popolazione italiana. A delineare questo scenario è The European house-Ambrosetti che in occasione del settimo forum sul food&beverage di giugno a Bormio ha sottolineato il ruolo delle piattaforme di food delivery che nell’ultimo anno hanno rappresentato il 97% del valore totale dei piatti venduti per la consegna a domicilio. Solo il 3% proviene dai canali online dei ristoranti tradizionali.

“Nel 2015 – ha dichiarato Valerio De Molli, managing partner & Ceo, The European House Ambrosetti – le vendite attraverso le piattaforme di food delivery valevano 70 milioni di euro, nel 2018 oltre 360 milioni e nel 2020 più di 700. La pandemia ha contribuito alla crescita esponenziale di questo fenomeno (+20% di valore tra 2020 e 2021) che si avvicina oggi in Italia ai 2 miliardi di euro complessivi e che ha, inoltre, ulteriori e ampie possibilità di sviluppo futuro”. Lo sviluppo delle piattaforme digitali ha permesso al settore dell’e-commerce alimentare di crescere esponenzialmente tra il 2010 e oggi, mediamente del 39% all’anno. Lo studio Ambrosetti ha evidenziato, inoltre, come il fatturato complessivo a fine 2022 si è attestato a 4,7 miliardi di euro grazie soprattutto al food delivery che rappresenta il 44% del valore, seguito da spesa alimentare (37%) ed enogastronomia (19%). “Il potenziale di crescita dei marketplace digitali – ha aggiunto De Molli – nel contesto agroalimentare è però ancora molto elevato, in quanto il fatturato del settore alimentare generato tramite e-commerce vale nel 2022 il 3% del totale”.

Le scelte e le abitudini mutano anche grazie agli strumenti tecnologici che si utilizzano: oggi otto consumatori su 10 sono raggiunti dai social network, il 60% manifesta un forte interesse per la cucina e il 31% naviga sui social con l’intenzione di scoprire nuovi prodotti da acquistare. Grazie alla tecnologia e allo sviluppo del food delivery, oggi anche in Italia, sono accessibili nuovi concetti di ristorazione come le dark kitchen (cucine specializzate solo nella consegna a domicilio), o le ghost kitchen (un laboratorio che lavora per più marchi dedicati alle consegne), le social kitchen dove organizzare eventi con la cucina come filo conduttore o ancora le shared commercial kitchen, spazi per cucine commerciali in condivisione che ottimizzano così i costi di gestione.

Ue, Fitto: interrogarsi su priorità e costruire nuovo modello

Ue, Fitto: interrogarsi su priorità e costruire nuovo modelloRoma, 22 ago. (askanews) – “Dentro la questione istituzionale, certamente fondamentale, esiste un tema collegato alle grandi priorità sulle quali bisogna interrogarsi e dare delle risposte concrete. Il tema della difesa, il tema della politica estera, il tema collegato ai grandi flussi migratori, il tema collegato alle politiche industriali sono i pilastri su cui è necessario oggi interrogarsi per dare all’Europa questa funzione, evitando che l’Europa, talvolta, occupandosi di tanto altro rischi di entrare in contrasto nel rapporto con i singoli Stati membri”. In questa direzione “servirebbe un nuovo modello e, da qui al prossimo anno, bisognerà lavorare molto per costruire un progetto che sia in grado di tenere dentro queste grandi priorità e soprattutto di definire un contesto europeo non tanto in grado di guardarsi al proprio interno, ma cercando di guardare al proprio esterno, in grado di confrontarsi con tutti gli altri giganti. Questa è la sfida che abbiamo davanti”. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il Pnrr, Raffaele Fitto, intervenendo al Meeting di Rimini.

Fi contro l’autobiografia di Sarkozy: insulti gratuiti contro Berlusconi

Fi contro l’autobiografia di Sarkozy: insulti gratuiti contro BerlusconiRoma, 22 ago. (askanews) – Forza Italia si scaglia contro l’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, per alcuni racconti su Silvio Berlusconi contenuti nel suo libro, in uscita oggi, dal titolo ‘Le temps des combats’ (Il tempo delle battaglie). In particolare, l’ex inquilino dell’Eliseo, fa riferimento a vicende relative al vertice G20 di Cannes del 2011, lo stesso in cui lui e Angela Merkel si scambiarono la famosa risatina. Sarkozy riferisce che lui e la Cancelliera decisero di “convocare” l’allora premier italiano per chiedergli di dimettersi “per salvare la terza economia dell’eurozona”.

Tra le altre cose, come si legge nelle anticipazioni riportate dal Corriere della Sera, l’ex presidente francese dice che “Berlusconi stava diventando la caricatura di se stesso. L’imprenditore brillante, l’uomo politico dall’energia indomabile, non era più che un lontano ricordo”, ma anche che per alleggerire il clima aveva pronunciato “battute fuori luogo” oltre ad altre dichiarazioni “deliranti” sul debito italiano. A prendere le difese del fondatore di Forza Italia è il capogruppo al Parlamento europeo, Fulvio Martusciello. “Gli insulti gratuiti che il condannato per corruzione Sarkozy rivolge nel suo libro al presidente Berlusconi lasciano davvero il tempo che trovano”, spiega.

Per Martusciello “sono scritti da chi ha vissuto una parabola discendente fino a scomparire del tutto, ed ora con il libro punta a sbarcare il lunario”. “Sarkozy non è nulla, non ha lasciato nessun segno nella storia del suo Paese, né è stato capace di far sopravvivere il suo partito. La storia ha dato ragione alle idee anche in materia di economia di Berlusconi che, pur nella crisi congiunturale di quegli anni, aveva visto giusto”, insiste Martusciello. A schierarsi contro l’ex inquilino dell’Eliseo anche Tullio Ferrante, sottosegretario al Mit ma anche deputato vicinissimo a Marta Fascina. “Sarkozy, bocciato e mai più amato dagli elettori francesi, andato in disgrazia in patria ormai da anni e con qualche problemino giudiziario di non poco conto, dovrebbe ben sapere – afferma – che il presidente Silvio Berlusconi, in quegli anni, fu vittima di una persecuzione giudiziaria e mediatica senza precedenti”.

“Va chiarito – dice ancora Ferrante – che le sue dimissioni non furono dettate dai poco diplomatici ed eleganti sorrisini suoi e della cancelliera Merkel o da presunte opere di convincimento dagli stessi esercitate, ma da un gesto di concordia nazionale che Silvio Berlusconi fu costretto a fare a fronte di un ampio blocco istituzionale, politico, economico/finanziario, mediatico che, non avendolo sconfitto nelle urne, provò a farlo con una manovra spericolata, aiutato da pericolosi speculatori con la minatoria leva dello spread, che si concluse con un poco onorevole governo tecnico”. A prendere posizione è anche l’ex ministro, ora deputato eletto nelle fila di Fdi, Gianfranco Rotondi. “Nelle memorie di Sarkozy – sottolinea – arriva la certificazione della interferenza di altri Paesi europei nello svolgimento della politica italiana. Sarkozy in questo caso èé reo confesso, di circostanze che ben conoscevamo”.

A suo giudizio “l’ex presidente francese trascura solo di confessare uno dei principali motivi dell’attacco a Berlusconi e al suo governo. In quel periodo il nostro governo varò un decreto cosiddetto ‘salvabanche’, che in realtà salvava i risparmiatori in caso di default delle banche italiane. Il governo inglese chiese riservatamente che il nostro decreto fosse emanato dopo uno analogo del governo britannico, per un fatto di prestigio. E così fu. Germania e Francia venivano costrette ad analoga azione, ma erano consapevoli del fatto che Berlusconi non rischiava nulla, perché il sistema bancario italiano era abbastanza sano, mentre ad esempio quello tedesco presentava inquietanti criticità. Da quel momento Merkel e Sarkozy divennero delle belve con Berlusconi. Se vogliamo ricostruire quegli anni,possiamo farlo, ma in modo completo”, conclude.

Fi contro autobiografia Sarkozy: insulti gratuiti contro Berlusconi

Fi contro autobiografia Sarkozy: insulti gratuiti contro BerlusconiRoma, 22 ago. (askanews) – Forza Italia si scaglia contro l’ex presidente francese, Nicolas Sarkozy, per alcuni racconti su Silvio Berlusconi contenuti nel suo libro, in uscita oggi, dal titolo ‘Le temps des combats’ (Il tempo delle battaglie). In particolare, l’ex inquilino dell’Eliseo, fa riferimento a vicende relative al vertice G20 di Cannes del 2011, lo stesso in cui lui e Angela Merkel si scambiarono la famosa risatina. Sarkozy riferisce che lui e la Cancelliera decisero di “convocare” l’allora premier italiano per chiedergli di dimettersi “per salvare la terza economia dell’eurozona”.

Tra le altre cose, come si legge nelle anticipazioni riportate dal Corriere della Sera, l’ex presidente francese dice che “Berlusconi stava diventando la caricatura di se stesso. L’imprenditore brillante, l’uomo politico dall’energia indomabile, non era più che un lontano ricordo”, ma anche che per alleggerire il clima aveva pronunciato “battute fuori luogo” oltre ad altre dichiarazioni “deliranti” sul debito italiano. A prendere le difese del fondatore di Forza Italia è il capogruppo al Parlamento europeo, Fulvio Martusciello. “Gli insulti gratuiti che il condannato per corruzione Sarkozy rivolge nel suo libro al presidente Berlusconi lasciano davvero il tempo che trovano”, spiega.

Per Martusciello “sono scritti da chi ha vissuto una parabola discendente fino a scomparire del tutto, ed ora con il libro punta a sbarcare il lunario”. “Sarkozy non è nulla, non ha lasciato nessun segno nella storia del suo Paese, né è stato capace di far sopravvivere il suo partito. La storia ha dato ragione alle idee anche in materia di economia di Berlusconi che, pur nella crisi congiunturale di quegli anni, aveva visto giusto”, insiste Martusciello. A schierarsi contro l’ex inquilino dell’Eliseo anche Tullio Ferrante, sottosegretario al Mit ma anche deputato vicinissimo a Marta Fascina. “Sarkozy, bocciato e mai più amato dagli elettori francesi, andato in disgrazia in patria ormai da anni e con qualche problemino giudiziario di non poco conto, dovrebbe ben sapere – afferma – che il presidente Silvio Berlusconi, in quegli anni, fu vittima di una persecuzione giudiziaria e mediatica senza precedenti”.

“Va chiarito – dice ancora Ferrante – che le sue dimissioni non furono dettate dai poco diplomatici ed eleganti sorrisini suoi e della cancelliera Merkel o da presunte opere di convincimento dagli stessi esercitate, ma da un gesto di concordia nazionale che Silvio Berlusconi fu costretto a fare a fronte di un ampio blocco istituzionale, politico, economico/finanziario, mediatico che, non avendolo sconfitto nelle urne, provò a farlo con una manovra spericolata, aiutato da pericolosi speculatori con la minatoria leva dello spread, che si concluse con un poco onorevole governo tecnico”. A prendere posizione è anche l’ex ministro, ora deputato eletto nelle fila di Fdi, Gianfranco Rotondi. “Nelle memorie di Sarkozy – sottolinea – arriva la certificazione della interferenza di altri Paesi europei nello svolgimento della politica italiana. Sarkozy in questo caso èé reo confesso, di circostanze che ben conoscevamo”.

A suo giudizio “l’ex presidente francese trascura solo di confessare uno dei principali motivi dell’attacco a Berlusconi e al suo governo. In quel periodo il nostro governo varò un decreto cosiddetto ‘salvabanche’, che in realtà salvava i risparmiatori in caso di default delle banche italiane. Il governo inglese chiese riservatamente che il nostro decreto fosse emanato dopo uno analogo del governo britannico, per un fatto di prestigio. E così fu. Germania e Francia venivano costrette ad analoga azione, ma erano consapevoli del fatto che Berlusconi non rischiava nulla, perché il sistema bancario italiano era abbastanza sano, mentre ad esempio quello tedesco presentava inquietanti criticità. Da quel momento Merkel e Sarkozy divennero delle belve con Berlusconi. Se vogliamo ricostruire quegli anni,possiamo farlo, ma in modo completo”, conclude.

Autonomia, Zaia: chi fa ostruzionismo, rischia di farsi male

Autonomia, Zaia: chi fa ostruzionismo, rischia di farsi maleVenezia, 22 ago. (askanews) – “Chi fa semplice ostruzionismo rischia di farsi del male”. Lo ha detto Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, intervenendo oggi sui temi dell’autonomia, a Venezia. Rispondendo ai giornalisti, che gli chiedevano tra l’altro delle perplessità di Fdi, Zaia ha ribadito che “la riforma federalista di questo paese, pur essendo un’assunzione di responsabilità per tutti che va pienamente nel solco della costituzione.

Il presidente del Veneto si è soffermato sul tema delle compartecipazioni. “Un dibattito ormai vecchio”, l’ha definito, per poi esemplificare: “E’ vero che se ricevessimo, poniamo, il 10% dell’Irpef dei veneti per le nuove competenze e l’anno successivo i veneti pagassero più tasse quello stesso 10% varrebbe più denaro, ma è vero pure che se ne pagassero di meno la cifra finale sarebbe inferiore. Con questa riforma ci assumiamo un rischio oltre a delle responsabilità. D’altra parte siamo disponibili a valutare una formula di solidarietà in caso di crescita delle entrate fiscali regionali, magari – ha concluso Zaia – destinando almeno in parte questi guadagni aggiuntivi a fondi destinati alla sanità delle regioni più in difficoltà, allo stimolo all’occupazione giovanile o altro ancora”.

Nuovo accesso Cenacolo nel 2026 con fondi Pnrr e donazione famiglia Bonomi

Nuovo accesso Cenacolo nel 2026 con fondi Pnrr e donazione famiglia BonomiMilano, 22 ago. (askanews) – Un percorso di accesso al Cenacolo Vinciano rinnovato entro il 2026, per un investimento complessivo di 1,8 milioni di euro, di cui un milioni di fondi del Pnrr e 800mila euro donati da Investindustrial foundation, fondazione che fa capo alla famiglia Bonomi.

A comunicarlo in una nota è la direttrice regionale musei della Lombardia, istituto del ministero della Cultura, Emanuela Daffra. La donazione di Investindustrial Foundation andrà ad aggiungersi al finanziamento di circa un milione di euro garantito con il Pnrr dal ministero della Cultura all’interno della “Misura 1 Patrimonio culturale per la prossima generazione”, “Investimento 1.2 Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi”. Il progetto, dal titolo “Il Cenacolo Vinciano. Nuovo percorso per un museo sostenibile”, messo a punto insieme al Politecnico di Milano, ha l’obiettivo di razionalizzare i flussi di visita al capolavoro di Leonardo, valorizzando il giardino e consentendo al visitatore di completare il percorso senza mai uscire dagli spazi del museo. Per questo, senza alcuna interferenza con la struttura storica, si ipotizza di addossare al Refettorio un nuovo ambiente coperto e climatizzato, che garantirà anche spazi maggiori per attività oggi molto sacrificate, come l’accoglienza gruppi, la preparazione alla visita, i laboratori didattici. I tempi di realizzazione saranno quelli fissati dal Pnrr. Il cronoprogramma prevede l’avvio dei lavori entro il 30 giugno del 2025, dopo la realizzazione della nuova centrale termica e la conclusione non oltre la fine dell’anno successivo.

“Il percorso di visita che grazie all’apporto finanziario congiunto di Pnrr e di Investindustrial foundation sarà possibile concretizzare, consentirà una migliore organizzazione dei flussi, una visita più completa e piacevole al Cenacolo perché più fluida, innalzando ulteriormente i livelli di sicurezza ambientale necessari per tutelare i dipinti del Refettorio”, anticipa la direttrice. “L’attenzione della famiglia Bonomi per Milano e per il sociale non è venuta meno, come conferma anche questa generosa donazione – osserva Emanuela Daffra – aggiungo che oggi raccontiamo l’esempio non comune, che sarebbe bello moltiplicare, di una realtà privata che aggiunge il proprio apporto ai fondi del Pnrr per consentire il completo raggiungimento di un obiettivo ritenuto importante”. “Per una famiglia con origine a Milano nell’Ottocento, partecipare al continuo rinnovamento della città è un onore e un privilegio, ma è soprattutto un dovere – ha dichiarato Andrea Bonomi, il fondatore di Investindustrial – speriamo di poter contribuire ad altri progetti simili in futuro”.

Ispirata dalla tradizione filantropica famigliare e in particolare dall’esempio di Anna Bonomi, pioniera del non profit in Italia oltre ottanta anni fa, Investindustrial l’ha portata avanti con due fondazioni che operano in diversi settori: “Invest for children”, che aiuta le persone diversamente abili e i bambini più svantaggiati a migliorare la propria qualità della vita e “Investindustrial foundation”, che sostiene l’istruzione, la protezione e la conservazione dell’ambiente, il patrimonio artistico e culturale e la scienza.

Benanti: algoritmi hanno potere, dare a società civile il controllo

Benanti: algoritmi hanno potere, dare a società civile il controlloRimini, 22 ago. (askanews) – Bisogna “restituire alla società civile il potere di controllo su chi determina quello che tutti i giorni accade nella nostra vita. Interrogarsi sul potere dietro gli algoritmi e sul potere degli algoritmi stessi è fare azione di cittadinanza”. Lo ha detto ad askanews padre Paolo Benanti, docente alla Pontificia università Gregoriana ed esperto di bioetica, a margine di un incontro al Meeting di Rimini.

“Interrogarsi sul potere degli algoritmi – ha detto padre Benanti – vuol dire innanzitutto chiedersi quante delle nostre esperienze di tutti i giorni sono mediate da degli strumenti invisibili, ma efficacissimi, come gli algoritmi informatici. Se una volta per leggere le notizie io andavo fisicamente in edicola, davo i miei soldi all’edicolante e prendevo il giornale, sapevo che le notizie mi venivano raccontate secondo un’opinione e un orientamento che era quella dell’editore del giornale stesso. Oggi le leggo sul mio telefonino, facendo lo scroll, e improvvisamente non solo come le notizie mi appaiono ma a volte anche i titoli che vengono composti apposta per quello che uno strumento informatico come l’algoritmo capisce di me. Allora che la visione che ho del mondo mi viene mediata da questo strumento”. “La domanda ‘qual è il potere degli algoritmi?’ è solo una parte della domanda interessante”, secondo l’esperto di bioetica, perché “se l’algoritmo è così efficace e così quotidiano dobbiamo chiederci qual è il potere che c’è dietro questo algoritmo. Siamo come trattati da un guanto di velluto che ci organizza la nostra vita tutti i giorni, ma a volte non vediamo la mano che c’è dentro il guanto”.

Quindi, ha concluso Benanti “si tratta di dare alla società civile e restituire alla comunità il potere di controllo su chi determina quello che tutti i giorni accade nella nostra vita. Interrogarsi sul potere dietro gli algoritmi e sul potere degli algoritmi stessi è fare azione di cittadinanza”.

Beccari (San Marino): relazioni con Italia rafforzate negli anni

Beccari (San Marino): relazioni con Italia rafforzate negli anniRimini, 22 ago. (askanews) – “Negli ultimi anni il livello delle relazioni tra San Marino e Italia si è rafforzato tant’è che entro fine 2023 avremo anche la visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che sarà un’altra testimonianza di consolidamento delle nostre relazioni”. Lo ha annunciato ad askanews il segretario di Stato per gli Affari esteri della Repubblica di San Marino, Luca Beccari, a margine di un incontro al Meeting di Rimini.

“Per San Marino il rapporto con l’Italia è imprenscindibile non solo per ragioni geografiche, ma anche per ragioni culturali e sociali – ha spiegato Beccari -. Noi siamo da sempre attenti al rapporto con l’Italia e investiamo tanto su questo. Il Meeting è un momento importantissimo che valorizza il rapporto italo-sammarinese e a latere si sviluppano sempre incontri importanti a livello ministeriale”. “La visita di oggi del vicepremier Salvini a San Marino – ha aggiunto – è un elemento importantissimo che si innesta in questo quadro così come lo è l’incontro con la sottosegretaria agli Affari esteri Maria Tripodi che rappresenta la Farnesina, con la quale per competenza e per delega ho il mio principale centro di relazione”.

“Credo che le nostre relazioni si costruiscono anche grazie a questi eventi – ha aggiunto Beccari -. San Marino sta affrontando un percorso nuovo, quello di un negoziato per un accordo di associazione con l’Unione europea, attraverso il quale ci proiettiamo verso l’Europa senza dimenticare l’importanza del rapporto bilaterale con l’Italia”. “Il rapporto con l’Italia è doppio: tra Stato e Stato, ma anche fra San Marino e le comunità locali limitrofe e lavoriamo costantemente su questo – ha concluso il segretario -. Negli ultimi tre anni del mio mandato il livello delle relazioni si è rafforzato tant’è che entro la fine dell’anno avremo anche la visita del presidente Mattarella a San Marino che sarà un’altra testimonianza di consolidamento delle nostre relazioni”.