Schillaci: dieta mediterranea essenziale fattore di saluteMilano, 18 lug. (askanews) – “Un’alimentazione sana, soprattutto se basata sulla dieta mediterranea che io chiamo italiana, è un essenziale fattore di salute. La corretta alimentazione è unita all’adeguatezza alimentare e al centro delle nostre attività. A partire dalla necessità di rendere i cittadini sempre più consapevoli che una dieta equilibrata contribuisce in modo significativo a prevenire le malattie croniche non trasmissibili che rimangono una causa principale di morte prematura e di disabilità. Malattie che sono prevedibili, differibili proprio attraverso stili di vita salutari che partono da ciò che mangiamo. Un’alimentazione scorretta associata a stili di vita non salutari favorisce l’aumento dell’obesità, porta a questo con sé malattie come il diabete, patologie cardiovascolari, neoplasie che sono responsabili e a loro volta di un alto, ma soprattutto di anni anche vissuti in cattiva salute. Questo porta a un aggravio anche dei costi sanitari e sociali”. Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto all’Assemblea nazionale di Coldiretti a Milano.
“Obesità e diabete – ha aggiunto il ministro – presentano un andamento preoccupante non solo perché interessa un’ampia parte della popolazione ma anche perché l’età di insorgenza è sempre più precoce. In Italia l’obesità è aumentata purtroppo in maniera rilevante negli ultimi 25 anni soprattutto nelle regioni meridionali. Ecco perché dobbiamo promuovere strategie a tutti i livelli nazionale comportamenti adeguati lungo tutto il corso della vita in modo da ridurre il carico delle malattie croniche non trasmissibili. Dobbiamo farlo con un approccio integrato che coinvolga le politiche educative, economiche, industriali incluso il settore agroalimentare”.
Confcooperative, Stronati: modello impresa competitivo e solidaleRoma, 18 lug. (askanews) – “L’articolo 3 del trattato costitutivo della UE richiama alla necessità di un economia sociale di mercato fortemente competitiva con un elevato livello di tutela. Bene tra la competitività e la tutela ci siamo noi, c’e la cooperazione. L’impresa cooperativa capace di competere sui mercati e allo stesso tempo partecipata mutuale e solidale. Per questo motivo come rappresentanti di cooperative di lavoro siamo oggi qui per mettere all’attenzione su un modello di fare impresa competitivo e solidale”. È quanto afferma Massimo Stronati, presidente di Confcooperative Lavoro e Servizi durante l’iniziativa “Le imprese e la transizione ambientale. L’evoluzione del diritto ambientale tra norme comunitarie e nazionali” presso il Comitato economico e sociale europeo a Bruxelles.
Ostia, Gualtieri presenta 16 minibus Moby city, 12 per LitoraleRoma, 18 lug. (askanews) – Atac continua il rinnovo della flotta bus. Dopo l’entrata in servizio dei primi 43 bus mild hybrid nella rimessa di Portonaccio, sono stati presentati questa mattina a Ostia i nuovi bus interurbani da 8 metri Moby City alla presenza del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, dell’assessore alla Mobilità Eugenio Patane’, del presidente della Commissione mobilità, Giovanni Zannola e del direttore generale di Atac, Alberto Zorzan. Complessivamente, spiega Atac, sono entrati in esercizio 16 bus, in maggior parte (12) nella rimessa di Acilia, che serve la zona del Litorale. Acilia è anche al centro di un progetto del Campidoglio che prevede la realizzazione di un impianto di produzione di idrogeno per alimentazione elettrica tramite fuel-cell che prevede di utilizzare la rimessa Atac come stazione di ricarica per 30 autobus, anch’essi finanziati nell’ambito del progetto. L’intera fornitura dei minibus Moby City si compone di 33 mezzi e si completerà entro i prossimi mesi: i nuovi mezzi sostituiscono tutti i bus euro 3 di taglia analoga presenti nelle rimesse. Hanno a disposizione 14 posti a sedere, e da 23 a 27 posti in piedi, a seconda degli allestimenti interni. Sono tutti dotati di pedana per la salita dei disabili e di posto per la carrozzella. Il posto di guida, chiuso e protetto, garantisce la sicurezza dell’autista, mentre un circuito di videosorveglianza interna al bus tutela quella dei passeggeri. Le ridotte dimensioni, caratteristica principale di questi nuovi bus, consentiranno un servizio più efficace anche su strade strette o impervie. Nel corso del mese di luglio si completerà la fornitura di 118 bus ibridi da 12 metri destinati alla rimessa di Portonaccio. Il piano di rinnovo del parco bus urbano, spiega Atac “procede speditamente: le offerte per i nuovi 110 bus ibridi urbani da 18 metri sono state valutate ed a breve si procederà all’aggiudicazione, mentre per i nuovi 322 bus a metano da 12 metri sono state ricevute le offerte che sono in corso di valutazione”. Entrambe le forniture, previste per il Giubileo, sono appaltate dalla società Giubileo 2025 e vedono Atac come titolare dei contratti di fornitura. Infine, aggiunge Atac “il consistente lotto di 411 nuovi bus elettrici urbani da 12 metri è in corso di gara con scadenza offerte prevista per metà settembre: Atac è stazione appaltante e soggetto attuatore”.
Edison Orizzonte Sociale: pubblicato il Bilancio sociale 2022Milano, 18 lug. (askanews) – Dodici progetti 12 progetti ad alto impatto sociale tra Lombardia, Sicilia e Piemonte, sviluppati con il supporto di 40 partner territoriali e che hanno coinvolto circa 2.000 ragazzi con età media di 13-14 anni, 100 genitori e 1.300 persone delle comunità educanti; e inoltre aiuti umanitari che hanno raggiunto oltre 6.500 persone, grazie al supporto di 12 partner e ai volontari di Edison. Sono alcune delle attività che messe in atto nel 2022 dalla Fondazione EOS-Edison Orizzonte Sociale ETS e ora rendicontate nel Bilancio Sociale 2022.
“Siamo orgogliosi di raccontare il lavoro e i risultati concreti di un percorso partecipato che ha coinvolto tante persone, dal team Eos ai partner territoriali, dalle istituzioni ai volontari di Edison, nella messa a terra di progettualità ad alto impatto sociale – ha detto Francesca Magliulo, direttrice della Fondazione Eos – Edison Orizzonte Sociale – Nel 2022 abbiamo attivato 12 progetti su quattro vettori: rigenerazione sociale urbana, sport accessibile, educazione civica innovativa e sostenibilità delle organizzazioni culturali. Nel prossimo biennio prevediamo di attivarne tanti altri in Campania, Sardegna, Lazio, Puglia e Veneto. Lo scorso anno abbiamo posto le fondamenta del nostro percorso che pone al centro le giovani generazioni: ci impegniamo ad accompagnarle in un percorso di crescita incoraggiando le loro aspirazioni senza imporre i nostri parametri da adulti, ma anche ad imparare da loro, ascoltandoli e rendendoli partecipi delle nostre decisioni e iniziative”. La Fondazione EOS – nata nel gennaio 2021 – è impegnata nella promozione di sviluppo sociale, crescita e educazione di ragazzi e ragazze di età compresa tra gli 11 e i 17 anni, per contribuire a contrastare la povertà educativa, fenomeno in forte crescita in Italia. Opera attraverso un piano triennale 2022-2024 le cui iniziative vengono ideate e implementate in coprogettazione con enti del Terzo Settore già attivi sui territori. Le azioni puntano ad avere un impatto di lungo periodo al fine di lasciare ai territori un’eredità forte e identificabile. La Fondazione si occupa inoltre della misurazione dell’impatto sociale prodotto tramite parametri qualitativi e quantitativi, con l’obiettivo di cogliere i cambiamenti effettivamente generati nella vita dei ragazzi e delle ragazze protagonisti delle iniziative e nell’intera comunità.
Nel corso del 2022, con il supporto di oltre 40 partner di progetto (il 95% dei quali locali) la Fondazione ha coinvolto circa 2.000 ragazzi con età media di 13-14 anni, 100 genitori e 1.300 persone delle comunità educanti. In seguito allo scoppio della crisi ed emergenza umanitaria in Ucraina nel corso dello stesso anno, ha raggiunto oltre 6.500 persone (età media 30 anni, il 13% con età compresa tra gli 11 e i 16 anni), con il supporto di 12 partner e i volontari di Edison. In particolare, “Traiettorie Urbane”, progetto bandiera della Fondazione EOS sul contrasto alla povertà educativa, nel 2022, anno del suo lancio, ha raggiunto quasi 500 ragazzi e ragazze, 40 familiari, 550 persone della comunità educante grazie al supporto di 13 partner. Mentre le iniziative sportive avviate a Milano e Catania, considerate come un’opportunità educativa fondamentale, in partnership con l’Associazione Sportiva Dilettantistica Rugby Milano hanno coinvolto oltre 670 ragazze e ragazzi con un’età media di 13 anni. Il bilancio d’esercizio 2022 si è chiuso con un equilibrio sostanziale tra le donazioni raccolte dalla Fondazione e le erogazioni liberali effettuate. Le elargizioni totali ricevute dalla Fondazione ammontano a 1,2 milioni di euro (il 98% proveniente dal Fondatore, Edison Spa, e il 2% dalla raccolta fondi Rete del Dono per l’emergenza Ucraina). La dotazione annuale è stata interamente destinata alle attività della Fondazione e in via residuale, secondo quanto preventivato, ai costi di esercizio.
Gli investimenti sostenuti nel 2022 ammontano a 1,3 milioni di euro, e comprendono anche l’avanzo di gestione dell’anno precedente impiegato per sostenere attività legata alle emergenze, con particolare riferimento alla crisi ucraina. In particolare, l’88% degli investimenti è stato destinato ai progetti sul territorio (in partnership con gli Enti del Terzo Settore) e il 12% per la gestione ordinaria delle attività di fondazione. Nel 2022, le elargizioni si sono suddivise per il 56% per la rigenerazione sociale urbana, il 16% per lo sport accessibile, il 12% per l’educazione civica, il 16% per la sostenibilità della cultura; mentre su base geografica, il 60% delle elargizioni sono state destinate alla Sicilia, il 38% alla Lombardia e il 2% al Piemonte. Il piano di sviluppo triennale della Fondazione prevede anche un progressivo incremento della dotazione annuale da parte di Edison, da affiancare ad altri fondi ricavati da attività di fundraising e partecipazione a bandi in partnenariato con gli enti del terzo settore attivi sul campo In particolare, l’erogazione liberale relativa all’anno 2023 è stata approvata con un incremento di 200 mila euro rispetto a quella dell’anno precedente per un ammontare complessivo di 1,3 milioni, mentre sempre per quest’anno è atteso un incremento del budget a disposizione dei progetti pari al 32% grazie ai due cofinanziamenti con “Con I Bambini” (uno relativo a “Traiettorie Urbane” e l’altro al nuovo progetto “Criscito” a Napoli).
Schlein: accordo Ue-Tunisia non tiene conto di rispetto dirittiBruxelles, 18 lug. (askanews) – Il memorandum d’intesa firmato domenica a Tunisi per un “partenariato complessivo” tra Ue e Tunisia, che include anche un importante capitolo sulla gestione delle migrazioni irregolari, è una tentativo di esternalizzare la gestione delle frontiere, come è già accaduto con altri casi in passato. Lo ha affermato questa mattina la segretaria del Pd Elly Schlein al termine del pre-vertice dei leader socialisti, a margine del vertice Ue-America latina e Caraibi (Celac) di Bruxelles. “Penso – ha detto – che sia il solito tentativo di esternalizzare le frontiere, senza curarsi del rispetto dei principi di democrazia, e senza curarsi del rispetto dei diritti fondamentali delle persone”.
Quindi – ha continuato Schlein – non condividiamo un approccio che tende, in un’ottica sicuritaria, a focalizzarsi solo sull’aspetto di frenare i flussi migratori, quando però al contempo sappiamo quali sono gli sconvolgimenti che la Tunisia sta vivendo dal punto di vista del rispetto della democrazia, ma anche” dal punto di vista “economico e sociale”. Questo, ha concluso la segretaria del Pd, “è un approccio che abbiamo già visto in passato: l’abbiamo visto con altri paesi, l’abbiamo visto con la Turchia, l’abbiamo visto con la Libia. Non posso trovarmi d’accordo con questo approccio”.
Esperto in attivismo sociale: nuovo Diploma universitario di IUSVEMilano, 18 lug. (askanews) – Formare una nuova figura manageriale impegnata nell’attivismo sociale: è l’obiettivo del nuovo Diploma universitario di primo livello istituito dallo IUSVE – l’Istituto Universitario Salesiano di Venezia e Verona – in “Comunicazione sociale per imprese profit e non profit”. Il percorso accademico formerà quindi una nuova figura manageriale impegnata nell’attivismo sociale, un aspetto che si sta sviluppando sempre di più in un’epoca dove cambiamento climatico, inquinamento, economia circolare e pratiche di sostenibilità diventano sempre più pregnanti.
Il nuovo diploma risponde alle tendenze in atto nel mondo del lavoro, dove le imprese fanno fatica a trovare personale qualificato perché i neolaureati non sono allineati con le competenze richieste, soprattutto a fronte della richiesta di particolari figure professionali legate ai temi -di estrema attualità- come la sostenibilità ambientale, sociale, economica e culturale. Il Bollettino del Sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e Anpal a luglio 2022, evidenzia questo fenomeno registrando oltre il 40% delle imprese che dichiarano difficoltà nel reperimento delle figure ricercate, e circa 204 mila le ricerche di personale per cui le imprese dichiarano difficoltà di reperimento per la “mancanza di candidati per i profili ricercati”. Il primo Diploma/Master universitario di I livello in Comunicazione sociale per imprese profit e non profit IUSVE viene incontro a questa esigenza e aprirà le sue prime lezioni il prossimo ottobre. Il Diploma universitario è pensato anche per chi lavora, dato che i corsi si tengono online di venerdì e sabato (solo i laboratori sono in presenza, 5 weekend a Verona e 3 a Mestre), ed è nato per formare i futuri professionisti nel campo della comunicazione sociale, tanto per le imprese profit quanto per quelle non profit.
Queste figure professionali saranno partecipi alle dinamiche strategiche di un settore delicato e in piena evoluzione, capaci di sviluppare campagne di comunicazione integrata, in sinergia tra online e offline, formate per diffondere, con i dovuti e corretti contenuti, la sostenibilità ambientale, sociale, economica e culturale, rispondendo così a una domanda del mercato lavorativo in costante crescita. Gestire i processi della comunicazione di pubblica utilità permette, infatti, di aprire alle collaborazioni nelle agenzie, nel reparto comunicazione di aziende, organizzazioni non profit, quali Organizzazioni di Volontariato (ODV) e Organizzazioni Non Governative (ONG), fondazioni. Per imparare a far coesistere strategia e creatività, scrittura e immagine, rapporto con le istituzioni e i media, i partecipanti vivranno un percorso con nove insegnamenti frontali e cinque laboratori, per un totale di 344 ore di didattica (60 ECTS), con l’opportunità di svolgere 250 ore di tirocinio presso una delle realtà partner. A questo si aggiungono testimonianze, case study e live experience presso aziende, fiere ed eventi a tema.
“Gli interessi dei consumatori stanno cambiando e anche le dinamiche della comunicazione devono adattarsi alle nuove esigenze di un mercato sempre più attento alla sostenibilità ambientale e sociale, all’economia circolare e all’impegno etico a favore del benessere della collettività – afferma il direttore esecutivo, professore Paolo Schianchi – Questo Diploma Universitario di primo livello è stato pensato per rispondere a una tale richiesta del mercato lavorativo. L’idea è quella di formare professionisti in grado di gestire le future frontiere di ogni forma divulgativa. La nuova figura del manager della comunicazione sociale è quindi pronta a fare il suo ingresso nelle aziende, nelle fondazioni e nel terzo settore per promuovere il corporate social activism”. “Nella mia lunga esperienza in associazioni di volontariato – aggiunge Mariagrazia Villa, vicedirettrice del Diploma universitario – ho imparato che la buona volontà non basta, per comunicare le proprie attività e coinvolgere la comunità nella propria visione e missione. Occorre acquisire e sviluppare delle competenze specifiche, di natura tecnico-manageriale, che consentano di diffondere il bene in modo più professionale e, dunque, efficace. Insomma: le soft skills vanno bene, ma servono anche quelle hard che il nostro diploma universitario si prefigge di far acquisire e sviluppare ai partecipanti”.
Partner del percorso formativo sono realtà Cooperativa sociale Santa Lucia, CSVnet-Centri Servizi per il Volontariato, CSV Padova-Rovigo, Fondazione Iris Ceramica Group, Fondazione ISMU, Greencity Italia, Grenze Arsenali Fotografici, H2O Milano, Libera Associazioni nomi e numeri contro le mafie, Studio LAND, Telefono Amico Italia, Venice Call, Worldrise onlus. La chiusura delle iscrizioni il giorno 6 settembre 2023.
Aborto e guerra in Ucraina, Mosca vuole stop a pillola giorno dopoMilano, 18 lug. (askanews) – Il Ministero della Salute della Federazione Russa vuole limitare le vendite di farmaci come la pillola del giorno dopo e quelli per l’aborto medico, rafforzandone il controllo nelle farmacie e nelle cliniche. Sinora la vendita nelle farmacie russe era abbastanza libera, ufficialmente con prescrizione medica. La notizia ha avuto un certo impatto sui social in russo e in ucraino, facendo tornare in auge una citazione generalmente attribuita al maresciallo sovietico Georgy Zhukov: “le donne ne partoriscono ancora”, uno slogan che indica l’atteggiamento cinico dei capi militari nei confronti delle perdite umane in guerra e del valore attribuito alla vita umana.
La dicotomia aborto e guerra è comunque sempre più in auge nel dibattito non ufficiale, mentre le perdite russe sul campo riguardano da vicino la vexata quaestio della bassa natalità. In particolare le compresse di Postinor (levonorgestrel, un contraccettivo destinato a situazioni eccezionali volte a prevenire la gravidanza entro 72 ore da rapporti sessuali non protetti o il fallimento di metodi contraccettivi meccanici), entro la fine dell’anno passeranno alla cosiddetta “contabilità quantitativa per soggetto” (PKU), un elenco che per ora funziona solo con stupefacenti e psicotropi. I commenti sui social sono i più disparati. Il profilo “Il mio aborto” su Vkontakte difende il diritto femminile a decidere cosa fare del feto, mentre – collegando evidentemente la questione dell’aborto alla guerra in corso in Ucraina – c’è chi è su posizioni diverse e scrive: “Mentre i ragazzi russi stanno versando il loro sangue al fronte, le donne russe stanno versando il sangue dei loro bambini non ancora nati nelle retrovie… Entro 12 settimane, di un bambino nel grembo materno si può già determinare il sesso, ma la medicina non può determinare una persona in questo bambino? L’aborto è un omicidio! L’aborto dovrebbe essere vietato dalla legge!”
Il ministro della Salute della Federazione Russa Mikhail Murashko ha anche aggiunto che i farmaci usati per l’aborto farmacologico “dovrebbero essere strettamente controllati”. In Russia, l’aborto viene eseguito su richiesta di una donna fino a 12 settimane di gravidanza, diverso è invece il tempo concesso in caso di stupro e per ragioni di salute della paziente. I medicinali per l’aborto medico, che vengono utilizzati all’inizio della gravidanza, sono venduti ufficialmente su prescrizione medica.
Nell’agosto 2022, il primo vicepresidente del Comitato per la famiglia, le donne e i bambini della Duma di Stato, Tatyana Butskaya, ha annunciato la preparazione di emendamenti che vietano la vendita di farmaci per l’aborto medico nelle farmacie online. Intanto la Chiesa ortodossa russa ha proposto di consentire l’aborto solo con il consenso del marito. Secondo il capo della commissione patriarcale, il sacerdote Fyodor Lukyanov: gli aborti dovrebbero essere fatti solo con il benestare del consorte, limitati ai motivi medici quando la salute del bambino è minacciata.
Svimez: l’economia del Sud tiene il passo ma una nuova stretta della Bce avrebbe effetti recessiviRoma, 18 lug. (askanews) – L’economia del Sud tiene il passo con quella del resto del Paese, ma un’ulteriore stretta monetaria decisa dalla Bce avrebbe effetti recessivi “più intensi” nel Mezzogiorno. E’ quanto emerge dalle anticipazioni del Rapporto Svimez 2023 sull’economia e la società del Mezzogiorno, che sono illustrati questa mattina nel corso di una conferenza stampa, presso la presidenza del consiglio, dal direttore della Svimez Luca Bianchi, con gli inteventi del ministro agli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il Pnrr Raffaele Fitto e del presidente della Svimez, Adriano Giannola.
Svimez stima una crescita del Pil italiano del +1,1% nel 2023, con un aumento nel Mezzogiorno dello 0,9%, di soli tre decimi di punto percentuale in meno rispetto al Centro-Nord (+1,2%). Dovrebbe confermarsi, quindi, la capacità dell’economia meridionale di tenere il passo con il resto del Paese anche nell’anno in corso, in un contesto di “normalizzazione” della crescita nazionale dopo la ripartenza sostenuta del biennio scorso. Questa capacità potrebbe essere rafforzata, nel secondo semestre dell’anno, da un’efficace conclusione degli interventi relativi al periodo di programmazione 2014-2020 dei fondi europei della coesione”. Tuttavia un’ulteriore stretta monetaria avrebbe effetti recessivi più intensi al Sud. Secondo le stime Svimez, la stretta monetaria operata dalla Bce nel corso del 2023, determinando condizioni più restrittive di accesso al credito, ha avuto un impatto cumulato negativo sulla dinamica del Pil nel triennio 2023-2025 di circa 6 e 5 decimi di punto rispettivamente nel Mezzogiorno e nel Centro-Nord. Un inasprimento dell’intonazione restrittiva della politica monetaria nel 2023 (un incremento di 50 punti base dei tassi ufficiali) avrebbe effetti depressivi più pronunciati nel Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord, contribuendo ad ampliare la forbice nei tassi di crescita tra le due aree di due decimi di punto di Pil. In base alle stime elaborate da Svimez risultano circa 3 milioni i lavoratori al di sotto dei 9 euro in Italia, pari al 17,2% del totale dei lavoratori dipendenti (esclusa la Pubblica amministrazione): circa 1 milione nel Mezzogiorno (pari al 25,1% degli occupati dipendenti) e circa 2 milioni nelle regioni del Centro-Nord (15,9% degli occupati dipendenti). La Svimez, come riportato nelle anticipazioni del Rapporto 2023 sull’economia e la società del Mezzogiorno, ha elaborato una stima dei lavoratori che percepiscono una retribuzione oraria inferiore ai 9 euro lordi. La stima si basa sui microdati dell’indagine continua sulle forze di lavoro dell’Istat aggiornati al 2020, l’ultimo anno per il quale sono disponibili dati sulle retribuzioni disaggregati a livello territoriale.
Secondo il World Travel & Tourism Council’s il turismo in Italia è in forte crescita, vale 194 miliardi
Milano, 18 lug. (askanews) – Il World Travel & Tourism Council’s (WTTC) ha messo in evidenza come il turismo in Italia stia recuperando fortemente dopo la crisi pandemica. Secondo il 2023 Economic Impact Research (EIR) il settore contribuirà al Pil italiano con 194 miliardi, solo il 3% in meno rispetto al picco pre pandemico. Secondo il WTTC, inoltre, si creeranno 65mila posti di lavoro nel corso dell’anno che porteranno il totale degli impiegati a 2,8 milioni.
La ricerca ha anche guardato al futuro di medio periodo e per il 2033 si prevede che il turismo in Italia varrà quasi 237 miliardi di euro, 12% del PIL del Paese e che darà lavoro a 3,3 milioni di persone, ossia un italiano su sette.
Trump su Fox News: metterei fine a guerra in Ucraina in un giornoRoma, 18 lug. (askanews) – L’ex presidente degli Stati Uniti, che sarà nuovamente candidato alla Casa Bianca nel 2024, intende far leva sui suoi “buoni rapporti” con Zelensky e Putin per portarli rapidamente al tavolo delle trattative.
Se rieletto Presidente degli Stati Uniti nel 2024, Donald Trump porrà fine alla guerra in Ucraina “in un giorno”. L’ex capo dello Stato lo aveva assicurato ai primi di maggio durante un’intervista al canale di notizie inglese conservatore GB News, al microfono di Nigel Farage, artefice della Brexit. Candidato a un secondo mandato nel 2024, il sulfureo miliardario americano è tornato nel dettaglio su questo celebre piano, nel corso di un programma in onda su Fox News domenica 16 luglio. Per influenzare l’esito del conflitto, Donald Trump intende soprattutto utilizzare i suoi “buoni rapporti” con i presidenti ucraino e russo, Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin, per costringerli a sedersi al tavolo dei negoziati. “Conosco Zelensky molto bene, e Putin ancora meglio, ha affermato l’ex presidente. Ho avuto un ottimo rapporto con i due.
Quando il giornalista di Fox News che lo interroga ribatte che non saranno certo i suoi “collegamenti” a fermare i bombardamenti, Trump chiarisce le sue parole. “A Zelenskyj direi: basta, devi fare un accordo”, ha detto l’ex presidente. “E direi a Putin: se non fai un accordo, daremo molto (all’Ucraina, ndr). Più di quanto avrebbero mai ottenuto “. E insiste: “Concluderò l’accordo in un giorno”. Se queste dichiarazioni fanno sorridere, è perché sembrano, allo stato attuale delle cose, perfettamente utopistiche, dal momento che le esigenze di ciascun campo rimangono totalmente incompatibili. All’inizio dell’anno, Vladimir Putin ha chiarito che avrebbe negoziato solo se l’Ucraina avesse accettato le “nuove realtà territoriali”, vale a dire l’annessione delle quattro oblast ucraine di Donestk, Lugansk, Kherson e Zaporizhia.
L’Ucraina, da parte sua, chiede il ripristino dell’”integrità territoriale” del Paese, quindi il ritorno ai confini prebellici, oltre al risarcimento e alla punizione per i crimini di guerra. Due posizioni, per il momento, inconciliabili. Donald Trump ha anche approfittato del suo tempo su Fox News per attaccare il suo successore Joe Biden, che accusa di non essere in grado di trattare con i leader mondiali. Questi ultimi «sono persone intelligenti, compreso Macron in Francia, compreso Putin”, ha sottolineato l’ex inquilino della Casa Bianca. “Queste persone sono veloci, dure, generalmente cattive e al top del loro gioco”. Viceversa, secondo lui, Joe Biden “non ha idea di cosa stia accadendo”, e questo in un periodo che è “il più pericoloso della storia” degli Stati Uniti.