Al Salotto delle Alchimie serata d’estate di Marzia RoncacciRoma, 14 lug. (askanews) – Una serata con tanti amici al Salotto delle Alchimie, uno dei locali più attraenti di Roma, organizzata da Marzia Roncacci, giornalista e conduttrice da 10 anni dello spazio d’informazione su RAI2, oggi Tg2 Italia, ma anche una Festa d’estate di fine programmazione dove festeggiare con personaggi dello spettacolo, della politica, della Tv, i risultati raggiunti di una stagione piena di ascolti.
Il programma del mattino dalle 10 alle 11, capitanato da Marzia Roncacci, è riuscito a fidelizzare con i telespettatori, che apprezzano il genere non urlato, e aumentano sempre di più . Lungo l’elenco degli amici presenti all’evento, tra questi Maria Rita Parsi, Patrizia Pellegrino, Carolyn Smith , Stefania Orlando (con il nuovo compagno) , Anna Falchi , Anadela Serra Visconti (medico estetico), il prof. Francesco Cognetti, la campionessa del mondo di ballo Oxana Lebden, Marcello Cirillo , Agostino Penna, Luca Palamara, il prof. Maurizio Valeriani chirurgo estetico dei Vip, Roberto Casalino autore di Tiziano Ferro, Sergio Cerruti presidente Afi, Vira Carboni, Adriana Pannitteri del Tg1.
Acqua e crisi climatica, due giorni di studio e confronto a ParmaRoma, 14 lug. (askanews) – La centralità che l’acqua sta assumendo sempre più negli equilibri ambientali, economici, sociali, soprattutto in relazione agli effetti del cambiamento climatico, obbliga a una seria riflessione di prospettiva da parte delle istituzioni e dei portatori di interesse sulla gestione sostenibile della risorsa idrica. Gli eventi alluvionali di maggio in Emilia-Romagna insegnano.
Per queste ragioni l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po ha deciso di organizzare, oggi e domani a Parma, con il supporto dell’Associazione nazionale per il clima Globe Italia, due giornate di studio e di confronto sul tema, che consentiranno di formulare una serie di proposte concrete, fondate su solide basi scientifiche, al fine di contribuire a un piano nazionale integrato, attento alle esigenze dell’uomo e della natura. Secondo i promotori di “Acqua – Fronte comune contro la crisi climatica”, proprio la crisi climatica impone l’attuazione di azioni urgenti e concrete in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e del Green Deal europeo; la siccità e le alluvioni improvvise sono tra le criticità più manifeste di questo mutamento in atto.
L’obiettivo è quello di rendere questo appuntamento, oggi al suo battesimo, un focus di approfondimento con cadenza annuale, che possa rappresentare un punto di riferimento nazionale per fare fronte comune e affrontare unitariamente questa importante sfida, epocale per l’intero pianeta.
Biennale Danza, Cicutto: forte sinergia tra palco e pubblicoVenezia, 14 lug. (askanews) – “Le arti performative, le arti dal vivo, mettono il soggetto stesso, cioè la persona, il regista, il coreografo, il danzatore, l’attore, in contatto con gli altri, in una sinergia molto più forte. E se questa sinergia esprime i sentimenti della contemporaneità anche in termini emotivi: il risultato credo sia un dialogo diretto con chi sta sul palcoscenico e chi invece sta giù. Quello che fa quest’anno McGregor è proprio questo, cioè scambiare questi flussi chimici che rompono ogni separazione fra chi sta su un palcoscenico in mezzo alla gente e chi invece lo guarda. E c’è un coinvolgimento emotivo molto molto forte”. Lo ha detto il presidente della Biennale di Venezia, Roberto Cicutto, presentando ad askanews la 17esima edizione della Biennale Danza, intitolata “Altered States” e diretta, per il terzo anno, da Wayne McGregor.
Biennale Danza 2023, energia e consapevolezza nascono dal corpoVenezia, 14 lug. (askanews) – C’è la chimica dei nostri corpi e dei nostri cervelli al centro della Biennale Danza 2023, evento chiave per capire dove va il movimento contemporaneo e continuare a esplorare i confini di una pratica sempre più decisiva sulla scena internazionale. Per il suo terzo anno di direzione artistica Wayne McGregor ha scelto di intitolare questa Biennale “Altered States” e ha messo in cartellone nove prime mondiali.
“Abbiamo bisogno di essere costantemente in uno stato di cambiamento – ha detto il direttore ad askanews -. Una delle cose stupefacenti che fa il teatro, una delle cose fantastiche che fa la danza, è proprio che ci cambiano fisicamente mentre li guardiamo. E tutti gli artisti presenti qui al festival hanno questa capacità”. Altre parole chiave per questa 17esima edizione della Biennale Danza sono “coscienza” e “consapevolezza”, ma considerate nelle loro molteplici varianti e, soprattutto, alla luce del processo che le fa generare in noi. “La nostra consapevolezza – ha aggiunto McGregor – viene in primo luogo da un elemento somatico, è dal corpo che le sensazioni arrivano al cervello e a quel punto noi siamo in grado di percepirle. L’elemento diretto della danza è che ci tocca in tempo reale in tutti i nostri sensi”.
Molto spazio è riservato al lavoro del College e dei giovani coreografi in generale, tanto che per la giornata inaugurale sono stati scelti spettacoli di due di loro, Andrea Pena e Oona Doherty. A fare in qualche modo da nume tutelare c’era però il Leone d’Oro alla carriera, la leggendaria artista Simone Forti, che ha ispirato molte delle pratiche della danza contemporanea a cui è dedicata una mostra retrospettiva all’interno della Biennale, realizzata insieme al MoCA di Los Angeles. Alla cui inaugurazione ha partecipato anche il presidente dell’istituzione veneziana, Roberto Cicutto. “Wayne McGregor – ci ha detto – fin dall’inizio ci ha raccontato veramente non la contemporaneità, ma anche quello che si sta seminando per il futuro. Parte dal corpo, parte dalla chimica del corpo, quest’anno addirittura parte dagli stati d’animo e dai passaggi chimici che nel nostro corpo e nel nostro cervello producono i movimenti o viceversa, dai movimenti che producono questi flussi chimici. Semplicemente, o in modo complicato, si tratta di parlare di energia”. Un’energia che si rivolge anche verso il pubblico e che alimenta le attese per il festival. “Mi aspetto delle montagne russe emotive – ha concluso Wayne McGregor – mi aspetto una danza potente e viscerale, ma anche meditativa e riflessiva. Mi aspetto di vedere danzare in luoghi sorprendenti e con oggetti sorprendenti”.
Quello che “Altered States” promette è anche una sfida alle ortodossie tradizionali della danza per arrivare poi a un’esperienza del nostro corpo rinnovato.
Dopo gli sceneggiatori, in sciopero anche gli attori di HollywoodRoma, 13 lug. (askanews) – Ancora alta tensione a a Hollywood. Dopo il fallimento delle trattative tra i maggiori studi americani e il potente sindacato degli attori, che denunciava proposte salariali “insulse”, gli attori hanno deciso di scioperare. Una decisione che dovrebbe paralizzare completamente Hollywood. “Il consiglio nazionale di SAG-AFTRA ha votato all’unanimità un ordine di sciopero contro studi e emittenti”, ha annunciato giovedì sera Duncan Crabtree-Ireland, direttore esecutivo nazionale di questo sindacato che rappresenta 160.000 attori e altri professionisti del piccolo e grande schermo. Gli attori si uniscono così agli sceneggiatori, già in sciopero dall’inizio di maggio.
“Dopo più di quattro settimane di trattative”, il precedente accordo è scaduto mercoledì sera a mezzanotte senza alcuna speranza di conciliazione, aveva rilevato in giornata il sindacato SAG-AFTRA, principale rappresentante degli attori americani. Le sue posizioni sono troppo lontane da quelle dell’Alliance of Film and Television Producers (AMPTP), che riunisce storici gruppi cinematografici come Disney, NBC Universal, Paramount, Warner Bros Discovery e Sony, e piattaforme digitali come Netflix, Amazon o Sony. Mela. “Le risposte dell’AMPTP alle proposte più importanti del sindacato sono state offensive e irrispettose nei confronti del nostro contributo vitale a questo settore. I datori di lavoro si sono rifiutati di essere coinvolti in modo significativo su alcune questioni e su altre ci hanno completamente ignorato “, ha scritto il sindacato in una dichiarazione rilasciata giovedì. Questo doppio movimento sociale che riunisce i volti e le penne dell’industria cinematografica è il primo dal 1960 a Hollywood.
I due settori chiedono un aumento del loro compenso, in ribasso nell’era dello streaming. Vogliono anche garanzie sull’uso dell’intelligenza artificiale, per evitare che l’IA generi script o cloni la loro voce e immagine. Lo sciopero degli attori è un duro colpo per i capi degli studi e delle piattaforme di streaming. Da maggio le uniche produzioni che hanno deciso di girare lo fanno sulla base di sceneggiature già completate in primavera, senza poterle modificare. Questo è particolarmente vero per il prequel de Il Signore degli Anelli finanziato da Amazon, The Rings of Power. Ma, senza attori, le riprese semplicemente non sarebbero possibili. Solo pochi talk show e reality show potrebbero continuare. red
Un’ora colloquio Mattarella-Meloni, confronto anche sulla giustiziaRoma, 13 lug. (askanews) – L’atteso colloquio tra Sergio Mattarella e Giorgia Meloni si è tenuto oggi al Quirinale. Al termine del Consiglio supremo di difesa, i due si sono chiusi nello studio alla Vetrata, per quasi un’ora di faccia a faccia definito dal Quirinale “cordiale e costruttivo”.
Al termine bocche cucite sull’andamento del confronto. Da fonti di governo si apprende solo che è stato un incontro ad “ampio raggio”, come avviene di frequente, sui temi al centro dell’agenda di governo, quindi anche la giustizia. Proprio questo era il tema più “caldo”, dopo le polemiche sui casi Santanchè, Delmastro e La Russa che hanno agitato l’esecutivo e aperto uno ‘scontro’ tra governo e magistratura. Ieri, parlando a Vilnius al termine del vertice Nato, la premier aveva assicurato di non volere “alcun conflitto” con le toghe, intestandosi però la nota informale di Palazzo Chigi della scorsa settimana in cui si accusava parte della magistratura di fare “opposizione” e “campagna elettorale”. Ad alzare la tensione, poi, è arrivata anche l’uscita del ministro della Giustizia Carlo Nordio sulla necessità di “rimodulare” il concorso esterno in associazione mafiosa, ipotesi subito stoppata dal sottosegretario alla Presidenza (e magistrato) Alfredo Mantovano. In questo clima sono stati letti come due segnali il fatto che Mattarella non abbia ancora firmato il Ddl di riforma della giustizia per l’invio alle Camere e che ieri, proprio mentre Meloni parlava in conferenza stampa, avesse ricevuto Margherita Cassano, Prima Presidente della Corte di Cassazione e Luigi Salvato, Procuratore Generale della Corte di Cassazione. Non è escluso che, nel corso del colloquio, il capo dello Stato – che è anche presidente del Csm – abbia auspicato un abbassamento dei toni, anche per mettere le Camere in grado di esaminare con la necessaria serenità la riforma. Sul via libera alla presentazione alle Camere infatti è difficile che il capo dello Stato abbia nulla da eccepire visto che poi toccherà al parlamento pronunciarsi, si tratta di un ddl e non di un decreto che entra immediatamente in vigore. Inoltre non è escluso che nel percorso tra le due Camere anche il governo possa modificare le sue intenzioni iniziali. Meloni ha poi ragguagliato Mattarella sugli esiti del vertice Nato, con l’Italia che ha portato avanti una linea di massima unità dell’Alleanza nel sostegno all’Ucraina ma ha anche chiesto maggiore attenzione al fianco Sud dell’Europa. Probabile che abbia anche comunicato a Mattarella l’invito ricevuto alla Casa Bianca da Joe Biden per il 27.
Sicuramente ha poi aggiornato Mattarella sull’attuazione del Pnrr. Due giorni fa il governo ha approvato le modifiche agli obiettivi previsti per ottenere la quarta rata, su cui sarà necessario un confronto con Bruxelles, mentre ancora si attende lo sblocco della terza. Meloni ieri ha assicurato di essere “ottimista” per entrambe le tranche, anche se l’opposizione chiede di fare chiarezza.
Un’ora di colloquio Mattarella-Meloni, confronto anche su giustiziaRoma, 13 lug. (askanews) – L’atteso colloquio tra Sergio Mattarella e Giorgia Meloni si è tenuto oggi al Quirinale. Al termine del Consiglio supremo di difesa, i due si sono chiusi nello studio alla Vetrata, per quasi un’ora di faccia a faccia definito dal Quirinale “cordiale e costruttivo”.
Al termine bocche cucite sull’andamento del confronto. Da fonti di governo si apprende solo che è stato un incontro ad “ampio raggio”, come avviene di frequente, sui temi al centro dell’agenda di governo, quindi anche la giustizia. Proprio questo era il tema più “caldo”, dopo le polemiche sui casi Santanchè, Delmastro e La Russa che hanno agitato l’esecutivo e aperto uno ‘scontro’ tra governo e magistratura. Ieri, parlando a Vilnius al termine del vertice Nato, la premier aveva assicurato di non volere “alcun conflitto” con le toghe, intestandosi però la nota informale di Palazzo Chigi della scorsa settimana in cui si accusava parte della magistratura di fare “opposizione” e “campagna elettorale”. Ad alzare la tensione, poi, è arrivata anche l’uscita del ministro della Giustizia Carlo Nordio sulla necessità di “rimodulare” il concorso esterno in associazione mafiosa, ipotesi subito stoppata dal sottosegretario alla Presidenza (e magistrato) Alfredo Mantovano. In questo clima sono stati letti come due segnali il fatto che Mattarella non abbia ancora firmato il Ddl di riforma della giustizia per l’invio alle Camere e che ieri, proprio mentre Meloni parlava in conferenza stampa, avesse ricevuto Margherita Cassano, Prima Presidente della Corte di Cassazione e Luigi Salvato, Procuratore Generale della Corte di Cassazione. Non è escluso che, nel corso del colloquio, il capo dello Stato – che è anche presidente del Csm – abbia auspicato un abbassamento dei toni, anche per mettere le Camere in grado di esaminare con la necessaria serenità la riforma. Sul via libera alla presentazione alle Camere infatti è difficile che il capo dello Stato abbia nulla da eccepire visto che poi toccherà al parlamento pronunciarsi, si tratta di un ddl e non di un decreto che entra immediatamente in vigore. Inoltre non è escluso che nel percorso tra le due Camere anche il governo possa modificare le sue intenzioni iniziali. Meloni ha poi ragguagliato Mattarella sugli esiti del vertice Nato, con l’Italia che ha portato avanti una linea di massima unità dell’Alleanza nel sostegno all’Ucraina ma ha anche chiesto maggiore attenzione al fianco Sud dell’Europa. Probabile che abbia anche comunicato a Mattarella l’invito ricevuto alla Casa Bianca da Joe Biden per il 27.
Sicuramente ha poi aggiornato Mattarella sull’attuazione del Pnrr. Due giorni fa il governo ha approvato le modifiche agli obiettivi previsti per ottenere la quarta rata, su cui sarà necessario un confronto con Bruxelles, mentre ancora si attende lo sblocco della terza. Meloni ieri ha assicurato di essere “ottimista” per entrambe le tranche, anche se l’opposizione chiede di fare chiarezza.
Roma, Gualtieri: crisi Ama è effetto di scelte consiliatura RaggiRoma, 13 lug. (askanews) – La crisi attuale di Ama “è stato l’effetto delle scelte sbagliate della scorsa consiliatura. Lo vedrete nella relazione che domani sarà presentata: è stato bloccato l’acquisto dei grandi mezzi, perché si è pensato che una grande città come Roma si potesse gestire solamente con il porta a porta e con i mezzi piccoli. Per cui non sono stati comprati i mezzi grandi. Non ci stanno. È stata fatta un’unica gara, fatta talmente male che il Tar l’ha annullata”. Lo ha detto il sindaco di Roma Roberto Gualtieri a margine dell’inaugurazione della Festa dell’Unità di Roma, a chi gli chiedeva quando le strade di Roma sarebbero tornate pulite. “C’è stato un problema con la flotta, legato anche a irregolarità che sono state scoperte nella gestione impropria nelle manutenzioni, e noi abbiamo chiesto un cambio di passo all’Ama – ha continuato Gualtieri-. Domani ci sarà infatti un Cda straordinario. La strada è quella che abbiamo tracciato: un nuovo piano industriale, l’acquisto di nuovi mezzi. Le strade torneranno pulite, certo. Torneranno pulite quando l’azienda recupererà questi limiti e saprà rilanciare la flotta. Noi abbiamo una flotta vecchia, più di 13 anni, quando dovrebbe averne non più di otto”.
Meloni: la creazione di una Zes unica è un grande risultato dell’Italia per le regioni del SudRoma, 13 lug. (askanews) – “Grande risultato dell’Italia: luce verde della Commissione europea alla creazione di una Zona Economica Speciale unica per le regioni del Sud. Un’importante svolta per rafforzare l’intero Mezzogiorno, riducendo i divari con il resto della Nazione e dell’Ue”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“Siamo però convinti che questo obiettivo debba essere raggiunto abbandonando la logica assistenzialista che non funziona, ma dando opportunità di lavoro e crescita e rendendo queste aree dell’Italia competitive e attrattive per investimenti ed imprese – aggiunge Meloni -. La ZES unica va esattamente in questa direzione e costituisce un cambio di passo per l’economia del Sud. Bene anche l’apertura di un dialogo con la Commissione Ue per modificare e rendere permanente la misura della Decontribuzione Sud, un intervento che il Governo aveva già prorogato fino alla fine del 2023 e che si è dimostrato molto efficace”.
Porta (Pd): riorganizzare la rete consolare in SudamericaRoma, 13 lug. (askanews) – “La rete consolare italiana è in sofferenza. Si tratta di intervenire per assicurare maggiori risorse, umane ed economiche, per venire incontro alle aumentate esigenze di una collettività sempre più numerosa ed esigente, soprattutto in Sudamerica. Tra gli interventi necessari anche la promozione di alcune sedi e l’istituzione di nuove agenzie consolari”. Così Fabio Porta, deputato del Pd eletto nella circoscrizione estero, ripartizione America Meridionale in una nota.
“Ho presentato una prima interrogazione relativa alla rete consolare argentina, e altre ne seguiranno con riferimento alle principali collettività in America Meridionale. Tra i consolati già esistenti, quello di Mendoza sta per essere elevato al rango di Consolato Generale; nella mia interrogazione propongo di garantire lo stesso status anche a quello di Mar del Plata, importante città portuale dove vive una numerosissima comunità italiana e dove da alcuni anni è stata istituita la prima ‘cattedra italica’ al mondo”, ha aggiunto. “Venendo incontro alle richieste raccolte durante la mia recente visita alla collettività e alle autorità locali a Neuquèn ritengo opportuno l’apertura in questa città di una agenzia consolare di carriera, che risponda tanto alle enormi dimensioni della circoscrizione consolare di Bahia Blanca che alle aspettative dei nostri connazionali e al potenziale economico della regione patagonica. Infine l’area metropolitana di Buenos Aires, che soffre da alcuni anni per la chiusura del consolato onorario di San Isidro, dove oggi potrebbe essere installata una nuova agenzia consolare di carriera. Sono certo che il Ministero degli Affari Esteri vorrà convenire sulla funzionalità nonchè sull’opportunità di queste proposte, dando seguito alle relative procedure per la formalizzazione di quanto richiesto con la mia interrogazione”, ha concluso.