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Vino, Marotta vince Master Ais della Falanghina del Sannio 2024

Vino, Marotta vince Master Ais della Falanghina del Sannio 2024Milano, 8 apr. (askanews) – La seconda edizione del Master sulla Falanghina del Sannio, che ha visto la partecipazione di venti concorrenti provenienti da tutta Italia, si è conclusa con la vittoria di Stella Marotta, sommelier campana di Capaccio (Salerno), che ha prevalso di un soffio sul concorrente Andrea Peruzzi di Cesena, a cui è andato il premio miglior comunicatore della Falanghina del Sannio. Terzo posto per Marco Curzi di Riccione.


La giuria era composta dal presidente nazionale dell’Ais, Sandro Camilli, dal presidente di Ais Campania, Tommaso Luongo, dal responsabile nazionale e campano dei Concorsi Ais, Maurizio Zanolla e Luca Matarazzo, dal presidente e dal direttore del Consorzio Tutela Vini Sannio, Libero Rillo e Nicola Matarazzo, da Pasquale Carlo di Sannio Academy, e dall’enologo Angelo Pizzi.

Federvini: Belgio contro spot alcolici, si rischia nuovo caso Irlanda

Federvini: Belgio contro spot alcolici, si rischia nuovo caso IrlandaMilano, 8 apr. (askanews) – “L’impegno del settore per tutelare i minori non è in discussione, restiamo convinti che vadano fatti sforzi per contrastare ogni forma di promozione delle bevande alcoliche verso i minori, così come è massimo l’impegno per combattere l’abuso di alcol, come dimostrano l’iniziativa ‘No Binge’ promossa da Federvini in collaborazione con diverse università italiane, e in sede europea iniziative quali ‘Wine in Moderation’. Tuttavia non possiamo non denunciare i rischi di un provvedimento come quello belga e per questo auspichiamo che l’Italia intervenga con decisione e puntualità nella sede prevista, attraverso un parere circostanziato entro la scadenza prevista del 22 aprile”. Lo dichiara la presidente di Federvini, Micaela Pallini, commentando il decreto che il Belgio ha notificato nel gennaio scorso alla Commissione europea, che, introduce importanti forme di tutela nei riguardi dei minori, tra l’altro “autorizzando il ministero della Salute belga a sviluppare un’avvertenza sanitaria che dovrà comparire in tutte le forme di pubblicità delle bevande alcoliche”.


“Da un lato, infatti, l’ampia definizione che viene data di ‘pubblicità’ rende il campo di applicazione della norma belga pressoché sconfinato, con il rischio che anche un’etichetta o elementi tipici della presentazione di una bevanda alcolica possano rientrare nella definizione di pubblicità e, quindi, obbligati a riportare il messaggio sulle avvertenze sanitarie” precisa Federvini, aggiungendo che “dall’altro lato, l’avvertenza sanitaria, il cui contenuto e forma saranno decisi dal ministero della Salute belga, lasciano i produttori italiani di vini, aperitivi, amari, liquori e distillati Made in Italy nell’ambiguità più totale, non avendo alcun elemento per poter valutare nel complesso il provvedimento, con l’aggravante di non poter ricorrere a nessun altro messaggio equivalente”. Alla luce di questa nuova iniziativa belga, e dopo il caso degli “health warning” introdotti dall’Irlanda, Federvini ribadisce l’importanza che non vengano prese singole iniziative nazionali non allineate a livello europeo, “in quanto tali azioni unilaterali potrebbero compromettere l’armonizzazione normativa e l’efficacia complessiva delle misure comunitarie”.


“Se la pubblicità delle bevande alcoliche in tutta l’Ue è materia già regolamentata, in Italia con il codice dell’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria prima, e con le linee guida promosse dalla Federazione stessa poi, abbiamo voluto scrivere nero su bianco che è vietata verso i minori qualsiasi forma di pubblicità diretta e indiretta” prosegue Pallini, concludendo “il vero rischio che si cela dietro al provvedimento belga è di ritrovarci fra qualche anno un messaggio sanitario sulla falsariga di quello irlandese!”.

Vino, Vignaioli Valle di Mezzane: pronta la Carta dei nostri suoli

Vino, Vignaioli Valle di Mezzane: pronta la Carta dei nostri suoliMilano, 8 apr. (askanews) – E’ terminato il lavoro di zonazione commissionato dalle aziende dei Vignaioli Valle di Mezzane. Lo ha annunciato lo stesso gruppo di tredici produttori con Cantine e vigneti di proprietà nella bella valle dell’Est veronese, spiegando che lo studio realizzato dal pedologo Giuseppe Benciolini è ora in elaborazione per la stampa.


Il volume con le Carte dei suoli, curato dall’esperto studioso già autore della zonazione in Soave, Valpolicella, Prosecco, Cartizze e Lambrusco Reggiano, rappresenta una delle attività che questi vignaioli hanno intrapreso per caratterizzare i suoli della Vallata di Mezzane e metterli in relazione con i profili peculiari dei loro vini. L’obiettivo principale dei Vignaioli Valle di Mezzane è infatti la valorizzazione del territorio in cui vivono e lavorano, producendo vini a Denominazione Valpolicella e Soave. La conoscenza approfondita del territorio, dai terreni al clima, “è il primo passo per amalgamarsi e, quindi, per saper raccontare agli altri la propria realtà che ha radici in una vallata amena e ben conservata”.

Vino, per Montina nuovo posizionamento del brand e identità visiva

Vino, per Montina nuovo posizionamento del brand e identità visivaMilano, 8 apr. (askanews) – La Cantina della Franciacorta Montina avvia una nuova fase con un diverso posizionamento del brand, naming e identità visiva. “Innanzitutto il nostro nome diventa ‘Montina’: rinunciamo all’articolo ‘La’ che ci ha accompagnato per lunghi anni, in favore di un nome più netto, semplice e affettuoso” ha spiegato Michele Bozza, Ad dell’azienda famigliare di Monticelli Brusati (Brescia), presentando “le nuove etichette dalle tinte morbide e terrose”, e “con la tiara papale che rimanda alle nostre origini in un abito più pulito e bello, per esaltare l’attenzione alle cose ben fatte, l’amore per la tradizione e insieme la consapevolezza della modernità, la passione grata per le nostre terre”.


In questa operazione di restyling, che avviene esattamente dieci anni dopo la prima, c’è la volontà di rendere Montina “un concetto che rispecchi pienamente l’identità dell’azienda e delle persone che ne fanno parte”. La tiara papale “è un omaggio al valore e alla tradizione tramandati dalle generazioni precedenti, dai fondatori di Montina agli avi di Papa Paolo VI e ai viticoltori della famiglia Bozza”. Accanto al copricapo del Pontefice, nel nuovo logo appaiono anche i leoni simbolo di Brescia, “che rappresentano il legame profondo con il territorio della Franciacorta che ha dato origine a tutta la storia aziendale”. L’evoluzione continua nel nuovo design, con la selezione del colore aziendale “che riflette l’anima della terra, derivante dalla fusione dei suoli dei vigneti a Montina”. Ricerca che si estende infine anche alle nuove etichette, dove un carattere fine ed elegante è accompagnato dai colori, più sobri e ricercati rispetto al passato, “che riflettono il carattere e l’espressività dei vini che accompagnano”. All’interno della seicentesca Villa Baiana, acquistata nel 1982 dalle monache Dorotee e oggi dedicata all’accoglienza, alla ristorazione e agli eventi, sorge dal Duemila la prima “Galleria di Arte Contemporanea della Franciacorta” (dove sono esposte stabilmente le opere del milanese Remo Bianco), che ospita mostre personali di artisti contemporanei tra sale, cantine e vigneti. La passione per l’arte della famiglia Bozza, si è recentemente rafforzata dall’incontro con Marzia Boaglio, “story art designer” torinese, che ha contribuito al progetto di restyling curato da Alberto Ferrari.


La prima vendemmia della Montina risale al 1987, pochi mesi dopo la sua fondazione per mano di tre dei sette fratelli Bozza, Vittorio, Gian Carlo e Alberto. Nel 2007 la gigantesca Cantina è stata completamente interrata sotto la collina, con il vantaggio di poter avere una temperatura stabile tra i 13 e i 15 gradi. Complessivamente l’azienda conta su 72 ettari vitati tra vigne di proprietà, in affitto a lungo termine e di conferitori, all’80% coltivati a Chardonnay e i restanti a Pinot Nero, a cui sommare cinque ettari di nuovi impianti a Pinot Bianco. Nel 2023 la Cantina, celebre tra i tifosi milanesi per la bottiglia “La Montina AC Milan Franciacorta Docg Brut”, ha prodotto 450mila bottiglie, di cui il oltre il 92% di Spumante Metodo Classico Docg, per un fatturato complessivo di circa 6,3 milioni di euro, di cui circa il 12% derivante dall’export. Significativi in questo senso, anche gli introiti derivanti dalla frequentatissima enoteca che completa le attività della tenuta.

Vino, Crealis: capsula è uno scudo efficace contro muffe e batteri

Vino, Crealis: capsula è uno scudo efficace contro muffe e batteriMilano, 7 apr. (askanews) – “La capsula rappresenta uno scudo igienico efficace contro la trasmissione di batteri e muffe”. È quanto emerge dai test di laboratorio commissionati da Crealis a CSI, polo di riferimento europeo per la verifica e la certificazione della conformità di materiali e prodotti che, in accordo con l’azienda, ha messo a punto e utilizzato un protocollo per comparare la qualità igienica di bottiglie di vino con e senza la lamina protettiva. A renderlo noto è la stessa Crealis, gruppo internazionale leader nelle soluzioni di chiusura e sovratappatura per vini fermi e spumanti, spiegando che secondo le prove effettuate, “la capsula ha azzerato la presenza sul collo della bottiglia di muffe e batteri, mentre se ne è registrata una crescita intensa (con presenza di colonie diffusa e abbondante su tutta superficie campionata) in quelle senza”.


“Abbiamo voluto cercare la prova scientifica di ciò che sosteniamo da sempre: la capsula ha un ruolo in primis funzionale ed erige un’insostituibile barriera igienica protettiva” ha commentato Michele Moglia, Ceo del gruppo internazionale, sottolineando che “in questo senso rappresenta il miglior alleato sia del consumatore che del produttore, evitando contaminazioni del collo della bottiglia dal momento dell’imbottigliamento al consumo. Non è un caso che denominazioni come lo Champagne e il Prosecco – ha concluso – abbiano deciso di renderla obbligatoria dopo la direttiva Ue che rendeva facoltativa la protezione per gli sparkling”. Il protocollo studiato da CSI ha indagato infatti l’effetto protettivo proprio sulla parte terminale della bottiglia “che, oltre ad essere il punto più facilmente e frequentemente toccato con le mani da potenziali acquirenti prima e dai consumatori finali dopo, in fase di consumo va a contatto con il vino versato”. Da un punto di vista operativo, il laboratorio ha esaminato una campionatura di diversi tipi bottiglie con e senza capsula, “verificando la presenza di batteri e muffe sul collo delle bottiglie dopo averle appositamente contaminate con ceppi batterici di Escherichia coli e di Staphylococcus aureus, e con pool di ceppi fungini”. Per sensibilizzare anche i consumatori su questo tema, il gruppo Crealis, che produce globalmente oltre cinque miliardi di pezzi l’anno, ha annunciato che realizzerà una campagna informativa per mettere in evidenza i risultati dello studio.

Dal 15 al 21 aprile in 26 enoteche focus su Pinot Nero Oltrepò Pavese

Dal 15 al 21 aprile in 26 enoteche focus su Pinot Nero Oltrepò PaveseMilano, 7 apr. (askanews) – Dal 15 al 21 aprile, in 26 enoteche di tutta Italia associate a Vinarius, si terrà “Oltrepò Wine Experience”, una settimana di degustazioni con i Pinot Nero Doc di venti Cantine dell’Oltrepò Pavese. Si tratta della seconda edizione dell’iniziativa organizzata da Paviasviluppo e dall’associazione Vinarius, dopo quella dedicata al Metodo Classico Docg dello stesso territorio.


Le Cantine che hanno aderito all’iniziativa sono: Agricola Pietro Torti Di Torti Alessandro, Azienda Agricola Il Poggiolo Di Delmonte Pietro, Azienda Agricola Manuelina, Azienda Agricola Montelio, Azienda Agricola Quaquarini Francesco, Azienda Agricola Cordini Enrico, Calatroni Vini, Castello Di Luzzano, Fiamberti Vini, Finigeto, Giorgi, La Piotta Di Padroggi Luigi E Figli, Lefiole, Losito E Guarini, Rebollini Bruno, Societa’ Agricola La Costaiola, Tenuta Belvedere, Tenuta Frecciarossa, Tenuta Travaglino e Torti “L’eleganza Del Vino”. “Le nostre aziende vitivinicole sono attese a importanti eventi nazionali e internazionali, con i quali la Camera di Commercio prosegue la sua azione di valorizzazione delle qualità delle produzioni locali” ha affermato il commissario straordinario di Paviasviluppo, Giovanni Merlino, sottolineando che “l’Oltrepò ha i numeri e la qualità per puntare in alto ma occorre rafforzare l’immagine complessiva del territorio e condividere una strategia di marketing all’interno di un Piano di attrattività turistica”.


“Crediamo fortemente in questa iniziativa che porterà i vini di questo territorio in tour per l’Italia attraverso i luoghi simbolo per la divulgazione della cultura del mondo del vino” ha affermato Andrea Terraneo, il presidente di Vinarius, l’Associazione delle enoteche italiane che rappresenta oltre 120 associati, il cui fatturato totale sfiora i 50 milioni di euro. Le realtà che ospitano le degustazioni sono Anelli Enoteca delizie dal 1970 (Brindisi), Canneto Beach 2 (Margherita di Savoia), Cilda (Catania), Compay Ron (Patti), Dal Santa Enoteca Wine Club (San Giovanni Lupatoto), Drink Shop (Putignano), Enoteca Ai Cavai (Trieste), Enoteca Asciano (Ostuni), Enoteca CM (Como), Enoteca Cotti dal 1952 (Milano), Enoteca De Candia (Bari), Enoteca Elisir (Santa Giustina delle Dolomiti), Enoteca Incontri DiVini (Seregno), Enoteca Nasacca (Carloforte), Enoteca Terruli (Martina Franca), Un Mondo divino (Orzinuovi), Enoteca Vini Chisena (Latiano), Enoteca Vino Vino (Terni), Enoteca Gargiulo (Eboli), La Barrique (Cantù), L’Angolo Divino (Ruvo di Puglia), Mister Coffee (Misterbianco), Pollino DiVino (Rotonda), Vini&Delizie (Firenze), Vino Vino dal 1921 (Milano), Wine Shop (Reggio Calabria). Con tremila ettari coltivati, l’Oltrepò Pavese rappresenta il 75% del vigneto di Pinot Nero italiano e una delle più importanti a livello mondiale. Qui si esprime con le sue due anime, quella della vinificazione in rosso e quella della bollicina del Metodo Classico.

Vino, 10 anni di “Claré J.C.”: il Nebbiolo ritrovato di G.D. Vajra

Vino, 10 anni di “Claré J.C.”: il Nebbiolo ritrovato di G.D. VajraMilano, 7 apr. (askanews) – Compie dieci anni il “Claré J.C.”, il progetto enologico ideato dalla Cantina G.D. Vajra di Barolo (Cuneo), ispirandosi all’antico metodo di vinificazione utilizzato in Piemonte nel XVII secolo. Questo Nebbiolo in purezza viene infatti imbottigliato immediatamente dopo la parziale fermentazione dei grappoli interi, così da presentarsi più leggero e con un finale piacevolmente fresco.


La suggestione per arrivare a produrre il “Claré J.C.” risale al 2013, quando Giuseppe Vaira, seconda generazione della famiglia assieme ai fratelli Francesca e Isidoro, trova nei diari di Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, il riferimento ad uno storico viaggio compiuto in Piemonte nel 1787, da cui emerge una inedita descrizione dell’assaggio di vino Nebbiolo, definito “dolce come il setoso Madeira, astringente al palato come il Bordeaux e vivace come lo Champagne”. Esposizione che trova conforto nei protocolli di vinificazione di Giovanni Battista Croce, gioielliere di casa Savoia e grande appassionato del nettare di Bacco, che racconta del lavoro per vini piemontesi leggeri e lievemente mossi. Ecco allora “Claré J.C.” che omaggia già nel nome Jefferson e Croce, ma anche l’amico di famiglia Darrell Corti, esperto enogastronomo californiano e profondo conoscitore del Piemonte fin dagli anni Cinquanta. “L’evoluzione più importante per il Barolo è stata entrare nel regno della struttura, della complessità e della profondità” afferma Vaira, spiegando che “con ‘Claré J.C.’ stiamo prendendo una diversa direzione rispetto alla strada più battuta: è un ritorno al tempo in cui i vini da uve Nebbiolo erano più freschi e morbidi. Un vino per chi si sente bambino dentro e prova curiosità per il passato dimenticato del Piemonte – ha concluso – ma anche per chi desidera una maggiore spensieratezza a tavola”.


Di questo antica ma al tempo stesso moderna versione di Nebbiolo, è ora disponibile l’annata 2023, frutto di una raccolta delle uve avvenuta tra il 27 settembre e il 6 ottobre, di cui circa un quinto hanno fermentato a grappolo intero. Fondata nel 1972, l’azienda agricola G.D. Vajra è tra le prime realtà del Piemonte certificate biologiche e l’unico membro italiano dell’Union des Gens de Métier. Oggi possiede 80 ettari vitati in alta quota in diverse aree della zona di produzione del Barolo.

Vino, Armani: Pinot Grigio Doc Delle Venezie crescerà anche nel 2024

Vino, Armani: Pinot Grigio Doc Delle Venezie crescerà anche nel 2024Milano, 6 apr. (askanews) – “Abbiamo un vino bianco fresco e leggero, molto amichevole, simpatico e ben visto anche dai giovani quindi probabilmente porteremo a casa dei volumi in crescita anche quest’anno. Bissare il miracolo dell’anno scorso, con un +3-4% delle bottiglie e con i valori incrementati, potrebbe apparire difficile ma per me non lo è, anche perché oggi possiamo accedere finalmente a dei finanziamenti per la promozione che fino a due-tre anni fa il Consorzio non aveva, perché noi nel giro di sei anni abbiamo posizionato oltre 200 milioni di bottiglie sul mercato internazionale con il solo autofinanziamento dei soci”. A parlare ad askanews è il noto produttore e presidente del Consorzio Tutela Vini Doc Delle Venezie, Albino Armani a margine di un (primo) incontro a Milano dedicato al Pinot Grigio Doc Delle Venezie, durante il quale è stata presentata ad un pubblico di operatori, aziende enologiche e stampa specializzata riunito all’hotel Hilton di Milano, una ricerca realizzata da Ismea.


Perché di questa realtà così importante, che include le Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, e la Provincia autonoma di Trentose, se ne parla poco, troppo poco, se si considera che il Pinot Grigio Doc Delle Venezie è il primo vino bianco italiano per volumi d’esportazione (oltre il 95%) e la seconda Denominazione più estesa in Italia e per volumi dopo il Prosecco. Oggi qui si produce l’85% del Pinot grigio italiano e il 43% di quello mondiale: 240 milioni di bottiglie all’anno grazie ad una filiera produttiva, che può contare su un sistema di tracciabilità e certificazione, composta da 6.141 viticoltori, 575 imprese di vinificazione e 371 aziende di imbottigliamento. Come appurato da Triveneta Certificazioni, la Doc registra un trend in lieve ma costante crescita in termini sia di volumi sia di valore, con il 2023 chiuso con quasi 5 milioni di bottiglie in più sul mercato rispetto all’anno precedente, per un totale di 1.661.384 ettolitri imbottigliati nell’anno solare. Le principali destinazione del Pinot grigio Delle Venezie sono il Nord America (58%) e l’Europa (52%), con gli Stati Uniti che si confermano il mercato che promette le migliori performance nel 2024, potenzialmente seguiti, secondo i produttori intervistati da Ismea, dai Paesi dell’Europa dell’Est, in particolare dalla Polonia. Per quanto riguarda i canali distributivi, i principali sono l’Horeca e i grossisti (entrambi con il 48%), e la Gdo (con il 42%), segmento in cui le aziende del campione hanno visto incrementare maggiormente le proprie vendite rispetto all’anno passato, mentre i i negozi specializzati e l’online si attestano rispettivamente al 27% e 15%.


“Sono passati sette anni da quando la Denominazione venne costituita, affiancandosi ad altre venti coinvolte nella produzione di Pinot Grigio nel Triveneto” ha ricordato Armani, sottolineando che “oggi il ruolo di Delle Venezie deve essere saldo nel portare avanti i grandi gruppi, i grandi player che ne fanno una Denominazione rassicurante e appetibile ai più grandi gruppi di distribuzione mondiale, a cui possiamo garantire una stabilità di prezzo, di volumi e di qualità. La filiera del territorio del Nord Est è matura e lo si vede perché quando ci sono sacrifici da fare sui quantativi li facciamo, quando c’è da chiedere un miglioramento della qualità la otteniamo, quando c’è bisogno di tracciabilità attraverso la fascetta di Stato nessuno si tira indietro” ha continuato il presidente, chiosando che “questa maturità del territorio mi rassicura, so che il sistema terrà”. A chiusura della relazione di Ismea, esposta da Fabio Del Bravo, si è tenuto un dibattito, moderato da Luciano Ferraro, dedicato alle strategie di promozione per consolidare la presenza sui mercati maturi e per conquistarne di nuovi, a cui hanno partecipato, oltre ad Armani, il presidente di Ice Agenzia, Matteo Zoppas, Augusto Reggiani del Gabinetto del ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’Ad di Argea, Massimo Romani, il Dg di Cavit, Enrico Zanoni, e l’Ad di Cantine Viticoltori Veneto Orientale (Vivo), Franco Passador. “Nei mercati dove la presenza del nostro Pinot Grigio Delle Venezie è più consolidata, come Nord America, UK ed Europa Continentale, il nostro obiettivo principale deve essere la premiumizzazione del prodotto, associandolo ai grandi marchi trainanti che aiutino a renderlo un vero e proprio simbolo di eccellenza sul mercato” ha spiegato Romani, ricordando che “il Pinot Grigio del Nordest già possiede nella propria natura molti elementi che ne determinano il successo, ma considerando i buoni risultati registrati da altri Pinot Grigio territoriali, come quelli siciliano ed abruzzese, sarà essenziale concentrarsi sull’incremento del valore e sui caratteri distintivi della Doc Delle Venezie”.


“Il Pinot Grigio italiano continua a mostrare grande resilienza in un mercato che oggi manifesta disaffezione al vino soprattutto da parte dei giovani, perché è in grado di soddisfare la crescente domanda di vini più leggeri e versatili” ha sottolineato Zanoni, aggiungendo che “non possiamo poi sottovalutare l’importanza del valore di marca nella promozione del prodotto,tenendo conto che il valore della Denominazione deve crescere parallelamente a quello dei grandi brand”. “Quello della sostenibilità ambientale è un tema strategico, che caratterizza la filiera Doc Delle Venezie raggiungendo una percentuale eccezionale in termini di adesione agli standard di sostenibilità, pari ad oltre il 70%, con la nostra realtà che si distingue ulteriormente superando l’80%” ha quindi evidenziato Passador, elogiando “la sensibilità e la pronta risposta degli agricoltori nell’adesione alla coltivazione con il metodo biologico e a schemi di certificazione volontaria SQNPI, ViVa ed Equalitas”. Il numero uno di Vivo, ha quindi posto l’accento sulla filiera interamente certificata che utilizza su tutto il vino confezionato in commercio il contrassegno di Stato a garanzia della tracciabilità. “Si tratta di un elemento spesso trascurato nella comunicazione al consumatore che invece dovrebbe essere posto in primo piano, a differenza di altre produzioni nazionali di Pinot Grigio che ne sono prive” ha detto Passador, sottolineando che “la ‘fascetta’ è uno dei nostri punti di forza, un messaggio che il consumatore deve comprendere e privilegiare nella scelta d’acquisto”. “Dobbiamo renderci conto che il nostro Consorzio agisce in un ambito di Denominazione a cappello, cioè veniamo spesso scelti perché abbiamo dimensioni tali per essere rassicuranti e accettati da mercati da determinati volumi” ha continuato Armani parlando con askanews, precisando che “le altre venti Denominazioni debbono avere l’ambizione di portare sul mercato delle eccellenze con numeri più piccoli e, giustamente, magari con prezzi e posizionamenti più elevati. Dobbiamo metterci gli uni al servizio degli altri perché abbiamo 27mila ettari da tutelare nel Nord Est: è come la tastiera di un pianoforte, alcune Denominazioni purtroppo hanno un tasto solo mentre il Nord Est può agire su venti più un tasto del pianoforte, facciamoli suonare tutti e avremo una melodia sicuramente più interessante”.

Vino, Masciarelli acquisisce Cantina “Chiamami Quando Piove-Valori”

Vino, Masciarelli acquisisce Cantina “Chiamami Quando Piove-Valori”Milano, 5 apr. (askanews) – Il portfolio dell’azienda vitivinicola abruzzese Masciarelli Tenute Agricole ha acquisito “Chiamami Quando Piove-Valori”, Cantina con 14 ettari vitati fondata da Luigi Valori nel 1996 a Sant’Omero, sulle Colline Teramane. I suoi vini biologici saranno in degustazione al Vinitaly in programma dal 14 al 17 aprile a Veronafiere (Padiglione 7 stand D9), dove saranno presentate le nuove annate di alcune tra le più importanti referenze della Cantina, e in anteprima le etichette della Maison Albert Bichot, nuovo acquisto nella linea di distribuzione “Gianni’s Selection”. Si tratta di una storica e importante azienda borgognona con oltre 105 ettari suddivisi in sei tenute, da Chablis a Beaujolais, nei quali porta avanti pratiche biologiche e sostenibili.


“Siamo felici di presentare al pubblico e agli addetti ai lavori queste due importanti novità” ha dichiarato l’amministratore unico Marina Cvetic che, con la figlia Miriam Lee Masciarelli, sarà presente anche a “OperaWine” sabato 13 aprile con il “Montepulciano d’Abruzzo Doc Riserva Villa Gemma 2018”. “Collaborare con aziende che condividono i nostri stessi valori fa parte della filosofia di Masciarelli da sempre, e Maison Albert Bichot rappresenta un esempio virtuoso di valorizzazione di una importante zona vinicola e dei suoi differenti terroir” ha spiegato Cvetic, aggiungendo che “l’ingresso della linea biologica ‘Chiamami Quando Piove – Valori’ è stata, invece, una scelta naturale, dopo averne curato per anni la distribuzione nella nostra Gianni’s Selection”. Masciarelli Tenute Agricole ha deciso, infatti, di acquisire l’azienda vitivinicola del vignaiolo abruzzese “per la profonda comunanza di filosofia tra le due realtà, improntate alla passione, all’amore per la propria terra e alla ricerca della qualità in tutte le fasi della produzione”. “Membro a tutti gli effetti della grande famiglia Masciarelli, per cui svolge tuttora attività di formazione ai dipendenti in vigna, Luigi Valori è una figura di riferimento del panorama vinicolo della regione per il ricorso lungimirante (risalente agli albori dell’attività) a pratiche sostenibili, valori di artigianalità e impiego di tecnologie all’avanguardia” ha spiegato l’azienda, ricordando che la linea biologica acquisita si compone di sei etichette: tre di pronta beva (Montepulciano d’Abruzzo Biologico Doc, Cerasuolo d’Abruzzo Biologico Doc, Abruzzo Pecorino Biologico Doc), cui si aggiungono le tre Riserve “Abruzzo Pecorino Doc Octava Dies”, “Inkiostro Merlot Igt Colli Aprutini” e “Vigna Sant’Angelo Montepulciano d’Abruzzo Docg Colline Teramane”.


Masciarelli Tenute Agricole nasce nel 1981 e oggi conta otto linee di prodotto, per un totale di 28 etichette, con una produzione annua di oltre due milioni di bottiglie e un export che raggiunge 60 Paesi.

Vino, Asolo Prosecco: +16,3% le vendite nel primo trimestre 2024

Vino, Asolo Prosecco: +16,3% le vendite nel primo trimestre 2024Milano, 5 apr. (askanews) – Dopo aver chiuso il 2023 con una crescita del 14,5%, mettendo a segno il record storico di 27,5 milioni di bottiglie vendute, l’Asolo Prosecco ha fatto registrare nel primo trimestre di quest’anno un ulteriore balzo in avanti del 16,3%. Lo ha reso noto il Consorzio Vini Asolo Montello, spiegando che le bottiglie certificate nei primi tre mesi sono già 8,2 milioni e che se il trend continuasse su questi livelli, a fine anno verrebbe sfondato il tetto dei 30 milioni di bottiglie, un obiettivo che solo una manciata di anni fa poteva sembrare irraggiungibile.


“Il successo costante dell’Asolo Prosecco e il suo andamento in più che positiva controtendenza rispetto alle difficoltà purtroppo incontrate da molta parte del vino italiano sono dovuti a due precisi fattori: la volontà e la capacità dei nostri produttori di fare della grande qualità e il disporre di un’identità territoriale molto forte, sulla cui valorizzazione ci siamo tutti fortemente impegnati” ha spiegato il presidente del Consorzio, Ugo Zamperoni, sottolineando che “oggi, per i consumatori, le nostre bollicine sono indissolubilmente legate alla bellezza del nostro paesaggio e sono testimoni del suo patrimonio di cultura e di sapere agricolo”. “Se la domanda continuasse a crescere – ha aggiunto Zamperoni – l’utilizzo della riserva vendemmiale, misura espansiva approvata dalla Regione Veneto lo scorso anno, renderebbe disponibili altri tre milioni bottiglie, per cui la richiesta del mercato verrebbe interamente soddisfatta”. Intanto, gli Stati Uniti sono sempre più attratti dalle bollicine asolane, com’è testimoniato dal successo incontrato nel recente “Slow Wine Tour”, che nei giorni scorsi ha toccato cinque città degli Stati Uniti: Washington, New York, Austin, Denver e San Francisco.


Ora il Consorzio dell’Asolo Prosecco si appresta a partecipare alla 56esima edizione di Vinitaly, in programma dal 14 al 17 aprile a Verona. Ad aprire la manifestazione, domenica 14, le due masterclass dedicate all’Asolo Prosecco e ai vini del Montello guidate da Andrea Gori, che si terranno rispettivamente alle 10 e alle 11 nello stand consortile. Dopo le degustazioni, si potranno assaggiare le specialità preparate dalla Trattoria da Burde di Firenze, accompagnate dall’Asolo Prosecco. Nel pomeriggio, spazio anche al Sidro Vittoria, prodotto di eccellenza ottenuto dalle mele del territorio asolano. Alle 10 del 15 aprile sarà invece Elisa De Polo a condurre una degustazione dedicata all’Asolo Prosecco, cui farà seguito, alle 12.30, l’assaggio del baccalà mantecato e alla vicentina preparato dal Ristorante Boomerang di Giavera del Montello. Il 16 aprile, sempre alle 10, il testimone passerà a Gianpaolo Giacobbo, che guiderà la masterclass dedicata ai vini del Montello, a cui seguirà alle 12.30 il momento gourmet a cura de I Due Fratelli Botter di Asolo, i quali, in collaborazione con Diego Zago della Locanda Sandi di Valdobbiadene, prepareranno un risotto alle erbette primaverili delle colline trevigiane.