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Gli italiani e la Pasqua: a tavola la colomba batte l’uovo di cioccolato

Gli italiani e la Pasqua: a tavola la colomba batte l’uovo di cioccolatoMilano, 29 mar. (askanews) – In occasione del pranzo di Pasqua ogni regione si appresta a mettere in tavola piatti diversi ispirati alla tradizione locale. Ma se sulle ricette salate ognuna terrà fede al territorio, sui dolci gli italiani non hanno dubbi: per quasi il 60% (in particolare uomini delle Gen X e donne baby boomers) la tradizione pasquale è rappresentata dalla colomba, che batte anche l’uovo di cioccolato, scelto dal 55,3% degli italiani. E per un italiano su quattro il pasto si concluderà con un bicchiere di grappa. Sono questi i dati emersi dall’indagine svolta da AstraRicerche per grappa Libarna (brand di Gruppo Montenegro) su oltre 1.000 persone tra i 35 e i 75 anni, per indagare le abitudini degli italiani a tavola durante la Pasqua.


“Non stupisce che un prodotto simbolo del made in Italy come la grappa abbia saputo conquistare un posto d’onore sulle tavole degli italiani, unendo tante tradizioni culinarie diverse anche in occasione della Pasqua – spiega Alessandro Soleschi, group director of marketing spirits di Gruppo Montenegro – Ed è proprio alla tradizione dell’arte distillatoria piemontese che si ispira la gamma di grappa Libarna, quattro grappe premium adatte a diversi tipi di palato, che riservano piacevoli sorprese in degustazione liscia ma anche in abbinamento a dolci e cioccolato”. Per ribadire questo binomio legato alla tradizione, quello tra grappa e cioccolato, grappa Libarna ha messo a punto un paio di abbinamenti in collaborazione con il maestro del cioccolato piemontese Guido Castagna. “La collaborazione con Grappa Libarna – commenta Castagna – mi ha dato la possibilità di ribadire il legame profondo con le mie radici piemontesi e di valorizzare l’abbinamento che prediligo, quello della grappa con il cioccolato. Le note eleganti e rotonde di grappa di Moscato Barricata e quelle ricche e intense di grappa di Barbera e dolcetto Riserva si sposano perfettamente con gli armonici sapori fondenti delle mie creazioni”.

Vino, Demeter a Vinitaly con un suo stand e convegno sulla biodinamica

Vino, Demeter a Vinitaly con un suo stand e convegno sulla biodinamicaMilano, 27 mar. (askanews) – Dopo il successo della scorsa edizione, Demeter Italia torna al Vinitaly che si svolgerà dal 14 al 17 aprile a Verona, con un proprio spazio espositivo (Padiglione C-SAG Stand 1 BIO), con sei aziende vitivinicole ovviamente tutte biodinamiche: Soc. agr. Antica Tenuta Pietramore, Az. Agr. Casale di Giglioli, Soc. Agr. Diotisalvi srl, Fidora Organic Since 1974, Bio Cantina Orsogna e Terre di Briganti.


Il 15 aprile alle 13.30, al 56esimo Salone internazionale dei vini e dei distillati, l’associazione che riunisce oltre un migliaio tra produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici, organizza inoltre il convegno “2024: Cento anni dalle conferenze di Kobervitz: quali verità per la viticoltura biodinamica?”. L’incontro, aperto a tutti, si propone di esplorare la viticoltura biodinamica a 360 gradi: dall’approccio tecnico, con un dialogo sulla concimazione e i preparati utilizzati, fino agli aspetti più concettuali, quali l’importanza di questo metodo agricolo per la biodiversità dei terreni e delle specie, e come risposta di resilienza al cambiamento climatico. Al convegno partecipano l’enologo e biologo, Michele Lorenzetti, la celebre produttrice biodinamica trentina Elisabetta Foradori, e Enrico Maria Casarotti, enologo, consulente e vignaiolo. “Vinitaly rappresenta una vetrina internazionale di primo piano per il settore vitivinicolo, offrendo un’opportunità unica di visibilità e di incontro con operatori del settore provenienti da tutto il mondo” ha affermato il direttore di Demeter Italia, Giovanni Buccheri, sottolineando che “la presenza dell’associazione in questa prestigiosa manifestazione, attraverso un presidio fisico come lo stand e un momento di confronto e scambio come il convegno, rappresenta una cassa di risonanza per raccontare le pratiche agricole biodinamiche e i suoi benefici”.

IGM festeggia 20 anni di collaborazione di 18 famiglie del vino

IGM festeggia 20 anni di collaborazione di 18 famiglie del vinoMilano, 26 mar. (askanews) – E’ stato presentato a Palazzo Grazioli a Roma, nuova sede della Stampa estera, il ventennale dell’Istituto Grandi Marchi (IGM), che riunisce 18 tra le famiglie più importanti del vino italiano. Due decenni caratterizzati da 412 eventi internazionali, 129 masterclass, 125 walkaround tasting e 82 gala dinner in oltre 30 Paesi.


Quello romano è stato il primo dei tanti appuntamenti che caratterizzeranno il 2024 di queste grandi realtà “unite dal desiderio di divulgare la cultura, le tradizioni e l’insieme di valori etici e sostenibili che costituiscono l’eccellenza del vino Made in Italy”. Un’unione d’intenti che ha portato IGM ad organizzare missioni annuali in 31 Paesi in tutti i Continenti, ma anche ricerca e approfondimenti di mercato, con sette “survey” condotte in collaborazione con Wine Monitor Nomisma, e quattro riconoscimenti a giornalisti internazionali per celebrare chi, in linea con la mission del Gruppo, si dedica alla promozione dei vini italiani e dei loro territori. “Celebrare i primi vent’anni dell’Istituto è un momento che genera riflessioni” ha raccontato il presidente, Piero Mastroberardino, ricordando che “all’inizio degli anni Duemila, in uno scenario in cui in pochi avrebbero scommesso su un format di gruppo composto da attori abituati a calcare le scene da protagonisti individuali, IGM ha intrapreso sin da subito la strada giusta”. “In qualche modo ‘e pluribus unum’ è stato e continua ad essere il nostro motto: tante famiglie del vino di altissimo livello, ognuna con un passato importante ma comunque tutte disposte a porre le proprie visioni e attitudini a servizio di un progetto di squadra” ha proseguito, aggiungendo che “così IGM è da subito diventato un caso di studio sul senso e sul significato di fare sistema, esprimendo la diversità delle realtà produttive italiane e, allo stesso tempo, rappresentando l’identità del vino tricolore oltreconfine. E in questa occasione – ha concluso – mi piace poter ringraziare Piero Antinori, il nostro primo presidente, dal quale ho raccolto il testimone per proseguire questo bellissimo percorso che ha già un passato importante, un bellissimo presente e per il quale, viste anche le nuove generazioni, è facile prevedere uno splendido futuro”.


All’incontro capitolino è stata illustrata una ricerca sull’andamento dei vini italiani sui mercati internazionali negli ultimi due decenni, realizzata appositamente da Wine Monitor di Nomisma e commentata da Denis Pantini e da Mastroberardino, è stato presentato il nuovo logo celebrativo dei 20 anni, e illustrato il calendario eventi di quest’anno. La prima tappa sarà il 18 giugno, per un’iniziativa benefica all’Hangar Bicocca di Milano in collaborazione con Progetto Itaca, sarà poi la volta di Londra il 25 giugno con l’evento istituzionale del gruppo, che offrirà anche l’occasione per confermare la storica partnership con l’Institute of Masters of Wine (IMW) nel corso di una cena speciale presso l’ambasciata d’Italia. In autunno nuova manifestazione a Milano con protagonista il Gruppo Giovani IGM, a cui seguiranno altri eventi. Culmine della giornata a Palazzo Grazioli è stata la proiezione del trailer del docufilm dedicato ai vent’anni del gruppo: un racconto per immagini che ha per protagoniste le 18 famiglie “con le loro narrazioni, le aspirazioni, gli obiettivi e alcuni gustosi aneddoti che hanno caratterizzato le due decadi di vita in comune del gruppo”. Il docufilm sarà presentato nella sua versione integrale nel corso di una proiezione speciale prevista per l’autunno.

Fontanafredda: no a vigne Barolo su versanti Nord, sì a boschi a Sud

Fontanafredda: no a vigne Barolo su versanti Nord, sì a boschi a SudMilano, 26 mar. (askanews) – No alle vigne a Nord, sì ai boschi a Sud. Fontanafredda, tra i più grandi produttori privati di Barolo, replica all’ipotesi avanzata dal Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, di introdurre la possibilità di impiantare dei vigneti di Nebbiolo atti a Barolo o Barbaresco nei versanti collinari esposti a Nord (storicamente considerati i meno indicati), per fronteggiare gli effetti già evidenti del cambiamento climatico. E lo fa con il “manifesto Bosco Vigna” che promuove la biodiversità contro la monocultura e invita a riflettere sul futuro della nostra Terra, dedicato a tutti i vigneron di Langa”.


“È legittimo il dibattito aperto dal Consorzio, che ha ben operato in questi anni, ma il cambiamento climatico non si contrasta inseguendolo o adeguandosi per continuare a produrre come prima, lo si contrasta anticipandolo e cambiando modo di produrre” afferma la storica azienda di Serralunga d’Alba (Cuneo), ricordando però non solo che “non possiamo affermare che il Nord oggi è il nuovo Sud, per farlo occorre una sperimentazione scientifica, che giustamente avrebbe senso fare”, ma sopratutto che “a Nord sono rimasti gli ultimi boschi o altre coltivazioni diverse dalla vite, mentre negli altri versanti la monocultura è ormai dominante a scapito della biodiversità delle Langhe”. “Per questo, in assenza di basi scientifiche, non solo siamo titubanti sull’apertura degli impianti a Nord, ma nei prossimi giorni, tra i vigneti di Fontanafredda, impianteremo oltre 150 esemplari di piante, forestali e da frutta, sia autoctone sia di introduzione, consone al nostro territorio per favorire la biodiversità delle nostre colline, ripristinando la flora e la fauna, sia macro che micro” annuncia la Cantina, sottolineando che “nel contesto attuale di cambiamento climatico, l’impianto di alberi può anche aiutare a mitigare questa tendenza, così da generare il microclima più adatto alla natura di questo territorio, favorendo allo stesso tempo il ripristino di ecosistemi degradati, la fertilità dei suoli e il contrasto alle patologie della vite”.


“Quindi – chiosa Fontanafredda – non solo ‘no’, per il momento, vigne a Nord, ma ‘sì’ boschi a Sud”.

Vino, Atchugarry firma l’etichetta del “Blanc 2022” di Tenuta Mazzolino

Vino, Atchugarry firma l’etichetta del “Blanc 2022” di Tenuta MazzolinoMilano, 26 mar. (askanews) – Il celebre artista uruguaiano Pablo Atchugarry ha disegnato la nuova etichetta del “Blanc 2022”, lo Chardonnay in purezza di Tenuta Mazzolino, storica Cantina dell’Oltrepò Pavese.


“Durante la sua visita a Mazzolino è stato talmente colpito dall’assaggio dal ‘Blanc’ che dopo qualche tempo è tornato per regalarci un’etichetta dipinta proprio ripensando a quel vino e a quel pomeriggio” racconta Francesca Seralvo, dal 2015 alla guida di una delle più quotate aziende del territorio pavese, sottolineando che “è stato per noi un omaggio bellissimo che abbiamo accolto con grande entusiasmo tanto che abbiamo deciso che sarebbe diventata subito l’etichetta del ‘Blanc 2022′”. Scultore, ma anche pittore, che da decenni vive tra il suo Paese d’origine e l’Italia (ha casa a Lecco) dove ha realizzato diverse opere importanti, il 69enne Atchugarry ha utilizzato per questo suo disegno colori caldi e linee morbide per un vino che, secondo l’enologo della Cantina, Stefano Malchiodi “è il risultato di un’annata solare, che ci ha regalato un vino ricco, rinfrescato dalle solite note agrumate fresche e da tutta la finezza del gesso che c’è nei nostri suoli”.


“Tenuta Mazzolino deve il suo nome al termine latino ‘mansiolinum’, ovvero ‘punto d’incontro’” spiega l’azienda, parlando di un “un’etichetta preziosa che brinda alla bellezza della vita e alla condivisione dei valori, un tassello che conferma e arricchisce la nostra natura, da sempre votata alla ricerca della qualità e dell’esperienza sul territorio, aperta a collaborazioni e contaminazioni e al tempo stesso fedele a sé stessa”.

Ca’ Foscari Short Film Festival: premio Carpenè-Malvolti a regista Siria

Ca’ Foscari Short Film Festival: premio Carpenè-Malvolti a regista SiriaMilano, 26 mar. (askanews) – È stato il cortometraggio “Khutaa ‘ab-Father’s Footsteps” del regista siriano Mohamad W. Ali a ricevere il 23 marzo a Venezia, nell’ambito della XIV edizione del “Ca’ Foscari Short Film Festival”, il premio “Carpenè-Malvolti – Ca’ Foscari Menzione Speciale Historia Vitae”. Il riconoscimento, che è stato consegnato da Domenico Scimone della Carpenè-Malvolti, la Cantina di Conegliano (Treviso) che per prima ha prodotto il Prosecco, è una scultura in legno dell’artista Davide Marangon che raffigura l’albero della vite, che la stessa Carpenè-Malvolti ha eletto a simbolo dei cinque premi internazionali destinati ogni anno alle nuove generazioni di studenti.


“La Carpenè-Malvolti è onorata di essere ancora una volta al fianco di Ca’ Foscari in questa importante kermesse” ha affermato Domenico Scimone, aggiungendo che “anche in questa occasione, la partnership tra l’azienda e lo storico ateneo veneziano si è rinnovata nel segno dei valori fondanti che le accomunano, ponendo al centro il sostegno ad eventi ed iniziative culturali di alto livello soprattutto in relazione al coinvolgimento delle nuove generazioni e riconoscendo ancora una volta a questa importante kermesse il merito di rappresentare un punto di riferimento per le scuole di cinema di tutto il mondo, nonché il primato di essere il primo festival cinematografico in Europa interamente concepito da una istituzione universitaria”. Questa edizione del concorso internazionale ha selezionato tra i circa tremila cortometraggi ricevuti, trenta film prodotti da studenti di università e scuole di cinema di 28 Paesi, dalla Lituania all’India, dall’Iran alla Cina, dalla Siria al Bangladesh oltre ovviamente all’Italia.


Mohamad W. Ali, laureato in comunicazione di massa presso l’Università di Damasco, a 24 anni si è trasferito in India per iscriversi al Satyajit Ray Film & Television Institute, dopo aver lavorato a numerosi documentari durante la guerra. Il premio gli è stato attribuito da una giuria tecnica composta dal presidente Domenico Scimone, dallo scrittore Eduardo Fernando Varela e dal founder e Ceo di WeShort, Alessandro Loprieno, con la seguente motivazione: “Una riflessione molto commovente, con un’eccellente regia, un ottimo lavoro di recitazione ed una sceneggiatura solida, sulle difficoltà della vita quotidiana durante le guerre e sugli sforzi di una donna per proteggere la sua famiglia e sopravvivere. Rafforzare le relazioni umane diventa l’unico modo per superare gli effetti disgreganti dei conflitti”.

Il cavallo al centro del nuovo logo del Consorzio Vini Maremma Toscana

Il cavallo al centro del nuovo logo del Consorzio Vini Maremma ToscanaMilano, 26 mar. (askanews) – Un cerchio verde con al centro un grande cavallo nero su sfondo bianco: il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana si presenta con un nuovo logo per rafforzare la comunicazione dei vini della Doc, puntando sul cavallo maremmano, uno degli elementi maggiormente identificativi della Maremma Toscana, “in grado di esprimere la natura forte e incontaminata” che caratterizza questo splendido territorio.


“L’idea di rinnovarci nasce dall’esigenza di dare alla nostra Doc un’immagine ancora più immediata che riporti subito alla connessione con il territorio” ha spiegato il presidente del Consorzio, Francesco Mazzei, aggiungendo che “i cavalli maremmani moderni, forti ma con uno stile più raffinato, sono il risultato dell’incrocio con razze di cavalli arabi, purosangue inglesi, spagnoli e berberi. Così come la viticoltura in Maremma, inizialmente basata sulle varietà più tradizionali, via via ha visto l’introduzione di nuovi vitigni internazionali – ha concluso Mazzei – che hanno consentito un miglioramento qualitativo diffuso della produzione dei nostri vini”. Il colore verde scelto per il logo, realizzato dall’agenzia Angelini Design, vuole invece “richiamare il concetto di integrità e naturalità del territorio poiché la Maremma è uno dei territori più “green” della Penisola, con la pressochè assenza di attività industriali e bassissima antropizzazione”. Inoltre, circa il 44% dei vigneti maremmani sono condotti col metodo biologico o sono in conversione, un dato al di sopra della media toscana che si attesta al 38%. Infine in Maremma quasi il 45% del territorio è occupato da superfici boschive in un contesto ambientale variegato dove la biodiversità è un fattore acclarato, a cui si aggiunge uno dei mari più puliti d’Italia.

”Champagne Experience”: VII edizione sarà il 20 e 21 ottobre a Modena

”Champagne Experience”: VII edizione sarà il 20 e 21 ottobre a ModenaMilano, 26 mar. (askanews) – La settima edizione di “Champagne Experience”, il più importante e completo appuntamento in Europa dedicato alle più famose bollicine francesi, si terrà il 20 e 21 ottobre nei consueti spazi di ModenaFiere. L’evento è organizzato da Società italiana distributori e importatori (Sidi) Excellence srl, realtà che riunisce ventuno tra i maggiori importatori e distributori italiani di vini e distillati d’eccellenza.


Per due giorni, un numero molto rappresentativo di aziende provenienti dalla Champagne, composto da storiche Maison e piccoli vigneron, metteranno in degustazione tutte le ultime novità e gli ultimi millesimi a disposizione per i tanti professionisti del settore Horeca che si danno appuntamento a Modena per avere una fotografia aggiornata e completa dei vini prodotti in questa iconica regione francese, sempre più centrale e distintiva per gli assortimenti delle enoteche e le carte dei vini della ristorazione italiana. “L’ultima edizione ha confermato il successo della manifestazione, con oltre seimila accessi registrati nel corso della due giorni” ha ricordato . Questo ci dà l’entusiasmo per migliorare ancora di più un format che va perfettamente incontro alle esigenze dei visitatori professionali” commenta Luca Cuzziol, presidente di Sidi, sottolineando che “l’aspetto che più ci gratifica è la qualità complessiva che ogni anno riusciamo a mettere in campo dando l’opportunità di scoprire e approfondire la conoscenza delle bollicine d’oltralpe sia ai professionisti che al grande pubblico degli appassionati”.


Per l’edizione 2024 di “Champagne Experience” potranno essere degustati oltre 900 champagne, che saranno come sempre suddivisi in base alla loro appartenenza geografica, corrispondente alle diverse zone di produzione della Champagne: Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Aube, oltre alle maison classiche riunite in una specifica area. Durante la due giorni di Champagne Experience, inoltre, è previsto un programma di masterclass condotte da grandi professionisti del settore, che consentiranno di approfondire le peculiarità del terroir champenois. Si parte domenica 20 ottobre, dalle 12.30, con i primi quattro appuntamenti: “Da Chouilly a Mesnil-sur-Oger. Un viaggio in Cote des Blancs”, “Il buio oltre il perlage”, “Aube, Riceys e Montgueux. Da territori accessori e a veri protagonisti”, e “Qualità tra piccole e grandi maison. Perché la qualità non dipende dalle dimensioni”. Lunedì 21 ottobre, invece, sono previsti due incontri, sempre a partire dalle 12.30: “Da Bouzy ad Ay. Un viaggio nella Montagne de Reims” e “Coteaux Champeois. Un’anima vivace della regione ma senza bollicine”. Sul sito della manifestazione è già partita la vendita degli abbonamenti e dei biglietti giornalieri.

Vino, il 28 marzo a Trieste c’è “Teranum e i vini rossi del Carso”

Vino, il 28 marzo a Trieste c’è “Teranum e i vini rossi del Carso”Milano, 25 mar. (askanews) – E’ stata presentata a Trieste la 17esima edizione di “Teranum e i vini rossi del Carso”, rassegna che mette in mostra la ricchezza vinicola e gastronomica della zona che va da Muggia a Doberdò del Lago, passando dal ciglione al Carso interno della Slovenia, abbinando vini rossi autoctoni locali (Terrani e Refoschi) a finger food con prodotti locali, promuovendo l’interesse per la cultura gastronomica e la produzione alimentare sostenibile. “Teranum” è organizzato dall’Associazione dei viticoltori del Carso, che da anni lavora per promuove l’identità vitivinicola, per preservare i vitigni autoctoni e promuovere i vini di questa terra.


Giovedì 28 marzo, dalle 16 alle 21, l’Hotel DoubleTree by Hilton di piazza della Repubblica a Trieste ospiterà una degustazione di vini rossi prodotti nel Carso. Una rassegna internazionale che vuole essere un ponte tra le culture, un’occasione preziosa per rafforzare legami già esistenti e tessere nuove collaborazioni. L’evento sarà anticipato alle 14 dal convegno “Genio e sregolatezza, audacia e incoscienza: lo è la gioventù e lo sono anche i vini rossi del Carso. Come valorizzarli al meglio?” che ha l’obiettivo di esplorare il mondo dell’enogastronomia attraverso gli occhi e le esperienze degli under 35 che lavorano in questo settore, identificando possibili opzioni di sviluppo e definendo strategie per promuovere al meglio i vini rossi del Carso. All’incontro, moderato da Eugenia Fenzi e aperto dal presidente dell’Associazione dei viticoltori del Carso, Matej Skerlj, interverranno Jan Zaccaria (Ristorante Mood di Trieste), Martina Beccaria (di Enoteca Vino di Milano), Manuele Duse (Harry’s Piccolo Restaurant & Bistrò di Trieste) e Lorenzo Benelli (Ristorante Al Covo di Venezia). Dalle provincie di Trieste e Gorizia saranno presenti produttori Ruj, Bajta, Budin, Cacovich, Ostrouska, Grgic, Kocjancic, Lenardon, Merlak, Milic Damijan, Skerlj, Sancin, Škerk, Ota Rok, Fabjan, Urizio-Vigna sul Mar, Zidarich e Zahar. Con loro interverranno le Cantine slovene CV-Colja Vino, Cotar Branko & Vasja, Cotova Klet, Turisticna Kmetija Škerlj, Vinarstvo Tauzher – Emil Tavcar, Vinakras Sežana, Vina Vrabec, Vina Petelin Rogelja, Vina Slamic – Perinova Kmetija, Vina Stoka, Vinogradništvo Širca-Kodric, Rencel Boutique Wines, Vinarstvo Gec, Vinska Klet Orel, Vinska Klet Štok, Vinarstvo Rebula e Vinska Klet Tavcar-Pri Starcih. Ospiti di questa 17esima edizione sono i vignaioli di Casale Monferrato, “Capitale europea del vino 2024”, con l’Enoteca regionale di Ovada e del Monferrato, l’Enoteca regionale del Monferrato, l’Enoteca regionale di Gattinara e Alto Piemonte e l’Enoteca regionale Acqui Terme.


La giornata prevede tre degustazioni (alle 17, 18 e 19) guidate da esperti sommelier. Per quanto riguarda il cibo, la manifestazione vede la preziosa e consolidata collaborazione con i cuochi che collaborano con “Okusi Krasa – Sapori del Carso”, e quest’anno sono attesi Krizman, Antico Caffè San Marco, Il Vostro Eden, Crocevia Locanda Carsica Contemporanea, Caffè Vatta, Bar X, Sardoc, Cotic e Lokanda Devetak. Foto Giacomo Cecotti

Vino, nel 2023 tiene export Dop italiane: 5,1 mld euro, +0,3%

Vino, nel 2023 tiene export Dop italiane: 5,1 mld euro, +0,3%Milano, 25 mar. (askanews) – Tra alti e bassi, l’Italia chiude il 2023 con una tenuta sul fronte dele esportazioni di vini Dop confezionati, superando la quota di 5,1 miliardi di euro e facendo segnare un +0,3% rispetto all’anno precedente, ma con i volumi, pari a 1,3 milioni di ettolitri, che subiscono una contrazione del -3,8% rispetto al 2022. Questo risultato permette all’Italia di mantenere il secondo posto in Europa tra i principali esportatori di vini Dop, dopo la Francia e prima della Spagna. Alla luce delle performance negative di questi due Paesi, l’Italia allunga così il distacco sul terzo principale esportatore e accorcia quello sul primo, sebbene la distanza con la Francia rimanga ancora ampia: 4,7 miliardi di euro. È questa la principale evidenza che emerge dal report che Nomisma Wine Monitor ha dedicato all’export di vini Dop italiani nel 2023.


Sul fronte dei valori, per i vini italiani cresce anche il prezzo medio all’export, che raggiunge i 4,99 euro al litro (+4,3% rispetto al 2022). A guidare la classifica in termini di prezzo sono soprattutto i vini rossi del Piemonte e della Toscana, mentre agli ultimi posti si posizionano i vini frizzanti Dop (tra cui il Lambrusco) e i bianchi fermi del Veneto. Dall’analisi dell’Osservatorio Nomisma dedicato al vino, arriva la conferma che il Prosecco rimane in assoluto il vino Dop italiano più esportato al mondo, con un valore complessivo che si avvicina agli 1,7 miliardi di euro. A fronte delle performance negative degli Usa, il principale mercato di destinazione, il Regno Unito e la Francia hanno fatto invece registrare ottimi risultati, con quest’ultimo mercato che ha evidenziato un aumento degli acquisti a valore di Prosecco del 31,2% rispetto al 2022. Ad eccezione di Canada e Usa, le esportazioni del principale spumante “made in Italy” hanno visto una crescita trasversale in tutti i principali mercati di destinazione, con aumenti a valore a doppia cifra in Polonia, Austria e Svezia. In crescita anche il prezzo medio all’export.


“Sull’onda del calo che a livello mondiale ha interessato i consumi di vino rosso – evidenzia il responsabile Wine Monitor, Denis Pantini – anche la maggior parte dei vini fermi Dop italiani della categoria ha sofferto, arrivando a cali superiori al 10% nel caso dei rossi veneti”. In calo, ma con percentuali più ridotte, anche i rossi Dop della Toscana e del Piemonte, mentre hanno chiuso l’export 2023 in positivo i bianchi siciliani, del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia.