Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Il 22 marzo al via “Aglianico, il Festival Enologico della Basilicata”

Il 22 marzo al via “Aglianico, il Festival Enologico della Basilicata”Milano, 21 mar. (askanews) – Il 22 marzo a Potenza si alza il sipario su “Aglianico, il Festival enologico della Basilicata”, che fino al 24 marzo proporrà degustazioni, masterclass, show cooking, laboratori, visite guidate nelle Cantine, esperienze in vigne e convegni che hanno al centro l’Aglianico, il vitigno a bacca rossa che nel territorio del Vulture ha la sua espressione più alta e conosciuta. Spazio anche focus sulle altre Denominazioni regionali, sui passiti e quelli “con e senza solfiti prodotti con lieviti da Aglianico”, oltre che alle specialità culinarie e ai prodotti tipici soprattutto in abbinamento con i vini del territorio.


Il taglio del nastro è previsto alle 16 nello Spazio Cristal in piazza Mario Pagano, con talk che ripercorre le mostre enologiche dal 1887 al 2024, e passato e futuro della vitivinicoltura italiana. Assieme al presidente della Giunta regionale, Vito Bardi, e all’assessore regionale alle Politiche agricole, Alessandro Galella, sono attesi gli interventi del presidente di Slow Food Basilicata, Paride Leone, del presidente della Camera di Commercio della Basilicata, Michele Somma, del direttore dell’Apt Basilicata, Antonio Nicoletti, del presidente del Consorzio di Tutela dell’Aglianico del Vulture, Francesco Perillo, e del presidente dell’Ais regionale, Eugenio Tropeano. Il festival si chiude domenica 24 marzo alle 21.30 con la cerimonia di consegna dei riconoscimenti alle aziende partecipanti.

Vino, nasce “Gavi Giovani”: associazione di promozione del Gavi Docg

Vino, nasce “Gavi Giovani”: associazione di promozione del Gavi DocgMilano, 21 mar. (askanews) – Si è costituita nella sede del Consorzio tutela del Gavi a Gavi (Alessandria), “Gavi Giovani”, un’Associazione di promozione sociale composta da 32 tra produttori e operatori di filiera con un’età media 29 anni (i più giovani sono classe 2005), con lo scopo di portare energia e vitalità nuove nella Denominazione del Gavi Docg, i bianchi piemontesi da uve Cortese.


Il primo presidente della neonata associazione è Lorenzo Bisio, affiancato dal vicepresidente Tiziano Arecco, e dai consiglieri Filippo Gemme, Mattia Gemme, Giada Lava, Matteo Maccagno e Chiara Massone. “Gavi Giovani” si propone “di mettere in primo piano l’identità del Gavi attraverso la promozione e la comunicazione del territorio, la salvaguardia del paesaggio agrario, l’ospitalità e la cultura enogastronomica”. L’obiettivo primario è quello di coinvolgere attivamente la comunità “creando sinergie con altri enti e soggetti del territorio e facendo rete tra aziende agricole e Cantine, sfruttando al massimo gli strumenti digitali”. “Grazie all’entusiasmo e alla determinazione dei suoi membri, ‘Gavi Giovani’ si prospetta come un importante punto di riferimento per il futuro della Denominazione” ha commentato il presidente del Consorzio del Gavi, Maurizio Montobbio, aggiungendo che “siamo orgogliosi che il gruppo, già attivo, si sia dato una struttura e siamo convinti che, attraverso questa esperienza, ciascuno di loro maturerà la consapevolezza dell’impegno e della responsabilità indispensabili per accompagnare la crescita continua del territorio e dei suoi prodotti tipici e eccellenti. A tutti i membri del Consiglio – ha concluso – il nostro augurio per un buon lavoro e la massima disponibilità del Consorzio a supporto delle iniziative che realizzeranno”.

Vino, Cantina Girlan presenta a Vinitaly la sua nuova bottiglia leggera

Vino, Cantina Girlan presenta a Vinitaly la sua nuova bottiglia leggeraMilano, 20 mar. (askanews) – La cooperativa vitivinicola altoatesina Cantina Girlan ha annunciato che nell’arco di tre anni, a partire dai primi imbottigliamenti dell’annata 2023, procederà alla completa sostituzione con bottiglie da 410 grammi della sua intera produzione, che si attesta in media a 1,8 milioni di pezzi. Si partirà con il 70% nel 2024, che salirà al 90% nel 2025, per arrivare al 100% nel 2026.


Secondo le stime e i dati elaborati dalla Federazione Raiffeisen in collaborazione con l’Okoinstitut, l’istituto altoatesino che dal 1989 si occupa di accompagnare le aziende lungo il percorso della sostenibilità, i benefici ambientali ottenuti con la riduzione del peso delle bottiglie consentiranno di abbattere in modo tangibile e importante le emissioni di CO2 durante la produzione del vetro e il trasporto delle bottiglie. In particolare, nel 2024 viene stimata una riduzione del 29,7% di emissioni di CO2, grazie a una diminuzione di 228 tonnellate di CO2 equivalenti: si tratta della stessa quantità di anidride carbonica immagazzinata in quasi 0,6 ettari di foresta o di quella emessa da un’auto dopo 1,37 milioni di chilometri percorsi. La nuova bottiglia leggera con il logo “LightWeight-Lower Carbon Footprint” sulla retro etichetta, “resistente e con un colore in grado di fornire un’ottima protezione dalla luce esterna”, debutterà nel corso della 56esima edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 14 al 17 aprile.


“La decisione di utilizzare questo nuovo formato con un peso più leggero è una scelta che ponderavamo da tempo e ora è giunto il momento di metterla in campo” ha affermato il presidente, Oscar Lorandi, spiegando che “dopo uno studio interno per comprendere e quantificare il nostro impatto sul pianeta in tema di emissioni carboniche, abbiamo pensato di rendere concreta e tangibile la nostra volontà al consumatore con una precisa soluzione che ha un rispetto maggiore per la terra, perché non esiste qualità senza sostenibilità”. “Si tratta di una svolta coraggiosa e perfettamente in linea con la nostra filosofia negli anni la nostra Cantina si è sempre contraddistinta per scelte concrete come la valorizzazione di specifiche sottozone e la decisione di focalizzare il suo impegno sulla produzione di determinate varietà, a partire dal Pinot Noir” ha aggiunto Lorandi, evidenziando anche “la costante attenzione al lavoro dei 200 soci, che hanno la responsabilità di condurre 220 ettari di terreni collocati nelle migliori zone produttive dell’Oltradige e della Bassa Atesina”. “La consulenza e la formazione che forniamo alle famiglie dei viticoltori e dei dipendenti è costante ed è uno degli obiettivi primari della nostra Cantina” ha proseguito, concludendo che “sono tutte scelte che nascono da convinzioni etiche che vogliamo perseguire per raggiungere l’obiettivo della qualità a 360 gradi”.

Vino, Mattarella conferisce a Marco Caprai titolo di Ufficiale al Merito

Vino, Mattarella conferisce a Marco Caprai titolo di Ufficiale al MeritoMilano, 20 mar. (askanews) – Nel pomeriggio del 20 marzo al Quirinale, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito all’imprenditore vitivinicolo Marco Caprai il titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana per l’imprenditoria etica.


Negli ultimi anni, “l’uomo del Sagrantino”, grazie ad un progetto iniziato nel 2016 con la Caritas di Foligno ha dato lavoro a oltre 200 richiedenti asilo nella sua azienda agricola, l’Arnaldo Caprai di Montefalco (Perugia).

Vino, Barker (Oiv): innovare offerta e puntare su valenza culturale

Vino, Barker (Oiv): innovare offerta e puntare su valenza culturaleMilano, 20 mar. (askanews) – “In un contesto generale caratterizzato da una crescente complessità è difficile identificare tendenze di lungo termine. Rileviamo un eccesso di produzione e al contempo una evoluzione dei trend di consumo, con declinazioni diverse a seconda dei prodotti, delle regioni e dei mercati. Per questo è importante non solo saper innovare l’offerta ma anche far conoscere la valenza culturale che contraddistingue i nostri vini”. Lo ha detto il direttore generale dell’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv), John Barker, intervenuto oggi all’Europarlamento a Bruxelles durante la conferenza stampa di presentazione della 56esima edizione di Vinitaly, in programma a Veronafiere dal 14 al 17 aprile.


“Oggi più che mai spingiamo l’acceleratore sull’internazionalizzazione, il motore che ci consente di realizzare opportunità di business concrete per le imprese italiane fuori dai confini nazionali” ha spiegato poi l’Ad di Veronafiere, Maurizio Danese, sottolineando che “attraverso il presidio diretto dei mercati esteri riusciamo da un lato a intercettare l’evoluzione dei consumatori, dall’altro a garantire il posizionamento del nostro vino non solo come bene di consumo ma come prodotto culturale”.

Vino, Sanchez (Ceev): il vino europeo vale 130 miliardi di euro

Vino, Sanchez (Ceev): il vino europeo vale 130 miliardi di euroMilano, 20 mar. (askanews) – “Secondo l’indagine che abbiamo realizzato con Pwc e che presentiamo oggi, il vino europeo vale 130 miliardi di euro, con un contributo fiscale di 52 miliardi di euro l’anno e 3 milioni di addetti”. Lo ha detto il segretario generale del Comitato europeo delle aziende vitivinicole (Ceev), Ignacio Sanchez, intervenuto oggi a Bruxelles alla conferenza stampa del 56esimo Salone internazionale dei vini e distillati all’Europarlamento.


“L’ultima legislatura in Ue è stata una sorta di montagne russe anche per il vino, con il Covid, la guerra e l’inflazione – ha sottolineato Sanchez – ma l’Ue ci ha aiutato e per questo siamo qua assieme a Vinitaly per rappresentare ai decisori dell’Europarlamento l’importanza e il valore del vino italiano ed europeo”. “Per la prima volta portiamo la conferenza stampa di presentazione di Vinitaly fuori dai confini italiani” – ha commentato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, spiegando che “di fronte a una congiuntura difficile per il vino, a partire dalla pressione delle istanze salutistiche a livello internazionale, passando per i cambiamenti dei modelli di consumo, fino alle sfide poste dai mutamenti climatici, oggi siamo qui al Parlamento europeo, dove si decidono le sorti del mondo del vino e della viticoltura, assieme ai rappresentanti del comparto, per ribadire il fondamentale valore socio-economico che questo settore esprime nei nostri territori e nelle nostre comunità”.

Vino, Vinitaly 2024: selezione qualitativa e record di top-buyer: 1.200

Vino, Vinitaly 2024: selezione qualitativa e record di top-buyer: 1.200Milano, 20 mar. (askanews) – Milleduecento top-buyer, numero in crescita del 20% sull’edizione 2023 e del 70% rispetto a due anni fa: è l’obiettivo incoming che Vinitaly, insieme a Ice-Agenzia, si è posto per la sua 56esima edizione, in programma a Veronafiere dal 14 al 17 aprile prossimi. Oggi, il Salone internazionale dei vini e dei distillati 2024 è stato presentato all’Europarlamento a Bruxelles.


“E’ la prima presentazione che facciamo al Parlamento europeo, che è il centro nevralgico della politica Comunitaria, con l’obiettivo di contribuire ad accendere un ulteriore faro sul vino italiano, che ha proprio in Vinitaly il suo brand fieristico di promozione globale” ha affermato a Bruxelles il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, aggiungendo che “con questa logica della promozione abbiamo da poco terminato anche un giro del mondo durato oltre un semestre per operare una selezione ponderata dei principali buyer da invitare a Vinitaly”. “Il target è raggiunto ma oltre al successo numerico ci attendiamo soprattutto un riscontro molto positivo in termini di qualità della domanda rappresentata” ha proseguito, parlando di “un lavoro possibile anche grazie alla collaborazione e al sostegno del governo italiano, del ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, del ministero del Made in Italy, delle ambasciate e degli enti istituzionali preposti alla promozione, Ice Agenzia in primis. Un sistema di relazioni – ha concluso Bricolo – grazie alle quali Vinitaly ha potenziato il proprio know how, attivando un programma di condivisione sempre più stretto con i player del settore su scala mondiale”. Provengono da 65 Paesi i protagonisti della domanda estera selezionati, invitati e ospitati a Verona, a cui si aggiungeranno, secondo le stime della fiera, circa 30mila operatori stranieri che confluiranno a Vinitaly da oltre 140 nazioni. Il contingente più corposo degli ospiti rimane quello statunitense, con oltre il 15% delle presenze, seguito da altre tre piazze strategiche extra-Ue: Canada, Cina e Regno Unito, che assieme sommano il 23% degli arrivi. A livello di macro-regioni, la platea dei top buyer più numerosa proviene dal Nord America e dall’Europa (ognuna con un’incidenza al 26%), seguiti da Asia e Oceania (23%), Europa dell’Est (13%), Centro-Sud America (7%) e Africa (4%). Nel complesso, i 65 Paesi rappresentati valgono il 95% del totale export enologico made in Italy.


“È forte la convinzione di poter fare molto in favore di un settore di cui ci sentiamo parte integrante: in un periodo non certo facile ci sentiamo ancor più in dovere di dare le giuste risposte a chi investe in fiera” ha detto l’Ad di Veronafiere, Maurizio Danese, precisando che “la prima parola chiave è senz’altro ‘business’, la seconda è ‘consapevolezza’ di un capitale strategico, oltreché identitario, per l’economia italiana ed europea sempre più sotto la lente di tesi allarmistiche”. “Per questo, in occasione della prima giornata nazionale del Made in Italy (15 aprile), presenteremo, assieme al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, la ricerca ‘Se tu togli il vino all’Italia’, un tuffo nel bicchiere mezzo vuoto” ha aggiunto, spiegando che si tratta di “uno studio, realizzato dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e da Prometeia, sull’impatto che il Belpaese subirebbe in termini socio-economici, turistici e identitari da un’ipotetica scomparsa del vino dall’Italia”. Alla conferenza stampa di presentazione di Vinitaly 2024, oggi al Parlamento Europeo di Bruxelless, hanno partecipato anche Ignacio Sánchez, segretario generale Comitato europeo delle aziende vitivinicole (Ceev) e John Barker, direttore generale dell’ Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv).

Intesa Equalitas-FederBio per sviluppo sostenibile imprese del vino

Intesa Equalitas-FederBio per sviluppo sostenibile imprese del vinoMilano, 20 mar. (askanews) – Il 20 marzo a Roma è stato siglato il protocollo d’intesa tra Equalitas (standard-owner guidato da Federdoc) e FederBio, l’organizzazione a vocazione interprofessionale che valorizza e tutela l’agricoltura e la produzione biologica italiana. L’accordo, sottoscritto dal presidente di Equalitas, Riccardo Ricci Curbastro e dalla presidente di Federbio, Maria Grazia Mammuccini alla presenza del sottosegretario del Masaf, Luigi D’Eramo, intende sostenere un approccio integrato e condiviso da istituzioni, imprese e operatori del settore vitivinicolo sul tema della sostenibilità del biologico.


Al centro dell’intesa la promozione di un approccio che integri la certificazione Bio con lo standard Equalitas Vino Sostenibile come modello per la tutela ambientale e sociale, e sfida costante per le imprese vitivinicole, sempre più attente e sensibili a queste tematiche. Il comparto vitivinicolo italiano sta dimostrando infatti di essere un’eccellenza, con già il 18% della produzione certificata biologico e oltre un miliardo di bottiglie di vino provenienti dalle imprese certificate sostenibili secondo lo standard Equalitas. “A partire dall’impegno congiunto a una corretta e trasparente comunicazione verso il consumatore, il protocollo intende da una parte formare ed assistere le imprese vitivinicole che vogliono integrare entrambi i modelli di gestione, Biologico ed Equalitas Vino Sostenibile, in un approccio completo e avanzato alla responsabilità d’impresa, anche facilitandone, dove possibile, i controlli congiunti” hanno spiegato i promotori dell’iniziativa, aggiugendo che “dall’altra parte, lavorare al rafforzamento dei requisiti che caratterizzano il biologico, quale risorsa strategica dell’UE, nel disegno della gestione sostenibile del vino, su temi come la tracciabilità di prodotti e processi, la tutela della biodiversità e della salute di consumatori e operatori”.


“Integrando i principi di due delle più importanti certificazioni sostenibili, l’accordo con Equalitas rappresenta un passo significativo per la valorizzazione a 360 gradi della viticoltura agroecologica” ha dichiarato Mammuccini, proseguendo che “unisce, infatti, la qualità della certificazione biologica, garanzia di tecniche agronomiche rispettose dell’ambiente, con lo standard Equalitas, che attesta la sostenibilità dell’intera filiera, valutando la carbon footprint e le buone pratiche sociali. Inoltre, il tavolo di lavoro permanente che verrà attivato assicurerà formazione, ricerca e comunicazione per fare della viticoltura bio e sostenibile italiana sempre più un’eccellenza a livello internazionale”. “Con questa intesa, che Equalitas sigla con l’obiettivo di fare sistema – ha affermato Ricci Curbastro – contiamo che anche le istituzioni rilevino la richiesta di razionalizzazione che proviene dalle imprese, riconoscendo e sostenendo le varie modalità di avvicinamento alla sostenibilità ma anche definendo la stessa in maniera completa, seria e trasparente”.

Vino, dal 21 al 30 marzo “DiVinNosiola” anima la Valle dei Laghi

Vino, dal 21 al 30 marzo “DiVinNosiola” anima la Valle dei LaghiMilano, 20 mar. (askanews) – “DiVinNosiola, quando il vino si fa Santo” è l’evento che dal 21 al 30 marzo anima la Valle dei Laghi, la località tra il Lago di Garda e Trento, costellata da sette laghi alpini e piccoli borghi rurali immersi in un paesaggio di frutteti e vigneti.


Giunta alla 14esima edizione, la manifestazione si propone ancora una volta di far risaltare il patrimonio culturale, gastronomico ed enologico del territorio, legato in modo imprescindibile alla produzione di Vino Nosiola e di Vino Santo Trentino Doc (presidio Slow Food), due tipologie dell’uva a bacca bianca del vitigno autoctono trentino. Dopo la raccolta in ottobre, gli acini restano per mesi sui graticci (“arèle”) posizionati nelle soffitte dove sviluppano le muffe nobili fino alla Settimana Santa, quando viene effettuata la pigiatura dell’uva. “DiVinNosiola” si aprirà nell’Enoteca Provinciale del Trentino al Palazzo Roccabruna di Trento che giovedì 21 marzo alle 18.30 proporrà un focus sulle numerose declinazioni di questo vitigno e sull’affascinante mondo del passito trentino, con una degustazione di vino Nosiola e delle vecchie annate di Vino Santo guidata dal sommelier altoatesino Andrè Senoner.


Forte di un ricco programma di degustazioni e assaggi nelle Cantine, ma anche spettacoli teatrali, presentazioni di libri e trekking lungo il territorio, questa manifestazione è organizzata dall’associazione Vignaioli Vino Santo Trentino Doc, con il supporto di Trentino Marketing, la collaborazione di APT Garda Dolomiti, il Consorzio Vini del Trentino, l’Ecomuseo della Valle dei Laghi, il Palazzo Roccabruna di Trento, Casa Caveau Vino Santo e la Strada del Vino e dei Sapori del Trentino. Foto: T. Prugnola

”WineSpectator” dedica articolo a Nicola Biasi e ai vitigni resistenti

”WineSpectator” dedica articolo a Nicola Biasi e ai vitigni resistentiMilano, 20 mar. (askanews) – “WineSpectator” ha dedicato un articolo al noto enologo Nicola Biasi, al suo “Vin de la Neu” e al suo progetto “Resistenti”, la rete nata nel 2021 che al momento conta otto aziende agricole che lavorano vitigni resistenti alle malattie fungine in altrettanti territori tra Friuli, Veneto e Trentino. L’approfondimento dedicato ai vini Piwi sulla celebre rivista specializzata statunitense è firmato da Robert Camuto sotto il titolo “Can New Hybrids Make Great Wines? The future of wine grapes can be found in Northern Italy” (“I nuovi vitigni ibridi possono produrre grandi vini? Il futuro dell’uva da vino è nel Nord Italia”, ndr).


Oltre a parlare del vino bianco da uve Johanniter prodotto dal 42enne friulano e “diventato una specie di vino di culto, venduto a circa 170 dollari a bottiglia, con solo 80 casse prodotte”, l’articolo ricorda che “negli ultimi due anni, le autorità vinicole francesi hanno approvato l’uso di ibridi resistenti nelle regioni classiche dello Champagne (dove la varietà bianca Voltis può costituire il 5% degli impianti di vigneti e il 10% degli assemblaggi) e nel Bordeaux, dove tre nuovi ibridi bianchi e uno rosso sono consentiti agli stessi livelli, dopo l’approvazione del 2021 del Portoghese e di altre uve”. “In Italia, gli ibridi resistenti non sono ancora ammessi nei vini a denominazione Doc, ma circa tre dozzine di varietà sono consentite nella metà delle 20 regioni italiane per i vini con Denominazione Igt” prosegue Camuto, a cui Biasi sottolinea la necessità di puntare con forza sulla “qualità”: “E’ un momento delicato perché se mettiamo sul mercato vini non buoni, il gioco è fatto”. “Il futuro della viticoltura potrebbe presto trovarsi di fronte a un bivio: mentre alcuni ricercatori viticoli cercano nuovi portainnesti e ibridi, altri, su entrambe le sponde dell’Atlantico, sostengono la necessità di modificare geneticamente le varietà esistenti in modo più rapido e controverso” chiosa l’autore dell’articolo che, definendosi “un romantico amante del vino del Vecchio Mondo che preferisce non pensare agli strumenti tecnologici”, conclude “credo che la rivoluzione della vite stia arrivando, in una forma o nell’altra: è importante partecipare a questo dibattito e pensare a cosa significa per noi ‘qualità’”.