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Vino, Consorzio Lugana Doc a Prowein con l’annata 2023 in anteprima

Vino, Consorzio Lugana Doc a Prowein con l’annata 2023 in anteprimaMilano, 9 mar. (askanews) – Il Consorzio Lugana Doc torna anche quest’anno a Prowein, la fiera che si terrà dal 10 al 12 marzo a Dusseldorf. I Paesi germanofoni sono il mercato più importante per il Lugana Doc, anche grazie al turismo che ruota attorno al lago di Garda che vede una grande presenza di visitatori dal Nord Europa e specialmente dalla Germania. Questo rende l’appuntamento di Dusseldorf una data chiave tra quelle in calendario per il Consorzio, un modo per rinnovare e rafforzare i rapporti con buyer e clienti storici, ma anche con quelli di Paesi emergenti come Polonia o Paesi Baltici.


A questa trentesima edizione della fiera si terrà anche l’ultimo dei quattro appuntamenti organizzati in collaborazione con la rivista Vinum, che hanno raccontato i vini di questa Denominazione in diverse tappe da Monaco a Karlsruhe. La masterclass, guidata da Claudia Stern e che si terrà il 9 marzo alle 13 presso lo stand di Vinum, è dedicata a un tema sempre più centrale nelle scelte dei consumatori, la sostenibilità. Altro appuntamento importante per il Consorzio sarà lunedì 11 marzo dalle 13 alle 14, quando il presidente Fabio Zenato e il direttore Edoardo Peduto accoglieranno allo stand un nutrito gruppo di giornalisti internazionali per una degustazione di vecchie annate, per sottolineare il potenziale d’invecchiamento dei vini della Denominazione. Durante i tre giorni di fiera non mancheranno inoltre gli assaggi in anteprima dell’annata 2023.


“Questo appuntamento per noi ha un’importanza strategica: rappresenta l’opportunità di far conoscere i vini del Lugana Doc durante una fiera internazionale che si tiene nel cuore di un mercato per noi così centrale” ha spiegato Peduto, sottolineando che “avremo l’occasione di far degustare l’annata 2023, un’annata che, grazie alla capacità dei nostri viticoltori di intervenire con professionalità e precisione, ha permesso di ottenere vini più complessi dal punto di vista olfattivo e piacevolmente sapidi”.

Vino, Angelo Gaja torna sulla copertina di “Wine Spectator”

Vino, Angelo Gaja torna sulla copertina di “Wine Spectator”Milano, 8 mar. (askanews) – La rivista statunitense “Wine Spectator” dedica la copertina del numero di aprile al celebre produttore di vino piemontese Angelo Gaja, a cui il direttore ed editore Marvin R. Shanken dedica una lunga intervista.


“Angelo Gaja, champion of italian wine” (“Angelo Gaja: Campione del vino italiano”, ndr) è il titolo del colloquio con l’84enne trisnipote del fondatore, nel 1859, della Cantina di Barbaresco (Cuneo), che finisce sulla copertina del noto magazine specializzato per la terza volta, in occasione del suo primo viaggio negli Stati Uniti. “Nel 1974 negli Usa c’era poco mercato per i vini italiani di qualità” scrive Shanken, ricordando che Gaja “viaggiò instancabilmente, promuovendo la sua convinzione che i vini di Barbaresco, del Piemonte e di tutta Italia potessero essere di livello mondiale”.

Vino, Oiv celebra l’8 marzo con la campagna “Ispirare l’inclusione”

Vino, Oiv celebra l’8 marzo con la campagna “Ispirare l’inclusione”Milano, 8 mar. (askanews) – In occasione della Giornata internazionale della donna, l’Organizzazione internazionale della vigna e del vino (Oiv) accende i riflettori sul ruolo delle donne nel settore vitivinicolo, scegliendo come tema della sua campagna per l’8 marzo 2024 “Ispirare l’inclusione”.


In questa occasione, l’Oiv ha chiesto a tre personalità femminili, “il cui contributo al settore vitivinicolo e all’organizzazione è stato fondamentale”, di condividere la loro visione e le loro storie personali. “Oggi trovare storie di successo non è affatto difficile: ci sono donne proprietarie di vigneti e viticoltrici che, grazie al duro lavoro degli anni e forse ad un pizzico di fortuna, si sono fatte un nome in un mondo dominato dagli uomini e vengono periodicamente corteggiate dai mass media come esempi interessanti di ciò che le donne, forse un po’ inaspettatamente, possono fare, e possono fare bene” afferma la docente romena di Enologia, Arina Antoce, evidenziando però che “loro sono la punta dell’iceberg, perché migliaia di altre donne che contribuiscono attivamente e trovano successo in diversi ruoli di supporto nell’industria del vino rimangono anonime: vorrei che, in qualche modo, tutte queste donne potessero far sentire di più la loro voce. Invece di contemplare lo squilibrio numerico tra uomini e donne nel nostro campo – conclude – forse dovremmo celebrare la capacità delle donne, in generale, di occupare qualsiasi posto, di raggiungere qualsiasi incarico e di fare un buon lavoro”. Sottolineando al pari della sua collega romena la fatica fatta agli inizi della carriera per imporsi come donna in un mondo di uomini, Monika Christmann, presidentessa onoraria dell’Oiv e direttrice dell’Istituto di enologia di Geisenheim (Germania), precisa che “oggi il settore vitivinicolo è cambiato radicalmente: noto che il numero di studentesse è aumentato notevolmente e che le lezioni sugli argomenti tecnici non sono più appannaggio esclusivo degli studenti e questo è molto importante”. Per quanto riguarda l’Oiv poi “le presidentesse sono accettate e rispettate, e possono essere un ‘modello’ per le prossime generazioni di donne nel settore vitivinicolo” continua, aggiungendo che “mentre in Europa il settore del vino era più conservatore rispetto al nuovo mondo, ora la situazione è completamente cambiata: la vinificazione è più globalizzata e assistiamo a molti scambi tra le diverse aree vitivinicole del mondo anche grazie ai viticoltori che lavorano a livello internazionale”.


Ricordando che durante la sua giovinezza “gli uomini della mia famiglia non erano pronti a lasciare alcun aspetto della produzione o del commercio del vino alle donne” la storica francese del vino e presidente della Giuria del Premio Oiv, Azélina Jaboulet-Vercherre spiega che nonostante siano oggi diverse le protagoniste del mondo del vino, “il cambiamento è lento: il mondo agricolo è, per definizione, rurale e come tale, è necessario, anche se frustrante, operare nel quadro della ‘longue durée’, un concetto caro ad alcune delle mie influenze intellettuali, come Fernand Braudel e Jacques Le Goff”.

Lollobrigida: 25 mln a disposizione dei Consorzi di tutela Dop e Igp

Lollobrigida: 25 mln a disposizione dei Consorzi di tutela Dop e IgpMilano, 8 mar. (askanews) – E’ stato pubblicato il decreto con cui il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste mette a disposizione dei Consorzi di tutela 25 milioni di euro per sostenere azioni di commercializzazione, di informazione e divulgazione, di sviluppo dei prodotti Dop e Igp nonché di rafforzamento della rappresentatività dei consorzi di tutela. Si tratta di un’ulteriore iniziativa finalizzata a valorizzare le potenzialità delle Indicazioni geografiche, riconosciute globalmente come simbolo di eccellenza.


I beneficiari dell’intervento sono i 176 Consorzi di tutela delle Dop e Igp del settore agroalimentare, anche organizzati in associazioni temporanee. Tra le attività finanziabili rientrano campagne di informazione, azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, partecipazione a fiere ed esposizioni di rilevanza nazionale ed internazionale. “La misura si colloca in un quadro più generale di rafforzamento delle indicazioni geografiche, sia a livello europeo che a livello nazionale” ha spiegato il ministro Francesco Lollobrigida, ricordando che “pochi giorni fa, infatti, è stato approvato dal Parlamento europeo, con una maggioranza quasi unanime, il nuovo Regolamento sulle IG che va a rafforzare ulteriormente il ruolo dei consorzi. La difesa del marchio Italia – ha concluso il ministro – è una priorità del Governo Meloni che ha già adottato azioni concrete, la lotta contro il mercato del falso, che sottrae 120 miliardi all’economia è stata intensificata con controlli più capillari e con il potenziamento dell’Ispettorato centrale qualità e repressione frodi”.

La grande cucina italiana, Ivo Boggini: non chef, solo…cuoco

La grande cucina italiana, Ivo Boggini: non chef, solo…cuocoRoma, 8 mar. (askanews) – A Via Laghetto c’è un angolo di Milano, della vecchia Milano, alle spalle del Duomo e di Palazzo Reale, dove tutti i giorni uno chef, pardon un cuoco, dà da mangiare, come dice lui, a milanesi e non. Alla vecchia maniera, con piatti regionali che non riescono mai a stancare palati sempre più abituati alle frenesie della cucina moderna. Qui si parla di cucina antica, cucina vera. Cucina italiana.


Il luogo, bello grazie anche al grande lavoro di interior design della signora Laura, co-propietaria con il marito Carlo Bodini, potrebbe risultare a Milano anomalo nel nome, “Cantina Piemontese”. Eppure parliamo di un ristorante milanese tra i più antichi, già trattoria nei primi anni del ‘900. E in cucina, a far felici gli ospiti, c’è lui, Ivo Boggini. Una storia tutta da raccontare, tra tavoli e fornelli, dall’84 protagonista delle ricette della Cantina. Da quando la mamma di Carlo, ci tiene a ricordarla la signora Laura Roncoroni, lo volle al ristorante. “Oramai ho 73 anni – dice ad askanews Ivo Boggini -, a questa età tra i pochi rimasti a fare questo lavoro. Sono un valsesiano doc, vengo dalla montagna, amo il mio lavoro. Volevo ritirarmi ma ho talmente tanta passione per il mio lavoro che vado avanti. Da quaranta anni sono a Milano e dò da mangiare alla clientela milanese, che credo mi ami molto”.


Il successo è scritto nel menù, e nella carta dei vini con più di 500 etichette: “Facciamo tanta cucina piemontese ma anche lombarda, ligure, romana – spiega Boggini -, spaziamo sulla cucina regionale italiana. E’ il genere di cucina che amo, ci tengo molto. Tutti prodotti di qualità, pesce solo pescato, carne solo piemontese, verdure da un ortolano di fiducia di Milano, che prepariamo e cuciniamo in modo antico con leggerezza”.


Ma come inizia la carriera di un grande cuoco? “Ho cominciato come cameriere, ho avuto la fortuna di conoscere due grandi chef, di quelli di una volta. Nel mio giorno di riposo allora andavo in cucina ad imparare il mestiere. L’ho rubato così. Ma credo che bisogna essere bravi a captare quello che ti viene insegnato. Poi mi sono messo in cucina, ho lavorato a Vigevano, a Milano, e poi sono arrivato alla Cantina Piemontese”.


Evviva la cucina italiana allora, soprattutto se a proporla è chi ne conosce ogni segreto. Che non ha problemi a svelarci: “Grandi vini, grandi piatti, cucina classica tradizionale che stava peraltro sparendo con l’arrivo della cucina fashion stellata. Ora c’è un ritorno, e l’Italia offre dei piatti che sono fantastici. Senza bisogno di inventarsi niente. Materie prime di qualità e la voglia di cucinarli bene. E’ questa la cucina ed è questo il mio motto”.

Vino, Ice: Italia primo Paese per numero di espositori a Prowein

Vino, Ice: Italia primo Paese per numero di espositori a ProweinMilano, 8 mar. (askanews) – Con 1.198 espositori sui 5.320 totali registrati, l’Italia si conferma il Paese con la rappresentanza più nutrita alla trentesima edizione di ProWein, la fiera dedicata al mondo dei vini e dei distillati che si svolgerà a Dusseldorf dal 10 al 12 marzo. Lo comunica l’agenzia Ice, che all’esposizione nella città tedesca ha organizzato un ricco programma di seminari e degustazioni di vini italiani, con masterclass realizzate in collaborazione con dieci Consorzi di tutela. I visitatori dello spazio Ice potranno inoltre degustare i vini della classifica “Top 100 Italian Wines” selezionati da Meininger-Verlag, principale editore specializzato tedesco. Quest’anno l’Italia sarà rappresentata al “Meininger Award”, l’evento di apertura organizzato dalla casa editrice alla vigilia della Prowein, dove verranno presentati 22 vini di 11 consorzi a un pubblico di circa 500 professionisti del settore.


“Il mondo del vino sta manifestando importanti segnali di rallentamento, specialmente nell’ultima parte del 2023 e non abbiamo informazioni di una inversione di tendenza per i primi mesi del 2024” ha affermato il presidente di Ice, Matteo Zoppas, aggiungendo che “oggi più che mai dobbiamo serrare i ranghi e intensificare le azioni di supporto alla categoria attraverso tutti gli strumenti del Sistema Paese”. “Nonostante tale scenario, l’Italia, con un export del vino che nel 2023 ha superato il miliardo di euro, ha consolidato la posizione di primo partner commerciale della Germania” ha continuato Zoppas, sottolineando che “l’apprezzamento da parte del mercato tedesco nei confronti del vino Made in Italy ci ha permesso di mantenere una quota di mercato del 39,6% con un andamento positivo per le esportazioni di vini spumanti, che sono aumentate del 6,8 per cento, raggiungendo i 125 milioni di euro”.

Spirit, pubblicato il decreto di riconoscimento dei Consorzi IG

Spirit, pubblicato il decreto di riconoscimento dei Consorzi IGMilano, 8 mar. (askanews) – E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Masaf che adotta le disposizioni su costituzione e riconoscimento dei Consorzi di tutela per le Indicazioni geografiche delle bevande spiritose.


“Le bevande spiritose a Ig soffrivano da tempo della mancanza di una procedura per il riconoscimento dei propri Consorzi di tutela, come già previsto per i vini e le specialità alimentari, e finalmente con la pubblicazione del Decreto da oggi essa è disponibile. Ringraziamo il ministro Francesco Lollobrigida e il suo staff per la grande collaborazione dimostrata verso il settore, e per averne compreso le necessità e gli obiettivi. Il decreto odierno va a colmare un vuoto normativo, ponendo il trattamento dei diversi Consorzi di Tutela su un piano omogeneo, esattamente come ha inteso fare la nuova riforma europea delle Indicazioni geografiche, che accomuna i prodotti vitivinicoli, gli alimentari e le bevande alcoliche” ha dichiarato Cesare Mazzetti, presidente del Comitato nazionale acquaviti e liquori di AssoDistil, ricodando che “i Consorzi di tutela si stanno dimostrando un importantissimo veicolo per il successo delle produzioni agroalimentari e vitivinicole di qualità, in un sistema come il nostro le cui caratteristiche organizzative, dimensionali e finanziarie non consentono di affrontare i mercati esteri”. “Le IG bevande spiritose come la Grappa vantano centinaia di anni di storia, tramandati di generazione in generazione, e costituiscono l’emblema del patrimonio agroalimentare tricolore” ha aggiunto Sebastiano Caffo, presidente del Consorzio nazionale di tutela della grappa, che ora potrà ambire al riconoscimento ufficiale. “La cultura del bere bene e moderatamente, tipica dei nostri distillati ad indicazione geografica che rientrano, non a caso, nelle acquaviti ‘da meditazione’, trova finalmente il veicolo ideale per farsi conoscere anche in mercati finora inesplorati e per consolidare la loro posizione sia in Italia che nel panorama mondiale degli spirits” ha proseguito, parlando di “una cultura che potrà ora raccontarsi attraverso un’unica voce, quella dei Consorzi di tutela, che raccoglieranno lo spirito della grande tradizione delle distillerie italiane”.


Ringraziando il ministro Lollobrigida “per aver dato al nostro settore questa grande opportunità di rilancio che ci stimola a stare uniti per promuovere e valorizzare l’acquavite più rappresentativa del Made in Italy”, Caffo ha ricordato che “la Grappa costituisce un unicum nel panorama internazionale, essendo esclusivamente italiana e collocandosi in perfetta armonia con la sostenibilità del settore vitivinicolo e, conseguentemente, delle politiche UE di sostenibilità, poiché è ottenuta dalla distillazione delle vinacce, principale sottoprodotto derivante dalla produzione del vino, che altrimenti verrebbe sprecate e disperse”.

Vino, International Packaging Competition diventa Vinitaly Design Award

Vino, International Packaging Competition diventa Vinitaly Design AwardMilano, 8 mar. (askanews) – L’International Packaging Competition si rinnova e per la sua 28esima edizione diventa Vinitaly Design Award. Non solo un cambio di look ma una evoluzione identitaria a tutto campo al passo con le tendenze e che, da quest’anno, prende forma nel rebranding strategico dello storico concorso di Veronafiere dedicato al packaging di vini, distillati, liquori, birra e olio extra vergine di oliva.


Tra le novità del nuovo concorso, le cui iscrizioni chiuderanno il prossimo 24 marzo, l’ampliamento della platea dei potenziali partecipanti. Da quest’anno, infatti, il concorso apre le porte anche alle agenzie pubblicitarie e ai designer oltre alle aziende produttrici, che potranno candidare i propri prodotti nelle 15 categorie del concorso (quattro in più rispetto al precedente regolamento): “White wines”, “Red wines”, “Rose wines”, “Sparkling wines”, “Fine wines”, “Aromatized wine -based cocktail”, “Liqueur wines”, “Series”, “Limited edition”, “Private label”, “Secondary pack”, “Clear spirits”, “Dark spirits”, “Extra virgin olive oil” e “Beer”. Per ogni singola categoria saranno assegnati quattro trofei Vinitaly Design Award: “Black”, “Gold”, “Silver” e “Bronze”. A valutare e giudicare i progetti dalla bottiglia alla chiusura, dalla capsula all’etichetta e controetichetta, fino a sigilli e all’imballo secondario, sarà una giuria composta da 20 esperti (cinque per il Comitato tecnico scientifico e ulteriori 15 giurati specializzati nelle varie discipline) guidati dal direttore artistico di Vinitaly Design Award, Mario Di Paolo (studio Spazio Di Paolo), considerato un trend setter internazionale del packaging enologico.


Nella nuova formula del concorso aumenta anche l’elenco dei premi speciali (che passato da 6 a 11), secondo le linee di sviluppo del packaging, sempre più strumento di marketing, di immagine e comunicazione del brand aziendale. Rientrano in questa lista i “Best”: in show; agency of the year; people choice; innovation; label Gdo; closures; use of paper; coordinated image; use of color; excellence in embellishment. I vincitori della 28esima edizione saranno svelati e proclamati sabato 13 aprile nel corso dell’evento di gala dedicato con consegna dei trofei, presso il Teatro Ristori di Verona. Oltre a Di Paolo, nel Comitato tecnico scientifico ci sono Luca Fois (creative advisor e docente a contratto Politecnico di Milano), Chiara Tomasi (designer e paper label specialist), Paolo Brogioni (direttore Assoenologi), Jana Kokrhanek (president Luxoro), mentre nella giuria arte e design sono presenti Francesco Morace, Juan Mantilla, Simonetta Doni, Dario Frattaruolo, Andrea Basile, Francesco Voltolina, Mario Airò, Stefano Torregrossa, Antonio Aricò, Giulio Iacchetti, Leila Salimbeni, Papi Frigerio, Giuseppe Stampone, Manuel Tavano e Francesco Franchi. Da quest’anno, il concorso vede la collaborazione di partner di eccellenza nel packaging e nel design: Fedrigoni, Estal, Luxoro, Amorim, Pozzoli, Sanfaustino, Atiu, Crealis, F.lli Magro, Relegno, Project Accessori.

Vino, Signorvino e “Più di un Sogno” insieme per iniziativa solidale

Vino, Signorvino e “Più di un Sogno” insieme per iniziativa solidaleMilano, 8 mar. (askanews) – Mille bottiglie per un’edizione limitata solidale: da Signorvino sono disponibili due vini di Tenimenti Leone con etichette realizzate da persone con disabilità intellettiva. Si tratta dell’iniziativa “Un’etichetta da sogno”, portata avanti con la Fondazione “Più di un Sogno”, organizzazione impegnata a promuovere valori e pratiche di solidarietà, accoglienza e percorsi di miglioramento della qualità di vita di famiglie con figli con disabilità intellettiva.


Grazie a questa iniziativa in tutti i locali Signorvino saranno disponibili due tipologie di bottiglie con etichette solidali: si tratta dei vini “Sciccheria” (Bianco IGP Lazio) e “Pischello” (Rosso IGP Lazio) di Tenimenti Leone, giovane azienda laziale con sede fra i comuni di Velletri e Lanuvio, dove il gruppo Oniverse (proprietario della Cantina e di Signorvino) porta avanti l’ambizione di rilanciare i vini dei Castelli Romani. Le etichette sono state ideate grazie a un processo creativo condotto dalle educatrici di “Più di un Sogno” assieme ai giovani partecipanti ad un laboratorio creativo e successivamente dipinte a mano con l’utilizzo di un timbro e con tanta pazienza e maestria: ogni bottiglia è un pezzo unico.


Sabato 9 marzo e domenica 10 marzo, dalle 10 alle 18, i giovani della Fondazione Più di un Sogno, insieme ai collaboratori di Signorvino, accoglieranno i clienti di Verona presso i tre punti vendita della città per condividere un buon bicchiere di vino e belle storie di inclusione sociale. La Fondazione aiuta 126 famiglie e ha all’attivo 43.000 interventi riabilitativi all’anno, offrendo un accompagnamento dalla nascita all’età adulta per bambini, adolescenti e giovani adulti, finalizzato allo sviluppo cognitivo, all’inclusione sociale e lavorativa e al raggiungimento di una vita autonoma delle persone assistite.

”Donne che lavorano nel vino sono le più vicine alla parità di genere”

”Donne che lavorano nel vino sono le più vicine alla parità di genere”Milano, 8 mar. (askanews) – “Le donne che lavorano nelle Cantine italiane sono più vicine alla parità di salari e carriera rispetto a quelle degli altri comparti economici, perché presidiano i settori nuovi del vino: commerciale (51%), marketing e comunicazione (80%) infine enoturismo (76%). Viceversa in vigna e in cantina sono minoritarie (14%): possiamo quindi dire che gli uomini producono il vino e le donne lo vendono”. Nel giorno dedicato alle donne, la celebre produttrice toscana Donatella Cinelli Colombini parla di come, nel mondo del vino, la parità di genere si raggiunge “procedendo in modo asimmetrico”, cioè impiegando le diverse peculiarità di uomini e donne nel modo più congegnale a ciascuno dei due. Un fenomeno non solo italiano, perché anche negli Stati Uniti le donne della wine industry hanno il minimo “gender pay gap” e cioè un reddito medio quasi uguale a quello maschile, fatto che dice molto sul nuovo protagonismo femminile nel comparto enologico e a cui corrisponde un peso sempre maggiore delle donne nelle decisioni di acquisto e di visita nelle Cantine.


“A livello mondiale la maggior parte del vino viene comprato dalle donne” ricorda Cinelli Colombini, evidenziando che, rispetto agli uomini, le donne bevono vino in modo più saltuario e legato alla socialità, mostrando un comportamento d’acquisto più pragmatico mettendolo, ad esempio, subito in relazione all’abbinamento con il cibo. Nel volume “Enoturismo 4.0”, scritto a quattro mani con Dario Stefàno e appena pubblicato da Agra Editrice, l’imprenditrice di Montalcino (Siena) ricorda che le donne sono la maggioranza anche fra i turisti del vino e soprattutto fra chi prenota online la visita in Cantina (66%). Nel complesso la crescita del ruolo femminile è un elemento tonico per il vino italiano e in generale per tutta l’agricoltura dove il 28% delle imprese ha una donna titolare. Aziende che si mostrano, oltre che più remunerative (il 21% di superficie rurale da loro gestita produce il 28% del Pil agricolo) di quelle guidate dagli uomini, anche espressione di un nuovo modello di impresa: più rispettosa dell’ambiente, internazionalizzata, orientata sulla qualità e sulla diversificazione produttiva.