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Un libro racconta le radici e i percorsi del vino al femminile

Un libro racconta le radici e i percorsi del vino al femminileMilano, 12 mar. (askanews) – Esce per le Edizioni All Around un libro dedicato alle donne nel mondo del vino: si tratta di “GenerAzioni in campo – Radici e percorsi del vino al femminile” di Eva Panitteri e Maurizio Saggion. Il volume, che sarà presentato in anteprima a Vinitaly, il salone internazionale del vino e dei distillati che si terrà a Verona dal 14 al 17 aprile, raccoglie quattordici voci e riconsegna il senso della forza, della presenza e del contributo profondo delle donne al mondo dell’enologia.


“Questo testo celebra la resilienza, la determinazione e il talento delle donne che hanno lasciato un’impronta indelebile” spiegano gli autori, ricordando che “troppo spesso, si lamenta, il linguaggio tecnico e di settore tende a sminuire o ignorare l’apporto femminile, perpetuando stereotipi e rappresentazioni fuorvianti”. Nel volume si sottolinea “l’importanza di riconoscere e celebrare il contributo delle donne nella storia del vino, un percorso troppo spesso trascurato o raccontato da una prospettiva unicamente maschile”. “Dalla lotta per i diritti delle donne alle scoperte scientifiche, le voci femminili sono state sistematicamente messe in secondo piano, relegate a un ruolo marginale nelle cronache di tutte le cose” proseguono gli autori evidenziando che “come dimostrano invece le storie raccolte, le donne hanno saputo superare ostacoli e discriminazioni, eccellendo in un settore tradizionalmente dominato dagli uomini: queste pioniere hanno costruito un futuro migliore, sfidando i limiti imposti da una mentalità escludente e aprendo la strada a nuove generazioni di donne imprenditrici nel mondo del vino”. Saggion ha percorso chilometri per visitare le aziende, vedere le vigne e conoscere le persone che vi lavorano, assaporando i vini e accogliendo le storie, mentre Panitteri ha dato forma narrativa a tali racconti, creando una cornice che inquadra il contesto sociale e culturale attraverso lo studio di ricerche, dati e indagini di settore.

Vino, è online la terza edizione dell’app “Bollicine del mondo”

Vino, è online la terza edizione dell’app “Bollicine del mondo”Milano, 11 mar. (askanews) – È online la terza edizione dell’app “Bollicine del mondo”, il progetto firmato dal fondatore di Identità Golose, Paolo Marchi, e dalla Donna del vino, Cinzia Benzi, dedicato alla migliore produzione spumantistica internazionale. Presentata oggi sul palcoscenico di “Identità Milano 2024”, l’applicazione è gratuita e disponibile in italiano e inglese, ed è dedicata ai wine-lovers ma anche a tutti coloro che amano viaggiare alla scoperta dei tesori della cultura enogastronomica. Il linguaggio è semplice, professionale ma non ingessato, esaustivo in appena 1.300 caratteri con un glossario da consultare e una sintesi terminologica, posta in ordine alfabetico.


“Non cerchiamo il meglio delle due o tre tipologie che vanno per la maggiore – ha spiegato Marchi – bensì il meglio dell’universo bollicine, c’è infinitamente più gusto, sorpresa dopo sorpresa”. La nuova edizione conta 740 cantine (115 in più del 2023) in 39 Paesi del mondo, un’antologia della migliore produzione mondiale che racconta per il 53% l’Italia, e per il 47% l’Europa e il mondo. Senza dubbio la Francia, con le regioni vitivinicole di Champagne, Alsazia, Borgogna, Loira e Jura, rappresenta il 30% di questo 47%, e le Cantine rimanenti sono in Spagna, Gran Bretagna, Germania, Austria, Albania, Romania, Grecia, Portogallo, Slovenia, Svizzera, Israele, Turchia, India, Argentina, Cile, Brasile, Canada, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda. Novità di quest’anno: Belgio, Repubblica Ceca, Slovacchia, Malta, Libano, Indonesia, Messico e Vietnam. La prevalenza è del Metodo Classico, una tendenza sul non dosato e una piccola crescita dei Pet Nat creati con il cosiddetto Metodo ancestrale. Il censimento delle migliori etichette, frutto di un lavoro corale che coinvolge 16 esperti internazionali tra giornalisti e addetti ai lavori, è arricchito da una serie di approfondimenti dedicati ai più interessanti territori del vino con l’obiettivo di scoprire o riscoprire Paesi e regioni attraverso la lente della migliore produzione spumantistica. La terza edizione della app propone 27 itinerari alla scoperta delle regioni più vocate: dall’Asti e Moscato fino all’Irpinia, dal Trento Doc all’Etna, dalla Champagne, all’Alsazia, passando per la Borgogna e poi ancora al Cava e al Corpinnat, al Cile e all’Argentina con incursioni in Asia e in Australia, novità di quest’anno la Regione Abruzzo oltre a Inghilterra e California con le contee di Napa Valley e Sonoma.


I premi di questa edizione sono stati assegnati per “l’innovazione” a Benoit Gouez (Chef de Cave Moet & Chandon); per “visione sostenibilità” a Cédric Moussé – Champagne Moussé Fils (Francia); per il “vitigno da scoprire” l’Asprinio “Trentapioli” Asprinio d’Aversa Doc” di Cantina Salvatore Martusciello, e il Nero Buono di “Spumante Metodo Classico Kius Pas Dosé 2013” di Cantina Marco Carpineti; per la categoria “Giovani di belle speranze, buona la prima” il “Metodo Classico Pas Dosé 2019” di Cantina Gabriele Magno; per “Questioni di famiglia” la Tenua I Fauri di Di Camillo; per l’”Etichetta d’autore” il “Lambrusco Grasparossa di Castelvetro SuDiGiri” di Pezzuoli, e a “Anthologie de Marjosse-Cuvée Blansky” di Chateau Marjosse. Per “i comunicatori” il riconoscimento è andato a Hosam Eldin Abou Eleyoun, Adua Villa, Ciro Fontanesi e Andrea Amadei, e infine per la categoria “l’esperto” è stato assegnato a Essi Avellan.

Vino, tornano le Conversazioni viticole dell’agronomo Giovanni Bigot

Vino, tornano le Conversazioni viticole dell’agronomo Giovanni BigotMilano, 11 mar. (askanews) – Il 13 marzo inizia la quinta stagione delle Conversazioni viticole con l’agronomo Giovanni Bigot, il ciclo di dirette streaming sui canali di comunicazione di “4Grapes” che ha l’obiettivo di avvicinare la conoscenza scientifica al mondo viticolo, sia a fini divulgativi che per promuovere un utilizzo critico e concreto dei risultati più aggiornati della ricerca di settore.


Le dirette condotte dall’agronomo Giovanni Bigot saranno a cadenza settimanale, ogni mercoledì alle 7.30 di mattina, da marzo a ottobre. La nuova stagione si aprirà con la rubrica “Clima e Vite”, in collaborazione con l’enologo Ramon Persello, che analizza l’impatto del cambiamento climatico sulla viticoltura. Persello, esperto di agrometeorologia e cambiamenti del clima, prenderà in esame alcuni fenomeni a partire dai dati raccolti da diversi centri di ricerca e osservatori specializzati, illustrando alcuni effetti delle mutazioni del clima dagli anni Cinquanta ad oggi, con un particolare focus sugli ultimi tre anni. Durante la diretta si discuterà dell’innalzamento delle temperature medie annue, dell’influsso dell’alta pressione di matrice Nordafricana permanente, della difficoltà di raffreddamento invernale del mare Adriatico settentrionale e la conseguente mitigazione delle pianure prossime alla costa. “Non sto preconizzando una catastrofe prossima ventura, cerco bensì di capire se queste ultime tre annate ne costituiscono i primi passi” ha spiegato l’enologo, sottolineando che “a partire dal giugno 2021 le medie mensili sono state costantemente superiori di 3 gradi al Nord, mentre Puglia, Campania, Calabria, Sicilia hanno visto scarti termici tra 1 e 2 gradi”. Giovanni Bigot approfondirà le conseguenze del cambiamento climatico sull’ecosistema del vigneto, come l’aumento di virulenza dei patogeni nelle diverse fasi fenologiche. “La Peronospora, così come l’Oidio, si sviluppa sulla base della disponibilità termica e idrica (mm di pioggia, bagnatura fogliare, umidità relativa dell’aria), ed è stato osservato come l’innalzamento delle temperature abbia moltiplicato la virulenza del patogeno soprattutto nei momenti in cui le condizioni a inizio stagione (aprile-maggio) e a fine stagione (settembre-ottobre) non sono ottimali, determinando un aumento della gravità delle infezioni” ha ricordato l’agronomo, aggiungendo che “confrontarsi e adattarsi al clima che cambia è possibile e necessario. Se rimaniamo ancorati alle pratiche agronomiche di sempre – ha concluso – i costi della difesa aumenteranno così come il rischio di non ottenere uva sana, mettendo inutilmente in crisi le strategie di protezione biologica, ultimamente additate come insufficienti e inefficaci ma solo perché non riadattate al cambiamento climatico”.


La nuova stagione delle “Conversazioni viticole”, che negli anni ha già superato i cento appuntamenti, ospiterà un parterre di esperti, tra cui docenti universitari e ricercatori, con i quali Bigot esplorerà diverse tematiche e punti di vista sulla gestione agronomica del vigneto. Le puntate saranno trasmesse in diretta streaming e rese disponibili anche in differita sui profili LinkedIn, Facebook, YouTube di “4Grapes” e in formato podcast sulle diverse piattaforme audio.

Vino, Manenti nuovo presidente del Consorzio Cerasuolo di Vittoria Docg

Vino, Manenti nuovo presidente del Consorzio Cerasuolo di Vittoria DocgMilano, 11 mar. (askanews) – Guglielmo Manenti, titolare dell’azienda Manenti Vini, è stato eletto alla guida del Consorzio di Tutela dei vini Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc per il prossimo triennio. L’elezione è avvenuta nella prima riunione del CdA del Consorzio eletto lo scorso 26 febbraio. Lo ha annunciato lo stesso ente consortile.


Vicepresidente è stato eletto Alessio Planeta (Planeta Vini), mentre consiglieri sono Francesco Ferreri (Donnafugata), Beniamino Fede (Azienda Agricola Fede) e Marco Parisi (Feudi del Pisciotto). Manenti succede ad Achille Alessi che, “grazie alla preziosa collaborazione dei suoi consiglieri e il contributo dei vari associati, ha saputo rilanciare l’immagine dell’unica Docg della Sicilia attraverso numerose azioni di promozione e comunicazione. Ed è su questa strada già tracciata – ha spiegato il Consorzio – che il nuovo presidente intende proseguire con l’obiettivo di raggiungere nuovi ed importanti traguardi, riflesso di un consorzio dinamico e coeso”. “Continueremo ed evolveremo la linea tracciata dal precedente Cda: abbiamo molti progetti e idee in cantiere che vanno dalle attività promozionali, come ‘CeraSoul’ e la presenza in alcune fiere di settore, al sostegno di progetti di ricerca riguardanti la difesa fitosanitaria e la valorizzazione delle cultivar locali” ha dichiarato il neopresidente Manenti, sottolineando che “importante sarà il coinvolgimento ed il contributo di tutti i soci del Consorzio, parte attiva delle decisioni che questo CdA prenderà nei mesi a venire, così come sarà fondamentale la sinergia stretta con l’Enoteca Regionale con sede a Vittoria e con la Strada del Vino del Cerasuolo di Vittoria dal Barocco al Liberty per avviare progetti comuni di promozione del territorio”.


Il Cda tornerà a riunirsi a breve per calendarizzare una serie di attività promozionali dei vini Cerasuolo di Vittoria Docg e Vittoria Doc e definire gli ultimi dettagli per la partecipazione alla prossima edizione del Vinitaly a Verona.

Vino, La Scolca festeggia 105 anni con ingresso quinta generazione

Vino, La Scolca festeggia 105 anni con ingresso quinta generazioneMilano, 11 mar. (askanews) – “Cinque anni fa non ero ancora così certo di cosa avrei fatto dopo i miei studi, molto probabilmente nel mio cuore sapevo già che avrei seguito le orme di famiglia: oggi però sono sicuro che il mio futuro sia qui, al fianco di mia madre per continuare questa tradizione e fare grandi cose insieme, ricordandomi del lavoro e dei sacrifici delle generazioni passate ma guardando sempre al futuro e alla modernità”. Con queste parole, il 21enne Ferdinando Caracciolo di Vietri, a fianco della mamma Chiara Soldati che guida l’azienda, ha annunciato ufficialmente il suo ingresso a La Scolca, la storica Cantina di Gavi (Alessandria).


L’occasione per lo storico annuncio dell’arrivo della quinta generazione, il passaggio generazionale era nell’aria da tempo, è stato il sontuoso gala organizzato a Milano in occasione dei festeggiamenti per i 105 anni del La Scolca, tra i principali interpreti dell’uva Cortese. Un anniversario che testimonia l’impegno profuso dalla famiglia Soldati in questo secolo di vita, con la vulcanica Cavaliere del lavoro Chiara che ha portato i suoi vini (dal “Gavi dei Gavi Etichetta Nera” al “Gavi La Scolca D’Antan” fino al nuovo “Gavi dei Gavi”) in oltre 60 Paesi del mondo. Fondata nel 1919 dal bisnonno di Giorgio Soldati, padre di Chiara, La Scolca conta oggi 60 ettari vitati dai quali produce 19 etichette per un totale di quasi un milione di bottiglie.

Il 16 marzo torna la Primavera del Conegliano Valdobbiadene Prosecco

Il 16 marzo torna la Primavera del Conegliano Valdobbiadene ProseccoMilano, 11 mar. (askanews) – Il territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg torna ad accogliere l’itinerario culturale e gastronomico che, dal 16 marzo al 9 giugno, racconterà l’Alta Marca, i suoi piccoli borghi, i vigneti che decorano i pendii e le Cantine che hanno reso celebre questo vino. E’ la “Primavera del Conegliano Valdobbiadene Prosecco”, fino all’anno scorso “Primavera del Prosecco Superiore”, che, giunta alla 29esima edizione propone 16 Mostre del vino che prenderanno il via da Santo Stefano di Valdobbiadene con “Il Cartizze e il Valdobbiadene Docg” (16-26 marzo), e si concluderanno a San Pietro di Feletto con “I Vini di Collina” (25 maggio-9 giugno).


“La modifica del titolo del festival è una scelta che le Mostre del Vino hanno preso all’unanimità accogliendo i suggerimenti arrivati dal Consorzio: con questa variazione siamo convinti che, agli occhi del visitatore, sarà ancora più evidente il legame tra le Mostre del Vino e il territorio su cui si sviluppa la manifestazione” ha spiegato il presidente del Comitato organizzatore della manifestazione, Giovanni Follador, parlando di “un segno inequivocabile di appartenenza che racchiude anche la volontà di comunicare a tuttotondo l’unicità di un vino che ha saputo conquistare il mondo e l’eccezionalità delle terre dove da secoli viene prodotto”. “Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco non è solo un vino, ma un legame che unisce le persone attraverso momenti di convivialità e gioia, e la ‘Primavera’ rappresenta un’opportunità unica per approfondire la conoscenza di questo straordinario spumante e per esplorare il territorio che lo ospita” ha aggiunto la presidente del Consorzio, Elvira Bortolomiol, sottolineando che “crediamo fermamente nell’importanza di eventi come questo, che non solo promuovono il nostro prodotto, ma anche contribuiscono alla formazione e all’educazione degli appassionati e dei professionisti del settore, facendo scoprire loro le caratteristiche di ogni sottozona della Denominazione. Il 2023 è stato l’anno dell’affermazione della tipologia Rive che registra una crescita del 10% in volume – ha concluso – e questo dato, assieme alla crescita del valore della produzione, sottolinea il posizionamento di qualità raggiunto dal Prosecco Docg nel corso degli anni”.


Compito del Comitato organizzatore è quello di evidenziare la migliore produzione enologica del territorio e premiare le aziende vitivinicole: per questo motivo, il Comitato provinciale Unpli Treviso, d’intesa con Assoenologi, ha ottenuto l’approvazione ministeriale per istituire il concorso enologico “Fascetta d’oro”, il primo ed unico concorso nazionale dedicato esclusivamente al Conegliano Valdobbiadene ed alle sue eccellenze vitivinicole.

Il 7-8 giugno a Verona un evento dedicato ai vini italiani in anfora

Il 7-8 giugno a Verona un evento dedicato ai vini italiani in anforaMilano, 11 mar. (askanews) – “Amphora Revolution” è il nome di un nuovo progetto nato dalla collaborazione tra Merano WineFestival e Vinitaly, che venerdì 7 e sabato 8 giugno alle Gallerie Mercatali di Veronafiere riunirà una selezione dei migliori vini italiani in anfora. L’evento è stato pensato “per promuovere e valorizzare una vecchia tecnologia come innovazione, in risposta anche alle sfide della sostenibilità e del cambiamento climatico”, e unirà produttori, enologi e opinion leader tra convention scientifica, simposio, tavole rotonde e masterclass.


“È una iniziativa – spiega l’Ad di Veronafiere, Maurizio Danese – che si inserisce nella linea del piano strategico di sviluppo di Veronafiere per il triennio 2024-2026 ed esplora nuovi ambiti b2b e b2c strettamente connessi al settore enologico che ha nel Vinitaly una piattaforma promozionale internazionale in grado di proporre il vino in tutte le sue declinazioni e le sue possibili proiezioni commerciali”. “Le giare di terracotta ci riportano al futuro, la terracotta si trova nella terra e la terracotta la ritrovi come parte della vinificazione. L’Italia ha un grande potenziale, c’è molta qualità e lo dico anche in base al confronto che ho avuto modo di fare negli ultimi quindici anni con i vini georgiani” ricorda il patron del Merano WineFestival, Helmuth Kocher, aggiungendo che “abbiamo voluto creare questo evento per valorizzare questa antica tradizione che oggi più che mai si rivela un’innovazione, una vera rivoluzione. Ecco perché – conclude Kocher – ‘Amphora Revolution’ è un patrimonio antico che può garantire la naturalità del prodotto, in sintonia con la sostenibilità ambientale e che può rappresentare una sfida contro i cambiamenti climatici”.


Secondo i promotori dell’evento, il vino fermentato, invecchiato e conservato in anfore di argilla, una pratica nata in Georgia tra i 6 e gli 8mila anni fa, sta vivendo una rinascita in tutto il mondo e offre oggi nuove opportunità alla viticoltura. Secondo i suoi protagonisti, l’uso moderno di questa tecnica consente una lenta micro-ossigenazione, temperature controllate naturalmente, pura espressione del frutto e ammorbidimento dell’acidità, o, se cotta a temperatura molto elevata, conservazione dell’acidità. L’anfora, inoltre, “offre un vantaggio ambientale e finanziario, con una durata di decenni se non secoli”. In occasione di Vinitaly 2024, dal 14 al 17 aprile, il progetto verrà presentato ufficialmente attraverso una masterclass condotta dallo stesso Kocher che avrà l’obiettivo di raccontare in anteprima le eccellenze dei vini prodotti attraverso l’antica tecnica dell’utilizzo di giare in terracotta.

Vino, Planeta è la “Wine family of the year” ai Meininger Awards

Vino, Planeta è la “Wine family of the year” ai Meininger AwardsMilano, 10 mar. (askanews) – La Cantina siciliana Planeta si è aggiudicata il titolo di “Wine family of the year” alla 18esima edizione dei “Meininger Awards Excellence in Wine & Spirit” che si è tenuta il 9 marzo a Dusseldorf in occasione dell’apertura di Prowein. Per quanto riguarda le altre onorificenza assegnate, il premio onorario della giuria è andato a Bettina Burklin-von Guradze (Weingut Dr. Lupo Bürklin), quello per l’imprenditore vinicolo nazionale dell’anno a Rudolf Knickenberg (Schlumberger), quello per l’imprenditore internazionale del vino dell’anno a Gérard Bertrand, il premio onorario alla carriera a Javier R. de Galarreta (Araex), mentre l’azienda di liquori dell’anno è stato attribuito ad Anora Group.


La giuria, composta da giornalisti delle principali riviste enologiche del gruppo editoriale Meininger (“Weinwirtschaft”, “Wine Business International”, “Sommelier” e “Weinwelt”) ha scelto di premiare Planeta per “la loro lunga tradizione agricola in Sicilia, tramandata da 17 generazioni: nel corso degli anni, questa famiglia intraprendente si è dedicata principalmente alla viticoltura, estendendo la propria presenza su 400 ettari distribuiti in sei vigneti situati nei migliori terroir siciliani. Oggi, i Planeta rappresentano l’eccellenza internazionale della viticoltura isolana”. A ritirare il premio dalle mani della famiglia Meininger sono stati Francesca, Alessio e Santi Planeta. “Siamo profondamente onorati e grati per essere stati riconosciuti come ‘Wine family of the year’” ha dichiarato Alessio Planeta, aggiungendo che “questo premio è un tributo alla dedizione e al lavoro instancabile che la nostra famiglia ha dedicato alla viticoltura in Sicilia per generazioni, è una testimonianza della passione e della determinazione che ci hanno spinto a cercare costantemente l’eccellenza nei nostri vigneti e nei nostri vini”. “Oggi lavorano in azienda tre generazioni di Planeta, con ruoli diversi e in grande armonia” ha ricordato l’Ad dell’azienda, sottolineando che “questo premio ci motiva e ci responsabilizza ulteriormente a continuare sulla strada dell’innovazione e della qualità, portando avanti il nostro impegno a rappresentare al meglio la tradizione vinicola siciliana a livello internazionale”.


Il riconoscimento si aggiunge a quello ottenuto pochi mesi prima da Alessio Planeta come “Winemaker of the Year” da parte di Wine Enthusiast. Foto: Meininger Awards

Glenmorangie lancia il suo primo whisky affinato in botti di Calvados

Glenmorangie lancia il suo primo whisky affinato in botti di CalvadosMilano, 10 mar. (askanews) – La storica distilleria scozzese Glenmorangie ha annunciato l’uscita di un nuovo single malt per la prima volta affinato in botti francesi di Calvados. Si tratta del “Glenmorangie 12 Years Old Barrel Select Calvados”, quinta edizione della serie Barrel Select Release che esalta aromi derivati dall’uso e dalla combinazione di botti rare, e la prima ad essere distribuita anche sul mercato italiano.


Conquistato dalle note morbide e fruttate del Calvados, l’acquavite di sidro di mela e pera prodotta in Normandia, il responsabile della distillazione dell’azienda di Tain nella Contea di Ross, Bill Lumsden, ha selezionato un piccolo lotto di whisky che aveva trascorso più di dieci anni a maturare in botti ex-bourbon di quercia bianca americana e lo ha trasferito in barili che, per 20 anni, avevano contenuto Calvados du Pays d’Auge. Dopo l’ulteriore affinamento di due anni, la nuova creatura si è dimostrata eccezionalmente fruttata e floreale dando il via alla produzione. “In Distilleria ci piace sempre sperimentare nuovi modi per dare vita a whisky deliziosi” ha affermato Lumsden, spiegando che “poiché le botti di Calvados non erano mai state utilizzate da Glenmorangie, ero curioso di vedere come le eleganti note fruttate che lo caratterizzano avrebbero completato il profilo aromatico del nostro single malt, con un finale delicato”.

Editoria, Tecniche Nuove Spa ha acquisito il 100% di Reda

Editoria, Tecniche Nuove Spa ha acquisito il 100% di RedaMilano, 10 mar. (askanews) – Il Gruppo editoriale Tecniche Nuove ha perfezionato l’acquisizione del 100% del ramo d’azienda Reda (Ramo editoriale degli agricoltori) dal Gruppo editoriale La Scuola.


Reda è un marchio storico nella produzione di libri d’adozione per gli Istituti tecnici Agrari e per gli Istituti professionali Agrari. Un catalogo di oltre 50 titoli per le venti materie chiave che formeranno i professionisti del settore agroalimentare. Il catalogo è arricchito da tutti i compendi digitali e multimediali: video, mappe, lezioni, esercizi interattivi, webinar, tutorial e tanti altri contenuti per rendere ancora più ricca l’esperienza formativa per studenti e docenti. Alla collana si aggiungono svariati titoli per la professione. “Nell’anno che celebra i 60 anni di attività del gruppo, abbiamo voluto completare l’offerta formativa creando una connessione con i futuri lettori delle nostre piattaforme di informazione e comunicazione” ha dichiarato Ivo Alfonso Nardella, presidente e Ad di Tecniche Nuove Spa, spiegando che “l’acquisizione del ramo d’azienda è l’inizio di un percorso comune con La Scuola Spa che ci vedrà sempre più partner nell’offerta formativa per i licei e gli istituti tecnici e professionali dei settori coperti dal Gruppo primi fra tutti l’agroalimentare e il manufacturing che rimane di gran lunga l’ambito in cui c’è più richiesta di diplomati Its con circa 14.300 entrate l’anno”.


“Sono molto soddisfatto per questa operazione che vedrà il rafforzamento dell’offerta educativa nel settore agroalimentare, grazie alle competenze del Gruppo Tecniche Nuove, e della promozione e distribuzione dei prodotti Reda grazie alla rete commerciale del Gruppo La Scuola” ha affermato Giorgio Riva, Ad del Gruppo La Scuola Spa, sottolineando che “la partnership consentirà di sviluppare anche ulteriori iniziative in ambiti disciplinari, a partire dalle competenze e dalle posizioni di leadership dei due Gruppi”.