Commissione Ue: vini Terre Abruzzesi-Terre d’Abruzzo nel registro IgpMilano, 10 gen. (askanews) – La Commissione europea ha annunciato di aver approvato il 10 gennaio l’inserimento nel registro delle Indicazioni geografiche protette (Igp) dei vini abruzzesi “Terre Abruzzesi/Terre d’Abruzzo”.
L’indicazione “Terre Abruzzesi/Terre d’Abruzzo” comprende categorie di vino, vino frizzante e vino ottenuto da uve appassite. La Commissione precisa che “le caratteristiche di questi vini sono determinate principalmente dalle particolari condizioni pedo-climatiche della zona di produzione, caratterizzata da colline ampie e soleggiate, nonché alla presenza del mare Adriatico a Est e dei massicci del Gran Sasso a nord-ovest e della Maiella a Sud-Ovest, che favorisce la formazione di significativi movimenti d’aria”. “Il clima temperato, i terreni ben drenanti ma con buona disponibilità idrica, le marcate escursioni termiche notte/giorno durante la fase di maturazione delle uve, garantiscono un’eccellente maturazione dei grappoli” continua la Commissione, ricordando che “queste condizioni sono ottimali per la sanità delle uve nonché per l’accumulo di sostanze aromatiche nei grappoli, dando origine a vini dai profumi intensi e caratterizzati”.
Gdo, Lusetti: per listini prezzi 2024 pane e pasta in caloMilano, 10 gen. (askanews) – L’industria di marca si sta muovendo in ordine sparso nella trattativa per il rinnovo dei prezzi nella grande distribuzione per il 2024. Alcuni produttori, dopo il calo complessivo a volumi del 2% dello scorso anno, sono disponibili a trattare su una riduzione dei prezzi e tra questi per ora ci sono sicuramente pasta e pane. A tracciare il quadro è il presidente dell’Associazione distribuzione moderna e di Conad, Mauro Lusetti, in occasione della conferenza stampa in vista dell’apertura della fiera Marca a Bologna il prossimo 16 gennaio.
“In avvio di questa campagna di negoziazione dei listini su prodotti molto importanti come i derivati del grano, pane e pasta, si sta registrando un decremento, su altri vedremo”, ha detto Lusetti spiegando che “quest’anno l’avvio della negoziazione è a macchia di leopardo. Abbiamo imprese che si stanno avvicinando con un atteggiamento di grandissima disponibilità anche perchè un calo del 2% in termini di volumi venduti è un campanello d’allarme soprattutto per chi oggi produce. Noi abbiamo attenuato il colpo con la marca del distributore e le politiche di attenzione verso il consumatore, chi produce si è trovato il 2% in meno. Al di là di questo registriamo un atteggiamento molto diversificato: molti produttori vengono con disponibilità a discutere altri un po’ meno”. La questione dei listini prezzi è finita nei giorni scorsi al centro delle cronache per la rottura delle trattative tra Carrefour e Pepsi, i cui prodotti non ci saranno sugli scaffali della catena francese “per un inaccettabile aumento dei prezzi”. A tal proposito Lusetti ha ricordato che “il caso ha avuto molto clamore ma nel mercato italiano in passato abbiamo avuto esempi simili. C’è stato un distributore che fece una battaglia con la Coca Cola oppure c’è stata la battaglia sulle merendine. Ci sta nella negoziazione che si arrivi a un punto che distributore e produttore arrivino ai ferri corti. E’ una forma di regolazione dei rapporti”.
In questo quadro, talvolta segnato da tensioni tra la grande distribuzione e l’industria nella negoziazione dei prezzi, “la marca del distributore è uno spazio di libertà per noi distributori attraverso il quale possiamo sicuramente aumentare la nostra capacità di negoziazione rispetto all’industria di marca” ha osservato Lusetti che a più riprese ha parlato della necessità di rivedere i rapporti con l’industria. Tuttavia, sostiene, “questo è quello che ci preoccupa meno. Quello che ci preoccupa di più è costruire assortimenti che rispondano meglio ai bisogni dei consumatori, di governare una parte della nostra offerta, dei prodotti che sono sullo scaffale per rispondere meglio a una evoluzione dei bisogni del consumatore che è rapidissima. Questo ci consente di non essere al traino di offerte di altri ma di governare una parte di queste in quella direzione”.
Vino, il 13 e 14 gennaio a Roma torna “Nebbiolo nel cuore”Milano, 10 gen. (askanews) – Sabato 13 e domenica14 gennaio al Grand Hotel Palatino di Roma si terrà la decima edizione di “Nebbiolo nel cuore”, manifestazione dedicata alle molteplici declinazioni del vino figlio del celebre vitigno a bacca nera autoctono del Piemonte e alle sue terre di elezione.
Attraverso banchi di assaggio, seminari, laboratori e masterclass dedicate sarà possibile scoprire il potenziale delle nuove annate e le peculiarità delle diverse espressioni territoriali: da Roero a Barbaresco e Barolo; da Gattinara e Ghemme a Boca e Lessona; da Bramaterra e Fara a Sizzano, alle Valli Ossolane; dalle Colline Novaresi alle Coste della Sesia, passando per Monferrato, Carema e Canavese. Ma anche la produzione della Valle D’Aosta, della Valtellina e persino della Sardegna e, quest’anno per la prima volta sarà presente anche un’azienda della Serbia. Tre le masterclass annunciate per l’edizione del decennale: “L’insostenibile leggerezza dell’essere. Il riflesso del terroir nei vini di Mascarello Mauro” (13 gennaio alle 15); “L’Erbaluce. Degustazione comparata di un vitigno unico che racconta i diversi territori del Nord Piemonte” (13 gennaio alle 17.30); “Il Nebbione. Bollicine VS Nebbiolo. Dallo stesso grappolo grandi vini rossi e spumanti di qualità” (14 gennaio alle 17.30).
Nel corso della due giorni di quest’anno, l’organizzatrice dell’evento, Riserva Grande (delegazione romana della Scuola europea per sommelier), presenterà l’app per smartphone dedicata al Nebbiolo. Una guida virtuale e interattiva strettamente legata alla manifestazione, i cui contenuti e collegamenti esterni ne estenderanno costantemente le opportunità di utilizzo.
Vino, da Regione Liguria ok a modifica Disciplinare Dop RosseseMilano, 10 gen. (askanews) – La Regione Liguria ha espresso parere favorevole alla modifica del Disciplinare di produzione dei vini a Dop Rossese di Dolceacqua o Rossese. Lo ha reso noto la stessa Regione, spiegando che il via libero è stato trasmesso al Masaf.
“L’ok della Regione arriva a coronamento di un lungo lavoro dell’Associazione di promozione del Rossese di Dolceacqua, dei Comuni, delle associazioni di categoria, dei produttori, del Centro di Sperimentazione e Assistenza Agricola (CeRSAA), dell’Enoteca Regionale della Liguria e dei nostri uffici, per valorizzare sempre di più la DOP e garantire la promozione del vitigno” ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessandro Piana, aggiungendo che “sono state ulteriormente dettagliate, tramite una precisa mappatura catastale, le Unità geografiche aggiuntive (Uga)”. “Queste Uga corrispondono ad uno specifico luogo di produzione in cui clima, il suolo e altri fattori naturali regalano caratteristiche uniche alle uve e quindi al vino” ha precisato Piana, sottolineando che “il ritorno è duplice: da un lato riportare le Uga di produzione in etichetta amplifica l’importanza del territorio e distingue ulteriormente il produttore, dall’altro il consumatore ha uno strumento ulteriore per verificare la tracciabilità del vino”.
“Il completamento dell’iter e il radicamento sul territorio delle modifiche – ha concluso l’assessore – sosterranno ancor di più una produzione identitaria del Ponente, come quella del Rossese, determinante sia sotto il profilo qualitativo sia per storicità e tradizione”.
Vino, al via i nuovi “Virtual Tasting” del Prosecco Superiore DocgMilano, 10 gen. (askanews) – Si apre il 18 gennaio la terza edizione dei “Virtual Tasting” del Consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg. Dopo il successo delle tre precedenti edizioni che hanno visto la partecipazione di numerosi produttori e circa 330 wine lovers provenienti da tutta Italia, il Consorzio ha voluto riproporre l’iniziativa completa: 5 nuovi appuntamenti che vedranno il coinvolgimento di 15 aziende del territorio e che accompagneranno gli appassionati fino ad aprile.
L’appuntamento del 18 gennaio è andato immediatamente sold out sul sito del Consorzio, a conferma dell’interesse ad approfondire la conoscenza della Denominazione attraverso un’immersione virtuale nel territorio attraverso la degustazione guidata da esperti del settore come Cristina Mercuri (Dip WSET e Wine Educator) per i primi tre appuntamenti, e del sommelier e wine expert, Filippo Bartolotta, per gli ultimi due. “Tutti gli incontri vedranno la partecipazione attiva dei produttori che, assieme ai moderatori, condurranno i partecipanti nel mondo di queste celebri bollicine” spiega il Consorzio, aggiungendo che “verranno fatta chiarezza sulla Denominazione, a partire dalla sua collocazione all’interno della piramide qualitativa, fino a raccontarne le caratteristiche peculiari che lo rendono uno spumante Superiore”. Questi ultimi sono gli argomenti attorno ai quali ruota questa terza edizione di Virtual Tasting. Le diverse date si differenziano per gli argomenti trattati, che spaziano dall’ABC del Conegliano Valdobbiadene, alle varie tipologie, alle menzioni geografiche a tutela della qualità, e ci sarà anche un episodio interamente dedicato ai nuovi volti della Denominazione, per ascoltare il punto di vista dei giovani produttori, e uno rivolto ai piccoli produttori “eroici” del Conegliano Valdobbiadene.
Tutti gli appuntamenti sono pensati in ottica conviviale, ovvero il consumatore sarà invitato a condividere la degustazione guidata in diretta con amici e parenti, tra un calice di Conegliano Valdobbiadene e un racconto direttamente dal vigneto. Per ognuno degli appuntamenti i partecipanti riceveranno un cadeau: il kit completo di tre bottiglie, indicazioni per il servizio e consumo, e materiali utili ad intraprendere insieme questa esperienza di degustazione. Il tutto sarà contenuto nella scatola firmata Controversa che rimontata al contrario diventa un contenitore illustrato da conservare. L’obiettivo è quello di lasciare un ricordo dell’esperienza vissuta con un occhio di riguardo sempre rivolto alla sostenibilità: non generare rifiuti in eccesso, così che anche per il packaging dei vini si è optato per il cartone anziché il polistirolo.
Stefano Sequino nuovo direttore del Consorzio vini Doc delle VenezieMilano, 9 gen. (askanews) – Stefano Sequino è il nuovo direttore del Consorzio tutela vini Doc delle Venezie. Scelto dal Cda presieduto da Albino Armani, il neodirettore è chiamato a dirigere un team consolidato nello svolgimento delle numerose attività di promozione, comunicazione e sviluppo della seconda più estesa in Italia, che riunisce gli operatori della filiera produttiva di Pinot grigio di Veneto, Friulia Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento, territorio che conta 27mila ettari vitati potenzialmente destinati alla Doc delle Venezie per una produzione di 250 milioni di bottiglie all’anno.
Nato a Tivoli nel 1978, Stefano Sequino è laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie e in Viticoltura ed Enologia. Dal 2004 al 2020 ha lavorato presso il ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali come funzionario del Dipartimento ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari), mentre negli ultimi tre anni ha ricoperto la carica di responsabile del settore vitivinicolo presso Confcooperative. Docente e relatore in numerosi convegni per tematiche relative ai sistemi normativi del settore vitivinicolo, ha partecipato attivamente al confronto europeo e nazionale nonché ai tavoli di lavoro costituiti per l’adozione nazionale della normativa di settore. “Mi impegnerò a dare il mio contributo per un progetto particolarmente importante, per le dimensioni economiche oltre che territoriali, per la straordinaria capacità di proiezione della Doc delle Venezie nei mercati esteri, un’autentica ambasciatrice dell’Italia nel mondo che ritengo debba però trovare maggiore spazio anche nella propria terra d’origine” ha commentato il nuovo direttore, spiegando che tra i primi obiettivi, accanto al rafforzamento delle misure di governo dell’offerta, vi è il consolidamento delle attività di promozione che, affiancando le operazioni di visibilità all’estero, dovrà prevedere un piano strategico e strutturato di fidelizzazione del mercato domestico, che ad oggi assorbe circa il 5% del consumo totale. Imprescindibile per Sequino proseguire, accanto a Triveneta Certificazioni, il lavoro per mantenere tracciabilità e controllo dei vini Doc delle Venezie, non solo per tutelarne la qualità e le peculiarità ma, grazie all’applicazione del contrassegno di Stato su tutte le confezioni in commercio, anche per accrescere il valore del prodotto sul mercato.
“Rispetto al Pinot Grigio del Nordest, occorre considerare che la Doc delle Venezie è al centro di un sistema complesso, costituito dal proprio potenziale viticolo nonché dai volumi riclassificati dalle altre Denominazioni territoriali” ha proseguito Sequino, aggiungendo che “per questo confermiamo l’impegno a lavorare in maniera armonizzata e congiunta con le altre DO per programmare e governare l’offerta a livello territoriale”. “Il Pinot grigio delle Venezie trova la sua naturale collocazione nel Nordest italiano e, per farne apprezzare ancora di più lo stile distintivo che ne ha fatto il successo nel mondo, dobbiamo lavorare più che mai per dare voce, anche nell’areale di produzione, all’identità territoriale” ha continuato Sequino, concludendo che “è solo raccontando il legame con il territorio che possiamo valorizzare il patrimonio culturale collettivo e rafforzare l’unità e la consapevolezza di condividere una denominazione d’origine che è leader nei mercati mondiali”.
In Svizzera vini italiani dominano in volume, i francesi in valoreMilano, 8 gen. (askanews) – Con 2,6 milioni di ettolitri consumati nel 2022 (quasi 30 litri all’anno per abitante), il mercato svizzero è dominato in termini di volume dai vini italiani, mentre quelli francesi hanno riconquistato il dominio sulle importazioni in termini di valore, guidati dai bordolesi, seguiti da Champagne e Borgogna. Lo scrive “Vitisphere”, sito di informazione francese dedicato al mondo della viticultura.
Nel 2022, la Svizzera, dove si consumano prevalentemente rossi (il 59%), ha prodotto circa un milione di ettolitri di vino, che viene consumato principalmente sul mercato interno, dove rappresenta il 37% di tutto il vino bevuto nel Paese. “Vitisphere” spiega che i due operatori della grande distribuzione Coop Genossenschaft e Denner AG (gruppo Migros), generano l’80% delle vendite di vino del Paese, con una rappresentanza maggioritaria italiana. Il prezzo medio di una bottiglia acquistata al supermercato oscilla intorno agli 11 euro, mentre in enoteca supera i 25 euro.
Vino, Ais Veneto: oltre 500 nuovi iscritti in ultimi due anni, +15%Milano, 8 gen. (askanews) – Nel biennio 2021-2023 l’Associazione italiana sommerlier (Ais) del Veneto ha registrato un incremento di iscritti del 15%. Lo ha reso noto la stessa Ais, evidenziando che grazie all’impegno nella formazione di nuove figure professionali, la promozione del patrimonio enologico regionale e l’organizzazione di eventi per sommelier e wine lover, l’associazione conta oggi più di 500 nuovi iscritti in due anni (da dicembre 2021 a dicembre 2023), per un totale di 3.977 soci, contro i 3.458 del 2021.
“La crescita che stiamo registrando in questi anni è motivo di grande orgoglio perché da sempre il nostro obiettivo è diffondere la conoscenza e la cultura del vino” ha spiegato il presidente di Ais Veneto, Gianpaolo Breda, sottolineando che “dal 1971, anno di fondazione della nostra associazione, non ci siamo mai fermati, nemmeno durante il Covid, snzi, i numeri sono aumentati anche durante la pandemia, grazie all’organizzazione di corsi online nel 2021, prima di tornare all’insegnamento in presenza nel 2022”. “Ogni anno – ha concluso – in tutta la regione, forniamo corsi per diventare sommelier e molte occasioni, per chi ha già concluso il percorso, di perfezionare la preparazione con ulteriori livelli di approfondimento, aggiornamenti, seminari e corsi di specializzazione”. La crescita dell’Associazione si accompagna infatti al lancio dei nuovi percorsi formativi previsti in partenza a gennaio e febbraio 2024: 33 corsi, suddivisi in tre livelli e distribuiti capillarmente in tutte le province.
AssoDistil: in Cina indagine antidumping su distillati vino europeiMilano, 8 gen. (askanews) – “AssoDistil sta investendo da alcuni mesi nel mercato cinese con un progetto di promozione del Brandy italiano, eccellenza dei distillati Made in Italy, e proprio in questi giorni cominciamo a registrare i primi segnali di interesse da parte dei consumatori cinesi. Adesso veniamo a conoscenza, con sconcerto, dell’indagine antidumping che il ministero del Commercio cinese ha avviato su alcune tipologie di prodotti alcolici di provenienza UE, in particolare proprio i distillati di vino. Sebbene, dalle prime informazioni sembrerebbe che lo scopo dell’indagine sia eminentemente ritorsivo contro analoghe indagini UE indirizzate verso l’import di motori elettrici dalla Cina, non vi è dubbio che l’iniziativa cinese metta a rischio lo sviluppo del mercato del Brandy in quel Paese nonché la propensione all’investimento da parte di quei produttori non ancora presenti in Cina che vedono nel grande Paese asiatico un interessantissimo mercato potenziale di sviluppo sia del brandy che dei distillati in generale”. E’ quanto ha dichiarato in una nota il direttore di AssoDistil, Sandro Cobror.
“Un’indagine antidumping rischierebbe inevitabilmente di bloccare sul nascere una iniziativa come quella della promozione del Brandy italiano in Cina oltre che recare un danno economico enorme al settore degli spirits e tutto questo senza alcuna ragione reale” ha aggiunto Cobror, sottolineando che “infatti, oggi sul mercato cinese il brandy UE viene venduto a prezzi decisamente superiori a quello dei distillati locali e comunque, laddove pure si ravvisasse l’opportunità di bloccare le importazioni di distillati dall’UE, ciò risulterebbe economicamente ininfluente per controbilanciare il rischio di un blocco delle importazioni in UE di componentistica e motori elettrici dalla Cina che vale dieci volte di più”. “Per questo, come associazione di categoria che rappresenta la quasi totalità della produzione distillatoria in Italia – conclude il direttore di AssoDistil – abbiamo chiesto al ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, che le nostre istituzioni si adoperino per impedire che questa pericolosissima iniziativa abbia seguito”.
A “VinNatur Genova 2024” i vini “secondo natura” di 95 vignaioliMilano, 8 gen. (askanews) – Conto alla rovescia per “VinNatur Genova”, l’evento dedicato ai vini naturali che si terrà domenica 21 e lunedì 22 gennaio ai Magazzini del Cotone al Porto Antico. La rassegna, che vedrà protagonisti oltre 90 vignaioli iscritti all’associazione, si arricchisce di tre masterclass di approfondimento sulla viticoltura che esegue minimi interventi in vigna e in Cantina.
Comincerà l’enologo Giacomo Buscioni che, domenica 21 gennaio alle 15.30 condurrà una degustazione di vini opportunamente modificati per far conoscere le principali alterazioni organolettiche di origine microbiologica e le loro caratteristiche più comuni. Lunedì 22 gennaio alle 11, Samuel Cogliati Gorlier, autore, editore e divulgatore indipendente italo-francese nonché fondatore di Possibilia Editore, guiderà il tasting alla cieca “Italia contro Francia”, mirato a individuare i tratti stilistici o espressivi distintivi della maniera di intendere il vino nei due principali Paesi produttori mondiali. A seguire, sempre a cura di Gorlier, alle 14 si terrà “Il Piemonte nascosto”, incentrata sui vitigni meno noti delle Langhe. In assaggio selezionate etichette dei vignaioli Carussin, Crealto, La Morella, Rocca Rondinaria, Santuvario e Tère Ruse. “Dopo un’edizione interrotta a febbraio 2020 e un’altra di dimensioni più contenute per l’emergenza sanitaria Covid-19 ancora in atto nel 2021, siamo felici di ritornare quest’anno ai Magazzini del Cotone con un grande VinNatur Genova” ha dichiarato il presidente dell’associazione, Angiolino Maule, sottolineando che “oltre a coinvolgere 95 produttori di vino, per proporre un evento ancor più ampio nel programma e nelle iniziative, abbiamo lavorato insieme ai ristoratori del territorio per dare vita al ‘VinNatur Bistrot’, un’area food collocata all’interno della manifestazione dove saranno presenti diversi chef del territorio, e coinvolto numerosi locali in VinNatur in città, un ciclo di serate organizzate per condurre il pubblico di appassionati e curiosi nel mondo del vino naturale, insieme a divertimento e intrattenimento musicale”.