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Vino, Mazzei: ad “Anteprime Toscane” attesi migliaia di operatori

Vino, Mazzei: ad “Anteprime Toscane” attesi migliaia di operatoriMilano, 3 feb. (askanews) – “C’è grande fermento per questa nuova edizione delle ‘Anteprime Toscane’ che si aprirà il 14 febbraio con il tradizionale appuntamento di ‘PrimAnteprima’. Attendiamo migliaia di presenze tra giornalisti e operatori del settore a cui verranno proposte in degustazione le migliori eccellenze enologiche della nostra regione. Con un calendario un pochino rivisitato, si parte con il Nobile di Montepulciano, seguito dalla ‘Chianti Classico Collection’ e da ‘Chianti Lovers’ e ‘Rosso Morellino’. Sarà poi la volta de ‘L’Altra Toscana’, che mette assieme ben otto consorzi per 13 Denominazioni e una Igt – mentre si chiude con la nuova Anteprima Valdarno di Sopra. Un solo grande territorio vitivinicolo ma con molteplici sfaccettature e interpretazioni, ecco che cosa sarà messo in mostra durante la manifestazione”. Lo ha detto Francesco Mazzei presidente AVITO e presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, alla vigilia di “PrimAnteprima 2025” che prenderà il via alle 10.30 a Palazzo Medici Riccardi a Firenze in una giornata-evento dedicata alla stampa specializzata che dà ufficialmente il via alla “Settimana delle Anteprime dei vini di Toscana”.


Ad aprire la mattinata sarà il giornalista Rai Marcello Masi con uno speech su passato e futuro del “nettare di bacco”, a cui seguirà un dibattito con la partecipazione del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, della vicepresidente e assessora all’Agroalimentare, Stefania Saccardi e del presidente di Avito, Francesco Mazzei, con i contributi del presidente della Camera di Commercio di Firenze, Massimo Manetti e del direttore di Fondazione Sistema Toscana, Francesco Palumbo. Tra gli interventi più attesi quello di Fabio del Bravo della Direzione filiere e analisi dei mercati di Ismea, che presenterà il report realizzato ad hoc per “PrimAnteprima” con i dati di scenario, trend ed export del vino toscano. Al termine della mattinata sarà la stessa Saccardi, assieme al presidente dell’Associazione stampa enogastroalimentare della Toscana (Aset), Leonardo Tozzi, a consegnare il “Premio Kyle Phillips”, intitolato al giornalista prematuramente scomparso e ogni anno assegnato dall’Associazione “ad un collega che abbia incarnato l’approccio di franchezza, curiosità professionale, mancanza di pregiudizi e serenità di giudizio”.


Sarà possibile seguire i lavori di PrimAnteprima sui siti e i canali social di Regione Toscana, intoscana.it, BuyWine, Vetrina Toscana e della Camera di Commercio di Firenze. La Settimana delle Anteprime vini di Toscana prosegue con gli appuntamenti curati dai Consorzi secondo il seguente calendario: Sabato 15 e domenica 16 febbraio “Anteprima Nobile” (Consorzio del vino Nobile di Montepulciano – Montepulciano); lunedì 17 e martedì 18 febbraio “Chianti Classico Collection” (Consorzio vino Chianti Classico – Firenze, Stazione Leopolda); mercoledì 19 febbraio “Chianti Lovers & Rosso Morellino” (Consorzio vino Chianti e Consorzio Morellino di Scansano – Firenze, Fortezza da Basso); giovedì 20 febbraio “Anteprima L’Altra Toscana” (Firenze, Palazzo degli Affari); e venerdì 21 febbraio “Valdarno di Sopra Day” (Località Il Borro, San Giustino Valdarno, Arezzo).

Vino, “Amarone Opera Prima” si è chiuso con numeri da record

Vino, “Amarone Opera Prima” si è chiuso con numeri da recordVerona, 3 feb. (askanews) – Si è chiusa con numeri da record “Amarone Opera Prima”: 78 aziende della Denominazione ai banchi di degustazione, oltre 400 operatori del settore, 1.500 winelover e 106 giornalisti da 26 Paesi. In questa che è stata l’edizione del centenario del Consorzio Vini Valpolicella è stato presentato il millesimo 2020 dell’Amarone che, nonostante la difficilissima annata è stato ben accolto dalla critica ma sopratutto dal pubblico e dal mercato, dato che, ha annunciato il presidente del Consorzio, Christian Marchesini, “il 70% è già stata venduto”.


“Il successo di questa edizione, la più partecipata di sempre, conferma la centralità della Valpolicella nel panorama vitivinicolo internazionale e, al contempo il ruolo del Consorzio costantemente impegnato nella gestione, promozione e tutela dei vini del territorio” ha proseguito Marchesini, spiegando che “in uno scenario complesso e ricco di sfide come quello attuale, la crescita delle aziende nel Consorzio e all’evento è un segnale di un nuovo capitolo per la Valpolicella che guarda coesa al futuro”. Tra le iniziative principali di questa edizione record, le masterclass dedicate al posizionamento del fine wine nella ristorazione internazionale e alle decadi di storia della denominazione, e lo splendido (e applauditissimo) spettacolo dedicato al vino, e al suo valore in Veneto e in particolare nel Veronese di Andrea Pennacchi. Mentre il focus dell’Osservatorio del vino Uiv ha disegnato i futuri percorsi da intraprendere per proseguire con una efficace promozione del vino insieme con il territorio di cui è icona, gli assaggi hanno ribadito la riflessione in corso su questo rosso, tra molte, interessanti, spinte innovative e qualche ostentata conferma della “ricetta” creata nella metà degli anni Ottanta. L’esigenza di un cambiamento verso un vino più moderno e gastronomico, che il vicepresidente del Consorzio, Andrea Lonardi, aveva sottolineanto pubblicamente durante l’edizione dell’anno scorso, è oramai stata introiettata dalla maggior parte dei produttori, insieme con la consapevolezza che se l’Amarone è il top di gamma, un ruolo importante nel segmentare l’offerta possono giocarlo anche il Valpolicella e il Valpolicella Superiore (un meno il Ripasso), sempre stando attenti ad evitare pericolose sovrapposizioni: quindi senza snaturare e svuotare di senso il primo e pensando ad alleggerire e rendere più territoriali gli altri due. Più complesso il tema della riduzione dei volumi dell’Amarone introdotto quest’anno da Lonardi, passaggio epocale che prevede la contestuale crescita a valore, la scelta quasi esclusiva del canale horeca e la progressiva “scomparsa” dalla Gdo, in direzione finezza, eleganza ed esclusività, e posizionamento “fine wine”.


Infine, il governatore Luca Zaia ha definito l’Amarone “il brand ambassador del Veneto nel mondo”, mentre il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in un videomessaggio, si è congratulato con i produttori per essere riusciti ad essere nelle liste dei vini dei migliori ristoranti del mondo, ribadendo il sostegno delle istituzioni alla candidatura Unesco della tecnica di appassimento delle uve della Valpolicella.

Vino, Ferraris: con etichetta di Anita raccolti 16mila euro per Forma

Vino, Ferraris: con etichetta di Anita raccolti 16mila euro per FormaMilano, 2 feb. (askanews) – “Ringrazio tutti i bambini che hanno partecipato a questa iniziativa speciale, che ci ha ricordato che il vero valore del vino risiede nella sua capacità di unire le persone e di raccontare storie”. Così Luca Ferraris, titolare di Ferraris Agricola, ha ringraziato i partecipanti durante la cerimonia di consegna dell’assegno di 16mila euro alla Fondazione Ospedale Infantile Regina Margherita (Forma).


L’iniziativa solidale ha coinvolto 42 giovani pazienti del nosocomio pediatrico nella creazione dell’etichetta dell’edizione limitata del “Ruchè di Castagnole Monferrato Docg Clàsic”. Per l’etichetta dell’edizione limitata di mille bottiglie è stata scelta l’opera di Anita, una bambina di 11 anni che è stata premiata con un gadget particolare donato dalla Cantina. “Abbiamo accolto questo progetto con entusiasmo fin dalla sua nascita lo scorso anno – ha commentato Luciana Accornero, vicepresidente Fondazione FORMA – e oggi siamo grati a Ferraris Agricola ed a tutti coloro che hanno contribuito ad un grande risultato che ci permette di realizzare importanti progetti a favore dei più piccoli”.


“Questo progetto ha incarnato l’essenza più profonda del nostro impegno nel territorio: il vino non è solo un prodotto ma un veicolo di cultura, tradizione e, in questo caso, di speranza” ha aggiunto Luca Ferraris, concludendo che “attraverso gli occhi e la creatività di questi bambini, il nostro Ruchè si è arricchito di un valore umano inestimabile, diventando portavoce di resilienza e solidarietà”.

Vino, Serena Wines 1881 a Vinexpo: in Francia fattura 7 mln di euro

Vino, Serena Wines 1881 a Vinexpo: in Francia fattura 7 mln di euroMilano, 2 feb. (askanews) – Con un fatturato di 7 milioni di euro e 2,8 milioni di bottiglie vendute nel formato 0,75 litri, la Francia si conferma per Serena Wines 1881 un mercato strategico, quarto Paese di destinazione per i suoi prodotti. A dominare le vendite il “Prosecco Doc Brut” (1,2 mln di bottiglie), seguito dal “Prosecco Doc Extra Dry” (1 mln) e dal “Prosecco Doc Biologico” (350mila bottiglie). Con queste premesse l’azienda famigliare di Conegliano (Treviso) si prepara a sbarcare a “Wine Paris & Vinexpo” che si terrà dal 10-12 febbraio nella capitale francese, dando ufficialmente il via alla stagione fieristica 2025.


Alla sesta edizione di “Wine Paris & Vinexpo”, Serena Wines 1881 incontrerà il pubblico di operatori, professionisti e stampa presso due spazi espositivi (quelli del Consorzio Prosecco Doc e del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg), puntando a rafforzare la propria presenza in Francia sia nell’Horeca, “canale d’elezione del brand Serena 1881 grazie al rapporto consolidato con uno storico importatore francese”, sia nella Gdo, che assorbe invece gran parte dei volumi del “Prosecco Doc Extra Dry”. La Cantina precisa inoltre che il suo marchio premium “Ville d’Arfanta” “sta raccogliendo risultati interessanti nell’online e in una rinomata catena di vinoteche di quartiere”. “Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti, ma continuiamo a guardare avanti: nonostante le difficoltà del settore vinicolo, il segmento delle bollicine mostra segnali di resilienza e interesse da parte dei consumatori” ha affermato Luca Serena, Ceo e quinta generazione della famiglia, rimarcando che “come azienda storica e rappresentativa del territorio di Conegliano, e quindi di Prosecco Doc e Docg a livello internazionale, continueremo a investire in innovazione e presenza sui mercati strategici”


Tra le novità che saranno presentate in fiera, anche “Medea”, il “Doc Treviso Extra Dry” che torna in catalogo “a grande richiesta del canale HoReCa internazionale”. Si tratta di un blend di Glera all’85%, completato da Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Grigio, venduto in una bottiglia avvolta da un elemento circolare a rappresentare la storia della famiglia Serena. Una settimana dopo, Serena Wines 1881 sarà protagonista con uno stand completamente nuovo a “Beer & Food Attraction” che si terrà a Rimini Fiera dal 16 al 18 febbraio, dove presenterà in anteprima “i nuovi contenuti video pensati per una comunicazione più digitale e interattiva: ‘ricettari’ dinamici e di impatto che vedranno gli spumanti di Serena 1881 protagonisti della miscelazione. Dopo questi due importanti appuntamenti, le attività fieristiche della Cantina di Conegliano proseguiranno a marzo e aprile con Prowein e Vinitaly.

Vino, il 4 febbraio “Benvenuto Brunello” torna a NY con 34 Cantine

Vino, il 4 febbraio “Benvenuto Brunello” torna a NY con 34 CantineMilano, 2 feb. (askanews) – Riparte dagli Stati Uniti il Consorzio del vino Brunello di Montalcino, che il 4 febbraio vola a New York per l’edizione a stelle e strisce di “Benvenuto Brunello”. L’appuntamento con la nuova annata 2020 e la Riserva 2019 del principe dei rossi toscani è sulla Quarantesima strada, dove al “GH on the Park” di Manhattan 34 produttori incontreranno oltre 450 tra operatori e stampa Usa.


“In un contesto generale di grande incertezza per il mercato del vino è per noi fondamentale continuare a presidiare la nostra principale piazza di sbocco, dove destiniamo oltre il 30% delle nostre esportazioni” ha commentato il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino Fabrizio Bindocci, ricordando che “nel 2024 le vendite interne di Brunello hanno segnato una ulteriore crescita (+2% a valore secondo l’Osservatorio Uiv su base Sipsource) in controtendenza con le medie-mercato, ma il 2025 si apre con molte insidie: da una parte la discussione sulle etichette con ‘alert’ sanitari, dall’altra lo spettro dei dazi annunciati dal presidente Trump. Per questo – ha concluso Bindocci – l’appuntamento di ‘Benvenuto Brunello Usa’ ricopre particolare importanza”. Ad aprire l’evento di NY, il walk-around tasting, dalle 11 alle 16, con le aziende. Nei calici, oltre alle nuove annate di Brunello anche il Rosso di Montalcino 2023. In contemporanea, la prima sessione di “Delving deeper into Brunello di Montalcino 2020”, il seminario condotto dal MW Gabriele Gorelli che per l’occasione illustra “Brunello Forma”, il nuovo metodo di valutazione dell’annata, presentato per la prima volta lo scorso novembre all’anteprima nel borgo toscano, e la preview del video in 3D della Denominazione realizzato dall’esperto di wine maps francese Pierre Le Hong. Si tratta di riprese tridimensionali che mappano il vigneto di Montalcino sulla base di diversi parametri, dall’estensione degli ettari all’altitudine, dai versanti alla base geologica dei suoli fino all’andamento delle precipitazioni e la media delle temperature. A seguire, alle 13.30, la seconda sessione: in entrambi gli appuntamenti è prevista anche la degustazione di otto vini. In chiusura di programma la “cocktail dinner” allo “The Skylark”, il lounge bar con vista Empire State Building, con un centinaio di ospiti tra operatori e giornalisti top tier che potranno degustare diverse annate di Brunello di Montalcino.


Le aziende partecipanti sono Argiano, Banfi, Belpoggio, Camigliano, Campogiovanni, Caprili, Carpineto, Celestino Pecci, Col D’Orcia, Collemattoni, Corte Pavone, Cortonesi, Donatella Cinelli Colombini, Fanti, Fossacolle, Il Poggione, La Casaccia di Franceschi, La Fornace, La Magia, La Poderina, Le Ragnaie, Marchesi Frescobaldi, Máté, Mocali, Musico, Pian Delle Querci, Pinino, Podere Brizio, Ridolfi, San Polo, Sanlorenzo, Sassodisole, Tenuta Buon Tempo, Tenute Silvio Nardi.

”Tenuta Perano 2022″ di Frescobaldi debutta su mercati internazionali

”Tenuta Perano 2022″ di Frescobaldi debutta su mercati internazionaliMilano, 2 feb. (askanews) – Debutta sui mercati internazionali la nuova annata di “Tenuta Perano Chianti Classico 2022” di Marchesi Frescobaldi. Situata tra i paesaggi storici del Chianti Classico, Tenuta Perano rappresenta una delle eccellenze enologiche della celebre azienda vitivinicola con mille anni di storia sulle spalle: qui, a 500 metri sul livello del mare, i vigneti si sviluppano come un anfiteatro con esposizione a Sud- Sud Ovest.


Blend a base Sangiovese è frutto di un’ottima annata: dopo un inverno ricco di precipitazioni e caratterizzato da mattinate gelide, l’aumento delle temperature primaverili ha favorito un germogliamento regolare e una fioritura perfetta tra il 5 e il 7 giugno. L’estate calda e soleggiata, con rinfrescanti piogge ad agosto, ha permesso alle uve di maturare in modo equilibrato, regalando profumi intensi. La vendemmia, iniziata il 18 settembre, ha rivelato una piacevole complessità aromatica e una bella ricchezza tannica. Le uve raccolte manualmente sono state vinificate con una lunga macerazione e poi sono state lasciate maturare 12 mesi in barrique e acciaio, a cui è seguito un ulteriore periodo in bottiglia.

Vino, il “Premio Enozioni 2025” assegnato a Battisti, Kim e Vezzola

Vino, il “Premio Enozioni 2025” assegnato a Battisti, Kim e VezzolaMilano, 1 feb. (askanews) – Milano, 1 febbraio 2025 – Uno degli chef più solidi e amati della scena milanese, l’”Italian Wine Evangelist” che comunica con competenza e entusiasmo il vino italiano nel mondo e infine uno stimato enologo e winemaker: sono Cesare Battisti (Ristorante Ratanà), Stevie Kim e Mattia Vezzola (Cantina Costaripa) i vincitori del “Premio Enozioni a Milano” 2025 che ogni anno incorona tre personaggi del mondo enogastronomico italiano che si sono distinti, per professionalità e doti comunicative.


I riconoscimenti, realizzati dall’artista toscano Sandro Granucci, sono stati consegnati nel corso della tradizionale cena di gala che si è svolta ieri sera nelle sale del The Westin Palace Hotel che ha di fatto inaugurato la VII edizione dell’annuale appuntamento ideato e organizzato da Associazione italiana sommelier (Ais) Lombardia che oggi e domani, sabato 1 e domenica 2 febbraio, accoglie sommelier provenienti da tutta la Lombardia, e non, per partecipare a masterclass e banchi di assaggio. “Quest’anno, più che mai, il nostro annuale premio va a tre personaggi che riescono a coniugare insieme non solo una grande professionalità in quello che fanno quotidianamente, ma anche un’innata capacità comunicativa che li rende dei grandi ambasciatori del mondo enogastronomico italiano” ha affermato il presidente di Ais Lombardia, Hosam Eldin Abou Eleyoun, sottolineando che “siamo molto orgogliosi che questi tre protagonisti e professionisti entrino a far parte del prestigioso palmares di Enozioni a Milano”.


“La cultura enogastronomica è fatta di persone, territorio e passione, e sapere di aver dato il mio contributo alla sua diffusione mi riempie di orgoglio” ha commentato Battisti, aggiungendo che “questo riconoscimento è un incoraggiamento a continuare a raccontare la nostra identità attraverso il cibo, con autenticità e rispetto per la tradizione, tenendo sempre uno sguardo verso il futuro”. “Il mio obiettivo è sempre stato chiaro: rendere il vino italiano più coinvolgente e accessibile, anche ad un pubblico più ampio, pur continuando a rispettarne la profondità e la complessità” ha detto Kim, sottolineando che “questo premio è per me la conferma che, anche quando il percorso non è lineare e l’approccio rompe gli schemi, passione e dedizione possono davvero lasciare il segno”.


“Questo riconoscimento arriva dopo una carriera dedicata alla ricerca della massima qualità nel Metodo Classico e nei Rosè, ambiti nei quali ho sempre cercato di creare vini che esprimessero l’eccellenza e l’unicità” ha dichiarato Vezzola, concludendo “ingrazio di cuore Ais Lombardia per aver voluto premiare questo percorso e condivido questo traguardo con tutti coloro che hanno creduto insieme a me nella bellezza e nella complessità dei Rosè”.

Consorzio Valpolicella compie 100 anni e disegna il futuro dell’Amarone

Consorzio Valpolicella compie 100 anni e disegna il futuro dell’AmaroneVerona, 1 feb. (askanews) – “I tre vini della Valpolicella riflettono i differenti gusti lungo tutto l’arco di una vita, e questo è probabilmente un unicum tra le Denominazioni italiane. L’Amarone (ma anche il Recioto) per i consumatori maturi, il Ripasso per i millennials, il Valpolicella, un vino contemporaneo che non a caso Milo Manara interpretava con una donna, per i giovani”. Così oggi ad “Amarone Opera Prima”, il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Christian Marchesini, ha celebrato il centenario del primo Consorzio rossista veneto con più di 2.400 aziende, 360 imbottigliatori e un vigneto di circa 8.600 ettari.


Al convegno di apertura, il focus è però più sul futuro rispetto a un passato che, ricorda ancora Marchesini, “ci ha regalato tanti valori intangibili, identitari e di immagine, ma anche benessere per tutta la comunità, se pensiamo che nell’ultimo quarto di secolo il solo valore fondiario dei terreni vitati è cresciuto del 133% a fronte un’estensione dei vigneti del 65%. Se all’asset vigna aggiungiamo quello della cantina – chiosa – il valore attuale della nostra denominazione arriva a circa 6 miliardi di euro”. In primo piano il mercato, nell’analisi dell’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv). Per il re della Valpolicella il 2024 chiude a -2% sull’anno precedente ma con un recupero del 9% nel secondo semestre. “Un rimbalzo significativo – sottolinea l’Osservatorio – se si considerano le difficoltà di quasi tutte le principali Denominazioni rosse del pianeta ma ancora ‘leggero’ per uscire dalla complessità del periodo”. Secondo l’analisi voluta dal Consorzio, il nuovo secolo della Denominazione, e del suo vino di punta, deve concentrarsi su una maggior segmentazione, e cioè spesso preparando tre valigie per altrettante destinazioni di mercato diverse. Oppure, e in questo caso sempre, individuando target, posizionamenti e toni differenti con cui dialogare. In particolare, l’Amarone non dovrà snaturare se stesso ma avere ben chiari i propri obiettivi di posizionamento di vino icona, presso un pubblico principalmente composto da consumatori in età matura e un reddito saldamente superiore ai 100 mila dollari (negli Usa i baby-boomers sono il 40% dei wine drinkers, con gli alto-spendenti che salgono al 53%). Un identikit che dalla storica roccaforte nordeuropea (cui è riservato il 50% del mercato estero) deve crescere negli Stati Uniti, dove prevale nella East Coast (da NY alla Florida), ma che vale anche in Giappone o in Cina, dove già l’Amarone vanta una quota molto alta sul totale del proprio export (10%).


Un target, infine, incline più di altri ad ascoltare il racconto che sta dietro alla produzione dei vini simbolo e (non un fattore secondario) più propenso a viaggiare e a conoscere un territorio di produzione il cui prezioso alleato dovrà essere Verona e il suo brand universale. “In sintesi – secondo il responsabile dell’Osservatorio Uiv, Carlo Flamini – l’Amarone dovrà proporre al mondo un proprio ‘cocktail’, fatto di aree produttive e diverse vallate, del brand Verona, di stile e coerenza per un metodo atto a divenire esso stesso espressione di territorio”.

A Vinifera vignaioli alpini ospitano quelli delle isole del Mediterraneo

A Vinifera vignaioli alpini ospitano quelli delle isole del MediterraneoMilano, 1 feb. (askanews) – Dopo due anni di preparazione, ritorna in formato extralarge e con tantissime novità Vinifera la manifestazione dedicata alle produzioni e ai produttori artigianali alpini. Sabato 22 e domenica 23 marzo a TrentoExpo, i protagonisti dell’evento saranno come sempre gli oltre cento vignaioli provenienti da tutte le regioni alpine e transalpine (Francia, Svizzera, Austria e Slovenia) i quali, nella prossima edizione, troveranno al loro fianco anche una selezione di produttori delle isole minori del Mediterraneo, presenti con i loro vini ai banchi dopo aver attraversato i mari di Pantelleria, Capraia, Ischia, Isola del Giglio, Ustica, Isola d’Elba, Salina e tanti altri.


Proseguendo nella prospettiva già intrapresa nelle precedenti edizioni, il Mercato Artigiano Alpino proporrà anche un desk interamente dedicato ai sidri grazie alla collaborazione con l’Associazione pommelier e assaggiatori di sidro (Apas), e una selezione di birrifici agricoli, in entrambi i casi con produttori provenienti dai territori alpini e transalpini. “Organizzare una manifestazione con la presenza di tutti i produttori in prima persona e valorizzare la formula del mercato – ha dichiarato Manuela Barrasso, presidente dell’Associazione Centrifuga che organizza l’evento – significa favorire l’incontro e il confronto diretto tra chi produce e chi consuma, il quale ha il diritto di sapere e il dovere di informarsi da chi, dove e come sono stati prodotti gli alimenti che sta acquistando”.


Totalmente rinnovato anche lo spazio dedicato al food, all’interno del quale, grazie alla collaborazione con Slow Food Trentino, sarà possibile assaggiare le diverse sfumature che offrono i mieli alpini e farsi incuriosire con la sezione dedicata ai grani antichi e allo scambio semi, realizzata in sinergia con Coltivare Condividendo e con Rete Semi Rurali. Per quanto riguarda le masterclass si comincia sabato alle 11.30 con “Alti due ettari”, una degustazione dedicata alle storie e alla produzione di cinque piccoli/grandi produttori alpini con Jacopo Cossater. Domenica pomeriggio alle 14.30 invece Matteo Gallello accompagnerà i partecipanti in un viaggio tra sette isole del Mediterraneo, esplorando i mari, le comunità, i paesaggi e ovviamente i vini dei produttori ospiti 2025: “Piccole isole/Sostanza mediterranea”.


Nell’area esterna di TrentoExpo, completamente rivista, oltre alla possibilità di assaggiare le specialità culinarie preparate dagli artigiani del gusto, sarà inoltre possibile partecipare ai laboratori didattici promossi dai produttori stessi. Non mancheranno infine incontri, musica, artigianato, un’esposizione fotografica a cura dell’Associazione Fotosintesi Avellana e lo splendido salottino di Baba Associazione Culturale.

Cantina Vignaioli Morellino Scansano presenta il “San Bruzio 2023″

Cantina Vignaioli Morellino Scansano presenta il “San Bruzio 2023″Milano, 1 feb. (askanews) – “Il nostro approccio ai bianchi è sempre stato piuttosto semplice e questa è la prima volta che ci cimentiamo con un vino pensato per resistere al tempo. L’idea ci è venuta dal ‘Vigna Fiorini’, un Vermentino che pur vinificato per essere un vino fresco, d’annata, ha dimostrato invece una grande capacità di mantenersi negli anni. Ecco allora il ‘San Bruzio’ un Vermentino in purezza proposto per essere mantenuto nel tempo e bevuto più tardi, selezionato dei terreni di una zona che permette di avere un’alcolicità un po’ più bassa pur mantenendo le uve sulla pianta un po’ più a lungo a surmaturare, e anche in grado di mantenere una buona acidità esprimendo il carattere di questo vitigno tout court”. A dirlo ad askanews è Sergio Bucci, direttore generale della Cantina Vignaioli Morellino di Scansano, presentando in anteprima alla stampa a Milano il “San Bruzio Vermentino Superiore Doc Maremma Toscana 2023”, la nuova etichetta della cooperativa grossetana che sarà sul mercato da marzo e che punta a dimostrare come il tempo possa essere un alleato prezioso per questa varietà.


Il vino prende il nome dal vigneto in località San Bruzio a Magliano (Grosseto), nei cui campagne c’è un monastero in rovina costruito intorno al Mille dai Benedettini, ed è prodotto con sole uve solo Vermentino coltivate a cordone speronato su un terreno arenario limoso, il 25% circa delle quali raccolte a maturazione regolare e lasciato in cella, e il resto fatto surmaturare in pianta per due-tre settimane e, dopo 48 ore di macerazione a freddo con le bucce, affinato in acciaio per sei mesi assieme alle fecce fini. Una volta pronto, viene imbottigliato a partire dal mese di luglio successivo alla vendemmia. “Di questa prima annata ne facciamo solo seimila bottiglie e l’idea è quella di provare a parlare con il nostro pubblico, con i nostri consumatori, cercando in instillare loro l’idea che un vino bianco pur di Maremma si possa bere non soltanto come vino d’annata ma anche dopo tre-quattro anni della vendemmia, magari cambiando tipologia di beva ma non per questo perdendo le sue caratteristiche qualitative” prosegue Bucci, manager capace di una delle imprese collettive (classe 1972) più interessanti del nostro Paese.


“Per una cooperativa questo approccio significa pensare a crearsi un domani non soltanto con prodotti che storicamente produci ma cercando di pensare a qualcosa che possa andare oltre e valorizzare ulteriormente la produzione della Cantina. Quindi un lavoro con i soci coinvolti per una certa etichetta per arrivare ad un risultato che poi possa ripagare tutti” continua Bucci parlando con askanews, sottolineando come i soci “siano abbastanza aperti alle innovazioni e a quello che in generale proponiamo, questo alla luce della storia del ‘Governo all’uso toscano’ che sta avendo un ottimo successo, del Ciliegiolo che sta viaggiando molto bene, del Vigna Fiorini (quindi del lavoro su una singola vigna di Vermentino che soltanto dieci anni fa non esisteva), dello spumante ‘Maremma Toscana Doc’. Tutti approcci che hanno portato risultati e valore alla Cantina e quindi oggi è più facile che una nuova idea trovi attenzione e meno di difficoltà nell’essere accolta rispetto anche solo a qualche anno fa”. Anche la cooperazione più evoluta, prosegue sul proprio percorso di “premiumizzazione” ma con un occhio attentissimo al mercato, di cui è da sempre uno dei più lucidi interpreti per la capacità di sapere coniugare qualità e prezzo. Lo ha fatto con i rossi, modernissimi nella loro facilità di beva mai a scapito della qualità, e ora ci prova con continuità e con un progetto più articolato con i bianchi, la cui ricchezza e complessità nella piacevolezza vanno nella giusta direzione.