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Vino, Banfi: Elisa Seitzinger firma la “Pettegola Limited Edition 2025″

Vino, Banfi: Elisa Seitzinger firma la “Pettegola Limited Edition 2025″Milano, 1 feb. (askanews) – Giunta alla sua ottava edizione, il progetto “La Pettegola Limited Edition” di Banfi, ha coinvolto l’illustratrice ed artista visiva Elisa Seitzinger che si ispira all’arte medievale sacra e cortese, alla pittura dei primitivi fiamminghi e italiani, alle icone russe, ai mosaici bizantini, ai tarocchi, all’iconografia esoterica, agli ex-voto ma anche all’arte visiva degli anni Venti e Trenta. Per questa “Limited Edition 2025” del Vermentino prodotto dalla celebre Cantina di Montalcino, la visual artist ossolana da oltre vent’anni residente a Torino, ha realizzato un’illustrazione in cui la Regina delle pettegole è immersa in un regno di rara eleganza, con il suo inseparabile uccellino che le sussurra segreti nell’orecchio.


“L’iconografia della regina è ispirata a un personaggio storico, la regina Isabella d’Aragona, alias Sant’Elisabetta del Portogallo, la protettrice degli enologi per il suo impegno nella produzione del vino. Ho aggiunto quindi un’aureola dietro il suo profilo che, volendo, può essere anche semplicemente interpretata come una luna piena in un cielo stellato” ha spiegato Seitzinger, aggiungendo che “la nostra regina regna sulla costa toscana, dove crescono campi di girasoli, fiori che da sempre sono il simbolo della gioia di vivere e dell’allegria” Nel corso della sua carriera, Seitzinger ha collaborato con importanti testate e istituzioni culturali, e le sue opere sono state esposte in diverse mostre. Recentemente, ha illustrato il “Symbolic Soul Tarot” e l’”Herbarium Oracle”, pubblicati da Llewellyn Worldwide. Prima di lei, gli artisti che sono stati chiamati a disegnare “La Pettegola Limited Edition” sono stati Emiliano Ponzi (2024), Noma Bar (2023), Van Orton (2022), Elena Salmistraro (2021), Riccardo Guasco (2020), Ale Giorgini (2019), Alessandro Baronciani (2018).


Oltre al progetto della Limited Edition, dopo tredici vendemmie ricche di soddisfazioni, con l’annata 2024 il look de “La Pettegola” si è rinnovato, rafforzando gli elementi distintivi del brand: l’uccellino, la pettegola, nel nuovo visual appare in rilievo, e la scia è stata ingrandita ed è accompagnata da linee sinuose secondarie e sottili, con leggeri glitter di sfondo. Tutto nel segno di “un vino spiritoso, vivace e peperino”.

Vino, Uiv: consumi tricolori in Usa chiudono 2024 in negativo (-4%)

Vino, Uiv: consumi tricolori in Usa chiudono 2024 in negativo (-4%)Milano, 31 gen. (askanews) – A dispetto dei dati export, i consumi reali di vino italiano negli Stati Uniti chiudono il 2024 in calo e i paventati dazi dell’amministrazione Trump assumono così un significato ancor più preoccupante. Lo sottolinea Unione italiana vini (Uiv) che con il suo Osservatorio ha elaborato i dati a tutto lo scorso anno di vendite nell’off e on trade statunitense del prodotto tricolore.


Secondo l’analisi, il 2024 si è chiuso con un calo a volume nelle vendite di vino italiano negli Usa del 4,4% a fronte di un deficit generale del totale mercato a -7,2%. Pagano maggiormente (nelle rilevazioni targate Sipsource presso il retail e l’horeca a stelle e strisce) i bianchi e i rossi, entrambi a -6,4%, mentre tengono gli spumanti italiani (+1,5%) che guadagnano importanti quote di mercato sui competitor. In difficoltà le principali denominazioni, fatta eccezione per Prosecco, Brunello di Montalcino e Barolo. Trend confermati anche dalle elaborazioni dell’Osservatorio Uiv su base Nielsen, che intercetta le vendite nella grande distribuzione e retail statunitense. Lo scorso anno il calo a volume del vino tricolore ha segnato un gap del 4,2% e del 2,5% a valore (a 2,6 miliardi di euro). In passivo i volumi acquistati della quasi totalità dei vini italiani, con picchi per il Pinot Grigio Delle Venezie (-7%) e il Lambrusco (-6%) mentre sono in controtendenza i soli bianchi siciliani (+5%), il Brunello di Montalcino (+3%) e il Prosecco (+1%), che però paga un -4% nell’ultimo trimestre. E proprio l’ultimo quarto dell’anno, quello che ricomprende le festività per il Thanksgiving e il Natale, è stato tra i peggiori, con perdite del 7% volume e del 6% valore.


Tutto il contrario, secondo Uiv, rispetto alle rilevazioni export dei primi 11 mesi, che davano una crescita del 7% solo in piccola parte condizionata dall’exploit, imposto dai dazi, del mese di novembre. Un anticipo di mercato, quello di novembre, che ha visto la domanda di spumanti lievitare addirittura del 41% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e che farà segnare un ulteriore record a dicembre ma, sempre secondo Unione italiana vini, “ci sarà poco da alzare i calici”.

Vino, un anno di eventi per celebrare 30 anni del Verduno Pelaverga Doc

Vino, un anno di eventi per celebrare 30 anni del Verduno Pelaverga DocMilano, 31 gen. (askanews) – Il Verduno Pelaverga Doc celebra quest’anno il trentesimo anniversario del riconoscimento della Denominazione. Vitigno autoctono a bacca nera che risale al XVII secolo, è il simbolo di una tradizione vitivinicola profondamente radicata nel territorio del borgo in provincia di Cuneo. Prodotto esclusivamente a Verduno e nei comuni limitrofi di La Morra e Roddi d’Alba, con uno dei vitigni più rari del Piemonte, il Pelaverga piccolo, è stato preservato e valorizzato dai vignaioli locali tutelando così un importante patrimonio ampelografico.


L’importante compleanno della Denominazione viene festeggiato attraverso un ricco calendario di eventi volti a raccontare la storia, i sapori e la cultura di questo vino speciale. Per tutto il 2025, l’Associazione “Verduno è Uno” porterà il suo vino sui principali palcoscenici nazionali e internazionali, attraverso attività promozionali, degustazioni, incontri. Dopo la partecipazione a “Nebbiolo Prima 2025” e “Grandi Langhe 2025”, i prossimi appuntamenti sono a “Stoccolma – Barolo & Friends”, e a “Indigena World Tour – Houston” con Ian D’Agata. E’ previsto poi per la primavera-estate un incoming di sommelier internazionali, a cui seguirà in estate il “Verduno Pelaverga e Contemporary Cuisine” nei Paesi Bassi, per valorizzare l’abbinamento di questo rosso con la cucina contemporanea. Settempre atteso un incoming di giornalisti italiani con la degustazione dell’annata 2024 e l’investitura ufficiale degli Ambasciatori del Verduno Pelaverga Doc. “Il Verduno Pelaverga Doc è molto più di un vino, è un racconto secolare che lega natura, tradizione e innovazione” ha affermato il presidente dell’associazione, Diego Morra, parlando di “un vitigno che, grazie alla tenacia e all’ostinazione dei produttori di Verduno, è riuscito a sopravvivere e a distinguersi nel panorama enologico italiano. Questo trentennale – ha concluso Morra – è per tutti noi un’occasione per condividere con il mondo un vino che amiamo ma anche un pezzo di storia italiana, un patrimonio di saperi, tecniche e passioni che fanno del Verduno Pelaverga Doc un portabandiera unico del territorio piemontese e delle Langhe in particolare”.

Vino, Krause: Vietti non è in vendita, il mio impegno è incrollabile

Vino, Krause: Vietti non è in vendita, il mio impegno è incrollabileMilano, 30 gen. (askanews) – “Vietti non è in vendita. Il mio impegno nei confronti di Vietti ed Enrico Serafino, altra azienda di nostra proprietà, è incrollabile. Siamo concentrati sulla crescita a lungo termine, sulla conservazione del patrimonio vitivinicolo piemontese e sugli investimenti nella sostenibilità e innovazione”. A dirlo, in una nota, è l’imprenditore statunitense Kyle J. Krause, proprietario dal 2016 della storica azienda con sede a Castiglione Falletto (Cuneo), replicando alle indiscrezioni che circolano da qualche tempo su una possibile cessione della celebre Cantina con quasi 60 ettari di proprietà e 85 in conduzione al super marchio francese del lusso Lvmh.

”Amarone opera prima”: 78 aziende, record nel 100esimo anno del Consorzio

”Amarone opera prima”: 78 aziende, record nel 100esimo anno del ConsorzioMilano, 29 gen. (askanews) – Amarone icona del fine dining nei 50 migliori ristoranti al mondo e un viaggio, nella memoria del tempo, tra le annate storiche tra cui spicca la bottiglia più antica certificata del Grande Rosso frutto della vendemmia 1950 uscita sul mercato nel 1953. Sono i temi delle due masterclass che aprono ufficialmente il programma di “Amarone Opera Prima”, l’evento del Consorzio vini Valpolicella in programma a Verona dal 31 gennaio al 2 febbraio al Palazzo della Gran Guardia in piazza Brà. Un’edizione che inaugura l’anno del centenario dell’ente con il record di partecipazione tra i produttori: 78 aziende pronte ad incontrare 106 giornalisti, di cui 73 provenienti da 26 Paesi: Argentina, Australia, Austria, Canada, Cina, Corea del Sud, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Hong Kong, Israele, Kazakistan, Lettonia, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Singapore, Svezia, Ucraina, UK e Usa.


L’anteprima dell’annata 2020, prende il via venerdì 31 gennaio alle 10.30 con la prima degustazione dedicata a esplorare il posizionamento dell’Amarone nei 50 ristoranti top segnalati dal mensile britannico “Restaurant”. Sono sette i vini in batteria nella masterclass guidata dall’esperto JC Viens: “Meroni Il Velluto 2011” (nella lista vini del Mountain Beak St, Londra), “Ca La Bionda Vigneti di Ravazzol 2012” (Sezanne, Tokyo), “Monte dall’Ora Stropa 2013” (Le Calandre, Italia), “Zymé 2013” (Cenci, Kyoto, Asia), “Buglioni Il Lussurioso 2016” (SingleThread, Sonoma Valley), “Tezza Brolo delle Giare 2016” (Fat Duck, Londra) e “Quintarelli 2017” (Eleven Madison Avenue, NYC). La giornata prosegue con il pranzo tristellato di Giancarlo Perbellini (Teatro Filarmonico, solo su invito) e la masterclass- viaggio tra le annate storiche affidata al MW e vicepresidente del Consorzio, Andrea Lonardi. Nei calici gli Amarone Bolla 1950, Montresor 1969, Bertani 1975, Santa Sofia 1983, Cecilia Beretta 1985, Mazzi 1997, Bussola 2000, Marion 2007, Cesari 2010. Il secondo atto di Amarone Opera Prima va in scena sabato 1 febbraio dalle 10.30. Ad aprire la giornata, il tema “Valpolicella: 100 anni tra passato e futuro della Denominazione” con gli interventi di Christian Marchesini, presidente del Consorzio vini Valpolicella e di Carlo Flamini, responsabile dell’Osservatorio del vino di Unione italiana vini, moderati da Andrea Andreoli. A seguire, l’inedito spettacolo “Amarone, epopea in Valpolicella”, ideato dal celebre attore, drammaturgo e regista teatrale Andrea Pennacchi per il centenario del Consorzio


Alle 12.30 via alle degustazioni ai banchi dei 78 produttori che, dalle 16, accoglieranno anche gli “Amarone lover”, protagonisti anche nella giornata di domenica 2 febbraio (dalle 10 alle 17) che si concluderà con l’aperitivo “Valpolicella: freschezza e creatività nel calice” a cura del Gruppo Giovani del Consorzio.

Vino, Onav: per nuove regole Codice strada serve educazione al bere

Vino, Onav: per nuove regole Codice strada serve educazione al bereMilano, 29 gen. (askanews) – “Le nuove regole del Codice della strada richiedono una risposta costruttiva da parte del settore, che può cogliere in questa situazione un’opportunità. Si parla molto di sanzioni ma sono pochi i riferimenti all’educazione al bere, oggi più che mai necessaria. I corsi in questo senso sono un’importante occasione per avere nuovi strumenti ed è fondamentale consentire a chi ama il vino di imparare a conoscerlo senza rischiare la patente. Noi lo abbiamo fatto”: E’ quanto ha affermato Vito Intini, presidente dell’Organizzazione nazionale assaggiatori di vino (Onav).


L’Associazione è attiva da diverso tempo nell’educare al bere consapevole, anche attraverso la Consulta Nazionale Vino (Convi), e quindi alla conoscenza del rischio che l’abuso o l’uso eccessivo di alcol possano provocare, non solo durante la guida. Onav suggerisce inoltre “pratiche virtuose per i suoi corsi ed eventi” come “programmare lezioni e serate monotematiche non troppo tardi, consigliando di partecipare dopo aver mangiato; versare meno vino nei bicchieri ma comunque sufficiente per un buon approccio organolettico; e non concentrare gli assaggi dei vini alla fine delle lezioni, in modo da favorire la metabolizzazione dell’alcol assunto”. “Semplici ma buone pratiche che tutelano i partecipanti da eventuali rischi” e, ad ulteriore garanzia, Onav è impegnata a dotare tutte le sue Sezioni di alcolimetri per testare i soci che non si sentissero sicuri. Il secondo importante aspetto su cui si sofferma l’Associazione consiste nell’adeguare l’organizzazione delle manifestazioni riguardanti il vino o che ne contemplano il consumo. Onav indica che queste siano organizzate in luoghi serviti da mezzi pubblici, oppure che vengano messe a disposizione navette per raggiungerli. Suggerisce inoltre di organizzarsi in gruppi, alternando gli assaggi sempre con moderazione e magari scegliendo di volta in volta chi possa fare da autista”.

Alla 57esima edizione di Vinitaly debutteranno i vini no-low alcol

Alla 57esima edizione di Vinitaly debutteranno i vini no-low alcolMilano, 28 gen. (askanews) – I vini No-Low alcol (NoLo) entrano ufficialmente nell’offerta della 57esima edizione del Salone internazionale dei vini e distillati in programma a Veronafiere dal 6 al 9 aprile. L’annuncio del “progetto pilota” che amplia i contenuti di Vinitaly 2025 è stato fatto da Jeddah dai vertici della Spa fieristica nel corso di “Italian Grapes Reimagined: an Alcohol free Tasting Experience”, masterclass a base di vini dealcolati e cocktail zero alcohol, realizzata da Vinitaly in occasione della tappa promozionale in Arabia Saudita dell’Amerigo Vespucci.


“Un evento-prologo che si inserisce nel piano di sviluppo della manifestazione che punta così a completare gli asset dell’unico brand fieristico di promozione del vino Made in Italy” ha spiegato Veronafiere, il cui presidente Federico Bricolo ha spiegato che “Vinitaly è crocevia delle tendenze che da sempre intercetta, monitora e analizza al fine di potenziare servizi e contenuti per le nostre aziende espositrici e per il settore. In questa ottica, da quest’anno, i vini NoLo entrano per la prima volta nel programma della rassegna – ha aggiunto – per potenziare il ruolo di Vinitaly, che apre nuovi mercati e affronta le sfide dell’evoluzione della domanda”. “Il progetto pilota che va dal prodotto alla formazione fino alla tecnologia dedicata si consoliderà nelle prossime edizioni diventando strutturale” ha proseguito il Dg di Veronafiere, Adolfo Rebughini, evidenziando che “l’obiettivo è di rappresentare un mercato complementare ai vini di denominazione in forte crescita su scala globale e di potenziare la competitività di Vinitaly in una fase di profonda trasformazione del settore”.


Ad oggi il programma “dealcolato” di Vinitaly 2025 contempla due focus: “Zero alcol e attese del mercato” (8 aprile) e “Tecnologia 0.0: produzione e innovazione a confronto” (9 aprile) realizzati in collaborazione con Unione italiana vini e con il supporto dell’Osservatorio Uiv-Vinitaly per la lettura dell’evoluzione di questo segmento del mercato. Sul fronte espositivo, Vinitaly 2025 presenterà un’Enoteca dedicata ai vini dealcolati, con un banco mescita esclusivo e con i vini NoLo protagonisti anche nei cocktail del padiglione Mixology.

Consorzio Barbera Asti e vini Monferrato: “Nel 2024 ottimi risultati”

Consorzio Barbera Asti e vini Monferrato: “Nel 2024 ottimi risultati”Milano, 28 gen. (askanews) – Il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato chiude il 2024 “consolidando la posizione delle sue 14 Denominazioni sui mercati nazionali e internazionali”. Tra i traguardi più significativi, spicca la performance della Barbera d’Asti Docg Superiore, che registra un aumento di oltre 200mila bottiglie prodotte rispetto all’anno precedente.


Lo ha comunicato lo stesso Consorzio, parlando di ottimi risultati anche per il Monferrato Doc Nebbiolo, che cresce dell’11% superando le 500mila bottiglie. Sul fronte delle Denominazioni più ampie, il Piemonte Doc, con un aumento del 3%, si avvicina a un milione di bottiglie in più rispetto all’anno precedente. In particolare, il Piemonte Doc Barbera mantiene una solida posizione con oltre 16 milioni di bottiglie (+0,4%), mentre il Piemonte Doc Barbera Passito segna un sorprendente +19,36%, superando 1,1 mln di bottiglie. Da segnalare anche il successo del doppio vitigno, vera innovazione del Disciplinare di produzione, il Piemonte Doc Barbera-Nebbiolo, che registra un +359% andando oltre le 500mila bottiglie. Sul fronte dei bianchi, il Piemonte Doc Chardonnay segna un record assoluto, con un aumento del 7,6% e oltre 2,1 mln di bottiglie prodotte, mentre il Ruchè di Castagnole Monferrato Docg si mantiene stabile sopra il milione di bottiglie (+1,6%), e il Terre Alfieri Docg, seppur ancora con numeri limitati, cresce dell’8%, “segnale promettente per il futuro”.


“Abbiamo lavorato per rendere la Barbera d’Asti e i vini del Monferrato sempre più accessibili e amati, puntando su qualità, autenticità e una comunicazione efficace” ha dichiarato il presidente del Consorzio, Vitaliano Maccario,sottolineando che “nel 2025 continueremo su questa strada, con un’attenzione particolare agli eventi e alle collaborazioni che rendano la Barbera d’Asti un vino sempre più ‘pop’ e vicino ai consumatori di tutto il mondo. Stiamo lavorando di gran lena per la seconda edizione del ‘Barbera D’Asti Wine Festival’, che ha come obiettivo promuovere le Denominazioni del Monferrato nel proprio territorio e avvicinarla sempre di più non solo al consumatore ma dando rilievo ai nostri produttori che, ogni giorno, si impegnano per far conoscere questo vino e il Monferrato nel mondo”. Secondo l’ente consortile, questi risultati riflettono il successo delle iniziative portate avanti nel 2024 anche a livello internazionale, come il “Barbera d’Asti Fish Festival” a Oslo e il “Monferrato Identity” in Olanda e Belgio, “che hanno rafforzato la presenza dei vini del Consorzio sui mercati esteri, mentre il consolidamento della presenza negli Stati Uniti e in Canada ha dato ulteriore slancio alle esportazioni”.


Quest’anno il Consorzio promette anche “format innovativi quali eventi esperienziali in Italia e all’estero, campagne social, eventi sul territorio, workshop, per far avvicinare i giovani alla cultura vitivinicola del Monferrato con un approccio fresco e inclusivo, rendendo la Barbera d’Asti un simbolo contemporaneo di qualità, tradizione e divertimento”.

Vino, le bollicine dei Monti Lessini aprono “Amarone Opera Prima”

Vino, le bollicine dei Monti Lessini aprono “Amarone Opera Prima”Milano, 28 gen. (askanews) – Saranno le fresche e sapide bollicine prodotte sui Monti Lessini, rigorosamente Metodo Classico, ad aprire la cena di gala di “Amarone Opera Prima”, l’evento ideato dal Consorzio di Tutela del Valpolicella e dedicato a tutte le interpretazioni del celebre rosso veronese, in programma da venerdì 31 gennaio a domenica 2 febbraio al Palazzo della Gran Guardia a Verona.


Lo spumante che nasce dall’uva autoctona Durella sarà servito come aperitivo alla cena di rappresentanza, dove oltre ai produttori e alle istituzioni, sono attesi anche gli operatori e la stampa di settore italiana e straniera: più di un centinaio di giornalisti, oltre la metà dei quali provenienti dall’estero. Un connubio, quello tra l’Amarone e il Lessini Durello, che dura ormai da qualche anno e che si conferma un bell’esempio di collaborazione e di sinergia fra consorzi sul fronte della promozione e della valorizzazione territoriale. “Essere scelti per inaugurare questa prestigiosa rassegna rappresenta per noi quasi una tradizione alla quale siamo davvero affezionati” – ha dichiarato Diletta Tonello, presidente del Consorzio di Tutela Lessini Durello, rimarcando che “la potenza del grande rosso veronese fa da contraltare al vigore delle nostre bollicine Metodo Classico, nate da suolo vulcanico. È un gemellaggio potente – ha continuato – non solo sul piano enologico ma anche su quello delle relazioni tra i protagonisti del mondo del vino: la nostra presenza qui, consolidata di anno in anno, è una positiva dimostrazione dell’importanza del dialogo tra consorzi di tutela che si impegnano in maniera congiunta sul fronte della valorizzazione e della promozione delle eccellenze enologiche di Verona”.


La Denominazione del Lessini Durello, riconosciuta nel 1987, conta oggi circa 430 ettari vitati ad uva Durella, distribuiti sulla fascia pedemontana dei Monti Lessini, tra Verona e Vicenza. Oggi le aziende associate al Consorzio sono 34 e ogni anno vengono prodotte circa 1 milione di bottiglie, di cui 750mila con metodo Charmat e 250mila con Metodo Classico.

Consorzio Vini Romagna debutta a Wine Paris con 12 aziende associate

Consorzio Vini Romagna debutta a Wine Paris con 12 aziende associateMilano, 28 gen. (askanews) – Il Consorzio Vini di Romagna farà il suo debutto a Wine Paris 2025 dal 10 al 12 febbraio assieme a dodici aziende associate. A comunicarlo è stato lo stesso ente consortile, che dal 1962 riunisce aziende, cooperative e imbottigliatori per tutelare le produzioni di vini a Dop e a Igp della Romagna, a partire dai più noti Romagna Albana Docg e Romagna Sangiovese Doc.


L’evento sarà anche l’occasione per presentare, presso lo stand F114 Hall 6, i due prestigiosi marchi collettivi consortili: “Rocche di Romagna” e “Novebolle”. Il marchio collettivo “Rocche di Romagna” nasce dall’esigenza di rendere riconoscibili e valorizzare le sedici sottozone che compongono la Denominazione Romagna Sangiovese. Attraverso il marchio, il consumatore viene accompagnato attraverso il territorio del Romagna Sangiovese alla scoperta delle diverse espressioni del vitigno, nei suoi diversi e affascinanti paesaggi, culture e siti d’interesse turistico. Presso lo stand del Consorzio si avrà l’opportunità di conoscere le sottozone attraverso la mappa del territorio e degustarle nel calice attraverso i vini dei produttori presenti. Ad affiancare “Rocche di Romagna”, saranno presenti anche alcune referenze del marchio “Novebolle”, che inviteranno a riscoprire l’arte della spumantizzazione romagnola custodita nel Romagna Doc Spumante, valorizzando un vitigno storico come il Trebbiano e promuovendo una versione innovativa del Sangiovese. Oggi il Consorzio conta otto cantine cooperative, 107 produttori vinificatori, cinque imbottigliatori e 5.200 aziende viticole iscritte agli albi delle vigne Doc e Docg. Di questi, le 12 cantine che porteranno a Wine Paris i loro migliori prodotti saranno Tre Monti, Amaracmand, Celli, Tenute Tozzi, La Sabbiona, San Patrignano, Fattoria Zerbina, Randi, La Cantina di Cesena, Fattoria Nicolucci, Maria Galassi e Trerè.