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Vino, Consorzio Prosecco Doc espande protezione marchio alle Cayman

Vino, Consorzio Prosecco Doc espande protezione marchio alle CaymanMilano, 25 gen. (askanews) – Il Consorzio della Doc Prosecco ha annunciato l’estensione della protezione globale del proprio marchio alle Isole Cayman, territorio inglese d’oltremare nei Caraibi.


In una nota, l’ente consortile ha spiegato che negli ultimi anni l’esportazione verso le isole è aumentata considerevolmente, oltre il 70%. Proprio questo dato avvalora la scelta del Consorzio che, dopo aver ampliato la tutela nei maggiori mercati d’esportazione, ha come nuovo obiettivo proteggersi nei Paesi interessati da flussi turistici provenienti dalle prime destinazioni d’export. Infatti, oltre l’80% dei visitatori delle Isole Cayman arriva dagli Stati Uniti, i quali dominano il ranking “export” con oltre 100 milioni di bottiglie importate nel periodo gennaio-settembre 2024, con una crescita del 17,9% sullo stesso periodo del 2023, incidendo per il 22,8% sulle esportazioni totali. Non è nemmeno trascurabile la percentuale di turisti canadesi, pari circa all’8%, i quali si posizionano al secondo posto tra i visitatori della meta caraibica. La presenza dell’autentico Prosecco Doc nelle Isole Cayman stimola i viaggiatori a scoprire le bollicine più famose al mondo, aprendo quindi nuove opportunità di crescita dell’export verso il Canada. Ad oggi il Paese anglo-francofono si colloca all’undicesimo posto tra i mercati di destinazione, ma i segnali sono promettenti: nei primi nove mesi del 2023, le importazioni di Prosecco Doc in Canada sono cresciute del 6%.


“La conferma della protezione del marchio alle Isole Cayman rappresenta un traguardo significativo per il Consorzio” ha commentato il presidente del Consorzio, Giancarlo Guidolin, evidenziando che “questa strategia mira non solo a proteggere la nostra Denominazione nei principali mercati, ma anche a rafforzarne il valore percepito in Paesi con elevato potenziale di crescita. Siamo convinti che l’autenticità del Prosecco Doc sarà un elemento distintivo e apprezzato dai numerosi turisti americani e canadesi in visita alle Cayman, dimostrando anche la coerenza dell’operato del Consorzio, sia nei Paesi di riferimento per l’export che nelle località turistiche più iconiche”.

Vino, al “Masi Wine Bar Munich” il “Top Italian Restaurant” 2025

Vino, al “Masi Wine Bar Munich” il “Top Italian Restaurant” 2025Milano, 25 gen. (askanews) – Per il secondo anno consecutivo, il “Masi Wine Bar” di Monaco di Baviera (Germania) si aggiudica il riconoscimento della Guida “Top Italian Restaurants” del Gambero Rosso, dedicata alle “più autentiche esperienze enogastronomiche italiane all’estero” (ristoranti, pizzerie ed enoteche).


Per il Gambero Rosso, il locale della Cantina veronese celebre per il suo Amarone è “il luogo ideale per una pausa all’insegna del relax, sorseggiando un bicchiere di vino o un cocktail a base di vini Masi”, elemento che con l’offerta di antipasti veneziani e piatti veneti tipici, “lo rende uno dei 16 migliori wine bar e ristoranti italiani di Monaco”. Questo locale è parte della “Masi Wine Experience”, progetto di enoturismo che include sette location e che comprende inoltre anche il Masi Wine Bar “Al Druscié” di Cortina d’Ampezzo (Belluno).

Agricoltura, Crea: campagna mais 2024 conferma sofferenza comparto

Agricoltura, Crea: campagna mais 2024 conferma sofferenza compartoMilano, 24 gen. (askanews) – “Siamo profondamente convinti come ricercatori che per ogni sfida sia necessario trovare nella ricerca e nell’innovazione le risposte per superarla. È con questo spirito che affrontiamo la Giornata del Mais 2025, e siamo sicuri che i maiscoltori sapranno raccogliere la sfida del cambiamento climatico, mettendo a frutto ogni soluzione che proviene dal mondo della ricerca pubblica e privata”. Così in una nota il direttore del Crea-Centro di Ricerca di Cerealicoltura e Colture Industriali, Nicola Pecchioni.


Dall’edizione 2023 un comitato scientifico, composto da ricercatori e docenti esperti del settore, cura la scelta delle tematiche e l’organizzazione scientifica della Giornata del Mais. L’incontro di Bergamo, in programma oggi presso la sede del Crea, che vede protagonisti i ricercatori e i principali attori della filiera maidicola, quest’anno analizza l’impatto di ricerca e innovazione per l’adattamento del mais ai nuovi scenari climatici, con particolare enfasi sui nuovi ibridi a bassa taglia, sul loro uso nell’alimentazione animale e sulla gestione del rischio climatico. Con rese in calo, pari in media a meno di 10 t/ha, la campagna maidicola 2024 ha confermato ancora una volta lo stato di sofferenza del comparto. In lieve calo rispetto al 2023 le superfici hanno fatto segnare il nuovo minimo storico degli ultimi 160 anni con circa 495mila ettari. La produzione raccolta è ridiscesa da 5,3 a 4,9 milioni di tonnellate, rimanendo quindi largamente insufficiente e inferiore al 45% del fabbisogno nazionale. Il costo complessivo del prodotto importato nel 2023/24 è sceso a 1,5 milioni di euro, -26%, favorito dal calo dei prezzi, -29%, a fronte di un aumento delle quantità importate, arrivate a un nuovo record storico prossimo a 7 milioni di tonnellate, +4%.


Secondo l’indagine preliminare Istat sulle intenzioni di semina, le prospettive per il 2025 sono improntate verso una relativa stabilità delle superfici a livello nazionale, con una discreta ripresa nel Nord Est, +9%, dopo anni di calo, cui si contrappone una considerevole riduzione nel Nord Ovest, -13%, dove si attende una forte crescita delle foraggere temporanee, +10%, da attribuire probabilmente ai primi effetti della Pac. Oggi più che mai diventa imperativo familiarizzare con i concetti di rischio di frequenza e di sistema. Per gli agricoltori è importante valutare la sostenibilità del mercato assicurativo nell’ambito della gestione dei rischi atmosferici e la possibile complementarità tra misure assicurative e altre misure di gestione del rischio.


Sono innovativi ibridi a statura ridotta di circa il 30% e con internodi raccorciati. Manifestano una maggiore stabilità, che può ridurre i rischi connessi agli eventi metereologici estremi, e la capacità di essere coltivali a più elevate densità rispetto agli ibridi convenzionali, favorendo un più efficiente utilizzo della radiazione. I vantaggi produttivi e di efficienza agronomica di questa innovazione genetica, misurati dalle prime sperimentazioni condotte in Italia, dimostrano l’importanza di adeguare correttamente il sistema colturale, con particolare riferimento all’ottimizzazione dei protocolli di fertilizzazione azotata e di gestione delle densità di semina, in funzione delle specificità dei singoli areali. Questa nuova soluzione, che prende il nome di PRECEON – Smart Corn System, è un sistema composto dall’innovativo ibrido, con densità di semina ottimizzata, caratterizzato da un supporto digitale per la gestione della coltura. Diversi ibridi “Smart” raccolti a differenti maturazioni sono stati valutati per una prova nutrizionale su bovine in lattazione ad alta produzione, che ha visto il confronto tra silomais convenzionale e “sistema” PRECEON. L’insilato di trinciato di mais, noto a tutti come silomais, rappresenta, infatti, uno dei principali alimenti per le vacche da latte in Italia e nel mondo. I motivi di tale diffusione e della sua elevata inclusione all’interno delle diete da latte sono dovuti al fatto di poter disporre di un alimento autoprodotto in azienda di alto valore energetico e capace di ottime rese produttive. L’impatto degli ibridi a taglia ridotta sui sistemi di allevamento bovino è quindi di cruciale importanza. Le Reti Nazionali di confronto varietale, coordinate dal Crea sugli ibridi di mais da granella e trinciato integrale nell’anno 2024, hanno evidenziato una resa media sulle 13,2 t/ha, l’8,5% in meno rispetto allo scorso anno. La stagione maidicola 2024 d’altra parte è stata alquanto problematica per l’alternarsi di condizioni meteorologiche di segno opposto, con piogge intense nel periodo della semina, seguite da condizioni di siccità e temperature elevate durante luglio e agosto, e con un abbassamento generalizzato delle temperature, accompagnato ancora da intense e diffuse precipitazioni, all’inizio di settembre, determinando significativi ritardi nelle operazioni di raccolta. Tra gli ibridi da granella più produttivi in classe 500, i più performanti sono risultati i nuovi DM5312 e KWS ALCANTO, insieme ai sempre ben performanti P1096, PORTBOU e MAS 59.K. Tra i 600 incontriamo i nuovi DKC6812 e KWS KALEIDO, e tra i precocissimi il nuovo LID 3306C. Infine, nelle prove di trinciato, gli ibridi 600 più performanti sono stati i già affermati LG31.621, KWS POSEIDO e ROMULO.

Cuzziol GrandiVini chiude il 2024 in positivo e lancia il nuovo logo

Cuzziol GrandiVini chiude il 2024 in positivo e lancia il nuovo logoMilano, 24 gen. (askanews) – Cuzziol GrandiVini, chiude il 2024 con un fatturato di oltre 25,7 mln di euro in leggera crescita rispetto ai 25,5 del 2023, con due milioni di bottiglie consegnate a 7.200 clienti in tutta Italia. “L’anno da poco concluso ha rappresentato un punto di svolta, con la definitiva uscita dal periodo post-Covid e un ritorno ad una ‘normalità’ che ci ha messo alla prova” ha spiegato l’amministratore unico Luca Cuzziol, rimarcando che “nonostante le difficoltà del contesto internazionale, la solidità del nostro modello ci permette di guardare al 2025 con fiducia e determinazione”.


La presentazione ad agenti, clienti e giornalisti del proprio portfoglio ricco di 145 aziende vinicole distribuite (di cui 43 italiane), è stata anche l’occasione per l’azienda trevigiana di selezione e distribuzione di mostrare il suo nuovo logo, frutto di un’operazione di rebranding che reinterpreta il marchio storico “con un linguaggio grafico più contemporaneo”. Quest’anno sono entrate nel catalogo di Cuzziol GrandiVini interessanti novità, tra cui Ada Nada (Barbaresco, Piemonte), Campanelli (Castelli di Jesi, Marche), Hundred Hills (Inghilterra), Wabi Sabi (Austria), Auriane Denis (Champagne, Francia), Alvina Pernot (Borgogna, Francia), e Nicolas Rossignol (Beaujolais, Francia).


Foto di Gaia Menchicchi

Vino, Franciacorta: il 2024 si chiude con volumi e valori stabili

Vino, Franciacorta: il 2024 si chiude con volumi e valori stabiliMilano, 24 gen. (askanews) – Nonostante il contesto globale complesso, il 2024 del Franciacorta si chiude con volumi e il valore sostanziamente stabili che “confermano la solidità del brand”. L’anno si è chiuso con un venduto (in volumi stimati sull’84% delle aziende del territorio) di poco oltre i 19,1 mln di bottiglie (contro i circa 19,5 del 2023), con il prezzo medio allo scaffale (Iva inclusa) che a fine dicembre scorso si è attestato a 24,5 euro, una leggera crescita (era 24,4 nel 2023) “segno di un apprezzamento costante della qualità e dell’identità del prodotto”.


Sempre secondo quanto riferito dal Consorzio, “i dati evidenziano una tenuta significativa sul mercato interno, con l’export che continua a crescere in valore e nei prezzi medi, con gli Stati Uniti che si confermano un mercato di riferimento strategico, con un incremento costante delle vendite sia in termini di valore che di volumi”. A livello di singoli Paesi, la Svizzera conferma il proprio primato rappresentando il 22,1% dell’export totale, seguita dagli Stati Uniti (12,6%), dal Giappone, dalla Germania e dal Belgio. “Il 2024 si chiude con risultati stabili e incoraggianti: come piccola realtà, stiamo crescendo in maniera costante, concentrandoci sui luoghi e sulle opportunità giuste, continuando a puntare sulla qualità e sull’autenticità che ci contraddistinguono” ha commentato il presidente Silvano Brescianini che a maggio, passati i due mandati, lascerà la guida dell’ente consortile bresciano.


Il 2025 si apre con il ritiro del prestigioso premio come International (Non-U.S.) “Wine Region of the Year 2024” ai Wine Star Awards di Wine Enthusiast che saranno celebrati il 27 gennaio al Westin St. Francis di San Francisco durante il “Black Tie Gala”. A marzo, il Consorzio celebrerà invece il suo 35esimo anniversario con una due giorni di incontri per raccontare come la Franciacorta si è evoluta in questi ultimi anni con la partecipazione di produttori, esperti e operatori del settore da tutto il mondo. Oltre al “Festival di Primavera (8-9 marzo), e il tradizionale appuntamento con Vinitaly (dal 6 al 9 aprile), il 2025 sarà animato anche dai “Festival Itineranti” che faranno tappa a Ravenna il 9 giugno e Bari il 20 ottobre, e il “Festival in Cantina” dal 19 al 21 settembre. Eventi a cui si sommano le tappe estere: il 7 a Chicago e il 19 a Lugano, il 16 giugno Amburgo e a Tokyo la prima settimana di novembre. Il 2025 segna anche il consolidamento delle partnership, con Camera Nazionale della Moda Italiana, con la Guida Michelin Italia e Usa, gli Emmy Awards, 1000 Miglia e Porsche.

Consorzio Vini Maremma Toscana chiude 2024 con 7,5 mln bottiglie: +8,1%

Consorzio Vini Maremma Toscana chiude 2024 con 7,5 mln bottiglie: +8,1%Milano, 24 gen. (askanews) – I vini della Doc Maremma Toscana si preparano al loro debutto alla sesta edizione del “Wine Paris & Vinexpo Paris” in programma dal 10 al 12 febbraio al Paris Expo Porte de Versailles. Nella capitale francese la Denominazione si presenta dopo un 2024, anno in cui ha festeggiato i suoi primi dieci anni, che l’ha vista crescere a dispetto dei trend del resto della Toscana, con l’imbottigliato che ha registrato un incremento dell’8,15% rispetto all’anno precedente con poco meno di 7,5 mln di bottiglie. Come previsto, il Vermentino si è confermato il vino più rappresentativo, con oltre 2,3 milioni bottiglie, che corrispondono a quasi il 32% del totale Doc.


Il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana guidato da Francesco Mazzei, ricorda che in generale i vini bianchi continuano a guadagnare terreno, rappresentando ora oltre il 42% del totale imbottigliato, in crescita rispetto al 2023. I vini rossi al 53%, registrano una leggera flessione rispetto al 55% dello scorso anno, mentre i rosati crescono e raggiungono il 5% dell’imbottigliato. Anche il numero dei soci del Consorzio è ulteriormente aumentato arrivando a 473, a testimonianza della dinamicità di questa Denominazione in cui i produttori credono sempre più. La Doc Maremma Toscana rappresenta infatti il 33% del totale di produzione rivendicata nella provincia di Grosseto, confermandosi come un terzo dell’intera produzione vinicola provinciale. Al “Wine Paris & Vinexpo Paris” saranno una trentina le Cantine con oltre 50 etichette che si presenteranno al bancone consortile agli operatori e alla stampa internazionali. Tra le tipologie in degustazione, gli addetti ai lavori potranno trovare in particolare Vermentino e Ciliegiolo, a fianco dei rosati, dei rossi internazionali e dei blend in stile “supertuscan”.


“Siamo riusciti a chiudere l’anno superando i 7 milioni di bottiglie che era il nostro obiettivo, e, inoltre, abbiamo visto crescere l’interesse da parte del settore nei confronti della nostra Doc” ha dichiarato Mazzei, rimarcando che “i progetti e le sfide sono molteplici ma cerchiamo di farci trovare pronti e di creare, con le forze che abbiamo a disposizione, occasioni di visibilità e di business: portiamo quindi per la prima volta le nostre Aziende a Parigi su un palcoscenico importante, pochi giorni prima dell’inizio delle ‘Anteprime Toscane’, dove saremo di nuovo protagonisti”. Foto di Marco Marroni

Vino, Consorzio Valpolicella: al Vep 2025 21 candidati da 11 Paesi

Vino, Consorzio Valpolicella: al Vep 2025 21 candidati da 11 PaesiMilano, 24 gen. (askanews) – Arrivano da 11 Paesi per una tre giorni di corsi intensivi alla “scuola di Valpolicella”: sono i 21 aspiranti “wine specialist” iscritti al “Valpolicella education program 2025” (Vep), in calendario dal 28 al 30 gennaio nel territorio della Dop veronese. Ideato dal Consorzio, il Vep prevede un percorso di formazione tra lezioni frontali, studio, visite in cantina e masterclass guidate, che si conclude con una verifica scritta e una prova pratica in modalità “blind tasting”, entrambe da superare positivamente. Ad oggi nel mondo, sono 61 i “Valpolicella wine specialist” certificati dal Consorzio che, dal 2018, seleziona le candidature internazionali di sommelier, giornalisti, influencer e operatori professionali di alto profilo.


“La scelta del Consorzio di dotarsi di un programma di educazione e formazione specializzata si è rivelata lungimirante e oggi ci consente di avere una community di esperti della Denominazione sulle principali piazze che sono il nostro obiettivo” commenta Christian Marchesini, presidente del Consorzio Vini Valpolicella, ricordando che “negli ultimi tre anni abbiamo ulteriormente potenziato il Vep con una nuova offerta formativa, articolata su due livelli: base per i consumatori e avanzato per i professionisti locali. Questi percorsi – conclude – possono essere seguiti nei Paesi di origine o da remoto e ne è scaturita una risposta sorprendente: dal 2021, infatti, abbiamo formato e certificato oltre 700 Valpolicella lovers”. Iniziativa prologo di “Amarone Opera Prima” (31 gennaio, 1 e 2 febbraio), il Vep 2025 si svolge in modalità itinerante nelle aziende Zymè, Pasqua Vini e Villa Canestrari per la parte formativa, Tamasotti, Talestri e Palazzo della Torre di Marilisa Allegrini per le visite. Il pacchetto formativo per 21 aspiranti (provenienti da Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Hong Kong, India, Lettonia, Malaysia e Paesi Bassi) include 5 lezioni frontali tenute da Maurizio Ugliano, professore di Enologia all’università di Verona, Alberto Brunelli, enologo del Consorzio, Paolo Veronesi, avvocato designato dal Consorzio per la tutela della Denominazione nel mondo, Giambattista Tornielli e Marianna Fasoli, entrambi professori di Viticoltura rispettivamente all’università di Padova e all’università di Verona. Mentre a guidare i tasting sarà Filippo Bartolotta, sommelier e wine educator.

Vino, il 19 febbraio torna “Anteprima Chianti Lovers e Rosso Morellino”

Vino, il 19 febbraio torna “Anteprima Chianti Lovers e Rosso Morellino”Milano, 21 gen. (askanews) – Il 19 febbraio, dalle 9 alle 18, al Padiglione Arsenale della Fortezza da Basso di Firenze, torna “Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino”, evento organizzato dal Consorzio Vino Chianti e dal Consorzio Morellino di Scansano. Le degustazioni saranno dedicate esclusivamente ai giornalisti con un’area unica con servizio sommelier alla carta per le nuove annate Chianti Docg Annata 2024, Superiore 2023 e Riserva 2022, e Morellino di Scansano Docg Annata 2024 e Riserva 2022, tutti in uscita quest’anno.


“Il Chianti continua a crescere nel bicchiere e questo è il dato più importante dopo anni di sacrifici da parte delle imprese nella ristrutturazione dei propri vigneti” ha affermato il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi, rimarcando che “arriviamo con prodotti di alto livello e questo ci dà la possibilità di poter affrontare i mercati mondiali con molta serenità: i nostri biglietti da visita sono storia e qualità”. “Quest’anno ci presentiamo alle Anteprime con un nuovo format che dedica piena attenzione alle degustazioni dei professionisti e diventa così un momento ancora più importante di condivisione di confronto con la stampa” ha aggiunto Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano, sottolineando che “la decisione è conseguente alle scelte strategiche fatte negli ultimi anni che hanno portato ad un’ulteriore valorizzazione della denominazione del Morellino, che oggi si conferma una delle realtà più importanti sul mercato interno e in crescita sui mercati esteri”.

Proposta Vini chiude 2024 con +3% fatturato e con 55 nuove aziende

Proposta Vini chiude 2024 con +3% fatturato e con 55 nuove aziendeMilano, 21 gen. (askanews) – Si apre in positivo il 2025 di Proposta Vini, importante azienda di distribuzione del nostro Paese, che ha chiuso il 2024 con una crescita di fatturato di oltre il 3% sul 2023, pari a più di 28 milioni di euro per un totale di oltre 2,8 milioni di bottiglie vendute.


“I numeri mostrano come il mondo Horeca a cui ci rivolgiamo abbia una sempre maggiore sensibilità per storie vere e autentiche di viticoltura artigiana: la crescita del fatturato, trainato soprattutto da vini fermi e spirits, rappresentano una conferma dell’importanza del nostro impegno a selezionare e distribuire Cantine e distillerie i cui progetti, andando ben oltre i meri aspetti commerciali, tocchino l’anima nei nostri amati clienti ristoratori, enotecari (tradizionali e online) e albergatori e quella dei loro (nostri) clienti finali” ha commentato Andrea Girardi, alla guida, assieme al padre Gianpaolo, dell’azienda di Pergine Valsugana (Trento) che dal 18 al 20 gennaio ha presentato in anteprima il proprio catalogo Stazione Leopolda di Firenze. Con 3.000 referenze wine selezionate da 417 cantine (258 italiane e 159 straniere), a cui si affiancano 600 referenze spirits di 100 realtà italiane e straniere, il catalogo di Proposta Vini “è un mosaico viticolo e paesaggistico, che punta da quarant’anni a questa parte a valorizzare produzioni autentiche e territoriali, artigianali e di qualità”. Cinquantacinque le nuove aziende (40 Cantine e 15 produttori di distillati) in distribuzione dal 2025: per quanto riguarda il vino sono 12 i produttori che esprimono la specificità e l’unicità della viticoltura delle diverse regioni del nostro Paese, a partire da Roberto Crosio e Poderi Colla, entrambe dal Piemonte, Cascina Nirasca e Taoma dalla Liguria e Alberto Fiori dalla Lombardia. Claudio Augusta e Mario Sandri rappresentano invece il Trentino, mentre spostandoci in Veneto troviamo Carezzabella. In Emilia-Romagna ecco Ventiventi e nelle Marche Quntì; scendendo a Sud in Campania troviamo Tenuta Cobellis e in Calabria Santa Venere.


Spostandoci in Europa sono 28 le Cantine che debuttano nel catalogo 2025: dalla Svezia ecco Langmyre Vineri, mentre dalla Francia troviamo Champagne Mallol, Chapelle d’Aliénor by La Gaffeliere, Chateau Canon Chaigneau, Chateau Canon Lalan de Pomerol, Chateau Grand Jean, Chateau Pellot Plaisance, Chateau Rollin, Chateau St. Julian, Clos Fornelli, Domaine de Nugues, Domaine de Massiac, Domaine Philippe Girard, La Voute du Verdus, Les Vignerons de Buzet, Ormarine, Symphonie de Clos Haut Peyraguey. La Spagna è invece rappresentata da Bodegas Senorio de Librares e Santa Catarina, mentre Lyrarakis, Oenops Wines e Orealios provengono dall Grecia e Monastero di Dariali, Nagdi Marani, Ninos Marani e Raberi Marani dalla Georgia. Sul fronte spirits sono invece 15 le nuove aziende inserite nel catalogo Proposta Spirits in cui l’Italia è rappresentata dalle piemontesi DoraGrossa Liquorificio e Karminia, dalla parmense Cuspid Selections e dalla sicula Nepeta. Dalla Svezia ecco Norrbottens Distillery, dall’Irlanda Finvara Irish Whiskey, dalla Scozia Ballindalloch Distillery, Ian MacLeod Six Isles e Murray MacDavid. Provengono invece dalla Francia Fontagard Distillery e dalla Germania Gemellii. Spostandoci oltreoceano, ecco dal Messico Buen Vato, Enemigo e Marca Negra.


“L’ingresso di queste nuove realtà nel nostro portfolio – ha tenuto a precisare Antonio Beneforti, selezionatore di Proposta Spirits – va nella direzione di un completamento della nostra offerta, in linea con i trend che si stanno affermando nella mixology e non solo, rendendoci ancora più competitivi grazie a prodotti eccellenti che spaziano dalla tradizione liquoristica italiana ai whsiky fino agli agave spirits”.

Vino, “InnoNDA”: strategie per produzione sostenibile del Nero d’Avola

Vino, “InnoNDA”: strategie per produzione sostenibile del Nero d’AvolaMilano, 21 gen. (askanews) -L’associazione viticoltori Assovini Sicilia e l’Università degli Studi di Milano hanno annunciato l’avvio di una “ricerca pionieristica” nella produzione del vino, con gli obiettivi di diversificare la produzione enologica, valutare la diversità del vitigno Nero d’Avola e ridurre il contenuto di alcol mantenendo la qualità sensoriale dei prodotti. Il progetto “InnoNDA”, di cui è capofila l’associzione, è stato presentato il 21 gennaio nella sede di Assovini Sicilia a Palermo.


Il progetto, a cui partecipano anche i laboratori Isvea e le aziende vitivinicole Dimore di Giurfo (Catania), Feudi del Pisciotto (Caltanissetta), Tenute Lombardo (Caltanissetta), Tenuta Rapitalà (Palermo), tecnici e professionisti di settore, tra cui Leonardo La Corte, “segna un importante passo avanti nello studio delle caratteristiche dei vini”. “InnoNDA” è finalizzato all’indagine delle tecniche agronomiche ed enologiche che permettono di ottenere vini con una gradazione alcolica più bassa, mantenendo al contempo l’intensità aromatica e il gusto distintivo che caratterizza la varietà Nero d’Avola, il più celebre tra i vitigni autoctoni siciliani a bacca rossa. Non solo, il progetto include attività volte alla diversificazione della produzione mediante l’impiego di anfore di terracotta e alla valutazione delle diversità del vitigno Nero d’Avola nel territorio siciliano. La ricerca, avviata nell’aprile 2024, è basata su un approccio scientifico che prevede l’utilizzo di tecnologie e strategie fermentative non applicate in precedenza per la vinificazione dell’uva Nero d’Avola.


“I cambiamenti climatici e le legittime attese dei consumatori e delle autorità, stimolano le aziende di Assovini Sicilia ad approfondire le tecniche agronomiche e di produzione vinicola in particolare del Nero d’Avola, il vitigno a bacca rossa più diffuso dell’isola – ha spiegato la vicepresidente Lilly Fazio, sottolineando che “questo studio innovativo compiuto in partnership con l’Università di Milano, e sostenuto grazie all’indispensabile aiuto dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, permette di comprendere il mondo, migliorare la qualità della vita, la sostenibilità produttiva e affrontare le sfide globali. Investire nella scienza – ha concluso Fazio – significa credere nelle soluzioni che ancora non conosciamo, promuovendo una società più preparata per le generazioni a venire”. “‘InnoNDA’ intende apportare innovazione mediante approcci e strategie di vinificazione non applicate in precedenza per il Nero d’Avola – ha affermato Daniela Fracassetti dell’Università di Milano e responsabile scientifico del progetto – fornendo evidenze scientifiche atte a supportare i produttori per la crescita più consapevole del settore vitivinicolo”.