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Sparatoria Milano, testimone: abbiamo sentito spari poi una donna è uscita

Sparatoria Milano, testimone: abbiamo sentito spari poi una donna è uscitaRoma, 18 feb. (askanews) – “Era un rapporto normale di vicinato, il figlio entrava, salutava e basta. Il figlio veniva spesso, era la panetteria del papà, credo fosse normale. Una volta abbiamo fumato una sigaretta insieme. Quella sera li abbiamo visti passare, ma non sono venuti da noi a bere. Noi abbiamo visto solo loro due. Non abbiamo visto il figlio del panettiere insieme a loro”. Lo ha detto la titolare della vineria accanto alla panetteria dove sabato 15 febbraio a Milano si è verificata una sparatoria. La testimone è stata intervistata in esclusiva da Ore 14, la trasmissione di Milo Infante, in onda su Rai 2.


“Gli spari – continua – li abbiamo sentiti poco, avevamo la musica, era pieno di gente. Li ho sentiti perché ero fuori, ma i miei colleghi dentro non hanno sentito niente. Hanno sentito come battere sul tavolo. Lei è uscita dopo gli spari. Ha gridato ‘aiuto, aiuto si sono sparati. Chiamate l’ambulanza’. E poi è scappata. Lei non la conoscevamo ma era sempre con loro”. “Loro tre erano insieme, erano amici. Il panettiere siamo entrati noi per farlo uscire perché era sotto shock. Era completamente immobile quindi l’abbiamo fatto uscire noi. Quello che è successo lì dentro secondo me non lo si può sapere”, conclude.

Milano Cortina, modello Expo per legalità e sicurezza sul lavoro

Milano Cortina, modello Expo per legalità e sicurezza sul lavoroMilano, 18 feb. (askanews) – Comune di Milano, Fondazione Milano Cortina 2026, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato oggi l’accordo quadro per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026. I sottoscrittori ritengono prioritario garantire la qualità e la tutela del lavoro, il rispetto della contrattazione collettiva sottoscritta dalle OO.SS. nazionali comparativamente più rappresentative, la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, la legalità e la leale concorrenza tra le imprese.


Per questo, si è deciso di procedere alla firma dell’accordo odierno, sulla base di altri positivi documenti sottoscritti nel recente passato, come gli accordi per la realizzazione e la gestione di Expo 2015, il protocollo quadro sulla sicurezza del lavoro nei cantieri della linea 4 della metropolitana di Milano siglato nel novembre 2020, il Patto per il Lavoro firmato ad aprile 2022 e il protocollo d’intesa per la regolarità e la sicurezza del lavoro nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture firmato presso la Prefettura di Milano nel luglio 2022. L’accordo odierno prevede l’istituzione di tre tavoli allo scopo di tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti nella realizzazione delle opere propedeutiche alle Olimpiadi e le Paralimpiadi e i lavoratori che saranno impiegati nello svolgimento dei Giochi, così come le lavoratrici e i lavoratori dei servizi coinvolti nell’evento. Verrà inoltre istituito un ulteriore tavolo di monitoraggio per garantire il raccordo tra i tre tavoli di lavoro.


Il documento è stato firmato oggi, a Palazzo Marino, dal sindaco di Milano Giuseppe Sala e dalle assessore Martina Riva (Sport, Turismo e Politiche giovanili), Alessia Cappello (Politiche del Lavoro e Sviluppo economico); per Fondazione Milano Cortina 2026 Anna Laura Iacone, Human Capital Director di Fondazione Milano Cortina 2026; per Cgil Luca Stanzione, segretario generale della Camera del Lavoro di Milano; per Cisl Giovanni Abimelech, segretario generale Cisl Milano; per Uil Salvatore Monteduro, segretario confederale Uil Milano Lombardia.

Milano, sabato in Duomo l’ordinazione episcopale di mons. Torriani

Milano, sabato in Duomo l’ordinazione episcopale di mons. TorrianiMilano, 17 feb. (askanews) – Sabato 22 febbraio, alle 15, nel Duomo di Milano, l’Arcivescovo mons. Mario Delpini presiederà la Messa per l’ordinazione episcopale di mons. Alberto Torriani, scelto lo scorso 11 dicembre da Papa Francesco come Arcivescovo della Diocesi di Crotone-Santa Severina. Insieme a mons. Delpini, i vescovi con-consacranti saranno mons. Michele Di Tolve, Vescovo Ausiliare di Roma e Rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore, e mons. Paolo Martinelli, Vicario Apostolico dell’Arabia meridionale.


Nato nel 1971 a Bollate (Mi), ordinato sacerdote nel 2000 dall’allora Arcivescovo di Milano, Cardinale Carlo Maria Martini, Alberto Torriani è stato Vicario parrocchiale nella Parrocchia di San Biagio di Monza e successivamente della Comunità pastorale “Ascensione del Signore”. A Monza è stato anche responsabile della Pastorale giovanile della città dal 2003 al 2011. Ha svolto una lunga esperienza nel mondo della scuola, prima come assistente e vicepreside delle Scuole parrocchiali San Biagio di Monza, dal 2011 al 2016 come Rettore del Collegio Rotondi di Gorla Minore (Va) e dal 2017 come Rettore del Collegio Arcivescovile San Carlo di Milano. Lo stemma episcopale scelto da mons. Torriani è composto da quattro elementi simbolici. I quattro cuori in alto rappresentano luoghi significativi della sua vita: Novate Milanese, luogo della sua parrocchia d’origine (Santi Gervaso e Protaso), Monza, dove ha iniziato il ministero sacerdotale, Gorla Minore, simbolo delle prime responsabilità, e Milano, dove svolge il suo servizio da quasi dieci anni. Tre ulteriori simboli completano lo stemma: una moneta d’oro, che richiama il talento evangelico da coltivare come dono di Dio, soprattutto nei giovani; una mano aperta, simbolo di un’umanità trasformata dal Vangelo, capace di cura, sostegno e incoraggiamento; e al centro un pesce barbo, simbolo tratto dal Vangelo di Giovanni (cap. 21), che richiama l’incontro tra Gesù risorto e i discepoli sul Lago di Tiberiade: inizialmente incapaci di riconoscerlo, ricevono da Lui la promessa di reti colme di pesci in abbondanza.


Per il motto episcopale, mons. Torriani ha scelto “Si sappiano da Lui conosciuti”, tratto da un testo di Madeleine Delbrel, poetessa e assistente sociale nelle periferie parigine. Scritto in occasione dell’ordinazione sacerdotale di un amico, poi divenuto Cardinale e Arcivescovo di Parigi, questo motto esprime lo stile del ministero episcopale come servizio all’uomo, diventando la chiave di lettura dell’intero Vangelo, in ogni relazione e in ogni parola. Mons. Torriani farà poi il suo ingresso ufficiale nella Diocesi di Crotone-Santa Severina domenica 30 marzo 2025, alle ore 17, con una Messa al PalaMilone del capoluogo calabrese.

Morto veterinario Schneider, Brambilla: grazie a nome vite che hai salvato

Morto veterinario Schneider, Brambilla: grazie a nome vite che hai salvatoRoma, 16 feb. (askanews) – “Ciao Rainer, grazie a nome di tutte le vite che hai salvato, senza arrenderti mai”. A dirlo l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, commentando la scomparsa, all’età di 77 anni, del veterinario Rainer Schneider.


“La tua perdita – prosegue la presidente di LEIDAA – è una di quelle che più fa male al cuore: a tutti noi che ci battiamo per difendere i selvatici non mancherà infatti solo la tua figura intrisa di splendida umanità, ma anche la tua impareggiabile abilità professionale che ci ha consentito di salvare tantissimi animali che, in altre circostanze, sarebbero stati giudicati irrecuperabili. Tra gli innumerevoli casi, ne voglio ricordare uno: il cervo Battista, inseguito dai cacciatori fino allo sfinimento, arrivato al nostro centro più morto che vivo e completamente paralizzato. L’équipe veterinaria da te diretta ha allestito per lui una sala di rianimazione e lo ha poi sottoposto a una lunghissima fisioterapia, che avevi sperimentato in Africa con le antilopi. Oggi, grazie a te, Battista è un cervo adulto che cammina sulle sue zampe”. Con Schneider scompare uno dei massimi esperti di fauna selvatica. Medico veterinario dal lontano 1974 in più di cinquant’anni di carriera ha lavorato, oltre che nel nostro paese, in diverse località del mondo. In Indonesia, nella foresta del Sulawesi, ha creato un’oasi di ben 25 ettari dedicata al recupero di diverse specie di primati, pappagalli e rettili; in Sudafrica ha studiato le patologie e contribuito agli sforzi di conservazione di ungulati e giraffe; in Perù ha fatto parte della costruzione di un centro dedicato alla riproduzione dei rettili e allo studio di parassitosi di serpenti, sauri e anfibi. In Italia, oltre al già citato ruolo del Cras “Stella del Nord”, era direttore scientifico del Parco Faunistico Le Cornelle di Valbrembo (Bergamo) e ha dato un prezioso contributo a svariati studi universitari. Tra i tanti animali che ha difeso ci sono i serpenti “che sono importantissimi per il nostro habitat naturale e sono oggetto di ingiusta discriminazione”.


“Sei stato – conclude l’on. Brambilla – un grande medico che ha avuto il coraggio e la visione per cambiare: con te anche gli animali esotici, quelli sfruttati, gli animali di nessuno, i selvatici hanno avuto le migliori cure ed attenzioni, al pari di tutti gli altri. Oggi li immagino tutti intorno a te”.

Fine vita, Bertolaso: in Lombardia eseguito dettame Consulta

Fine vita, Bertolaso: in Lombardia eseguito dettame ConsultaMilano, 14 feb. (askanews) – “Abbiamo dimostrato che anche senza una decisione di giunta e senza una legge regionale il rispetto del dettame costituzionale può essere sicuramente eseguito”. Lo ha detto l’assessore la welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, parlando a TgCom24 del primo caso di siucidio assistito eseguito il Lombardia sulla base delle sentenza della Corte costituzionale sul caso Dj Fabo. “Ne ho parlato anche con la magistratura ordinaria di Milano che è al corrente e ha pineamente approvato il percorso che abbiamo adottato” ha aggiunto ribadendo che è stato “semplicemente eseguito il dettame della Corte costituzionale”.


Abbiamo “creato un comitato tecnico” con giuristi e scienziati che “hanno indicato quelle che sono le sequenze operative-tecniche che devono essere seguite” e “il comitato etico-ospedaliero creato appositamente per questo tema specifico ha dato le indicazioni e attribuito personalmente la persona che aveva chiesto il fine vita nel corso di questo suo percorso-tragitto verso la conclusione della vita” ha continuato l’assessore. Il percorso seguito, ha sottolineato Bertolaso, è “in assoluta coerenza con la Costituzione”, un “tragitto assolutamente indiscutibile e sarà anche un punto di riferimento” se ci fossero richieste analoghe in Lombardia.

Università, A.Fontana: Insubria vero luogo di dialogo e formazione

Università, A.Fontana: Insubria vero luogo di dialogo e formazioneMilano, 14 feb. (askanews) – Al via, ufficialmente, il 27° Anno accademico dell’Università dell’Insubria, il primo della rettrice Maria Pierro. Alla cerimonia inaugurale è intervenuto, per Regione Lombardia, il presidente Attilio Fontana. Presenti anche l’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, e il sottosegretario alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo. Nell’occasione, la lectio magistralis, incentrata sul tema ‘Il ruolo dell’Università nella società contemporanea’, è stata tenuta da Franco Gallo, presidente emerito della Corte Costituzionale.


“Siamo all’inaugurazione dell’Anno Accademico di un ateneo – ha sottolineato il presidente Attilio Fontana – che è un autentico luogo di dialogo e formazione, che è in rapporto costante con le altre università come pure con il tessuto sociale e gli attori politici, istituzionali ed economici. E che vive con attenzione, e da protagonista, anche i cambiamenti che riguardano le professioni sanitarie con la riforma per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina al vaglio del Parlamento”. “L’Università degli studi dell’Insubria, infatti – ha continuato – è non solo un ateneo, ma anche un riferimento per il mondo della Medicina e Chirurgia dell’Ospedale di Circolo-Fondazione Macchi di Varese”. “Un saluto e un ringraziamento quindi, oltre che alla rettrice Maria Pierro, anche al presidente Francesca Rovera, guida della Scuola di Medicina e baluardo per la senologia dell’Asst Sette Laghi di cui dirige la Breast Unit”. “All’Università dell’Insubria – ha aggiunto – assicuro, come avvenuto anche in passato, il sostegno concreto e fattivo della Lombardia”. Un sostegno che ha trovato riscontro anche attraverso il finanziamento per il Diritto allo studio universitario (DSU) 2023-2024 di oltre 1,2 milioni di euro, cui si è aggiunto il cofinanziamento dell’Ateneo di 400.000 euro. “Risorse – ha concluso fontana – che hanno consentito di assegnare la borsa di studio alla totalità, 474 studenti, degli iscritti idonei”.


L’Università degli Studi dell’Insubria è una delle 15 realtà accademiche della Lombardia e, in particolare, una delle otto con facoltà di Medicina e Chirurgia. Nata nel 1998 è stata tra le prime in Italia ad aver adottato un modello organizzativo a rete con sedi a Varese, Como e con il polo di Busto Arsizio (Varese). Attualmente, l’Insubria ha quasi 12.000 studenti, oltre 330 dottorandi, più di 130 assegnisti di ricerca, 435 docenti, 350 tra amministrativi e tecnici, 8 dipartimenti, 56 centri di ricerca e 5 centri speciali. Sono attivi 24 corsi di laurea triennale, 4 corsi di laurea magistrale a ciclo unico e 16 corsi di laurea magistrale. “‘Il ruolo dell’Università nella società contemporanea’: il tema scelto per la prolusione odierna è centrale per il futuro della nostra società – ha detto l’assessore a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi -. Se vogliamo infatti che la Lombardia continui a recitare un ruolo da protagonista nel panorama economico mondiale è fondamentale che il nostro Sistema universitario rimanga un’eccellenza e mantenga la sua attrattività nei confronti di una platea il più vasta possibile”.


Fermi ha poi spiegato che “proprio con questo obiettivo ho voluto mettere in campo una nuova misura rivolta agli Atenei lombardi, che finanzia le strutture tecnologiche, affinché siano sempre più all’avanguardia. La risposta alla manifestazione di interesse che abbiamo pubblicato è andata ben al di là di ogni più rosea aspettativa, con una cinquantina di progetti presentati. L’Università dell’Insubria, in particolare, ha risposto alla prima fase presentando 3 importanti progetti di nuova realizzazione e potenziamento di infrastrutture di ricerca e trasferimento tecnologico nell’ambito degli ecosistemi dell’innovazione della Salute e Life Science, Nutrizione, Manifattura avanzata, Sostenibilità”. “Nei prossimi mesi – ha concluso – uscirà il bando, che potremmo decidere di far diventare strutturale e che aiuterà anche a rendere ancora più forte il rapporto tra università e imprese, visto che una delle richieste formulate è che i laboratori e i macchinari rinnovati vengano poi messi a disposizione pure delle aziende del territorio”.


Presente all’inaugurazione dell’Anno Accademico anche il sottosegretario alla Presidenza della Regione, con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, il varesino Raffaele Cattaneo. “L’Università dell’Insubria – ha evidenziato Cattaneo – è tra le realtà accademiche lombarde più dinamiche nella ricerca di collaborazioni e scambi con l’estero. Grazie alla sua attenzione verso le università straniere, ha sempre aderito alle nostre Missioni di Sistema, ampliando la propria rete di contatti, creando nuove partnership, come l’accordo di collaborazione con la University of Economics and Finance di Ho Chi Min, Vietnam, e promuovendo la mobilità, non solo degli studenti, ma anche di docenti e ricercatori”.

In Lombardia trattamenti mirati e ridotti su vite e riso con droni

In Lombardia trattamenti mirati e ridotti su vite e riso con droniMilano, 14 feb. (askanews) – Regione Lombardia, prima in Italia, rilancia il suo programma di attività sperimentali che prevedono l’uso di droni per effettuare trattamenti fitosanitari sulle colture. I test verranno condotti su vite e riso nelle province di Sondrio e Pavia. Lo annuncia l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi.


“Si tratta – dichiara l’assessore Beduschi – del perfetto esempio di come intendiamo l’agricoltura del futuro. Un settore che utilizza il meglio di ciò che la tecnologia offre per trovare strategie alternative a quelle attualmente disponibili. In questo modo, si potrà riuscire a ottimizzare il lavoro e proteggere le coltivazioni dall’attacco dei parassiti, ottenendo cibo più sano e riducendo l’impatto ambientale con un utilizzo da 5 a 10 volte in meno di principi attivi”. L’attività sperimentale sulla vite si svolgerà all’interno dell’azienda agricola ‘La Castellina’ della Fondazione Fojanini di Sondrio, in un vigneto terrazzato di circa mezzo ettaro a 325 metri di altezza, nella sottozona Sassella della Docg Valtellina Superiore. La localizzazione del vigneto rispetta i requisiti minimi in termini di distanza di sicurezza da abitazioni, aree con accesso pubblico, nonché da corsi d’acqua o bacini idrici, aree verdi e di svago. Mediante i droni, saranno eseguiti trattamenti fitosanitari per il contenimento di due delle principali malattie della vite, la peronospora e l’oidio, o ‘mal bianco’.


“L’uso dei droni per i trattamenti fitosanitari – prosegue Beduschi – rappresenta una svolta per la viticoltura, soprattutto in contesti difficili dove l’accesso ai mezzi meccanici è impossibile. Grazie a questa tecnologia, possiamo ridurre drasticamente la dispersione di fitofarmaci, limitare l’esposizione diretta degli operatori e ottimizzare i tempi di intervento, migliorando così l’efficacia del trattamento e la sostenibilità. Questo vale anche per tutti i contesti di coltivazione più intensiva di pianura”. Per quanto riguarda i test sul riso, l’attività si svolgerà in Lomellina a Rosasco (Pavia), nella Società agricola Quaglia. L’area sperimentale si sviluppa su una superficie pianeggiante e la sua localizzazione rispetta anche in questo caso tutti i requisiti minimi di sicurezza. Per le prove sperimentali, saranno eseguiti trattamenti fitosanitari destinati al contenimento delle principali infestanti del riso su due aree di 5 e 3,3 ettari.


Sia in vigneto sia in risaia, l’efficacia dei trattamenti con i droni sarà comparata con quella effettuata con metodi tradizionali mediante gli stessi prodotti. Le prove saranno realizzate esclusivamente con prodotti fitosanitari già autorizzati e in uso. Per entrambe le colture e per tutte le prove sperimentali eseguite, il Servizio fitosanitario di Regione Lombardia produrrà un report finale con tutti i dati ottenuti, da aggiungere a quelli molto incoraggianti già inviati al termine delle prove condotte negli scorsi anni al Ministero della Salute. “Anche grazie all’impiego dei droni – conclude l’assessore Beduschi – Regione Lombardia continua a sostenere soluzioni all’avanguardia per dare alle nostre imprese strumenti concreti e sicuri per affrontare le sfide del futuro. Lavoriamo intensamente perché le prove scientifiche prodotte possano presto tradursi in norme che consentano di passare dalla fase sperimentale a quella di applicazione ordinaria in campo”.

Arrivati da Gaza 5 bambini che saranno curati in ospedali lombardi

Arrivati da Gaza 5 bambini che saranno curati in ospedali lombardiMilano, 14 feb. (askanews) – È atterrato poco dopo le 23 di ieri sera, giovedì 13 febbraio, all’aeroporto militare di Milano Linate l’aereo che ha portato in Italia i cinque bambini provenienti dalle zone martoriate dalla guerra a Gaza, che saranno curati negli ospedali della Lombardia. I minori, accompagnati dalle loro famiglie, sono stati accolti dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia Guido Bertolaso insieme ai mediatori culturali della Croce Rossa. Successivamente, sono stati trasportati nelle strutture sanitarie in ambulanza con il supporto di medici, infermieri e soccorritori dell’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza (Areu). Il sistema sanitario regionale della Lombardia ha coordinato le operazioni insieme a Ministero degli Affari Esteri, Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e Organizzazione Mondiale della Sanità.


“Regione Lombardia – ha affermato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso – sotto l’egida del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile si è messa a disposizione per ospitare i casi che avevano bisogno di assistenza. I bambini riceveranno cure adeguate nelle strutture sanitarie tra le più specializzate della regione. Questo fa parte della grande capacità di solidarietà e collaborazione che la Lombardia e il nostro Paese – ha concluso Bertolaso – garantiscono a qualsiasi cittadino del mondo che abbia bisogno di assistenza, aiuto e supporto”. Gli ospedali coinvolti sono: Papa Giovanni XXIII di Bergamo – Un bimbo di soli 4 mesi; Ospedale Niguarda di Milano – Una bimba di 6 mesi; Spedali Civili di Brescia – Un bambino di 4 anni; Ospedale San Gerardo di Monza – Un bambino di 7 anni; Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – Una ragazza di 14 anni Queste Strutture si sono subito messe a disposizione per garantire la migliore assistenza possibile, condividendo un piano di presa in carico dedicato.


Grazie al servizio Medevac (Medical Evacuation), attivato dal Ministero degli Affari Esteri e dal Dipartimento di Protezione Civile, i bambini sono stati trasferiti in Italia con un volo sanitario appositamente organizzato. Regione Lombardia, attraverso AREU, ha coordinato, in stretta collaborazione con la Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario (CROSS) di Pistoia, il piano di accoglienza e assistenza per garantire ai piccoli pazienti il trasferimento presso gli ospedali e miglior trattamento medico possibile.

Fine vita, primo caso di suicidio assistito in Lombardia

Fine vita, primo caso di suicidio assistito in LombardiaMilano, 14 feb. (askanews) – Una cinquantenne, affetta da sclerosi multipla progressiva da oltre 30 anni, è morta nelle scorse settimane a casa sua, nella località dove viveva, in Lombardia, a seguito dell’autosomministrazione di un farmaco letale fornito dal Servizio sanitario nazionale, insieme alla strumentazione necessaria. “Serena” (nome di fantasia a tutela della privacy), a causa della malattia, era paralizzata e costretta a una condizione di totale dipendenza e necessità di assistenza continuativa. È il primo caso in Lombardia.


“La mia breve vita è stata intensa e felice, l’ho amata all’infinito e il mio gesto di porre fine non ha significato che non l’amassi. L’ho vissuta nonostante tutte le mie difficoltà per tantissimi anni, come se questa malattia non fosse dentro me. Ho affrontato la mia disabilità con rispetto e dignità. Quando però cominci a sentire la sofferenza oltre a quella fisica ma dentro l’anima, capisci allora che anche la tua anima deve avere il diritto di essere rispettata con la dignità che merita. Questo è ciò che nessuno può toglierti e non deve mai accadere…libera” ha fatto sapere la donna in un messaggio. Dopo aver atteso nove mesi dalla sua richiesta, “Serena” è la sesta persona in Italia (la quinta seguita dall’Associazione Luca Coscioni) ad aver completato la procedura prevista dalla Consulta con la sentenza 242/2019 sul caso “Cappato/Antoniani”, con l’assistenza diretta del Servizio sanitario nazionale che ha fornito il farmaco e ogni strumentazione necessaria.


“Serena” aveva inviato la richiesta di verifica delle sue condizioni ad inizio maggio 2024. L’azienda sanitaria a fine luglio 2024, dopo l’acquisizione del parere del comitato etico comunicava a “Serena” il possesso dei requisiti stabiliti dalla Corte con la sentenza Cappato (capacità di prendere decisioni libere e consapevoli, patologia irreversibile, sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili dal richiedente, dipendenza da trattamenti di sostegno vitale). Successivamente a novembre informava “Serena” che non avrebbe individuato il farmaco e la strumentazione per l’autosomministrazione, ma che doveva essere il suo medico di fiducia a indicare, con una propria relazione, il farmaco letale e la metodica per la sua autosomministrazione. “Serena” con l’avv. Filomena Gallo e un collegio legale, inviava all’azienda sanitaria la relazione medica con indicazione del farmaco, della quantità e della modalità di autosomministrazione a firma del dr. Mario Riccio medico di fiducia. Seguiva un sollecito in assenza di riscontro e a dicembre la Commissione di esperti e, a seguire, il Comitato Etico ne confermano l’idoneità e l’azienda sanitaria confermava la fornitura del farmaco.. L’azienda non comunicava la disponibilità di medici che, su base volontaria, assistessero “Serena” nella procedura di autosomministrazioneche è quindi stata seguita dal dottor Mario Riccio, medico anestesista, Consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni, che nel 2006 aveva assistito Piergiorgio Welby e poi alcuni pazienti che fino a oggi hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito.


“Serena” dopo avere indicato la data in cui voleva procedere, ha chiesto all’azienda sanitaria la fornitura del farmaco approvato dalla Commissione aziendale da consegnare al dr. Mario Riccio che contattato dall’azienda sanitaria ha potuto ritirare tutto la mattina del giorno individuato e restituire successivamente strumentazione e materiali da smaltire. “Serena” ha potuto procedere con l’autosomministrazione del farmaco letale nel mese di gennaio 2025, nella propria abitazione, assistita dal dottor Riccio e circondata dai suoi cari. “Regione Lombardia ha fornito l’aiuto medico per la morte volontaria a Serena perché era suo dovere farlo. Si conferma così nei fatti ciò che avevamo sostenuto anche in occasione dell’irresponsabile decisione del Consiglio regionale di dichiarsi incompetente in materia. Se fosse stata in vigore la nostra legge di iniziativa popolare ‘Liberi subito’, Serena avrebbe potuto seguire una procedura chiara e definita invece di dover affrontare, insieme al personale sanitario, una corsa a ostacoli durata nove mesi. Chiediamo al presidente Fontana di tornare sulla materia, riesaminando il contenuto della nostra legge e emanare un atto di Giunta, come preannunciato dal presidente Zaia in Veneto” hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

Il ristorante bolognese Rodrigo apre le sue porte a Milano

Il ristorante bolognese Rodrigo apre le sue porte a MilanoMilano, 13 feb. (askanews) – In uno dei cuori pulsanti di Milano, tra la Darsena e i Navigli, è sbarcato Rodrigo, il nuovo progetto degli imprenditori Roberto e Riccardo Capua. Il ristorante, nato a Bologna nel 1949 e considerato un punto di riferimento della cucina tradizionale cittadina, ha scelto Via Savona 11 come sua sede meneghina. Rodrigo Milano offre un’esperienza culinaria che celebra i sapori autentici della tradizione bolognese, declinati in un ristorante gastronomico, un bistrot e un cocktail bar. Tra le proposte spiccano la pasta fresca fatta dalle sapienti mani delle sfogline, i crudi di mare dell’Adriatico e le ricette classiche emiliane, per un viaggio nei sapori genuini della “rossa, grassa, dotta” Bologna, nel cuore vibrante del design district milanese.


“Sono felice di annunciare questa nuova avventura, evoluzione milanese della storica insegna di Bologna. Voglio che sia una finestra nel cuore di Milano, e che porti in tavola uno spaccato dei profumi e dei piatti più celebri della nostra tradizione” racconta Roberto Capua. “E non solo, perché non mancheranno crudi di mare e portate di pesce, oltre a qualche piatto nostalgico degli anni Ottanta, come le penne alla vodka”.