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Casalasco acquisisce da Star Pummarò, Polpabella e Sugo Lampo

Casalasco acquisisce da Star Pummarò, Polpabella e Sugo LampoMilano, 13 feb. (askanews) – Nuova acquisizione per Casalasco, il gruppo di produzione e trasformazione del pomodoro da industria. L’azienda ha annunciato la chiusura nelle scorse ore dell’accordo per il trasferimento del ramo d’azienda relativo ai marchi Pummarò, Polpabella e Sugo Lampo da Star Alimentare (parte del Gruppo GB Foods) a Casalasco Società Agricola. L’acquisizione arriva a meno di un mese da un’altra operazioneL l’acquisizione da Unilever della gamma tedesca di sughi per pasta Knorr – Tomato al gusto.


Con l’ultima acquisizione, Casalasco arricchisce la propria offerta sul mercato nazionale ed estero con brand, lanciati da Star negli anni ’70 e divenuti una vera e propria icona delle conserve di pomodoro, aggiungendosi ai marchi già di proprietà. “L’accordo – spiegano nella nota le società – consentirà a Star di concentrarsi sulle categorie più core del proprio portafoglio, mentre per il gruppo Casalasco un’opportunità per un’ulteriore fase di crescita nel segmento del pomodoro”. Casalasco, già produttore in qualità di co-packer (confezionatore a contratto) di Star da oltre 15 anni, rappresenta la più grande filiera integrata del pomodoro da industria in Italia, al settimo posto a livello mondiale, ed aggrega 800 aziende agricole italiane operanti nella coltivazione e raccolta di pomodoro fresco, poi lavorato sulle 70 linee di produzione dei 5 stabilimenti dislocati nelle province di Cremona, Parma e Piacenza.


“Questa nuova operazione – dichiara Costantino Vaia, amministratore delegato di Casalasco – arriva a poche settimane dalla chiusura dell’accordo con Unilever per la gamma di sughi Knorr Tomato al gusto e rientra in una precisa strategia di crescita a livello nazionale e internazionale. Brand come Pummarò, Pomì e De Rica sono sinonimo di tradizione, qualità ed eccellenza made in Italy, tutti valori che contraddistinguono la nostra filiera”.

Da filiera Pecorino crotonese Dop 1,7 mln euro valore al consumo

Da filiera Pecorino crotonese Dop 1,7 mln euro valore al consumoRoma, 13 feb. (askanews) – L’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi (icqrf) dei prodotti agroalimentari del Masaf ha affidato, con Decreto Ministeriale, l’autorizzazione a CSQA ad effettuare i controlli per la Dop Pecorino Crotonese per i prossimi tre anni. Il prodotto entra così a far parte delle oltre ottanta Indicazioni geografiche controllate dall’Organismo di certificazione.


Il Pecorino Crotonese DOP è un prodotto rappresentativo del paniere dei prodotti certificati della Calabria, una regione che, esclusivamente in ambito cibo, vanta 30 prodotti DOP e IGP per un valore economico pari a 820 milioni di euro, generato dal lavoro di 5.756 operatori appartenenti alle filiere certificate. Presente nel territorio già da tempi molto antichi, antecedenti il Medioevo, il Pecorino Crotonese DOP può contare oggi su una filiera da 95 tonnellate di produzione certificata e 22 operatori capaci di generare 1 milione di euro di valore alla produzione, tradotti in 1,7 milioni di euro di valore al consumo.


Da due anni il Pecorino Crotonese DOP originale viene marchiato per permettere anche ai consumatori di poterlo riconoscere più facilmente e difendersi dalle imitazioni. Il riconoscimento della DOP non solo ha permesso di tutelare l’identità di questo formaggio calabrese, ma ha consentito che la tradizione casearia e pastorale potesse continuare il suo corso anche oggi in questi luoghi da sempre votati alla pastorizia, dove fino a poco tempo fa si perseguiva la pratica della transumanza dai monti della Sila alle colline del Marchesato.

Consumi,merenda in ufficio: una abitudine per 9 italiani su 10

Consumi,merenda in ufficio: una abitudine per 9 italiani su 10Milano, 12 feb. (askanews) – Con il ritorno al lavoro in presenza l’ufficio è tornato a essere tra i luoghi in cui si consuma abitualmente uno spuntino di metà mattina o pomeriggio. Sono infatti 9 italiani su 10 (93%) a fare la merenda davanti al pc sul posto di lavoro, con una fetta importante di persone – il 68% – che la fanno spesso, soprattutto a metà mattinata (76%). A mostrarlo è un’indagine commissionata da Unione Italiana Food ad AstraRicerche dalla quale è emerso che quattro su 10 che lavorano in ufficio (43%), fanno sempre merenda insieme ai propri colleghi: una pausa rilassante da condividere, mangiando qualcosa di buono. Ma per altrettanti nostri connazionali (44%) è un momento che viene vissuto da soli, perché impossibilitati a dedicargli troppo tempo. In ogni caso, per il 60% degli italiani la merenda rappresenta un momento di svago che allenta le tensioni della giornata lavorativa.


Oltre che da un punto di vista psicologico, lo studio conferma come la merenda in ufficio sia un momento fondamentale da un punto di vista nutrizionale: per il 34% degli italiani lo spuntino di metà mattina o metà pomeriggio serve a “ricaricare le pile” e a recuperare le energie per affrontare il resto della giornata. Come evidenzia l’indagine AstraRicerche, la merenda degli italiani in ufficio è all’insegna della versatilità, in linea con le indicazioni nutrizionali che suggeriscono di variare il consumo di alimenti. In questa classifica al primo posto, tra i prodotti più consumati a merenda troviamo la frutta (52%), seguita dai crackers (48%) e dalle merendine (47,5%). Subito dopo i biscotti (42%), lo yogurt (34%) e più indietro il panino salato (22%), il dolce fatto in casa (19%), la pizza (11%), il pane con la confettura (10%) e il gelato (5%). È abitudine, inoltre, per gli italiani inserire nella merenda delle bevande. Al primo posto l’acqua (52%), seguita da bevande tipo caffè, cappuccino e orzo (48%). C’è poi chi preferisce tè, infusi e tisane (25%) o i succhi di frutta (24%). E poi ancora yogurt da bere (13%) o spremute (12%). Quello che è certo è che la merenda si porta principalmente da casa: sei italiani su 10 (57%) l’acquistano al supermercato durante la spesa quotidiana. Seguono quelli che la comprano al supermercato sotto l’ufficio (14%), al distributore automatico nella sede dell’azienda (14%) o in un negozio di alimentari (13%).


In particolare, sottolinea la ricerca di Unionfood, chi sceglie di consumare le merendine in ufficio, lo fa principalmente per la praticità (47%). Quasi 1 italiano su 4 (24%) indica la versatilità di questo prodotto che permette di scegliere tra merendine semplici e farcite alle creme o alla confettura. Seguono la porzionatura (16%) – parliamo di un prodotto che pesa in media appena 35 grammi – e il gusto (14%).

Sugar tax, Assobibe: bene interesse governo, ma serve scelta definitiva

Sugar tax, Assobibe: bene interesse governo, ma serve scelta definitivaMilano, 12 feb. (askanews) – Bene l’interesse del Governo ma serve una decisione definitiva sulla sugar tax. Assobibe, , l’associazione che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia, torna in pressing sull’esecutivo per ottenere il rinvio di un anno dell’entrata in vigore della tassazione, che alternativamente sarebbe operativa da luglio 2025. “Accogliamo con favore l’impegno del Governo a trovare fondi per contrastare l’entrata in vigore della Sugar tax, confermando la sua contrarietà a questa inutile follia – torna a dire Giangiacomo Pierini, presidente dell’associazione in una nota – Le aziende hanno bisogno di risposte adesso perché il tempo è quasi scaduto”. “Questa esitazione non giova a tutte quelle aziende, ai loro dipendenti e alla filiera, che ogni giorno contribuiscono alla crescita del Paese e che chiedono al legislatore certezze per pianificare investimenti e attività – ribadisce – Le imprese offrono totale disponibilità a illustrare alla presidente del Consiglio la difficile situazione in cui si trova il comparto”.

Prosciutto San Daniele: rischio dazi c’è ma noi siamo ottimisti

Prosciutto San Daniele: rischio dazi c’è ma noi siamo ottimistiMilano, 12 feb. (askanews) – Il rischio dazi per la Dop del prosciutto di San Daniele “c’è” ma il presidente del Consorzio di tutela, Nicola Martelli, è “moderatamente ottimista”. “Parliamo di una filiera – ha detto in occasione di un evento con il mondo della grande distribuzione a Milano – che ha un valore tale anche per il mercato statunitense che è inevitabile che riverseremmo i presunti dazi sul consumatore locale e io non credo cerchino meccanismi per alimentare l’inflazione”.


A margine dell’evento ha spiegato che “il nostro prodotto ha un suo mercato importante negli Usa e un suo valore percepito. E poi siamo ottimisti perché investiremo ancora negli Usa in formazione e comunicazione”.

Prosciutto San Daniele: cambia disciplinare Dop, tre fasce di prodotto

Prosciutto San Daniele: cambia disciplinare Dop, tre fasce di prodottoMilano, 12 feb. (askanews) – Il consorzio di tutela del prosciutto San Daniele va verso una modifica del disciplinare che consentirà di “segmentare” la produzione della Dop per fasce di prezzo e funzioni di consumo. Si tratterà di una differenziazione dei prodotti in base alla stagionatura, come avviene per esempio nel mondo dei formaggi duri, o al peso delle cosce fresche. Obiettivo del Consorzio è spingere i consumi, proponendo prodotti leggermente diversi a segmenti del mercato differenti.


“Questo è un progetto che andrà a definire bene la materia prima che viene utilizzata – ha spiegato il presidente del Consorzio, Nicola Martelli, in occasione di un evento a Milano sulla filiera – ogni segmento avrà una determinata caratteristica qualitativa, parliamo di peso della coscia fresca e una stagionatura minima obbligatoria”. I segmenti saranno tre: “Ci sarà un primo segmento per il canale horeca con un prodotto disossato, un segmento più classico e un altro dove sarà più regolamentata la parte delle lunghe stagionature, chiamiamola riserva”, ha detto Martelli entrando nel merito delle novità. L’aggiornamento del disciplinare di produzione dovrà superare ancora degli step prima di potersi considerare concluso. “Il primo passaggio formale sarà l’assemblea dei soci del consorzio il prossimo 27 febbraio – ha specificato Martelli – e poi ci sarà la presentazione del nuovo disciplinare a Roma, al ministero, per l’approvazione”.


Obiettivo della modifica, ha argomentato Martelli, “è quello di andare a toccare dei mercati dove in questo momento non ci siamo o ci siamo poco: l’export, la ristorazione o di aumentare la presenza del San Daniele nei punti vendita della gdo”. In quest’ultimo caso “servirà a fornire uno strumento in più per presentare prodotti con caratteristiche differenti”. Nel merito del progetto è intervenuto il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, che ha avvertito: “Stiamo molto attenti quando parliamo di segmentazione, chè non venga tradita la percezione qualitativa del prodotto. Questa direzione ha un senso e molto preciso – ha riconosciuto – ma occorre comunicare in modo chiaro al cliente perchè ha una percezione della Dop di qualità. Non sia una segmentazione solo per presidiare fasce di prezzo diverse ma sia una segmentazione funzionale” a consumi differenti. Un rischio che tuttavia il presidente del Consorzio sente di poter escludere: “Non si vogliono creare solo tre classi di prezzo. Si fa la segmentazione oltre che per toccare nuovi segmenti per informare i consumatori e trovare nuovi utilizzi. La nostra segmentazione sarà legata al processo produttivo, non è un esercizio di marketing”.

Buttarelli: preoccupante che consumi alimentari non crescano

Buttarelli: preoccupante che consumi alimentari non crescanoMilano, 12 feb. (askanews) – “L’indicatore che ormai da un paio d’anni fa vedere che i consumi, anche quelli basici alimentari, non crescono a volume è un indicatore preoccupante, da un lato legato alle dinamiche delle abitudini di consumo, però c’è un tema proprio di disponibilità economica e soprattutto di fiducia nella prospettiva, quindi bisogna ridare fiducia alle persone in modo tale che riprendano in modo equilibrato i consumi, motore dell’economia di un Paese”. Lo ha detto il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, a margine di un evento del Consorzio del prosciutto San Daniele in corso a Milano, precisando che “Il tema dei consumi lo stiamo sostenendo anche nella relazione con le istituzioni, stiamo sottolineando l’importanza di una ripresa”.


Buttarelli a proposito di iniziative di concerto con le istituzioni ha ricordato che “adesso partirà la nuova carta Dedicata a te per le persone indigenti alla quale aderiremo senz’altro come modena distribuzione come abbiamo fatto nelle ultime due edizioni, investendo anche parecchie risorse. “Lo riteniamo un dovere sociale – ha detto – anche perché effettivamente il nostro è un ruolo anche sociale non solo economico quindi in questo senso speriamo che anche dal punto di vista dell’esecutivo ci sia sensibilità in questa direzione”.

Diagram si aggiudica digitalizzazione del comparto vitivinicolo armeno

Diagram si aggiudica digitalizzazione del comparto vitivinicolo armenoMilano, 11 feb. (askanews) – Abaco, dal 2024 azienda parte del gruppo Diagram, tra i principali player agritech in Europa, ha siglato un contratto con la “Vine and Wine Foundation of Armenia” (VWFA) per un progetto dedicato alla gestione della filiera vitivinicola locale. Lo ha comunicato la stessa azienda, spiegando di essersi aggiudicata la gara per lo sviluppo dell’”Agricultural (Grape) Value Chain Management System”, un sistema “innovativo progettato per ottimizzare la tracciabilità e la gestione dei processi produttivi”.


In una nota, il Gruppo precisa che l’obiettivo è quello di progettare e sviluppare un “Agriculture Value Chain Information System” (Avcis), che fungerà da piattaforma centralizzata per la raccolta di dati sugli agricoltori che gestiscono un terreno coltivato a vite, compresi gli aggiornamenti annuali e le stime previsionali sulla produzione. “Si prevede che il sistema incrementerà la trasparenza e migliorerà il monitoraggio della produzione grazie a strumenti di reporting completi” precisa Diagram, spiegando che “l’implementazione di questo sistema informativo fornirà gli strumenti necessari per migliorare la gestione dei vigneti garantendo inoltre alti standard di qualità”. “Questo progetto rappresenta un passo importante per la valorizzazione della filiera vitivinicola armena e siamo entusiasti di poter contribuire, con la nostra esperienza e tecnologia, alla crescita di un settore chiave per l’economia locale” ha commentato Roberto Mancini, Ad di Diagram Group, rimarcando che “l’aggiudicazione della gara rappresenta “un traguardo significativo che conferma il nostro impegno nel fornire soluzioni all’avanguardia per la gestione sostenibile delle risorse agricole”.


Diagram ha un portafoglio di clienti che copre oltre 2 milioni di ettari in Italia e oltre 500mila all’estero, e ha in organico un migliaio tra dipendenti e collaboratori che operano in diverse sedi tra Italia e Regno Unito.

Assobibe: Mef perprlesso su rinvio sugar tax? Servono chiarezza e coerenza

Assobibe: Mef perprlesso su rinvio sugar tax? Servono chiarezza e coerenzaMilano, 10 feb. (askanews) – “L’intera filiera agroalimentare, dalle fasi agricole alla produzione, fino alla distribuzione e vendita, unitamente a Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, hanno destinato nei mesi scorsi un appello urgente per evitare una nuova gabella che danneggia le imprese e i lavoratori con evidenti ricadute negative anche sulle comunità locali. La risposta dei rappresentanti del Governo alle imprese, e del Mef in particolare, è stata di attendere febbraio. Ora sembra che lo stesso dicastero abbia sollevato perplessità sui tempi. Le imprese che operano nei diversi territori hanno bisogno di segnali chiari e coerenti, anche per poter programmare attività e non bloccare investimenti nel Paese”. Lo afferma in una nota il presidente di Assobibe, l’associazione di Confindustria che rappresenta le imprese che producono e vendono bevande analcoliche in Italia che torna a contestare la sugar tax, il cui rinvio di un anno è tra gli emendamenti al Milleproroghe. L’associazione in una nota afferma di “attendere per domani la decisione del Governo sugli emendamenti presentati da Forza Italia e Lega per uno slittamento”.


La nuova imposta che aumenta del 28% medio la fiscalità su un litro di bibite quali chinotto, cedrata, gassosa, aranciate, cola, aperitivi analcolici, etc – sia nella versione con zucchero che in quelle prive di calorie – è prevista in vigore tra meno di quattro mesi. “Il governo si era impegnato ad intervenire ad inizio 2025 su questa nuova imposta – ribadisce Assobibe l’associazione – come chiarito in un odg accolto durante la manovra 2025”. “Chiediamo alla presidente del Consiglio di facilitare una politica industriale che rassicuri le imprese che producono valore economico e sociale nel Paese, anziché penalizzarle”, prosegue Pierini.

Caramelle: quei ricordi d’infanzia che riaffiorano per 3 italiani su 10

Caramelle: quei ricordi d’infanzia che riaffiorano per 3 italiani su 10Milano, 10 feb. (askanews) – Anche le caramelle hanno un X factor. Si chiama ricordi d’infanzia, quelli che riaffiorano non appena inizia a sciogliersi in bocca quella caramella che, da piccoli, ci regalavano i nonni. Sarà anche per questo, che, nella giostra dei consumi alimentari, sono riuscite a conservare un posto nelle giornate degli italiani, consumate da nove su 10, trasversalmente da tutte le generazioni. Ora per celebrare questo legame, Unione Italiana Food, che rappresenta le principali aziende produttrici di caramelle, ha deciso di fissare un giorno nel calendario, l’11 febbraio. E per l’occasione ha realizzato con AstraRicerche un’indagine che ne racconta il portato emotivo. “Noi pensiamo, e la ricerca lo conferma, che ci sia un fattore in più nelle caramelle che ne garantisce il godimento, il mantenimento nelle preferenze degli italiani – ci ha detto Luigi Serra, produttore e portavoce del progetto Piacere Caramelle – Ed è un fattore emotivo, legato ai ricordi legato all’infanzia, legato anche a quelle piccole gratificazioni che l’assaggiare una caramella garantisce a tutti, tutto sommato a un costo più che sostenibile”.


In occasione del primo Caramella day, l’indagine AstraRicerche ha evidenziato come per un italiano su tre le caramelle siano un piacere intramontabile che riporta alla mente persone care, come i nonni, prima figura familiare a cui le associano il 41% degli italiani, o i momenti di festa: “Il legame tra gli italiani e le caramelle nella sfera dei ricordi è preciso, parte dall’infanzia, da quelle figure importantissime per i bambini che sono i nonni – ha proseguito Serra – ma poi le caramelle sono legate ai momenti festosi, non c’è festa che sia istituzionale come Befana, Santa Lucia Carnevale o nuova entrata nel cuore nell’abitudine degli italiani come Halloween che possa prescindere da una appunto festosa distribuzione di caramelle con tutti i loro colori e sapori”. Questo legame emotivo delle caramelle si riflette inevitabilmente sulle scelte di gusto. Non a caso i preferiti sono i gusti “classici”, quelli sugli scaffali da tanti anni. Ma questo non condiziona le scelte per le caramelle cosiddette funzionali, come quelle balsamiche o senza zucchero, o quelle più innovative. Segno della capacità dell’industria di stare al passo con le esigenze dei consumatori: “E’ stata una sfida quella di mantenere una preferenza nel tempo, nel cuore e nel gusto degli italiani. In questo è imprescindibile un investimento importante nella qualità, nelle persone, nelle competenze – ha spiegato – perché intanto ci sono da tenere presente le esigenze di sicurezza alimentare, ma dall’altra c’è una ricerca direi spasmodica del gusto perfetto, del nuovo trend di sapori che intercettiamo nel mondo”.


Oggi il mercato delle caramelle è estremamente variegato, tanto nelle consistenze quanto nelle forme e nel packaging, con una media di 10-15 novità all’anno che approdano sugli scaffali dei supermercati, partendo dai prodotti senza zucchero fino alle cosiddette caramelle nutraceutiche: “Sono degli evergreen le caramelle, fortunatamente, ma essendo fatte così bene, con quella che noi definiamo una sapienza manifatturiera italiana nel dolciario, come un po’ in tutto il food, noi sappiamo che anche nel futuro saranno protagoniste dei nostri consumi” ha concluso Serra.