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Gruppo VéGé: no sugar tax, rinvio di un anno o si cancelli definitivamente

Gruppo VéGé: no sugar tax, rinvio di un anno o si cancelli definitivamenteMilano, 10 feb. (askanews) – Il gruppo della distribuzione moderna VéGé si schiera apertamente contro la sugar tax e chiede al governo di procrastinare ancora di un altro anno l’introduzione della tassa. “Se questa tassa fosse realmente efficace per la reale tutela della salute, gruppo VéGé ovviamente si schiererebbe a favore, in linea con la sua politica di responsabilità sociale e sostenibilità nutrizionale” fa sapere il presidente del gruppo Giovanni Arena. Tuttavia, sottolinea ancora Aena, “non c’è alcuna evidenza empirica rispetto a tale eventualità, ed è null’altro che una imposizione fiscale punitiva che avrebbe come unica conseguenza, in primis quella di penalizzare un intero comparto produttivo e in seconda battuta quello ancor più importante di contribuire ad un ritorno importante dell’inflazione”. Per queste ragioni il guppo VéGé “è assolutamente contrario”. La richiesta arriva mentre si tratta sugli emendamenti al decreto Milleproroghe, tra cui c’è anche la richiesta di un rinvio al primo luglio 2026, dell’entrata in vigore della cosiddetta sugar tax.


“Chiediamo conseguentemente – conclude il presidente Arena – al Governo di spostare di un anno l’applicazione di tale tassa, ma ancor di più di avere la consapevolezza di abrogarla, chiudendo definitivamente tale inutile ed infinita querelle”.

Fruit logistica, il pomodoro Pachino Igp verso nuovi mercati esteri

Fruit logistica, il pomodoro Pachino Igp verso nuovi mercati esteriMilano, 7 feb. (askanews) – Il Consorzio di tutela della Igp pomodoro di Pachino a Fruit logisitica a Berlino ha avviato rapporti commerciali con Emirati Arabi, Francia, Arabia Saudita e Lituania. “Fruit Logistica non delude mai – ha commentato il presidente del Consorzio, Sebastiano Fortunato in trasferta alla fiera tedesca – Anche quest’anno, infatti, abbiamo avuto l’occasione di avviare nuovi rapporti commerciali, in particolare con Emirati Arabi, Francia, Arabia Saudita e Lituania, e siamo certi che prima della chiusura otterremo ulteriori risultati positivi”. Rapporti a cui si aggiungono anche quelli degli importatori di Tunisia, Germania, Canada, Australia e Regno Unito.


A Berlino presente anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida che, insieme all’ambasciatore italiano in Germania Fabrizio Bucci e all’assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia, Salvatore Barbagallo, ha fatto visita ai rappresentanti del Consorzio. “E’ stato un vero onore per noi accogliere il ministro Lollobrigida e ricevere le sue parole di incoraggiamento e sostegno – ha dichiarato Fortunato – il cammino verso l’internazionalizzazione è lungo e lastricato di difficoltà, ma siamo certi che, con l’appoggio delle istituzioni e la forza data dall’essere così uniti, il nostro prodotto potrà superare le attuali barriere burocratiche e logistiche, così da far gustare l’oro rosso di Sicilia in ogni parte del mondo, nessuna esclusa”.

Al cioccolato Icam 30 mln finanziamento da Intesa per investire su estero

Al cioccolato Icam 30 mln finanziamento da Intesa per investire su esteroMilano, 7 feb. (askanews) – Icam, azienda di produzione e commercializzazione di cioccolato e semilavorati del cacao, ha ottenuto un finanziamento di 30 milioni da Intesa Sanpaolo, con garanzia Futura di Sace, per “rafforzare gli investimenti sui mercati internazionali in un contesto di rialzo dei prezzi delle materie prime, con benefici in termini di competitività e sostenibilità grazie a un focus specifico sulle catene di approvvigionamento e all’adozione di pratiche agricole più efficienti”.


“Il contesto macroeconomico e lo scenario di mercato in cui operiamo presentano notevoli complessità – ha dichiarato Adelio Crippa, amministratore delegato di Icam – nonostante ciò, Icam chiude l’anno 2024 con un fatturato in grande crescita che supera i 300 milioni di euro, di cui il 60% realizzato all’estero per la commercializzazione dei prodotti in 76 Paesi del mondo”. Il 2023 si era chiuso con un fatturato di 216,5 milioni di euro. “Questo finanziamento rappresenta un passo fondamentale per garantire la continuità e la qualità del nostro approvvigionamento di materie prime, elemento chiave per la nostra produzione sostenibile e d’eccellenza – ha aggiunto Crippa – La collaborazione con Intesa Sanpaolo e il supporto ricevuto da Sace, con Garanzia Futuro, ci consentono di affrontare con maggiore solidità le sfide del mercato globale, rafforzando ulteriormente il nostro impegno verso i coltivatori e le comunità nei paesi d’origine del cacao”. Icam ha un modello di business integrato che consente il controllo di tutta la filiera produttiva, dalla piantagione del cacao fino al prodotto finito. L’azienda, sviluppatasi anche grazie ai frequenti viaggi nei Paesi di origine del cacao che gli Agostoni, membri della famiglia fondatrice, hanno effettuato nel corso dei decenni, è oggi un gruppo internazionale che alle tre società che svolgono attività di distribuzione commerciale negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Francia, affianca Icam chocolate Uganda e Icam Perù per la gestione dell’approvvigionamento delle materie prime locali. Le tre principali linee di business sono legate al brand Vanini, prodotti a marchio del distributore e infine i brand Agostoni e Icam Professional che si rivolgono ai professionisti del settore.

Carlsberg torna all’utile nel 2024, cresce la birra senza alcol

Carlsberg torna all’utile nel 2024, cresce la birra senza alcolMilano, 6 feb. (askanews) – Il gruppo birrario danese Carlsberg, presente in Italia con Birrificio Angelo Poretti, nel 2024 torna all’utile con 9,12 miliardi di corone (1,22 miliardi di euro)dalla perdita dell’anno prima. L’utile operativo rettificato è salito da 11,1 a 11,4 miliardi di corone, mentre i ricavi sono cresciuti di un 2% a circa 75 miliardi di corone. A livello gruppo, si registra una crescita del 2% per le birre premium e del 6% per il segmento dell’alcol-free, mentre – a livello di brand internazionali – Tuborg cresce del 5%, Carlsberg del 9%, Blanc 1664 del 6% e Brooklyn del 5%.


“Il 2024 è stato un anno ricco di eventi importanti per i prossimi step di crescita di Carlsberg – ha commentato l’amministratore delegato di Carlsberg group Jacob Aarup-Andersen – Il lancio e l’attuazione della nostra rinnovata strategia, Accelerate Sail, con le sue leve di crescita ben definite, l’acquisizione di Britvic, il buyout del nostro partner in India e Nepal e l’ampliamento della partnership con PepsiCo in Kazakistan e Kirghizistan sono stati importanti traguardi che ci consentiranno di ottenere una crescita sostenibile a lungo termine e la creazione di valore. Considerato il contesto difficile in alcuni dei nostri principali mercati, che ha influito sull’andamento dei volumi, siamo soddisfatti dei nostri solidi risultati per il 20242”. Per il 2025 Carlsberg si aspetta una crescita organica del risultato operativo tra l’1 e il 5%. La crescita organica dell’Ebit tuttavia avrà un impatto negativo del 2-3% a causa della perdita della licenza di San Miguel in Uk.

Cortilia sbarca su Amazon: così porterà la sua spesa in tutta Italia

Cortilia sbarca su Amazon: così porterà la sua spesa in tutta ItaliaMilano, 6 feb. (askanews) – Cortilia, nata come il primo mercato agricolo online, stringe una partnership col colosso dell’ecommerce Amazon per accelerare la crescita su scala nazionale. La piattaforma di spesa online di qualità da fine 2023 guidata da Andrea Colombo, annuncia oggi che venderà “un’ampia selezione di prodotti locali di alta qualità” su amazon.it/supermercato inizialmente su Milano, Monza e aree limitrofe, per poi estendere il servizio progressivamente in tutta Italia. La proposta su Amazon di Cortilia, che dal 2021 ha tra i suoi soci il patron di Diesel, Renzo Rosso, attraverso la Red circle investments, includerà prodotti freschi, prodotti da dispensa, vini pregiati, articoli per la casa e prodotti per la cura della persona e degli animali.


Questa partnership è, dunque, una delle strade che il ceo Colombo intende perseguire per continuare ad assicurare all’azienda “Un trend di crescita intorno al 15-20% anche per il 2025” dopo aver archiviato il 2024 con un fatturato intorno ai 45 milioni, invertendo quella tendenza negativa imboccata nel post-pandemia. “Cortilia – aveva detto Colombo in occasione di un incontro stampa – è un modello scalabile e replicabile. Avevamo un trend calante che abbiamo ribaltato in pochi mesi, abbiamo fatto partnership con il Viaggiato Goloso (Finiper), abbiamo fatto l’ingresso nei negozi fisici, poi l’esperienza delle edicole brandizzate a Milano”. E ora Amazon. Attualmente, il servizio di consegna della spesa in giornata di Amazon permette ai clienti residenti in aree idonee di Milano, Roma, Torino e Bologna di ordinare la spesa e beneficiare della consegna in finestre di due ore, mentre i clienti iscritti a Prime possono riceverla anche in finestre di un’ora. Inoltre, i clienti possono programmare ordini settimanali ricorrenti partendo da un carrello della spesa precompilato o pianificare le consegne fino a sei giorni prima.


Questa collaborazione, spiegano le aziende, punta a fornire una spesa giornaliera di prima scelta alle famiglie di tutta Italia combinando la praticità con un ottimo livello di servizio al fine di garantire la migliore esperienza d’acquisto possibile. “Ciò che accomuna Cortilia e Amazon è l’impegno nel garantire a tutti i clienti un’esperienza d’acquisto di qualità – ha commentato Andrea Colombo – Abbiamo chiuso il 2024 registrando una notevole crescita sia nelle vendite, sia nel numero di clienti consentendo un’accelerazione nello sviluppo della nostra azienda. Per noi questa collaborazione rappresenta innanzitutto l’opportunità di offrire l’eccellenza dei nostri prodotti e servizi a tutti i clienti di Amazon, ma anche un riconoscimento importante per i progressi compiuti finora e una base per una futura espansione”. “La collaborazione con un partner di fiducia come Cortilia riflette la nostra volontà di offrire ai clienti un’esperienza di acquisto sempre più ricca e stimolante – ha dichiarato Russell Jones, responsabile globale grocery partnership di Amazon – Cortilia è sinonimo di qualità e autenticità e offre una gamma di specialità alimentari selezionate con cura che, partendo dal fresco, si è evoluta fino a diventare un marchio di prodotti essenziali per la spesa quotidiana”.

Il Piemonte presenta il suo cibo di eccellenza a Fruit Logistica

Il Piemonte presenta il suo cibo di eccellenza a Fruit LogisticaRoma, 5 feb. (askanews) – Uno spazio espositivo che raccoglie il 25% di tutti i prodotti a denominazione d’Italia: così il Piemonte si presenta a Fruit Logistica a Berlino, una delle fiere di settore più importanti al mondo per il comparto della frutta fresca, e presenta le sue eccellenze enogastronomiche. A inaugurare lo spazio Piemonte sono stati oggi il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni.


“L’offerta dei prodotti di qualità piemontesi certificati è molto ampia – hanno detto Cirio e Bongioanni – dalla mela rossa della provincia di Cuneo ai formaggi, dalle carni ai 60 vini Doc e Docg. Il Piemonte da solo offre il 25% di tutti i prodotti a denominazione d’Italia. Molti di essi sono diventati irrinunciabili per l’alta gastronomia nazionale e internazionale. A Fruit Logistica di Berlino i prodotti piemontesi a garanzia d’origine incontrano un vasto pubblico di addetti ai lavori: buyers, grande distribuzione, grossisti, catene di distribuzione, negozi specializzati, ristoratori e chef, con l’obiettivo di conquistare nuovi mercati globali”. Per questo il Piemonte ha dedicato un focus particolare a “Risò”, la nuova fiera internazionale che dall’11 al 14 settembre prossimi farà di Vercelli la capitale mondiale del riso. “Siamo particolarmente orgogliosi che il ministro Lollobrigida abbia scelto di sostenere con la sua partecipazione questa opportunità per far conoscere un altro gioiello dell’agroalimentare italiano qual è il riso piemontese”, hanno concluso.


Per tre giorni, lo stand collettivo del Piemonte metterà in mostra prodotti di qualità a certificazione d’origine, quali Mela Rossa Cuneo Igp, Nocciola Piemonte Igp e Castagna Cuneo Igp, oltre che la grande varietà della produzione frutticola del Piemonte comprendente principalmente Kiwi, Albicocca, Pera, Nettarina, Pesca e Susina per un totale di quasi 6.000 aziende produttrici. Il fatturato del comparto frutticolo piemontese è stimato in 350/400 milioni di euro. Il paese dove il Piemonte esporta di più in Europa è la Germania. Nel mondo è il Brasile, ma sono richiesti in tutto il mondo mele, kiwi e susine, compresi Arabia Saudita, Emirati Arabi ed Egitto.


Con un valore di 1.716 milioni di euro nel 2022, generato da 84 filiere regionali del settore agroalimentare, il Piemonte si colloca al quarto posto in Italia. Il commercio di prodotti a marchio Dop ha registrato un incremento del fatturato del 9,3% nel 2022 rispetto all’anno precedente. Il settore vinicolo ha raggiunto nel 2022 un valore di produzione di 1.362 milioni di euro, generato da 60 filiere certificate, con un aumento del 10,2% rispetto al 2021. In questo settore, il Piemonte si posiziona al secondo posto nel ranking nazionale per valore economico generato.

Da Consorzio Radicchio Treviso progetto per gestione idrica

Da Consorzio Radicchio Treviso progetto per gestione idricaRoma, 5 feb. (askanews) – Il Consorzio di Tutela del Radicchio Rosso di Treviso IGP e Variegato di Castelfranco IGP presenterà a Fruit Logistica di Berlino, nel adiglione della Regione Veneto, un progetto per la gestione e l’ottimizzazione della risorsa idrica.


Il progetto si chiama IDRA e mira a creare le basi per ridurre l’impiego di risorse idriche nella coltivazione e gestione delle tipologie di radicchio più esigenti tramite un approccio trasversale all’intero sistema produttivo in pre/post raccolta. Un problema, quello dell’acqua, fondamentale soprattutto dopo l’estate più siccitosa dell’ultimo periodo, nel 2022, dal momento che alcuni terreni coltivati furono dichiarati non irrigui, fondamentale quindi fornire uno stato dell’arte della coltivazione del radicchio in termini di utilizzo della risorsa idrica in tutte le fasi, dalla messa a dimora in campo alla fase di forzatura e imbianchimento. Il progetto, reso pratico dopo la fornitura di un questionario proposto a tutte le aziende socie del Consorzio, ha permesso di individuate 9 aziende, tre per ogni tipologia di radicchio tutelato, nelle quali sono in corso di monitoraggio i dati dell’annata in riferimento alla risorsa idrica e alle tecniche colturali. I dati verranno poi restituiti in un documento, presentato alla fine della stagione, che fornirà le base per avviare una nuova fase sperimentale.

Slow food: spreco alimentare, monitorare mense scolastiche

Slow food: spreco alimentare, monitorare mense scolasticheRoma, 5 feb. (askanews) – Due milioni di pasti vengono serviti quotidianamente nelle scuole italiane, soprattutto in quelle dell’infanzia (3-6 anni) e nelle primarie (fino agli undici anni), ma gran parte di questo cibo viene sprecato. In occasione della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, che ricorre il 5 febbraio, Slow Food Italia accende un riflettore sul cibo che viene buttato via nelle mense scolastiche.


Attualmente non sono disponibili dati certi sullo spreco alimentare nelle mense scolastiche, perché nessuno ne ha mai chiesto conto a chi se ne occupa e non sono previsti monitoraggi. “Ma chiunque sia entrato in una mensa scolastica ben conosce quanto grave sia la situazione – spiega in una nota Slow Food – Nella maggior parte dei casi, il servizio viene appaltato esternamente e non di rado l’assegnazione avviene tramite bandi che finiscono per premiare chi presenta preventivi al ribasso”. Non è difficile immaginare perché un modello di questo tipo possa produrre alte quantità di spreco. Slow Food Italia, che nei mesi scorsi ha lanciato l’appello per l’inserimento dell’educazione alimentare nelle scuole, esorta quindi tutti i soggetti coinvolti nella filiera della ristorazione scolastica “ad attivarsi per ridurre gli sprechi alimentari nelle scuole. Per farlo, occorre innanzitutto avviare un monitoraggio degli sprechi, piatto per piatto, classe per classe, ricetta per ricetta, finalizzato a raccogliere i dati utili a mettere a fuoco le ragioni per cui determinate pietanze non vengono consumate”.

Filiera foraggi presenta progetto per certificare il prodotto

Filiera foraggi presenta progetto per certificare il prodottoRoma, 5 feb. (askanews) – Valutare gli impatti, positivi e negativi, dell’intero ciclo produttivo dell’erba medica e avviare il complesso iter che porterà alla certificazione del prodotto. “Un obiettivo sicuramente ambizioso ma indispensabile per competere sul mercato internazionale non sulla base del prezzo, bensì fornendo una sorta di passaporto che identifica il foraggio essiccato italiano per qualità e salubrità”. Così il presidente di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, Gian luca Bagnara, annunciando l’incontro “La sostenibilità certificata garantisce la sicurezza alimentare” organizzato da Aife alla prossima edizione di Sana Food, durante il quale verranno presentati i risultati del progetto denominato “Valutazione dell’impronta ambientale del foraggio essiccato in Italia: analisi del ciclo di vita, quantificazione degli impatti e dei benefici”, realizzato da Turtle srl, spin-off dell’Università di Bologna fondato dal professor Augusto Bianchini che ne è anche Ceo.


“La complessità del progetto che presenteremo all’incontro organizzato da AIFE/Filiera Italiana Foraggi a SanaFood – spiega Bianchini – ha riguardato il coinvolgimento di un’intera filiera e non di una singola azienda. Il confronto dei dati italiani con quelli di altri Paesi produttori a noi vicini come Spagna e Francia – prosegue Bianchini – mette in risalto l’efficienza ambientale della produzione italiana rispetto a quella estera”. Un dato importante generato dall’utilizzo di impianti e tecnologie innovative e da un maggiore ricorso all’essiccazione naturale. Esiste poi un altro aspetto da considerare e riguarda la grande variabilità dei territori e dei suoli dove sono dislocate le aziende produttrici e di trasformazione associate a Filiera Italiana Foraggi, “un elemento strettamente legato alla produzione che non può essere sottovalutato. I dati che abbiamo raccolto con questo progetto rappresentano senza dubbio una base per approfondimenti e verifiche future”, ha concluso Bianchini.

Vino, Uiv: da dazi Usa possibili perdite per circa 300 mln in un anno

Vino, Uiv: da dazi Usa possibili perdite per circa 300 mln in un annoMilano, 5 feb. (askanews) – Secondo le analisi dell’Osservatorio Uiv, i dazi statunitensi al vino italiano determineranno nel 2025 una perdita delle vendite di 330 milioni di euro, dato che scenderebbe a 250 milioni qualora il dollaro dovesse mantenere gli attuali livelli di forza. La proiezione di Unione italiana vini ipotizza dazi al 20% per tutti i vini fermi e al 10% per gli spumanti, una tariffa inferiore per questi ultimi determinata dalle pressioni dell’industria Usa, più restia a sopportare limitazioni commerciali sulla tipologia di punta.


Una perdita stimata del 15% sul risultato dello scorso anno, rileva l’Osservatorio, basata sull’esperienza francese occorsa tra metà 2020 e primo trimestre 2021, quando a fronte di dazi caricati del 25% la risposta del mercato sui volumi commercializzati è stata direttamente proporzionale: -24%. “Il vino è uno dei settori del made in Italy maggiormente esposti in caso di dazi nel primo mercato al mondo” ha detto il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, aggiungendo che “il danno sulle imprese sarà inevitabile, perché se vorranno rimanere competitive dovranno assumersi gran parte dell’extra-onere richiesto, visto che il mercato non è in grado di sostenerlo. Ma il danno sarà doppio, perché lo subiranno inevitabilmente anche i consumatori finali a causa di un’inflazione che tornerà a bussare con insistenza”. Il 2024 si chiuderà con un valore delle spedizioni in Usa a oltre 1,9 miliardi di euro, il 24% dell’export del vino italiano nel mondo. Una quota più che doppia se paragonata al peso statunitense sul totale delle merci italiane dirette all’estero (11%). La contrazione determinata dalle extra-tariffe – rileva Uiv – farà scendere in un solo anno il valore sotto 1,7 miliardi di euro, ovvero sotto ai livelli del 2021.