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Famiglia Belloni investe nei fruttini dell’Antica Gelateria Matteo

Famiglia Belloni investe nei fruttini dell’Antica Gelateria MatteoMilano, 13 feb. (askanews) – Sono un dessert simbolo degli Anni 80, presenza costante alla fine di un pasto al ristorante, soprattutto al sud. Ora per i fruttini gelato, gusci di frutta fresca ripieni di un gelato ricavato dalla polpa, inizia un nuovo corso. Francesco Belloni, 29enne figlio di Toni Belloni oggi presidente di Lvmh Italia e a lungo braccio destro del patron, Bernard Arnault, insieme alla famiglia ha investito nell’Antica Gelateria Matteo, che ha nei Fruttini Gelato il suo prodotto più iconico. Belloni, infatti, ha acquisito dalla famiglia Santoprete “una quota significativa” nel laboratorio artigianale di gelateria che ha chiuso il 2024 con un fatturato vicino ai 2 milioni.


L’ingresso nella società della famiglia Belloni ha l’obiettivo di continuare lo sviluppo dell’Antica Gelateria Matteo, intraprendendo un percorso di crescita a livello nazionale ed internazionale, spiegano in una nota. La capacità produttiva verrà ampliata con la formazione di nuovi chefs con l’impegno di mantenere inalterate qualità, naturalezza e preparazione artigianale dei prodotti. Si lavorerà per rafforzare il branding, consolidare la distribuzione italiana, ed aggiungere qualche negozio diretto in località strategiche. In parallelo, si accelererà la penetrazione dei mercati internazionali cominciando da ristoranti e punti vendita di alta gamma. Fondata nel 1962 da Matteo Napoli proprio a Napoli, l’Antica Gelateria Matteo è il produttore di questo dessert che è possibile degustare in ristoranti di livello come la Langosteria. A questo si aggiungono altri prodotti distribuiti nei ristoranti italiani e in punti vendita selezionati in Italia, nel Sud Europa, negli Emirati Arabi ed in Cina.


“Siamo felici – dichiarano Paolo Santoprete e Serena Napoli – di accogliere la famiglia Belloni nella nostra realtà imprenditoriale. La loro esperienza e visione strategica saranno un grande valore aggiunto per il nostro percorso di crescita, permettendoci di affrontare nuove sfide e competere in mercati chiave ancora inesplorati ma dal grande potenziale. Il loro apporto rappresenta un passo rilevante per rafforzare la solidità della società, puntando su innovazione, qualità e internazionalizzazione, mantenendo sempre al centro l’eccellenza del made in Italy”. “È con grande entusiasmo – aggiunge Francesco Belloni – che ci uniamo a Paolo e Serena per continuare la bellissima storia dell’Antica Gelateria Matteo e dei Fruttini Gelato. A partire dal nonno di Serena, Matteo Napoli, la famiglia ha saputo coniugare crescita e cura per l’originalità e l’artigianalità tutta italiana dei prodotti. Vogliamo contribuire alla prossima fase di sviluppo sposando in pieno la loro filosofia di qualità senza compromessi”.

Accordo Ue-Capo Verde su pesca tonno per i prossimi 5 anni

Accordo Ue-Capo Verde su pesca tonno per i prossimi 5 anniRoma, 13 feb. (askanews) – E’ stato approvato ieri con 507 voti a favore, 76 contrari e 16 astensioni dal Parlamento Europeo l’accordo quinquennale con Capo Verde per la pesca del tonno. Il primo accordo con Capo Verde, stipulato nel 1990, è stato sostituito nel 2007 da quello attuale, che è stato rinnovato ogni cinque anni da allora. In base al nuovo accordo, 56 imbarcazioni europee di Spagna, Francia e Portogallo dell’UE potranno pescare tonni e specie affini nelle acque di Capo Verde. Nel dettaglio, sono coinvolte 24 tonniere congelatrici con reti a circuizione, 10 tonniere con lenze e canne e 22 pescherecci con palangari di superficie, che potranno pescare fino a 7.000 tonnellate di tonno e specie correlate ogni anno fino al 2029.


In cambio, l’UE fornirà un contributo finanziario di 780.000 euro all’anno, 350.000 euro per i diritti di accesso alle acque di Capo Verde e 430.000 euro per sostenere la politica della pesca e il settore dell’economia blu di Capo Verde. Inoltre, le tasse di pesca pagate dai proprietari delle imbarcazioni potrebbero arrivare a quasi 600.000 euro all’anno. “Questo accordo combina la remunerazione per le opportunità di pesca con il sostegno allo sviluppo sostenibile del settore ittico di Capo Verde, con il controllo e gli sforzi per combattere la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN). Promuoverà inoltre condizioni di lavoro dignitose e rafforzerà le capacità scientifiche a Capo Verde. È un buon accordo che protegge i pescatori da entrambe le parti e la sostenibilità dei nostri oceani”, ha commentato il relatore Paulo do Nascimento Cabral.

Arriva la guida al miele di api italiane di Confcooperative

Arriva la guida al miele di api italiane di ConfcooperativeRoma, 13 feb. (askanews) – Arriva la guida di Confcooperative al miele prodotto da api italiane. Il libro “Viaggio alla scoperta del miele prodotto da api italiane” è stato presentato ieri a Roma, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, ed è una guida completa per il consumatore per avvicinarsi al mondo dell’apicoltura italiana. Edito da Agra Editrice e realizzato nell’ambito della campagna di comunicazione Generazione Honey, promossa da Agri Rete Service, società di servizi di Confcooperative, in collaborazione con l’associazione Miele in Cooperativa, e con un finanziamento del Masaf, racconta di storie di veri e propri eroi moderni che tra mille difficoltà continuano ad alimentare lo straordinario rapporto tra api, apicoltori e territorio che è l’emblema dello sviluppo sostenibile.


“Il libro – ha spiegato Riccardo Terriaca, segretario generale di Miele in Cooperativa – racconta anche di una visione particolare dell’apicoltura, la cosiddetta apicoltura di territorio, un’apicoltura sostenibile, ancorata al proprio ambiente, che rispetta il benessere animale e l’etica sociale delle produzioni”. Al consumatore vengono illustrate le caratteristiche e il valore aggiunto del miele italiano prodotto da api italiane, attraverso contributi di esperti e nutrizionisti. Nel volume trovano poi spazio le storie dei produttori di polline toscano, con la loro filiera tutta italiana, una cooperativa sarda che produce mieli rari testimoni della ricchezza della biodiversità italiana, una cooperativa sociale molisana che attraverso l’apicoltura da dignità lavoratori a persone fragili. E c’è anche il racconto del primo apiario di comunità italiano che contribuisce alla riscoperta dei borghi delle aree interne, contrastando lo spopolamento.


Viaggio alla scoperta del miele prodotto da api italiane si apre con una prefazione del sottosegretario Masaf Luigi D’Eramo, che ha la delega al settore. Nel corso del suo intervento D’Eramo ha rimarcato l’importanza di tutelare “la filiera apistica che consideriamo strategica. Per questo con misure concrete abbiamo sostenuto i nostri apicoltori, alle prese da tempo con gli effetti dei cambiamenti climatici, il calo di produzione e la concorrenza sleale di prodotti importati venduti a basso prezzo e di dubbia composizione”. “La mancanza di reciprocità nella regolamentazione dei mercati globali purtroppo finisce per penalizzare le produzioni nazionali. Per questo, in Ue, abbiamo fortemente sostenuto che nella Direttiva Breakfast ci fosse la massima trasparenza possibile in etichetta. L’obiettivo è aiutare i consumatori a fare scelte consapevoli, privilegiando prodotti di qualità”.

Dal 18 al 21 febbraio alla Fao la conferenza nazionale delle Ig

Dal 18 al 21 febbraio alla Fao la conferenza nazionale delle IgRoma, 13 feb. (askanews) – Appuntamento dal 18 al 21 febbraio alla sede della Fao a Roma per la conferenza internazionale “Prospettive globali sulle indicazioni geografiche: conferenza internazionale per ricercatori, responsabili politici e operatori. Innovazioni e tradizioni per la sostenibilità”, ospitata dalla Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura e dal ministero Masaf.


Nel mondo esistono oltre 9.450 indicazioni geografiche (IG) e la conferenza sarà incentrata su “Innovazione per la sostenibilità”, esplorando il ruolo delle IG nella promozione della sostenibilità lungo le loro filiere. Con oltre 350 partecipanti provenienti da 52 paesi di tutto il mondo, l’evento offrirà una piattaforma per accademici, operatori della filiera, rappresentanti del settore pubblico e dello sviluppo e sarà occasione per avanzare il dialogo internazionale sui sistemi IG, contribuendo alle priorità discusse durante il vertice dei Ministri dell’Agricoltura del G7 nel settembre 2024. Alla sessione di apertura parteciperanno il direttore generale della FAO, QU Dongyu, e il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. Seguiranno due giorni e mezzo di presentazioni tecniche e discussioni, oltre a una giornata dedicata alle visite sul campo.


Tra i casi presentati durante la conferenza figurano il Parmigiano Reggiano e l’Asiago DOP dall’Italia, l’Arijska malina, un lampone dal colore vibrante e dal gusto intenso proveniente dalla Serbia, la cui produzione affonda le radici nelle pratiche tradizionali, così come il Madd de Casamance. Il Madd è un frutto selvatico della liana Saba, che cresce nelle foreste della Casamance, in Senegal, e che è stato recentemente registrato come la prima indicazione geografica del Senegal. Verranno inoltre presentate le IG per i prodotti artigianali. La conferenza è co-organizzata dalla FAO e dal Masaf in collaborazione con il Centre de coopération internationale en recherche agronomique pour le développement (CIRAD), la Fondazione Qualivita, l’Organization for an International Geographical Indications Network (oriGIn), Origin Italia – Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche e l’Istituto Federale della Proprietà Intellettuale della Svizzera (IGE IPI). L’evento è inoltre patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI).

Miele, 1 italiano su 2 lo mangia ogni settimana, vendite Gdo +3,4%

Miele, 1 italiano su 2 lo mangia ogni settimana, vendite Gdo +3,4%Roma, 13 feb. (askanews) – Oltre 1 italiano su 2 (54%) consuma miele almeno una volta a settimana, con un 17,4% che lo consuma tutti i giorni. Inoltre, nell’ultimo anno, circa 4 italiani su 10 (36,5%) hanno aumentato il suo consumo (con un 10,4% che lo ha molto aumentato) mentre per il 54,9% il consumo è rimasto invariato. Numeri che giustificano l’ottimo andamento delle vendite del miele confezionato. Nel 2024 nel solo canale della distribuzione organizzata si sono vendute circa 15.977 tonnellate di miele confezionato (+3,4%) per un valore di circa 169 milioni di euro (+0,8%). Lo rivela la ricerca “Gli Italiani e il miele” commissionata dal gruppo Miele di Unione Italiana Food ad Astraricerche per indagare il rapporto degli italiani con il nettare degli dèi.


E per guidare il consumatore in un’immersione nel mondo del miele, Unione Italiana Food ha ideato un piccolo vademecum con le 10 cose forse ancora sconosciute sul miele. Nonostante, infatti, oltre il 54% degli italiani consumi miele almeno una volta a settimana, solo il 40% si considera un buon conoscitore. La colazione è il pasto d’elezione per 7 italiani su 10, facendo emergere un consumo di miele soprattutto al mattino. Tra le occasioni di consumo, segue lo spuntino di metà mattina (15,9%) o metà pomeriggio (37,1%). Il 19,5% consuma miele dopo cena e il 10,4% dopo l’attività sportiva, mentre è meno diffuso l’utilizzo del miele a pranzo o a cena (rispettivamente 5,2% e 7,1%). Nonostante l’alta frequenza di consumo, gli italiani non si considerano esperti conoscitori di miele: solo 4 italiani su 10 dichiarano di conoscerlo abbastanza o molto (con un esiguo 5,2% che lo conosce approfonditamente), mentre circa un ¼ della popolazione italiana lo conosce poco o per niente.


Tra gli aspetti meno conosciuti, le varie tipologie di miele così diverse tra loro (oltre 60 e ognuna vanta proprietà diverse). I consumi si indirizzano sul millefiori (64,2%), sul miele di acacia (51,9%), e a seguire il miele di castagno (30,2%), quello di agrumi (22,4%), il miele di eucalipto (18.1%). La presenza di miele come ingrediente in un prodotto alimentare rispetto all’impiego di altri ingredienti (zucchero, sciroppi, dolcificanti alternativi) è riconosciuto come un valore aggiunto in fase di acquisto per quasi l’80% degli italiani e per ben il 40% è un dettaglio che orienta la scelta di acquisto. “Gli italiani hanno incrementato il consumo di miele nell’ultimo anno – afferma Raffaele Terruzzi, presidente del Gruppo Miele di Unione Italiana Food, Presidente dei confezionatori italiani di miele – Sono tutti dati positivi che riempiono d’orgoglio l’industria italiana del miele che lavora da sempre per garantire che solo i migliori mieli nazionali ed esteri arrivino sulle tavole dei nostri connazionali, grazie a controlli accurati che garantiscono l’elevata qualità del prodotto, a tutela della reputazione delle aziende”.

Da Api-Confagri primo manuale su benessere in acquacoltura

Da Api-Confagri primo manuale su benessere in acquacolturaRoma, 13 feb. (askanews) – Nasce dalla collaborazione tra la associazione piscicoltori italiani (API-Confagricoltura) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) il primo manuale sul benessere delle specie ittiche in allevamento, presentato ufficialmente ad AquaFarm, la manifestazione internazionale dedicata all’acquacoltura, molluschicoltura, algocoltura e industria della pesca, che si chiude oggi a Pordenone. Un manuale elaborato per garantire le migliori condizioni possibili negli allevamenti ittici.


La salubrità, la qualità e il gusto dei pesci di allevamento sono infatti strettamente legati alla salute dell’animale e al suo habitat. Inoltre, la sensibilità dei consumatori e la crescente richiesta di tracciabilità del prodotto finale spingono gli allevatori a garantire le migliori condizioni possibili già nella prima fase dell’intera filiera. API e IZSVe hanno coinvolto esperti del mondo accademico e istituzionale, tra cui le Università di Bologna, di Camerino e di Milano, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il ministero della Salute e la Federazione europea dei Produttori di Acquacoltura, per diffondere pratiche di allevamento responsabili, garantendo standard sempre più elevati di benessere animale e favorendo lo sviluppo sostenibile dell’intero comparto. “Un passo concreto verso un’acquacoltura italiana attenta e in grado di soddisfare le aspettative di tutti”, ha detto Matteo Leonardi, presidente di API, che evidenzia come l’allevamento, con il 51% della produzione totale, sia ormai la principale fonte mondiale di specie ittiche, di crostacei e di molluschi destinata all’alimentazione umana, con prospettive di ulteriore crescita nei prossimi anni.


L’IZSVe sottolinea il valore di questa iniziativa a cui hanno partecipato esperti interni e specialisti del mondo accademico e istituzionale, definendo il manuale “un traguardo fondamentale, grazie al contributo di autori di alto livello riconosciuti in tutto il mondo per la loro competenza”. Il volume è destinato all’intera piscicoltura italiana, che comprende oltre 25 specie allevate in ambienti diversi, tra acqua dolce, lagune e mare. “Non si tratta di una semplice pubblicazione accademica, ma di un vero e proprio strumento operativo – afferma Claudio Pedroni, vicepresidente di API – pensato per offrire agli allevatori linee guida pratiche utili a valutare e migliorare la qualità della vita dei pesci, elementi chiave per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico”.


“Negli ultimi anni il benessere animale in acquacoltura è diventato un tema centrale – spiega Andrea Fabris, direttore di API – con un’evoluzione costante delle conoscenze e delle tecniche per garantire condizioni ottimali di allevamento e coniugandole alle esigenze di sostenibilità ambientale ed efficienza energetica. La qualità dell’acqua è un fattore determinante, costantemente monitorato per mantenere livelli adeguati di temperatura, ossigeno disciolto, salinità e torbidità. Gli aspetti gestionali dell’allevamento, in particolare densità, alimentazione e cure sanitarie, influiscono direttamente sulla salute e sul benessere dei pesci; infine, anche la movimentazione e il trasporto sono attività che richiedono massima attenzione per evitare stress e sofferenze inutili agli animali”.

Comparto mandorlicolo siciliano in crisi: produzione -70%

Comparto mandorlicolo siciliano in crisi: produzione -70%Roma, 13 feb. (askanews) – Comparto Mandorlicolo siciliano in forte crisi a causa della siccità, con un calo produttivo del 70% nell’ultima annata agraria 2023-2024 che ha fatto crollare reddito e occupazione nel settore. Da qui, un appello all’assessore regionale all’Agricoltura affinchè la Regione si impegni con interventi finalizzati alla salvaguardia delle produzioni che stanno scomparendo e al rafforzamento strutturale delle aziende. E’ quanto contenuto in una lettera inviata dal presidente di Cia Sicilia Orientale, Giosuè Catania, all’assessore regionale all’Agricoltura e alle Risorse naturali, Salvatore Barbagallo, per sollecitare un incontro con una delegazione di produttori di mandorle al fine di approfondire criticità e potenzialità del settore.


“Tra tutte le misure promosse dalla Regione Siciliana per far fronte alle perdite copiose della produzione agricola e zootecnica in questi lunghi mesi di siccità, non sono presenti interventi diretti sulle coltivazioni arboree, di cui la Sicilia è importante produttrice. Fra queste, la mandorlicoltura che a causa della crisi climatica ha subito un calo produttivo del 70% nell’ultima annata agraria 2023-2024”, spiega Catania sottolineando che se perdurasse la situazione climatica riscontrata nelle scorse annate l’intera produzione potrebbe scomparire, mettendo a rischio la redditività dell’intero settore. Il comparto del Mandorlo si estende in Sicilia per circa 21mila ettari, con una produzione media annua raccolta di circa 378 mila quinatali pari a 63mila quintali di mandorle sgusciate e rappresenta, insieme alla Puglia, la maggiore estensione in Italia e quasi il 10% del mercato mondiale. A livello internazionale, la California è il maggiore produttore mondiale, rappresentando circa l’80% della produzione globale, la Spagna è il principale produttore europeo, mentre la Turchia mostra sempre più interesse nella coltivazione di frutta a guscio.


“Conosciamo il suo impegno per garantire futuri finanziamenti sui comparti arborei – scrive il presidente Giosuè Catania nella lettera rivolta all’assessore Barbagallo – proprio per questo, le sottoponiamo lo stato dell’arte del comparto e le avanziamo qualche proposta, come l’istituzione di un disciplinare regolamentato secondo il marchio Indicazione Geografica Protetta (IGP), che garantirebbe una maggiore tracciabilità e certificazione del prodotto, offrendo ulteriori garanzie di qualità ai consumatori”. In Sicilia la prolungata siccità nel periodo compreso tra il 2023-2024 ha generato, oltre all’evidente mancanza di piogge, anche la riduzione delle riserve idriche. La conseguenza principale è stata una minore disponibilità di acqua durante le fasi critiche (fioritura, allegagione, crescita del frutto). Le temperature elevate nel periodo invernale, poi, non hanno reso possibile il fenomeno della svernalizzazione che è un processo fisiologico attraverso il quale alcune piante devono essere esposte a basse temperature, per un certo periodo di tempo, per stimolare la fioritura e completare il loro ciclo di sviluppo. Il tutto è stato determinato dal clima estremamente caldo e siccitoso prolungato nel periodo della differenziazione delle gemme a fiore.

Il 24 febbraio riunione Agrifish su sviluppo rurale

Il 24 febbraio riunione Agrifish su sviluppo ruraleRoma, 13 feb. (askanews) – Si riuniranno il prossimo 24 febbraio i ministri dell’Agricoltura e della Pesca europei per discutere nel corso dell’Agrifish dellla implementazione del principio di “rural proofing”, la pratica di revisione delle politiche da una prospettiva rurale per assicurarsi che siano adatte allo scopo per le persone che vivono e lavorano nelle aree rurali.


I ministri discuteranno su come integrare meglio lo sviluppo rurale nelle strategie e nei fondi dell’UE e tenere conto delle esigenze e delle sfide delle aree rurali. Ancora, all’ordine del giorno la situazione dei mercati agricoli e delle materie prime, un argomento ricorrente nell’agenda del Consiglio, come sempre con un occhio particolare alle conseguenze dell’invasione dell’Ucraina.

Export distretti agroalimentari italiani +7,7% al settembre 2024

Export distretti agroalimentari italiani +7,7% al settembre 2024Roma, 13 feb. (askanews) – Cresce del 7,7% tendenziale l’export dei distretti agroalimentari italiani al 30 settembre 2024, a oltre 21 miliardi di euro. Bene i distretti vitinicoli (+4,4%) e la filiera della pasta e dei dolci (+7,6%), ma è la filiera dell’olio quella che contribuisce maggiormente con un +52,4% a prezzi correnti nei primi nove mesi del 2024. Invariata sostanzialmente solo la filiera del riso (-0,3%), mentre cresce quella del caffè (+9,5%). La Germania si conferma il primo partner, incrementi a doppia cifra verso gli Stati Uniti, bene anche la Francia, stabile il Regno Unito.


E’ la fotografia scattata dal Monitor dei distretti agroalimentari italiani al 30 settembre 2024, curato dal Research Department di Intesa Sanpaolo che attesta un’evoluzione in linea con il totale agroalimentare italiano (+8,2%), di cui i distretti rappresentano il 42,5% in termini di valori esportati. Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Sviluppo Filiere, supporta 172 filiere agroalimentari, di cui 30 sostenibili, coinvolgendo oltre 8.800 fornitori e quasi 22.000 dipendenti per un giro d’affari di circa 23 miliardi di euro.


Nel dettaglio, la filiera dei distretti vitivinicoli accelera nel periodo gennaio-settembre andando a sfiorare i 5 miliardi (+4,4%). Il distretto principale, quello dei Vini di Langhe, Roero e Monferrato, va in negativo nei primi nove mesi del 2024 (-1,6%). Molto positiva la dinamica del distretto dei Vini del Veronese (+9,6% nei primi nove mesi); balzo in avanti per i Vini dei colli fiorentini e senesi (+11%) e per il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene (+8%). Anche la filiera della pasta e dolci continua il suo percorso di crescita sui mercati internazionali: nei primi nove mesi del 2024 realizza 3,6 miliardi di export (+7,6% rispetto allo stesso periodo del 2023). Tra i distretti della filiera, il contributo maggiore viene dal distretto dei Dolci di Alba e Cuneo, che realizza quasi 1,5 miliardi di export nei nove mesi (+18,6%). Bene anche i Dolci e pasta veronesi (+13%). Arretra il comparto pasta e dolci dell’Alimentare di Parma: nei primi nove mesi del 2024 il gap accumulato è di circa 25 milioni (-2,7%), ma grazie al contributo del comparto conserve, resta nel complesso in territorio positivo (+1,9%).


Bene la filiera dei distretti agricoli realizzando nei nove mesi oltre 2,9 miliardi di export (+5,4% rispetto allo stesso periodo del 2023). Il maggior contributo viene dal distretto delle Mele dell’Alto Adige con un incremento del 20% nel periodo gennaio-settembre 2024. In forte recupero l’Ortofrutta romagnola a quota 546 milioni di euro nei primi nove mesi, l’11,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2023. Continua il calo sui mercati esteri per la Nocciola e frutta piemontese (-16% nei primi nove mesi). Anche la filiera delle conserve contribuisce positivamente alla dinamica dell’export dei distretti agro-alimentari con un +5% nei primi nove mesi, ossia un incremento di 112 milioni. Molto positivo il comparto conserve dell’Alimentare di Parma: +15,3% nel periodo gennaio-settembre 2024 (tale da compensare l’andamento negativo del comparto pasta e dolci del distretto). Il distretto delle Conserve di Nocera chiude positivo nel bilancio gennaio-settembre 2024 (+2% tendenziale).


Lieve progresso nei nove mesi per la filiera delle carni e salumi (+3,1%) corrispondenti a 59 milioni in più. Si distinguono le Carni di Verona, che realizzano 23 milioni di incremento sui mercati esteri (+4,6%). Crescono anche i Salumi dell’Alto Adige (+15,1%, circa 10 milioni in più), e i Salumi di Parma (+5,2%, in incremento di circa 20 milioni). La filiera del lattiero-caseario nel complesso avanza del 5,2% nei primi nove mesi del 2024 (95 milioni di euro in più), quasi interamente realizzati dal Lattiero-caseario parmense (+38,3%). In progresso anche il Lattiero-caseario di Reggio Emilia (+16,7%), mentre calano leggermente il Lattiero-caseario sardo (-2%), la Mozzarella di bufala campana (-1%) e il Lattiero-caseario della Lombardia sud-orientale (-2,2%) Avanza la filiera del caffè (+9,5% tendenziale nei primi nove mesi del 2024), con ottimi andamenti per tutti e tre i distretti che la compongono. Il Caffè, confetterie e cioccolato torinese realizza 718 milioni di vendite all’estero (+7,7%). Positivi anche il Caffè di Trieste (+15,4%) e il Caffè e confetterie del napoletano (+9,7%). La filiera dell’olio è quella che contribuisce maggiormente alla crescita delle esportazioni dei distretti agroalimentari: nei primi nove mesi del 2024 vengono realizzati 522 milioni di export in più (+52,4%) a prezzi correnti. Il distretto dell’Olio toscano realizza 389 milioni in più (+56%). Positivo anche l’andamento dell’Olio umbro (+33%) e del comparto oleario dell’Olio e pasta del barese (+60%). La filiera del riso chiude sostanzialmente invariata (-0,3% nei primi nove mesi del 2024). I due distretti che la compongono hanno un andamento similare: Riso di Pavia -0,4%, Riso di Vercelli -0,2%. Bene, infine, il distretto dell’Ittico del Polesine e del Veneziano: +11,6% nei primi nove mesi del 2024. La Germania si conferma il primo partner commerciale per i prodotti dei distretti agroalimentari nei primi nove mesi del 2024 (+6,9% tendenziale); incrementi a doppia cifra anche verso gli Stati Uniti (+17%), bene anche i flussi destinati alla Francia (+5,4%), stabile il Regno Unito (+0,7%). Le economie emergenti, che rappresentano il 20% del totale delle esportazioni distrettuali agroalimentari, crescono del 6,8% nel terzo trimestre (+8,7% nei nove mesi) contro un +9,8% delle economie avanzate (+7,5% nel periodo gennaio-settembre 2024). Tra queste vanno segnalate Polonia (+11,9% nei nove mesi), Romania (+14,5%), Brasile (+14,4%) e Russia (+10,2%), bene anche la Cina (+7%) grazie allo sprint del terzo trimestre (+15,6%).

Gruppo Ferrero: nel 2023/24 fatturato sale dell’8,9% a 18,4 mld

Gruppo Ferrero: nel 2023/24 fatturato sale dell’8,9% a 18,4 mldMilano, 13 feb. (askanews) – Il gruppo Ferrero ha chiuso l’esercizio 2023/2024 (conclusosi il 31 agosto) con un fatturato consolidato di 18,4 miliardi di euro, in aumento dell’8,9% rispetto all’anno precedente. Lo comunica in una nota l’azienda di Alba che, attraverso la holding Ferrero International, ha approvato il bilancio consolidato per l’esercizio 2023/2024


L’anno finanziario 2023/2024 è stato ancora una volta caratterizzato da un contesto economico difficile, spiega il gruppo, con prezzi delle materie prime volatili e continue pressioni inflazionistiche. Nonostante questo, il gruppo dolciario di Alba “ha continuato la sua forte crescita grazie alla resilienza dei suoi dipendenti, dei suoi marchi e del suo modello di business – si legge nella nota – Ferrero mantiene la sua presenza globale, con 37 stabilimenti produttivi chiudendo l’anno finanziario con una forza lavoro globale che ha raggiunto 47.517 dipendenti al 31 agosto 2024”. “Siamo lieti di poter raccontare un altro anno di crescita per il gruppo, nonostante le continue turbolenze che l’industria sta affrontando – ha affermato Daniel Martinez Carretero, chief financial officer del gruppo Ferrero – Anche se il contesto economico rimane complesso, i nostri marchi e prodotti continuano a ottenere ottimi risultati. Ciò testimonia il modo in cui continuiamo a innovare nostri prodotti per soddisfare le mutevoli esigenze dei nostri consumatori. Per stimolare questa innovazione e aumentare le nostre capacità produttive, quest’anno finanziario ha visto un aumento degli investimenti in conto capitale del 18% rispetto al periodo precedente”.


Nel corso dell’esercizio 2023/2024 c’è stato il lancio di Nutella Ice Cream, il primo gelato confezionato a marchio Nutella, che ha guidato la crescita della categoria dei gelati, l’ulteriore espansione nella categoria dei biscotti, con il lancio di Kinderini in mercati chiave. E poi il lancio dei marchi Eat Natural e Fulfil in ulteriori mercati europei, segno dell’attenzione del gruppo alle “mutevoli tendenze dei consumatori” e della crescita della categoria better- for-you. Sul fronte dell’ampliamento della capacità produttiva, tra le principali novità c’è stata l’apertura del primo impianto di lavorazione del cioccolato del gruppo negli Stati Uniti. Il nuovo stabilimento di circa 70.000 piedi quadrati a Bloomington, Illinois, produce cioccolato per i marchi leader di Ferrero nel Nord America, tra cui Kinder, Ferrero Rocher, Butterfinger e Crunch, e ospita un nuovo impianto di produzione di Kinder Bueno. E poi l’ammodernamento dell’impianto produttivo di Stadtallendorf, in Germania e il potenziamento della capacità di approvvigionamento e lavorazione delle nocciole in Cile.