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Workshop sul Prosciutto San Daniele: filiera in evoluzione

Workshop sul Prosciutto San Daniele: filiera in evoluzioneRoma, 14 feb. (askanews) – Una filiera in evoluzione dove ogni euro di fatturato generato attiva 2,2 euro aggiuntivi nell’economia nazionale, contribuendo a un giro d’affari complessivo di oltre 1,1 miliardi di euro. La filiera è quella del Prosciutto di San Daniele Dop, che è stata al centro di un importante confronto tra produttori e distributori, promosso con il supporto di The European House – Ambrosetti (TEHA).


Il Prosciutto di San Daniele, con un valore della produzione di oltre 320 milioni di euro e 2,5 milioni di cosce prodotte annue, si conferma una delle eccellenze del Made in Italy, generando un impatto economico significativo. Lo studio strategico realizzato da TEHA ha evidenziato il ruolo chiave della filiera agroalimentare italiana, che nel 2024 ha sfiorato i 70 miliardi di euro di export, confermando il Paese tra i principali attori del settore a livello globale. Il comparto della carne e dei salumi ha generato un valore aggiunto superiore agli 8 miliardi di euro, rappresentando l’11% del totale agrifood nazionale. Il Prosciutto di San Daniele, settimo prodotto certificato italiano per valore della produzione, ha registrato una crescita significativa, con effetti moltiplicativi rilevanti per i territori coinvolti. Il mercato della Dop San Daniele ha registrato, nel 2024, un aumento del 6,4% del volume venduto e una crescita sul valore dell’8,2%.


Nicola Martelli, presidente del Consorzio, ha spiegato: “recentemente abbiamo potenziato e ripreso il dialogo con la grande distribuzione organizzata, partner strategico in grado di valorizzare e comunicare il San Daniele Dop. Un dialogo costruttivo tra gli attori della filiera estesa, quindi coinvolgendo distributori e ristoratori, è necessario per potenziare la presenza del prodotto”. L’obiettivo primario del Consorzio è quindi preservare il prodotto, valorizzarlo e continuare a lavorare per migliorarne la qualità. In questa direzione “si inserisce anche un nuovo progetto di segmentazione che definisce tre categorie di classificazione del Prosciutto di San Daniele Dop e regolamenta le stagionature più estese. Non si tratta di un’azione promozionale bensì di una regolamentazione che parte proprio dalle caratteristiche della materia prima”, ha aggiunto.


Il Consorzio del Prosciutto di San Daniele ha poi delineato le principali azioni strategiche per il futuro, con un focus sulla segmentazione del prodotto DOP per regolamentare le lunghe stagionature, il rafforzamento delle relazioni con la Distribuzione Moderna e la definizione di un sistema di quotazioni più stabile per contrastare la volatilità del mercato. Inoltre, il Consorzio ha avviato un Osservatorio periodico sui costi di produzione per monitorare le dinamiche del settore e garantire una maggiore tutela della filiera.

Confagri Mantova: contro Tea un atto vandalico oscurantista

Confagri Mantova: contro Tea un atto vandalico oscurantistaRoma, 14 feb. (askanews) – “Questo ulteriore atto di vile oscurantismo nei confronti della scienza ci lascia sgomenti e senza parole. Condanniamo fermamente quanto successo, e siamo al fianco della comunità scientifica, convinti che il progresso, come sempre, avrà la meglio”. Con queste parole il presidente di Confagricoltura Mantova, Alberto Cortesi, commenta i fatti avvenuti la notte tra il 12 e il 13 febbraio a San Floriano in Valpolicella, dove due giovani si sono introdotti illegalmente nel primo vigneto sperimentale impiantato con tecnologia TEA e hanno brutalmente sradicato le viti gestite dall’Università di Verona.


Un gesto, questo, che emula tristemente quello del giugno 2024 a Mezzana Bigli, in provincia di Pavia, quando a essere gravemente danneggiato fu il primo impianto sperimentale di riso, coltivato sempre con le nuove tecniche di evoluzione assistita: “la ricerca genetica – prosegue Cortesi – è una via sicura e sostenibile per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, ridurre le fitopatie e diminuire l’utilizzo di fitofarmaci; per potenziare insomma la produttività dell’agricoltura tutelando l’ambiente e l’uomo. Proviamo rabbia e amarezza perché abbiamo a che fare con soggetti che ignorano totalmente cosa significhi fare ricerca e che, cosa ancor più grave, non accettano nessun tipo di confronto e non sono disposti ad aprirsi verso nuove tecnologie dettate unicamente dalla scienza”. Il vigneto sperimentale della Valpolicella era stato piantumato lo scorso 30 settembre grazie al lavoro del gruppo di genetica agraria coordinato da Mario Pezzotti e Sara Zenoni, del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona. “Di fronte a questo nuovo e gravissimo episodio – conclude Cortesi – invitiamo il ministero dell’Ambiente a valutare d’ora in poi se rendere pubbliche le località dove queste sperimentazioni in campo vengono fatte partire. Una cosa è certa, questi barbari non ci fermeranno mai”.

Cisint scrive a Copa Cogeca: 3 proposte su pesca e acquacoltura

Cisint scrive a Copa Cogeca: 3 proposte su pesca e acquacolturaRoma, 14 feb. (askanews) – Tre proposte che toccano direttamente il mondo della pesca e dell’acquacoltura europea ma anche il mantenimento degli habitat, la tutela della biodiversità e degli equilibri ecologici, in linea con alcuni degli indirizzi europei già approvati dalla Commissione e inseriti nei punti chiave di strategie europee come la Biodiversity Strategy. Le tre proposte sono state sottoposte al gruppo di lavoro Acquacolture and Fisheries del Copa-Cogeca di Bruxelles “così da poter consentire l’avvio di un iter condiviso per la risoluzione di alcune delle principali problematiche che oggi gravano pesantemente sul settore della pesca e dell’acquacoltura, sia italiana che europea”. A presentarle è l’eurodeputato Anna Cisint (Lega).


I tre punti riguardano la modifica dello status di protezione della specie cormorano (Phalacrocorax carbo sinensis) declassando la specie all’interno della Direttiva Uccelli 409/79/CEE a seguito dell’esplosione demografica che le popolazioni europee di cormorano maggiore hanno avuto negli ultimi decenni, agendo in maniera analoga a quanto fatto per il lupo. Ancora, la previsione di un contributo annuale per l’attività di acquacoltura estensiva, calcolato in base alla superficie, tramite la creazione di un pilastro di finanziamento dedicato, in maniera analoga a quanto stabilito dalla PAC per gli agricoltori.


Infine, la redazione di un Regolamento Ue per la lotta alle specie alloctone invasive, affinché gli Stati membri si impegnino coerentemente ed in maniera efficace, per la tutela della propria biodiversità e delle specie autoctone, comprese quelle di interesse economico-commerciale, come le innumerevoli specie ittiche che popolano le acque dolci e salate dei nostri bacini. “È urgente e quanto mai necessario che le nuove disposizioni individuino le specie alloctone come emergenza prioritaria, rendendo ogni cittadino o portatore di interessi partecipe, al fine di far prevalere il parametro di urgenza rispetto a quello di tutela, ascrivibile alle specie selvatiche, tutelate da norme nazionali o regionali che precludono le possibilità di agire in tempi celeri ed efficaci”, conclude Cisint.

Nasce Oh-Fine, progetto condivisione per agricoltura biologica Ue

Nasce Oh-Fine, progetto condivisione per agricoltura biologica UeRoma, 14 feb. (askanews) – Nasce OH-FINE un progetto per l’agricoltura biologica che punta a creare e condividere conoscenze tra ricercatori e produttori europei. OH-FINE individuerà alternative efficienti, sane, biologiche e praticabili per la produzione alimentare delle piccole aziende agricole e tutte queste informazioni verranno poi diffuse e condivise a un livello più ampio. Il progetto, che prevede anche lo sviluppo di uno strumento ICT che funga da sistema di supporto alle decisioni per agricoltori, consumatori e decisori politici, ha una durata di 48 mesi ed è finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del bando HORIZON-CL6-2024-GOVERNANCE-01 e dalla SEFRI, la segreteria svizzera per la formazione, la ricerca e l’innovazione.


Il progetto è coordinato dall’Istituto di Risorse Naturali e Agrobiologia di Salamanca e Cittadinanzattiva è l’unica realtà italiana coinvolta. Punto qualificante è la valorizzazione le capacità esistenti degli agricoltori mediante la progettazione e l’avvio di una comunità di apprendimento paneuropea sull’agricoltura biologica, in cui si terrà conto anche delle esigenze dei consumatori e dei cambiamenti nel mercato alimentare. La metodologia e gli strumenti sviluppati dal progetto OH-FINE saranno testati e convalidati in 5 aree di studio di casi in tutta Europa: Spagna, Lituania, Irlanda, Bulgaria e Polonia. In ognuno di questi paesi saranno presenti 20 aziende agricole pilota. Inoltre, verrà creata una comunità virtuale tra agricoltori e consulenti di ogni Paese, che a loro volta faranno parte della comunità di apprendimento europea. Tutto il materiale formativo e informativo sarà redatto in tutte le lingue dei partner del progetto.

Università Verona: la ricerca non si ferma distruggendo piante

Università Verona: la ricerca non si ferma distruggendo pianteRoma, 14 feb. (askanews) – “La ricerca non si ferma distruggendo le piante”: così il magnifico rettore dell’ateneo di Verona, Pier Francesco Nocini, commenta l’atto vandalico compiuto nella notte tra mercoledì 12 e giovedì 13 febbraio, quando ignoti hanno distrutto la prova sperimentale delle viti di Chardonnay messe a dimora, nel vigneto sperimentale dell’università di Verona con sede a San Floriano in Valpolicella, lo scorso ottobre.


Si trattava della prima messa a dimora in campo di viti Tea, ottenute tramite tecnologie di evoluzione assistita, in Europa a confermare l’avanguardia internazionale della ricerca in campo vitivinicolo svolta dal gruppo di genetica agraria dell’ateneo scaligero. Le viti Tea erano rese resistenti alla peronospora grazie alle tecnologie di evoluzione assistita, uno degli strumenti più avanzati del miglioramento genetico. Il campo, allestito dallo spin off di ateneo EdiVite, all’interno del vigneto, era stato regolarmente autorizzato dall’autorità competente nel rispetto delle normative vigenti. Per i genetisti agrari, spiega l’università di Verona, questo campo rappresentava un laboratorio a cielo aperto, essenziale per valutare il valore fenotipico dei risultati ottenuti dopo anni, talvolta decenni, di ricerca nei laboratori di genetica e biologia molecolare.


“L’atto vandalico è stato grave e al momento non sappiamo se e quando la sperimentazione potrà ripartire”, sottolinea David Bolzonella, direttore del dipartimento di Biotecnologie dell’università di Verona. Le viti Tea oggetto della sperimentazione sono infatti frutto di “una lunga attività scientifica del gruppo di genetica agraria del dipartimento di Biotecnologie che applica moderni approcci di miglioramento genetico. Le piante Tea sono ottenute modificando in modo preciso una specifica sequenza di Dna, senza alterare l’assetto genetico o inserire sequenze esogene – conclude Bolzonella – È attualmente in corso di definizione la nuova proposta europea che le differenzia dall’attuale definizione di Ogm. Le viti oggetto della sperimentazione, più resistenti alle malattie, come da prove condotte nei laboratori, devono essere valutate in pieno campo per stabile la loro reale resistenza per ridurre l’impiego di fitofarmaci, a beneficio, quindi, della salute umana e della sostenibilità ambientale”.

Comm. Ue apre candidature per premiare attori filiera biologica

Comm. Ue apre candidature per premiare attori filiera biologicaRoma, 14 feb. (askanews) – La Commissione Europea ha aperto le candidature agli ‘EU Organic Awards’ per premiare gli attori della filiera biologica che sviluppano progetti per migliorare la produzione e il consumo di alimenti biologici.


Dall’11 febbraio al 27 aprile 2025, qualsiasi attore o istituzione dell’UE con un progetto leader che contribuisca a una maggiore accessibilità e a una migliore convenienza dei prodotti biologici nell’UE può candidarsi in sei categorie: miglior agricoltore biologico, migliore regione biologica/biodistretto, migliore città biologica, migliore piccola o media azienda di trasformazione alimentare biologica, miglior rivenditore di alimenti biologici, miglior ristorante/servizio di catering biologico. Il Commissario per l’agricoltura e l’alimentazione Christophe Hansen, ha spiegato che “l’agricoltura biologica è una parte fondamentale della produzione alimentare sostenibile e resiliente. Gli EU Organic Awards celebrano il lavoro e l’innovazione di coloro che stanno guidando questa trasformazione. Invito – ha detto – gli appassionati del biologico a candidarsi e condividere i loro progetti. I risultati che premieremo quest’anno ispireranno senza dubbio le persone a continuare a plasmare il futuro dell’agricoltura biologica nell’Unione europea”.

A Roma 400 esperti per la conferenza internazionale sulle Ig

A Roma 400 esperti per la conferenza internazionale sulle IgRoma, 14 feb. (askanews) – Quattrocento esperti da 47 Paesi e la presentazione di 160 ricerche scientifiche tutte focalizzate sulle Indicazioni Geografiche. Dal 18 al 20 febbraio Roma diventerà la Capitale delle Ig e ospiterà la seconda edizione della conferenza “Prospettive mondiali sulle Indicazioni Geografiche”, un evento di rilievo internazionale organizzato dalla Fao e dal Masaf, in collaborazione con OriGIn, Origin Italia e Fondazione Qualivita. La prima edizione si è svolta nel 2022 a Montpellier, in Francia.


L’obiettivo della conferenza, voluta fortemente dal ministro Lollobrigida in Italia, è favorire il dialogo e la collaborazione tra i principali attori del settore, tra cui decisori politici, centri di ricerca, produttori e Consorzi di tutela. L’evento, spiega Fondazione Qualivita, rappresenta un’opportunità per consolidare le sinergie internazionali e discutere strategie innovative per la sostenibilità, la governance e la promozione delle IG su scala globale, soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove l’Italia ha già avviato il Piano Mattei anche nel settore agricolo. Nel 2025, il numero delle IG registrate nel mondo ha superato le 16.500, in forte crescita rispetto al 1994, quando erano circa 4.000. La distribuzione globale vede 4.051 IG in Europa, 7.000 in Cina, 4.050 in Asia, 497 in Sud America, 429 in Oceania e 210 in Africa. L’Italia si conferma leader nel settore grazie ad oltre 890 filiere a Indicazione Geografica.


Tra i temi centrali dell’evento, focus su innovazione e sostenibilità delle IG, la governance e le strategie di marketing e l’evoluzione del quadro normativo. Al termine della Conferenza, Origin Italia accompagnerà gli esperti internazionali in alcune visite sul campo che coinvolgeranno tre importanti realtà consortili: il Consorzio di Tutela della Mozzarella di Bufala Campana DOP a Caserta, il Consorzio Tutela Pecorino Toscano DOP in Maremma e il Consorzio di Tutela Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP nel Lazio.

Frantoiani Aifo: Governo dia seguito a impegni risoluzione olio

Frantoiani Aifo: Governo dia seguito a impegni risoluzione olioRoma, 14 feb. (askanews) – L’approvazione all’unanimità in commissione Agricoltura alla Camera dei deputati del testo unificato delle risoluzioni sul settore olivicolo-oleario, a prima firma degli onorevoli Raffaele Nevi (FI) e Alessandro Caramiello (M5S), è “un importante riconoscimento per il lavoro dei frantoiani e per l’intero comparto, con un’attenzione particolare per l’innovazione, la sostenibilità e la valorizzazione della filiera”. E adesso “il Governo è chiamato a dare seguito a questi impegni, e i frantoiani sono pronti a collaborare per la loro attuazione, affinché il settore olivicolo italiano possa continuare a crescere e a competere con successo a livello globale”. Così in una nota Elia Pellegrino, presidente di Aifo, l’associazione italiana frantoiani oleari.


In particolare, Aifo ha accolto con favore l’inclusione di alcuni impegni chiave che l’associazione aveva avanzato durante l’audizione lo scorso 30 ottobre. Tra questi, l’impegno a dare maggior rilievo alla figura del frantoiano nella filiera olivicola, riconoscendo finalmente il ruolo centrale che questi professionisti svolgono nel garantire la qualità dell’olio extravergine di oliva. Un altro punto fondamentale approvato riguarda la valorizzazione delle acque di vegetazione dei frantoi oleari. Questo impegno, che prevede una rivisitazione della legge 11 novembre 1996, n. 574, è un passo importante verso una gestione più sostenibile della risorsa idrica e dei sottoprodotti di settore, contribuendo così alla circolarità dei processi produttivi. La Commissione Agricoltura ha inoltre confermato l’importanza di attivare la Commissione Unica Nazionale (CUN) per l’olio di oliva, uno strumento fondamentale per garantire la trasparenza nel monitoraggio dei prezzi e sostenere una politica unificata e coesa a livello nazionale. Un ulteriore punto approvato riguarda l’introduzione di un Sistema di qualità nazionale dell’olio extravergine di oliva di alta qualità (SQN-OAQ). Questo sistema di certificazione risponde all’esigenza crescente di un riconoscimento della qualità sostenibile, in linea con quanto già avvenuto in altri settori.


“Abbiamo apprezzato anche l’impegno dato al Governo di farsi promotore nei tavoli europei di una modifica dell’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) dell’olio, per emulare il modello di successo dell’OCM vino – aggiunge Pellegrino – La creazione di risorse fisse e stabili per gli investimenti nel settore olivicolo e la promozione dell’olio extravergine italiano sui mercati internazionali è essenziale per rafforzare il made in Italy e contrastare la crescente competizione”. Infine, Aifo ha accolto con favore l’impegno a promuovere la creazione di un’organizzazione interprofessionale del settore olio italiana, per garantire un’efficace rappresentanza e porre fine alla frammentazione della filiera. Questo passaggio è cruciale per contrastare la concorrenza internazionale, in particolare quella spagnola, e per consolidare la posizione di leadership dell’Italia nei mercati globali.


“Questa approvazione rappresenta un segnale forte per l’intero settore olivicolo-oleario”, conclude Aifo.

Governo convocherà tavolo obbligo assicurativo macchine agricole

Governo convocherà tavolo obbligo assicurativo macchine agricoleRoma, 14 feb. (askanews) – Il Governo si impegna a convocare al più presto, presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le parti sociali interessate dall’obbligo assicurativo per le macchine agricole anche in aree private per dipanare le modalità di attuazione. Lo prevede un ordine del giorno, a firma della senatrice Maria Nocco, esponente di Fratelli d’Italia, approvato durante la conversione in legge del Dl Milleproroghe al Senato. L’obbligo era entrato in vigore con il decreto legislativo 22 novembre 2023, n. 184, di recepimento della Direttiva (UE) 2021/2118, e posticipato per il solo comparto agricolo al luglio scorso.


“Non essendoci tuttora idonei strumenti assicurativi – spiega Nocco – il settore agricolo vive una fase di limbo dove, da un lato vige l’obbligo e, dall’altro, vi è l’impossibilità di adeguarsi alle disposizioni normative. Per questo, come richiesto dalle associazioni agricole, dei contoterzisti, dei costruttori e dei rivenditori di macchine agricole, ho impegnato il Governo a convocare un tavolo tecnico risolutivo”, precisa Nocco, che possa coinvolgere l’Ania, l’associazione nazionale delle imprese assicuratrici, avvalendosi del supporto del Masaf e dell’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. “L’auspicio – conclude la senatrice di Fratelli d’Italia – è che si possa giungere ad una conclusione non vessatoria per gli agricoltori e gli altri operatori della filiera delle macchine agricole ma che permetta di rispondere all’obbligo comunitario. Laddove possibile, il tavolo tecnico potrà vagliare anche eventuali ulteriori deroghe e semplificazioni”.

Confagri Bologna: sul vino la tempesta perfetta, serve sostegno

Confagri Bologna: sul vino la tempesta perfetta, serve sostegnoRoma, 14 feb. (askanews) – Il settore vitivinicolo è vittima di una tempesta perfetta: tra la minaccia di dazi da parte del nuovo governo USA, il calo dei consumi, le forti incertezze sul futuro dettati dai gravi problemi produttivi e la decisione della Commissione UE di modificare in maniera il piano del 2021 sul Beating Cancer (Beca), prevedendo etichette allarmistiche e un inasprimento della tassazione. Da qui l’invito di Davide Venturi, presidente di Confagricoltura Bologna, “in un momento particolarmente complesso per l’intero settore” a un “ripensamento da parte della Commissione UE e un maggior supporto verso il settore agricolo da parte delle Istituzioni Europee”.


“Il recente annuncio del pacchetto di misure a favore del vino del commissario all’agricoltura Hansen riteniamo vada nella giusta direzione. Chiediamo quindi agli eurodeputati bolognesi in particolare di rappresentare le istanze di questo settore strategico per l’economia del territorio metropolitano bolognese”, spiega. La novità emersa dalla Commissione Europea di rivedere il Piano Beca introducendo nuove misure che riguardano l’accessibilità dei prodotti (ad esempio prezzi, tassazione e acquisti transfrontalieri), l’informazione ai consumatori e la regolamentazione della pubblicità degli alcolici includendo in questa lista anche il vino, arriva a distanza di tre anni da quando erano state bocciate dallo stesso Parlamento Europeo che aveva ritenuto il tutto penalizzante per l’intero comparto.


“Come Confagricoltura non ci opponiamo ai nobili principi del Beca di tutela e prevenzione della salute dei cittadini, ma in questo caso riteniamo che il vino debba essere considerato in maniera diversa – aggiunge Venturi – Stiamo parlando di un prodotto, come ad esempio il Pignoletto dei Colli Bolognesi o l’Albana di Romagna, ricco di valori, storia e cultura, che deriva da pratiche agricole che arricchiscono i territori, nonché di un elemento fortemente legato al concetto di dieta mediterranea patrimonio dell’umanità”, conclude.