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A San Valentino 6 mln italiani al ristorante: spenderanno 330 mln

A San Valentino 6 mln italiani al ristorante: spenderanno 330 mlnRoma, 13 feb. (askanews) – Un esercito di 6 milioni di innamorati che spenderanno in uno dei 133mila ristoranti italiani il 14 febbraio, per San Valentino, circa 330 milioni di euro. A stimare presenze e incassi è la Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Un dato che “evidenzia come un’esperienza gastronomica ricercata e curata nei dettagli sia sempre di più una delle soluzioni preferite per questa giornata speciale, accanto ai tradizionali regali di fiori, cioccolatini e gioielli”, aggiunge Fipe ricordando che alla ricerca di convivialità e di condivisione di emozioni degli italiani i ristoratori rispondono “con creatività, proponendo menu esclusivi e ambientazioni speciali, rendendo questa serata un appuntamento imperdibile”.


Atmosfera intima, candele rosse e musica di sottofondo faranno da cornice a una serata che si distingue per l’attenzione ai dettagli e alla qualità. La formula più scelta dai ristoratori è il menu “tutto compreso”. Al centro dell’offerta saranno i piatti dagli ingredienti afrodisiaci, come il caviale e le ostriche per quanto riguarda le pietanze di pesce, e con la prevalenza di spezie quali l’anice, noce moscata, peperoncino e zafferano. A distinguere il menu di questo giorno speciale saranno inoltre i piatti dalle cromie rosse, che richiamano il sentimento protagonista di San Valentino: largo dunque ai dessert con fragole, lamponi e mirtilli, ma anche agli antipasti di tartare di tonno rosso, accompagnati da bollicine rosé.


Un ulteriore trend che si osserva per il 2025 è il desiderio di prolungare la celebrazione di San Valentino oltre la cena. Quest’anno la festività cade a ridosso del fine settimana, spingendo molte coppie a concedersi una breve fuga romantica, della durata di una o due notti, con destinazioni preferite che includono piccoli borghi e mete di montagna.

In G.U. proroga decreti etichetta di origine fino al 31 dicembre

In G.U. proroga decreti etichetta di origine fino al 31 dicembreRoma, 13 feb. (askanews) – Sono stati pubblicati oggi in Gazzetta Ufficiale i provvedimenti emanati dal ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, insieme ai ministri delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci, con la proroga fino al 31 dicembre 2025 per il regime sperimentale italiano sull’indicazione in etichetta della provenienza della materia prima per pasta, riso, pomodoro, carni suine trasformate, latte e prodotti lattiero-caseari.


La proroga, commenta in una nota Coldiretti, “risponde alle richieste del 91% degli italiani che chiedono trasparenza su quanto portano in tavola, ma ora occorre arrivare una volta per tutte ad estendere l’obbligo su tutti i prodotti alimentari in commercio nella Ue”. L’etichettatura di origine in etichetta è una battaglia storica della Coldiretti, che lo scorso anno ha lanciato una proposta di legge di iniziativa popolare a livello europeo per rendere obbligatoria l’origine degli ingredienti su tutti gli alimenti in commercio nella Ue. L’obiettivo è raggiungere un milione di firme per dire basta ai cibi importati e camuffati come italiani e difendere la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori.

Dibattito Mercosur in Pe, Sefcovic: meglio con accordo che senza

Dibattito Mercosur in Pe, Sefcovic: meglio con accordo che senzaRoma, 13 feb. (askanews) – L’accordo tra l’Unione Europea e i paesi dell’area Mercosur “darà un enorme contributo al nostro benessere e al welfare in Europa e creerà nuove occasioni per gli agricoltori in campo agroalimentare. Inoltre, sarà positivo per l’ambiente e la sostenibilità e voglio sottolineare che, sotto tutti gli aspetti, ci troviamo in una situazione molto migliore con l’accordo che senza l’accordo”. Lo detto Maroš Šefcovic, Commissario europeo per il commercio e la sicurezza economica e Commissario europeo per le relazioni interistituzionali e la trasparenza, intervenendo al dibattito all’assemblea plenaria del Parlamento Europeo sull’impatto dell’accordo di libero scambio UE-Mercosur.


L’accordo politico sul partenariato UE-Mercosur è stato raggiunto il 6 dicembre 2024 dalla Commissione e dai paesi fondatori del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) e ora richiede il via libera del Parlamento Ue per entrare in vigore. Al momento, l’accordo è in fase di revisione legale e, una volta tradotto in tutte le lingue ufficiali dell’UE, la Commissione lo presenterà al Parlamento e ai governi dell’UE per approvazione. Se ratificato, l’accordo raggiunto a dicembre eliminerebbe gradualmente i dazi sul 91% delle esportazioni dell’UE verso il Mercosur, e sul 92% delle esportazioni del Mercosur verso l’UE. Per il Commissario Šefcovic, intervenuto a conclusione dell’assemblea, l’accordo “vincola i paesi Mercosur a contrarre forti impegni nella lotta alla deforestazione e fornisce alla Ue una grande piattaforma di cooperazione per le sua ambizioni climatiche. Sono orgoglioso di questo accordo – ha detto rivolgendosi ai deputati che hanno espresso posizioni critiche – e sono convinto che presentando i fatti possiamo convicervi che è positivo e che la Commissione ha fatto un buon lavoro. Questo è il più grande accordo di libero scambio stipulato dall’Unione, 4 volte maggiore come entità di quello stipulato con il Giappone e inoltre stipulato in un perifdo difficile, in cui si tornano a imporre barriere commerciali”.


Visto che nel corso dell’assemblea è stata sottolineata l’importanza di una discussione strategica in ambito agricolo, il Commissario ha precisato che “la Commissione Europea è disposta a occuparsene: il Commissario Hansen sta elaborando una nuova progettualità strategica per l’agricoltura e faremo tutto ciò che è in nostro potere per abbattere gli oneri di rendicontazione e la burocrazia per i nostri agricoltori, in modo che l’agricoltore abbia una vita più agevole”. Poi, un appello a “non diffondere informazioni false: non ci saranno polli al cloro o carne di manzo con ormoni importati in Ue, questo tipo di carne non è mai entrata in Europa nè mai lo farà. Dovremo basarci – ha concluso – su dati reali e concreti in questo dibattito. La Commissione ha tutte le cifre, ha argomentazioni convincenti ed è pronta a dibattere sull’accordo basandosi sui fatti”.

Arborea investe 30 mln: +20% capacità produttiva e magazzino automatizzato

Arborea investe 30 mln: +20% capacità produttiva e magazzino automatizzatoMilano, 13 feb. (askanews) – La cooperativa sarda Latte Arborea investe 30 milioni di euro per il rafforzamento del reparto latteria e la creazione di un magazzino automatizzato nello stabilimento di Arborea (Oristano). L’investimento ha l’obiettivo di sostenere l’allargamento distributivo dei prodotti lattieri Arborea e Girau sul mercato nazionale, spiega l’azienda che, per il settore del latte, nel 2025 punta stabilizzare e consolidare la crescita dello scorso anno.


Nel settore del latte vaccino Arborea nel 2024 ha registrato una crescita del 10% nei litri di latte venduti ed è diventata leader nel centro Italia nell’Uht, la categoria lattiera più venduta nel Paese. Con oltre 50 punti di ponderata il marchio Girau è, inoltre, leader nel mercato nazionale del latte di capra (formati Esl e Uht). La 3A (Cooperativa assegnatari associati Arborea) nel 2023 ha registrato una produzione di 181 milioni di litri di latte bovino. Il rafforzamento del reparto latteria incrementerà la capacità produttiva complessiva del 20%. La cooperativa è intervenuta per razionalizzare e aumentare le linee produttive – in primis introducendo quella dedicata al latte Esl (extend shelf lives, che ha una durata in frigorifero è fino a 21 giorni) – diminuendo gli sfridi (residui di lavorazione), rendendo i processi più fluidi e aumentando al contempo la sicurezza generale dello stabilimento.


L’investimento per l’automazione del magazzino permetterà, invece, di migliorare la capacità di stoccaggio del 50% e l’intera supply chain preservando la catena del freddo dei prodotti. Il progetto prevede la creazione di un sistema di pallettizzazione automatizzato collegato al software gestionale di fabbrica che, sulla base di algoritmi di intelligenza artificiale, consentirà una gestione ottimizzata degli ordini e degli spazi, riducendo il numero dei viaggi in camion per il trasporto e lo stoccaggio della merce. “Come Cooperativa, ora anche Società Benefit, continuiamo a investire in innovazione e tecnologia per sostenere il piano di crescita su tutti i mercati con l’obiettivo ultimo di garantire in qualunque scenario la migliore remunerazione al socio, principale baluardo con cui difendere e rafforzare il primo distretto agroalimentare regionale che garantisce un indotto di circa 3mila unità e la salvaguardia di produzioni tipiche locali – ha commentato Remigio Sequi, presidente e amministratore Delegato della Cooperativa Latte Arborea – Siamo consapevoli che il percorso sia ancora lungo, ma perseguiremo nella nostra focalizzazione per una crescita sostenibile guidati dai valori che da sempre ci contraddistinguono”.


A giugno 2024 la Cooperativa ha registrato sia un aumento di fatturato (+2,1% rispetto al primo semestre del 2023, anno record per le vendite della Cooperativa) che una crescita dei conferimenti di latte da parte delle aziende agricole socie (97,2 milioni di litri conferiti nel primo semestre del 2024 a fronte dei 95,1 milioni di litri conferiti a giugno 2023). Il volume della vendite è poi cresciuto anche nei mesi a seguire, di pari passo con la crescita dei conferimenti dei soci che è proseguita per tutto il 2024.

Più miele sulle tavole italiane: nel 2024 vendute 16mila ton (+3,4) in gdo

Più miele sulle tavole italiane: nel 2024 vendute 16mila ton (+3,4) in gdoMilano, 13 feb. (askanews) – Il miele si fa spazio nelle dispense degli italiani. Lo scorso anno le vendite di quello confezionato nella distribuzione organizzata hanno sfiorato le 16mila tonnellate, il 3,4% in più rispetto ai 12 mesi precedenti per un valore di circa 169 milioni di euro. Un dato che riflette le abitudini dei nostri connazionali più della metà dei quali lo consuma almeno una volta a settimana. Anche se solo 4 su 10 lo conoscere abbastanza. A rivelarlo è la ricerca “Gli italiani e il miele” commissionata dal Gruppo Miele di Unione Italiana Food ad Astraricerche. “I consumi di miele in italia stanno andando bene rispetto agli anni passati – ha detto ad askanews Raffaele Terruzzi, presidente gruppo Miele Unione italiana food – non è un consumo da Nord Europa ma è un buon segno ed è un segnale importante che la gente si sta affezionando a questo prodotto e lo sa valorizzare e apprezzare sia per la sua bontà che per le sue caratteristiche intrinseche”.


Se la colazione si conferma l’occasione di consumo principale per 7 italiani su 10, la sorpresa arriva dallo spuntino soprattutto quello di metà pomeriggio o quello dopo l’attività sportiva, quando un cucchiaino di miele diventa un momento dolce per recuperare energia. Ma c’è anche chi – e sono più di uno su due – lo sceglie come “coccola” in un momento di relax a casa. “L’aspetto più interessante è che viene riconosciuto come qualcosa di molto sano, molto buono, il contributo antibatterico, il fatto di essere un prodotto non trasformato, quindi il consumatore si sente molto rassicurato – ha spiegato Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche – E ovviamente è un prodotto buono che piace come gusto. In più c’è una componente crescente dell’aspetto energizzante in particolare per lo sport, in particolare questo è vero per gli uomini”. Le sue proprietà benefiche infatti sono tra le ragioni principali del consumo: più di 5 su 10 (55%) ne apprezzano le qualità antibatteriche, e altrettanti ( il 51%) lo scelgono perché è naturale e privo di additivi, e poi c’è chi lo ama semplicemente perché è buono. Non solo. La presenza del miele tra gli ingredienti di un alimento è per l’80% degli italiani un valore aggiunto in fase di acquisto e addirittura per il 40% orienta la scelta. “La gente – ha sottolineato Terruzzi – compra negli ultimi anni anche tanti prodotti che contengono miele un biscotto se leggono nell’ingredientistica che contiene miele lo comprano prima di uno che non lo contiene, è un driver di acquisto assolutamente”.


Eppure c’è ancora tanto da scoprire sul miele. Basti pensare che le varietà più consumate sono millefiori (64,2%), acacia (51,9%) seguite da castagno (30,2%), agrumi (22,4%), ed eucalipto (18,1%), ma nei fatti le tipologie sono circa una 60ina, diverse per gusto e proprietà. Da qui l’interesse a scoprire di più: “Vogliono sapere molto di più sulle varietà sulle tipologie del miele, quindi non limitarsi a quelle che vedono magari più esposte negli scaffali, e vogliono sapere anche di più su tutto quello che c’è dietro al mondo del miele – ha spiegato Finzi – . Quanto e perché fa bene, come viene prodotto, da quali aree geografiche arriva. Uno degli aspetti interessantissimi è il desiderio di immaginare il miele non soltanto nei classici prodotti con cui lo consumiamo, ma anche in abbinamento alla carne e al pesce”. Nuove occasioni di consumo che Unione Italiana Food ha deciso di raccontare in un piccolo vademecum dove accanto a suggerimenti e ricette si scopre anche che il miele ad esempio non scade mai e che la cristallizzazione è un processo chimico del tutto naturale. O che per definirsi tale il miele non deve contenere altra sostanza o ingrediente. “Questa iniziativa è nata dal fatto che ci siamo accorti che tanti italiani avevano sete di sapere, tanti sapevano a metà tanti volevano assolutamente mangiare il miele ma conoscere molto di più ciò che mettevano in bocca – ha concluso Terruzzi – tutte queste cose stanno andando a dare fiducia al consumatore che ha già aumentato i consumi anche se siamo un po’ lontani ma noi vorremmo arrivare ai consumi del nord Europa”.

A San Valentino arrivano le prime fragole: prezzi regolari

A San Valentino arrivano le prime fragole: prezzi regolariRoma, 13 feb. (askanews) – Gli innamorati potranno festeggiare San Valentino con dolci a base delle prime fragole di stagione, che arrivano soprattutto da Sicilia e Calabria a prezzi regolari, 6 euro al chilo, mentre per la varietà lucana Sabrosa, , di qualità superiore, il prezzo è di 7 euro al chilo. E’ quanto emerge da una analisi di BMTI sull’andamento dei prezzi all’ingrosso dei prodotti più comunemente richiesti effettuata in occasione di San Valentino.


L’analisi di BMTI conferma un andamento dei prezzi regolare rispetto alla media del periodo. Il motivo è da attribuire ad un livello della domanda non ancora alto sebbene il prodotto sia già disponibile in quantità soddisfacenti. Tipicamente dopo San Valentino la richiesta, però, inizierà ad aumentare. Per i palati più raffinati, San Valentino è anche sinonimo di ostriche. Febbraio è un mese molto buono per consumarle poiché le temperature tipiche di questo mese, mantengono le ostriche fresche e gustose. I quantitativi disponibili sono in aumento, con le ostriche provenienti dal Delta del Po che continuano a conquistare i palati dei più appassionati. Per le ostriche si conferma una stabilità nei prezzi all’ingrosso, rispetto ai mesi precedenti, disponibili dai 5,00 euro/Kg fino a superare i 20,00 euro/Kg per le varietà selezionate e affinate acque salmastre, che sono quelle più pregiate.


Infine, anche le vongole sono un grande classico di San Valentino. Nonostante il prezzo all’ingrosso delle vongole veraci sia sempre alto a causa dei problemi sulla produzione legati all’invasione del granchio blu, rispetto a Natale, i prezzi sono passati da 18,00 euro/Kg a 16,50 euro/Kg. Tale flessione è da attribuire ad un calo della richiesta determinata proprio dall’eccessivo aumento del prezzo di questo mollusco. Al contrario, sono sempre convenienti i prezzi delle vongole lupino che, sebbene in leggero aumento a causa delle limitazioni causate dal cattivo tempo degli ultimi giorni, continuano ad avere prezzi convenienti, intorno a 5,50 euro/Kg.

Grana Padano, dal 17 al 21 febbraio protagonista a Gulfood 2025

Grana Padano, dal 17 al 21 febbraio protagonista a Gulfood 2025Roma, 13 feb. (askanews) – Dal 17 al 21 febbraio, il Consorzio Tutela Grana Padano sarà presente alla Gulfood Exhibition al World Trade Centre di Dubai. Arrivata alla sua 30esima edizione, la fiera si conferma come la più grande manifestazione annuale del settore alimentare e dell’ospitalità in Medio Oriente e Asia.


Quest’anno, a Dubai, sono attesi oltre 5.500 espositori provenienti da oltre 130 paesi, distribuiti su 24 padiglioni. Il Consorzio Tutela Grana Padano sarà presente nel Settore Italiano del Padiglione Lattiero-caseario, Stand A1-34. Il programma prevede degustazioni quotidiane di prodotto stagionato 16 mesi e Riserva 20-24 mesi e, a partire dalle 13, lo Chef Francesco Romano, con base a Dubai, condurrà dimostrazioni culinarie dedicate al Grana Padano. Stefano Berni, direttore generale del Consorzio, spiega: “la partecipazione a Gulfood 2025 rappresenta un ulteriore passo nell’ampliamento delle aree di focus all’estero, in linea con la nostra visione strategica: diventare il formaggio simbolo dell’italianità nel mondo”.

Latteria Soresina fa 125 anni e raggiunge 600 mln fatturato

Latteria Soresina fa 125 anni e raggiunge 600 mln fatturatoRoma, 13 feb. (askanews) – Latteria Soresina, la più grande cooperativa di primo grado nel mondo lattiero caseario italiano, primo produttore assoluto di Grana Padano, ha festeggiato il traguardo di 125 anni di storia toccando quota 600 milioni di euro di fatturato.


Latteria Soresina, infatti, che nel 2000 registrava un fatturato di 80 milioni di euro, nel 2024 ha chiuso un consolidato di gruppo di circa 600 milioni di euro. Il fatturato export che nel 2000 realizzava meno di 10 milioni di euro, nel 2024 è cresciuto a 141 milioni di euro. Anche i Soci conferenti nello stesso periodo di tempo sono cresciuti, sia in termini di capi di bestiame, passati mediamente per ciascuno da 21.650 a 46.000 (+112%), sia in termini di q.li/anno di latte conferiti, passati dagli 8.700 del 2000 agli oltre 27.000 del 2023 (+218%). I dipendenti sono passati da 251 unità ai 620 attuali ai quali si aggiungono oltre 150 collaboratori esterni. Il prezzo del latte liquidato negli ultimi 13 anni dalla Latteria Soresina è stato mediamente superiore del 9,2% rispetto a quello di mercato.


I 125 anni sono stati celebrati l’11 febbraio con un evento riservato ai soci e ai dipendenti che si è svolto al Teatro Ponchielli di Cremona alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Il tartufo umbro punta all’estero con la Giuliano Tartufi

Il tartufo umbro punta all’estero con la Giuliano TartufiRoma, 13 feb. (askanews) – Il tartufo umbro punta all’estero: la Giuliano Tartufi, tra le principali in Italia a operare nel settore della trasformazione e commercializzazione del tartufo, che ha sede a Pietralunga, investe nel campo dell’internazionalizzazione, non solo con la vendita online, ma soprattutto approcciando in maniera diretta i mercati esteri, partecipando alle più grandi fiere internazionali del settore e intessendo relazioni commerciali direttamente sul posto. E la percentuale la quantità di prodotto venduto all’estero ha superto quella del prodotto venduto in Italia.


“Se parliamo di prodotto fresco – ha detto il titolare della Giuliano Tartufi Giuliano Martinelli – attualmente saremo intorno al 50% di export e 50% di vendite dentro i confini nazionali, anche perché in Italia ci sono tante aziende che lavorano e commercializzano il tartufo e il mercato è quindi più inflazionato. Se ci riferiamo al prodotto conservato, invece, è leggermente maggiore la quantità venduta all’estero che quella venduta in l’Italia”. “Quest’anno – ha spiegato lo stesso Martinelli – andremo a Milano, poi a Dubai, Singapore e in Germania, solo per citare alcune delle città e dei Paesi in cui si svolgono le fiere più importanti a livello mondiale per il mercato enogastronomico. Il tartufo è oggi un ingrediente sempre più importante e se prima era conosciuto solo in Italia e in Francia ormai tutto il mondo lo sta apprezzando”.


Proprio in quest’ottica, l’azienda umbra quest’anno è già stata presente al Sigep di Rimini e al Pitti Taste di Firenze e, dal 17 al 21 febbraio, sarà al Gulfood di Dubai, la più importante fiera mondiale per l’innovazione alimentare, evento a cui la Giuliano Tartufi ha già partecipato nelle precedenti edizioni vincendo il premio per il ‘Condimento più innovativo’ con il prodotto Spolverata al tartufo. “L’Italia e la Francia, ma l’Europa in generale – ha aggiunto il titolare della Giuliano Tartufi – rimangono ancora i mercati principali. A crescere però in maniera esponenziale è attualmente il mercato asiatico, sia per quanto riguarda i quantitativi che per la conoscenza dei nostri prodotti enogastronomici. In crescita anche il mercato statunitense: dove ci sono forti comunità di italiani, infatti, si diffonde anche la ristorazione italiana che, di solito, prevede in menù almeno un piatto a base di tartufo”.

Oltre 2.000 birre in gara al concorso Birra dell’Anno

Oltre 2.000 birre in gara al concorso Birra dell’AnnoRoma, 13 feb. (askanews) – Saranno svelati domenica 16 febbraio i vincitori del concorso “Birra dell’Anno”. Il premio, organizzato da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, è giunto alla sua XX edizione e vede la partecipazione di ben 2.092 birre, provenienti da 257 birrifici italiani. Per decretare le migliori, si adopereranno 81 giudici provenienti da tutto il mondo con degustazioni e analisi in funzione delle 45 categorie di concorso, per ciascuna delle quali verrà decretato il podio dei vincitori.


Il premio speciale “Birrificio dell’Anno”, invece, andrà al produttore che oltre ad aver ottenuto con le sue birre il punteggio più alto con i migliori piazzamenti in tre differenti categorie, avrà anche ricevuto le medaglie in macrocategorie diverse, definite nel regolamento sulla base di alcuni raggruppamenti stilistici. La cerimonia di premiazione si terrà in occasione della giornata di apertura di Beer&Food Attraction, the eating out experience show, domenica 16 febbraio a partire dalle ore 14 presso la Fiera di Rimini. Ospiti d’onore gli onorevoli Mirco Carloni e Mauro Rotelli, presidenti delle commissioni Agricoltura e Ambiente di Montecitorio nonché firmatari degli emendamenti che hanno reso strutturale, nell’ultima Legge di Bilancio, il taglio delle accise sulle birre artigianali.


Beer&Food Attraction sarà anche l’occasione per la terza edizione della “Italian Craft Beer Conference” con tanti momenti di approfondimento, dal 16 al 18 febbraio, sulle tecniche di produzione birraria, nuove tecnologie, materie prime, strumentazioni e analisi delle tendenze del mercato. Tra gli eventi anche la tavola rotonda organizzata da Unionbirrai sul tema “Definire la Birra Italiana: equilibrio tra identità, mercato e legislazione” che vedrà coinvolti i principali esponenti delle associazioni del mondo brassicolo nazionale.