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I prati stabili e i pascoli nuovo presidio Slow Food col sostegno di Eataly

I prati stabili e i pascoli nuovo presidio Slow Food col sostegno di EatalyMilano, 18 set. (askanews) – Nasce il presidio dei prati stabili e dei pascoli, progetto lanciato da Slow Food nel 2022, con il sostegno di Eataly, e che ora ottiene la chiocciola rossa. Salviamo i prati stabili e i pascoli è una iniziativa per la rinascita delle terre alte, la rigenerazione della pianura, la conservazione della biodiversità e la promozione di un allevamento amico del clima, della terra, degli animali e della nostra salute. I formaggi prodotti dagli allevatori e casari che aderiscono custodendo i pascoli e alimentando i propri animali con erba e fieni di prato stabile, da adesso avranno in etichetta il logo del presidio Slow Food.


“Eataly per la prima volta ha un ruolo attivo fondamentale nella nascita di un nuovo Presidio nazionale – dichiara Andrea Cipolloni, group Ceo di Eataly – Un progetto ambizioso che sosteniamo sin dal principio, consapevoli di essere un luogo unico nel quale declinare attraverso l’offerta di mercato, ristorazione e didattica, la complessità delle filiere agricole il cui scopo non è solo il prodotto finale ma anche il rispetto del contesto ambientale e sociale in cui operano. Partendo dalla tutela del territorio, si arriva a un paniere di prodotti che rappresenta una nuova preziosa opportunità nelle scelte quotidiane di acquisto e degustazione”. Il progetto Salviamo i prati stabili e i pascoli è sostenuto da Eataly e dal Consorzio del Parmigiano Reggiano. Eataly si impegna da sempre ad appoggiare progetti che possano creare cambiamenti reali e per questo ha da subito supportato il Presidio dei prati stabili e dei pascoli


“Potrebbe sembrare strano, ma un prato ricco di biodiversità ha molto a che fare con il nostro cibo, con la sua bontà e la sua salubrità. Non solo: ha a che fare con la cura dell’ambiente e con la nostra sicurezza, perché i pascoli sono un argine per frane, slavine e incendi estivi – sottolinea Serena Milano, direttrice di Slow Food Italia – Il prato è un’oasi di biodiversità vegetale e animale, un elemento di bellezza per il paesaggio. Proteggere questo ecosistema vuole anche dire fare qualcosa di giusto, perché consente agli erbivori di mangiare fieno ed erba fresca, nel rispetto del loro benessere”. Le eccellenze casearie saranno presenti anche nei ristoranti di Eataly, con una pizza speciale, e nelle panetterie, con una proposta alla pala e avranno come protagonisti, a rotazione, formaggi diversi, per raccontare le realtà che rendono vivo il presidio. Tanti anche gli incontri e i momenti di didattica nel calendario di appuntamenti della Scuola di Eataly: in programma ci sono degustazioni guidate con i produttori, cene in collaborazione con le Osterie della Guida e con l’Alleanza dei Cuochi di Slow Food e laboratori per conoscere più da vicino le caratteristiche uniche di questi formaggi. Poi a Terra Madre Salone del Gusto, dal 26 al 30 settembre a Torino negli spazi del Parco Dora, un programma di conferenze e Laboratori del Gusto sarà dedicato ai produttori e alle produttrici del nuovo Presidio.

Confeuro: buon lavoro a Hansen e Fitto in Ue, priorità Pac

Confeuro: buon lavoro a Hansen e Fitto in Ue, priorità PacRoma, 18 set. (askanews) – Auguri di buon lavoro da Confeuro a Christophe Hansen, nuovo Commissario Europeo all’Agricoltura, che succede a Janusz Wojciechowski. L’auspicio è che il suo mandato, insieme a quello di tutto il governo Von Der Leyen, “possa davvero rappresentare una nuova fase per il settore agricolo Ue, in cui dopo anni di immobilismo politico le esigenze degli agricoltori e la sostenibilità ambientale siano finalmente messe al centro dell’agenda politica”, spiega Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo.


Confeuro considera indispensabile una revisione profonda della Politica Agricola Comune, la Pac. “Serve una inversione di rotta totale tramite l’applicazione di politiche mirate che promuovano la sostenibilità economica, sociale ed ambientale del settore primario: in particolare, pensiamo ad un nuovo pilastro della Pac, un pacchetto di aiuti per le aziende del comparto primario, riguardanti le assicurazioni a tutela del reddito agricolo”, spiega la confederazione agricola in una nota. Al contempo, Confeuro si congratula con Raffaele Fitto, nominato vicepresidente esecutivo della Commissione europea con delega alla Coesione e alle Riforme: “ora dunque si parte e non ci sono più alibi: Vor Der Leyen e la sua squadra comincino subito a lavorare e ad avviare un dialogo costruttivo con tutte le parti interessate al fine di garantire un futuro più equo, sostenibile e prospero per l’agricoltura europea”, conclude Tiso.

A Roma la bottega dei sapori dentro le grotte di Testaccio

A Roma la bottega dei sapori dentro le grotte di TestaccioRoma, 18 set. (askanews) – Dopo il progetto DOL (Di Origine Laziale), Vincenzo Mancino lancia il progetto “Taste’accio” all’interno delle grotte ipogee del quartiere Testaccio a Roma, al di sotto del Monte dei Cocci. Grotte che sfruttano una temperatura naturale fra i 10 e 15 gradi, e sono state per secoli gli antichi “frigoriferi” in cui si conservavano le merci: oggi trasformate in “caveau” di tesori gastronomici, artistici e culturali. La nuova realtà sarà di fatto una bottega dei sapori, uno spazio per la vendita diretta dei prodotti dei piccoli produttori artigianali del Lazio.


“Le grotte di Testaccio – spiega Mancino – rappresentano un ambiente ideale per la stagionatura naturale di prodotti come formaggi e salumi, grazie alle loro particolari condizioni microclimatiche. Sono ambienti con umidità controllata e temperature costanti, che favoriscono una maturazione lenta e omogenea, migliorando la qualità organolettica del prodotto. Questo tipo di affinamento permette di ottenere formaggi e salumi con una texture più morbida e un sapore più intenso, caratteristiche che non potrebbero essere raggiunte in un ambiente industriale”. Un percorso di maturazione che funziona particolarmente con alcuni presidi laziali, quali il Pecorino Romano Dop; il Conciato di San Vittore, un formaggio raro e prezioso, alla cui riscoperta ha contribuito lo stesso Mancino; la Caciottina massaggiata di Amaseno; il Guanciale, immancabile per la preparazione dei piatti più iconici della tradizione, dall’amatriciana alla carbonara; i Salumi da allevamento allo stato brado, che rispecchiano l’impegno verso la qualità e il benessere degli animali; il Prosciutto di Bassiano, un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale. Accanto ai formaggi e salumi tradizionali, Vincenzo Mancino introdurrà nuove affinature originali, create sfruttando le caratteristiche uniche delle grotte.


All’interno ci saranno anche esposizioni artistiche, con mostre temporanee che arricchiranno l’esperienza, spaziando dalle opere materiche alle fotografie. Si inizierà con l’esposizione delle opere scultoree del ceramista Riccardo Monachesi, che per il materiale utilizzato si connette in maniera speciale al luogo, il Monte dei Cocci, in cui è immerso Taste’accio.

Pecorino Romano: in 2023/24 produzione +7,1%, cresce mercato Usa

Pecorino Romano: in 2023/24 produzione +7,1%, cresce mercato UsaRoma, 18 set. (askanews) – Produzione in aumento del 7,1%, cresce il mercato Usa (+25%), quello italiano vola al 40%. Sono i dati della campagna di produzione 2023-2024 del Pecorino Romano DOP, durante la quale sono stati raccolti 297 milioni di litri di latte ovino, in incremento rispetto all’anno precedente dell’11,56%. Di questi, 229 milioni di litri (il 77%) sono stati trasformati in Pecorino Romano DOP, per una quantità pari a 392mila quintali: un dato in crescita del 7,1% rispetto all’anno precedente, per un valore sul mercato di oltre 600 milioni di euro.


“Nonostante l’aumento di produzione, il Pecorino Romano verrà assorbito senza problemi dal mercato, grazie anche a un aumento di richiesta da parte degli Stati Uniti, dove ci sono ancora spazi importanti di crescita – spiega il presidente del Consorzio di tutela, Gianni Maoddie – dove la domanda è cambiata rispetto al passato, in quanto la destinazione finale non è più solo quella industriale ma anche il retail: oggi non esiste catena di distribuzione che non proponga il Pecorino Romano e questo è un aspetto molto positivo, perché significa che il prodotto è riconosciuto e richiesto dal consumatore, che cerca la DOP e non si accontenta di alternative”. Cresce anche il mercato nazionale, dove il Pecorino Romano viene distribuito per una quantità pari al 40% della produzione. E se il mercato nazionale assorbe il 40% del prodotto, in quello americano ne viene distribuito il 35%, in Europa il 16% e nel resto del mondo il 9%. Negli Stati Uniti da gennaio a luglio 2024 c’è stato un aumento di vendite del 25,6%, per una quantità totale di quasi ottantamila quintali (63mila nella campagna precedente), dunque con un incremento di circa 17mila quintali.


“Questo risultato è dovuto alla stabilizzazione dei prezzi che si sono avuti durante questa campagna e da una maggiore disponibilità di prodotto – analizza Maoddi – Dopo i picchi registrati lo scorso anno fino a 14-15 euro al chilo, il prezzo di mercato si è attestato intorno ai 12,5 euro: cosa che ha favorito un aumento della domanda”. “Nei primi sei mesi del 2024 infatti, nonostante il prezzo più basso, il valore totale di cui ha goduto la filiera è stato maggiore rispetto alla campagna precedente, perché si è venduto di più”, spiega ancora il presidente del Consorzio.

Allarme veterinari: afta epizootica alle porte, serve strategia

Allarme veterinari: afta epizootica alle porte, serve strategiaRoma, 18 set. (askanews) – Un focolaio di afta epizootica rilevato in Turchia, la peste suina che avanza insieme alla lingua blu che è tornata a colpire con violenza in diverse regioni italiane. Il SIVeMP, sindacato italiano veterinari di medicina pubblica, chiede con urgenza che Governo e Regioni affrontino la questione malattie infettive animali “in modo concreto e con urgenza” per tutelare la filiera agroalimentare italiana.


“La Peste suina sta decimando i maiali e i nostri prosciutti – spiegano in una nota – la nostra salumeria comincia a non trovare sbocchi commerciali. I nostri Servizi veterinari l’avevano debellata in Sardegna, ora serpeggia in tutta la val padana. La Blue Tongue che ha flagellato gli allevamenti negli anni passati è tornata a colpire e a far danni grazie ai cambiamenti climatici che la favoriscono. Alle porte dei nostri circuiti commerciali ora c’è l’Afta Epizootica (Turchia) che può muoversi con rapidità seminando morte negli allevamenti bovini, suini e ovi caprini”. “Sono anni – spiegano ancora – che chiediamo di potenziare i Servizi veterinari regionali, di aumentare gli organici dei Servizi veterinari delle asl specialmente nelle regioni con maggior concentrazione animale (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto le più carenti); sono anni che allertiamo i ministri e gli assessori che il 20% dei veterinari pubblici sta per andare in pensione nel volgere di 3-4 anni”.


I veterinari denunciano quindi la mancanza di una programmazione e di un coordinamento delle strategie di profilassi: “forse non abbiamo scorte sufficienti di vaccini per l’afta epizootica ma se li avessimo pronti sarebbe problematico fare una campagna di vaccinazione in contemporanea a due epidemie (Psa, Blue Tongue) e garantire la salute animale e la sicurezza alimentare”, concludono.

Al via corsi gratuiti per supportare agricoltura biodinamica

Al via corsi gratuiti per supportare agricoltura biodinamicaRoma, 18 set. (askanews) – Corsi gratuiti di 50 ore con una consulenza personalizzata anch’essa gratuita per supportare la trasformazione delle aziende al metodo biologico. Partiti in questi giorni in Calabria, si proseguirà poi in altre 9 Regioni italiane. A organizzarli è l’associazione per l’agricoltura biodinamica. Dopo la Calabria, sarà la volta del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, del Lazio e dell’Umbria, della Toscana, della Campania e a seguire nel nuovo anno ci saranno altre date.


L’obiettivo rimane quello che ispirò la nascita del movimento biodinamico 100 anni fa: migliorare la qualità del prodotto e garantire la sostenibilità dei processi di coltivazione, dotando l’azienda di tutte le tecniche e gli strumenti per mantenere la biodiversità del suolo e costruire le filiere corte. Secondo l’Ismea, l’Italia già conta 94.441 operatori biologici che lavorano una superficie complessiva di 2,5 milioni di ettari, pari al 19,8% del totale. Ma c’è ancora strada da fare per raggiungere il target del 25% entro il 2030, fissato dalla strategia europea Farm to Fork.


“Quella biologica e biodinamica – spiega Carlo Triarico, presidente dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica – è una risposta ormai divenuta necessaria per far fronte non solo al cambiamento climatico, ma anche al disquilibrio degli ecosistemi agricoli, resi sterili da un’agricoltura industriale che non è più in grado di sostenere i propri produttori. In qualità di vincitori del bando “Innovazione Bio” del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, abbiamo voluto mettere le competenze tecniche e agronomiche a disposizione di tutti coloro che vogliono iniziare il processo di trasformazione della propria azienda agricola, tale da garantire in pochi anni fertilità, resilienza e remuneratività”.

Agroalimentare, la ‘Mustata’ di Pachino vuole diventare un Pat

Agroalimentare, la ‘Mustata’ di Pachino vuole diventare un PatRoma, 18 set. (askanews) – La Mustata di Pachino, antico dolce siciliano a base di mosto con 500 anni i storia, punta a diventare un Pat, un Prodotto Agroalimentare Tradizionale della Regione Siciliana, riconosciuto dal Mipaf. Venerdì 22 settembre, durante la terza edizione della Festa della Vendemmia, il presidente dell’associazione Vivi Vinum Pachino Walter Guarrasi e il sindaco del Comune di Pachino Giuseppe Gambuzza firmeranno il protocollo d’impegno per avviarne il riconoscimento, affinché venga introdotta nel registro dei PAT.


“Stiamo codificando la ricetta storica della Mustata – spiega lo storico Luigi Lombardo – è un prodotto agroalimentare e culturale ottenuto dalla lavorazione del mosto: un derivato del vino la cui origine è antica, risale al ‘400. Si prepara solo ed esclusivamente nella stagione della vendemmia in un contesto geografico specifico, coinvolge la comunità e le famiglie del territorio di Pachino in un rituale che si ripete e viene trasmesso da secoli di generazione in generazione”. Per preparararla, spiega il sindaco di Pachino Walter Guarrasi, “usiamo il mosto primofiore, ovvero il succo d’uva appena spremuto: i metodi di lavorazione e gli ingredienti sono stati tramandati nel tempo, occorre una paziente cottura fino a quando il cucchiaio di Mustata, versato sulla formella rigorosamente di ceramica, con un soffio si stacca da quest’ultima. Quando è pronta per tradizione la mangiamo subito, calda, circondando il pentolone. In alternativa si può anche degustare fredda, la lasciamo riposare nelle storiche formelle, poi la serviamo a tavola e la conserviamo per il Natale, quando con un nuovo rituale diventerà un ingrediente della tradizionale preparazione dei Cuddureddi Cini”.


La terza edizione della Festa della Vendemmia a Pachino si svolgerà dal 20 al 22 settembre nella Piazza Pietro Nenni a ridosso della storica Stazione del Vino di Pachino. Venerdì 22 settembre, durante la giornata della firma del protocollo sarà coinvolto anche il maestro ceramista Enzo Forgia, che realizzerà live una formella di ceramica di Caltagirone.

Lollobrigida: a G7 Italia punto riferimento cultura di qualità

Lollobrigida: a G7 Italia punto riferimento cultura di qualitàRoma, 18 set. (askanews) – Al G7 dell’Agricoltura, che si terrà a Siracusa dal 26 al 28 settembre “riaffermiamo il ruolo dell’Italia di essere un punto di riferimento della cultura della qualità. Che per noi significa Made in Italy e per gli altri una soluzione ai problemi del nostro tempo”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida in un’intervista a Il Tempo.


“La grande sfida – ha sottolineato il ministro – è garantire sicurezza alimentare, preservare ciò che c’è di buono raccogliendo la sfida dell’avvenire”. Al G7 “non si parlerà solo di agricoltura, ma anche di pesca – ha aggiunto. È la prima volta e riguarda soprattutto chi fa acquacoltura, assimilati ai contadini del mare”. Al centro dei lavori “la sicurezza alimentare che è intrinsecamente legata alla sovranità alimentare. Per noi questo tema significa rispetto della tradizione accettando l’innovazione per i popoli africani, che sono ospiti speciali del summit”.


“Dobbiamo diventare loro partner in posizione egualitaria. I paesi dell’Africa hanno il 63% delle terre arabili, hanno la ricchezza di una popolazione molto giovane. Con la nostra tecnologia e proteggendo i marchi di origine possono far crescere la penetrazione dei loro prodotti e possono diventare mercati di sbocco per i nostri”, ha proseguito. “Ci sarà anche un G7 giovani – ha ricordato Lollobrigida – con studenti che relazioneranno il loro lavoro ai ministri. Il consesso è stato immaginato come un evento aperto. Durerà nove giorni, con un’Expo che vedrà la partecipazione di centinaia di imprenditori del settore della qualità, le università, le forze dell’ordine e lo sport”.


“Avremo oltre ai 7 ministri dei paesi invitati, undici presenze ministeriali dell’Africa, i presidenti delle maggiori istituzioni italiane, 18 regioni su 20. E ancora la Consulta dei ministri dell’Agricoltura con tutti i responsabili del dicastero della storia repubblicana. Sarà un momento di confronto di alto livello”, ha concluso Lollobrigida.

Coldiretti: vendemmia 2024, produzione stimata +8% a 41-42 mln hl

Coldiretti: vendemmia 2024, produzione stimata +8% a 41-42 mln hlRoma, 18 set. (askanews) – La vendemmia 2024 vede un incremento del raccolto dell’8% rispetto all’annata precedente ma maltempo e siccità pesano sul Vigneto Italia. E, secondo le prime stime, la produzione di vino italiano si attesterà tra i 41 e 42 milioni di ettolitri, ben al di sotto della media degli ultimi anni. E’ il risultato dell’indagine Coldiretti/Centro studi Divulga sull’andamento del settore vitivinicolo.


La mancanza di pioggia ha portato infatti a forti cali di produzione, specie dove non è stato possibile procedere ad irrigazioni di soccorso. La vite è andata, infatti, in sofferenza con problemi per lo sviluppo dei tralci che si ripercuoteranno anche sulla prossima vendemmia 2025. La qualità attesa mediamente va dal buono al molto buono/ottimo per le aree che hanno avuto un decorso climatico positivo. Al Nord il maltempo, con le intense piogge e le grandinate di primavera e inizio estate, ha messo a dura prova il lavoro dei viticoltori costringendoli a numerosi interventi per la difesa fitosanitaria dei vigneti, soprattutto per quelli biologici. Inoltre, ricorda Coldiretti, su alcune varietà l’eccesso di pioggia ha tagliato e “alleggerito” i grappoli. Contrariamente a quanto accaduto al Sud, la vendemmia è iniziata con un ritardo di 10/15 giorni rispetto allo scorso anno e un termine previsto per la metà-fine ottobre con le uve più tardive (cabernet/ nebbiolo/raboso) e nelle zone più alte di collina (Valtellina).


Al Centro Sud la vendemmia, invece, andrà avanti fino alla prima decade di novembre, con la raccolta delle uve a maturazione tardiva (Aglianico) nelle aree interne e alto collinari (Irpinia). In queste aree, continua Coldiretti, la situazione è leggermente migliorata rispetto allo scorso anno, caratterizzato dagli attacchi di peronospora, la malattia che colpisce la vite, ma i viticoltori hanno dovuto comunque farei conti con la siccità, in particolare nel basso Adriatico (Sud Abruzzo/Molise/Puglia) o ancora a Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Il 29 settembre in 40 acetaie in mostra il balsamico Dop e Igp

Il 29 settembre in 40 acetaie in mostra il balsamico Dop e IgpRoma, 17 set. (askanews) – Torna domenica 29 settembre Acetaie Aperte, storica manifestazione che ogni anno richiama migliaia di appassionati nella provincia di Modena per conoscere meglio l’Aceto Balsamico di Modena IGP e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Porte aperte dunque in 40 aziende, con “una crescita significativa che ben si coniuga con il crescente interesse del pubblico, che scegliendo il nostro territorio come meta di turismo enogastronomico contribuisce a creare reddito e sviluppo”, ha detto il presidente del consorzio di secondo livello “Terre del Balsamico” e del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Enrico Corsini.


“Il turismo enogastronomico sul territorio è cresciuto – ha detto Mariangela Grosoli, presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena e vice presidente del consorzio di secondo livello “Terre del Balsamico” – ed Acetaie Aperte è per noi produttori un’occasione da non perdere per promuovere la nostra eccellenza. Conoscere un prodotto nella sua terra di origine, sentendoselo raccontare direttamente dalla viva voce dei produttori nei luoghi di produzione conferisce un valore aggiuntivo in termini di attrattività e soprattutto di autenticità e tradizione”. La data è dunque il 29 settembre dalle 10 alle 18, con momenti di degustazione e visite guidate a fare da fil rouge per la maggior parte delle acetaie, che possono accompagnarsi a show cooking, percorsi sensoriali ma anche intrattenimenti, quiz e iniziative collaterali organizzate singolarmente nelle varie acetaie.


L’Aceto Balsamico di Modena IGP ha una produzione annua di circa 90 milioni di litri e un miliardo di euro di valore al consumo con una quota export del 92% in oltre 130 Paesi di tutto il mondo, dato che lo posiziona come il primo prodotto IGP italiano per esportazioni; tra gli altri numeri del comparto dell’Aceto Balsamico di Modena, 2400 aziende agricole certificate, con una superficie vitata di oltre 14.000 ettari, 92 produttori di mosto e aceto di vino e 61 acetaie. L’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP ha raggiunto quota 15 mila litri ed una stima del giro d’affari di circa 8 milioni di euro, con una quota export del 70% circa in particolare verso USA, Francia, Germania, Giappone. Attualmente i produttori sono circa 220, che nel 2023 hanno portato l’offerta a 145 mila bottigliette, di cui 100mila di prodotto invecchiato 12 anni e 45mila di prodotto Extra Vecchio di almeno 25 anni.