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Latteria Soresina stima +4% fatturato 2024, piano al 2027 punta su export

Latteria Soresina stima +4% fatturato 2024, piano al 2027 punta su exportMilano, 16 set. (askanews) – Con un fatturato consolidato di 518 milioni di euro (era 494 un anno prima) e forte delle recenti acquisizioni di Oioli, caseificio che produce Gorgonzola Dop e del 50% di Saviola, produttore di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, Latteria Soresina disegna la propria strategia di crescita al 2027 che si muoverà nel solco dell’innovazione e dell’export, continuando a guardare a possibili acquisizioni nel comparto. Intanto per quest’anno la cooperativa cremonese prevede di chiudere il 2024 con un fatturato in crescita di oltre il 4% al quale andranno aggiunti i fatturati della partecipata al 100% Oioli e la quota del ramo di azienda Saviola (50%).


Nel piano industriale 2023-2027 prevista una crescita dei ricavi per linee interne che si muovono lungo il canale dell’innovazione, il cui contributo stimato sarà di circa il 3% annuo, e quello dell’internazionalizzazione con un export che prevede crescite in linea ai trend consolidati che hanno registrato incrementi di 10 milioni di euro nel 2023 sul 2022, con un totale di 118 milioni di euro e di un ulteriore aumento a due cifre a fine anno. Sul fronte prodotti il focus sarà sempre sul lattiero caseario con attenzione particolare ai prodotti di segmento a più alto valore aggiunto, come i formaggi Dop e in particolare modo il Grana Padano, di cui già oggi Latteria Soresina è leader di produzione. Nel piano di sviluppo, spiega la cooperativa, l’efficienza resta sempre una chiave strategica che troverà i suoi strumenti nell’automazione, nella trasformazione digitale e in un piano articolato di logistica agro industriale, facente parte di un progetto finanziato dal Pnrr. Nello specifico tale progetto prevede un ampliamento della logistica e un’implementazione importante di cobot (Robot collaborativi) per l’automazione dei fine linea del reparto di confezionamento dei formaggi. Tale progetto prevede un investimento di 18 milioni di euro in 2 anni e mezzo, oltre agli investimenti ordinari, di cui circa il 50% sarà finanziato a fondo perduto tra il Pnrr logistica agroindustriale, industria 4.0 e industria 5.0.


Coerentemente con queste linee strategiche, “sarà data un’attenzione sempre alta, per gli anni a venire, alla crescita tramite linee esterne che possano continuare a dare un contributo di sviluppo del gruppo Latteria Soresina”. “Il piano strategico 2023-2027 della Latteria è robusto e pragmatico – ha commentato Michele Falzetta, direttore generale di Latteria Soresina – Copre le evoluzioni correnti di mercato come la trasformazione digitale e la transizione ecologica. Il piano è orientato alla crescita sull’estero, con attenzione all’innovazione e al brand. In virtù della continua costruzione della brand equity, il piano prevede anche un progetto pilota di integrazione a valle nell’anello retailer, pilota che tra qualche giorno sarà in esecuzione, cioè il progetto “Gòodurie Soresina”.


“Ci stiamo avviando verso il 125simo anno di vita di Latteria Soresina. È emozionante e fa quasi impressione pensare cosa significano 125 anni di vita per un’impresa, per la nostra impresa – ha sottolineato Tiziano Fusar Poli Presidente di Latteria Soresina – Ma la cosa più bella di tutte è che siamo qui, in questo presente sempre più complesso, più efficaci che mai, a giocare il nostro ruolo di grandi protagonisti del mercato e di orgogliosa leadership, a vantaggio e per un sereno futuro dei nostri soci, di tutti i nostri preziosi collaboratori e della società civile in generale. Il progetto ‘Gòodurie’ è l’ennesimo esempio di vivacità e di capacità di interpretare la necessità fisiologica di crescita, coniugando innovazione e tradizione, anche attraverso la diversificazione di nuove proposte ed esperienze di consumo”.

Spreco alimentare, tra Paesi G7 Francia e Spagna investono di più

Spreco alimentare, tra Paesi G7 Francia e Spagna investono di piùRoma, 16 set. (askanews) – Francia e la Spagna sono tra i Paesi che hanno messo in campo gli investimenti più importanti contro lo spreco alimentare dal punto di vista delle iniziative pubbliche. E’ quanto emerso dal rapporto internazionale Waste Watcher 2024, “Lo spreco alimentare nei Paesi del G7: dall’analisi all’azione”, curata dall’Osservatorio Waste Watcher International-Campagna Spreco Zero, dall’Università di Bologna assieme a IPSOS presentato oggi a Roma.


In vista del prossimo G7 Agricoltura che si terrà a Siracusa dal 26 al 28 settembre, lo studio sviluppa un focus sui Paesi membri, soprattutto nell’ottica di comparare le buone pratiche e condividere esperienze reciproche per la prevenzione dello spreco alimentare. Negli Stati Uniti la scarsa fiducia nella situazione economica del Paese ha indotto i consumatori a prestare maggiore attenzione ai costi connessi allo spreco alimentare e di conseguenza a mettere in campo azioni individuali di contrasto allo spreco. L’82% degli americani dichiara di tenere la dispensa, il frigorifero e il freezer ben organizzati. Altro ‘rimedio’: l’82% sottolinea di fare la lista della spesa.


In Giappone lo spreco di frutta e verdura è particolarmente basso soprattutto a causa del costo eccezionalmente elevato. In questo paese si coltivano soltanto frutta e verdura di alta qualità anche perché questi prodotti sono ancora considerati beni di lusso da regalare durante ricorrenze speciali. La Francia ha mostrato uno dei miglioramenti più significativi nella riduzione dell’ammontare di spreco alimentare tra i Paesi oggetto di rilevazione (-32%) portando il suo spreco pro-capite sotto quello italiano (459,9 g contro 469,4 g nel 2023). Dal punto di vista delle iniziative private le rilevazioni mostrano particolare attenzione a consumare tutto il cibo cucinato, anche quando è troppo (87%) e a mangiare tutti gli avanzi (88%). Dal punto di vista delle iniziative pubbliche la Francia e la Spagna sono tra i Paesi che hanno messo in campo gli investimenti più importanti. Un esempio è la legge Garot del 2016 che ha vietato ai supermercati di distruggere il cibo invenduto, aumentando significativamente le donazioni alimentari con una conseguente riduzione dello spreco.

Bresaola Valtellina a G7 Ortigia con degustazioni e masterclass

Bresaola Valtellina a G7 Ortigia con degustazioni e masterclassRoma, 16 set. (askanews) – Anche la Bresaola della Valtellina IGP sarà protagonista nell’ambito delle manifestazioni collaterali al G7 Agricoltura, che si terrà dal 21 al 29 settembre 2024 a Siracusa, sull’isola di Ortigia, con un palinsesto di appuntamenti, degustazioni e masterclass a favore delle delegazioni e del pubblico presente.


La partecipazione del Consorzio è articolata su diversi livelli e si svolgerà su due postazioni: la prima all’interno dello spazio istituzionale della Direzione Generale Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste di Regione Lombardia, con una proposta territoriale che la Regione, in vista dell’appuntamento con le Olimpiadi Invernali 2026, ha riservato alla Valtellina; la seconda, all’interno di “Casa Italia DOP IGP”, lo spazio coordinato da tre associazioni di Consorzi – ISIT (Istituto Salumi Italiani Tutelati), OriGIn Italia (Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche) e AFIDOP (Associazione Formaggi Italiani Dop e IGP) – all’interno di un unico padiglione dedicato ai prodotti DOP e IGP italiani. Lo spazio, di circa 120 mq, sarà allestito a Ortigia in Piazza Cesare Battisti e sarà operativo dal 21 al 29 settembre. Le degustazioni saranno guidate direttamente da Paola Dolzadelli, coordinatrice del Consorzio di Tutela Bresaola della Valtellina, con il supporto dello Chef Cristian Broglia, già executive chef di Alma nonché Ambassador dall’Istituto Valorizzazione Salumi Italiani nel 2018 e Oliviero Pierini, professionista tagliatore ed esperto del settore salumi. Inoltre, nell’ambito delle iniziative legate al G7 Agricoltura, giovedì 26 settembre, alle 10.30, si terrà il Convegno “Le Indicazioni Geografiche italiane: uno strumento per la cooperazione internazionale”, organizzato da Origin Italia in collaborazione con la Fondazione Qualivita. All’evento interverranno il ministro Francesco Lollobrigida e altri relatori istituzionali internazionali.

Olio greco spacciato per italiano, Coldiretti Puglia: bene Gdf

Olio greco spacciato per italiano, Coldiretti Puglia: bene GdfRoma, 16 set. (askanews) – Olio greco spacciato per olio made in Italy. La Guardia di Finanza ha sgominato un traffico illecito di olio greco nel brindisino, circa 540 tonnellate di olio extravergine venduto in 2 anni come italiano al 100%, tra l’altro mescolato all’olio extravergine davvero made in Italy per renderne la tracciabilità difficoltosa. Coldiretti Puglia plaude all’operato delle forze dell’ordine e sottolinea che l’olio di Puglia risulta il prodotto agroalimentare più taroccato nel 2023 anche all’estero, con il 26% delle irregolarità riscontrate da controlli mirati sul web e nei Paesi UE.


“L’azione di contrasto delle forze dell’ordine è importante in una situazione in cui sono straniere 3 bottiglie su 4 consumate in Italia”, denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Alfonso Cavallo spiegando che “le frodi a tavola sono un crimine particolarmente odioso perché mettono a rischio la salute delle persone, si fondano sull’inganno e colpiscono soprattutto quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo”. “Il valore dell’olio Evo made in Puglia è noto in tutto il mondo, per le sue qualità organolettiche, nutrizionali, funzionali e paesaggistiche, riconosciute anche a livello scientifico, con i consumi di olio extravergine italiano sono cresciuti del 3% a dimostrazione del fatto che i consumatori apprezzano la qualità e il prodotto tracciato made in Italy”, aggiunge il direttore regionale Pietro Piccioni.

Confeuro: al G7 non si nasconda la crisi idrica siciliana

Confeuro: al G7 non si nasconda la crisi idrica sicilianaRoma, 16 set. (askanews) – “Sollecitiamo il governo nazionale e il ministro Lollobrigida a rendere il G7 di Ortigia l’occasione propizia per dibattere anche e finalmente sull’altra Sicilia, quella agricola e sociale, in sofferenza a causa della siccità e della crisi idrica”. Così in una nota Andrea Tiso, presidente nazionale Confeuro, la Confederazione degli Agricoltori Europei e del Mondo, in vista del G7 Agricoltura, che si svolgerà dal 21 settembre prossimo a Siracusa, nell’isola di Ortigia.


“Non dimentichiamo – aggiunge Tiso – infatti, che questa è stata una estate maledetta per il territorio siculo dal punto di vista ambientale e climatico. E sono le stesse cronache mediatiche a testimoniarlo: autobotti per le strade dell’isola per rifornire centri abitati e aziende agricole, proteste per un’emergenza idrica, razionamenti d’acqua, infrastrutture precarie e vetuste. Un quadro preoccupante che in queste settimane si è verificato da Palermo ad Enna, da Agrigento a Caltanissetta, coinvolgendo pure le altre province siciliane”. “L’errore da evitare dunque sarà nascondere la crisi idrica della altra Sicilia con i fasti internazionali del G7, che invece deve divenire un momento fondamentale di riflessione per trovare soluzioni sul rilancio del settore primario, e contro la siccità e la crisi idrica che attanagliano l’isola e, più in generale, tutto il Meridione. Non voltiamoci dall’altra parte”, conclude Tiso.

Efsa identifica 12 specie coleotteri pericolosi per piante in Ue

Efsa identifica 12 specie coleotteri pericolosi per piante in UeRoma, 16 set. (askanews) – Dodici specie di scolitidi e coleotteri dell’ambrosia che presentano un rischio elevato per la salute delle piante nel territorio dell’Unione Europea. A identificarli è stata l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), in collaborazione con l’Università di Padova (Italia). I coleotteri, che attaccano le latifoglie, sono attualmente assenti o non ancora diffusi nell’UE e soddisfano i criteri per la classificazione come potenziali parassiti da quarantena dell’Unione (QP).


Questa parte della sottofamiglia dei scolitidi e degli coleotteri dell’ambrosia noti come Scolytinae potrebbe entrare nella Unione Europea con il legno o i prodotti in legno, o con le piante da piantagione. Una volta introdotti, potrebbero stabilirsi in alcune parti dell’UE grazie alla disponibilità di piante ospiti e all’idoneità climatica. Sono disponibili misure di controllo per prevenire l’introduzione, tra cui l’importazione da paesi indenni da parassiti, l’isolamento delle piante per il materiale di piantagione prima del commercio e la gestione delle condizioni di crescita. L’EFSA e l’Università di Padova hanno identificato i 12 come parte di un’indagine più ampia su 6.495 specie di coleotteri. La categorizzazione dei parassiti da parte dell’EFSA è il primo passo nel processo di valutazione del rischio. La Commissione europea e gli Stati membri dell’UE possono richiedere all’EFSA di effettuare una valutazione quantitativa del rischio del parassita per informare le decisioni su un possibile elenco di quarantena e l’attuazione di opzioni di mitigazione del rischio ai sensi della legislazione dell’UE.


Poiché i parassiti e le malattie delle piante rappresentano una significativa minaccia economica e sociale per l’Europa, l’Efsa sta conducendo la campagna #PlantHealth4Life in collaborazione con la Commissione europea e gli Stati membri dell’UE. Questa iniziativa pluriennale mira a sensibilizzare i cittadini europei sull’importanza della salute delle piante e sulla responsabilità di tutti nel salvaguardarla.

Il cibo? Si spreca di più al Sud e al Centro Italia

Il cibo? Si spreca di più al Sud e al Centro ItaliaRoma, 16 set. (askanews) – Più sprechi alimentari al Sud e al Centro Italia che al Nord. E’ quanto emerge dal rapporto internazionale Waste Watcher 2024, “Lo spreco alimentare nei Paesi del G7: dall’analisi all’azione”, curato dall’Osservatorio Waste Watcher International-Campagna Spreco Zero, presentato oggi a Roma.


Da rapporto si evince che il Sud e il Centro sono le aree dove lo spreco è maggiore, con un +9% rispetto alla media nazionale (al sud 747 g pro capite a settimana, al centro 744 grammi pro capite), mentre il Nord è relativamente più virtuoso con un -11% sempre rispetto alla media nazionale (606,9 grammi pro capite). Sulle strategie per contrastare il fenomeno, gli italiani mostrano una disponibilità marcata ad adottare comportamenti anti-spreco, con l’87% disposto a congelare i cibi e l’86% a utilizzare il cibo appena scaduto se ancora buono. T


uttavia, la disponibilità a donare cibo cucinato in eccesso (63%) e ad acquistare grandi quantità di cibo per surgelarlo (62%) è inferiore, suggerendo che le barriere pratiche o la mancanza di una rete adeguata a tali pratiche potrebbero limitare l’adozione di queste strategie. Solo il 29% conserva il cibo avanzato cercando ricette creative per riutilizzarlo, indicando una potenziale area di miglioramento nella gestione degli avanzi. Questo potrebbe riflettere una mancanza di competenze culinarie avanzate o una semplice carenza di tempo per sperimentare in cucina.


In sintesi, mentre vi è una forte inclinazione verso comportamenti di prevenzione dello spreco, esistono ancora aree in cui l’adozione di pratiche anti-spreco può essere migliorata attraverso l’investimento sistemico sull’educazione alimentare, sottolinea il rapporto.

Boom dello spreco alimentare in Italia: nel 2024 +45,6%%

Boom dello spreco alimentare in Italia: nel 2024 +45,6%%Roma, 16 set. (askanews) – Nel 2024 lo spreco di prodotti alimentari in Italia cresce del 45,6%: ogni settimana finiscono nel bidone della spazzatura ben 683,3 grammi di cibo pro capite rispetto ai 469,4 grammi rilevati nell’agosto 2023. Nella top five dei cibi più sprecati troviamo la frutta fresca (27,1 grammi), le verdure (24,6 grammi), il pane fresco (24,1 grammi), le insalate (22,3 grammi), cipolle/aglio/tuberi (20 grammi). Vale a dire i prodotti principe della Dieta Mediterranea. E’ quanto emerso dalla annuale presentazione del Rapporto Internazionale Waste Watcher 2024, “Lo spreco alimentare nei Paesi del G7: dall’analisi all’azione”, curata dall’Osservatorio Waste Watcher International-Campagna Spreco Zero, dall’Università di Bologna assieme a IPSOS che si è tenuta oggi presso lo Spazio Europa a Roma.


Un dato che non solo indica una cattiva gestione della spesa familiare con i relativi sprechi economici, ma che evidenzia come se da un lato si è registrato un relativo incremento dei consumi alimentari, dall’altro la domanda si è concentrata su alimenti di qualità inferiore con un campanello d’allarme sulla qualità dei prodotti ortofrutticoli, influenzata dalle logiche low cost. Per il 42% la causa dello spreco familiare sta nel fatto di dover buttare la frutta e la verdura conservata nelle celle frigo perché una volta portata a casa va subito a male. O ancora il 37% sostiene di buttare via gli alimenti perché i cibi venduti sono già vecchi.


Elementi critici si riscontrano anche nel comportamento dei consumatori. Più di un terzo degli italiani (37%) dimenticano gli alimenti in frigorifero e nella dispensa lasciando che si deteriorino, solo il 23% è disposto a programmare i pasti settimanali, inoltre il 75% non è disposto o non è capace di rielaborare gli avanzi in modo creativo per evitare di gettarli. “In Italia l’incremento dello spreco alimentare a livello domestico è preoccupante – spiega Andrea Segrè, direttore scientifico Waste Watcher International – Campagna Spreco Zero, Università di Bologna – Non solo per l’aumento percentuale rispetto all’analoga rilevazione di WWI del 2023, ma soprattutto dalle cause che lo hanno determinato, come un abbassamento della qualità dei prodotti acquistati”.


“Se l’aumento dello spreco preoccupa – commenta Lino Enrico Stoppani vice presidente vicario di Confcommercio – occorre investire con maggiore convinzione sull’educazione alimentare resistendo alla tentazione di introdurre nuovi obblighi a carico delle imprese come suggerito in alcune delle proposte in corso di esame in Parlamento. Ormai tutti i ristoratori sono attrezzati per consentire ai clienti di portare a casa il cibo avanzato durante i pasti mentre, per incrementare le donazioni di cibo avanzato negli esercizi commerciali, la via maestra è la riduzione degli oneri burocratici e la riduzione della TARI”, ha concluso.

Lollobrigida: terzo bando Parco Agrisolare altro passo avanti

Lollobrigida: terzo bando Parco Agrisolare altro passo avantiRoma, 16 set. (askanews) – “Siamo orgogliosi di annunciare il terzo bando della Misura del PNRR ‘Parco Agrisolare’, che rappresenta un ulteriore passo avanti nel nostro impegno per un’agricoltura sostenibile e innovativa”. Così in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, commenta l’avvio, oggi alle 12 della piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. (GSE) per la presentazione delle domande di finanziamento del terzo bando del PNRR “Parco Agrisolare”. Le richieste potranno essere inviate fino alle 12 del 14 ottobre 2024 tramite l’area clienti del GSE.


“Con una dotazione di 250 milioni di euro, questo bando è una concreta opportunità – ha detto Lollobrigida – per le imprese della produzione primaria nelle regioni del Mezzogiorno di rafforzare la sostenibilità del comparto agricolo nazionale in maniera compatibile con le esigenze di produzione. I risultati straordinari del secondo avviso ci dimostrano che siamo sulla strada giusta”, ha concluso il ministro.

Masaf: al via domande per terzo bando Pnrr Parco Agrisolare

Masaf: al via domande per terzo bando Pnrr Parco AgrisolareRoma, 16 set. (askanews) – Al via alle 12 di oggi la piattaforma del Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. (GSE) per la presentazione delle domande di finanziamento del terzo bando del PNRR “Parco Agrisolare”. Le richieste potranno essere inviate fino alle 12 del 14 ottobre 2024 tramite l’area clienti del GSE. Lo comunica il Masaf in una nota.


L’iniziativa è rivolta esclusivamente alle imprese di produzione agricola primaria con progetti localizzati nel Mezzogiorno, nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La misura sostiene l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati agricoli, incluse le serre, oltre a interventi di coibentazione, rimozione dell’amianto, sistemi di accumulo e colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Il terzo avviso incorpora le novità e le regole introdotte con il secondo bando del 2023: il contributo a fondo perduto può arrivare fino all’80% delle spese ammissibili.


Le imprese hanno la possibilità di adottare soluzioni di autoconsumo condiviso e partecipare in forma aggregata. Inoltre, la potenza massima per impianto è fissata a 1.000 kWp, mentre la spesa massima per beneficiario è di 2.330.000 euro. Le domande presentate saranno istruite dal GSE S.p.A. tra ottobre e dicembre 2024, insieme allo scorrimento del secondo bando rivolto a tutto il territorio nazionale, con l’obiettivo di assegnare l’intera dotazione finanziaria della Misura pari a 2,35 miliardi di euro entro il 2024, come da scadenza europea.


“Ringrazio le imprese e le associazioni di categoria, il cui ruolo è stato e continua ad essere fondamentale per la capillarità e l’efficacia della misura. Con questa nuova iniziativa ci auguriamo di sensibilizzare e raggiungere nuove imprese garantendo una crescita equilibrata e sostenibile in tutti i territori”, ha detto il ministro Lollobrigida.