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Ucraina, Kallas: l’Ue ha raggiunto l’intesa per approvare nuove sanzioni contro Mosca

Ucraina, Kallas: l’Ue ha raggiunto l’intesa per approvare nuove sanzioni contro Mosca

Roma, 23 feb. (askanews) – L’Ue non è riuscita ad approvare il suo 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, dopo che l’Ungheria ha posto il veto alla misura, ha dichiarato oggi l’Alta rappresentante della politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, dopo una riunione del Consiglio Affari esteri.

“Purtroppo non abbiamo raggiunto un accordo sul ventesimo pacchetto di sanzioni”, ha dichiarato Kallas. “Questo è un passo indietro e un messaggio che non volevamo inviare oggi, ma il lavoro continua”. Il pacchetto aveva lo scopo di inviare un “segnale forte” a Mosca prima del 24 febbraio, giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia.

Il mancato ripristino del transito di petrolio russo verso Ungheria e Slovacchia attraverso l’oleodotto Druzhba da parte dell’Ucraina ha spinto i due Paesi dell’Ue a minacciare misure di ritorsioni. La scorsa settimana l’Ungheria ha interrotto le forniture di diesel all’Ucraina. Il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto ha annunciato che Budapest ha bloccato il 20esimo pacchetto di sanzioni dell’Ue contro la Russia e un prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina a causa della continua chiusura dell’oleodotto Druzhba.

Trump minaccia di alzare i dazi ai Paesi che vogliono rinegoziare gli accordi

Trump minaccia di alzare i dazi ai Paesi che vogliono rinegoziare gli accordi

Roma, 23 feb. (askanews) – Il presidente americano minaccia i Paesi che cercheranno di rinegoziare i termini degli accordi commerciali siglati con gli Stati Uniti dopo la decisione della Corte Suprema di bocciare i cosiddetti dazi ‘reciproci’ imposti dagli Usa. “Fate attenzione”, Donald Trump ha scritto in un post su Truth Social. In esso ha spiegato che “qualsiasi paese che voglia ‘giocare’ con la decisione ridicola della Corte Suprema, specialmente quelli che hanno ‘ingannato’ gli Stati Uniti per anni, e persino decenni, sarà soggetto a un dazio molto più alto, e peggiore, di quello che hanno appena recentemente accettato”.

La Corte Suprema il 20 febbraio ha stabilito che il presidente americano non può ricorrere alla legge del 1977 sulle emergenze economiche internazionali (Ieepa) per imporre dazi doganali senza una esplicita autorizzazione del Congresso. La legge era nata per bloccare beni, congelare conti, imporre sanzioni a Paesi ostili, mentre Trump l’aveva resa uno strumento commerciale.

Ma il presidente Usa, che all’indomani della decisione della Corte ha annunciato anche l’aumento dei dazi mondiali dal 10 al 15 per cento, insiste sulla sua strada. Come sostenuto venerdì scorso in conferenza stampa, il presidente americano è convinto di non dovere passare dal Congresso per imporre dazi. In un post su Truth Social, Trump ha scritto che “da Presidente, non devo tornare al Congresso per ottenere l’approvazione dei dazi. È già stata ottenuta, in molte forme, molto tempo fa! Sono stati anche appena riaffermati dalla ridicola e mal elaborata decisione della Corte Suprema!”.

La Ue ha sanzionato 8 persone per violazioni dei diritti umani in Russia

La Ue ha sanzionato 8 persone per violazioni dei diritti umani in Russia

Roma, 23 feb. (askanews) – L’Unione europea ha imposto oggi sanzioni ad altre otto persone che ritiene responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, repressione della società civile e dell’opposizione democratica e di indebolimento della democrazia e dello Stato di diritto in Russia. La decisione è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue, mentre i 27 continuano a cercare di raggiungere un accordo politico sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca per la sua invasione dell’Ucraina.

Per quanto riguarda le persone designate oggi, i loro beni saranno congelati e ai cittadini e alle aziende dell’Ue sarà vietato mettere a loro disposizione fondi, ha dichiarato il Consiglio dell’Unione europea in una nota, aggiungendo che sarà loro vietato anche l’ingresso o il transito nel territorio dell’Ue. Le nuove aggiunte alla lista nera riguardano membri della magistratura – due giudici, un pubblico ministero e un investigatore – coinvolti in processi a sfondo politico e responsabili della condanna degli attivisti russi Dmitry Skurikhin e Oleg Belousov. Inoltre, le misure concordate oggi riguardano i direttori delle colonie penali e di un centro di detenzione preventiva.

Messico, chi dopo El Mencho? Una figlia la possibile nuova “Jefa”

Messico, chi dopo El Mencho? Una figlia la possibile nuova “Jefa”

Roma, 23 feb. (askanews) – L’assassinio in un’operazione militare del grande padrino del narcotraffico messicano, Nemesio Oseguera Cervantes, detto “El Mencho”, ha già aperto numerosi interrogativi sulla sua successione. Le autorità federali e gli analisti della sicurezza hanno iniziato a profilare i potenziali candidati alla guida del sanguinoso Cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG) dopo la morte del suo leader. Secondo i rapporti di intelligence e di fonti specializzate, non esisterebbe al momento un candidato unico e ben delineato, ma al contrario ci sarebbero almeno “cinque figure chiave all’interno della struttura criminale” messicana capaci di poter assurgere al ruolo di nuovo capo del gruppo. Tra questi, figurano la ex moglie di El Mencho, Rosalinda González Valencia, e una delle figlie del boss, Jessica Johanna Oseguera. Cittadina statunitense, quest’ultima sarebbe tra i favoriti nella linea di successione.

L’EX MOGLIE O UNA FIGLIA: LA LEADERSHIP RESTA IN FAMIGLIA?

El Mencho ha sposato Rosalinda González Valencia nel 1996. Rosalinda è un membro dell’influente famiglia Valencia, che ha fondato Los Cuinis, il braccio finanziario e antiriciclaggio del cartello Jalisco New Generation Cartel (CJNG). Viene spesso chiamata “La Jefa”. Diversi rapporti indicano che la coppia si è separata legalmente nel settembre 2018. Hanno tre figli: Rubén Oseguera González, Jessica Johanna Oseguera e Laisha Oseguera. Ripetutamente arrestata, Rosalinda mantiene un basso profilo, ma resta altamente attenzionata dalle autorità. L’ultima volta è stata incarcerata nel novembre 2021 a Zapopan, Jalisco, dall’esercito messicano. Tuttavia, è stata rilasciata nel 2025 dopo che un giudice le ha concesso la scarcerazione anticipata per “buona condotta”.

Quanto ai loro figli, Rubén Oseguera González, noto anche come El Menchito, sta scontando l’ergastolo in una prigione federale degli Stati Uniti. La figlia minore, Laisha Michelle Oseguera González, è considerata una persona di interesse dalle autorità, ma mantiene un profilo più basso rispetto ai suoi fratelli. Jessica Johanna Oseguera González, 39 anni, nota anche come La Negra, è invece considerata una probabile erede.

“LA NEGRA”, LA FIGLIA AMERICANA DI EL MENCHO

Jessica Johanna Oseguera Gonzalez ha la cittadinanza statunitense e messicana ed è nata a San Francisco, in California. Da ragazzina si è trasferita in Messico e ha studiato all’università di Guadalajara. Nel febbraio 2020, è stata arrestata a Washington, DC, mentre si recava all’udienza penale del fratello. È stata accusata di cinque capi d’imputazione per “transazioni o affari” in quanto membro del Cartel de Jalisco Nueva Generacion. Si è dichiarata colpevole di tutti e cinque i capi d’imputazione. È stata condannata a 30 mesi di carcere, ma è stata rilasciata all’inizio del 2022, dopo averne scontati solo 25. La sua esatta ubicazione non è nota.

“EL 03” ED “EL SAPO”: GLI ALTRI ASPIRANTI ALLA LEADERSHIP

Altri nella linea di successione sono il figliastro di El Mencho, Juan Carlos Valencia González, alias “El 03”. È spesso descritto come il secondo nella linea di comando del cartello. Valencia González è stato identificato dalle autorità come un elemento fondamentale nella struttura operativa del CJNG, in particolare all’interno del suo braccio armato noto come Grupo Élite.

Un altro profilo rilevante è quello di Hugo Gonzalo Mendoza Gaytán, noto come El Sapo: fidato braccio destro di El Mencho, è anch’egli considerato un candidato importante alla leadership. Secondo fonti ufficiali, intrattiene stretti legami con diversi operatori e familiari del cartello, il che gli garantirebbe influenza all’interno degli ambienti di potere interni.

Menzionati come figure strategiche anche Audias Flores Silva (“El Jardinero”), Ricardo Ruiz Velasco (“El Doble R”) ed Heraclio Guerrero Martínez (“El Tío Lako”), tutti con importanti ruoli operativi in diverse regioni sotto l’influenza del CJNG.

SICUREZZA AVVERTE SU RISCHI DI LOTTE INTERNE

Gli esperti di sicurezza avvertono che l’assenza di un successore chiaramente definito potrebbe innescare lotte interne per il controllo di rotte, territori e risorse, aumentando il rischio di scontri violenti tra gruppi o fazioni affini che emergono all’interno dello stesso cartello. Le autorità di sicurezza – citate dalla stampa locale – hanno rafforzato la sorveglianza nelle aree considerate ad alto rischio e continuano a monitorare attentamente l’evoluzione di questa transizione all’interno del gruppo criminale, in un contesto di escalation di violenza seguita alla caduta di “El Mencho”. Questo processo di riconfigurazione del comando, secondo i responsabili della sicurezza, rappresenta infatti un fattore chiave per valutare l’evoluzione della violenza legata alla droga in Messico nelle prossime settimane. (di Corrado Accaputo)

Sanremo, Conti: varietà e freschezza. Edizione nel segno di Baudo

Sanremo, Conti: varietà e freschezza. Edizione nel segno di Baudo

Roma, 23 feb. (askanews) – “Pop, rock, rap, ballad, ritmi diversi: un mix fondamentale per raccontare la musica italiana di oggi. Rispetto all’anno scorso, a Sanremo penso ci siano ancora più varietà e freschezza, e ogni esibizione è studiata come uno spettacolo a sé, per un’edizione del Festival che dedichiamo con grande affetto al nostro ‘maestro’, Pippo Baudo”.

Così Carlo Conti ha sintetizzato la 76esima edizione del Festival della Canzone Italiana che sarà in onda da martedì 24 a sabato 28 febbraio in prima serata su Rai 1, Rai Radio2, RaiPlay e Rai 4K.

Conti sarà affiancato per tutte le cinque serate da Laura Pausini, mentre di giorno in giorno si affiancheranno anche alcuni co-conduttori: Can Yaman, martedì; Pilar Fogliati, Achille Lauro, Lillo, mercoledì; Irina Shayk, giovedì; Bianca Balti venerdì; Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica, sabato. Nella seconda e nella terza serata ci sarà anche Gianluca Gazzoli per presentare la gara dei Giovani.

Tutte le sere, poi collegamenti in diretta con la Costa Toscana e Max Pezzali che, nel primo appuntamento sarà accompagnato da Olly, vincitore del Festival 2025. Non mancheranno i superospiti, come Tiziano Ferro, nella prima serata, Eros Ramazzotti ed Alicia Keys, Virginia Raffaele e Fabio De Luigi nella terza, Andrea Bocelli nella Serata Finale. Tre, infine, i Premi alla Carriera: Caterina Caselli, Mogol e Fausto Leali.

Al centro della manifestazione, la musica e i cantanti in gara con i 30 Campioni che interpreteranno ognuno una canzone scelta in accordo con il Direttore Artistico e con Rai: Arisa, Bambole di Pezza, Chiello, Dargen D’Amico, Ditonellapiaga, Eddie Brock, Elettra Lamborghini, Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Fedez & Masini, Francesco Renga, Fulminacci, J-Ax, LDA e AKA7even, Leo Gassmann, Levante, Luchè, Malika Ayane, Mara Sattei, Maria Antonietta & Colombre, Michele Bravi, Nayt, Patty Pravo, Raf, Sal Da Vinci, Samurai Jay, Sayf, Serena Brancale, Tommaso Paradiso, Tredici Pietro.

Sanremo sarà anche un momento importante per i 4 artisti selezionati attraverso Sanremo Giovani 2025 e Area Sanremo, che parteciperanno nella sezione Giovani con la canzone che gli ha assicurato un posto all’Ariston: Angelica Bove (“Mattone”), Nicolò Filippucci (“Laguna”), il trio Blind, El Ma & Soniko (“Nei miei DM”) e Mazzariello (“Manifestazione d’amore”). Il vincitore della sezione Nuove proposte sarà decretato nella terza serata del festival.

Tutti i cantanti saranno accompagnati dall’Orchestra del Festival, diretta da Pinuccio Pirazzoli, composta come sempre da musicisti professionisti, in parte scelti dalla Rai e in parte messi a disposizione dalla Fondazione Orchestra Sinfonica di Sanremo, e dai vocalist.

Sanremo, Conti ricorda Pippo Baudo: un faro per tutti noi

Sanremo, Conti ricorda Pippo Baudo: un faro per tutti noi

Sanremo, 23 feb. (askanews) – “Se esiste ‘Perché Sanremo è Sanremo’ è anche e soprattutto ‘perché Baudo è Baudo’. Queste due frasi viaggiano parallelamente. Pippo è stato un faro, un punto di riferimento per me e, ne sono certo, per tutti i conduttori della mia generazione”. In un lungo editoriale il direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2026, Carlo Conti, ricorda Pippo Baudo, scomparso lo scorso agosto, sul “Quaderno51” del Teatro Ariston.

“Ci sono dei nomi con i quali noi siamo cresciuti – sottolinea – Pippo, Mike Bongiorno, Corrado, Enzo Tortora e anche Renzo Arbore per la parte che mi riguarda come spalla dei comici. Noi siamo cresciuti con quella TV fatta da loro, inventata da loro, creata da loro, e nel nostro DNA di conduttori c’è qualcosa che abbiamo preso da quei maestri del mezzo televisivo. Personalmente, Baudo era il punto di riferimento. Pensate che, quando ho iniziato a trasmettere in radio e poi a presentare le prime serate a Firenze i miei colleghi della radio mi chiamavano ‘Pippo Conti’, prendendomi un po’ in giro”.

“Negli anni Ottanta, quando Pippo era al massimo della sua espressione artistica, io, nelle mie “seratine” e nel mio lavoro in radio – continua Carlo Conti – diventavo ‘Pippo Conti’. Potete quindi immaginare quale sia stato l’esempio di Baudo per me non solo nella conduzione, ma soprattutto in quel suo senso dell’organizzazione, della direzione artistica, del coordinamento, dell’essere al centro dello spettacolo sia dal punto di vista della presentazione pura sia tacendo contemporaneamente il regista in scena. Perché la differenza fra presentare e condurre è proprio questa: il presentatore, bene o male, lo puo fare chiunque; il conduttore e un regista in scena, colui che detta i tempi del programma. E Pippo, in questo, è stato un maestro assoluto. Anzi, l’ha inventato lui. Soprattutto in questo ruolo, il legame tra Pippo e Sanremo è doppio, triplo, quadruplo”.

La Spagna: un grave errore la Commissione Ue al Board of Peace di Trump

La Spagna: un grave errore la Commissione Ue al Board of Peace di Trump

Roma, 23 feb. (askanews) – “La Spagna non ha partecipato alla riunione della Consiglio per la pace (Board of Peace, Ndr). L’Autorità nazionale palestinese non è stata nemmeno invitata e, pertanto riteniamo che” il Consiglio voluto dal presidente Trump “non rappresenti un elemento utile per portare avanti la soluzione dei due Stati, che è la soluzione auspicata non solo dalla Spagna ma anche dall’Unione europea”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares Bueno, arrivando a Bruxelles per il Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea.

“Per questo motivo – ha proseguito Albares Bueno – riteniamo che sia stato un errore, un grave errore, che la Commissione europea abbia partecipato alla riunione” del Board of Peace “del 19 febbraio. Essa non rappresenta la posizione dell’Unione europea, non è la posizione dell’Unione europea, che è quella della soluzione dei due Stati, e quindi la Commissione, a nome dell’Unione europea, non avrebbe potuto partecipare perché non aveva un mandato in tal senso e quindi non avrebbe dovuto partecipare”.

“In ogni caso – ha sottolineato il ministro degli Esteri spagnolo – c’è un accordo di pace che non viene rispettato a sufficienza, assistiamo a un cessate il fuoco che viene violato sistematicamente, continuiamo a vedere morti a Gaza con grande frequenza, gli aiuti umanitari arrivano a fatica quando invece dovrebbero arrivare in modo massiccio e ciò che chiediamo è che anche l’Unione europea si pronunci chiaramente e prenda provvedimenti sia sulla lentezza di un accordo di pace che non porta i suoi frutti, sia sulla lenta ma inesorabile annessione della terra palestinese in Cisgiordania con misure inaccettabili, come l’iscrizione delle terre palestinesi nei registri immobiliari israeliani e il tentativo di soffocamento economico dell’Autorità palestinese da parte di Israele, trattenendo le tasse”.

La Spagna: un grave errore la Commissione Ue al Board of Peace di Trump

La Spagna: un grave errore la Commissione Ue al Board of Peace di Trump

Roma, 23 feb. (askanews) – “La Spagna non ha partecipato alla riunione della Consiglio per la pace (Board of Peace, Ndr). L’Autorità nazionale palestinese non è stata nemmeno invitata e, pertanto riteniamo che” il Consiglio voluto dal presidente Trump “non rappresenti un elemento utile per portare avanti la soluzione dei due Stati, che è la soluzione auspicata non solo dalla Spagna ma anche dall’Unione europea”. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares Bueno, arrivando a Bruxelles per il Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea.

“Per questo motivo – ha proseguito Albares Bueno – riteniamo che sia stato un errore, un grave errore, che la Commissione europea abbia partecipato alla riunione” del Board of Peace “del 19 febbraio. Essa non rappresenta la posizione dell’Unione europea, non è la posizione dell’Unione europea, che è quella della soluzione dei due Stati, e quindi la Commissione, a nome dell’Unione europea, non avrebbe potuto partecipare perché non aveva un mandato in tal senso e quindi non avrebbe dovuto partecipare”.

“In ogni caso – ha sottolineato il ministro degli Esteri spagnolo – c’è un accordo di pace che non viene rispettato a sufficienza, assistiamo a un cessate il fuoco che viene violato sistematicamente, continuiamo a vedere morti a Gaza con grande frequenza, gli aiuti umanitari arrivano a fatica quando invece dovrebbero arrivare in modo massiccio e ciò che chiediamo è che anche l’Unione europea si pronunci chiaramente e prenda provvedimenti sia sulla lentezza di un accordo di pace che non porta i suoi frutti, sia sulla lenta ma inesorabile annessione della terra palestinese in Cisgiordania con misure inaccettabili, come l’iscrizione delle terre palestinesi nei registri immobiliari israeliani e il tentativo di soffocamento economico dell’Autorità palestinese da parte di Israele, trattenendo le tasse”.

Sanremo, gli Statuto tornano al Festival dopo oltre 30 anni

Sanremo, gli Statuto tornano al Festival dopo oltre 30 anni

Roma, 23 feb. (askanews) – Era il 1992 quando una giovane band ska torinese calcava il palco del Festival di Sanremo, in gara tra le novità della 42esima edizione. Il brano aveva un titolo ironico e premonitore: “Abbiamo vinto il Festival di Sanremo”. Oggi, a oltre trent’anni di distanza, la formazione guidata da Oskar Giammarinaro torna a esibirsi nella settimana della kermesse. L’appuntamento è per mercoledì 25 febbraio, a mezzanotte, nella cornice di Casa Sanremo, dove gli Statuto — attualmente in tour con Barley Arts — eseguiranno dal vivo tutti i brani di “Riskatto” (1999) con gli arrangiamenti originali dell’epoca. In scaletta non mancheranno le hit storiche come “Abbiamo vinto il Festival”, “In Fabbrica”, “Ragazzo Ultrà” e molti altri brani simbolo del loro repertorio.

L’album cult “Riskatto”, ristampato di recente assieme a “Tempi Moderni” (1997), raccoglie 14 brani: undici versioni in italiano dei grandi classici dello ska inglese firmati da Madness, The Specials, Bad Manners e The Selecter; due riletture in chiave ska di classici italiani degli anni ’60 come “Bandiera Gialla” e “Bada Bambina”; e un brano dedicato al Grande Torino nel cinquantenario della tragedia di Superga, “Grande”, con testo dello scrittore Gianpaolo Ormezzano. Prodotto da Carlo Ubaldo Rossi, l’album vanta la partecipazione di Rettore, che interpreta la versione italiana di “On My Radio” dei The Selecter.

La scelta di dedicare un intero disco allo ska 2-Tone nacque anche dalla spinta del pubblico: dopo un album privo di brani ska, i fan chiedevano a gran voce un ritorno alle radici. Un percorso iniziato fin dagli esordi, quando la band proponeva cover dei The Specials con testi riadattati in italiano, come testimonia la prima demo-tape “Torino Beat” del 1984, contenente le versioni di “Concrete Jungle” e “Rat Race”.

El Mencho, l’ultimo grande padrino del narcotraffico messicano

El Mencho, l’ultimo grande padrino del narcotraffico messicano

Roma, 23 feb. (askanews) – Nemesio Oseguera Cervantes, o “El Mencho”, che guidava il Cartello di Jalisco Nuova Generazione (CJNG), è stato ucciso ieri con un’operazione militare in Messico. A 59 anni, era considerato l’ultimo grande padrino del narcotraffico messicano dopo che i leader del cartello di Sinaloa, Joaquín “El Chapo” Guzman e Ismael “El Mayo” Zambada, erano stati arrestati ed estradati negli Stati Uniti. Washington aveva messo una taglia di 15 milioni di dollari sulla sua testa.

Oseguera, fondatore del Cartello di Jalisco Nuova Generazione, ha trasformato il gruppo nella più potente organizzazione criminale del Paese usando sistematicamente la violenza e sfidando apertamente lo Stato. Il cartello ha le sue origini nei “Mata Zetas”, o letteralmente, “gli ammazza-Zeta”, un gruppo paramilitare attivo dal 2007 al 2011, in particolare nello Stato di Veracruz, con l’obiettivo dichiarato di porre fine al cartello rivale Los Zetas, famoso per estorsioni e rapimenti.

I Mata Zetas sono emersi dichiarandosi nel 2011 il “braccio armato del popolo” e hanno intrapreso una campagna di sangue che ha portato al ritrovamento di decine di corpi a Veracruz.

L’organizzazione armata CJNG è stata creata su quella struttura e in pochi anni è diventata uno dei cartelli più potenti e pericolosi del Messico. Il gruppo ha abbattuto un elicottero militare con un lanciarazzi nel 2015 e ha teso un’imboscata alle forze di sicurezza a Jalisco con decine di morti tra polizia e personale militare. Ha anche ordinato un attacco al capo della polizia di Città del Messico, Omar García Harfuch, nel 2020, ferendolo: tre persone sono morte nell’attacco. Nato nel 1966 in una famiglia povera a Michoacan, è emigrato giovane negli Stati Uniti, dove negli anni ’80 è stato condannato per traffico di eroina e deportato dopo aver scontato la pena. Tornato in Messico, si è unito al cartello Milenio prima di fondare la propria organizzazione nel vicino Jalisco.

Sotto la sua guida, il CJNG si è rapidamente espanso su quasi tutto il territorio messicano e sui mercati internazionali, includendo tra le sue attività il traffico transfrontaliero di droga e armi, estorsione, tratta di esseri umani e furto di carburante e minerali.

Nel 2025 il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha classificato il cartello come “organizzazione terroristica” transnazionale. Figura quasi misteriosa, raramente fotografata, “El Mencho” conduceva una vita privata. Divorziato e padre di tre figli: il maggiore, chiamato “El Menchito”, ha ricevuto una condanna a vita negli Stati Uniti.