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Zelensky: Putin ha già scatenato la Terza guerra mondiale

Zelensky: Putin ha già scatenato la Terza guerra mondiale

Roma, 23 feb. (askanews) – Putin ha già scatenato la Terza Guerra Mondiale e l’unico modo per costringerlo a fare un passo indietro è un’intensa pressione militare ed economica. Lo ha detto il presidente ucrainmo Volodymyr Zelensky in un’intervista alla Bbc.

“Credo che Putin abbia già scatenato” la Terza guerra mondiale. “La domanda è quanto territorio riuscirà a conquistare e come fermarlo… La Russia vuole imporre al mondo un diverso stile di vita e cambiare la vita che le persone hanno scelto per se stesse”, ha affermato Zelensky.

In merito alla pretesa russa che l’Ucraina ceda il 20% della regione orientale di Donetsk ancora sotto il suo controllo (che comprende una serie di centri che Kiev chiama “città fortezza”), oltre ad altro territorio nelle regioni meridionali di Kherson e Zaporizhzhia, la Bbc ha chiesto a Zelensky se questa non sia una richiesta ragionevole rispetto alla possibilità che arrivare a un cessate il fuoco. “La vedo diversamente. Non la vedo semplicemente come una questione di terra. La vedo – ha spiegato Zelensky – come un abbandono: un indebolimento delle nostre posizioni, l’abbandono di centinaia di migliaia di nostri connazionali che vivono lì. È così che la vedo. E sono sicuro che questo ‘ritiro’ dividerebbe la nostra società”.

Un bus precipita da una strada di montagna in Nepal: 17 morti e 24 feriti

Un bus precipita da una strada di montagna in Nepal: 17 morti e 24 feriti

Roma, 23 feb. (askanews) – Un autobus gremito di passeggeri, diretto verso la capitale del Nepal, Katmandu, è uscito fuori strada da un’autostrada di montagna nelle prime ore del mattino uccidendo 17 persone e ferendone altre 24. Lo riporta il South China Morning Post.

C’erano decine di persone a bordo dell’autobus, diretto dalla città turistica di Pokhara a Kathmandu, quando è uscito fuori strada dall’autostrada Prithvi dopo mezzanotte, ha riferito la polizia. L’autobus è rotolato giù per un pendio precipitando sulle rive del fiume Trishuli vicino a Benighat, circa 80 km a ovest della capitale, Kathmandu. La polizia sta indagando sulle cause dell’incidente.

In Messico rimossi i posti di blocco illegali creati dopo l’uccisione del boss “El Mencho”

In Messico rimossi i posti di blocco illegali creati dopo l’uccisione del boss “El Mencho”

Roma, 23 feb. (askanews) – Dopo le ondate di violenza seguite alla morte di Nemesio “El Mencho” Oseguera Cervantes, capo del cartello messicano della droga ‘Jalisco Nueva Generacion’, il Gabinetto di Sicurezza messicano ha dichiarato che la maggior parte dei posti di blocco illegali sono stati rimossi e che le strade principali sono state riaperte.

Dopo l’operazione militare che ha portato all’uccisione del boss del narcotraffico, riporta la Cnn, numerosi membri di gruppi criminali organizzati avevano infatti incendiato autobus, bloccato strade e ingaggiato diversi scontri a fuoco con le autorità.

Erano stati segnalati oltre 250 posti di blocco in 20 stati messicani, ha dichiarato il Gabinetto di Sicurezza, ma alle 20 ora locale, circa il 90% di questi posti di blocco era stato rimosso, hanno sèiegato le autorità messicane.Lo stato occidentale di Jalisco, dove si è svolta l’operazione di polizia, ha registrato il numero più alto di blocchi stradali, 65, principalmente su autostrade federali e statali e su importanti arterie urbane, secondo il comunicato del Gabinetto, secondo cui “incidenti localizzati” sono scoppiati in 20 Stati.

“Grazie al continuo e coordinato dispiegamento delle forze di sicurezza, la maggior parte dei blocchi stradali a livello nazionale è stata rimossa, le strade principali sono state riaperte e i restanti punti critici sono sotto controllo operativo, con un lavoro continuo per liberarli completamente”, ha affermato nella nota ripresa dalla Cnn il Gabinetto di sicurezza messicano. A seguito delle violenze registrate nel Messico occidentale dopo l’uccisione del capo del cartello ‘Jalisco Nueva Generacion’, l’Unitß di Crisi della Farnesina ha aggiornato le indicazioni sul sito ‘Viaggiare Sicuri’ per gli spostamenti in alcuni Stati del territorio messicano.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani – riferisce la Farnesina – viene informato sullo sviluppo della situazione.

Il Ministero degi Esteri registra allarmi di sicurezza per molti stati, fra cui Jalisco, Colima, Guanajuato, Guerrero, Michoacàn, Nayarit, Nuevo León, Tamaulipas, e gli snodi urbani sensibili come Guadalajara e la zona turistica di Puerto Vallarta.

Vengono registrati “posti di blocco” fissati da organizzazioni criminali in diversi punti di questi stati.

La Farnesina raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle Autorità locali, evitando spostamenti non essenziali. L’Ambasciata d’Italia a Città del Messico rimane reperibile al numero 00525554372596, per gravi emergenze.

Sanremo, Carlo Conti su chi aprirà il Festival: farei passo indietro

Sanremo, Carlo Conti su chi aprirà il Festival: farei passo indietro

Milano, 22 feb. (askanews) – Sanremo, Carlo Conti in diretta a Domenica In su Rai1 sull’apertura del Festival 2026: “Quale artista e con quale canzone aprirà il Festival? Prima di pensare a quest’anno farei un passettino indietro sull’anno scorso”

“Prima di iniziare il Festival di quest’anno farei un passettino indietro su quello dello scorso anno, per iniziare”, così Carlo Conti in diretta a Domenica In su Rai1 risponde a Mara Venier e al direttore di Vanity Fair Simone Marchetti alla domanda su quale canzone darà inizio al Festival di Sanremo 2026. “Cioè Olly?”, lo incalza la conduttrice: “Non posso dirlo ma avete capito”, risponde Conti ridendo.

Ucciso un 20enne armato che cercava di entrare a Mar-a-Lago

Ucciso un 20enne armato che cercava di entrare a Mar-a-Lago

Roma, 22 feb. (askanews) – Il secret service statunitense afferma che i loro agenti hanno sparato e ucciso un uomo sulla ventina dopo che aveva tentato di entrare illegalmente nel perimetro di sicurezza del resort Mar-a-Lago del presidente Donald Trump a West Palm Beach, in Florida. Trump si trova attualmente a Washington. Il nome della persona colpita non è stato reso noto. Secondo il secret service, l’uomo è stato “sorpreso all’ingresso Nord della proprietà di Mar-a-Lago mentre portava con sé quello che sembrava essere un fucile da caccia e una tanica di carburante”.

La Danimarca a Trump: non ci serve una nave ospedale in Groenlandia

La Danimarca a Trump: non ci serve una nave ospedale in Groenlandia

Roma, 22 feb. (askanews) – La Groenlandia non ha bisogno di un’iniziativa sanitaria mirata, ha dichiarato il ministro della Difesa danese, poco dopo la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti sull’invio di una nave ospedale. “La popolazione groenlandese riceve l’assistenza sanitaria di cui ha bisogno. La riceve in Groenlandia e, se necessita di cure specialistiche, la riceve in Danimarca. Quindi non è necessaria un’iniziativa sanitaria specifica in Groenlandia”, ha dichiarato il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen all’emittente danese DR.

Trump ha annunciato sabato che invierà una nave ospedale in Groenlandia. “Invieremo una grande nave ospedale in Groenlandia per prenderci cura delle numerose persone malate che non vengono curate lì”, ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social, senza specificare il numero di pazienti o chi potrebbe beneficiarne. “È in arrivo!!!”, ha aggiunto.

In Groenlandia, come in Danimarca, l’accesso all’assistenza sanitaria è gratuito. Ci sono cinque ospedali regionali sparsi per la vasta isola artica, con quello di Nuuk che serve pazienti provenienti da tutto il territorio. Il governo groenlandese ha inoltre firmato un accordo con Copenaghen all’inizio di febbraio per migliorare il trattamento dei pazienti groenlandesi negli ospedali danesi.

Trump ha confermato l’aumento dei dazi dal 10 al 15%

Trump ha confermato l’aumento dei dazi dal 10 al 15%

Roma, 21 feb. (askanews) – Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth l’aumento dei dazi mondiali dal 10 al 15 per cento, all’indomani della decisione della Corte Suprema americana. L’alta corte aveva di fatto giudicato illegale una parte delle ‘tariffe’ annunciate nell’aprile 2025.

“Sulla base di un esame approfondito, dettagliato e completo della decisione ridicola, mal scritta ed estremamente antiamericana sui dazi resa ieri, dopo molti mesi di riflessione, dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, si prega di considerare questa dichiarazione come l’espressione della mia volontà, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, di aumentare immediatamente i dazi mondiali del 10 per cento sui Paesi che, per decenni, hanno “sfruttato” gli Stati Uniti senza ritorsioni (fino al mio arrivo!), al livello pienamente autorizzato e legalmente testato del 15 per cento”, ha annunciato il presidente americano sul suo social network.

La Corte Suprema ha stabilito che il presidente americano non può ricorrere alla legge del 1977 sulle emergenze economiche internazionali (Ieepa) per imporre dazi doganali senza una esplicita autorizzazione del Congresso. La legge era nata per bloccare beni, congelare conti, imporre sanzioni a Paesi ostili, mentre Trump l’aveva resa uno strumento commerciale.

Usa, presidente Trump annuncia aumento dazi dal 10 al 15%

Usa, presidente Trump annuncia aumento dazi dal 10 al 15%

Roma, 21 feb. (askanews) – Donald Trump ha annunciato sul suo social Truth l’aumento dei dazi mondiali dal 10 al 15 per cento, all’indomani della decisione della Corte Suprema americana. L’alta corte aveva di fatto giudicato illegale una parte delle ‘tariffe’ annunciate nell’aprile 2025.

“Sulla base di un esame approfondito, dettagliato e completo della decisione ridicola, mal scritta ed estremamente antiamericana sui dazi resa ieri, dopo molti mesi di riflessione, dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, si prega di considerare questa dichiarazione come l’espressione della mia volontà, in qualità di presidente degli Stati Uniti d’America, di aumentare immediatamente i dazi mondiali del 10 per cento sui Paesi che, per decenni, hanno “sfruttato” gli Stati Uniti senza ritorsioni (fino al mio arrivo!), al livello pienamente autorizzato e legalmente testato del 15 per cento”, ha annunciato il presidente americano sul suo social network.

La Corte Suprema ha stabilito che il presidente americano non può ricorrere alla legge del 1977 sulle emergenze economiche internazionali (Ieepa) per imporre dazi doganali senza una esplicita autorizzazione del Congresso. La legge era nata per bloccare beni, congelare conti, imporre sanzioni a Paesi ostili, mentre Trump l’aveva resa uno strumento commerciale.

Sanremo, Premio Lunezia a Serena Brancale per “Qui con me”

Sanremo, Premio Lunezia a Serena Brancale per “Qui con me”

Roma, 20 feb. (askanews) – Il “Premio Lunezia per Sanremo 2026” va a Serena Brancale per l’opera “Qui con me”. Il vincitore è stato ufficialmente reso noto da Rai Radio 2. Stefano De Martino, patron della rassegna battezzata da Fernanda Pivano e Fabrizio De André, ha motivato insieme alla giornalista Selene Pascasi, l’indicazione della Commissione del Premio. Alla fine è arrivata la fumata bianca, ritenendo che il testo della canzone di Serena Brancale, oltre a un interessante profilo contenutistico, abbia sfaccettature e un’armonia di scrittura che lo rendono potenzialmente musical-letterario.

“Nell’impegno di una sola scelta indichiamo, quindi, l’opera di Serena Brancale. Perché madre e figlia hanno le stesse cellule. Due universi, il qui e l’altrove, che si cercano e si trovano. Un’opera che entra per pathos e parole centrate. Un testo di sicura potenzialità musical-letteraria”.

Un premio che va a un’artista che negli anni ha saputo distinguersi per originalità e solidità del proprio percorso. Con “Qui con me” aggiunge oggi un nuovo tassello a un cammino artistico in costante crescita, nel segno della ricerca sonora e dell’attenzione alla scrittura.

Oltre al patron Stefano De Martino, i membri della Commissione del Premio Lunezia 2026 sono Riccardo Benini, Roberto Benvenuto, Loredana D’Anghera, Stefano Ferro, Vincenzo Incenzo, Mariella Nava, Selene Pascasi, Marina Pratici, Alessandro Quarta, Dario Salvatori, Beppe Stanco, Lorenzo Varese, Savino Zaba. La prossima estate, il Premio Lunezia Elite 2026 sarà deciso da Gino Castaldo.

La 31esima edizione del Premio Lunezia (Festival della Luna) si svolgerà su più date nel periodo estate/autunno 2026 in varie tappe nazionali, con una novità nella missione sociale: il Premio Lunezia 2026 sarà un’Edizione Speciale a sostegno di “Gaslininsieme” per l’Istituto Giannina Gaslini di Genova, con le Canzoni del Lunezia a favore della Musicoterapia.

Nel contesto sanremese sarà consegnato all’artista vincitore un bouquet di ranuncoli “Giannina” della linea Pon Pon divenuto simbolo nel “Nuovo Gaslini”. Un fiore speciale, creato per i bambini dell’Istituto. “Giannina” accompagna idealmente il percorso di rinnovamento che l’Ospedale Gaslini sta vivendo con il progetto del “Nuovo Gaslini”, un ospedale sempre più efficiente nelle cure e capace di rispondere ai bisogni dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. Nelle recenti edizioni il Premio Lunezia è stato patrocinato dal Ministero della Cultura, Regione Toscana, Regione Liguria, Nazionale Italiana Cantanti e Siae.

Trump ha detto che la frenata del Pil Usa è colpa dei democratici

Trump ha detto che la frenata del Pil Usa è colpa dei democratici

New York, 20 febb. (askanews) – Donald Trump ha puntato il dito contro l’opposizione democratica, secondo lui colpevole della paralisi del governo federale più lunga della storia (43 giorni) e terminata a metà dello scorso novembre, per spiegare il rallentamento dell’economia americana, comprovata dal dato deludente del Pil americano del quarto trimestre del 2025. In un post su Truth Social scritto ben prima della diffusione della prima lettura dell’indicatore economico, cresciuto a un tasso annualizzato dell’1,4% tra ottobre e dicembre dopo il 4,4% del terzo trimestre, il leader statunitense aveva scritto che “lo shutdown dei democratici è costato agli Stati Uniti almeno due punti di Pil. Ecco perché lo stanno facendo di nuovo, in forma ridotta”.

Quest’ultimo è un riferimento alla paralisi in cui si trova il dipartimento per la Sicurezza nazionale, rimasto senza fondi da ormai una settimana e ancora oggetto di scontro sulle riforme che i democratici vogliono dopo le violenze degli agenti federali in Minnesota sono costate la vita a due americani.

Non è chiaro se Trump si stesse semplicemente lamentando di questo o se abbia deciso di commentare il dato del Pil prima della sua diffusione. Ancora una volta Trump è tornato a chiedere “TASSI DI INTERESSE PIÙ BASSI”: e a criticare il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. “E’ il peggiore”, ha aggiunto incolpandolo per l’ennesima volta di essere troppo in ritardo nel tagliare il costo del denaro.