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Elezioni Federgolf, Collini: rimettere al centro i circoli

Elezioni Federgolf, Collini: rimettere al centro i circoliRoma, 31 gen. (askanews) – Una federazione più vicina ai circoli, non che ora non lo sia stata attraverso gli organi periferici, ma il percepito dei territori era che Roma non era così vicina come i club avrebbero voluto. E’ quella che disegna Giovanni Luca Collini, imprenditore pratese di 73 anni, proviene dal settore tessile, presidente del circolo “Le Pavoniere” di Prato per 15 anni. Collini è uno dei due candidati alla presidenza federale le cui elezioni si svolgeranno il prossimo 3 febbraio nel salone d’onore del Palazzo del Coni a Roma. C’è da raccogliere l’eredità di Franco Chimenti, scomparso nell’ottobre scorso poche settimane dopo essere stato rieletto plebiscitariamente per il settimo mandato. Con un’esperienza consolidata nei comitati regionali e in consiglio federale, la candidatura di Collini si propone di dare nuovo slancio allo sviluppo del golf a livello territoriale.


“La prima cosa sulla quale si impegnerà la mia squadra – afferma il dirigente toscano – sarà quella di creare un centro studi e servizi in modo da connettere i circoli con la federazione dando loro assistenza fiscale, finanziaria, consulenze per la partecipazione ai bandi. Mettere una parte del personale della federazione a disposizione dei circoli per un colloquio che si era perso”. oma troppo lontana? “Non proprio perché abbiamo gli organi periferici che svolgono un buon lavoro, ma il percepito è di una federazione distante dai circoli, evidentemente qualcosa nella comunicazione non ha funzionato”. La federazione del post Chimenti è “Dinamica, trasparente, efficiente. Cambierà solo il modo di governare passando dall’uomo solo al comando alla squadra. Ma il modo di gestirla sarà lo stesso”. Il lascito della Ryder. “Non so se si poteva far meglio. Questo evento ha fatto conoscere il nostro paese sotto aspetti anche non canonici rispetto a quello che è l’Italia. Dobbiamo implementare quello che la Ryder ha trasmesso”. Capitolo Open “è itinerante ed eventuali proposte vanno approvate in consiglio”. Sul costo della tessera “Non possiamo muoverci dal costo attuale”. Tra le prime cose da realizzare un centro acquisti non diretto dalla Federazione ma in collaborazione con le altre associazioni di cui beneficeranno tutti i circoli”.

Elezioni Federgolf, Cerchiai: ripartiamo dal successo della Ryder

Elezioni Federgolf, Cerchiai: ripartiamo dal successo della RyderRoma, 31 gen. (askanews) – Il colpo più ad effetto nel golf è l’hole in one, la buca in uno ma, le elezioni federali, somigliano più ad un percorso a 18 buche. Lento avvicinamento, buca dopo buca, colpo dopo colpo, swing dopo swing, fino all’ultimo green. Cristiano Cerchiai, veneziano, classe 1965, si sta avvicinando così al traguardo del 3 febbraio quando a Roma è in programma l’assemblea elettiva federale per nominare il successore di Franco Chimenti, totem del mondo golfistico scomparso a ottobre poco dopo la sua settima rielezione. Dottore commercialista, revisore dei conti della FIG, la candidatura di Cerchiai punta sulla continuità gestionale e sulla valorizzazione della solida struttura economico-finanziaria della Federazione.


“Chimenti – spiega il candidato presidente Cerchiai – ci ha lasciato una federazione forte ma dalle potenzialità ancora inespresse. L’obiettivo è la crescita del movimento orientandosi di più verso il territorio”. La strategia: “Oggi il golf ancora non è visto in maniera corretta: elitario e rivolto agli anziani, occorre utilizzare tutte le strategie di marketing e comunicazione per invertire questo racconto. La Ryder ha fatto conoscere l’Italia come destinazione turistica per il golf. Dobbiamo spingere in questa direzione presentando una federazione dinamica e moderna”. L’impressione è che dopo la Ryder si sia perso un po’ di tempo per capitalizzare il lascito: “Sicuramente Chimenti aveva in mente di accelerare processi e benefici. Adesso dobbiamo seminare quello che non siamo riusciti a fare. Sono convinto che ne sapremo raccogliere i frutti”. Aumento dei tesserati: “Giovani e pubblico femminile sono un target interessante. Se arrivano i genitori poi potranno portare anche i ragazzi”. E ancora collaborazione con ex tesserati, “lavorare con i tecnici e gli allenatori che sono i nostri primi interlocutori rispetto al neofita che si avvicina al golf”. Poi “accordi programmatici con il ministero del Turismo per lo sviluppo del golf”. Cosa rubare da altre federazioni? “il modello di osservatori federali presenti nel tennis. Sono figure professionali che possono supportare i maestri dei circoli. Più amplieremo la base dilettantistica più amplieremo i professionisti a caccia di grandi campioni”.

Golf, Matteo Manassero al comando del BMW PGA Championship

Golf, Matteo Manassero al comando del BMW PGA ChampionshipRoma, 21 set. (askanews) – Uno straordinario Matteo Manassero è da solo al comando della classifica dopo il terzo round del BMW PGA Championship, uno dei tornei più importanti del DP World Tour, paragonato da molti a un Major. Sul percorso del Wentworth Golf Club (par 72) di Virginia Water in Inghilterra, con un gran giro in 63 (-9) colpi, frutto di un eagle e sette birdie e di un gioco impeccabile, per uno score di 198 (67 68 63, -18), ha distaccato di tre lunghezze il nordirlandese Rory McIlroy, numero tre al mondo, e lo statunitense Billy Horschel (sua la gara nel 2021), secondi con 201 (-15). In quarta posizione con 202 (-14) l’inglese Matthew Baldwin e in quinta con 203 (-13) il francese Antoine Rozner e il sudafricano Thriston Lawrence.


Manassero, reduce dal terzo posto all’Irish Open, in una stagione già importante caratterizzata da una vittoria (in Sudafrica nel Jonsson Workwear Open), sei Top 10 e dalla partecipazione ai Giochi di Parigi, in Inghilterra vuole ‘segnare’ il suo ritorno definitivo tra i grandi del golf. Dopo il “moving day”, il suo 198 (-18), rappresenta lo score più basso nella storia della competizione dopo 54 buche. “E’ stato uno dei sabati più belli della mia vita. So che sarà difficile completare l’opera, ma ce la metterò tutta”, la sua soddisfazione. Con l’exploit diverrebbe l’unico italiano ad aver conquistato per due volte il BMW PGA Championship, il primo nel 2013. Gli altri due azzurri vincitori della gara sono stati Costantino Rocca (1996) e Francesco Molinari (2018).

Golf, Ottima prova di Manassero: terzo nell’Irish Open

Golf, Ottima prova di Manassero: terzo nell’Irish OpenRoma, 15 set. (askanews) – Grande prova di Matteo Manassero, terzo con 277 (70 66 72 69, -7) colpi che, in un appassionante giro finale, è stato in corsa per il titolo fino alle ultime battute dell’Amgen Irish Open, torneo del DP World Tour vinto con 275 (71 68 71 65, -9) dal danese Rasmus Hojgaard.


Sul percorso del Royal County Down GC (par 71), a Newcastle nell’Irlanda del Nord, Hojgaard, 23enne di Billund, fratello gemello di Nicolai, ha iniziato la sua progressione dalla nona buca (dopo un birdie e un bogey) e con sette birdie, di cui tre a chiudere, contro un bogey (65, -6), ha operato la rimonta superando in extremis il nordirlandese Rory McIlroy, che si era portato in vetta nel terzo round, con Manassero a un colpo. Il numero tre mondiale, che sembrava avviato al successo, ha commesso due errori decisivi (bogey alla 15ª e alla 17ª) lasciando strada al suo avversario con un parziale di 69 (-2, cinque birdie, tre bogey) per un totale di 276 (-8) valido solo per la seconda piazza. Rasmus Hojgaard ha firmato il quinto titolo sul circuito, dove non vinceva dallo scorso anno (Made in HimmerLand ad agosto), alla 105ª gara sul tour e ha ricevuto un assegno di 1.020.000 dollari su un montepremi di 6.000.000 di dollari.


Matteo Manassero ha realizzato un parziale di 69 (-2). Dopo una partenza difficoltosa (un birdie e due bogey in quattro buche) ha poi recuperato con tre birdie di cui l’ultimo alla 18ª gli ha permesso di rimanere da solo in terza posizione. Nella Race To Dubai (ordine di merito) è tornato a essere il primo degli italiani (9°) e può decisamente puntare alla ‘carta’ per il prossimo PGA Tour che sarà assegnata ai primi 15 del ranking. Si sono classificati al quarto posto con 278 (-6) l’inglese Daniel Brown, al quinto con 280 (-4) gli scozzesi Robert MacIntyre e Grant Forrest, al settimo con 281 (-3) l’inglese Jordan Smith e lo statunitense Jimmy Walker e al nono con 282 (-2) il canadese Aaron Cockerill e il finlandese Sami Valimaki.


Degli altri azzurri Filippo Celli è terminato 30° con 286 (68 72 72 74, +2), perdendo terreno nel finale dopo tre buoni round. Più indietro Andrea Pavan, 42° con 288 (73 70 72 73, +4), e Renato Paratore, 45° con 289 (71 73 72 73, +5). Sono usciti al taglio Francesco Laporta, 69° con 145 (+3), Lorenzo Scalise, 81° con 146 (+4), ed Edoardo Molinari, 137° con 151 (+9). Prossimo appuntamento il prestigioso BMW PGA Championship, evento delle Rolex Series in programma dal 19 al 22 settembre al Wentworth Club di Virginia Water in Inghilterra.

Chimenti: grazie alla Ryder il golf diventerà sempre più popolare

Chimenti: grazie alla Ryder il golf diventerà sempre più popolareRoma, 10 set. (askanews) – “Dopo il successo straordinario della Ryder Cup avrei potuto lasciare in trionfo la Federazione Italiana Golf. Non l’ho fatto. Perché dopo aver seminato per anni, adesso voglio contribuire, con l’aiuto di tutti, a rendere questo sport sempre più popolare. Il consenso generale e la grande stima che, ogni giorno, sempre di più avverto, mi hanno portato a questa scelta di cui vado orgoglioso”. Franco Chimenti, 85 anni, dal 2002 alla guida della Federgolf, è pronto a ‘imbarcarsi’ verso il settimo mandato consecutivo.


In vista delle elezioni per la presidenza Fig del 16 settembre prossimo, che vede in lizza come candidato anche Ivan Rota, Chimenti racconta ad askanews i suoi progetti, i suoi obiettivi e le sue speranze per i prossimi quattro anni. “Nella mia squadra ci sarà spazio per chiunque vorrà portare idee e benefici al golf italiano. Ho sempre ascoltato tutti e all’io ho sempre preferito il noi. Parto dal presupposto che senza i Circoli non esisterebbe il golf in Italia. Il loro lavoro e il sostegno sono fondamentali. Una delle mie priorità di governo, che mi sono imposto dal lontano 2002, e come sempre dimostrato nella mia attività di Presidente, è quella riguardante la tutela dei maestri. La crescita e l’affermazione del golf passa anche dal dialogo e dalla collaborazione. La PGAI è una eccellenza che va difesa e tutelata, una risorsa che va valorizzata. La figura del professionista non solo è importantissima, ma rappresenta l’elemento trainante per tutti i giocatori e il trait d’union tra chi vuole cominciare a praticare e il Circolo ospitante’”, spiega Chimenti.


Quali sono i principali punti del suo programma per i prossimi quattro anni? “Il golf in Italia negli ultimi anni si è trasformato in una grande risorsa per il Paese. Grazie alla Ryder Cup due terzi degli spettatori che hanno assistito all’evento oggi vogliono tornare in Italia a giocare e a conoscere quelle meravigliose realtà che sono i Circoli italiani. Il connubio golf e turismo non solo si è dimostrato strategico, ma vincente. Proporremo un protocollo di intesa al ministero del Turismo e all’Enit in chiave di ‘sviluppo turistico’ dei Circoli italiani con piani di azione programmatici ma allo stesso tempo ben definiti. Insisteremo sempre di più sui giovani e nel progetto ‘Golf a Scuola’, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione e del Merito, il ministro per lo Sport e i Giovani e l’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, che sta portando ottimi risultati tra i bambini delle scuole primarie. Proveremo a svilupparlo, innovarlo, estendendolo in primis alle scuole secondarie di primo grado. Vogliamo proporre un divertimento formato famiglia, cercando di far capire a tutti quanto il golf ha da offrire e quanto il golf sia davvero per tutti, sfruttando anche le località turistiche nei momenti di maggiore affluenza. Arriveremo poi nelle università”. Un altro obiettivo del presidente Chimenti è quello di rendere il golf più ‘easy’. “Voglio snellire la trafila per arrivare in campo, conoscendo quindi fin da subito l’emozione del primo swing. A tal proposito, come suggerito anche da alcuni Circoli – La Colombera Golf Club in Lombardia, il Golf Club Parco di Firenze in Toscana, il Golf Druento in Piemonte, il Florinas Golf in Sardegna – per ottimizzare il tempo e velocizzare il gioco, vorremmo proporre come novità format che possano valorizzare anche i percorsi a 9-12 buche, intervenendo con gli organismi preposti a livello internazionale affinché possano essere chiariti tutti i presupposti”.


Chimenti strizza l’occhio anche al web. “Fondamentali saranno i social media: rappresentano la chiave per attrarre e incuriosire i ragazzi. La diffusione del golf passa anche dall’innovazione. E chissà che nel prossimo futuro, dopo l’APP recentemente lanciata, non possano arrivare altre novità a cui stiamo lavorando. Concludo sottolineando l’universalità di questo sport, davvero per tutti. Mi impegnerò affinché il golf possa entrare presto a far parte del programma dei Giochi Paralimpici. Il golf abbatte le barriere grazie alla sua forza inclusiva che accoglie e valorizza le diverse abilità, sfidando gli stereotipi. Questo sport contribuisce a diffondere una cultura dell’inclusione e non conosce ostacoli anche grazie al coraggio di tante persone che hanno trovato in questa disciplina la voglia di far emergere il proprio talento superando condizionamenti, difficoltà, limiti’”. Presidente Chimenti, sul costo della tessera FIG ci saranno novità? “La tessera federale fornisce a tutti i tesserati un’assicurazione infortuni e responsabilità civile generale. Questa per i Circoli è una garanzia in caso di sinistri che, purtroppo, possono verificarsi all’interno di un campo da golf. Nel costo della tessera federale, inoltre, è inclusa la gestione dell’handicap index di ogni tesserato (CRM federale, licenze Microsoft, costi generali della struttura e adeguamento della stessa alle modifiche imposte dal WHS). La cultura golfistica italiana non prescinde dalle gare, che sono importantissime risorse per i nostri Circoli e senza le quali i loro bilanci subirebbero gravi flessioni, ma le stesse gare generano flussi importanti di dati che devono essere gestiti puntualmente dalla Federazione tramite il complesso software federale. Non dimentichiamoci della gestione dei ranking giovanili e degli ordini di merito (amateur e professionisti). Gli aggiornamenti continui e costanti richiedono necessarie implementazioni del sistema. Credo, quindi, che la tessera federale sia una risorsa per i tesserati e per i Circoli. Ma, rispetto al passato, ci saranno novità: vogliamo introdurre un programma fedeltà, che possa premiare i tesserati più attivi e fedeli. Come? Invitandoli a giocare Pro-Am, anche dell’Italian Pro Tour, riservando loro un green fee o una lezione gratuita, offerta dalla FIG, con un maestro PGAI. Dal 2027, quando si concluderà il progetto Ryder Cup, ci saranno ulteriori novità. E non escludo che il tesseramento possa tornare ad essere libero. Quello che prometto è che il tesseramento, nei prossimi due-tre anni, porterà agli iscritti sempre più benefici in termini di servizi’”.


L’Open d’Italia maschile continuerà ad essere itinerante? “Assolutamente sì. E’ giusto che la più importante manifestazione di golf in Italia possa giocarsi lungo tutto lo Stivale. Da Nord a Sud, passando per il Centro e le Isole, abbiamo eccellenze che vanno valorizzate e che possono ospitare questo grande spettacolo’”. E invece cosa ci dice per l’Open femminile? “In molti erano pronti a scommettere sul fatto che, nel 2024, il Ladies Italian Open non si sarebbe disputato. Non solo si è giocato, ma si è rivelato uno dei tornei più importanti della stagione del Ladies European Tour quale penultima tappa di qualificazione ai Giochi di Parigi. Anche per il 2025 siamo al lavoro per regalare a tutte le appassionate, e a tutti gli appassionati, un grande spettacolo’”. Quante possibilità ha l’Italia di organizzare, in futuro, la Solheim Cup? “Per quel che riguarda la Solheim Cup, non sono abituato a commentare le ipotesi. Quello che a molti appariva come impossibile, vedi la Ryder Cup, è diventato possibile. Senza proseliti, ma grazie all’impegno, al lavoro e al supporto delle istituzioni”.

Golf, otto azzurri al British Master da domani al via

Golf, otto azzurri al British Master da domani al viaRoma, 28 ago. (askanews) – Un torneo di prestigio, firmato spesso da grandi campioni, e tanti motivi di interesse. E’ la 72ª edizione del Betfred British Masters hosted by Sir Nick Faldo in programma dal 29 agosto al 1° settembre sul percorso di The Belfry, che ha ospitato per quattro volte la Ryder Cup, a Sutton Coldfield in Inghilterra. Con questo evento iniziano le gare di qualificazione per entrare nel Team Europe alla prossima Ryder Cup, e le “Back 9”, ciclo che si concluderà con il Genesis Championship (24-27 ottobre) al termine del quale i primi 110 della Race To Dubai (ordine di merito) avranno la ‘carta’ per il circuito 2025. Poi il gran finale con gli ultimi due tornei di Play-Off.


A The Belfry saranno sul tee di partenza otto giocatori italiani, compresi Renato Paratore, vincitore nel 2020 emulando l’impresa compiuta 44 anni prima da Baldovino Bassù (1976), e Guido Migliozzi, secondo nel 2021, che rientra dopo aver preso parte alle Olimpiadi di Parigi (22°). In campo anche Matteo Manassero, pure lui reduce dai Giochi (18°), Lorenzo Scalise, Andrea Pavan, Francesco Laporta, Filippo Celli ed Edoardo Molinari, nella duplice veste di concorrente e di vice capitano (confermato) del Team Europe. Difende il titolo il neozelandese Daniel Hillier, 26enne di Porirua, città a nord di Wellington, 57 presenze, il quale, oltre al successo inglese, in precedenza ne ha conquistati due sul Challenge Tour, tre nel Charles Tour di casa e uno fuori dai circuiti (Fruehauf Trailers Omaha Beach Pro-Am). Attualmente 97° nella money list, non sembra in condizioni di ripetersi in una annata in cui al momento ha superato dieci tagli in 17 tornei, con miglior risultato un 11° posto (ISPS Handa Championship) e con gli altri piazzamenti tra media e bassa graduatoria.


(segue)

Golf, Ivan Rota: la mia sfida ‘masochista’ per la presidenza Fig

Golf, Ivan Rota: la mia sfida ‘masochista’ per la presidenza FigRoma, 18 ago. (askanews) – “La mia avventura? La definirei masochista”. Parola di Ivan Rota, classe 1958, bergamasco di Palazzago, consigliere regionale di Forza Italia e partito all’assalto della Federgolf. “Il mio circoletto rosso è il 16 settembre” quando è in programma il rinnovo di una federazione che ha portato sotto la presidenza Chimenti, “del professor Chimenti dal quale nulla mi divide”, aggiunge Rota, il miracolo della Ryder Cup a Roma e di nove golfisti italiani nei maggiori circuiti internazionali. Masochista perché, con questi numeri chi oserebbe tentare la scalata al vertice della federazione? Ma scava, scava, per Rota non è tutto oro quello che luccica.


Cominciamo dalla Ryder: “Da golfista come faccio a non entusiasmarmi per la Ryder? Uno spettacolo. Ma…” Ma? “Non ha prodotto alcun frutto: né come tesserati, né come campi che al contrario hanno subìto una riduzione e con un buco di bilancio che sistemeremo. Da venti anni il golf europeo vive una crescita esponenziale. In Italia il rapporto è fermo allo 0,16% tra popolazione e giocatori. In Francia, con numeri simili ai nostri, i golfisti praticanti sono quasi 1,5 milioni noi fermi a 93.000 dei quali 60.000 giocatori e 33.000 tesserati. Abbiamo figure che soffrono: gli imprenditori che realizzano i campi che non hanno ‘clienti’ come i maestri di golf che non hanno allievi, i circoli che non hanno sviluppo futuro. Dopo 23 anni di presidenza Chimenti forse è ora di portare idee nuove. I circoli sono diventati esattori per la Federazione e sudditi dei piani federali invece di essere protagonisti al fianco della Fig per la crescita del golf”. Il golfista al centro di tutto: “In primis, attraverso la comunicazione. Il golf sport costoso? Facciamo capire che non è così. Ci sono altre discipline, per l’immaginario collettivo meno dispendiose, penso al ciclismo o al calcio, che costano come e quanto il golf. Investiamo sulla comunicazione. Non è possibile che abbiamo giocatori che vincono circuiti internazionali (Migliozzi in Belgio) e non lo sappia nessuno mentre nel tennis qualsiasi risultato è giustamente amplificato. Il primo passaggio è la comunicazione, il secondo è avvicinarsi alle persone che lavorano. Venti anni fa è stato realizzato un campo in provincia di Bergamo che ha prodotto 10.000 appassionati e 2.500 tesserati nuovi, non ‘rubati’ ad altri circoli”. E ancora: “Piani con le amministrazioni per recuperare aree dismesse e abbandonate e farne dei campi pratica come strutture promozionali, entrare nei centri commerciali per far avvicinare le persone al golf ma con iniziative strutturali, non spot occasionali”.


Dal punto di vista agonistico l’Italia ha festeggiato nove azzurri nel DP World Tour 2024 con i fratelli Molinari, Edoardo e Francesco che da vice capitani hanno vinto la Ryder Cup a Roma, e Guido Migliozzi. Con loro Matteo Manassero, Lorenzo Scalise, Andrea Pavan e Francesco Laporta, tutti promossi dal Challenge. Gli ultimi ad arrivare per rappresentare l’Italia sono il 23enne Filippo Celli e il 26enne Renato Paratore. “Un miracolo del quale dobbiamo far parlare ed invece non è così”. Il golf “è disciplina trasversale. Giocano sciatori, calciatori, piloti di Formula1, attori, professionisti. E’ necessario che siano tutti opportunamente stimolati per diventarne i primi ambasciatori: testimonial di loro stessi”. E per quanti si avvicinano non abbandonarli. “Fino a 18 anni i ragazzi sono coccolati e vestiti dalla Federazione, dal 19esimo anno sono lasciati a loro stessi. Penso ad un circuito per gli 80 professionisti con un montepremi riservato e gare ogni 15 giorni. Si può anche, fermo restando il rispetto di tutti gli impegni presi finora, abbassare il montepremi dell’Open d’Italia e renderlo alla pari con le altre grandi gare straniere e destinare 1 mln a questo circuito che serva ai nostri golfisti. Uomini e donne che in questo modo possano crescere anche loro in numeri e opportunità”.


Per Rota un’altra cosa che la Ryder non ha prodotto è lo sviluppo sul territorio. “Sono un uomo delle istituzioni che hanno sostenuto la Ryder a tutti i livelli. E’ la federazione che non ha sfruttato al meglio il rapporto con le regioni per promuovere lo sport ed il turismo golfistico”. Infine la tessera: “Il costo resterà a 100 euro e non si può promettere di abbassarlo ma sicuramente in presenza di un aumento di tesserati la ricaduta economica sarà su quei circoli più virtuosi”.

Parigi 2024, Via al Golf, Migliozzi e Manassero sfidano i big

Parigi 2024, Via al Golf, Migliozzi e Manassero sfidano i bigRoma, 31 lug. (askanews) – Appuntamento con la storia per Guido Migliozzi e Matteo Manassero. Da domani al 4 agosto, al Le Golf National, saranno tra i 60 protagonisti ai Giochi di Parigi nella gara individuale di golf maschile. E’ tutto pronto nella casa della Ryder Cup 2018 dove, a contendersi le medaglie, ci saranno anche 8 tra gli attuali 10 migliori giocatori al mondo. Gli Stati Uniti vanteranno in campo 4 atleti: Scottie Scheffler, numero 1 del world ranking e vincitore quest’anno del The Masters, Xander Schauffele (n.2), che proverà a bissare l’oro conquistato a Tokyo e che nel 2024 ha fatto suoi due Major, il PGA Championship e il The Open, Wyndham Clark (n.5) e Collin Morikawa (n.6). Tra i big ecco pure Rory McIlroy (n.3), che gareggerà per l’Irlanda insieme a Shane Lowry (n.28), lo svedese Ludvig Aberg (n.4), il norvegese Viktor Hovland (n.7) e lo spagnolo Jon Rahm (n.10). Per Manassero e Migliozzi, entrambi veneti, si tratterà della seconda apparizione ai Giochi. Saranno appunto 60 i concorrenti in rappresentanza di 32 diversi Paesi. Gli Stati Uniti schiereranno in campo quattro atleti, il massimo consentito. “Ci siamo preparati al meglio e abbiamo voglia di cominciare – le parole di Guido Migliozzi – L’obiettivo è quello di dare il massimo, dal primo all’ultimo giro. Essere alle Olimpiadi, per la seconda volta, è qualcosa di bellissimo ed emozionante. Su questo campo ho vinto, nel 2022, l’Open de France. Ho dei ricordi meravigliosi. Qui si respira clima olimpico, l’atmosfera è stupenda e ci sono tantissimi tra i migliori giocatori al mondo. Ormai manca poco, sono carico e determinato. Forza Italia”. Matteo Manassero aggiunge: “La voglia di scendere in campo, giorno dopo giorno, cresce. Non vedo l’ora di iniziare, arrivo da un periodo di gare sì molto intenso, ma caratterizzato da belle soddisfazioni. Sono ottimista, con Migliozzi formiamo una bella coppia. Credo di avere tutte le carte in regola per godermi al massimo la mia seconda Olimpiade, spero che questo entusiasmo si tramuti poi in una importante prestazione. Conosco bene il campo, è selettivo, complesso, richiede il meglio da ogni giocatore. Per ottenere risultati, occorre dunque dare il tutto per tutto. Sono pronto”.


Franco Chimenti, Presidente della Federazione Italiana Golf – “Sono felice e orgoglioso del percorso fatto dai nostri atleti. A Parigi ci presentiamo con tre grandi giocatori: Guido Migliozzi, Matteo Manassero e Alessandra Fanali. Sono sicuro che daranno il massimo per ottenere il miglior risultato possibile. In campo maschile come in quello femminile, in gara ci saranno tutti i più grandi campioni al mondo della disciplina. Impossibile fare delle previsioni, ma ci faremo valere. Le Olimpiadi, simbolo di pace e inclusione, rappresentano il punto più alto per lo sport e l’unità dei popoli. Auguro ai nostri atleti di godersi ogni attimo di una esperienza unica al mondo. Ovviamente sarò al loro fianco, a seguirli, incoraggiarli. Al Le Golf National negli ultimi anni l’Italia ha scritto pagine indelebili della storia del golf, che sia di buon auspicio”. (Foto Federgolf)

Golf, Keegan Bradley capitano USa della Ryder Cup 2025

Golf, Keegan Bradley capitano USa della Ryder Cup 2025Roma, 9 lug. (askanews) – Keegan Bradley sarà il capitano del Team USA nella Ryder Cup 2025, la sfida contro il Team Europe che si svolgerà dal 26 al 28 settembre al Bethpage Black di Farmingdale (New York).


L’annuncio è stato dato da John Lindert, presidente della PGA of America. Bradley, 38enne di Woodstock (Vermont), è il 31° captano della compagine a stelle e strisce da quando la gara è nata nel 1927. In carriera ha ottenuto sei successi sul PGA Tour, comprensivi di un Major (PGA Championship, 2011, in cui si impose da debuttante nei tornei del Grande Slam) e ha disputato al Ryder Cup due volte, nel 2012 quando gli europei vinsero in rimonta, impresa ricordata come il miracolo di Medinah, e nel 2014, a Gleneagles in Scozia, con bis dei continentali (14,5 a 13,5 in entrambi i casi). “La mia passione e il mio apprezzamento per il più grande evento a squadre del golf non sono mai stati così forti. La Ryder Cup è diversa da qualsiasi altra competizione nel nostro sport e sono estremamente onorato per questa nomina” il commento di Bradley, che ha preso il posto di Zach Johnson, capitano sconfitto a Roma lo scorso anno dal team condotto da Luke Donald. L’inglese è stato riconfermato alla guida della squadra europea così come Edoardo Molinari, che sarà nuovamente vice capitano.

Golf, il tedesco Marcel Siem vince l’Open d’Italia

Golf, il tedesco Marcel Siem vince l’Open d’ItaliaRoma, 30 giu. (askanews) – Il 43enne tedesco Marcel Siem ha vinto con 274 (69 68 66 71, -10) colpi l’81° Open d’Italia presented by Regione Emilia-Romagna, sul percorso dell’Adriatic Golf Club (par 71) a Cervia.


Un finale al cardiopalma grazie al lungo putt per il birdie sull’ultima buca, che ha permesso a Siem di raggiungere il nordirlandese Tom McKibbin (71 70 68 65) e poi superarlo con un birdie alla prima buca supplementare. Al terzo posto con 275 (-9) l’altro tedesco Jannik De Bruyn e lo statunitense Sean Crocker. E’ il secondo tedesco a imporsi nell’Open dopo Bernhard Langer, che fatto la doppietta (1983, 1997), e con il quale ha vinto la World Cup nel 2006. E’ stata la sua quarta gara dopo uno stop per un intervento chirurgico a un’anca. Per il titolo ha ricevuto un assegno di 552.500 dollari (516.774 euro) su un montepremi di 3.250.000 dollari.


Quattro azzurri hanno concluso in top ten. Il migliore è stato Andrea Pavan, quinto con 276 (64 73 69 70, -8), che ha ricevuto il Trofeo Regione Emilia-Romagna, e subito dietro, decimi con 277 (-7) Matteo Manassero, Gregorio De Leo e Filippo Celli.