Passa al contenuto principale
#sanremo #studionews #askanews #ciaousa #altrosanremo

Convegno a Terracina su affreschi Santa Brigida e San Giacomo Apostolo

Convegno a Terracina su affreschi Santa Brigida e San Giacomo ApostoloRoma, 6 mar. (askanews) – Terracina, antica città della Maga Circe distesa sul litorale laziale meridionale, ospiterà il prossimo 9 marzo un importante convegno promosso dalle Delegazioni di Latina e di Fondi-Ventotene della Nobile Accademia Internazionale Mauriziana, con il patrocinio del Comune terracinese e dell’Unione Consumatori Italiani.
All’interno della suggestiva Concattedrale di San Cesareo, dove il 12 marzo 1088 il Conclave, convocato per contrastare l’antipapa Clemente III, elesse Ottone di Châtillon nuovo papa, con il nome di Urbano II, saranno presentati gli antichi affreschi di Santa Brigida e San Giacomo Apostolo, testimonianza di quell’epoca storica tumultuosa, tra scismi e crociate. Si tratta di una scoperta abbastanza recente, durante l’ultimo restauro della chiesa diretto dall’Ing. Giampiero Falcone, che sarà tra i relatori del convegno. “Il nostro desiderio – afferma l’avvocato Mirko Pannozzo, Delegato dell’Accademia ed organizzatore dell’iniziativa – è di contribuire a far conoscere questa importantissima testimonianza archeologica ed artistica del nostro passato, sensibilizzando la popolazione a sostenere tramite donazioni e finanziamenti il restauro e la conservazione della meravigliosa Concattedrale, patrimonio della Città di Terracina”.
“Non esiste strumento più forte della cultura per creare coscienza e consapevolezza e, quindi, consentire a tutti noi di fare scelte consapevoli, che rappresentano la prima e più forte forma di autotutela per i consumatori», ha commentato l’avvocato Massimiliano Albanese, Segretario Federale dell’Unione Consumatori Italiani che patrocina il convegno. “Viviamo nell’era del consumo dei beni e quelli davvero “durevoli” sono ormai pochi: la cultura resta in assoluto il bene meno consumabile e più duraturo, che si perpetra ogni volta che chi ne fruisce si arricchisce si essa e la diffonde. Per questo ci fa piacere sostenere e patrocinare iniziative culturali di grande importanza come queste”.
L’Unione Consumatori Italiani è parte integrante della grande rete interassociativa che fa capo alla Nobile Accademia Internazionale Mauriziana, un ente laico di diritto canonico che opera in tutta Italia con le proprie Delegazioni ed in sette Paesi esteri con i propri Priorati, studiando e diffondendo cultura ecumenica e promuovendo importanti iniziative benefiche. A capo di tale ente il suo Rettore, duca dottor Fabrizio Mechi di Pontassieve, che sarà anch’egli tra i relatori del convegno portando alla Diocesi di Terracina i saluti del Gran Priore dell’Accademia, il cardinale Francesco Monterisi. Il convegno si inserisce nel programma delle celebrazioni che la Città di Terracina dedica ogni anno al ricordo dell’evento storico dell’elezione di Papa Urbano II, il pontefice che bandì la prima crociata in Terra Santa. E gli affreschi che saranno presentanti sono testimonianza di uno stile che vuole narrare la realtà storica in cui sono stati realizzati.
“L’affresco di Santa Brigida, in particolare, presenta alcune caratteristiche tipiche dell’arte del maestro Giotto, il cui stile ha influito molto nell’arte figurativa del centro-sud d’Italia”, ha spiegato il dottor Marco Tedesco, storico dell’arte tra i relatori del convegno. “Brigida viene ritratta quando era ancora Beata, dunque prima di essere elevata al rango di Santa: una rara testimonianza dell’importanza del culto di questa figura, venerata già prima del suo “avanzamento di carriera” celeste”. Relatori del convegno anche la Prof.ssa Anna Maria Masci, Presidente della Sezione di Terracina della FIDAPA ed Accademica Mauriziana, e la Dott.ssa Franca Puglia, entrambe studiose e cultrici di Santa Brigida.

Teatro, il Mascagni Festival cala i primi assi

Teatro, il Mascagni Festival cala i primi assiRoma, 6 mar. (askanews) – Sarà il nuovissimo spettacolo Callas@100 ad inaugurare la quarta edizione del Festival Mascagni in scena nella città labronica dal 4 al 27 agosto. Livorno, palcoscenico a cielo aperto per l’importante rassegna internazionale dedicata alle opere e alla vita del compositore Pietro Mascagni, sotto la direzione artistica del tenore Marco Voleri e prodotto dal dipartimento della Fondazione Teatro Goldoni. La grande kermesse aprirà il sipario con la straordinaria partecipazione dell’attrice Giuliana De Sio – che interpreterà Maria Callas – una coproduzione internazionale. La prima assoluta dello spettacolo sarà parte integrante della manifestazione “Effetto Venezia”, l’originale manifestazione estiva labronica che quest’anno sarà dedicata al tema del cinema, organizzata da Fondazione LEM.
“Nel centenario della nascita del grande soprano greco e nel giorno della sua ultima interpretazione del ruolo di Santuzza, il prossimo 4 agosto apriremo il Festival mascagnano a Livorno con Callas@100 – afferma il Sindaco di Livorno e Presidente Fondazione Goldoni e LEM Luca Salvetti – un Festival nato quattro anni fa per omaggiare la figura del grande compositore livornese che incanta da oltre un secolo il pubblico di tutto il mondo. Callas@100 fonde mirabilmente musica, prosa e cinema in una contaminazione culturale originale e siamo lieti di essere riusciti a presentarlo in anteprima alla recente Bit di Milano elaborandone l’idea base con le motivazioni e gli spunti artistici che caratterizzeranno la prossima edizione di Effetto Venezia, la kermesse di cui abbiamo presentato proprio di recente il nuovo direttore artistico, a dimostrazione che il Comune e le Fondazioni Goldoni e LEM lavorano incessantemente per la promozione artistica e culturale di Livorno”.
“Sarà un’edizione ricca di connessioni e contaminazioni, scoperte e riscoperte” dichiara il direttore artistico del Mascagni Festival Marco Voleri “e siamo lieti di annunciare altri grandi nomi del panorama teatrale nazionale che saranno impegnati con noi: è il caso del reading “Mascagni incontra D’Annunzio” (24 agosto) una produzione in prima nazionale del Mascagni Festival, che vedrà la partecipazione di Alessandro Haber nei panni di Pietro Mascagni e di Gianmarco Tognazzi in quelli di D’Annunzio”. Il programma completo del Festival verrà svelato nel mese di maggio, “Ma posso aggiungere subito – prosegue Voleri – che la produzione lirica si avvarrà di due autentiche riscoperte mascagnane che torneranno dopo tantissimo tempo nella città natale del Maestro, grazie al lavoro che stiamo conducendo tra il Concorso internazionale Voci Mascagnane e la Mascagni Academy”.
Altro appuntamento da segnalare quello del 26 agosto con la Banda Musicale della Aeronautica Militare diretta dal Maggiore Pantaleo Leonfranco Cammarano, che renderà omaggio alla città di Livorno e al suo compositore attraverso alcune tra le più note composizioni liriche del periodo verista con originali arrangiamenti bandistici; fu, tra l’altro, lo stesso Pietro Mascagni a dirigere il concerto inaugurale della compagine il 10 luglio 1937. L’evento celebra inoltre il centenario della nascita dell’Aeronautica Militare Italiana.
Alle loro parole si aggiungono quelle di Marco Bruciati: “Come direzione artistica di Effetto Venezia 2023, quest’anno dedicata al cinema, siamo felici della nuova collaborazione con il Mascagni Festival. Questa – sottolinea Bruciati – ci permetterà di celebrare il centenario della nascita di un’artista assoluta come Maria Callas, che ha espresso, nel sodalizio con Pasolini, una delle più alte manifestazioni cinematografiche del cinema europeo”.
Un mix di progetti e collaborazioni che rendono ancora più forte ed evidente la vocazione culturale e di immagine che il Mascagni Festival sta assumendo con conseguenti effetti positivi alla visibilità stessa di Livorno a livello nazionale ed internazionale. A riprova, la presentazione, gestita da Fondazione LEM con il suo responsabile organizzazione e promozione Adriano Tramonti e dal Mascagni Festival di Callas@100 nel contesto di un palcoscenico internazionale come la BIT di Milano 2023. Un’iniziativa che ricalca quanto già fatto alla BIT 2022 e a Buy Tuscany dello scorso anno.

8 marzo, al via le iniziative promosse da M9 – Museo del ‘900

8 marzo, al via le iniziative promosse da M9 – Museo del ‘900Roma, 6 mar. (askanews) – Una riflessione sull’esperienza femminista italiana a cinquant’anni dalla stagione dei grandi movimenti degli anni ’70. Questo il cuore del ricco programma di iniziative promosso da M9 – Museo del ‘900 in occasione delle celebrazioni legate all’Otto Marzo, giornata internazionale della donna. Un’iniziativa significativa di confronto su alcuni temi-chiave del nostro tempo: dal ruolo attuale della donna, dopo un cinquantennio di contestazioni del modello di società patriarcale, al loro contributo alla trasformazione sociale compiuta dal Paese dopo il ’68 fino all’evoluzione dei rapporti di genere nella nostra società.
Il programma, dal titolo “La lotta non è finita. Donne, corpi, lavoro, memoria”, è parte integrante del cartellone comunale del Marzo Donna 2023 ed è realizzato da M9 in partnership con la Società italiana delle Storiche (SIS), l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (Aamod), la Fondazione Svizzera per la Cultura Pro Helvetia e la Biblioteca civica VEZ di Mestre.
In linea con la filosofia di M9 e dei cicli Capire il ‘900 – iniziativa di approfondimento volta alla comprensione dei grandi eventi del secolo scorso – gli incontri, in gran parte previsti presso l’Auditorium Cesare De Michelis del Museo, si sviluppano attraverso diversi ambiti: cinema, incontri, installazioni artistiche, musica, esplorazioni urbane e dibattiti.
Si inizia giovedì 9 marzo, alle 17.30, con la presentazione del libro “Mai più sole” di Nadia Maria Filippi, contro la violenza sessuale, con proiezioni video ed immagini inedite della fine degli anni ’70. E ancora venerdì 10 marzo, alle 18.00, Annamaria Licciardello introdurrà le proiezioni di La lotta non è finita” (1973) e Non ci regalano niente (1977) dal patrimonio dell’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico; Maria Iorio e Raphaël Cuomo presentano il film Undead Voices (2019).
Seguono, nella giornata di sabato 11 marzo, due appuntamenti: l’incontro “Dalla campagna per il salario al lavoro domestico alle sfide contemporanee”, previsto per le ore 11.00, a cui prenderanno parte Beatrice Busi, Anna Curcio, Leopoldina Fortunati, Bruna Mura, Barbara Mahlknecht e Raffaella Sarti, ed una passeggiata nei luoghi storici della mobilitazione femminista, con partenza alle ore 15.00 dal Foyer di M9, a cura di Maria Teresa Sega e Nadia Maria Filippini. Fra le tappe previste Piazza Ferretto e la Biblioteca del Centro Donna di Villa Franchin di Mestre.
Dall’8 marzo al 9 aprile, inoltre, sarà possibile visitare gratuitamente presso il museo l’installazione “Invocare l’archivio: materiali per un presente femminista” a cura di Barbara Mahlknecht. Le iniziative esplorano, pertanto, la storia dei femminismi, in primis quello degli anni ’70, nonché i modi con cui, negli ultimi cinquant’anni, sono stati proposti il rapporto fra i sessi e la questione dei diritti sociali arrivando ad una riflessione contemporanea su questi temi anche grazie alle testimonianze dei giovani. Un’attenzione nei confronti delle donne e, più in generale, alla parità di genere, che riflette la ferma volontà di M9 – Museo del ‘900 di coinvolgere il pubblico sulle tematiche più attuali a partire dalla conoscenza del passato, al fine di renderlo più consapevole del presente nonché parte attiva e responsabile della propria comunità.

L’Hotel Bauer e il fascino di Venezia all’asta da Artcurial

L’Hotel Bauer e il fascino di Venezia all’asta da ArtcurialMilano, 4 mar. (askanews) – La storia di Venezia attraverso gli arredi di uno storico hotel come il Bauer Palazzo. Artcurial presenta all’asta oltre 4mila pezzi provenienti dall’albergo affacciato sul Canal Grande, in vista di un nuovo riallestimento.
“Con questa vendita – ci ha spiegato Tabea Caporali, Project manager della vendita per Artcurial Parigi – verrà disperso il mobilio che fa parte dell’identità dell’hotel dalla fine dell’800. Ci sino pezzi che provengono da quell’epoca e poi il mobilio si è stratificato, fino all’ultimo rinnovo che risale agli anni Novanta. Quindi troviamo sicuramente mobili eclettici, abbiamo tutti i generi, dai tessuti di Rubelli e Bevilacqua ai mobili in stile barocco, Art Déco, ma anche argenteria e pezzi tipicamente veneziani come i torcieri e gli scudi”.
All’asta anche fotografie, tra le quali ne spicca una, meravigliosa, di Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in Casablanca. A suo modo, anch’essa racconta di Venezia e delle sue inesauribili malinconie.
La vendita di Artcurial, di cui a Milano è disponibile un’anteprima fino al 31 marzo, si tiene a Parigi dal 24 al 29 aprile.

Il Perugino alla GNU: “Assoluto protagonista” del Rinascimento

Il Perugino alla GNU: “Assoluto protagonista” del RinascimentoPerugia, 3 mar. (askanews) – Restituire il Perugino al suo ruolo di “assoluto protagonista del Rinascimento”. A questo vuole arrivare, e guardando le opere esposte la sensazione è che ci riesca, la mostra dedicatagli dalla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, non a caso intitolata, “Il meglio maestro d’Italia”, riprendendo una definizione del banchiere Agostino Chigi.
“La lettura storica ispirata dal Vasari che vuole Perugino soprattutto come allievo di Verrocchio e maestro di Raffaello ha avuto molta fortuna – ha spiegato il direttore della GNU e co-curatore della mostra Marco Pierini – ma è sbagliata. Perugino era richiesto da tutta Italia, la sua qualità è straordinaria. Prima della china finale della sua carriera Perugino lavora e innova la pittura per oltre 25 anni. L’artista a lungo ritenuto anche noioso, si mostra invece come realmente sorprendente”. Il direttore sottolinea in particolare la qualità di Perugino nel guardare il lavoro degli altri artisti, le cui lezioni era poi in grado di assimilare e fare proprie, inglobandole dentro un’idea di pittura che si evolveva, ma senza snaturarsi nell’imitazione.
Secondo Veruska Picchiarelli, conservatrice del museo e co-curatrice della mostra, “ci sono due livelli di lettura: uno vuole dare conto dei 35 anni nei quali Perugino è stato considerato il miglior maestro italiano, l’altro analizza la sua parabola in relazione agli artisti e alle figure con cui ha lavorato e collaborato, anche grazie al modo in cui altri artisti hanno saputo utilizzare e re-interpretare il suo stile”.
Uno dei temi della mostra è proprio il modo in cui Perugino, al secolo Pietro Vannucci, stava nel suo tempo e per questo l’esposizione presenta anche dipinti di altri artisti, e ovviamente spiccano il Verrocchio e Raffaello. Ma questi accostamenti non fanno perdere l’attenzione sul nucleo davvero importante dei lavori del Perugino sui quali spiccano due capolavori straordinari come la Pietà e lo Sposalizio della Vergine. Guardandoli si può davvero fare esperienza diretta di una lezione artistica di valore e impatto notevolissimo.
Presente all’inaugurazione della mostra alla Galleria Nazionale anche il sottosegretario alla Cultura, Vittorio Sgarbi. “Il padre di Raffaello, Giovanni Santi – ha raccontato – decide che suo figlio deve imparare dal miglior pittore al mondo e questo è Perugino. Poco dopo averlo affidato a Perugino, il padre muore, perché la sua missione è compiuta e poi Raffaello diventerà colui che doveva diventare. Dal momento in cui Perugino accetta di prendere Raffaello a bottega, inizia il Rinascimento pieno”.
La mostra perugina, aperta al pubblico dal 4 marzo all’11 giugno, si inserisce nelle celebrazioni dei 500 anni dalla morte dell’artista e presenta opere provenienti dalla National Gallery di Londra o dal Louvre di Parigi, mentre con musei come gli Uffizi di Firenze, la National Gallery di Washington e il Musée des Beaux-Arts di Caen è stata attivata una vera e propria partnership scientifica.

Marateale e Stardust Lab a Leopoli al Festival Canzone Cristiana per la Pace

Marateale e Stardust Lab a Leopoli al Festival Canzone Cristiana per la PaceRoma, 3 mar. (askanews) – Il Festival del Cinema “Marateale” e “Stardust Lab”, l’Academy del Cinema del Gruppo Stardust, media agency europea più autorevole, con oltre 15 miliardi di visualizzazioni all’anno sui social network, saranno partners del Festival della Canzone Cristiana che si terrà, il 6 maggio 2023, a Leopoli, in Ucraina, assumendo la denominazione”Hope Cristian Music Festival Leopoli 2023″.
Il Festival è organizzato dal Cantautore Fabrizio Venturi, Direttore artistico del Festival, coadiuvato dal giornalista Biagio Maimone, dall’Associazione Galleria San Babila di Francesco Colucci, dalla Fondazione Hope Ukraine ETS, citata nella denominazione della stessa manifestazione, il cui Presidente è il Dottor Marco Toson.
Nicola Timpone, Fondatore del “Marateale”, lo ha annunciato a Fabrizio Venturi e a Biagio Maimone, mediante una lettera, dalla quale si evince un evidente entusiasmo: “Sono lieto di comunicare che saremo in Ucraina, a Leopoli, il 6 maggio 2023, io e la Presidente del Marateale, Antonella Caramia, per sostenere con il nostro Festival del Cinema la missione musicale cristiana per la Pace, fieri di offrire il nostro contributo affinché si possa dire basta a questa guerra sanguinaria attraverso la cultura, vera arma che unisce i popoli”.
Il Marateale – Premio Internazionale Basilicata XIV Edizione – ogni anno, vede, nella splendida cornice di Maratea, definita “La Perla del Tirreno”, la partecipazione di numerosi attori e keyplayers, molto famosi nel mondo del cinema, i quali scelgono la città di Maratea per presentare i loro film più recenti e, soprattutto, per condividere la loro esperienza attraverso masterclass molto seguite. Il “Marateale” si può definire uno dei più importanti Festival del Cinema a livello internazionale. “Siamo orgogliosi di poter partecipare a questa iniziativa finalizzata alla pace. Stardust si prefigge la missione di veicolare messaggi di civiltà e di solidarietà in tutto il mondo” ha dichiarato il Presidente della Stardust Simone Giacomini, sottolineando anche: “Milioni di persone seguono i nostri contenuti, quotidianamente, finalizzati ad arricchire la cultura umana, la formazione e la sensibilizzazione della popolazione. Ciò rende possibile, pertanto, offrire un contributo notevole alla diffusione della cultura della pace”. Lo slogan della media agency è “People are media”. Partendo da tale intuizione, nel maggio del 2020, Simone Giacomini, insieme ad Antonino Maira, Alan Tonetti e Fabrizio Ferraguzzo, hanno fondato Stardust, l’innovativa media agency, che ha saputo industrializzare l’influencer marketing, crescendo rapidamente fino a costituire una realtà solida e riconosciuta. La mission di Stardust è connettere Brands, Musica e Talenti con grandi audience, attraverso l’uso di contenuti innovativi e di uno straordinario livello di engagement. Stardust, attualmente, produce 1 milione di contenuti originali all’anno, grazie al coinvolgimento di oltre 500 creator, influencer e ambassador, con una fanbase di oltre 190 milioni, la cui attività genera oltre 17 miliardi di visualizzazioni cross-Platform e 40 milioni di ore in watch time. Si tratta di un vero e proprio media, che unisce un’audience di milioni di persone. Può dirsi una rivoluzione nel modo di intendere l’influencer marketing e la comunicazione. “Abbiamo già iniziato i lavori per la realizzazione della nostra missione musicale cristiana per la Pace, che il 6 maggio 2023 vedrà Leopoli diventare la ‘Woodstock’ della musica cristiana. Chi canta prega due volte ha scritto Sant’Agostino e noi riponiamo fiducia nel potere della preghiera, che sarà rivolta al cuore di chi deve fermare la guerra per dar vita alla Pace. Sono contento dell’ingresso del Marateale e della Stardust Lab nel nostro progetto di amore e di pace, convinto che l’unione amplifica, ancor più, il nostro grido di Speranza. Il popolo ucraino è martoriato dalla guerra e il nostro Festival vuole contribuire a fermare definitivamente il genocidio di infinite persone innocenti dell’una e dell’altra sponda. La Speranza, com’è indicato nel titolo del Festival, guida la visione cristiana della vita ed è la Speranza che costituisce la forza che ci dirige nell’intraprendere la nostra missione a favore della Pace. Non vi è Speranza che sia tradita per noi cristiani e, certamente, non sarà tradita la Speranza di veicolare un messaggio che possa essere concretamente realizzato. Tantissime persone, cristiane e non, provenienti da tutte le parti del mondo, confluiranno in Ucraina per partecipare al Festival. L’iniziativa darà vita ad una catena umana senza precedenti” ha dichiarato Fabrizio Venturi, il quale ha aggiunto: “Saliranno sul palco artisti ucraini e artisti di tutti i Paesi del mondo, artisti di musica cristiana e artisti di altri generi musicali, di fama internazionale, i quali inneggeranno alla Pace, con voce alta e fede profonda, a tal punto da catturare, con il loro messaggio di amore, il cuore di Putin. Porteremo le armi della Fede e dell’Amore di Dio, le uniche armi in nostro possesso. A Leopoli si svolgerà un evento paragonabile al concerto di Woodstock del 1969. Anzi, Leopoli sarà la Woodstock della Pace. Sotto le bombe canteremo la lode a Dio e la Pace si diffonderà in Ucraina e nel cuore dei suoi avversari! Sarà un canto di gioia mai udito finora perché pervaso dall’Amore, che sconfiggerà, ancora una volta, quel rancore senza motivi che nuoce a entrambi i territori, ucraino e russo, ed anche, conseguentemente, all’intera umanità”. L’Associazione Galleria San Babila di Milano che, attraverso l’arte, diffonde messaggi finalizzati a spronare la coscienza umana alla ricerca della bellezza estetica, che è la fonte primigenia della bellezza interiore, ha deciso di partecipare in quanto Associazione partner, al fine di portare il messaggio della Pace anche mediante le esposizioni dei suoi artisti. “Under the bomb”, questo è lo slogan. “L’arte è la forma più evoluta della bellezza, che racchiude in se l’armonia perfetta e dall’armonia non vi è dubbio che possa sostenere la Pace. ‘Pace agli Uomini di Buona Volontà’ canteremo in coro. Il connubio con la musica cristiana, che innalza la sua lode a Dio, consente alla dimensione artistica di elevare lo spirito verso mete supreme, che conducono oltre la crudeltà della guerra” ha dichiarato Francesco Colucci.
“La canzone cristiana non si ferma davanti agli ostacoli e aspira a raggiungere i luoghi più impervi, in cui la parola “Amore”, se pronunciata con convinzione, con cuore puro e sincero, farà nascere una nuova Amicizia, allietata da nuove speranze. La guerra finirà perché al suo posto vi sarà l’Amore e solo l’Amore” ha concluso Biagio Maimone.

Libri, esce “Paesi miei”: incontri e racconti di Beppe Convertini

Libri, esce “Paesi miei”: incontri e racconti di Beppe ConvertiniRoma, 3 mar. (askanews) – Una dichiarazione d’amore all’Italia, un diario di viaggio attraverso paesaggi, arte, tradizioni ed enogastronomia. Con “Paesi miei” Beppe Convertini accompagna i lettori lungo le strade del Belpaese alla scoperta di ciò che rende la nostra penisola un luogo straordinario. Le aspre montagne e la transumanza delle greggi in Abruzzo, l’arte della falconeria in Basilicata, i limoni di Procida, e ancora le abbazie cistercensi nelle Marche, le imprese vitivinicole delle Langhe, i centenari di Seulo in Barbagia. Incontri e racconti di un viaggiatore appassionato e curioso, un invito a scoprire l’Italia meno raccontata dalle guide turistiche.
“Paesi miei” di Beppe Convertini, edito da Rai Libri, è in vendita nelle librerie e negli store digitali dal 7 marzo 2023 (Euro: 18,50).
Beppe Convertini (Martina Franca, 20 luglio 1971) è un attore, conduttore televisivo e conduttore radiofonico. Ha condotto diversi programmi in Rai: “La vita in diretta Estate”, “Storie in bicicletta”, “Telethon”, “C’e’ tempo per…”, “Uno Weekend”, “Azzurro – Storie di mare”, “Evoluzione terra”. Dal 2019 è al timone di “Linea Verde”.

Milano, Pittura plastica di Nicoletta Borroni a Galleria Monopoli

Milano, Pittura plastica di Nicoletta Borroni a Galleria MonopoliMilano, 3 mar. (askanews) – La Galleria Monopoli di Milano presenta, dal 4 al 31 marzo, la mostra “Pittura Plastica” di Nicoletta Borroni e a cura di Alberto Barranco di Valdivieso, prosecuzione della precedente esposizione, “Shapes and Forms”, presentata da Flaminio Gualdoni.
La nuova mostra, arricchita di ulteriori sviluppi tematici ed estetici a definire maggiormente il percorso artistico di Borroni, vuole sintetizzare la percezione dinamica di oggetti a struttura geometrica tridimensionale dipinti ad aerografo attraversati da linee orizzontali bianche che innervano ogni singola forma raccordandola con le altre e strutturando l’immagine corale.
Le opere, sotto l’apparente semplicità, parlano della ricerca di un tutto armonico nell’equilibrio tra volume e superficie, tra geometria pura e toni cromatici. L’artista è infatti consapevole che l’emozione suscitata nello spettatore non può prescindere dal dialogo dinamico che le opere instaurano tra loro e con lo spazio che occupano e influenzano.
Le nuove opere geometriche del ciclo “Linea Chiara”, formate da pezzi che si completano nella loro struttura a incastri, sono espressione del pensiero razionale dell’artista che si riflette sul significato di spazio pensato e spazio fisico. Un riferimento, quello all’architettura, per nulla casuale e marginale nell’arte di Nicoletta Borroni, che guarda con attenzione a figure come Louis Kahn, fra le più importanti nell’architettura del XX secolo.
“Pittura, certamente pittura – ha commentato il curatore Alberto Barranco – seppur con l’assistenza dell’aerografo sapientemente manovrato dall’artista il cui gesto è pensato e sperimentato appositamente per creare particolari tessiture di colore secondo passaggi sovrapposti restituendo un effetto ambiguo a tutto il volume, sospeso tra la pietra e la spugna, che in qualche modo perturba la nostra percezione e sublima la dinamica di un oggetto che vibra tra la sua dimensione fisica compatta di oggetto categorico e la nostra frammentata dimensione psichica-percettiva.”

Opere d’arte per capire il mondo: a Firenze 30 anni di Sandretto

Opere d’arte per capire il mondo: a Firenze 30 anni di SandrettoFirenze, 3 mar. (askanews) – Si possono scegliere due opere, che rappresentano due momenti e due modi di stare nel contemporaneo: la prima è grande, avvolgente, romantica. Sono i cinque canali e i cinque schermi sui quali l’artista islandese Ragnar Kjartansson canta sotto la neve il suo “The End”. La seconda è piccola, potrebbe anche sfuggire all’occhio di qualche spettatore, perché sta in basso: è lo scoiattolo suicida di Maurizio Cattelan, e il titolo del lavoro è “Bidibidobidiboo”. È come se guardassimo i due estremi di uno spettro, lontani, ma accomunati da chi quello spettro così ampio lo ha immaginato e costruito nel corso di 30 anni di collezionismo, che ora vengono celebrati a Palazzo Strozzi a Firenze con una mostra intitolata “Reaching for the Stars”. E stiamo parlando di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. “È un racconto di 30 anni di collezionismo – ha spiegato lei stessa ad askanews – di amicizia con artisti, curatori, galleristi e collezionisti. Ed è un’occasione per mostrare quello che gli artisti hanno realizzato negli ultimi 30-40 anni: pittura, fotografia, scultura, video, installazioni, e abbiamo anche una performance”.
La mostra si sviluppa in tutto lo spazio espositivo del palazzo e presenta una impressionante serie di grandi nomi della scena contemporanea: ci sono le farfalle di Damien Hirst e le sue vetrine; c’è l’orso di Paola Pivi e ci sono fotografie di Shirin Neshat e di Cindy Sherman, c’è l’autoritratto scultoreo di Pawel Althamer davanti a un grande manifesto di Barbara Kruger. E poi, nel piano inferiore del museo, il film su Zidane di Douglas Gordon e Philippe Parreno e anche una performance sonora di Tino Sehgal, come sempre non documentabile.
“È un viaggio cronologico – ci ha detto il direttore della Fondazione Palazzo Strozzi, Arturo Galansino – ma anche crono-tematico, perché attraverso l’arte contemporanea tocchiamo tanti temi che influenzano la nostra vita e che viviamo quotidianamente, dall’inquinamento ai problemi sociali e civili, problemi dio razzismo, legati al mondo dell’economia, ma anche problemi più prettamente formali dell’arte, come per esempio il ritorno all’astrazione o la scelta di restare nel figurativo, facendo vedere anche nuove sperimentazioni artistiche a livello tecnico e tecnologico”.
Ecco, la sensazione che si prova stando dentro la mostra, che è organizzata dal museo fiorentino insieme alla Collezione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, è chiara: stiamo guardando il lavoro di molte star del sistema dell’arte, è indubitabile, ma le stelle che cerchiamo di raggiungere, per parafrasare il titolo, sono quelle idee, quelle prese di posizione, quell’insieme di reazioni che le opere d’arte propongono al mondo: Le stelle, direbbe un finto McLuhan, sono il messaggio. “Io quando vedo un’opera – ha aggiunto Patrizia Sandretto – penso sempre che questa opera deve aiutarmi a pensare, a farmi ragionare, a farmi capire dove sta andando il mondo”.
E il presente attraversa la mostra con decisione: c’è il ghiacciaio che si scioglie di Doug Aitken, oppure la scultura zoomorfa e pensile di Giulia Cenci, l’artista più giovane esposta a Firenze. Fino ad arrivare al grande razzo di Goshka Macuga installato nel cortile di Palazzo Strozzi, che rappresenta un simbolo della complicata relazione tra noi umani e il futuro del nostro stesso pianeta. Forse è con quello che arriveremo alle stelle, chissà. Forse invece sarà solo un modo per ricordarci, come diceva Alberto Garutti, di guardare in alto. E accorgersi di tutto ciò che accade intorno all’arte e intorno a una grande collezione.
(Leonardo Merlini)

Lavoro: una ragazza su 2 si sente limitata da stereotipi maschili

Lavoro: una ragazza su 2 si sente limitata da stereotipi maschiliMilano, 1 mar. (askanews) – Una ragazza su 2 si sente limitata, nelle scelte sul futuro, da stereotipi e retaggi maschilisti e il lavoro è percepito come il luogo più a rischio discriminazione. È quanto emerge dall’Osservatorio indifesa realizzato da Terre des Hommes e OneDay Group, che quest’anno ha coinvolto oltre 2.000 ragazze adolescenti dai 14 ai 26 anni.
Se il presente è complesso, le giovani sono consapevoli che, in futuro, da adulte, dovranno lottare anche di più. Ritengono, infatti, che il luogo in cui si assiste a più discriminazione o violenza di genere sia il lavoro: è al primo posto nelle loro risposte seguito dal web e dai mass media.
Le ragazze di oggi fanno fatica a sognare, ma neanche progettano “in grande” il loro futuro. Più della metà delle intervistate, il 53,96%, ritiene che le scelte riguardo agli studi futuri o alla carriera lavorativa, le ambizioni e le passioni vengano limitate dagli stereotipi e retaggi maschilisti. Al secondo posto viene indicata l’assenza di una rete di sostegno, al terzo la mancanza di modelli a cui ispirarsi. Una mancanza sottolineata anche dal fatto che per il 20% di loro “non c’è nessun modello di riferimento” e per il 30% il principale modello è la propria mamma. In sostanza una su 2 non ha modelli esterni alla famiglia a cui riferirsi “idealmente” per progettare il proprio futuro.
“C’è molto da fare per il futuro delle giovani donne nel nostro Paese- dichiara Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes – è urgente un cambiamento culturale che non può che partire dalla scuola. Occorre lavorare affinché genitori e insegnanti incoraggino le ragazze a seguire percorsi di studio che permettono carriere vicine ai loro reali desideri, al netto dei condizionamenti esterni, che arrivano persino dai libri di testo che ancora troppo spesso raffigurano gli uomini come scienziati e ingegneri e le donne come maestre e infermiere. Ogni anno con la nostra campagna indifesa ci impegniamo a diffondere i dati della violenza e delle discriminazioni, ma cerchiamo anche di offrire a ragazze e ragazzi percorsi che possano accrescere la loro consapevolezza su queste tematiche e proporre nuovi modelli per essere davvero leader del cambiamento per una società più equa e inclusiva”.
La mancanza di modelli di riferimento e gli stereotipi non aiutano le giovani Neet (Not in Education, Employment or Training), per cui l’Italia detiene il record europeo negativo: le italiane tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano sono ben il 25%. Come racconta il dossier indifesa 2022 di Terre des Hommes, La situazione è determinata da un lato, da convenzioni o vere e proprie pressioni sociali che tendono a dare una maggiore importanza al ruolo delle donne all’interno della famiglia; dall’altro da un mercato del lavoro che privilegia l’assunzione di giovani uomini rispetto alle giovani donne, e rende difficile conciliare l’attività lavorativa con la cura dei figli.
Il divario di genere nell’educazione non finisce qui, denuncia il dossier indifesa 2022. Sebbene le ragazze rappresentino quasi il 60% dei laureati in Italia – una quota stabile da dieci anni a questa parte – la loro presenza all’interno dei corsi di laurea Stem (Science, Technology, Engineering e Mathematics) è decisamente più ridotta a vantaggio di percorsi di studio in ambito linguistico, medico e umanistico. Secondo il ministero della Pubblica Istruzione, nell’anno accademico 2020/2021 le studentesse immatricolate nei corsi di laurea Stem sono il 21%, la metà rispetto agli uomini. Eppure, la laurea in una disciplina Ict, come ingegneria o più in generale nelle materie scientifiche, permette di avere migliori sbocchi occupazionali e maggiori possibilità di guadagno.
Un altro gender gap è quello legato a ciò che viene definita “educazione finanziaria”: dal gestire un conto corrente o calcolare il tasso di interesse di un prestito a capire un investimento finanziario. I più recenti test Pisa-Ocse evidenziano come, in media, i livelli di alfabetizzazione finanziaria dei maschi 15enni siano superiori di due punti percentuali rispetto a quelli delle coetanee. Il gap in Italia è addirittura di 15 punti. “Proprio per questo Terre des Hommes nel suo Hub Spazio indifesa di Milano, ha promosso la nascita di corsi di educazione finanziaria per donne in situazione di vulnerabilità grazie alla collaborazione con Global Thinking foundation”, aggiunge il direttore generale di Terre des Hommes Italia.
Se il futuro è in pericolo, il presente è già compromesso. Basti pensare che il 47,78% delle giovani ha dichiarato all’Osservatorio indifesa di aver assistito a una violenza fisica. Non va meglio con la violenza psicologica: 7 ragazze su 10 ha assistito ad episodi di questo tipo. La realtà non è rassicurante per le nuove generazioni: le giovani percepiscono il rischio della solitudine e dell’isolamento sociale (23,14%), il pericolo della violenza psicologica (19,72%), del bullismo (17,90%) e della violenza sessuale (17,39%). Per l’82,90% il web non è un ambiente sano e sicuro. Tra i rischi mettono al primo posto il cyberbullismo. Non migliora la situazione nella vita offline: il 23,14% sente il pericolo della solitudine e dell’isolamento sociale il 19,72% quello della violenza psicologica, il 17,70% del bullismo e il 17,39% della violenza sessuale. Per quasi il 34% delle intervistate, d’altra parte, non si stanno facendo passi avanti nella parità di genere.