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Lega celebra 10 anni di Salvini: ha cambiato il partito e l’ha salvato

Lega celebra 10 anni di Salvini: ha cambiato il partito e l’ha salvatoMilano, 15 dic. (askanews) – Un video di quasi 18 minuti, con immagini di repertorio, interviste ai compagni di partito, i passaggi decisivi: la Lega celebra così i 10 anni della segreteria Salvini, con un filmato sui social dal titolo “M10 Capitano”, richiamando l’appellativo con cui Matteo Salvini si faceva chiamare durante la stagione al Viminale.

Si parte con Giancarlo Giorgetti: è lui che nel 2013 proclamò il risultato del congresso del 2013, e lui fu tra gli artefici dell’elezione: “Era maturo il tempo di trovare qualcuno cui passare il testimone – dice in una intervista in cui ricorda il momento della scelta – ci trovammo tutti e tre, io e Bobo (Maroni, ndr). Dicemmo ‘Matteo tocca a te, bisogna trovare qualcuno che abbia le energie, le idee per rinnovare il movimento’. Non è nato in una capanna ma sotto un tendone, diciamo così…”, dice ironizzando sulla vicinanza del Natale. Una idea, quella di Matteo Salvini segretario, di cui il presidente della Camera Lorenzo Fontana rivendica la primazia: “Ero a La Zanzara, mi chiesero chi sarebbe stato il segretario dopo Bossi e io risposi Salvini: una previsione azzeccata”. Il senatore Andrea Paganella ricorda invece i primi mesi della segreteria: “Sono stati i più difficili, Matteo ha deciso di dare una nuova identità al partito, ha preso il toro per le corna per cambiare tanto, quasi tutto, e così ha salvato la Lega”. Il vicesegretario Andrea Crippa racconta la prima campagna elettorale, quella del 2014, fatta in camper: “Nessuno credeva in noi, Matteo è stato incredibile, e i risultati parlano per lui”. Tocca poi a Roberto Calderoli: “Ha preso in mano una Lega che la vedeva veramente brutta, l’ha portata in alto, in altissimo con il 34% alle Europee del 2019, tanto lavoro e entusiasmo, ci riporterà a quei numeri e a quei valori di cinque anni fa”.

Risultati ottenuti grazie alla trasformazione del partito, che viene spiegata da Massimiliano Romeo e Giuseppe Valditara: “Salvini è riuscito a trasformare la Lega da partito confinato in alcune regioni del Nord in partito nazionale”, dice il capogruppo in Senato ricordando le Politiche del 2018, in cui – aggiunge il ministro dell’Istruzione – “vinceva l’intuizione di trasformare la Lega in forte movimento nazionale ma strettamente legato ai territori”. Il lato umano lo racconta Attilio Fontana: “C’è sempre, nei momenti di difficoltà. Quando ti senti solo, lo chiami e lui ti dà sostegno, consiglio, ti fa capire che insieme a te c’è il partito e ci sono milioni di leghisti”. Gli fa eco Alessandra Locatelli che sottolinea “l’entusiasmo, la forza che ci trasmette anche di fronte alle situazioni più complesse e ai momenti più difficili”.

Poi tocca agli altri governatori di Regione: Donatella Tesei ricorda la vittoria in Umbria, Maurizio Fugatti quella in Trentino, Christian Solinas l’alleanza col Partito Sardo d’Azione che ha portato alla sua elezione. Il governo giallo-verde del 2018 lo racconta per primo Matteo Piantedosi, allora suo capo di gabinetto al Viminale, e poi Massimiliano Fedriga: “L’esperienza col M5s non è stata facile, ma ha portato risultati incredibili nella lotta alla criminalità organizzata e all’immigrazione clandestina”. Un passaggio che viene sottolineato da diverse dichiarazioni di repertorio dello stesso Salvini, tutte sul tema “ruspa” da utilizzare contro criminalità e immigrazione, fino alle parole contro “una zingara, una zingaraccia di Baranzate” che minacciava un proiettile per l’allora ministro dell’Interno.

Tocca al capogruppo alla Camera Riccardo Molinari affrontare invece il momento della rottura: “Il governo col M5s era complicato ma ha portato risultati importanti: quota 100 sulle pensioni e i decreti immigrazione. Ma eravamo arrivati a un punto in cui le differenze stavano esplodendo, ed era evidente che c’era un dialogo aperto con il Pd come era chiaro dai posizionamenti europei”. E via con le immagini di repertorio sulle “poltrone” abbandonate. E poi c’è il futuro. Luca Zaia parla della battaglia per l’Autonomia regionale: “Matteo ci ha messo faccia e impegno, ora aspettiamo solo il momento in cui sarà legge”. Lorenzo Fontana sottolinea che i risultati ottenuti “sono solo un punto di partenza”. Il video si chiude con oltre due minuti di foto: da Salvini bambino a quelle con i figli piccoli, e poi una carrellata di compagni di partito (tra gli altri Giorgetti, Zaia, Fedriga, Bossi, Calderoli, Rixi, Borghi, Centinaio, Durigon, Crippa, Molinari, Molteni).

Torna “Doc”, Argentero: nella terza stagione faccio conti col passato

Torna “Doc”, Argentero: nella terza stagione faccio conti col passatoRoma, 15 dic. (askanews) – Un passato difficile da recuperare a causa della memoria compromessa da uno sparo di pistola; un passato diverso da quello che gli hanno raccontato, e con cui bisogna fare i conti. Ma come dice lui stesso “Ogni ricordo è prezioso, vale la pena salvaguardarli tutti”. Torna la fortunatissima e attesa serie “Doc. Nelle tue mani”, con la terza stagione in onda su Rai 1, in prima serata, da giovedì 11 gennaio 2024. Otto appuntamenti, 16 puntate, protagonista sempre il dottor Andrea Fanti, interpretato da Luca Argentero.

“Qui è stato messo tutto il possibile per mantenere il livello di tensione narrativa delle prime due stagioni – dice Argentero -. Noi arriviamo da dei risultati eclatanti, difficilissimo pensare di ripetersi. Eppure, leggendo la storia, lavorandoci per 7 mesi, mi sento abbastanza sicuro di dire che gli spettatori si possono aspettare di ripartire con quella stessa emozione. E forse anche di aumentarla. Arriviamo tutti da un periodo molto complesso, la gestione del Covid ha lasciato cicatrici in tutti. Tutti noi ci troviamo ad affrontare una nuova versione di noi stessi, siamo tutti cambiati. Siamo tutti molto pronti a emozionare”. Nelle nuove puntate, Doc – reintegrato nel ruolo di primario – ha davanti grandi sfide: cercare di recuperare la memoria e fare i conti con il passato – a volte anche duro da accettare – e gestire un reparto cercando di raggiungere gli obiettivi fissati dalla Direzione di una spending review nella sanità molto attuale, senza però rinunciare all’attenzione al paziente, sempre al primo posto.

La possibilità che Andrea recuperi la memoria è destabilizzante per le donne che gli sono vicine. Giulia, interpretata da Matilde Gioli, è la sua seconda in reparto. “La troviamo con una sorta di ritrovata serenità di fronte a questo incredibile accadimento e con una voglia di andare oltre e avanti. E’ chiaro che anche lei verrà molto destabilizzata dalla prospettiva che doc possa ricordarsi di quello che c’era tra loro – dice Gioli – Giulia aveva messo da parte quella storia e improvvisamente anche per lei è uno shock il riafforare il passato”.

Anche Agnese, interpretata da Sara Lazzaro, la ex moglie, si trova spiazzata di fronte a una memoria che riaffiora piano piano. “Le tre stagioni sono legate. Nella prima serie – dice – i ricordi spariscono e bisogna gestire il fatto che occorre andare avanti senza quella parte di memoria; la seconda stagione è stata segnata dall’esperienza del Covid che incide sulla vita di tutti i personaggi. Colpo di scena, ultimo atto, adesso quei ricordi con cui tutti ci eravamo riappacificati perché non tornavano più, invece improvvisamente tornano. Questo destabilizza un equilibrio che si era raggiunto”. Intanto, in reparto, Ricardo Bonvegna, interpretato da Pierpaolo Spollon, dopo la morte di Alba, dovrà gestire i nuovi specializzandi. “Dopo il Covid, dopo un anno difficile – sottolinea Spollon – bisogna fare i conti con ciò che è rimasto di noi. Dobbiamo ricostruirci, questa volta la ricostruzione parte non da basi solide ma da una novità, quindi è un ripartire a tutti gli effetti”.

Tra le new entry della terza stagione anche Giacomo Giorgio, nel ruolo di uno specializzando che arriva in reparto controvoglia costretto dal padre, noto oculista. “E’ stato come salire su un’alta velocità, non è un treno in partenza, ma un treno che viaggiava già spedito. All’inizio un po’ di timore – racconta – poi sono stato supersereno e divertito perché accolto benissimo”. I primi due episodi dell’attesissima terza stagione arrivano al cinema il 18 e 19 dicembre, in esclusiva negli UCI Cinemas e poi in prima serata su Rai 1 dall’11 gennaio per 8 serate. La serie, diretta da Jan Maria Michelini, Nicola Abbatangelo e Matteo Oleotto, è interpretata da Luca Argentero, Matilde Gioli, Sara Lazzaro, Pierpaolo Spollon, Marco Rossetti, Giacomo Giorgio, Laura Cravedi, Elisa Wong, Giovanni Scifoni ed Elisa Di Eusanio. E’ prodotta da Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction.

Salgono i ricoveri per Covid, anche in terapia intensiva. Casi in lieve calo

Salgono i ricoveri per Covid, anche in terapia intensiva. Casi in lieve caloRoma, 15 dic. (askanews) – Salgono nell’ultima settimana i ricoveri, con infezione da SARS-CoV-2 in Italia. Lo evidenzia il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità-Ministero della Salute che sottolinea come “pur osservando un ulteriore aumento del tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva rispetto alla settimana precedente, l’impatto sugli ospedali nel complesso resti contenuto”, inoltre, “nel periodo di monitoraggio, si osserva una lieve diminuzione dell’incidenza di nuovi casi identificati e segnalati con infezione”. Si conferma “la predominanza di ceppi virali ricombinanti riconducibili a XBB, ed in particolare alla variante d’interesse EG.5. Si assiste, inoltre, ad un incremento nella proporzione di sequenze riconducibili alla variante d’interesse BA.2.86, in accordo con quanto osservato in altri Paesi”.

Al 13 dicembre l’occupazione dei posti letto in area medica è pari a 11,9% (7.426 ricoverati), in aumento rispetto alla settimana precedente (10,7% al 06/12/2023). In aumento anche l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva, pari a 2,7% (240 ricoverati) rispetto alla settimana precedente (2,5% al 06/12/2023). I tassi di ospedalizzazione e mortalità – evidenzia il bollettino – aumentano con l’età, presentando i valori più elevati nella fascia d’età 90+ anni; anche il tasso di ricovero in terapia intensiva aumenta con l’età. L’indice di trasmissibilità (Rt) basato sui casi con ricovero ospedaliero al 05/12/2023 è pari a 0,80 (0,77 – 0,83), sotto la soglia epidemica e in diminuzione rispetto alla settimana precedente. L’incidenza di casi COVID-19 diagnosticati e segnalati nel periodo 07/12/2023-13/12/2023 è pari a 94 casi per 100.000 abitanti, in diminuzione rispetto alla settimana precedente (101 casi per 100.000 abitanti nella settimana 30/11/2023-06/12/2023). L’incidenza settimanale (07/12/2023-13/12/2023) dei casi diagnosticati e segnalati presenta variazioni in quasi tutte le Regioni/PPAA rispetto alla settimana precedente. L’incidenza più elevata è stata riportata nella Regione Lazio (148 casi per 100.000 abitanti) e la più bassa in Sicilia (2 casi per 100.000 abitanti). La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale è la fascia 90+ anni. L’incidenza settimanale è sostanzialmente stabile in tutte le fasce d’età. L’età mediana alla diagnosi è di 59 anni, stabile rispetto alle settimane precedenti. Stabile, rispetto alle settimane precedenti, la percentuale di reinfezioni: circa il 45%.

Covid: salgono ricoveri, anche in terapia intensiva. Casi in lieve calo

Covid: salgono ricoveri, anche in terapia intensiva. Casi in lieve caloRoma, 15 dic. (askanews) – Salgono nell’ultima settimana i ricoveri, con infezione da SARS-CoV-2 in Italia. Lo evidenzia il monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità-Ministero della Salute che sottolinea come “pur osservando un ulteriore aumento del tasso di occupazione dei posti letto in area medica e in terapia intensiva rispetto alla settimana precedente, l’impatto sugli ospedali nel complesso resti contenuto”, inoltre, “nel periodo di monitoraggio, si osserva una lieve diminuzione dell’incidenza di nuovi casi identificati e segnalati con infezione”. Si conferma “la predominanza di ceppi virali ricombinanti riconducibili a XBB, ed in particolare alla variante d’interesse EG.5. Si assiste, inoltre, ad un incremento nella proporzione di sequenze riconducibili alla variante d’interesse BA.2.86, in accordo con quanto osservato in altri Paesi”.

Al 13 dicembre l’occupazione dei posti letto in area medica è pari a 11,9% (7.426 ricoverati), in aumento rispetto alla settimana precedente (10,7% al 06/12/2023). In aumento anche l’occupazione dei posti letto in terapia intensiva, pari a 2,7% (240 ricoverati) rispetto alla settimana precedente (2,5% al 06/12/2023). I tassi di ospedalizzazione e mortalità – evidenzia il bollettino – aumentano con l’età, presentando i valori più elevati nella fascia d’età 90+ anni; anche il tasso di ricovero in terapia intensiva aumenta con l’età . L’indice di trasmissibilità (Rt) basato sui casi con ricovero ospedaliero al 05/12/2023 è pari a 0,80 (0,77 – 0,83), sotto la soglia epidemica e in diminuzione rispetto alla settimana precedente. L’incidenza di casi COVID-19 diagnosticati e segnalati nel periodo 07/12/2023-13/12/2023 è pari a 94 casi per 100.000 abitanti, in diminuzione rispetto alla settimana precedente (101 casi per 100.000 abitanti nella settimana 30/11/2023-06/12/2023). L’incidenza settimanale (07/12/2023-13/12/2023) dei casi diagnosticati e segnalati presenta variazioni in quasi tutte le Regioni/PPAA rispetto alla settimana precedente. L’incidenza più elevata è stata riportata nella Regione Lazio (148 casi per 100.000 abitanti) e la più bassa in Sicilia (2 casi per 100.000 abitanti). La fascia di età che registra il più alto tasso di incidenza settimanale è la fascia 90+ anni. L’incidenza settimanale è sostanzialmente stabile in tutte le fasce d’età. L’età mediana alla diagnosi è di 59 anni, stabile rispetto alle settimane precedenti. Stabile, rispetto alle settimane precedenti, la percentuale di reinfezioni: circa il 45%.

Risparmio, Isp-C. Einaudi: 95% famiglie finanziariamente indipendenti

Risparmio, Isp-C. Einaudi: 95% famiglie finanziariamente indipendentiRoma, 15 dic. (askanews) – Il 95 per cento delle famiglie italiane dichiara di essere finanziariamente indipendente,in aumento rispetto al 93 per cento dell’Indagine 2022, a conferma che (malgrado le difficoltà dello scenario) l’autonomia reddituale resiste. La quota delle famiglie che riescono a risparmiare si porta sui valori massimi del pre-pandemia (54,7 per cento vs. 53,5 per cento nel 2022). Sale anche la percentuale media di reddito risparmiata (12,6 per cento, dall’11,5 per cento del 2022). Tra la maggioranza dei risparmiatori continua a manifestarsi confusione sul concetto d’inflazione, e sulle scelte d’investimento più adatte al manifestarsi di tale fenomeno.

E’ quanto emerge dall’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2023 presentata da Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi. La ricerca analizza l’impatto dell’inflazione subita e attesa sui comportamenti dei risparmiatori e i suoi effetti su redditi, consumi, liquidità, obiettivi, scelte concrete di investimento e di indebitamento. Verifica, inoltre, l’adeguatezza dei comportamenti degli investitori dal punto di vista della protezione del reddito e del patrimonio, mettendo in rilievo l’importanza dell’educazione finanziaria. Alla presentazione hanno preso parte Gregorio De Felice (Chief Economist della Banca), Beppe Facchetti e Giuseppe Russo (rispettivamente, Presidente e Direttore del Centro Einaudi) e Umberto Filotto (Docente di Economia presso l’Università di Tor Vergata; Presidente e Coordinatore del Comitato Scientifico della FEduF). Secondo il rapporto – si legge in una sintesi -tra le motivazioni del risparmio, risaltano la casa (30 per cento) e i figli (16 per cento); solo il 5 per cento degli intervistati dichiara di aver accantonato risorse per far fronte all’aumento dei prezzi. Per un terzo del campione, il risparmio è genericamente precauzionale, cioè senza un’intenzione precisa.

Tra gli investimenti finanziari salgono le obbligazioni, che raggiungono il 28 per cento dei portafogli di chi le detiene e assorbono in parte la flessione del risparmio gestito. La Borsa resta un «terreno da dissodare»: vi ha operato negli ultimi 12 mesi solo il 4,2 per cento del campione. Nell’ambito degli investimenti alternativi, dominano l’oro (che interessa il 23 per cento degli intervistati) e i fondi etici ESG (13 per cento). Malgrado una crescente sensibilità ai rischi, l’86 per cento degli intervistati dichiara di non aver sottoscritto un’assicurazione per coprire le spese mediche; il 68 per cento non ha un’assicurazione vita.

Solo il 38 per cento del campione è in grado di dare una definizione corretta dell’inflazione: oltre un quarto la confonde con il livello dei prezzi; qualcuno con il deprezzamento della valuta; altri con lo scostamento dal target della Banca Centrale Europea. A conferma di questa difficoltà di orientamento, oltre un terzo circa degli intervistati indica la detenzione di liquidità e obbligazioni a tasso fisso tra i comportamenti più idonei da tenere nel caso di inflazione. Il 30 per cento cita invece il «mattone»; poco più del 10 per cento l’oro e i «beni rifugio». A fronte del ritorno dell’inflazione, le famiglie italiane hanno avuto il buon senso di non vendere tutto per panico e di continuare a risparmiare. Emerge tuttavia chiara dall’Indagine l’esigenza di maggiore competenza e alfabetizzazione finanziaria, sia per i giovani che per gli adulti, per poter affrontare con consapevolezza il nuovo contesto. “Ci sono le condizioni – ha detto Gregorio De Felice , Chief Economist di Intesa Sanpaolo, a Milano, alla presentazione dell’indagine di Intesa e Centro Einaudi – per un aumento dei salari, che costituirebbe un volano importante per sostenere i consumi delle famiglie, il cui potere d’acquisto è compromesso dalla crescita dei prezzi, e per trattenere in Italia le risorse più qualificate. Occorre trovare il giusto mix tra CCNL e politiche salariali a livello d’impresa, per tenere conto della elevata eterogeneità che vi è oggi nelle performance delle imprese in termini di produttività e in generale di competitività”.

Il Papa: fermare il turbine della violenza. Incredibile quanti bambini sono morti a Gaza

Il Papa: fermare il turbine della violenza. Incredibile quanti bambini sono morti a GazaRoma, 15 dic. (askanews) – “Anche noi possiamo amarci gli uni gli altri come fratelli. Quanto bisogno ne abbiamo oggi! Tanti popoli, tanti ragazzi soffrono a causa della guerra! Sapete quanti bambini sono morti a Gaza in questa ultima guerra? Più di tremila. È incredibile, ma è la realtà. E in Ucraina sono più di cinquecento, e nello Yemen, in anni di guerra, sono migliaia. Il loro ricordo ci invita ad essere a nostra volta luci per il mondo, per toccare il cuore di tante persone, specialmente di chi può fermare il turbine della violenza”. Lo ha detto Papa Francesco ricevendo oggi in udienza in Vaticano i ragazzi dell’Azione Cattolica.

“Amare Dio e amarci tra noi: solo così il mondo ritroverà la luce e la pace di cui ha bisogno, come cantavano gli angeli a Betlemme. Amare Dio e gli altri: in famiglia, in parrocchia, a scuola e lungo le strade che percorrete ogni giorno, per aiutare tutti a credere che è ancora possibile cambiare rotta, scegliere la vita e tornare a sperare”, ha concluso il Papa.

Antitrust, sanzione di oltre 1 mln a società Chiara Ferragni

Antitrust, sanzione di oltre 1 mln a società Chiara FerragniRoma, 15 dic. (askanews) – Sanzione di oltre 1 milione alle società riconducibili a Chiara Ferragni e di 420 mila euro a Balocco per pratica commerciale scorretta, da parte dell’Antitrust.

Secondo l’Autorità le società “hanno fatto intendere ai consumatori che acquistando il pandoro “griffato” Ferragni avrebbero contribuito a una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino. La donazione, di 50mila euro, era stata invece già effettuata dalla sola Balocco mesi prima. Le società riconducibili a Chiara Ferragni hanno incassato dall’iniziativa oltre 1 milione di euro”. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato le società Fenice e Tbs Crew, che gestiscono i marchi e i diritti relativi alla personalità e all’identità personale della signora Chiara Ferragni, rispettivamente per 400mila euro e per 675 mila euro, e Balocco Industria Dolciaria per 420 mila euro. L’Autorità contesta alle tre società di aver attuato una pratica commerciale scorretta per aver pubblicizzato il “Pandoro Pink Christmas”, “griffato” Chiara Ferragni, lasciando intendere ai consumatori che, comprandolo, avrebbero contribuito a una donazione all’Ospedale Regina Margherita di Torino per acquistare un nuovo macchinario per le cure terapeutiche dei bambini affetti da Osteosarcoma e Sarcoma di Ewing.

Le società Fenice e Tbs Crew hanno incassato la somma di oltre 1 milione di euro a titolo di corrispettivo per la licenza dei marchi della signora Ferragni e per la realizzazione dei contenuti pubblicitari senza versare nulla all’ospedale Regina Margherita di Torino.

M5S, Conte: auguri a Grillo convalescente,ci siamo sentiti

M5S, Conte: auguri a Grillo convalescente,ci siamo sentitiRoma, 15 dic. (askanews) – Giuseppe Conte ha formulato “gli auguri di pronta guarigione” al fondatore e garante del Movimento 5 stelle Beppe Grillo: “come sapete – ha detto nel corso della trasmissione Il rosso e il nero su Rai Radio1 – ha avuto qualche problemc di salute che sta superando. L’ho sentito, è convalescente”.

Rispondendo a una domanda sulla polemica che tempo fa Grillo sollevo contro la parlamentare leghista Giulia Bongiorno, legale impegnata nel procedimento penale nel quale il figlio di Grillo, Ciro, è accusato di violenza sessuale, Conte ha aggiunto: “Mi sono espresso anche a caldo, è una vicenda complessa e delicata. Non auguro a nessuno di ritrovarsi in una situazione come quella, con un figlio con una accusa così rilevante. Sicuramente hanno prevalso le ragioni del padre in quella vicenda”, ha concluso.

Eurozona, indice Pmi a dicembre attività accelera discesa

Eurozona, indice Pmi a dicembre attività accelera discesaRoma, 15 dic. (askanews) – I dati provvisori dell’indagine PMI® di dicembre indicano una contrazione più rapida dell’attività economica nell’eurozona, concludendo un quarto trimestre in cui la produzione è crollata al tasso più rapido in 11 anni, escludendo i primi mesi di pandemia del 2020. Ancora una volta – informa una nota di S&P che elabora l’indice – il calo si è osservato sia nel terziario che manifatturiero, con entrambi i settori che hanno riportato una contrazione maggiore dei nuovi ordini, causando un’ulteriore riduzione del lavoro inevaso.

Per il secondo mese consecutivo, il livello occupazionale è diminuito poiché le aziende hanno riallineato la capacità operativa alla minore richiesta di nuovi ordini e alle previsioni negative sul prossimo anno, con un ottimismo che, anche se in leggero aumento, si è posizionato nettamente al di sotto della media di lungo termine. Le aziende manifatturiere hanno inoltre tagliato le giacenze di materie prime e semilavorati ad un tasso mai osservato dal 2009. Sono stati segnalati contrastanti segnali relativi all’inflazione, quella relativa ai costi di acquisto è diminuita mentre l’inflazione dei prezzi di vendita è aumentata, e quest’ultima in particolare è rimasta elevata rispetto alla media storica. Produzione e domanda

Calcolato sull’85% circa delle usuali risposte raccolte mensilmente dall’indagine prodotta dalla S&P Global, l’Indice HCOB PMI Flash della Produzione Composita dell’eurozona destagionalizzato di dicembre ha registrato 47.0, diminuendo rispetto a 47.6 di novembre e segnalando il settimo mese consecutivo di contrazione dell’attività economica dell’eurozona. Se escludiamo i primi mesi di chiusure pandemiche, questo debole valore conclude il trimestre segnando la peggiore contrazione media trimestrale dell’attività registrata dell’indagine dall’ultimo trimestre del 2012. A guidare la contrazione continua ad essere il manifatturiero, accompagnato dal forte calo dell’attività terziaria. La produzione manifatturiera ha indicato il nono mese consecutivo di calo, e ad un tasso accelerato dopo il rallentamento avutosi a novembre, ma meno elevato del record in quattro mesi di ottobre. L’attività terziaria è nel frattempo diminuita per il quinto mese consecutivo, anch’essa ad un tasso più rapido fino a segnare il calo peggiore dalle restrizioni pandemiche di inizio 2021.

Ancora una volta, la contrazione complessiva dell’attività economica rispecchia il deterioramento del flusso dei nuovi ordini, ridottosi per il settimo mese consecutivo e ad un tasso invariato rispetto al forte calo di novembre (ma di minore portata del picco in tre mesi di ottobre). È il ventesimo mese consecutivo che i nuovi ordini del manifatturiero indicano una contrazione, e ad un tasso che resta elevato rispetto alla media storica, anche se rallentato per il secondo mese consecutivo. Il tasso di riduzione degli ordini acquisiti dal terziario resta tra i più alti degli ultimi tre anni, indicando il sesto mese di calo ininterrotto. Il lavoro inevaso è di conseguenza diminuito fortemente, riducendosi per la diciassettesima volta su 18 mesi, e peggiorando il ritmo di declino rispetto a novembre. Nel manifatturiero, continua la forte diminuzione degli ordini non ancora completati, ma a dicembre assistiamo anche al sesto mese consecutivo di calo delle commesse inevase terziarie, il più rapido da febbraio 2021.

Tendenze nazionali La contrazione è stata guidata dalla Francia, dove le aziende hanno riportato la peggiore riduzione dell’attività da marzo 2013 (escludendo il periodo pandemico) a causa di tassi di declino accelerati sia per il manifatturiero che per il terziario. Tuttavia, anche in Germania la produzione è diminuita a tasso elevato e accelerato, visti i cali netti del settore dei beni e dei servizi. Il resto dell’eurozona ha invece riportato riduzioni più attenuate rispetto a Francia e Germania, indicando il quinto mese consecutivo di contrazione dei livelli di produzione, dovuto al forte calo dei livelli produttivi manifatturieri che continua a controbilanciare una crescita solo limitatamente modesta dell’attività terziaria. Commentando i dati PMI flash, Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso Hamburg Commercial Bank, ha dichiarato: “I dati raccolti presentano ancora una volta un quadro sconfortante, con l’economia dell’eurozona che non mostra alcun segnale evidente di ripresa, registrando invece la sesta contrazione consecutiva su base mensile. La possibilità che l’eurozona sia entrata in recessione dal terzo trimestre rimane quindi parecchio elevata.

Natale in cucina con Food Network

Natale in cucina con Food NetworkRoma, 15 dic. (askanews) – Ernst Knam e Frau Knam portano sullo schermo due ricette amatissime, per festeggiare il Natale con le mani in pasta: l’insalata russa e la foresta nera. Non poteva certo mancare a questo appuntamento la coppia più dolce della pasticceria italiana, lo Chef Ernst Knam e la food blogger Frau Knam, che il pubblico di Food Network ha imparato a conoscere grazie al suo programma “La pasticceria di Frau Knam”, interamente dedicato alle mille declinazioni del dolce ma tutte rigorosamente replicabili, anche dai meno esperti.

In occasione dello speciale dedicato al Natale, Frau Knam si cimenterà in una ricetta salata amatissima e che non può mancare nel menù natalizio: l’insalata russa. Il Natale è da sempre una festa che si trascorre in famiglia, a tavola, con le persone care, e il momento del dolce è quello più atteso, per l’occasione lo Chef Ernst Knam porta tavola un dolce golosissimo, cream tart foresta nera. L’appuntamento con la coppia più dolce della TV è sabato 16 dicembre, ore 16.30 su Food Network, canale 33.